<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Spezie Archivi - amaperbene.it</title>
	<atom:link href="https://www.amaperbene.it/tag/spezie/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.amaperbene.it/tag/spezie/</link>
	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
	<lastBuildDate>Tue, 08 Aug 2023 10:46:02 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2024/04/cropped-icona-amaperbene-web-32x32.png</url>
	<title>Spezie Archivi - amaperbene.it</title>
	<link>https://www.amaperbene.it/tag/spezie/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">233936611</site>	<item>
		<title>Principali spezie e loro benefici</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/principali-spezie-e-loro-benefici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Aug 2023 09:35:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spezie]]></category>
		<category><![CDATA[aglio]]></category>
		<category><![CDATA[aneto]]></category>
		<category><![CDATA[anice stellato]]></category>
		<category><![CDATA[Cannella]]></category>
		<category><![CDATA[chiodi di garofano]]></category>
		<category><![CDATA[cumino]]></category>
		<category><![CDATA[curcuma]]></category>
		<category><![CDATA[Liquirizia]]></category>
		<category><![CDATA[Menta]]></category>
		<category><![CDATA[Noce Moscata]]></category>
		<category><![CDATA[paprica]]></category>
		<category><![CDATA[pepe]]></category>
		<category><![CDATA[Peperoncino]]></category>
		<category><![CDATA[senape]]></category>
		<category><![CDATA[Sesamo]]></category>
		<category><![CDATA[sostanze aromatiche]]></category>
		<category><![CDATA[Vaniglia]]></category>
		<category><![CDATA[Zafferano]]></category>
		<category><![CDATA[Zenzero]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.amaperbene.it/?p=27504</guid>

					<description><![CDATA[<p>Col termine spezie si indicano genericamente alcune sostanze di origine vegetale che vengono usate per aromatizzare e insaporire cibi e bevande, e, specialmente in passato, usate anche in medicina e in farmacia. Molte di queste sostanze hanno anche altre destinazioni d’uso, ad esempio per la preservazione del cibo, in rituali religiosi, cosmesi o profumeria. Spezie &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/principali-spezie-e-loro-benefici/">Principali spezie e loro benefici</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Col termine <a href="/category/dal-mondo-vegetale/spezie/"><strong>spezie</strong></a> si indicano genericamente alcune sostanze di origine vegetale che vengono usate per aromatizzare e insaporire cibi e bevande, e, specialmente in passato, usate anche in medicina e in farmacia. Molte di queste sostanze hanno anche altre destinazioni d’uso, ad esempio per la preservazione del cibo, in rituali religiosi, cosmesi o profumeria.</p>
<p>Spezie ed erbe aromatiche sono termini spesso usati come sinonimi perché sia le prime che le seconde vengono ampiamente utilizzate in cucina per aromatizzare e dare sapore a cibi e pietanze. I due termini non sono però intercambiabili. La prima differenza da fare tra spezie e aromi, tra spezie ed erbe aromatiche, riguarda come vengono impiegate: le erbe aromatiche sono usate soprattutto fresche, spesso aggiunte nei piatti verso la fine della cottura o a cottura ultimata: pensiamo al basilico o al prezzemolo che ricoprono primi piatti e risotti o alla salvia e alla menta che insaporiscono arrosti di carne e secondi di pesce.</p>
<p>Delle piante aromatiche si sfruttano di solito le foglie fresche per conferire un certo aroma agli alimenti, mentre le spezie sono in genere essiccate: dal peperoncino al pepe, dai chiodi di garofano allo zafferano fino alla paprika, le spezie sono ricavate dalla lavorazione di arbusti, bacche, semi, radici, boccioli, foglie e frutti. Inoltre, se gli aromi insaporiscono e aromatizzano senza modificare il sapore delle pietanze, le spezie invece hanno più la funzione di dare un certo gusto ai cibi, di modificare il sapore di un piatto, rafforzandolo oppure rendendolo più gradevole al palato. Un’altra differenza è che le spezie hanno perlopiù origine esotica al contrario delle erbe aromatiche.</p>
<p><strong><a href="/aneto-anethum-graveolens-l/">Aneto</a><br />
</strong>L’aneto è una pianta originaria dell’India, che nell’aspetto è simile al finocchio selvatico e all’anice ma ha un sapore molto più aromatico e pungente. Dell’aneto si usano sia le foglie che i semi essiccati, caratterizzati da tante proprietà benefiche grazie alle quali, fin dall’antichità, questa spezia è stata utilizzata come rimedio naturale.</p>
<p>Svolge un’azione carminativa (favorisce cioè l’eliminazione dei gas da stomaco e intestino) ed è antispasmodico, per cui risulta di aiuto in caso di crampi allo stomaco e alitosi. E’ quindi una spezia alleata della salute e del benessere dell’apparato gastrointestinale.</p>
<p>L’infuso di aneto dà anche sollievo in caso di problemi digestivi, mentre assunto prima di andare a dormire concilia il sonno e contrasta l’insonnia.</p>
<p>L’aneto vanta ottime proprietà diuretiche e depurative, che lo rendono utile contro ritenzione idrica e cellulite. Ha anche grosse potenzialità in ambito cosmetico: i semi frantumati e le foglie possono essere utilizzati per preparare impacchi rinforzanti per le unghie fragili.</p>
<p>Questa spezia, particolarmente usata nella cucina orientale, è uno degli ingredienti tipici della <strong>salsa Tzatziki</strong>, a base di yogurt greco e cetriolo.</p>
<p><strong><a href="/anice/">Anice stellato</a><br />
</strong>L’anice stellato è una spezia dall’aspetto inconfondibile a forma di stella, a 8 o 10 punte. In cucina viene usata essiccata, intera o macinata, soprattutto per la preparazione di dolci e liquori. E’ l’anice stellato, per esempio, a donare il loro aroma caratteristico, simile a quello della liquirizia, alla sambuca, al pastis, all’ouzo e all’assenzio.</p>
<p>I suoi effetti benefici derivano soprattutto da uno dei suoi principi attivi, l’anetolo, che gli dona proprietà antinfiammatorie.</p>
<p>L’aneto svolge anche un’azione carminativa, digestiva, antiemetica (contro la nausea), antibatterica e antivirale che ne fa un utile alleato contro l’herpes labiale. Ha anche un’azione diuretica, benefica contro ritenzione idrica e cellulite.</p>
<p>Se consumato in quantità eccessive, può causare problemi gastrointestinali come diarrea, vomito, dolori addominali. Il suo utilizzo è sconsigliato in gravidanza.</p>
<p><strong><a href="/cannella/">Cannella</a><br />
</strong>Tra le spezie più usate in cucina, soprattutto per aromatizzare i dolci, la cannella ha anche numerose potenzialità sul fronte curativo. E’ infatti ricca di ferro, calcio, vitamina K e antiossidanti.</p>
<p>E’ un rimedio popolare contro influenza e raffreddore, ma, soprattutto grazie alla presenza di polifenoli, sembra avere anche la capacità di migliorare la salute del cuore, ridurre il rischio di diabete, mantenere basso il livello dei trigliceridi nel sangue e contrastare l’Alzheimer.</p>
<p>Qualità che molte ricerche hanno confermato o che sono oggetto di ulteriori e più approfonditi studi da parte della comunità scientifica. Inoltre, svolge anche un’azione antibatterica e antifungina grazie alla presenza di cinnamaldeide, il principale componente attivo di questa spezia.</p>
<p>A causa delle sue proprietà ipoglicemizzanti, chi assume farmaci per la cura del diabete deve evitarne il consumo. La cannella, per la presenza di cumarina, ha un’azione epato-tossica, quindi non è consigliata a chi è in cura con farmaci che possono “affaticare” il fegato, ad esempio il paracetamolo, l’acetaminofene e le statine.</p>
<p>La cannella è sconsigliata in gravidanza, perché potrebbe provocare contrazioni uterine, e in allattamento, perché gli oli essenziali che contiene possono alterare il sapore del latte.</p>
<p>Quantità troppo elevate di cannella (superiori ad un cucchiaino al giorno) potrebbero causare effetti collaterali come: tachicardia, diarrea, sonnolenza, tossicità per il fegato, dermatiti, piaghe della bocca, eccessivo calo della glicemia.</p>
<p><strong><a href="/cardamomo-del-malabar/">Cardamomo</a><br />
</strong>Il cardamomo è un piccolo frutto dai semi molto aromatici e dalle tante proprietà salutari.</p>
<p>E’ particolarmente ricco di sali minerali, ma anche di flavonoidi e carotenoidi ad effetto antiossidante.</p>
<p>Questo lo rende un’efficace protezione contro lo stress ossidativo, uno dei fattori che più entra in gioco nell’invecchiamento precoce e nella comparsa di malattie croniche e degenerative come diabete e tumori. L’olio essenziale di cardamomo è anche un ottimo diuretico e disintossicante.</p>
<p>In presenza di calcolosi della colecisti è bene consumare il cardamomo con moderazione, perché potrebbe sollecitare la motilità di questo piccolo organo e scatenare dolori addominali o coliche.</p>
<p>Sono state anche rilevate interazioni con farmaci antiaggreganti del sangue, quindi a chi segue questo tipo di terapia farmacologica è consigliata una certa precauzione nel consumo di questa spezia.</p>
<p><strong><a href="/chiodi-di-garofano-syzygium-aromaticum/">Chiodi di garofano</a><br />
</strong>I chiodi di garofano soo una spezia conosciuta sin dall’antichità e molto usata in cucina: inconfondibile l’aroma che conferiscono al vin brulé. Ma il loro utilizzo è molto diffuso anche in fitoterapia.</p>
<p>La presenza abbondante di un olio, l’eugenolo, conferisce ai chiodi di garofano numerose proprietà terapeutiche, in particolare antinfiammatorie, antimicrobiche, digestive, stimolanti della memoria, antiossidanti.</p>
<p>Un’azione, quest’ultima, potenziata dalla presenza dei flavonoidi. Questi composti della famiglia dei polifenoli favoriscono la microcircolazione sanguigna, rinforzano il sistema immunitario, mantengono in salute l’apparato cardiovascolare.</p>
<p>Il loro abuso può causare allergie con eruzioni cutanee e difficoltà respiratorie, che rappresentano comunque un’eventualità rara.</p>
<p>Il consumo di chiodi di garofano è sconsigliato ai bambini sotto i 12 anni, in gravidanza, perché l’eugenolo può superare la barriera della placenta e causare danni al feto, a chi soffre di ulcera peptica.</p>
<p><strong><a href="/citronella-cymbopogon-citratus/">Citronella</a><br />
</strong>La citronella è uno dei più conosciuti rimedi contro le zanzare, ma ha anche tantissime proprietà terapeutiche. Svolge un’azione antinfiammatoria e agisce da antibatterico e antivirale in caso di raffreddore e influenza.</p>
<p>Sotto forma di olio, si rivela utile per contrastare difficoltà ad addormentarsi, stress e dolori muscolari e articolari grazie al suo effetto sedativo.</p>
<p>Le sostanze attive che contiene sono i monoterpeni, idrocarburi che le conferiscono il suo caratteristico aroma, simile a quello del limone. Ma apporta anche flavonoidi ad azione antiossidante e sali minerali.</p>
<p>La citronella, se non se ne abusa, sia a tavola che come integratore, non presenta rischi.</p>
<p>Però, è controindicata in gravidanza e allattamento, sotto i 3 anni di età, in caso di allergie a uno dei suoi costituenti.</p>
<p><strong><a href="/coriandolo-coriandrum-sativum/">Coriandolo</a><br />
</strong>Del coriandolo sono utilizzate sia le foglie, dal sapore più pungente, indicate per condire verdure, carni e zuppe, sia i semi essiccati, simili al pepe e dal sapore dolciastro, usati interi o in polvere per aromatizzare carne e insaccati, come la mortadella.</p>
<p>I principi attivi del coriandolo si concentrano soprattutto nell’olio essenziale, mentre sono più blandi in foglie e semi. In particolare, questa spezia favorisce la digestione e ne attenua i disturbi, come la flatulenza, ha proprietà depurative, è in grado di abbassare i livelli di colesterolo e glicemia, svolge un’azione antinfiammatoria utile soprattutto contro artrite e reumatismi.</p>
<p>In dosi eccessive, l’uso dell’olio essenziale di coriandolo può causare disturbi nervosi e renali: è quindi sconsigliato a chi sta assumendo farmaci neurostimolanti e, in grandi quantità, può favorire la formazione di calcoli.</p>
<p><strong><a href="/cumino-di-malta-cuminum-cyminum/">Cumino</a><br />
</strong>Il cumino, originario dell’Egitto e dell’Asia Centrale, è ormai una spezia molto diffusa anche nell’area mediterranea. I suoi semi, simili a quelli del finocchio, sono dei veri alleati dell’apparato gastrointestinale: ne regolano la funzionalità, facilitano la digestione, svolgono un’attività antispasmodica e carminativa. Sono anche utili contro le coliche e, in genere, nei dolori addominali, anche di origine nervosa. Hanno inoltre proprietà antibatteriche, antiossidanti, immunostimolanti.</p>
<p>Il cumino, sia sotto forma di semi che sotto forma di olio essenziale, è sconsigliato in gravidanza, perché potrebbe indurre le contrazioni, in presenza di patologie del fegato e se si stanno seguendo terapie ormonali.</p>
<p><strong><a href="/curcuma-e-curcumina/">Curcuma</a><br />
</strong>La curcuma è una spezia dalle numerose proprietà benefiche, dovute soprattutto alla sua elevata concentrazione di antiossidanti, in particolare della curcumina, un pigmento giallo-arancio della famiglia dei polifenoli responsabile del suo colore caldo e brillante.</p>
<p>Ha proprietà antinfiammatorie, aiuta a prevenire patologie cardiache e degenerative e sembra essere anche una promettente alleata in campo oncologico, anche se i suoi effetti antitumorali sono tuttora sotto la lente della comunità scientifica.</p>
<p>Secondo la medicina ayurvedica, la curcuma svolge anche un’azione epatoprotettiva, contribuendo a favorire il buon funzionamento del fegato. La curcuma è molto usata anche per la cura della pelle: le donne indiane la utilizzano per moltissime finalità, per esempio contro: funghi, irritazioni della pelle, ulcere e ustioni.</p>
<p>La curcuma, utilizzata a dosi contenute (non più di 12 g al giorno), non ha effetti collaterali. E’ comunque sconsigliata in presenza di calcoli biliari, in gravidanza e a chi assume anticoagulanti e insulina.</p>
<p><strong>Curry<br />
</strong>Il curry è una miscela di spezie tra le più famose e utilizzate, originaria della cucina indiana ma diffusa un po’ in tutto il mondo.</p>
<p>Gli ingredienti fondamentali sono: curcuma (che gli dona il caratteristico colore giallo), coriandolo, cumino, cannella, chiodi di garofano, zenzero, noce moscata, fieno greco (Helba), pepe nero, peperoncino.</p>
<p>Ma le miscele di curry sono tantissime, tanto che di curry si stima esistano oltre 600 varianti. Questo mix molto aromatico eredita i benefici delle spezie che lo compongono, in particolare l’azione antiossidante e antinfiammatoria della curcuma, l‘effetto digestivo del cumino, le proprietà depurative del coriandolo.</p>
<p>Le controindicazioni e gli effetti collaterali del curry dipendono dalla miscela di spezie che lo compongono: la piccantezza data dal peperoncino o dal pepe potrebbe risultare troppo forte in caso di problemi gastrointestinali come gastriti e ulcere oppure di irritazioni dell’apparato urinario. Per la presenza della curcuma, che stimola la secrezione degli acidi biliari, è consigliabile moderare il consumo di curry se si soffre di calcolosi biliare.</p>
<p><strong><a href="/fieno-greco-trigonella-foenum-graecum/">Fieno greco</a><br />
</strong>Il fieno greco è una pianta del genere Trigonella, a lungo utilizzata solo per nutrire il bestiame, ma poi sempre più sfruttata anche per l’alimentazione dell’uomo grazie alle sue tante proprietà.</p>
<p>Apporta vitamine, soprattutto A, C e del gruppo B, e sali minerali come calcio e ferro.</p>
<p>Ma è soprattutto un’ottima fonte di fibre, che lo rendono utile per ridurre i livelli di colesterolo nel sangue e per rallentare l’assorbimento degli zuccheri: questa azione ipoglicemizzante ne fa un alleato in caso di diabete.</p>
<p>E’ una pianta dall’azione tonica e ricostituente, particolarmente raccomandata in convalescenza e contro stanchezza, inappetenza e anemia, grazie alla sua ricchezza di ferro.</p>
<p>Si trova in vendita sotto forma di semi, che possono essere usati per preparare i germogli oppure per tisane e infusi, o come integratore in capsule, da assumere dietro consiglio del medico o dell’erborista.</p>
<p><strong><a href="/ginepro-juniperus-communis-l-var/">Ginepro</a><br />
</strong>Le bacche di ginepro sono una delle spezie più diffuse nella cucina italiana, molto usate per insaporire carni, zuppe, stufati, conserve in salamoia e ingrediente base per la produzione del Gin.</p>
<p>Questa pianta e le sue bacche sono state utilizzate per migliaia di anni, da molte culture, a scopo terapeutico per la loro azione diuretica, antisettica, antibatterica e nel trattamento dei problemi gastrointestinali grazie ai loro effetti antinfiammatori.</p>
<p>Inoltre, recenti studi hanno dimostrato le tante proprietà benefiche degli oli essenziali e dell’estratto derivati dal ginepro, che svolgono un’azione antiossidante e ipoglicemizzante oltre che, appunto, di contrasto all’infiammazione. Gli estratti hanno anche effetti protettivi sul tessuto nervoso e sul fegato.</p>
<p>Il consumo di bacche di ginepro è sconsigliato in caso di patologie renali di natura infiammatoria (insufficienza renale, nefrite, pielonefrite e glomerulonefriti) perché potrebbe avere un effetto irritante. Il suo utilizzo è fortemente controindicato in gravidanza, perché esercita un’attività antiprogestinica che può provocare aborti e indurre le contrazioni uterine. Da evitare anche durante l’allattamento. A causa delle possibili interazioni con farmaci come l’aspirina, gli ipoglicemizzanti orali e i diuretici, è bene non consumarlo se si stanno seguendo queste terapie.</p>
<p><strong><a href="/liquirizia-glycyrrhiza-glabra-l/">Liquirizia</a><br />
</strong>Gustata soprattutto sotto forma di “bastoncino” (la radice essiccata) o caramelle, la liquirizia è una radice dolce il cui consumo è diffusissimo. E che ha anche tante proprietà benefiche.</p>
<p>Aiuta a combattere i disturbi digestivi, le malattie della pelle e le infiammazioni del sistema respiratorio. Ha anche un effetto lassativo e si rivela utile per chi soffre di pressione bassa.</p>
<p>Invece, deve essere evitata da chi soffre di pressione alta.</p>
<p>Il merito dei suoi benefici è della sua composizione, caratterizzata da un elevato contenuto di sali minerali e di composti preziosi, come cumarine, saponine triterpeniche, steroli e flavonoidi ad azione antiossidante.</p>
<p>In cucina, la liquirizia non è tra le spezie più utilizzate, ma può essere usata per insaporire le carni e preparare dolci come il gelato, oltre ad essere l’ingrediente base del liquore alla liquirizia.</p>
<p>La liquirizia deve essere evitata o fortemente limitata in caso di ipertensione, perché può causare un aumento della pressione sanguigna legato all’effetto ipertensivo di una delle sostanze che contiene, la glicirrizina.</p>
<p>Per questo motivo, è sconsigliata anche in gravidanza e in allattamento.</p>
<p>Inoltre, la liquirizia, inoltre, interferisce con alcune categorie di anticoagulanti e con i farmaci cardiocinetici, o cardiotonici, mentre potrebbe rendere inefficaci i medicinali diuretici e i farmaci per il controllo dell’ipertensione.</p>
<p>In tutti questi casi, è bene evitarla o assumerla solo dopo conferma del medico.</p>
<p><strong><a href="/macis-noce-moscata-myristica-fragrans-houtt/">Noce moscata</a><br />
</strong>La noce moscata è una delle spezie più ricercate, sia per i suoi utilizzi in cucina che per le sue proprietà medicamentose.</p>
<p>La medicina popolare ne tramanda moltissime: la noce moscata svolgerebbe un’azione: analgesica, antireumatica, digestiva, lassativa, afrodisiaca. Inoltre, sarebbe efficace per alleviare i dolori muscolari, favorire la circolazione, stimolare l’appetito, combattere i calcoli biliari.</p>
<p>Di questa spezia è importante non abusare, perché accanto alle proprietà benefiche ha anche, se assunta in quantità molto elevate, un effetto neurotossico che può avere conseguenze anche molto serie per la salute.</p>
<p>E’ molto importante consumare la noce moscata a piccole dosi, senza superare la quantità massima di 1,5 g al giorno e rivolgendosi subito al medico in caso di ingestione di quantitativi molto elevati (più di 15 g al giorno).</p>
<p>Infatti, la noce moscata, in caso di assunzione eccessiva può causare un’intossicazione che può anche rivelarsi mortale, con sintomi fisici come tachicardia e pupille dilatate e conseguenze sul sistema nervoso che vanno dalle allucinazioni al delirio.</p>
<p>Il consumo in gravidanza è sconsigliato perché, specie in alte dosi, potrebbe causare fenomeni abortivi. La noce moscata potrebbe interagire con gli psicofarmaci, quindi è bene evitarla se si sta seguendo una terapia di questo tipo.</p>
<p><strong><a href="/origano-cretico-origanum-onites/">Origano</a><br />
</strong>L’origano non è soltanto un’erba dal profumo molto intenso e dai tanti usi in cucina, ma agisce come un vero e proprio medicinale naturale ed è per questo molto usato in fitoterapia, sotto forma di infuso o di olio essenziale.</p>
<p>Contiene fenoli, vitamine, sali minerali ed è un antibiotico naturale, utile, specie sotto forma di tisana o decotto, per prevenire influenza e malattie respiratorie.</p>
<p>Ma l’origano ha anche proprietà antinfiammatorie, antisettiche, antibatteriche e antalgiche, oltre ad essere efficace per combattere l’aerofagia e i disturbi della digestione. In cosmesi, è uno degli ingredienti di lozioni e oli da massaggio anticellulite.</p>
<p>L’origano di solito è ben tollerato, tranne in caso di allergia verso la pianta. L’applicazione di olio di origano sulla pelle in quantità elevate può causare irritazioni.</p>
<p><strong>Paprika<br />
</strong>La paprika è nata come spezia dal gusto piccante, ma nel tempo ne sono state introdotte anche varietà dolci, ed è caratterizzata da interessanti proprietà benefiche, spesso poco conosciute rispetto a quelle di altre spezie. I suoi effetti positivi dipendono dall’elevato contenuto di composti antiossidanti che contribuiscono a difendere l’organismo dall’azione dei radicali liberi.</p>
<p>La paprika, derivata dalla lavorazione ed essiccazione del peperone, a parità di peso contiene un concentrato di vitamine molto più elevato rispetto a quello dell’ortaggio crudo, da quelle del gruppo B fino alle vitamine C e alla provitamina A o betacarotene.</p>
<p>Un tesoro di nutrienti che rende questa spezia antinfiammatoria, utile per rinforzare il sistema immunitario, benefica per la salute del sistema cardiocircolatorio.</p>
<p>La paprika, come tutti gli ortaggi appartenenti alla famiglia delle Solanaceae, può causare difficoltà digestive in caso di problemi gastrici, mentre l’abbondanza di capsaicina nella paprika piccante può scatenare irritazioni delle mucose gastrointestinali e fastidi in caso di ulcere ed emorroidi.</p>
<p><strong><a href="/pepe-piper-nigrum/">Pepe</a><br />
</strong>Il pepe è considerato il “re delle spezie”: è, infatti, la spezia più usata in cucina. Ma ha anche tantissimi utilizzi in medicina e in cosmesi, che lo hanno reso ricercatissimo fin dall’antichità. Nella medicina Ayurvedica veniva tradizionalmente utilizzato per i disturbi mestruali e per quelli di orecchio, naso e gola.</p>
<p>Molte ricerche recenti ne hanno evidenziato gli effetti benefici, merito soprattutto della Piperina, un composto bioattivo responsabile del suo gusto piccante ma anche delle sue tante proprietà.</p>
<p>Il pepe è antimicrobico, antiossidante, antinfiammatorio, antibatterico, digestivo e, a dispetto di quanto si tende comunemente a credere sulle spezie piccanti. Non danneggia la mucosa gastrica ma, al contrario, sembra svolgere un’azione protettiva nei confronti dell’ulcera gastrica.</p>
<p>Un consumo eccessivo di pepe è sconsigliato a chi soffre di patologie dell’apparato gastrointestinale perché la stimolazione della secrezione di enzimi digestivi, dovuta alla piperina, potrebbe irritare le mucose. Il pepe è controindicato in caso di ipertensione.</p>
<p><strong><a href="/capsico-peperoncino/">Peperoncino</a><br />
</strong>Grazie alla capsaicina, l’alcaloide che lo rende piccante, il peperoncino è benefico per la salute, ma anche per la dieta.</p>
<p>Infatti, viene definito un bruciagrassi naturale perché questa sostanza stimola il metabolismo e agisce sui depositi di grasso attraverso il processo della termogenesi.</p>
<p>Ma gli effetti positivi del peperoncino sono tantissimi: svolge un’azione vasodilatatrice che lo rende benefico per la salute cardiovascolare, ha proprietà antitumorali, è antinfiammatorio, digestivo, analgesico e rinforza il sistema immunitario.</p>
<p>Il peperoncino è sconsigliato in presenza di patologie gastriche come gastriti, ulcere e gastroenteriti o di stati infiammatori localizzati come cistite ed emorroidi, così come in caso di epatite. E’ consigliabile evitarlo o consumarlo con moderazione in gravidanza e allattamento, perché altera il sapore del latte.</p>
<p>La capsaicina che contiene, a contatto con le mucose della bocca e della gola o con gli occhi, può causare forte irritazione, quindi è consigliabile maneggiare i peperoncini con i guanti in lattice o lavare le mani subito dopo averli toccati.</p>
<p><strong><a href="/rafano-o-cren-armoracia-rusticana/">Rafano</a><br />
</strong>Il rafano è una spezia dall’aroma pungente e dal sapore molto particolare, con note balsamiche e piccanti. Del rafano si consuma soprattutto la radice, anche se l’utilizzo più comune è sotto forma di salsa, chiamata anche salsa di cren, tipica della cucina tedesca ed Est europea e abbinata di solito ad arrosti o bolliti di carne, pesci e molluschi.</p>
<p>Tra i nutrienti che contiene spiccano sali minerali, fibre, vitamina C e folati (vitamina B9), ma anche composti bioattivi come la luteina e la zeaxantina, ad effetto antiossidante, e i glucosinolati. Tra questi, la sinigrina, che conferisce al rafano il suo sapore caratteristico, donandogli anche importanti proprietà antimicrobiche, antibatteriche, antinfiammatorie e antibiotiche, efficaci per esempio contro le infezioni causate da batteri patogeni come Salmonella, <em>Helicobacter pylori</em> ed <em>Escherichia coli</em>.</p>
<p>Un consumo eccessivo di rafano può risultare nocivo per chi ha sofferto di irritazione delle mucose gastriche o intestinali, quindi è consigliabile chiedere un parere al medico prima di assumerlo in presenza di: ulcera, gastrite, gastroenterite.</p>
<p>Precauzionalmente, è bene non consumarlo in gravidanza e allattamento.</p>
<p><strong><a href="/senape/">Senape</a><br />
</strong>Il termine “senape” viene comunemente associato alla salsa speziata spesso usata per insaporire piatti di carne, cruda o cotta, come tartare e arrosti.</p>
<p>Ma la senape in realtà è una pianta della famiglia delle Brassicacee o Crucifere (la stessa di cavoli e broccoli), da cui si ricavano i semi che, polverizzati, sono l’ingrediente base di questa salsa, insieme a zucchero, aceto di mele, acqua, olio extravergine di oliva, sale e eventuali altre spezie.</p>
<p>Esistono diverse varietà di senape, gialla o scura, accomunate dalle stesse proprietà benefiche: i semi sono ricchi di vitamine e sali minerali, in particolare calcio e fosforo.</p>
<p>Oltre ad essere la base per la salsa di senape, possono essere gustati anche sotto forma di infuso contro il raffreddore, oppure usati per preparare composti da applicare localmente contro: dolori muscolari, reumatismi, nevralgie.</p>
<p>Una soluzione di semi di senape macinati e acqua rappresenta inoltre un aiuto per favorire la digestione.</p>
<p><strong><a href="/tamarindo-tamarindus-indica/">Tamarindo</a><br />
</strong>Il tamarindo è un albero tropicale originario dell’Africa, i cui frutti hanno l’aspetto di baccelli marroni contenenti dai 4 ai 12 semi. In cucina viene usato soprattutto per preparare marmellate, salse e sciroppi a cui dona le sue numerose proprietà benefiche. E’ noto soprattutto per il suo effetto lassativo, dovuto alla presenza di acido tartarico e acido malico, utile contro gli episodi di stitichezza.</p>
<p>L’acido tartarico, insieme a quello caffeico, gli donano anche un effetto antiossidante che lo rende ideale per contrastare i danni da radicali liberi e rallentare l’invecchiamento cellulare.</p>
<p>Secondo diverse ricerche, le foglie del tamarindo svolgerebbero un’azione epatoprotettiva: il tamarindo viene spesso usato per prevenire i disturbi biliari. L’estratto di tamarindo, grazie alla presenza di composti naturali come lupeolo e tamarindina, ha effetti antifungini, antibatterici e antivirali.</p>
<p><strong><a href="/timo-volgare-thymus-vulgaris/">Timo</a><br />
</strong>Il timo è una spezia estremamente versatile in cucina ma anche dal grande successo in campo contiene. Già nell’antichità, il timo veniva usato per curare i disturbi gastrointestinali e delle vie aeree.</p>
<p>E’ un vero integratore alimentare di ferro grazie all’elevato contenuto di questo minerale, ma apporta anche grandi quantità di calcio: 10 g di timo coprono il 10% del fabbisogno quotidiano.</p>
<p>E’ antisettico, antibatterico, antinfiammatorio e antifungino, aiuta il fegato nel metabolismo del colesterolo e risulta utile nel trattamento delle infezioni delle vie urinarie.</p>
<p>Non si conoscono controindicazioni legate al consumo di timo, ma un abuso in gravidanza è sconsigliato per la sua azione emmenagoga (è in grado di stimolare l’afflusso di sangue nell’area pelvica e nell’utero).</p>
<p>Il timo ha anche la capacità di interagire con la funzionalità degli ormoni tiroidei, quindi un consumo elevato deve essere evitato in caso di ipotiroidismo.</p>
<p><strong><a href="/vaniglia-vanilla-planifolia-jacks-ex-andrews/">Vaniglia</a><br />
</strong>La vaniglia, sotto forma di bacca o di estratto, è una delle spezie più usate in cucina, soprattutto per aromatizzare i dolci. Il principale composto fenolico della vaniglia è la vanillina, una sostanza estremamente aromatica ma anche dalle tante proprietà benefiche.</p>
<p>Grazie alla sua presenza, la vaniglia è un agente antinfiammatorio e un antisettico naturale, svolge un’azione antistress e antidepressiva, contrasta l’insonnia, favorisce la digestione.</p>
<p>La vaniglia non ha particolari controindicazioni ma l’estratto di vaniglia per uso esterno, se applicato ad alti livelli di concentrazione, può causare dermatiti e reazioni cutanee.</p>
<p>Inoltre, un’esposizione prolungata alla vaniglia può scatenare il “vanillismo”, che può provocare svariati disturbi cutanei: si tratta comunque di un’eventualità rara, perché la vanillina naturale ha una bassissima tossicità.</p>
<p><strong><a href="/zafferano-crocus-sativus-l/">Zafferano</a><br />
</strong>Lo zafferano, soprannominato “oro rosso”, è una spezia preziosa. Infatti, per ricavarne un solo grammo, servono ben 200 fiori di <em>Crocus Sativus</em>, il che spiega il suo costo piuttosto elevato.</p>
<p>Alcuni studi hanno eletto lo zafferano “re degli antiossidanti” per l’alto livello di carotenoidi che lo caratterizza e che gli dona proprietà antinfiammatorie e neuroprotettive.</p>
<p>Lo zafferano è indicato per il trattamento della depressione, da lieve a moderata. Sembra svolgere anche un’azione protettiva sul fegato e sull’apparato bronchiale, oltre ad avere effetti anti invecchiamento grazie alla ricchezza di antiossidanti.</p>
<p>Infatti, un primo piatto allo zafferano può contrastare l’effetto di circa il 20% dei radicali liberi prodotti in un giorno.</p>
<p>A dosi elevate, lo zafferano può essere tossico.</p>
<p>Un consumo superiore a 1 grammo al giorno può causare nausea, vomito e mal di testa, mentre oltre i 5 grammi si possono verificare alterazioni dell’umore, con ansia e ipotensione.</p>
<p>10 g possono indurre l’aborto, motivo per cui alle donne in gravidanza è sconsigliato l’uso medicinale del prodotto. Oltre i 20 g, può addirittura portare al decesso.</p>
<p><strong><a href="/zenzero-zingiber-officinale-roscoe-juss/">Zenzero</a><br />
</strong>Noto per il suo caratteristico sapore, fresco e pungente, lo zenzero è una spezia dai tantissimi benefici, ottima per insaporire i piatti ma anche molto salutare se consumata sotto forma di infuso.</p>
<p>Favorisce la digestione, protegge lo stomaco, è antinfiammatorio, allevia i dolori mestruali e, grazie alla sua azione sul microbiota intestinale, riduce la produzione di gas a livello del colon.</p>
<p>Merito dei composti fenolici di cui questa spezia è ricca, che svolgono un’azione antiossidante e di protezione dai radicali liberi.</p>
<p>Lo zenzero può causare reazioni allergiche che si manifestano con rossori sulla pelle ed eruzioni cutanee, quindi prima di consumarlo in situazioni particolari, come in gravidanza, è bene chiedere un parere al medico.</p>
<p>Questa spezia deve essere usata con moderazione o evitata se si stanno assumendo farmaci anticoagulanti, perché lo zenzero è un fluidificante naturale del sangue, in caso di disturbi emorragici e in presenza di ipertensione arteriosa o aritmia, perché potrebbe peggiorare i sintomi.</p>
<p><strong>Come conservare le spezie<br />
</strong>E’ consigliabile conservare le spezie all’interno di contenitori di vetro o coccio, meglio se dotati di chiusura ermetica per preservarne meglio aroma e proprietà organolettiche, in un luogo fresco, asciutto e buio, a temperatura ambiente.</p>
<p>La luce, specie quella diretta, così come il calore e l’umidità le deteriorerebbero. Per lo stesso motivo, sono da evitare contenitori in plastica e sacchetti. E’ bene leggere sempre le indicazioni di consumo e conservazione riportate sulla confezione, per essere sicuri di utilizzarle al meglio, preservandone il più possibile l’aroma e le proprietà benefiche.</p>
<p><strong>Spezie: consigli per usarle in cucina<br />
</strong>Le spezie possono essere usate sia fresche che essiccate. Alcune spezie si prestano di più al consumo fresco (per esempio il rafano), altre più al consumo essiccato (per esempio lo zafferano).</p>
<p>Della maggior parte delle spezie si utilizzano i semi, interi o macinati, ma possono essere consumate anche le foglie, come nel caso del cardamomo.</p>
<p>Le ricette, sia da bere che da mangiare, che è possibile aromatizzare con le spezie sono innumerevoli.</p>
<p><strong>Bevande con le spezie<br />
</strong>Le spezie possono essere usate per arricchire con le loro note aromatiche tantissime bevande. Tra queste:</p>
<ul>
<li>tè, sia freddo che caldo</li>
<li>tisane</li>
<li>acque detox con frutta e verdura</li>
<li>smoothie</li>
<li>cocktail, sia alcolici che analcolici.</li>
</ul>
<p>Tra le bevande più conosciute che hanno le spezie tra i loro ingredienti principali ci sono:</p>
<ul>
<li>latte d’oro, a base di latte, olio di cocco e curcuma</li>
<li>vin brulé, bevanda calda a base di vino rosso aromatizzata con i chiodi di garofano</li>
<li>sangria, bevanda alcolica spagnola preparata con vino rosso, frutta in infusione e cannella</li>
<li>Gin, che ha tra i suoi ingredienti base le bacche di ginepro</li>
<li>ginger ale, soft drink analcolico a base di estratto di zenzero</li>
<li>sambuca, il pastis, l’ouzo e l’assenzio, che devono il loro aroma all’anice stellato.</li>
</ul>
<p><strong>Le ricette con le spezie<br />
</strong>Le spezie si prestano ad essere usate per insaporire le pietanze più svariate, dal riso alla carne, dal pesce alle verdure.</p>
<p>Sono le “regine” di tantissimi piatti tipici della cucina italiana, come il risotto allo zafferano, gli spaghetti aglio, olio e peperoncino, la pasta cacio e pepe o all’arrabbiata, oppure di specialità di altre tradizioni culinarie, come il pollo al curry indiano o i falafel, le celebri polpettine di ceci di origine mediorientale che hanno tra gli ingredienti il cumino, il gulash ungherese, insaporito con la paprika e il cumino, la salsa tzatziki, preparata con yogurt greco e cetrioli e aromatizzata con l’aneto.</p>
<p>Infine, le spezie danno un tocco inconfondibile anche a molti dolci tradizionali, come la cannella, che è tra gli ingredienti dello strudel di mele. Ma è anche ottima per preparare spuntini golosi come le mele alla cannella o le mele essiccate, oppure la vaniglia, comunemente usata sotto forma di baccelli o di estratto per aromatizzare tantissimi dolci, come torte, gelati e budini.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/principali-spezie-e-loro-benefici/">Principali spezie e loro benefici</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">27504</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Papavero &#124; Papaver rhoeas</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/papavero-papaver-rhoeas/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jun 2022 18:27:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[Spezie]]></category>
		<category><![CDATA[erba medicinale]]></category>
		<category><![CDATA[erba officinale]]></category>
		<category><![CDATA[mentuccia]]></category>
		<category><![CDATA[nepetella]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.amaperbene.it/?p=22453</guid>

					<description><![CDATA[<p>Papaver rhoeas, comunemente noto come papavero comune o rosolaccio, ovvero “rosa dei campi”, è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Papaveraceae, originaria del Medio Oriente (Mesopotamia), largamente diffusa in Italia; cresce normalmente in campi, soprattutto abbandonati, e sui bordi di strade e ferrovie; è considerata una infestante dei cereali. Il rosolaccio cresce come pianta &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/papavero-papaver-rhoeas/">Papavero | Papaver rhoeas</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Papaver rhoeas</em></strong>, comunemente noto come <strong>papavero comune</strong> o <strong>rosolaccio</strong>, ovvero “rosa dei campi”, è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle <em>Papaveraceae</em>, originaria del Medio Oriente (<strong>Mesopotamia)</strong>, largamente diffusa in Italia; cresce normalmente in campi, soprattutto abbandonati, e sui bordi di strade e ferrovie; è considerata una infestante dei cereali.</p>
<p>Il rosolaccio cresce come pianta annuale, latifoglie e alta fino a 80 – 90 cm.; il fusto è eretto, coperto di peli rigidi;  tagliato emette un liquido bianco. I boccioli sono verdi a forma di oliva e penduli; il fiore è rosso, (molto raramente bianco), dai petali delicati e caduchi, spesso macchiato di nero alla base in corrispondenza degli stami di colore nero. Fiorisce in primavera da aprile fino a metà luglio. E’ visitato dalle api per il suo polline di colore nero. Il frutto è una capsula che contiene molti semi piccoli, reniformi e reticolati; fuoriescono numerosi sotto lo stimma. petali e semi possiedono leggere proprietà sedative: <strong>il papavero comune è parente stretto del papavero da oppio</strong>, da cui si estrae la morfina.</p>
<p>Il <em>Papaver rhoeas var. himerense</em> è una rara varietà, caratterizzata da fiori bianco-rosati e scoperta solo di recente; è endemica di una ristretta area della Sicilia nei pressi di Termini Imerese, da cui il nome della pianta.</p>
<p>Il papavero rosso è molto apprezzato dalle api per il suo polline di colore nero.</p>
<p>Il rosolaccio contiene degli alcaloidi, dei quali il principale è la <strong>rhoedina</strong>, dalle <strong>proprietà blandamente sedative</strong>; infatti un infuso ottenuto con 4 o 5 petali per tazza veniva tradizionalmente somministrato ai bambini prima di coricarsi in maniera da indurre loro un sonno migliore. Tuttavia è importante notare che <strong>gli alcaloidi presenti sono blandamente tossici,</strong> per questo motivo <strong>è sconsigliata l&#8217;assunzione abituale di estratti ed infusi ottenuti da questa pianta</strong>, in particolare a bambini ed anziani.</p>
<p>In cucina, in Friuli, il cespo di foglie che si sviluppa attorno alla radice all&#8217;inizio della primavera, quando la pianta è ancora poco sviluppata ed è lontana dalla fioritura, viene consumato lessato ed eventualmente saltato in pentola come verdura nota sotto il nome di &#8220;<strong>confenòns</strong>&#8220;. il sapore è delicato e leggermente amaro. La pianta giovane, che non abbia emesso il fusto fiorale, si può consumare cruda, soprattutto le foglie, tagliata sottile e frammista ad altre verdure, per fare delle ottime insalate, che se condite con sale, succo di limone e olio di oliva nell&#8217;ordine, sono gustosissime. Nel veneto tale pietanza è chiamata &#8220;rosoina&#8221;, &#8220;pevarel&#8221;, o &#8220;batis&#8217;ciosoe&#8221;; in realtà questo ultimo nome si riferisce alla silene, chiamata anche <strong>s-ciopèt</strong>. anche con questa verdura si possono fare insalate, se cruda, oppure ottimi risotti con le foglie giovani.</p>
<p>Anche nel salento le piantine tenere sono consumate sotto il nome di &#8220;<strong>paparina fritta</strong>&#8220;, sbollentate e passate in padella in un soffritto di aglio con l&#8217;aggiunta di olive nere (celline) alcuni gherigli di noce ed aromatizzate con buccia d&#8217;arancia e barbe di finocchio. In Romagna, è conosciuta con il nome di &#8220;<strong>rosole</strong>&#8220;; si utilizzano in cucina, da crude, dopo averle triturate finemente e lasciate macerare sotto sale per 24/36 ore; dopo averle strizzate, si utilizzano per fare da ripieno al famoso &#8220;crescione&#8221; o &#8220;cassone&#8221; (o cascione).</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/papavero-papaver-rhoeas/">Papavero | Papaver rhoeas</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">22453</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Mentuccia &#124; Satureja Calamintha Sheele</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/mentuccia-satureja-calamintha-sheele/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jun 2022 18:20:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[Spezie]]></category>
		<category><![CDATA[erba medicinale]]></category>
		<category><![CDATA[erba officinale]]></category>
		<category><![CDATA[mentuccia]]></category>
		<category><![CDATA[nepetella]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.amaperbene.it/?p=22450</guid>

					<description><![CDATA[<p>La mentuccia comune è una pianta aromatica, appartenente alla famiglia delle Lamiaceae e del genere Clinopodium; viene anche chiamata nepitella o nepetella e alcuni usano il sinonimo Calamintha nepeta. Il nome di questa specie viene dal latino “nepeta&#8221;, derivato a sua volta da “nepa”, che significa scorpione; l’antica medicina riteneva la nepetella capace di guarire &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/mentuccia-satureja-calamintha-sheele/">Mentuccia | Satureja Calamintha Sheele</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>mentuccia comune</strong> è una pianta aromatica, appartenente alla famiglia delle <em>Lamiaceae</em> e del genere <em>Clinopodium</em>; viene anche chiamata <strong>nepitella o nepetella</strong> e alcuni usano il sinonimo <em>Calamintha nepeta</em>. Il nome di questa specie viene dal latino “nepeta&#8221;, derivato a sua volta da “nepa”, che significa scorpione; l’antica medicina riteneva la nepetella capace di guarire dalle punture degli scorpioni così come dai morsi dei serpenti. Il termine <em>Calamintha</em> deriva dal greco e vuol dire “bella menta”; il suo aspetto, in effetti, è abbastanza simile a quello della menta, e queste due piante vengono spesso confuse tra loro. E’ bene tuttavia precisare che la <em>calamintha</em> pur essendo simile alla menta per forma, odore, aroma, botanicamente non è una menta; <strong>la sua similitudine comunque le ha procurato l’appellativo popolare di mentuccia</strong>.</p>
<p>La <em>calamintha</em> è una pianta perenne che cresce in modo ramificato e possiede piccole foglie ovali con margine intero o debolmente dentellato; i suoi fiori sono di colore rosa o bianco che sbocciano da giugno ad ottobre. Ama crescere spontaneamente nei terreni incolti, vicino ai ruscelli e alle fontanelle dove è presente acqua o comunque una zona umida.</p>
<p>La nepetella era usata comunemente come <strong>erba medicinale ed erba officinale</strong> sin dai tempi medioevali, ma oggi è poco usata dagli erboristi moderni. Tutte le parti della pianta hanno <strong>proprietà aromatiche, digestive, toniche e antispasmodiche, diaforetiche, espettoranti, febbrifughe e stomachiche</strong>. Gli infusi ottenuti con le foglie sono benefici in caso di flatulenza e debolezza di stomaco. È usata anche contro la depressione, l&#8217;insonnia e i dolori mestruali. Non deve essere assunta durante la gravidanza in quanto in dosi eccessive può causare l&#8217;aborto.</p>
<p>I principi attivi sono costituiti da <strong>terpeni </strong>e <strong>oli essenziali</strong>.</p>
<p>La mentuccia viene utilizzata principalmente per le sue <strong>proprietà digestive</strong>: regolarizza le funzioni gastrointestinali; la presenza di fibre aiuta inoltre a ripulire l’intestino e migliora la motilità delle feci facilitandone il transito e l’eliminazione. La presenza di oli essenziali porta un’<strong>azione disinfettante e depurativa </strong>per il sistema gastrointestinale. Inoltre, sempre grazie a questi oli essenziali esercita un <strong>effetto eupeptico</strong>, ovvero stimola la produzione di succhi gastrici e salivari consentendo un miglior processo digestivo;  ha infine proprietà espettoranti; aiuta a fluidificare il catarro e facilitarne l’eliminazione. La nepitella è utilizzata anche per la pulizia del viso di ferite e per combattere l’acne.</p>
<p>In cucina la nepitella è utilizzata per aromatizzare i piatti, nelle insalate miste di verdure con pomodori e ortaggi crudi di stagione, in salse, per dare sapore a secondi piatti di pesce, carne, funghi; si accompagna molto bene anche alle verdure come con i carciofi e finocchi. Nell&#8217;uso culinario non deve essere confusa con la menta romana (<em>Mentha pulegium</em>), la quale ha un sapore molto più forte, ed a Roma viene usata per la preparazione dell&#8217;agnello e della trippa alla romana.</p>
<p>La mentuccia viene anche utilizzata come infuso da bere in caso di problemi come flatulenza, gonfiore addominale e gas intestinali. Le sue proprietà carminative facilitano la fuoriuscita del gas, favoriscono la funzionalità del fegato e fortificano anche lo stomaco.</p>
<p>La nepitella è una buona <strong>pianta mellifera</strong>, anche se il miele è rarissimo. In Sicilia entra a far parte dell&#8217;aromatizzazione delle olive da tavola, per il gusto e l&#8217;odore che trasmette quando posta in salamoia con esse. Viene utilizzata anche come ingrediente nella preparazione di una tipica frittata pasquale detta &#8220;<strong>frocia</strong>&#8220;. Nel Lazio si usa per la preparazione dei carciofi alla romana. In Irpinia, (Quaglietta di Calabritto), sotto il nome di &#8220;<strong>Zenzifero</strong>&#8220;, è unita con ricotta per costituire ripieno di ravioli magri, o frittate; a Calabritto è anche usata per preparare un particolare liquore aromatico. In Toscana, si usa per condire i funghi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/mentuccia-satureja-calamintha-sheele/">Mentuccia | Satureja Calamintha Sheele</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">22450</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Sommaco &#124; Rhus aromatica Ait.</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/sommaco-rhus-aromatica-ait/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 May 2022 14:00:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[Spezie]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[amaperbene]]></category>
		<category><![CDATA[Sommaco]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.amaperbene.it/?p=22219</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il sommaco noto anche come Rhus coriaria appartiene alla famiglia delle Anacardiaceae, da cui hanno origine anche gli anacardi, i pistacchi e il mango. Si tratta di un arbusto deciduo che cresce spontaneamente nel bacino del Mediterraneo; può anche superare i 2 metri di altezza; presenta foglie pennate, allungate e seghettate; fiori di colore verde-giallo &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/sommaco-rhus-aromatica-ait/">Sommaco | Rhus aromatica Ait.</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>sommaco</strong> noto anche come <em>Rhus coriaria</em> appartiene alla famiglia delle <em>Anacardiaceae</em>, da cui hanno origine anche gli anacardi, i pistacchi e il mango.</p>
<p>Si tratta di un arbusto deciduo che cresce spontaneamente nel bacino del Mediterraneo; può anche superare i 2 metri di altezza; presenta foglie pennate, allungate e seghettate; fiori di colore verde-giallo riuniti in pannocchie; i suoi frutti, drupe bruno rosso scuro che si raccolgono in estate, hanno il profumo e il sapore simile al limone anche se più aspro, piccante e pungente. Dai frutti essiccati della pianta si ricava il <strong>sommacco</strong> o sumac che è l’omonima spezia reperibile sia in grani che macinata. La pianta cresce nei terreni collinari, in prevalenza rocciosi, poveri e aridi.</p>
<p>In natura vi sono due principali varietà di sommaco: quella mediorientale <strong><em>Rhus coriaria</em></strong>, conosciuta come <strong>sommacco siciliano</strong>, e quella nordamericana <strong><em>Rhus aromatica</em></strong>. In totale però si conoscono oltre duecentocinquanta specie di sommacco, alcune delle quali sono velenose come il sommaco ornamentale. Pertanto occorre fare molta attenzione a non confonderle tra loro e non usare a fini culinari il sommacco ornamentale.</p>
<p>Il sommaco è molto diffuso in Sicilia ove vengono distinte due varietà principali definite ”mascolino” e ”femminello”: il sommacco ”mascolino” si trova principalmente nella Sicilia occidentale, mentre il cosiddetto ”femminello”, considerato meno pregiato perché povero di  tannino, è presente soprattutto nella Sicilia sud-orientale.</p>
<p>E’ curioso sapere che nell’antichità veniva utilizzata per tingere e conciare le pelli, poiché è un concentrato di tannini.</p>
<p>La raccolta inizia da luglio fino a settembre, e consiste nel tagliare i rami e lasciarli essiccare al sole; dopo di ciò, dai rami secchi si staccano le foglie che vengono macinate in modo da ricavarne una polvere, oppure messe in ammollo e poi tritate per ottenerne un succo.</p>
<p>Il sommaco è ricco di proprietà e benefici per il nostro organismo, grazie alla presenza di tannini, acidi fenolici, antociani, derivati di acido gallico, glicosidi flavonoidi e acidi organici. E’ considerato un <strong>potente antiossidante</strong> naturale, con un potere antiossidante elevatissimo: circa 73 volte più potente della comunissima mela. Il suo valore antiossidante supera anche quello di altre spezie come la cannella, la curcuma, la senape, il cumino e addirittura lo zenzero, noto da sempre per le sue proprietà antiossidanti e antinfiammatorie. Al sommaco vengono attribuite proprietà antifungine, antimicrobiche e antinfiammatorie grazie alla presenza dell’acido gallico metilico e acido gallico; infatti, ad esempio, se l’estratto di sommaco viene mescolato con un po’ di acqua può essere utilizzato anche per pulire frutta e verdura ed eliminare i batteri. Inoltre combatte diabete ed iperglicemia.</p>
<p>In cucina, il sommaco è impiegato come spezia dal sapore agre e pungente; essa che viene ricavata dai frutti raccolti prima della maturazione e lasciati essiccare al sole; una volta secchi vengono macinati per ricavarne una polvere dal caratteristico sapore acidulo, che ricorda quello del limone. Molto versatile in cucina, si può aggiungere come condimento per insaporire un’insalata, oppure in pietanze a base di legumi, nelle zuppe, ma anche nei piatti a base di carne e pesce, grazie al suo sapore acidulo, fino addirittura al kebab.</p>
<p>La spezia è molto usata e apprezzata nella cucina mediorientale, dalla Turchia al Libano, alla Siria fino all’Iraq dove è nota con il nome di sumaq, sumak o sumac. Nel nostro paese, invece, questa pianta non è impiegata granché perché considerata una pianta infestante e, soprattutto, velenosa a causa della tossicità delle sue bacche crude.</p>
<p>Prima di utilizzarlo a scopo curativo, però, è sempre opportuno e consigliabile consultare un erborista esperto ed evitare il fai da te, poiché il sommaco può causare irritazioni se usato in dosi elevate.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/sommaco-rhus-aromatica-ait/">Sommaco | Rhus aromatica Ait.</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">22219</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Zafferano &#124; Crocus sativus L.</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/zafferano-crocus-sativus-l/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 May 2022 08:42:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[Spezie]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[amaperbene]]></category>
		<category><![CDATA[Zafferano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.amaperbene.it/?p=22178</guid>

					<description><![CDATA[<p>Lo zafferano è una spezia che si ottiene dagli stigmi del fiore del Crocus sativus, conosciuto anche come zafferano vero, una pianta della famiglia delle Iridacee. La pianta di zafferano vero cresce fino a 20–30 cm e dà fino a quattro fiori, ognuno con tre stigmi color cremisi intenso. Gli steli e gli stigmi vengono &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/zafferano-crocus-sativus-l/">Zafferano | Crocus sativus L.</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo <strong>zafferano</strong> è una spezia che si ottiene dagli stigmi del fiore del <em>Crocus sativus</em>, conosciuto anche come <em>zafferano vero</em>, una pianta della famiglia delle <em>Iridacee</em>. La pianta di zafferano vero cresce fino a 20–30 cm e dà fino a quattro fiori, ognuno con tre stigmi color cremisi intenso. Gli steli e gli stigmi vengono raccolti e fatti seccare per essere usati principalmente in cucina, come condimento e colorante. Lo zafferano, annoverato tra le spezie più costose del mondo, è originario della Grecia o dell&#8217;Asia Minore e fu coltivato per la prima volta in Grecia. Come clone geneticamente monomorfo, si è diffuso lentamente per la maggior parte dell&#8217;Eurasia e più tardi è stato portato in aree del Nord Africa, dell&#8217;America del Nord e dell&#8217;Oceania.</p>
<p>Lo zafferano è una droga ampiamente utilizzata in ambito culinario come colorante, ma presenta anche interessanti proprietà terapeutiche, fra cui spiccano quelle digestive. Infatti, lo zafferano è conosciuto da tempo in medicina popolare come <strong>eupeptico, sedativo e antispastico</strong>; tuttavia, <strong>per la sua alta tossicità a dosi elevate, l&#8217;impiego è limitato alla cucina</strong>. <strong>La dose massima giornaliera di zafferano che si può assumere è di 1,5 g.</strong> La dose abortiva è di 10 g, mentre la dose letale di zafferano è di circa 20 g.</p>
<p>Le proprietà terapeutiche dello zafferano non sono supportate dalle opportune verifiche sperimentali. Comunque, lo zafferano assunto a piccole dosi è in grado di stimolare la secrezione dei succhi gastrici, favorendo, in questo modo, la digestione. E’ un possibile coadiuvante nelle terapie contro patologie neurodegenerative. Ha una potenziale attività dimagrante, esercitata attraverso la riduzione dell&#8217;appetito e attraverso l&#8217;aumento del senso di sazietà. Allo zafferano vengono attribuite proprietà anti-cancro, anti-ossidanti ed anti-nfiammatorie, ed infine anti-depressive, tutte da confermare.</p>
<p>Le sostanze chimiche presenti nello zafferano possono essere classificate in componenti non-volatili (tra cui terpene, alcol terpenico, α-crocina, carotenoidi, che comprendono licopene, zeaxantina, alpha- e beta- catoteni, crocetina e pocrocrocina) e componenti volatili (tra cui terpene, alcol terpenico ed esteri terpenici, safranale). Lo zafferano inoltre contiene le vitamine A, B1 e B2. Lo zafferano è uno degli alimenti più ricchi di carotenoidi, tra cui zeaxantina,  licopene e molti alfa-beta caroteni. Tuttavia i  tre <strong>componenti</strong> <strong>principali</strong> dello zafferano, ciascuno dei quali è associato ad una caratteristica sensoriale sono:</p>
<ul>
<li>la <strong>crocina</strong>, cui è dovuta la pigmentazione giallo-oro propria degli stigmi;</li>
<li>la <strong>picrocrocina </strong>(da cui si libera si libera l&#8217;aglicone), che gli conferisce il suo rugginoso sapore dolce-amaro (gusto);</li>
<li>il <strong>safranale</strong>, che presta la sua fragranza terrosa (aroma) alla spezia ed esibisce proprietà antiossidanti.</li>
</ul>
<p>L&#8217;industria cosmetica ed erboristica utilizzano lo zafferano per la produzione di creme che combattono i radicali liberi grazie alla ricchezza di carotenoidi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/zafferano-crocus-sativus-l/">Zafferano | Crocus sativus L.</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">22178</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Zenzero &#124; Zingiber officinale Roscoe. Juss.</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/zenzero-zingiber-officinale-roscoe-juss/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 May 2022 08:12:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[Spezie]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[amaperbene]]></category>
		<category><![CDATA[Ginger]]></category>
		<category><![CDATA[Zenzero]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.amaperbene.it/?p=22167</guid>

					<description><![CDATA[<p>Lo zenzero  (Zingiber officinale) o Ginger è una pianta erbacea delle Zingiberaceae (la stessa famiglia del cardamomo) originaria dell&#8217;Estremo Oriente. Il nome Zingiber deriva dall&#8217;indiano Zingibil, ma la pianta ha tantissimi nomi volgari a seconda del paese ove viene coltivata; secondo alcuni etimologisti l&#8217;origine del nome Zingiber deriverebbe dall&#8217;Arabo Zind-schabil, che significa radice. Coltivata in &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/zenzero-zingiber-officinale-roscoe-juss/">Zenzero | Zingiber officinale Roscoe. Juss.</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo <strong>zenzero</strong>  (<em>Zingiber officinale</em>) o Ginger è una pianta erbacea delle <em>Zingiberaceae </em>(la stessa famiglia del cardamomo) originaria dell&#8217;Estremo Oriente. Il nome <em>Zingiber</em> deriva dall&#8217;indiano <em>Zingibil</em>, ma la pianta ha tantissimi nomi volgari a seconda del paese ove viene coltivata; secondo alcuni etimologisti l&#8217;origine del nome <em>Zingiber</em> deriverebbe dall&#8217;Arabo <em>Zind-schabil</em>, che significa radice.</p>
<p>Coltivata in tutta la fascia tropicale e subtropicale, è provvista di rizoma carnoso e densamente ramificato dal quale si dipartono sia lunghi fusti sterili e cavi, formati da foglie lanceolate inguainanti, sia corti scapi fertili, portanti fiori giallo-verdastri con macchie porporine. Il frutto è una capsula divisa da setti in tre logge. Il rizoma contiene i <strong>principi attivi</strong> della pianta: <strong>olio essenziale</strong> (composto in prevalenza da zingiberene), <strong>gingeroli </strong>e <strong><em>shogaoli</em></strong> (principali responsabili del sapore pungente), <strong>resine e mucillagini</strong>, e presenta in modo più pronunciato il sapore e l&#8217;aroma tipico che lo vedono ampiamente utilizzato come spezia, specie in forma essiccata e polverizzata, o fresco in fette sottili. Gli stessi sono in misura minore contenuti anche nel legno di zenzero, utilizzato ad esempio per spiedini, soprattutto di pesce. Nella cucina giapponese lo zenzero è normalmente servito in forma di <em>pickle</em> (sottaceto agrodolce) con il sashimi.</p>
<p>Lo Zenzero viene utilizzato <strong>in cucina</strong> in Europa, per focacce, biscotti, crackers, tè aromatizzati, ma anche per condire gli spaghetti, semplicemente riscaldando leggermente un po&#8217; d&#8217;olio extravergine di oliva e versandoci lo Zenzero grattugiato e uno spicchietto di aglio tritato. Nella medicina araba esso è considerato afrodisiaco e alcuni popoli dell&#8217;Africa ritengono che mangiare regolarmente Zenzero preservi dalle punture delle zanzare. Nelle varie cucine indocinesi è spesso utilizzato come aromatizzante anche nella preparazione di zuppe, piatti con salse, tisane. Entra nella preparazione di bevande analcoliche come il <em>ginger ale</em> e la <em>ginger beer</em> nonché in una varietà del cioccolato modicano. L&#8217;uso dello zenzero (&#8220;gengiovo&#8221;) nella manifattura dolciaria fiorentina di età medievale è attestato dalla sesta novella dell&#8217;ottava giornata del Decameron.</p>
<p>Il <strong>pan di zenzero</strong> (<em>gingerbread</em> in inglese) è un impasto per biscotti a base di zenzero, cannella, chiodi di garofano, noce moscata, tipico dell&#8217;Inghilterra, degli Stati Uniti e del Nord Europa, particolarmente nel periodo natalizio.</p>
<p>Lo Zenzero, oltre a contribuire alla conservazione e all&#8217;esaltazione dei sapori delle pietanze cui è solitamente associato, è dotato di <strong>proprietà </strong></p>
<ul>
<li><strong>stimolanti delle funzioni digestive, ma anche antinausea/antiemetiche, </strong>Isolatamente o associato con altre droghe a azione amaro-tonica e eupeptica, è impiegato come <strong>carminativo</strong> e come digestivo; agisce come gastroprotettore, stimolando la produzione di mucina, una glicoproteina che protegge la mucosa gastrica dall’acido cloridrico presente nei succhi gastrici; riduce il gonfiore addominale dopo i pasti, promuovendo lo svuotamento gastrico; allevia i sintomi da reflusso gastroesofageo, agendo da inibitore della pompa protonica e riducendo così la produzione di succhi gastrici. E’ attivo contro la diarrea indotta da enterotossine di <em>Escherichia coli</em>; è efficace per il trattamento della nausea causata dal mal di mare, dalla gravidanza, e dalla chemioterapia.</li>
<li><strong>stimolanti</strong> l’efficienza del metabolismo, con riduzione dei livelli di zucchero nel sangue, di colesterolo e del rischio cardiovascolare.</li>
<li><strong>antipiretiche </strong></li>
<li><strong>antinfiammatorie </strong><strong>e antiossidante</strong>, inibendo l’attività dei radicali liberi e contrastando così lo sviluppo di malattie croniche e l’invecchiamento cellulare;</li>
<li><strong>anticoagulanti</strong></li>
<li><strong>stimolanti la circolazione periferica</strong>.</li>
</ul>
<p>Lo zenzero si è dimostrato efficace nel ridurre e in parte prevenire il fenomeno di assuefazione e la crisi di astinenza da morfina.</p>
<p>Utilizzato per applicazioni esterne lo Zenzero ha una leggera <strong>azione revulsiva</strong>, che viene sfruttata per fare cataplasmi contro i reumatismi e nelle odontalgie.</p>
<p>Lo zenzero è &#8220;genericamente considerato sicuro&#8221; dalla FDA statunitense, ma è sconsigliato per le persone che soffrono di calcoli biliari perché stimola il rilascio di bile dalla cistifellea. Altresì è controindicato se si assumono farmaci antinfiammatori, farmaci antiaggreganti e anticoagulanti (come la cardioaspirina) a causa dell&#8217;effetto fluidificante dello zenzero.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/zenzero-zingiber-officinale-roscoe-juss/">Zenzero | Zingiber officinale Roscoe. Juss.</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">22167</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Il Sesamo &#124; Sesamum indicum L.</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/il-sesamo-sesamum-indicum-l/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 May 2022 08:33:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[Spezie]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[amaperbene]]></category>
		<category><![CDATA[Sesamo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.amaperbene.it/?p=22158</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il sesamo (Sesamum indicum L.) è una pianta erbacea della famiglia delle Pedaliaceae, originaria dell&#8217;India e dell&#8217;Africa, i cui semi sono utilizzati nell&#8217;alimentazione umana. È una pianta annuale che raggiunge i 50 (massimo 100) cm di altezza con foglie lanceolate anche molto lunghe. I fiori sono bianchi e tubolari lunghi dai 3 ai 5 cm. &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/il-sesamo-sesamum-indicum-l/">Il Sesamo | Sesamum indicum L.</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>sesamo</strong> (<em>Sesamum indicum</em> L.) è una pianta erbacea della famiglia delle <em>Pedaliaceae</em>, originaria dell&#8217;India e dell&#8217;Africa, i cui semi sono utilizzati nell&#8217;alimentazione umana.</p>
<p>È una pianta annuale che raggiunge i 50 (massimo 100) cm di altezza con foglie lanceolate anche molto lunghe. I fiori sono bianchi e tubolari lunghi dai 3 ai 5 cm. I semi sono piccoli, <strong>bianchi o neri</strong>, a seconda delle varietà. La zona d&#8217;origine della pianta è sconosciuta, ma numerose specie selvatiche sono comuni in Africa e alcune altre in India.</p>
<p>I semi di sesamo sono conosciuti per l&#8217;alto contenuto di minerali (calcio, magnesio, ferro, selenio, potassio, fosforo), proteine (18%),  carboidrati (20%), grassi (50%). I semi di sesamo vengono conservati essiccati o tostati; a seconda del trattamento i semini appariranno di colore più chiaro o con tonalità più scura. Il sesamo non contiene glutine e quindi può essere usato per la preparazione di alimenti per celiaci.</p>
<p>Grazie all&#8217;alto contenuto di calcio, i semi di sesamo sono utili nella prevenzione dell&#8217;osteoporosi e sono una valida alternativa per chi non può assumere latticini a causa di intolleranze alimentari per rinforzare ossa e denti; sono inoltre  ottimi integratori naturali di zinco che rinforza il sistema immunitario (valido aiuto in caso di affaticamento mentale e convalescenza) e selenio che frena l&#8217;azione dei radicali liberi. I grassi che compongono questi semi oleosi sono prevalentemente insaturi (omega 6 e omega 3), utili nella prevenzione di malattie cardiocircolatorie. I semi hanno un alto valore energetico, pari a 568 kcal per 100 g di prodotto.</p>
<p>I semi di sesamo sono ricchi di olio. L&#8217;olio di sesamo viene estratto e usato a scopi industriali; in alcune nazioni dell&#8217;Asia (Giappone, Corea, Cina, India) è usato anche per l&#8217;alimentazione umana.</p>
<p>In cucina, questi semi sono utilizzati per arricchire gli impasti di pane e prodotti da forno, insalate e muesli per la colazione e in generale molto apprezzati dalla dieta macrobiotica, ma non solo. Il sesamo scuro ha un sapore più intenso e oleoso del sesamo bianco. È usato quasi esclusivamente nelle cucine dell&#8217;estremo oriente, perciò è poco conosciuto in Europa fatta eccezione per la cucina greco-turca (è conosciuto come shamar o mavro, dal greco μαύρο che significa, appunto, nero), dove lo si può trovare mescolato al sesamo bianco per guarnire il pane.</p>
<p>In Sicilia il sesamo (chiamato &#8220;giuggiulena o ciminu&#8221;) viene aggiunto al pane e si usa per produrre una varietà di “torrone delle feste”. Ispica conserva una produzione antica, introdotta in Sicilia al tempo della dominazione araba, di sesamo. La varietà ispicana ha un seme di piccole dimensioni, colore ambrato e sapore intenso. Si semina tra aprile e maggio e si raccoglie tra fine agosto e settembre. La raccolta è il momento più delicato. Si realizza con una mietitura manuale, quando le piante variano di colore e prima che le capsule si aprano naturalmente lasciando cadere i semi. Le piante sono lasciate asciugare al sole e poi battute. I semi devono essere puliti attraverso l’uso di speciali crivelli: un’operazione delicata, che richiede grande esperienza. Il sesamo di Ispica è stato riconosciuto presidio Slow Food a partire dal 2016.</p>
<p>Nella tradizione culinaria orientale il sesamo è davvero molto apprezzato: viene tostato e unito al sale marino per ricavare il <strong>gomasio</strong>, utilizzato come condimento. Nella cucina turca dai semi di sesamo si ottiene invece la <strong>tahina</strong> (o tahin), un vero e proprio burro di sesamo che viene ad esempio usato per condire l&#8217;hummus.</p>
<p>Nella cucina coreana i semi si utilizzano per preparare piatti tipici, come il bulgogi e il sannakji.  Il sesamo nero è ingrediente importante di molte ricette cinesi e giapponesi; semi di sesamo nero, soli o mescolati con sesamo bianco, possono essere utilizzati per formare la crosta esterna del sushi uramaki.</p>
<p>Avvertenze: il sesamo, a causa della presenza di alcune proteine (Bet v1, Ses I1, Ses I2 e Ses I3), può essere causa di allergia alimentare</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/il-sesamo-sesamum-indicum-l/">Il Sesamo | Sesamum indicum L.</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">22158</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Nigella &#124; Nigella sativa L.</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/nigella-nigella-sativa-l/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 May 2022 08:26:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[Spezie]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[amaperbene]]></category>
		<category><![CDATA[Nigella]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.amaperbene.it/?p=22147</guid>

					<description><![CDATA[<p>La Nigella sativa, detta comunemente cumino nero o “coriandolo romano”, è una pianta erbacea annuale della famiglia delle Ranunculaceae, originaria del sud-ovest asiatico, da non confondere con il Bunium persicum, anch&#8217;esso chiamato cumino nero. E’ caratterizzata da foglie verde scuro molto ramificate e fiori a petali bianchi o blu; i suoi frutti assomigliano a capsule &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/nigella-nigella-sativa-l/">Nigella | Nigella sativa L.</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Nigella sativa</strong>, detta comunemente <strong>cumino nero o “coriandolo romano”</strong>, è una pianta erbacea annuale della famiglia delle <em>Ranunculaceae</em>, originaria del sud-ovest asiatico, da non confondere con il <em>Bunium persicum</em>, anch&#8217;esso chiamato cumino nero. E’ caratterizzata da foglie verde scuro molto ramificate e fiori a petali bianchi o blu; i suoi frutti assomigliano a capsule grandi e gonfie con all’interno molti semi neri.</p>
<p>Il nome Nigella deriva dal latino <em>niger</em>: nero, il colore dei semi.</p>
<p>Il seme viene utilizzato come una spezia. Ha un sapore amaro e pungente con un debole odore di fragole. Viene utilizzato principalmente per la preparazione di liquori, caramelle e dolci in genere. Nella cucina mediorientale trova posto nelle ricette di dolci tipici e di biscotti tradizionali; spesso viene usato anche per insaporire e ricoprire particolari tipi di pane (la varietà di pane <em>naan</em> chiamato <em>Peshawari naan</em>), o come decorazione nelle insalate.</p>
<p>La Nigella Sativa è una spezia particolarmente ricca di ferro dalla capacità riscaldante. L&#8217;olio essenziale di Nigella sativa è conosciuto per le sue numerose <strong>proprietà</strong>:</p>
<ul>
<li>antibatteriche: agisce contro le infezioni di natura virale che possono colpire le prime vie aeree, disinfetta e protegge;</li>
<li>antiossidanti-antinfiammatorie: grazie alla presenza del thymoquinone svolge anche una funzione analgesica. A livello topico esplica un’azione lenitiva e riequilibrante della pelle in genere, del cuoio capelluto in particolare, tanto da rendere la Nigella un rimedio “ortodermico” e viene utilizzata in caso di psoriasi e acne. Efficace anche per proteggere e rinfoltire la chioma;</li>
<li>ipotensive: grazie alla presenza di prostaglandine, abbassa la pressione e favorisce la vasodilatazione;</li>
<li>antispasmodiche: calma gli stati irritativi della gola e seda la tosse. La presenza di nigellon favorisce il controllo dei processi asmatici di natura allergica;</li>
<li>dermatologiche: è stato sempre usato per trattare, con successo, dermatiti, scottature ed eczemi. L’uso regolare dell’olio è in grado di stimolare i follicoli piliferi e prevenire la caduta dei capelli. Per queste ragioni è considerato a tutti gli effetti un rimedio “ortodermico”.</li>
</ul>
<p>L&#8217;olio di nigella ha un odore muschiato ed è usato negli Stati Uniti come integratore dietetico e può essere tranquillamente consumato anche sul pane. È l&#8217;ingrediente principale di una bevanda al gusto di cola: Evoca Cola.</p>
<p>Nella medicina indiana i semi della nigella sativa sono utilizzati come antiasmatici. La pianta manifesta una duplice attività: antistaminica e vasoregolatrice. L&#8217;infuso veniva impiegato contro il meteorismo, nelle affezioni catarrali, per favorire il flusso mestruale e nella dismenorrea. L&#8217;azione diuretica, inoltre, contribuisce a limitare la ritenzione idrica premestruale. Pare che sia un forte antiparassitario contro i parassiti intestinali.</p>
<p>La <em>Nigella Sativa</em> veniva impiegata dagli Egizi nei processi di mummificazione, per la cura e la conservazione del corpo: era considerata l’olio di Cleopatra e di Nefertiti, era largamente utilizzata per le sue proprietà nutritive, emollienti, lenitive e antinfiammatorie, e pare sia stata ritrovata nella tomba di Tutankamon. Maometto consigliava di &#8220;usare sempre i semi del grano nero poiché essi curano tutte le malattie, tranne la morte&#8221;. Presso i popoli arabi la Nigella Sativa è definita &#8220;<strong>Seme Benedetto</strong>&#8221; per la sua efficacia a largo spettro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/nigella-nigella-sativa-l/">Nigella | Nigella sativa L.</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">22147</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Mirto &#124; Myrtus communis L</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/mirto-myrtus-communis-l/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 May 2022 08:07:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piccoli frutti]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[amaperbene]]></category>
		<category><![CDATA[Mirto]]></category>
		<category><![CDATA[Spezie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.amaperbene.it/?p=22117</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il mirto (Myrtus communis L.) è una pianta aromatica appartenente alla famiglia Myrtaceae e al genere myrtus. È tipico della macchia mediterranea, viene chiamato anche mortella. E’ una pianta sempreverde dal portamento arbustivo, non più alta dei 2 metri. Il fusto è ricoperto da una corteccia che varia colore in base all’età della pianta. Nelle &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/mirto-myrtus-communis-l/">Mirto | Myrtus communis L</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>mirto</strong> (<em>Myrtus communis L</em>.) è una pianta aromatica appartenente alla famiglia <em>Myrtaceae</em> e al genere <em>myrtus</em>. È tipico della macchia mediterranea, viene chiamato anche mortella. E’ una pianta sempreverde dal portamento arbustivo, non più alta dei 2 metri. Il fusto è ricoperto da una corteccia che varia colore in base all’età della pianta. Nelle piante giovani è rossastra, mentre in quelle più maturi diventa grigiastra. I fiori sono bianchi o rosa pallido, emanano una piacevole profumazione e fioriscono nella tarda primavera fino anche a settembre. Cresce spontaneamente nella zona mediterranea, in particolare in Sardegna e Corsica.</p>
<p>In epoca romana il mirto era considerato il simbolo della gloria, della prosperità e dell’amore eterno; i fiori di mirto erano spesso presenti durante i banchetti nuziali come segno bene augurante e propiziatorio.</p>
<p>Il Mirto per il suo contenuto in olio essenziale (mirtolo, contenente mirtenolo geraniolo,  canfene e altri principi attivi minori), tannini e resine, è un’interessante pianta dalle proprietà aromatiche e officinali.</p>
<p>Al mirto sono attribuite <strong>proprietà balsamiche, antinfiammatorie, astringenti</strong>, leggermente antisettiche, pertanto trova impiego in campo erboristico e farmaceutico per la cura di affezioni a carico dell’apparato digerente (cattiva digestione) e del sistema respiratorio, contro la cistite, le emorroidi e le gengiviti. Dalla distillazione delle foglie e dei fiori si ottiene una lozione tonica per uso eudermico. La resa in olio essenziale della distillazione del mirto è alquanto bassa.</p>
<p>Del Mirto si utilizza tutto: foglie, fiori e bacche. Dai fiori si ricava un’essenza che viene utilizzata in campo cosmetico, le foglie invece, una volta essiccate, vengono utilizzate per insaporire piatti a base di carne e di pesce ma anche per la preparazione di infusi; sempre dalle foglie  si può preparare un decotto, usato contro bronchite e infiammazioni delle vie respiratorie oppure un infuso, utile contro le emorragie e come astringente in caso di diarrea.</p>
<p>Tuttavia, il prodotto più importante, dal punto di vista quantitativo, è rappresentato dalle bacche; queste, oltre a poter essere consumate appena colte, vengono impiegate per la preparazione del <strong>liquore di mirto, </strong>noto per la sua azione digestiva, ottenuto per infusione alcolica delle bacche attraverso macerazione o corrente di vapore. Un liquore di minore diffusione è il <strong>Mirto Bianco</strong>, ottenuto per infusione idroalcolica dei giovani germogli, erroneamente confuso con una variante del liquore di mirto propriamente detto ottenuto per infusione delle bacche di varietà a frutto non pigmentato.</p>
<p>Nella tradizione gastronomica sarda il mirto è un importante condimento per aromatizzare alcune carni: i rametti sono tradizionalmente usati per aromatizzare il maialetto arrosto, il pollame arrosto o bollito, il manzo e soprattutto sa taccula o grivia, un semplice ma ricercato piatto a base di uccellagione bollita (tordi, merli, storni). L&#8217;uso del mirto come aroma per le carni non è comunque una prerogativa esclusiva dei sardi: la letteratura nel Web riporta ad esempio riferimenti anche per altre cucine regionali e per la cucina spagnola. Assai più raro ma non meno gustoso è l&#8217;utilizzo del mirto come condimento per un risotto.</p>
<p>Il mirto è una pianta mellifera e si può ottenere un buon miele monflorale, ma si produce solo in Sardegna e Corsica dove è molto diffusa questa pianta.</p>
<p>Interessante l&#8217;utilizzazione del mirto come pianta ornamentale, ad esempio la formazioni di siepi, grazie all&#8217;abbondante e suggestiva fioritura in tarda primavera o inizio estate o la presenza per lungo tempo delle bacche (di colore nero bluastro o rossastro o rosso violaceo) nel periodo autunnale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/mirto-myrtus-communis-l/">Mirto | Myrtus communis L</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">22117</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Mentastri &#124; Mentha spp.</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/mentastri-mentha-spp/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 May 2022 08:00:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[Spezie]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[amaperbene]]></category>
		<category><![CDATA[Mentastri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.amaperbene.it/?p=22057</guid>

					<description><![CDATA[<p>Secondo il Vocabolario Treccani, il termine “mentastro” individua varie piante del genere menta comuni in Italia (Mentha longifolia, piperita, suaveolens e aquatica), nonché di altre labiate (marrubio, ecc.), e della menta selvatica (Pulicaria dysenterica) della famiglia composite. Il genere Mentha appartiene alle piante spermatofite dicotiledoni della famiglia delle Lamiaceae che esplicano attività biologiche importanti, caratterizzate &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/mentastri-mentha-spp/">Mentastri | Mentha spp.</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo il Vocabolario Treccani, il termine “mentastro” individua varie piante del genere menta comuni in Italia (<em>Mentha longifolia</em>, <em>piperita</em>, <em>suaveolens</em> e <em>aquatica</em>), nonché di altre labiate (marrubio, ecc.), e della menta selvatica (<em>Pulicaria dysenterica</em>) della famiglia composite.</p>
<p>Il genere <em>Mentha </em>appartiene alle piante spermatofite dicotiledoni della famiglia delle <em>Lamiaceae</em> che esplicano attività biologiche importanti, caratterizzate da un’elevata variabilità morfologica e da una grande diversità chimica anche in relazione ai relativi oli essenziali. Queste sostanze da secoli trovano impiego soprattutto per le loro proprietà antimicrobiche, analgesiche, antinfiammatorie, spasmolitiche e anestetiche locali, e più recentemente anche attività antitumorali<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a></p>
<p>Il genere Mentha che comprende 25-30 specie coltivate nelle aree temperate in particolare di Europa, Nord America, Nord Africa e Asia Minore.</p>
<p>In cucina la menta può essere utilizzata fresca oppure essiccata come erba aromatica ottima per insaporire molte pietanze, soprattutto di pesce, oppure per dare gusto a insalate, legumi, cereali e verdure; con le foglie essiccate di menta e il succo di limone si può inoltre realizzare una bevanda rinfrescante ottima per combattere la calura estiva.</p>
<p>Le foglioline di menta, strofinate sulle mani, aiutano anche ad eliminare i cattivi odori lasciati da aglio, cipolla e pesce.</p>
<p>Gli usi della mente per benessere e bellezza sono tanti: dalle foglie fresche all&#8217;olio essenziale.</p>
<p>La menta, oltre che in cucina, può essere utilizzata come rimedio naturale grazie alle sue tante proprietà benefiche, tra cui:</p>
<ul>
<li>favorisce la digestione e aiuta in caso di diarrea: la tisana alla menta favorisce la digestione ed è indicata in caso di disturbi gastro-intestinali come gastrite, spasmi dolorosi e diarrea. Svolge inoltre un&#8217;azione carminativa, diminuendo quindi il volume dei gas nel colon; è anche consigliata per chi soffre di mal d&#8217;auto e di calcoli alla cistifellea;</li>
<li>è ottima per curare tosse e raffreddore: la menta svolge anche un&#8217;azione balsamica utile per curare raffreddore e tosse; agisce da decongestionante e fluidificante dei muchi. Il mentolo presente nell&#8217;infuso di menta è di grande aiuto;</li>
<li>combatte l&#8217;alito cattivo: la menta è un ottimo rimedio contro l&#8217;alito cattivo: è utile strofinarla sui denti per avere l&#8217;alito fresco e combattere l&#8217;alitosi; la menta ha anche proprietà germicide che bloccano il proliferarsi dei batteri all&#8217;interno della bocca prevenendo l&#8217;alitosi;</li>
<li>aiuta in caso di mal di testa e nausea: la menta è un rimedio naturale veloce ed efficace per combattere il mal di testa, soprattutto grazie all&#8217;azione del mentolo che ha proprietà analgesiche e antiemetiche utili anche in caso di nausea o vomito;</li>
<li>è utile contro punture di insetti e ustioni: le foglie di menta possono essere applicate anche sulle punture di insetti come zanzare, api, vespe e calabroni, alleviando così prurito e gonfiore grazie alle sue proprietà antinfiammatorie. Anche in caso di lievi ustioni è utile applicare le foglie di menta sulla zona interessata per lenire il bruciore;</li>
<li>può risultare uno stimolante naturale utile in caso di stati depressivi o ansia;</li>
<li>esercita azione rinfrescante e purificante su pelle e capelli: la tisana alla menta può essere utilizzata anche per le sue proprietà cosmetiche in caso di acne e pelle grassa ma anche per lavaggi intimi e pediluvi, grazie alla sua azione purificante e rinfrescante.</li>
</ul>
<p>L&#8217;utilizzo della menta è sconsigliato in casi di reflusso gastroesofageo, ulcera, favismo e patologie al fegato o ai reni. L&#8217;uso eccessivo può inoltre provocare effetti collaterali al sistema nervoso. Ad ogni modo è sempre meglio consultare il medico prima di utilizzare la menta come rimedio erboristico.</p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Stringaro A, Colone M, Angiolella L. Antioxidant, Antifungal, Antibiofilm, and Cytotoxic Activities of Mentha spp. Essential Oils. Medicines (Basel). 2018 Oct 21;5(4)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/mentastri-mentha-spp/">Mentastri | Mentha spp.</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">22057</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
