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	<title>sostanze resinose Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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		<title>Muira puama &#124; Ptychopetalum olacoides Benth.</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/muira-puama-ptychopetalum-olacoides-benth/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 May 2023 11:20:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[acido behenico]]></category>
		<category><![CDATA[alcaloide simile a yohimbina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Muira Puama (Ptychopetalum olacoides Benth.) è una piccola pianta originaria delle foreste amazzoniche brasiliane e di altre zone della foresta pluviale, molto conosciuta per i suoi effetti afrodisiaci e rinvigorenti. Appartienente alla famiglia delle Olacaceae, ed è conosciuta anche come marapuama il cui nome significa «legno della potenza» e «erba dell&#8217;amore». La Ptycopetalum olacoides &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Muira Puama</strong> (<em>Ptychopetalum olacoides Benth.</em>) è una piccola pianta originaria delle foreste amazzoniche brasiliane e di altre zone della foresta pluviale, molto conosciuta per i suoi <strong>effetti afrodisiaci e rinvigorenti</strong>. Appartienente alla famiglia delle <em>Olacaceae</em>, ed è conosciuta anche come <strong>marapuama</strong> il cui nome significa «<strong>legno della potenza</strong>» e «<strong>erba dell&#8217;amore</strong>».</p>
<p>La <em>Ptycopetalum olacoides</em> è un piccolo arbusto dai rami sottili e foglie ovali sempreverdi che può arrivare anche a 5 m di altezza. Possiede fiori piccoli, bianchi e raccolti in infiorescenze. Hanno un profumo dolce e pungente che ricorda quello del gelsomino. I petali sono esternamente glabri mentre all’interno presentano una fitta peluria.</p>
<p>Il nome “Muira-Puama” ha origine da 2 parole indios il cui significato è “legno-forte” o “legno-potente”. Veniva usata dagli indigeni in decotti dalle <strong>proprietà afrodisiache</strong> sia per l’uomo che per le donne. Ma ne era apprezzata anche l’<strong>azione digestiva</strong>, <strong>antireumatica e neurotonica</strong> (utile per migliorare le attività sia fisiche che mentali). Per quanto riguarda il nome botanico, il termine “Ptycopetalum” proviene dal greco “ptuch” che significa “piega” e “pétalon” ovvero “petalo” in riferimento ai margini crenulati dei petali. Mentre l’epiteto “olacoides” viene dal greco “oulos” ovvero “lanoso” per dire che presenta i caratteri delle <em>Olacaceae</em>.</p>
<p>Tra i <strong>principali componenti</strong> si annoverano:</p>
<ul>
<li>Miscela di esteri: <strong>acido behenico, lupeolo e β-sitosterolo</strong></li>
<li>Tracce di olio essenziale, <strong>sostanze resinose, flobafene, tannino</strong>, acidi grassi</li>
<li>Sostanze amare (<strong>muirapuamina, alcaloide simile a yohimbina</strong>)</li>
</ul>
<p>Le parti della pianta utilizzate in fitoterapia sono: la corteccia dei rami e delle radici. Le principali <strong>proprietà </strong>della muira puama sono:</p>
<ul>
<li><strong>afrodisiaca</strong> (per la presenza della muirapuanina, un alcaloide simile alla yohimbina che ha un’azione alfa-bloccante e vasodilatatrice)</li>
<li><strong>tonica, adattogena</strong></li>
<li><strong>digestiva</strong></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>La muira puama viene <strong>usata in fitoterapia </strong></p>
<ul>
<li><strong>ad uso interno</strong> per le sue proprietà: <strong>afrodisiache</strong> (trattamento dell&#8217;impotenza), <strong>stimolanti – digestive</strong> (nelle astenie gastrointestinali, circolatorie, nella dispepsia e nell&#8217;inappetenza), <strong>nootropiche, neuroprotettive neurotoniche ed antinevralgiche</strong> (per contrastare stress, stanchezza nervosa e per alleviare i sintomi della depressione),</li>
<li><strong>per uso esterno</strong> (impacchi) vanta proprietà: antireumatiche e stimolanti.</li>
</ul>
<p>Studi effettuati nei topi sulla memoria sia a breve che a lungo termine hanno messo in evidenza un’azione della pianta anche sui recettori β-adrenergici e D1 per la dopamina. Gli effetti sul sistema nervoso centrale sopra riportati a carico degli estratti alcolici della muira puama sono accentuati da sostanze farmacologicamente attive quali <strong>spiperone</strong> e <strong>pindolo</strong>, antagonisti dei recettori <strong>serotonina</strong> 5HT2A. Gli effetti più noti sono dovuti alla capacità di agire come tonico a livello nervoso, muscolare e circolatorio; è verosimile un’azione della muira puama sui sistemi “catecolaminergici” del sistema nervoso centrale ed i suoi principi attivi funzionerebbero da precursori dei neurotrasmettitori cerebrali.</p>
<p>E’ bene precisare che non risulta che l’Efsa (l’Autorità europea per la sicurezza alimentare) abbia approvato alcun claim che autorizzi questo o altri usi della muira puama proposti a vario titolo.</p>
<p>In soggetti predisposti l&#8217;uso ma soprattutto l&#8217;abuso di questa pianta può causare: cefalea, nervosismo, agitazione.</p>
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		<title>Corallina vera &#124; Corallina officinalis L. var.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 May 2023 11:13:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[Alga corallina]]></category>
		<category><![CDATA[alga rossa]]></category>
		<category><![CDATA[arsenico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E’ il nome botanico di una specie di alghe rosse multicellulari del genere Corallina, famiglia Corallinaceae. Sono alghe comuni trovate in Europa, Africa, Asia, Nord America, Sud America, isole atlantiche, isole dei Caraibi, Australia e Nuova Zelanda. E’ così chiamata perché nasce sugli scogli e ricorda per l&#8217;aspetto un piccolo polipaio di Corallo. L’epiteto specifico &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E’ il nome botanico di una specie di <strong>alghe rosse</strong> multicellulari del genere Corallina, famiglia <em>Corallinaceae</em>.</p>
<p>Sono alghe comuni trovate in Europa, Africa, Asia, Nord America, Sud America, isole atlantiche, isole dei Caraibi, Australia e Nuova Zelanda.</p>
<p>E’ così chiamata perché nasce sugli scogli e ricorda per l&#8217;aspetto un piccolo <strong>polipaio di Corallo</strong>. L’epiteto specifico <em>officinalis </em>viene da <em>offícina</em>, laboratorio medioevale; termine usato per le specie usabili in farmaceutica, erboristeria, liquoristica, profumeria e simili.</p>
<p>Il tallo della <em>Corallina officinalis</em> è, generalmente, saldamente attaccato alla roccia e cresce in ciuffi fino ad una lunghezza di 120 mm. Questo ha ramificazioni pennate articolate con rami laterali opposti successivi. Ogni fronda è costituita da stipi calcificati cilindrici che mostrano segmenti ciascuno un po’ più lunghi che larghi, che si alzano da una base crostosa come un filo di perle che diventano più grandi e più a forma di cuneo più in alto sul gambo. Le fronde sono di colore rosato che possono sbiancare e diventare bianche se esposte alla luce solare.</p>
<p>I sessi di questa specie sono portati su piante separate e appaiono come piccoli noduli calcarei.</p>
<p>Quest’alga forma depositi di <strong>carbonato di calcio</strong> all’interno delle sue cellule che servono a rafforzare il tallo. Questi depositi bianchi fanno apparire le alghe di colore rosa, con macchie bianche dove il carbonato di calcio è particolarmente concentrato. La presenza del carbonato di calcio <strong>la rende sgradevole alla maggior parte dei pesci</strong> e degli organismi rocciosi.</p>
<p><strong>Costituenti principali</strong>: piccole quantità di <strong>bromo</strong>, iodio e tracce di <strong>arsenico</strong>, <strong>sostanze resinose</strong> e <strong>pentosano</strong>.</p>
<p><strong>Ritenuta attiva nelle infestazioni da ascaridi e da ossiuri</strong>, come tale è tuttora usata nella medicina popolare, specialmente in Corsica ed in altre località della costa tirrenica e delle isole. In realtà la somministrazione di preparati di Corallina provoca, nei soggetti affetti da ossiuriasi e da ascaridiosi, sebbene non costantemente, l&#8217;espulsione di un notevole numero di elminti. Molto verosimilmente ciò può esser dovuto al fatto che la droga nota in commercio col nome di <strong>Corallina di Corsica</strong> è costituita non da una sola alga ma da un miscuglio di diverse specie (più di 40), nel quale queste vi entrano in proporzioni varie ed incostanti. Specie officinali sono considerate la <em>Corallina officinalis</em> e l’<em>Alsidium helminthochorton </em>Kutzing e non è noto se le altre alghe da cui è costituita la droga, siano dotate di attività antielmintica e in quale misura; manca in proposito la conferma di dati sperimentali e clinici attendibili. Ad ogni modo, è bene tener distinta la <em>Corallina officinalis</em> dalla corallina di Corsica.</p>
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