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	<title>Rosa canina Archivi - amaperbene.it</title>
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		<title>Rosa moschata, Rosa rubiginosa, Rosa canina, Rosa Englanteria L.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Dec 2023 10:52:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piante ed erbe]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il nome Rosa mosqueta è un termine generico di origine spagnola, con il quale si indicano alcune specie di rose selvatiche importate in Sud America dagli Spagnoli, e precisamente Rosa Moschata, Rosa canina, e Rosa eglanteria: quest&#8217;ultima, alla quale è attribuito dai botanici il sinonimo di Rosa affinis rubiginosa, rappresenta la specie maggiormente coltivata ed &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il nome <strong><em>Rosa mosqueta</em></strong> è un termine generico di origine spagnola, con il quale si indicano alcune specie di <strong>rose selvatiche</strong> importate in Sud America dagli Spagnoli, e precisamente <strong><em>Rosa Moschata</em></strong>, <strong><em>Rosa canina</em></strong>, e <strong><em>Rosa eglanteria</em></strong>: quest&#8217;ultima, alla quale è attribuito dai botanici il sinonimo di <strong><em>Rosa affinis rubiginosa</em></strong>, rappresenta la specie maggiormente coltivata ed utilizzata per le sue proprietà officinali.</p>
<p>La <strong><em>Rosa affinis rubiginosa</em></strong>, appartenente alla famiglia delle Rosaceae, è un arbusto selvatico perenne che raggiunge un’altezza di 2-3 metri; originario dell&#8217;Europa e dell&#8217;Asia occidentale, è nota in Italia come <strong>rosa balsamina</strong>; ha con una base legnosa dotata di spine; le foglie sono lunghe 5-9 cm, pennate, ovali e con margine seghettato, ricoperte di peluria su entrambe le pagine.  La pianta produce fiori rosa a cinque petali, con la base che sfuma nel bianco, e nella parte centrale spicca il color giallo dorato dei numerosi stami; ha un aroma che ricorda quello delle mele; i fiori sono caratterizzati da un diametro di circa 4-5 cm, con 5 petali che vanno dal rosa al bianco e numerosi stami gialli. I frutti sono bacche ovoidali, che, inizialmente verdi, maturando virano al rosso arancio vivo e quindi diventano color rosso scuro; esse contengono numerosi <strong>semi</strong> che <strong>rappresentano la parte officinale della pianta</strong>.</p>
<p>La pianta cresce spontanea in ambienti soleggiati e umidi, con temperature che vanno dai 3°C a 27°C e con precipitazioni dai 500 ai 1500 mm l’anno; predilige un clima umido e freddo e necessita di freddo nella stagione invernale per favorire la germinazione dei suoi semi. Originaria dell’Europa ad eccezione dell’estremo nord. La zona in cui è maggiormente acclimatata è la regione delle Ande, in particolare l&#8217;altopiano del centro-sud del Cile, dove è nota col nome popolare di <strong><em>Rosa mosqueta</em></strong>. La popolazione India Araucana (Mapuche), un popolo Amerindo originario del Cile centrale, sembra abbia utilizzato per prima la <em>Rosa mosqueta</em> per le sue proprietà benefiche per la pelle.</p>
<p>Tipico del genere Rosa, il <strong>cinòrrodo</strong> è un falso frutto; deriva dall&#8217;ingrossamento del ricettacolo, è carnoso e forma una coppa che contiene gli acheni, i veri frutti di colore giallo o marrone, frammisti a peli. La forma, il colore e le dimensioni dei cinorrodi delle diverse specie varia molto: a maturazione sono arancioni o rossi tra 15 e 25 mm di lunghezza; possono avere forma allungata o sferica ed essere ricoperti o meno da sottili aculei. Nella parte superiore è possibile vedere i resti degli stami e dei sepali. Al loro interno sono presenti i veri frutti (da 10 a 30 acheni), che a loro volta contengono ognuno un seme. Nelle varietà di rosa definite &#8220;botaniche&#8221; i cinorrodi costituiscono una caratteristica ornamentale.</p>
<p><strong>Il nome</strong> “Rosa mosqueta” è un termine di origine spagnola utilizzato per indicare le rose selvatiche. Scientificamente è un errore parlare di “Rosa mosqueta”, tuttavia, data la somiglianza botanica, questo termine viene utilizzato per unire diversi tipi di rose selvatiche in un unico gruppo.</p>
<p><strong>Proprietà e indicazioni</strong></p>
<p>Dai semi della <em>Rosa mosqueta</em> si estrae un <strong>olio naturalmente ricco</strong> dei preziosi <strong>acidi grassi insaturi, acido oleico e linoleico, presenti in altissima percentuale, oltre a vitamina A, C, E, licopene, carotenoidi e fitosteroli</strong>, sostanze antiossidanti naturali, fondamentali per proteggere le cellule della pelle dall&#8217;ossidazione, favorire i processi di rigenerazione cellulare e il rinnovamento dei tessuti epidermici.</p>
<p>L&#8217;<strong>olio di Rosa mosqueta </strong>è uno <strong>fra i più pregiati oli utilizzati in cosmetica </strong>per le sue proprietà riparative ed elasticizzanti su pelle e capelli; è indicato per mantenere la fisiologica integrità della pelle, aiutare a ridurre gli effetti deleteri del trascorrere del tempo, rallentando la formazione delle rughe superficiali e di espressione. In particolare è consigliato per rinnovare e nutrire le pelli mature, secche, sciupate dagli anni o trascurate, e inoltre per attenuare gli inestetismi cutanei come smagliature, cicatrici, scottature solari, macchie causate dall&#8217;età o da una eccessiva e imprudente esposizione al sole, o come residuo dell&#8217;acne.</p>
<p>E&#8217; consigliabile privilegiare l&#8217;olio che si presenta di colore arancio-salmone, che indica chiaramente che è stato estratto meccanicamente a freddo, di qualità ed efficacia superiori rispetto a quello raffinato, di colore giallino, che però si conserva più a lungo di quello non raffinato e irrancidisce con minore facilità. Per una migliore conservazione dell&#8217;olio vergine infatti, l&#8217;olio di <em>Rosa mosqueta</em> spremuto a freddo <strong>deve essere conservato al fresco, </strong>lontano da fonti calore e dalla luce diretta del sole per evitare che irrancidisca e produca sostanze tossiche, utilizzando contenitori in vetro scuro, che lo salvaguardino dalle radiazioni solari. Si trova, come ingrediente, nella formulazione di prodotti antirughe o in creme elasticizzanti per cicatrici (da brufoli ed acne) e smagliature (come prevenzione).</p>
<p><strong>Principali componenti</strong></p>
<p>Acidi grassi polinsaturi: 80% di omega 3 e omega 6 (di cui 35% acido alfa-linolenico e 45% acido linoleico); Vitamina E (tocoferolo); Vitamina A (carotenoidi); Fitosteroli. I frutti di rosa canina selvatica sono particolarmente ricchi di vitamina C, contenendone di norma 426 mg per 100 g lo 0,4% in peso.</p>
<p><strong>Proprietà salutistiche principali</strong></p>
<p>Le principali proprietà benefiche dell’olio di <em>Rosa mosqueta</em> sono l’azione cicatrizzante ed elasticizzante sulla pelle. L’olio dei semi di rosa mosqueta può essere utilizzato sul viso quotidianamente, puro (per toccature) o miscelato in una crema idratante. Utile per favorire i processi riparativi della pelle e contrastare la formazione degli inestetismi delle rughe (invecchiamento precoce).</p>
<p><strong>Usi dei cinorrodi della Rosa canina</strong></p>
<p>Con i cinorrodi della Rosa canina, molto ricchi di vitamina C, si può preparare una confettura, integratori alimentari, oppure infusi con acqua bollente, popolarmente indicati a sollievo del raffreddore nonché un piacevole liquore ottenuto dopo infusione per un mese circa dei cinorrodi con alcool alimentare, zucchero e acqua. Come sottoprodotto nella produzione delle polpe di cinorrodi si può produrre anche un olio di semi, di cui si vantano molti pregi nella applicazione cutanea, a cui è stato attribuito il nome INCI: ROSA RUBIGINOSA SEED OIL.</p>
<p>In Slovenia viene prodotta una <strong>bibita analcolica</strong>, la <strong>Cockta</strong>.</p>
<p>In Svezia i cinorrodi sono la base della <strong>nyponsoppa</strong>, letteralmente zuppa di rosa canina, che viene servita come dessert o come antipasto.</p>
<p><strong>Controindicazioni</strong></p>
<p>Non sono riportati effetti collaterali alle dosi terapeutiche, fatta eccezione di sensibilità individuale alla pianta.</p>
<p><strong>Curiosità</strong></p>
<p>In Australia, come molte altre Specie aliene, le rose mosqueta rappresentano un organismo invasivo.</p>
<p>In Nuova Zelanda è considerata una pianta soggetta a restrizioni; in Auckland, in Canterbury e nelle regioni meridionali se ne vieta la vendita, propagazione e distribuzione. Il &#8220;New Zealand Department of Conservation&#8221; classifica le rose mosqueta come &#8220;environmental weed&#8221; (nociva per l&#8217;ecosistema locale).</p>
<p>Le rosa mosqueta sono considerate infestanti anche in Sud Africa, dove non possono più essere piantate o propagate, sia per seme che per talea.</p>
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		<title>Rosa Canina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Nov 2022 10:21:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Rosa canina L., 1753 è una pianta appartenente alla famiglia delle Rosaceae. È la specie di rosa spontanea più comune in Italia, e molto frequente nelle siepi e ai margini dei boschi. Talvolta viene chiamata rosa di macchia, oppure rosa selvatica. È l&#8217;antenata delle rose coltivate, quella di partenza per le varietà oggi conosciute. La &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Rosa canina</em></strong> L., 1753 è una pianta appartenente alla famiglia delle <em>Rosaceae</em>. È la specie di rosa spontanea più comune in Italia, e molto frequente nelle siepi e ai margini dei boschi. Talvolta viene chiamata <strong>rosa di macchia</strong>, oppure <strong>rosa selvatica</strong>. È l&#8217;antenata delle rose coltivate, quella di partenza per le varietà oggi conosciute.</p>
<p>La rosa canina è un arbusto spinoso tipico della zona mediterranea, una specie selvatica che si trova spesso lungo le siepi, al margine di boschi, nelle boscaglie degradate e, in qualità di arbusto pioniero, nei prati, pascoli, campi e vigneti abbandonati, su cumuli di sassi, su suoli abbastanza profondi, limosi, moderatamente aridi, dal piano sino a 1.900 m s.l.m.</p>
<p>Il nome “canina” si deve a Plinio il Vecchio, il quale affermava che un soldato romano fosse guarito dalla rabbia, contratta dopo essere stato morso da un cane rabbioso, grazie a un decotto di radici di questa pianta, a cui sono ascritte proprietà antirabbiose secondo la tradizione popolare, non confermate però dal punto di vista scientifico.</p>
<p>L’arbusto della rosa canina presenta fusti fini, legnosi e ricchi di spine, esso può raggiungere come massimo i 3-4 metri di altezza, ha foglie ellittiche e dentate e fiori che sfumano dal bianco al rosa. Questi ultimi, delicatamente profumati, fioriscono tra maggio e luglio, possono essere singoli o raggruppati a tre e sono molto amati dalle api bottinatrici. In ottobre-novembre invece, al posto dei fiori, si formano delle <strong>bacche rosse</strong>, detti <strong>cinorrodi</strong>, che non sono i frutti veri e propri, ma dei <strong>falsi frutti </strong>piriformi, carnosi e glabri, solitamente portati da peduncoli lunghi 10÷20 mm, di colore rosso vivo a maturità, nati dall’ingrossamento del ricettacolo (parte apicale del peduncolo fiorale). All’interno dei cinorrodi sono presenti i veri frutti, gli <strong>acheni</strong>, duri ricoperti di corti peli rigidi, contenenti ognuno un seme.</p>
<p>La parte della rosa canina che interessa dal punto di vista erboristico è proprio la bacca (il falso frutto) riconosciuto scientificamente come enorme <strong>fonte di vitamina C</strong>: se le bacche vengono raccolte nel loro preciso periodo balsamico (nel pieno della loro maturazione) <strong>possono contenere vitamina C fino a 50 volte ed oltre in più rispetto alle arance e ai limoni </strong>(100 grammi di bacche contengono la stessa quantità di vitamina C di 1 chilo degli agrumi tradizionali). Oltre a questa preziosa vitamina, ritroviamo anche <strong>tannini, acido nicotinico, carotenoidi, vitamina C e P, riboflavina, acido malico e citrico, flavonoidi</strong> (bioflavonoidi: fitoestrogeni), <strong>pectine e carboidrati</strong>. Grazie a questo pool di principi attivi, la rosa canina vanta diverse <strong>proprietà: antiossidante, immunostimolante, decongestionante nasale, lenitiva</strong> per tosse e mal di gola, <strong>astringente intestinale, cicatrizzante e tonica sulla pelle</strong>.</p>
<p>La monaca benedettina Santa Ildegarda di Bingen, importante erborista del XII secolo, raccomandava gli infusi di cinorrodi di rosa canina nelle fasi iniziali delle influenze, proprio per diminuire i sintomi associati a raffreddore, tosse e mal di gola. Per l’azione lenitiva sulle mucose, la rosa canina è consigliata in abbinamento all’elicriso per le riniti allergiche da polline ed è anche ideale per contrastare diarrea e vomito grazie all’azione astringente dei tannini. Grazie poi all’elevata presenza di vitamina C, la rosa canina è un <strong>immunostimolante</strong> fatto e finito poiché attivante dei linfociti e un ottimo <strong>vitaminizzante</strong> (contiene caroteni, quindi vitamina A) da utilizzare nei cambi di stagione e nei periodi di particolare stress.</p>
<p>Oltre ad un decotto di cinorrodi, questa pianta può essere assunta in maniera più concentrata in tintura madre idroalcolica ed è indicata anche per i bambini per cui esistono in commercio derivati in glicerina o in fruttosio.</p>
<p>Per la presenza di tannini, la rosa canina rappresenta un buon rimedio naturale <strong>contro la diarrea</strong>; inoltre, è consigliata in caso di debilitazione ed infiammazioni. La droga è considerata anche un discreto vaso-protettore.</p>
<p>Le tisane, i decotti e gli infusi ottenuti con foglie, fiori o radici di rosa canina sono consigliati in caso di <strong>raffreddore ed infezioni</strong>, oltre ad essere un blando decongestionante e tonificante; alla rosa canina sono altresì ascritte proprietà immunostimolanti ed antiallergiche.</p>
<p>La rosa canina è un buon <strong>diuretico</strong>: stimolando l&#8217;eliminazione delle tossine tramite l&#8217;urina, la droga è utile per contrastare infiammazioni a carico di vescica o reni.</p>
<p>La rosa canina è un <strong>eccellente tonico</strong> per fronteggiare l&#8217;esaurimento e la stanchezza; aiuta a sconfiggere lo stress; stimola l’eliminazione delle tossine (soprattutto gli acidi urici, che provocano gotta e reumatismi) attraverso la diuresi. La rosa canina ha la capacità di favorire l&#8217;assorbimento di calcio e del ferro nell&#8217;intestino, equilibrando il livello di colesterolo e contribuendo alla produzione di emoglobina; inoltre rende attiva la vitamina B9 (acido folico) dal leggero effetto antistaminico.</p>
<p>Ad <strong>uso cosmetico</strong> l’estratto di rosa canina è ampiamente adoperata per la formulazione di acque profumate, <strong>creme anti-aging, </strong><strong>stimolanti la produzione di collagene</strong> (quindi per contrastare le rughe), pomate lenitive contro gli eritemi solari, maschere per il viso ad azione tonificante, ma anche per la sua azione cicatrizzante e astringente contro le macchie e i segni delle cicatrici. L’olio di spremitura dei cinorrodi di rosa canina ha una preziosissima azione rigenerante cellulare, molto simile all’olio di rosa mosqueta, tanto amato dalle donne. Per l’<strong>azione astringente</strong>, la rosa canina la si può anche trovare nei tonici viso per ridurre la dilatazione dei pori e asciugare le pelli particolarmente sebacee.</p>
<p>Infine, <strong>i cinorrodi sono commestibili</strong>, meglio raccoglierli dopo le prime gelate quando sono belli polposi, quindi anche più dolci; <strong>si possono mangiare così come sono, in macedonie, frullati, centrifugati</strong>, oppure utilizzarli per preparare <strong>marmellate e sciroppi</strong>. Il gusto è particolare perché acidulo, dovuto proprio dall’alta percentuale di vitamina C. I petali della rosa canina vengono invece utilizzati per aromatizzare delicatamente il miele.</p>
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