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	<title>proprietà emollienti Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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		<title>Cocco &#8211; Cocos nucifera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Dec 2023 12:08:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Frutti Esotici]]></category>
		<category><![CDATA[Piante ed erbe]]></category>
		<category><![CDATA[acqua di cocco]]></category>
		<category><![CDATA[cocco]]></category>
		<category><![CDATA[idratanti e lenitive su pelle e capelli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il cocco o palma da cocco (Cocos nucifera L., 1753) è una pianta della famiglia delle Arecacee (sottofamiglia Arecoideae, tribù Cocoseae). È l&#8217;unica specie riconosciuta del genere Cocos. Si tratta di una pianta longeva e possente, tipica dei Paesi a clima caldo-temperato; originaria dell&#8217;Indonesia e simbolo delle isole del Pacifico, la palma da cocco viene &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il cocco o palma da cocco (<em>Cocos nucifera</em> L., 1753) è una pianta della famiglia delle Arecacee (sottofamiglia <em>Arecoideae</em>, tribù <em>Cocoseae</em>). È l&#8217;unica specie riconosciuta del genere Cocos. Si tratta di una pianta longeva e possente, tipica dei Paesi a clima caldo-temperato; originaria dell&#8217;Indonesia e simbolo delle isole del Pacifico, la palma da cocco viene tuttora largamente coltivata in India, Tailandia, Filippine, Messico e Brasile.</p>
<p>La palma da cocco si presta a moltissimi scopi: a tal proposito, viene comunemente fregiata dell&#8217;appellativo &#8220;<strong>re dei vegetali</strong>&#8220;.</p>
<p><strong>Etimologia</strong></p>
<p>La parola cocos (testa, cranio) proviene dal portoghese e sarebbe stato dato dai marinai di Vasco de Gama, durante il viaggio nelle Indie, per la somiglianza della noce di cocco alla testa di un mostro della mitologia ispanica molto simile all&#8217;uomo nero chiamato Coco.  Il nome specifico <em>nucifera</em> deriva dal latino e significa “portatore di noci”.</p>
<p><strong>Descrizione botanica</strong></p>
<p>Si tratta di un albero dal portamento colonnare e slanciato, che può raggiungere e superare i 30 metri di altezza, con fusto segnato sulla sua superficie da cicatrici a forma di anello lasciate dalle foglie cadute. Le foglie si trovano all’apice del fusto dove formano una sorta di corona; sono lunghe 4-5 metri e sono paripennate, cioè formate a loro volta una serie di piccole foglioline che hanno una forma allungata e sono brevemente picciolate. I fiori sono piccoli e giallastri, riuniti in infiorescenze a spadice. I frutti della palma da cocco sono delle drupe molto voluminose chiamate <strong>noci di cocco</strong>, del peso di circa 1-1,5 kg. Ogni drupa è costituita da una parte esterna liscia e di colore giallo-rossastro, detta esocarpo. Nella parte mediana si trova un involucro fibroso chiamato mesocarpo. È presente poi una parte legnosa e molto dura, ossia il guscio della noce di cocco, chiamato endocarpo. <strong>La parte interna della noce di cocco, bianca e morbida, costituisce invece il seme</strong>: ha un sottile tegumento marrone, una parte polposa e bianca dello spessore di 1-3 cm (endosperma) e una cavità contenente un liquido lattiginoso <strong>(acqua di cocco</strong>). La noce di cocco immatura ha una gran quantità di acqua, che via via che il frutto matura viene sostituita dalla polpa bianca che si indurisce.</p>
<p>Le noci di cocco vengono raccolte quando raggiungono la piena maturazione arrampicandosi sugli alberi o utilizzando dei lunghi bastoni in bambù.</p>
<p><strong>Varietà</strong></p>
<p>La specie presenta oltre 80 varietà suddivisibili in due grandi categorie, piuttosto omogenee per caratteristiche, le alte e le nane.  Le &#8220;alte&#8221; sono piante generalmente molto longeve che raggiungono con facilità gli 80 anni di vita; fruttificano relativamente tardi dall&#8217;impianto, fino a 10 anni dopo la semina, e ancora più tardi raggiungono il picco di produzione. Le “nane”, con altezza media fino a 12 metri, raggiungono rapidamente la maturità riproduttiva: i primi frutti possono essere raccolti anche a soli 4 anni dall&#8217;impianto, con noci che toccano il suolo. La varietà più famosa tra le nane è la <strong>Malayan Dwarf</strong> che ha tre sottotipi: la regia, l&#8217;eburnea e la pumila che differiscono per il colore della noce. Le noci delle varietà nane sono più piccole in genere di quelle delle varietà alte.</p>
<p>Esistono tuttavia anche varietà dalle caratteristiche intermedie che si diversificano non solo per l’altezza.</p>
<p><strong>Noce di cocco </strong><em><strong>(Cocos nucifera) </strong></em></p>
<p><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-28854" src="https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/12/noce-cocco-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" srcset="https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/12/noce-cocco-300x201.jpg 300w, https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/12/noce-cocco-768x514.jpg 768w, https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/12/noce-cocco.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />La <strong>noce di cocco </strong>è il frutto della palma da cocco, una drupa, ovvero un tipo di frutto a guscio duro che contiene al suo interno una polpa commestibile e un liquido chiamato <strong>acqua di cocco</strong>. Ha una forma ovale o sferica con una buccia esterna fibrosa di colore marrone. La buccia può variare nella consistenza e nel colore a seconda del grado di maturazione del frutto. All&#8217;interno della buccia si trova un guscio duro e legnoso di colore marrone scuro.</p>
<p>La polpa del cocco è bianca e dolce, ed è comunemente <strong>utilizzata in cucina</strong> per la preparazione di dolci, bevande, salse e piatti salati. L&#8217;acqua di cocco, contenuta all&#8217;interno della noce giovane, è una bevanda rinfrescante e idratante.</p>
<p>Dalla polpa delle noci di cocco mature si estrae l’<strong>olio di cocco </strong>di qualità; questo, in alcuni casi, viene definito “vergine” per indicare che non è stato processato, mentre altre volte si parla di olio di cocco “spremuto a freddo”, cioè ottenuto mediante spremitura meccanica in condizioni di temperatura controllata (non superiore a 49 °C).</p>
<p><strong>Valore nutrizionale del cocco</strong></p>
<p><strong>100 g di olio di cocco apportano circa 900 Calorie sotto forma di lipidi</strong> rappresentate da: 86,8 g di grassi saturi, 6,25 g di grassi monoinsaturi sotto forma di acido oleico, 1,6 g di grassi polinsaturi sotto forma di acido linoleico, 0,9 mg di vitamina E, ferro in tracce, sodio in tracce</p>
<p>potassio in tracce.</p>
<p><strong>Utilizzo del cocco</strong></p>
<p>Il cocco ha una <strong>grande versatilità di utilizzi</strong>, sia come alimento che come materia prima per prodotti industriali. Viene spesso utilizzato per arricchire il sapore di piatti esotici e viene anche impiegata per la produzione di olio di cocco, latte di cocco e farina di cocco.</p>
<p>L&#8217;olio di cocco è ampiamente utilizzato in cosmetici, prodotti per la cura dei capelli, saponi e candele. Il latte di cocco è popolare in molte cucine etniche e viene utilizzato nella preparazione di piatti dolci e salati. Più in particolare,</p>
<p><strong>In </strong><strong>cucina</strong> si possono mangiare e utilizzare varie parti della noce di cocco. La <strong>polpa bianca</strong> si può mangiare fresca, tagliata a pezzettini, o essiccata; è ampiamente utilizzata in una vasta gamma di piatti, sia dolci che salati, come curry, dessert, piatti di riso, torte e dolci e altro ancora.</p>
<p>Dalla polpa secca si può ottenere la farina e l’olio di cocco, impiegabili nell’alimentazione umana. Il latte e l’acqua di cocco sono bevande rinfrescanti, dissetanti e nutrienti; il latte di cocco è un ingrediente comune nella cucina asiatica e viene utilizzato per preparare salse, zuppe, curry, bevande e dessert; il cocco grattugiato è spesso usato come ingrediente per dessert, torte, biscotti e dolci. L&#8217;olio di cocco è ampiamente utilizzato per la cottura, la frittura, la preparazione di condimenti per insalate e come ingrediente per la cosmesi. Il punto di fusione dell’olio è di circa 24 gradi e per questo che da noi si trova in panetti solidi di colore bianco.</p>
<p>Nelle zone dove la pianta cresce, i germogli apicali sono considerati un cibo prelibato. Infine la linfa fermentata può essere usata per la produzione di alcolici.</p>
<p><strong>Cosmesi e Cura Personale: </strong>l’olio di cocco ha ottime <strong>proprietà emollienti, idratanti e lenitive </strong>su pelle e capelli. Può essere impiegato tal quale (per massaggio o applicazioni locali) o come ingrediente cosmetico per creme viso e corpo, prodotti per capelli e labbra, saponi e schiume, lozioni e creme; il cocco grattugiato può essere miscelato con oli essenziali e utilizzato come scrub esfoliante per il corpo.</p>
<p><strong>Industria:</strong> oltre che nell&#8217;industria alimentare, cosmetica e farmaceutica, il cocco viene utilizzato per produrre <strong>cocco grattugiato</strong>, un ingrediente chiave in molti prodotti da forno e snack; le fibre di cocco possono essere utilizzate per fare <strong>cordame, tappeti</strong> e altri prodotti tessili; il guscio di cocco può essere trasformato in carbone attivo o utilizzato come materiale per la produzione di utensili artigianali.</p>
<p><strong>Agricoltura e Giardinaggio:</strong> la fibra di cocco è utilizzata come substrato per la coltivazione delle piante in idroponica; il compostaggio di gusci di cocco può migliorare la qualità del terreno in agricoltura; il cocco può essere convertito in <strong>fertilizzante organico</strong> per nutrire le piante.</p>
<p><strong>Artigianato e Design:</strong> foglie, guscio e legno vengono usati per esempio nella lavorazione di manifatture artigianali; ad esempio, il guscio di cocco viene spesso utilizzato nell&#8217;artigianato per creare oggetti decorativi, gioielli e altri manufatti.</p>
<p><strong>Possibili b</strong><strong>enefici alla salute apportati dalla noce di cocco</strong></p>
<p>Il cocco offre diversi <strong>benefici</strong> per la salute grazie alla sua composizione nutrizionale unica. Le principali proprietà benefiche dell’olio di cocco comprendono le azioni: lenitiva, idratante, elasticizzante, cicatrizzante. il cocco è una fonte nutrizionale completa che fornisce carboidrati, proteine, grassi, fibre alimentari, vitamine e minerali; da non trascurare la presenza di antiossidanti che possono aiutare a combattere lo stress ossidativo nel corpo.</p>
<p>L’<strong>acqua di cocco, ossia </strong>il liquido presente all&#8217;interno del cocco giovane, contiene nutrienti essenziali come carboidrati, elettroliti (come potassio, sodio e magnesio) e vitamine (come la vitamina C). È un&#8217;ottima fonte di idratazione e può aiutare a ripristinare l&#8217;equilibrio elettrolitico nel corpo. Inoltre, l’acqua di cocco, vanta proprietà rinfrescanti, diuretiche e blandamente lassative. Il liquido viene utilizzato per la preparazione di bevande fermentabili, quali ad esempio i vini di palma.</p>
<p><strong>La polpa di cocco, ovvero </strong>la parte bianca e carnosa del cocco, è ricca di grassi saturi, fibra alimentare, carboidrati, vitamine (come la vitamina C, la vitamina E e alcune vitamine del gruppo B) e minerali (come potassio, manganese e rame); contiene anche una piccola quantità di proteine. Le fibre alimentari che possono promuovere la regolarità intestinale e sostenere la salute digestiva.</p>
<p>L&#8217;<strong>olio di cocco</strong> estratto dalla polpa del cocco è composto principalmente da grassi saturi a catena media, come <strong>l&#8217;acido laurico </strong>(che viene rapidamente metabolizzato dal fegato e convertito in energia),<strong> l&#8217;acido caprilico e l&#8217;acido caprico</strong>. Contiene anche vitamine E e K. L&#8217;olio di cocco contiene acidi grassi che possono aumentare il colesterolo HDL (il &#8220;colesterolo buono&#8221;) e migliorare il rapporto tra colesterolo HDL e colesterolo totale. l&#8217;acido laurico potrebbe avere effetti positivi sulla salute del cervello e sulla funzione cognitiva.</p>
<p>L&#8217;olio di cocco è spesso utilizzato per la cura della pelle e dei capelli grazie alle sue proprietà idratanti e antimicrobiche. Può aiutare a mantenere la pelle idratata, ridurre l&#8217;infiammazione e migliorare la salute dei capelli. Viene utilizzato come rimedio naturale in caso di: dermatiti, eczemi, smagliature, pelle irritata e secca, capelli secchi e crespi.</p>
<p>Lo <strong>zucchero di cocco </strong>è un dolcificante naturale ottenuto dalla linfa dei fiori di cocco. Contiene zuccheri naturali come il <strong>glucosio</strong>, il <strong>fruttosio</strong> e il <strong>saccarosio</strong>. Rispetto allo zucchero bianco raffinato, lo zucchero di cocco ha un indice glicemico più basso, quindi ha un impatto minore sui livelli di zucchero nel sangue.</p>
<p><strong>Il latte di cocco </strong>viene prodotto combinando la polpa di cocco grattugiata con acqua calda e poi spremendo la miscela. <strong>Contiene grassi saturi, carboidrati, vitamine</strong> (come la vitamina C e alcune vitamine del gruppo B), <strong>minerali </strong>(come il ferro e il magnesio) e <strong>acidi grassi benefici</strong>. Il latte di cocco è spesso <strong>utilizzato come ingrediente in cucina per piatti dolci e salati</strong>.</p>
<p>Considerato quanto sopra, l’olio di cocco può essere consigliato in caso di diabete, malattie cardiache, affaticamento cronico, morbo di Crohn, sindrome dell’intestino irritabile, diarrea, Alzheimer, obesità, problemi alla tiroide e per potenziare il funzionamento del sistema immunitario. Tuttavia, mancano prove scientifiche sufficienti a certificare gli effettivi benefici dell’olio di cocco in questi ambiti. Per di più dal punto di vista nutrizionale, l’olio di cocco è una <strong>fonte di quantità elevate di grassi saturi, quelli il cui consumo dovrebbe essere limitato al 10% massimo dell’apporto calorico </strong>quotidiano perché potrebbero <strong>aumentare il colesterolo “cattivo”</strong> esponendo la salute cardiovascolare a seri rischi. Tuttavia alcune ricerche sembrano indicare che questo grasso non sia associato a un aumento del rischio di infarto o di angina e che la sua assunzione sia associata anche a un aumento del colesterolo “buono”, quello amico della salute cardiovascolare. I dubbi e le contraddizioni sul tema sono però ancora molti. Alcune ricerche suggeriscono che eventuali benefici potrebbero dipendere dal tipo di trigliceridi di cui è ricco l’olio di cocco – quelli a catena media – ma la conoscenza del problema è ancora del tutto preliminare.</p>
<p><strong>Controindicazioni</strong></p>
<p>Non sono riportate interazioni tra il consumo di olio di cocco e l’assunzione di farmaci o altre sostanze. In caso di dubbi è bene chiedere consiglio al proprio medico.</p>
<p>Pur tuttavia ci sono alcune avvertenze da tenere ben presenti, come:</p>
<ul>
<li><strong>Alto contenuto di grassi saturi:</strong>il consumo eccessivo di grassi saturi può aumentare i livelli di colesterolo LDL (il &#8220;colesterolo cattivo&#8221;) e contribuire al rischio di malattie cardiovascolari. È importante quindi consumare cocco con moderazione e come parte di una dieta equilibrata composta principalmente da cibi vegetali integrali.</li>
<li><strong>Allergie:</strong>in rari casi, alcune persone possono sviluppare allergie al cocco. Le reazioni allergiche possono variare da lievi irritazioni cutanee a reazioni più gravi come gonfiore del viso, difficoltà respiratorie o shock anafilattico. È consigliabile consultare un medico se si sospetta un&#8217;allergia al cocco o ai suoi derivati.</li>
<li><strong>Contenuto calorico:</strong>il cocco è un alimento calorico. Sebbene sia ricco di nutrienti, il consumo eccessivo di cocco o dei suoi derivati può contribuire all&#8217;eccesso di calorie nella dieta e al conseguente aumento di peso. È importante consumare cocco con moderazione e fare attenzione alle porzioni.</li>
<li><strong>Effetti lassativi: </strong>l&#8217;olio di cocco può avere effetti lassativi se consumato in grandi quantità. Questo è dovuto alla sua natura lubrificante e al contenuto di fibre. Alcune persone possono sperimentare diarrea o crampi addominali se consumano grandi quantità di olio di cocco. È consigliabile consumarlo con moderazione.</li>
<li><strong>Interazioni farmacologiche: </strong>l&#8217;olio di cocco può interferire con l&#8217;assorbimento di alcuni farmaci. Se si sta assumendo farmaci prescritti, è consigliabile consultare il proprio medico prima di utilizzare l&#8217;olio di cocco come integratore o usarlo esternamente sulla pelle.</li>
</ul>
<p><strong>Prima di apportare modifiche significative alla dieta, è consigliabile consultare un professionista della salute o un dietologo per valutare come il cocco possa integrarsi in un piano alimentare equilibrato.</strong></p>
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		<title>Malva &#124; Malva Sylvestris</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/malva-malva-sylvestris/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Nov 2022 08:55:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[antociani]]></category>
		<category><![CDATA[flavonidi]]></category>
		<category><![CDATA[glucoside malvina]]></category>
		<category><![CDATA[malva selvatica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La malva selvatica (Malva sylvestris L., 1753) è una pianta appartenente alla famiglia delle Malvaceae. Il nome generico deriva dal greco “malàkhe” (molle, emolliente) in relazione alle proprietà emollienti dei frutti non maturi, delle foglie e dei germogli; il nome specifico, dal latino “sylva” (selva), allude all&#8217;habitat boschivo. E&#8217; una pianta &#8220;gentile&#8221; e nel linguaggio &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>malva selvatica</strong> (<em>Malva sylvestris</em> L., 1753) è una pianta appartenente alla famiglia delle <em>Malvaceae</em>. Il nome generico deriva dal greco “malàkhe” (molle, emolliente) in relazione alle <strong>proprietà emollienti</strong> dei frutti non maturi, delle foglie e dei germogli; il nome specifico, dal latino “sylva” (selva), allude all&#8217;habitat boschivo.</p>
<p>E&#8217; una pianta &#8220;gentile&#8221; e nel linguaggio dei fiori il suo nome significa &#8220;<strong>pacatezza</strong>&#8220;. In epoca medievale si riteneva che il consumo di questa pianta favorisse una condotta controllata, fu così utilizzata come rimedio per tutti i mali rinominandola infatti <strong><em>omnimorbia</em></strong>; Orazio invece racconta che i romani consumavano largamente come alimento la malva, le cui virtù curative erano già note.  Il grande imperatore Carlo Magno, infine, essendo un grande appassionato di piante alimentari e curative, pretese che ci fosse una coltivazione di malva nei suoi giardini personali.</p>
<p>È una pianta erbacea annuale, biennale o perenne. Presenta un fusto eretto o prostrato che può crescere dai 60 agli 80 cm. Le foglie di forma palminervia dai 5 ai 7 lobi e margine seghettato irregolarmente. I fiori sono riuniti all&#8217;ascella delle foglie, e spuntano da aprile a ottobre, di colore rosaceo con striature scure, con petali bilobati. Il frutto è un poliachenio circolare.</p>
<p>Pianta originaria dell&#8217;Europa e Asia temperata, è presente in tutte le regioni d&#8217;Italia. Cresce in siti ruderali lungo vie e muri, in discariche, aiuole, giardini ed orti, su suoli da sabbiosi a limoso-argillosi, spesso subaridi d&#8217;estate, ricchi in composti azotati, dal livello del mare alla fascia montana. Periodo di fioritura: maggio-settembre.</p>
<p>Della pianta si utilizzano foglie, fiori e in alcuni casi la radice, il periodo di raccolta va da aprile ad ottobre; i fiori vanno raccolti appena schiusi e fatti asciugare all&#8217;ombra in ambiente ventilato.</p>
<p>Le foglie hanno un lungo picciolo, sono palmate, con lamina fogliare a contorno circolare, di forma pentagonale. Si raccolgono prima che la pianta abbia formato i fusti semilegnosi, si possono disidratare anche esponendole direttamente al sole per qualche giorno.</p>
<p>I fiori si trovano all&#8217;ascella delle foglie, solitamente raggruppati in piccoli fasci da 2 a 6, più raramente solitari. Sono di colore roseo-lilla, con particolari venature longitudinali color porpora.  La fioritura avviene nel periodo compreso tra maggio e settembre ed essendo una pianta mellifera è un&#8217;ottima riserva di nettare per le api.</p>
<p>La <em>malva sylvestris</em> è una pianta molto utilizzata in erboristeria. I suoi <strong>costituenti principali</strong> sono: un alto contenuto di <strong>mucillagini</strong>, <strong>flavonidi</strong>, composti <strong>antociani, vitamine</strong> B1e B2, vitamina A e C, beta-carotene, sali minerali quali potassio, glucosio, ossalato di calcio, resine, pectine, proteine. I fiori contengono anche olio essenziale e il <strong>glucoside malvina</strong>.</p>
<p>Tali elementi, abbinati tra loro, le conferiscono proprietà <strong>emollienti, lenitive, calmanti, antinfiammatorie, espettoranti e </strong>leggermente<strong> lassative</strong>. Un vecchio detto afferma: &#8220;un orto e la Malva danno sufficienti medicine per la casa&#8221;.</p>
<p>Attraverso infusi e decotti si possono sfruttare <strong>le proprietà antinfiammatorie ed </strong>emollienti per alleviare, con uso interno, <strong>le infezioni del cavo orale e intestinale</strong>, come bronchiti, tosse, infezioni alla gola, catarro, asma e gastrite.</p>
<p>Per uso esterno, invece, si può utilizzare la malva come <strong>colluttorio</strong>. E&#8217; efficace per gli stati infiammatori delle mucose, della bocca, della gola, per il mal di denti e per le gengive sanguinanti. In questo caso, oltre all&#8217;infuso da utilizzare come colluttorio, si possono applicare direttamente le foglie e i fiori sulla parte dolorante, dopo averli schiacciati in un piccolo mortaio.</p>
<p>In Cucina si usano i germogli, i fiori freschi o le foglioline. Diffuso l&#8217;uso alimentare delle foglie di questa pianta, crude in insalata o cotte nei misti di verdure, nelle minestre e nelle zuppe. Trovano anche impiego nella preparazione del ripieno dei ravioli, spesso vengono aggiunte ed utilizzate nell&#8217;impasto delle polpette. Utilizzata come verdura può regolare le funzioni intestinali grazie alle mucillagini che si gonfiano e premono delicatamente sulle pareti dell&#8217;intestino, stimolandone la contrazione e quindi agevolandone lo svuotamento. Contro la stitichezza abituale la malva è insuperabile se la si mangia lessata in poca acqua e condita con olio.</p>
<p>Le foglie si possono consumare come un&#8217;ottima verdura cotta, da unire a frittate, risotti e minestre (in questo caso vanno liberate dalla costolatura e finemente tritate). Una volta cotte, le foglie possono anche essere conservate nel congelatore, mentre i fiori vanno consumati freschi e colti al momento.</p>
<p>In erboristeria se ne commerciano sia le foglie che i fiori e viene utilizzata prevalentemente per le proprietà antiinfiammatorie ed emollienti, sia per uso esterno che per uso interno. L&#8217;azione emolliente e lenitiva degli impacchi di malva è utile anche <strong>in caso di pruriti e pelle arrossata</strong>. Ad esempio, se fate una passeggiata in montagna e venite in contatto con l&#8217;ortica cercate la malva e sfregate le foglie sulla parte della pelle colpita, noterete subito un rapido sollievo.</p>
<p>I decotti di fiori e foglie di malva, da aggiungere all&#8217;acqua, sono efficaci per bagni emollienti e idratanti.</p>
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		<title>Altea &#124; Althaea officinalis</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/altea-althaea-officinalis/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Sep 2022 08:44:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[acidi fenolici e scopoletolo]]></category>
		<category><![CDATA[altea]]></category>
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		<category><![CDATA[pectine]]></category>
		<category><![CDATA[proprietà emollienti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;altea è una pianta della famiglia delle Malvaceae, diffusa in gran parte dell’Europa; cresce in luoghi umidi, e paludosi, lungo i fossi, i canali, gli argini, attorno alle case di campagna. Il nome botanico dell&#8217;altea derivi dal greco Althain che significa “curare”. Conosciuta anche come Bismalva, Malvavischio e Malvaccione, nell&#8217;antichità le sue foglie venivano spesso &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<strong>altea</strong> è una pianta della famiglia delle <em>Malvaceae</em>, diffusa in gran parte dell’Europa; cresce in luoghi umidi, e paludosi, lungo i fossi, i canali, gli argini, attorno alle case di campagna.</p>
<p>Il nome botanico dell&#8217;altea derivi dal greco <em>Althain</em> che significa “curare”. Conosciuta anche come Bismalva, Malvavischio e Malvaccione, nell&#8217;antichità le sue foglie venivano spesso impiegate come <strong>alimento</strong>; presso i Romani infatti l’altea era considerata un cibo prelibato, mentre veniva usata in tempi di carestia dai Greci, Turchi e Siriani.</p>
<p>Le sue <strong>proprietà curative</strong> erano già note nella medicina umorale di Ippocrate, ma si trovano riferimenti circa le sue virtù anche in Orazio, Marziale, Virgilio, Plinio e Dioscoride.</p>
<p>I <strong>principi attivi</strong> sono <strong>concentrati nelle radici</strong>; gli estratti della radice contengono <strong>amido, pectine, mucillagine, zuccheri, grassi e tannini</strong>. In particolare le mucillagini conferiscono alla pianta <strong>proprietà emollienti, lenitive e protettive</strong> delle membrane della mucosa. Per questa ragione è indicata nel trattamento di tutte le forme di infiammazione, in particolare come antinfiammatorio e lenitivo della mucosa del cavo orale, come in caso di glossiti, gengiviti, faringiti, esofagiti, gastriti, coliti infiammatorie e spastiche.</p>
<p><strong>L’utilizzo dell’altea è stato approvato per il trattamento di irritazioni della mucosa orofaringea e della mucosa gastrica e bronchiti</strong>. Oltre alle mucillagini contiene sostanze antinfiammatorie e antiossidanti, come flavonoidi, antocianosidi, acidi fenolici e scopoletolo.</p>
<p>Inoltre, da studi condotti <em>in vitro</em>, è emerso che l&#8217;estratto di altea è dotato di <strong>proprietà antibatteriche</strong> nei confronti di diversi ceppi di batteri Gram-positivi. Mentre studi condotti su animali hanno dimostrato che l&#8217;applicazione di estratti di altea sulle ferite ne favorisce e ne accelera la guarigione.</p>
<p>Grazie all&#8217;azione svolta dalle mucillagini presenti all&#8217;interno della pianta, l&#8217;uso delle radici di altea ha ottenuto l&#8217;approvazione ufficiale per il <strong>trattamento delle irritazioni del cavo orofaringeo</strong>.</p>
<p>A titolo indicativo, quando l&#8217;altea viene impiegata sotto forma di droga essiccata e sminuzzata per il trattamento dei suddetti disturbi in adulti e adolescenti, si consiglia l&#8217;assunzione di circa 0,5-3 grammi di prodotto al dì.</p>
<p>L’attività decongestionante e antisettica della pianta che svolge sui tessuti molli dell’organismo, la rende un efficace rimedio nella cura sia di disturbi delle vie respiratorie (come tosse, raffreddore, mal di gola) che irritazioni della bocca (come ascessi, stomatiti e gengiviti) o irritazioni e infezioni della mucosa intestinale; lesioni della mucosa gastrica o duodenale come ulcere; e in caso di infiammazioni della vescica e dei reni, dovute a calcoli o cistite.</p>
<p>Inoltre la mucillagine di altea ha evidenziato una forte <strong>attività ipoglicemica</strong> utile in caso di iperglicemia e diabete.</p>
<p>L&#8217;altea è una pianta ben tollerata. Particolare attenzione tuttavia dev&#8217;essere posta nei casi di <strong>ipersensibilità</strong> accertata verso uno o più componenti. Fare anche attenzione perché le mucillagini presenti nell&#8217;altea potrebbero ostacolare l&#8217;assorbimento di farmaci assunti per via orale.</p>
<p>Pertanto, l&#8217;altea o le sue preparazioni ed eventuali altri farmaci devono essere assunti separatamente con un intervallo di almeno due ore fra una somministrazione e l&#8217;altra. Inoltre <strong>interazioni </strong>possono esserci <strong>con l&#8217;uso in contemporanea di ipoglicemizzanti orali</strong> (pertanto la terapia antidiabetica orale può richiedere un adeguamento posologico).</p>
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