<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>stitichezza Archivi - amaperbene.it</title>
	<atom:link href="https://www.amaperbene.it/tag/stitichezza/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.amaperbene.it/tag/stitichezza/</link>
	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
	<lastBuildDate>Mon, 27 Oct 2025 09:57:17 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>

<image>
	<url>https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2024/04/cropped-icona-amaperbene-web-32x32.png</url>
	<title>stitichezza Archivi - amaperbene.it</title>
	<link>https://www.amaperbene.it/tag/stitichezza/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">233936611</site>	<item>
		<title>Nuove linee guida per combattere la stitichezza</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/nuove-linee-guida-per-combattere-la-stitichezza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Oct 2025 09:57:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pillole di Conoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[stitichezza]]></category>
		<category><![CDATA[Stitichezza Cronica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.amaperbene.it/?p=33831</guid>

					<description><![CDATA[<p>Chiamata anche stipsi o costipazione, la stitichezza è un disturbo caratterizzato dal rallentamento del transito delle feci nell’intestino con conseguente accumulo delle feci stesse ed evacuazioni intestinali poco frequenti (meno di tre volte a settimana) e difficili. L’aumento del tempo di permanenza delle feci nell’intestino porta quest’ultimo a riassorbire l’acqua presente nelle feci: la massa &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/nuove-linee-guida-per-combattere-la-stitichezza/">Nuove linee guida per combattere la stitichezza</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Chiamata anche stipsi o costipazione, la stitichezza è un disturbo caratterizzato dal rallentamento del transito delle feci nell’intestino con conseguente accumulo delle feci stesse ed evacuazioni intestinali poco frequenti (meno di tre volte a settimana) e difficili. L’aumento del tempo di permanenza delle feci nell’intestino porta quest’ultimo a riassorbire l’acqua presente nelle feci: la massa fecale, privata dell’acqua, diventa così sempre più dura e difficile da evacuare.</p>
<p>La causa principale della stitichezza è la ridotta motilità intestinale che può dipendere da diversi motivi: abitudini alimentari errate (consumo di poche fibre e acqua, ad esempio), stile di vita troppo sedentario (il movimento fisico favorisce la peristalsi intestinale), patologie a carico dell’intestino e del colon (diverticolite, tumore del colon retto, tumore dell’ano), azione collaterale di taluni farmaci.</p>
<p>Si manifesta con sintomi come gonfiore, dolore addominale e sensazione di evacuazione incompleta. Varie patologie possono risultare associate alla stitichezza tra le quali: bruciore anale, cancro al colon, diverticolite, dolore anale, fecaloma, feci dure, feci nastriformi, gonfiore in sede anale, incontinenza fecale, mal di stomaco, prolasso rettale, prurito anale, ragadi anali, tenesmo rettale, tumore del colon retto, tumore dell’intestino, tumore dell’ano, ed altre.</p>
<p>È un disturbo intestinale gravoso che colpisce il 10,1% della popolazione mondiale. Ha un impatto significativo sulla qualità della vita e può comportare un notevole onere finanziario sia per i pazienti che per i sistemi sanitari. Quasi tutti i pazienti provano opzioni di gestione dello stile di vita per alleviare i sintomi, comprese modifiche dietetiche che si concentrano principalmente sull&#8217;aumento dell&#8217;assunzione di fibre alimentari. Tuttavia, più della metà non è soddisfatta del trattamento attuale, evidenziando un&#8217;urgente necessità di migliorare le strategie di gestione della stitichezza cronica.</p>
<p>In generale alcune modifiche del regime alimentare possono essere di aiuto nel prevenire la stitichezza: un’alimentazione ricca di frutta, verdura e acqua può infatti favorire la motilità intestinale, prevenendo lo sviluppo di questa condizione. Bere acqua è importante soprattutto nei mesi più caldi, quando molti liquidi vengono persi con il sudore. Molto importante è anche lo svolgimento di regolare movimento fisico, anche leggero, che stimola l’attività dell’intestino.</p>
<p>Le attuali linee guida terapeutiche per la stitichezza cronica raccomandano diverse modifiche dietetiche per il sollievo dei sintomi. Vari studi hanno dimostrato che i kiwi verdi alleviano la stitichezza e migliorano il benessere gastrointestinale (GI). Basterebbe il consumo di 2 kiwi verdi (<em>A. chinensis</em> var. <em>deliciosa</em> &#8220;Hayward&#8221;) al giorno, come dimostrato in uno studio clinico multicentrico randomizzato controllato internazionale i cui risultati sono stati pubblicati. sull’<em>Am. J. Gastroenterol</em>.</p>
<p>Per venire incontro alle emergenti richieste sull’argomento, i ricercatori del King’s College di Londra hanno stilato le prime e più complete linee guida mai pubblicate, fondate sulle prove scientifiche e per questo avallate, tra gli altri, dalla British Dietetic Association (BDA). La società scientifica, insieme ad altre del settore, ora si augura siano adottate da tutti i medici, infermieri, dietisti e professionisti di diverso tipo, ma anche dalle persone che intendono affrontare la propria condizione senza ricorrere a farmaci, migliorando l’autogestione. Nel documento sono presenti anche consigli finalizzati a facilitare l’adozione delle regole principali in tutto il mondo, e quindi in sistemi sanitari di qualunque tipo.</p>
<p>Per illustrare i diversi aspetti e dare massima visibilità alle conclusioni, comprese le priorità della ricerca e i consigli pratici, gli autori hanno pubblicato le linee guida su due riviste, il <em>Journal of Human Nutrition &amp; Dietetics</em> e <em>Neurogastroenterology &amp; Motility</em>.</p>
<p>Dalle quattro revisioni sistematiche e meta-analisi per identificare gli studi clinici randomizzati controllati (RCT) idonei sono state prodotte 59 raccomandazioni dietetiche tramite l&#8217;indagine Delphi. Per gli integratori alimentari, 15 raccomandazioni si riferiscono agli integratori di fibre, 20 ai probiotici, 2 ai simbiotici, 5 all&#8217;ossido di magnesio, 2 alla senna e 3 agli integratori di kiwi. Per gli alimenti, tre raccomandazioni si riferivano ai kiwi, due alle prugne secche e due al pane di segale. Per le bevande, cinque raccomandazioni si riferivano all&#8217;acqua ricca di minerali. Non sono state formulate raccomandazioni per approcci dietetici completi a causa della mancanza di prove. Dodici raccomandazioni presentavano un livello di evidenza molto basso, 39 un livello di evidenza basso e 8 un livello di evidenza moderato. Ventisette raccomandazioni erano raccomandazioni forti e 32 raccomandazioni qualificate.</p>
<p>Da qui è nata l’indicazione di 12 priorità per la ricerca, ovvero gli aspetti che dovrebbero essere primariamente approfonditi nei prossimi anni.</p>
<p><strong>Le nuove linee guida</strong></p>
<p>Nel lavoro sono stati presi in esame 75 studi clinici controllati, e il primo commento è quello che si trova spesso in questo tipo di analisi: i lavori pubblicati negli ultimi anni sono stati quasi sempre di qualità scarsa o comunque appena sufficiente, e si sono concentrati troppo spesso su singoli alimenti, o supplementi o principi attivi, mentre ciò che conta è la composizione complessiva della dieta, il suo valore nutrizionale e le abitudini alimentari.</p>
<p>Ma ciò che forse è stato più sorprendente è stato il fatto che, se si osservano i numeri, le raccomandazioni più solide non sono quelle sul generico aumento di fibre o di acqua, ma su altro. In totale, quelle presenti sono addirittura 59, e riguardano i diversi alimenti e supplementi.</p>
<p>I più innovativi sono forse quelli che riguardano i kiwi, che assumono un ruolo di primaria grandezza, consumati con o senza buccia (in Italia non c’è l’abitudine di consumarli con la buccia, ma non c’è nulla si sbagliato, sottolineano gli autori), in numero variabile ma comunque non inferiore a due al giorno. I kiwi sono così efficaci perché, oltre a contenere un elevato numero di fibre, sono composti da molta acqua, necessaria per lo scorrimento delle feci e per il loro ammorbidimento.</p>
<p>Poi ci sono le prugne secche (otto-dieci al giorno) e l’acqua ricca di minerali, migliore di quella del rubinetto, anche se quest’ultima varia molto, e il pane di segale. L’ossido di magnesio è sicuramente efficace. Subito dopo ci sono lo psillio (di solito in forma di integratore), alcuni probiotici e il pane di segale, mentre la senna, lassativo vegetale estratto dall’omonima pianta usato da secoli, non sembra molto efficace o, quantomeno, su di essa non ci sono studi convincenti.</p>
<p>A un livello più generale, poi, secondo i ricercatori di Londra è molto meglio concentrarsi prima sulla frutta e su ciò che si beve, piuttosto che affidarsi alle numerose marche di probiotici pubblicizzati. Su questi ultimi, in realtà, gli studi sono insufficienti, anche se per alcuni è stata suggerita un’azione lassativa. Ma ciò che non si è studiato a dovere è l’interazione con il microbiota intestinale, così come gli assortimenti di più probiotici. Analogamente, continuare ad aumentare la quantità di fibre è importante e necessario, ma non è sufficiente, perché per un buon funzionamento dell’intestino sono fondamentali la quantità di acqua e la salute del microbiota residente.</p>
<p>Finalmente chi deve fornire consigli – siano i medici o le autorità sanitarie – ora hanno a disposizione uno strumento convalidato, e possono suggerire di basarsi sui kiwi o sulle prugne, con un po’ di pane di segale e molta acqua ricca di minerali, prima di intraprendere azioni più invasive, e non necessariamente efficaci.</p>
<ul>
<li>
<pre>Gearry R, Fukudo S, Barbara G, Kuhn-Sherlock B, Ansell J, Blatchford P, Eady S, Wallace A, Butts C, Cremon C, Barbaro MR, Pagano I, Okawa Y, Muratubaki T, Okamoto T, Fuda M, Endo Y, Kano M, Kanazawa M, Nakaya N, Nakaya K, Drummond L. Consumption of 2 Green Kiwifruits Daily Improves Constipation and Abdominal Comfort-Results of an International Multicenter Randomized Controlled Trial. <em>Am J Gastroenterol</em>. 2023 Jun 1;118(6):1058-1068. doi: 10.14309/ajg.0000000000002124. Epub 2022 Dec 20. PMID: 36537785; PMCID: PMC10226473. Dimidi E, van der Schoot A, Barrett K, Farmer AD, Lomer MC, Scott SM, Whelan K. British Dietetic Association Guidelines for the Dietary Management of Chronic Constipation in Adults. <em>J Hum Nutr Diet</em>. 2025 Oct;38(5):e70133. doi: 10.1111/jhn.70133. PMID: 41081513; PMCID: PMC12517116.</pre>
</li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/nuove-linee-guida-per-combattere-la-stitichezza/">Nuove linee guida per combattere la stitichezza</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">33831</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Le fibre alimentari</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/le-fibre-alimentari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Oct 2023 17:06:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Da sapere]]></category>
		<category><![CDATA[alimenti integrali]]></category>
		<category><![CDATA[fibra alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[fibre insolubili]]></category>
		<category><![CDATA[fibre solubili]]></category>
		<category><![CDATA[regolazione del transito intestinale]]></category>
		<category><![CDATA[stitichezza]]></category>
		<category><![CDATA[verdura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.amaperbene.it/?p=28541</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le fibre alimentari (talvolta anche fibre dietetiche) sono una classe di alimenti di difficile definizione. Il concetto di fibra alimentare è piuttosto recente; i primi studi scientifici sull’argomento, infatti, risalgono agli anni ‘70. Secondo l’EUFIC (European Food Information Council) “La fibra alimentare o “crusca” è costituita dalle parti commestibili dei vegetali, che non possono essere &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/le-fibre-alimentari/">Le fibre alimentari</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le <strong>fibre alimentari</strong> (talvolta anche fibre dietetiche) sono una classe di alimenti di difficile definizione. Il concetto di fibra alimentare è piuttosto recente; i primi studi scientifici sull’argomento, infatti, risalgono agli anni ‘70.</p>
<p>Secondo l’EUFIC (European Food Information Council) “<strong>La fibra alimentare o “crusca” è costituita dalle</strong> <strong>parti commestibili dei vegetali, che non possono essere digerite nell’intestino tenue e transitano integre nell’intestino crasso</strong>. Esse <strong>includono i polisaccaridi non amilacei</strong> (ad esempio cellulosa, emicellulosa, gomme, pectine), <strong>gli oligosaccaridi</strong> (ad esempio l’inulina), <strong>la lignina ed altre sostanze vegetali</strong> associate (ad esempio cere, suberina).</p>
<p>Il termine fibra alimentare comprende anche un tipo di <strong>amido</strong> noto come “<strong>resistente</strong>” (reperibile nei legumi, in semi e granaglie parzialmente macinati, in certi cereali per la prima colazione) perché non viene digerito nel tenue e giunge inalterato nell’intestino crasso, dove subiscono la fermentazione batterica, parziale o completa, con produzione di acidi e gas.</p>
<p><strong>Le fibre alimentari sono presenti in frutta</strong> (pere, fragole, more, lamponi, uva passa, aranci), <strong>verdura</strong> (cavoletti di Bruxelles, carciofo, cipolla, aglio, mais, piselli, fagioli verdi, broccoli), <strong>legumi </strong>(lenticchie, ceci, fagioli) <strong>e granaglie</strong> (crusca di avena o di altri cereali, pani integrali e semintegrali), <strong>noci e semi</strong>.</p>
<p>Le fibre non sono tutte uguali. Hanno effetti fisiologici diversi, ma comunque tutti utili al nostro organismo: la pectina ad esempio regola glicemia e colesterolemia, la cellulosa, per la sua capacità di fissare l’acqua gonfiandosi come una spugna, accresce il volume e la pastosità delle feci e ne facilita il passaggio attraverso l’intestino.</p>
<p>Una prima distinzione va fatta in relazione al loro comportamento con l’acqua:</p>
<ul>
<li><strong>fibre solubili</strong> (per esempio <strong>le gomme, i galattomannani, le mucillagini e le pectine</strong>) <strong>contenute in diversi alimenti, fra i quali crusca di avena, orzo perlato, legumi, patate, albicocche, mele, riso integrale, fagioli, ceci, piselli, fave, lupini, agrumi, </strong>ecc.;</li>
</ul>
<ol>
<li><strong>formano con l&#8217;acqua una massa gelatinosa viscosa, con proprietà chelanti nei confronti di macronutrienti quali i glucidi e i lipidi; </strong></li>
<li><strong>hanno potere saziante, </strong></li>
<li><strong>facilitano l’eliminazione degli acidi biliari, </strong></li>
<li><strong>riducono sia l’assorbimento intestinale dei prodotti della digestione che la produzione di colesterolo.</strong></li>
</ol>
<ul>
<li><strong>fibre insolubili</strong> (<strong>cellulosa, emicellulosa, e lignina</strong>) <strong>presenti nei </strong><strong>cereali integrali, nella crusca di grano, nel pane integrale, nell’orzo intero, nelle verdure, nei fagioli e fagiolini, nelle fave, nei piselli, nel radicchio rosso, nelle melanzane, nelle carote, nelle pere, nei cavolfiori. ecc.</strong><strong>. </strong></li>
</ul>
<p>La fibra alimentare insolubile si oppone ai disturbi caratterizzati da transito intestinale lento. Per cui è utile nella prevenzione di stitichezza, emorroidi, diverticolite e tumore di colon e retto.</p>
<table width="529">
<tbody>
<tr>
<td width="103"><strong>TIPO DI FIBRA</strong></td>
<td width="148"><strong>ALIMENTI IN CUI SONO PRESENTI</strong></td>
<td width="132"><strong>CARATTERISTICHE</strong></td>
<td width="146"><strong>FUNZIONI FISIOLOGICHE</strong></td>
</tr>
<tr>
<td colspan="4" width="529"><strong>INSOLUBILI</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="103">Cellulosa ed emicellulosa</td>
<td width="148">Crusca legumi frutta cereali integrali</td>
<td rowspan="2" width="132">Assorbono l’acqua fino a 10-25 volte il loro peso</td>
<td rowspan="2" width="146">Aumentano la massa fecale e facilitano il transito del bolo intestinale</td>
</tr>
<tr>
<td width="103">Lignina</td>
<td width="148">Frumento, verdure, pere, fragole, prugne, pesche</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="4" width="529"><strong>SOLUBILI</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="103">Inulina</td>
<td width="148">Frutta, patate, aglio, verdura</td>
<td rowspan="6" width="132">Legano l’acqua e formano una massa viscosa, un gel</td>
<td width="146">Favorisce lo sviluppo di bifidus batteri e non gelifica</td>
</tr>
<tr>
<td width="103">Pectina</td>
<td width="148">Frutta, patate, carote, dolci, fagioli</td>
<td rowspan="5" width="146">Riducono l’assorbimen-to di carboidrati e di colesterolo</p>
<p>Favorisce il transito del bolo intestinale</td>
</tr>
<tr>
<td width="103">Glattomannani</td>
<td width="148">legumi</td>
</tr>
<tr>
<td width="103">Gomme</td>
<td width="148">Avena, fagioli, legumi</td>
</tr>
<tr>
<td width="103">Mucillagini</td>
<td width="148">Psillio</td>
</tr>
<tr>
<td width="103">Alghe</td>
<td width="148">alghe</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong>Pur non avendo alcun significato nutrizionale, le fibre alimentari sono estremamente importanti per la salute umana</strong>; in particolare esse esercitano effetti di tipo funzionale e metabolico che la rendono una importante componente della dieta umana. In effetti le fibre:</p>
<p><strong>Proprietà della fibra alimentare</strong>:</p>
<ul>
<li>aumenta la massa fecale senza aggiungere calorie, velocizza il transito intestinale, riduce il tempo di permanenza nell&#8217;intestino delle sostanze tossiche per la mucosa intestinale, il che ha un effetto protettivo nei confronti del tumore al colon e del tumore al retto;</li>
<li>regolarizza la funzione intestinale, opponendosi a disturbi come stitichezza, emorroidi e diverticolite;</li>
<li>aumenta il senso di sazietà, il che contribuisce a un miglior controllo del peso corporeo e alla lotta al sovrappeso e all&#8217;obesità;</li>
<li>interferisce con l&#8217;assorbimento dei lipidi (acidi grassi e colesterolo) e dei glucidi (ossia gli zuccheri), risultando un validissimo alleato nella lotta all&#8217;obesità e alle malattie sostenute dal mancato controllo della glicemia, della colesterolemia e/o della trigliceridemia, come il diabete mellito, le coronaropatie, l&#8217;aterosclerosi, il colesterolo alto e l&#8217;ipertrigliceridemia;</li>
<li>favorisce il mantenimento di un pH intestinale che deprime la crescita dei batteri dannosi residenti nell&#8217;intestino, la cui attività è associata ai tumori di colon e retto, e, al contempo, esalta lo sviluppo dei batteri benefici, attraverso un effetto prebiotico, con effetti protettivi nei confronti della mucosa dell&#8217;intestino;</li>
</ul>
<p>Premesso che, mancando un riconoscimento univoco di tutte le classi di sostanze appartenenti alla categoria della fibra alimentare, ogni raccomandazione quantitativa riguardo la introduzione di fibra alimentare in generale, e di fibra solubile in particolare, va presa con la dovuta cautela. Il <strong>fabbisogno giornaliero stabilito dai LARN è di 20-35 g di fibre</strong>, <strong>con un rapporto insolubili/solubili di 3:1</strong>.</p>
<p><strong>E&#8217; opportuno non superare tali valori</strong>, perché troppa fibra alimentare apporta un eccesso di acido fitico, una sostanza che ostacola l&#8217;assorbimento di alcuni minerali, tra cui il calcio, il selenio, il magnesio. il ferro e lo zinco, o aggravare patologie quali il morbo di Crohn ed il colon irritabile.</p>
<p>In un regime alimentare equilibrato, la fibra alimentare insolubile dovrebbe costituire il 70-75% della fibra totale, mentre la fibra alimentare solubile il restante 25-30%. Tuttavia, per i nutrizionisti, più che il tipo di fibra alimentare assunta è importante il raggiungimento della quota giornaliera raccomandata.</p>
<p>Si raccomanda allora di soddisfare il giusto fabbisogno privilegiando le fibre contenute negli alimenti: è infatti consigliabile <strong>ricavare la propria razione quotidiana direttamente dai</strong> <strong>cibi </strong>(<strong>preferibilmente integrali</strong>). In questo modo si potrà beneficiare dell&#8217;effetto sinergico esercitato dai vari micronutrienti presenti nelle pietanze. Da non sottovalutare anche la questione economica, dal momento che gli integratori di fibra hanno un costo non trascurabile. Se poi si decide di aumentare il contenuto in fibre della propria dieta è bene farlo con gradualità, onde evitare l&#8217;insorgenza di problemi gastrointestinali (meteorismo, diarrea, flatulenza ecc.).</p>
<p>Ricordarsi infine che <strong>le fibre vanno assunte insieme a molta acqua</strong>, poiché, come visto, tutte le loro interessanti caratteristiche sono legate alla capacità di assorbire e trattenere liquidi; se questi scarseggiano, gli effetti benefici ricercati vengono notevolmente ridimensionati e, in alcuni casi, si rischia di ottenere effetto opposto a quello sperato.</p>
<p><strong>Evitare infine di assumere le fibre insieme a farmaci, poiché possono interferire con l&#8217;assorbimento intestinale dei vari princìpi attivi</strong>.</p>
<p>L’assunzione di fibre alimentari è spesso motivata dall’intento di <strong>limitare l’apporto calorico</strong> (integratori in diete ipocaloriche). In questo caso occorre tener presente che l’obiettivo non è tanto quello di assumere molte fibre quanto quello di assumerne la quantità giusta, evitando di andare in sovrappeso a causa di un’assunzione eccessiva di calorie, è molto importante rapportare il contenuto di fibre alle calorie dell&#8217;alimento. Per questo motivo è stato introdotto l’indice di fibra.</p>
<p><strong>Indice di fibra</strong> (IF) = (FIB/CAL) x 100</p>
<p>dove: FIB = g di fibre in 100 g di alimento; CAL = calorie sempre in 100 g di alimento</p>
<p>Vediamo un esempio per chiarirci un po&#8217; le idee su questo dato:</p>
<table>
<tbody>
<tr>
<td width="217">CALORIE (100 g)</td>
<td width="217">FIBRE (100 g)</td>
<td width="217">INDICE DI FIBRA</td>
</tr>
<tr>
<td width="217">Cicoria       10 Kcal</td>
<td width="217">3,6 g</td>
<td width="217">36</td>
</tr>
<tr>
<td width="217">All Bran     275 Kcal</td>
<td width="217">29.3 g</td>
<td width="217">10,65</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>All Bran = cereali ricchi di fibra provenienti dalla crusca di frumento</p>
<p>Per assumere 20 g di fibra sono quindi necessari:</p>
<p>555 g di cicoria (solo 55 Kcal)</p>
<p>oppure:  68 g di All Bran (ben 187 Kcal)</p>
<p>In conclusione, <strong>chi vuole perdere peso deve ricavare le fibre principalmente dalla verdura</strong>, piuttosto che ricorrere ad un consumo smodato di corn flakes. I corn flakes (quelli che superano le 300 kcal/100 g) che ormai hanno invaso il mercato hanno indici di fibra molto bassi; nonostante la pubblicità inviti a consumarli per sopperire al fabbisogno di fibre perché tale fabbisogno sia soddisfatto il contenuto calorico lievita paurosamente.</p>
<table width="595">
<tbody>
<tr>
<td width="491"><strong>Alimenti più ricchi di fibre</strong></td>
<td width="104"><strong>g/100g</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="491">Pugne secche, mandorle</td>
<td width="104"><strong>15-16</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="491">Albicocche secche snocciolate</td>
<td width="104"><strong>13,7</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="491">Cioccolato fondente al 70% di cacao</td>
<td width="104"><strong>12,6</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="491">Carciofi cotti</td>
<td width="104"><strong>9,4</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="491">Fagioli rossi cotti, ceci cotti, noccioline, ribes, fagioli bianchi cotti, scorzobianca appertizzata</td>
<td width="104"><strong>8-9</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="491">Lenticchie cotte, datteri secchi, nocciole, ribes nero, pane integrale</td>
<td width="104"><strong>7-8</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="491">Lampone, uvetta, fave cotte, castagne, prezzemolo, piselli cotti, more, noci</td>
<td width="104"><strong>6-7</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="491">Topinambur, sedano rapa crudo, fagioli flageolet appertizzati, patatine</td>
<td width="104"><strong>5</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="491">Fiocchi di mais, piselli spezzati cotti, cavolino di Bruxelles, fette biscottate, olive verdi, semola</td>
<td width="104"><strong>4-5</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="491">Igname cotta, pastinaca cotta, tarassaco cotto, finocchio crudo, spinaci cotti, fagiolini cotti, baguette, pane rustico</td>
<td width="104"><strong>3.4</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="491">Patata dolce cruda, cavolo verde cotto, cetriolo, broccolo cotto, peperone cotto, carota cruda, cavolfiore cotto, crescione crudo, funghi champignon crudi, indivia cruda, zucca Red Kuri cruda, mais dolce appertizzato soia (germogli) appertizzata, rapa cotta, melanzana cotta, coste, sedano crudo, peperone rosso crudo, peperone verde crudo, zucca cotta</td>
<td width="104"><strong>2-3</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="491">Fonte: Ciqual</td>
<td width="104">&nbsp;</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>La <strong>carenza di fibre nella dieta</strong> e delle loro interazioni con l’apparato digerente è stata messa in relazione con un gran numero di malattie, soprattutto intestinali croniche.</p>
<p><strong>Malattie associate ad una dieta a basso contenuto di fibre </strong></p>
<table width="584">
<tbody>
<tr>
<td width="130"><strong>Metaboliche</strong></td>
<td width="454">Obesità, gotta, diabete, calcoli renali e calcoli biliali.</td>
</tr>
<tr>
<td width="130"><strong>Cardiovascolari</strong></td>
<td width="454">Ipertensione, malattie cerebrovascolari, ischemia e infarto del miocardo, vene varicose, trombosi delle vene profonde, embolia polmonare.</td>
</tr>
<tr>
<td width="130"><strong>Patologie del colon</strong></td>
<td width="454">Stitichezza, appendicite, diverticolite, diverticolosi, emorroidi, cancro del colon, sindrome del colon irritabile, colite ulcerosa, malattia di Crohn.</td>
</tr>
<tr>
<td width="130"><strong>Altre</strong></td>
<td width="454">Carie dentaria, malattie autoimmuni, anemia perniciosa, sclerosi multipla, ipertiroidismo e affezioni cutanee.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>L’assunzione di una quantità elevata di fibre, soprattutto insolubili, può determinare una riduzione dell’assorbimento di minerali come <a href="http://www.leziosa.com/cibo5.htm">ferro</a> e <a href="http://www.leziosa.com/cibo4.htm">calcio</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/le-fibre-alimentari/">Le fibre alimentari</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">28541</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
