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	<title>piante velenose Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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		<title>Belladonna &#124; Atropa belladonna L.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jul 2022 14:05:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La belladonna è una pianta a fiore (angiosperme dicotiledoni) della famiglia delle Solanaceae. Il nome deriva dai suoi letali effetti e dall&#8217;impiego cosmetico. Atropo era infatti il nome (in greco: Ἄ-τροπος, cioè in nessun modo, l&#8217;immutabile, l&#8217;inevitabile) di una delle tre Moire che, nella mitologia greca, taglia il filo della vita. La belladonna è una &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>belladonna</strong> è una pianta a fiore (angiosperme dicotiledoni) della famiglia delle <em>Solanaceae</em>. Il nome deriva dai suoi letali effetti e dall&#8217;impiego cosmetico. Atropo era infatti il nome (in greco: Ἄ-τροπος, cioè in nessun modo, l&#8217;immutabile, l&#8217;inevitabile) di una delle tre Moire che, nella mitologia greca, taglia il filo della vita.</p>
<p><strong>La belladonna è una pianta tossica</strong>: l&#8217;ingestione delle bacche può causare nausea, vomito, tachicardia, secchezza delle fauci, dilatazione delle pupille, eccessiva sensibilità alla luce, ansia, delirio e convulsioni, fino ad arrivare al coma e all&#8217;arresto cardiocircolatorio. L&#8217;intossicazione può avvenire in seguito al consumo delle bacche o di animali che se ne sono nutriti, ad esempio volatili e lumache. La dose letale corrisponde a circa dieci bacche per gli adulti e due per i bambini.</p>
<p>La pianta della belladonna è un&#8217;erbacea perenne che può superare il metro di altezza sviluppando un fusto semplice, eretto e robusto. Le foglie sono alterne, ovali e a margine intero, lunghe fino a 15 cm. Foglie e fusto sono ricoperti da una peluria responsabile dell’odore sgradevole emanato dalla pianta. I fiori di belladonna sono campanulati, viola, isolati e pendenti mentre il frutto è una bacca sferica, lucida e nera a maturità, che contiene i semi di belladonna. Le bacche di belladonna sono la parte della pianta che presenta maggiore tossicità. La belladonna cresce fra i cespugli e nelle radure dei boschi di latifoglie e nelle zone montane e submontane dell’Europa centrale, Africa settentrionale ed Asia occidentale. In Italia la si può trovare nei boschi delle Alpi e degli Appennini.</p>
<p>La pianta venne chiamata <strong>Atropa</strong>, nome della Parca greca a cui era stato affidato il compito di stabilire la durata delle vite degli uomini, e porre fine alle loro esistenze, tagliandone il filo.</p>
<p>L&#8217;epiteto specifico <strong>belladonna</strong> fa riferimento ad una pratica che risale al Rinascimento: le dame usavano un collirio basato su questa pianta per dare risalto e lucentezza agli occhi a causa della sua <strong>capacità di</strong> <strong>dilatare la pupilla</strong>, un effetto detto <strong>midriasi</strong> e dovuto all&#8217;atropina, che agisce direttamente sul sistema nervoso parasimpatico. I frequenti avvelenamenti per ingestione delle bacche indussero i farmacologi del Settecento a sperimentare le azioni da essa esercitate. Il primo a studiarne l&#8217;effetto prodotto sugli organi fu Berna Albrecht von Haller che dopo aver analizzato gli organi notò come conseguenza patologie a carico del sistema gastroenterico e delle terminazioni nervose, ma non esitò a proporla come rimedio nel Parkinson, seppure a piccole dosi.</p>
<p>La spiegazione di questi effetti giunse verso la metà dell&#8217;Ottocento, quando fu isolato l&#8217;alcaloide <strong>atropina</strong> dalla belladonna.</p>
<p>Le foglie della belladonna contengono appunto alcaloidi come <strong>atropina, scopolamina, L-giusciamina</strong>, con un contenuto complessivo di min. 0,3%. Nelle radici raggiunge min. 0,5%. Tutta la pianta è tossica.</p>
<p>L&#8217;effetto complessivo è <strong>parasimpatolitico/anticolinergico</strong> (inibisce cioè la funzione del sistema nervoso parasimpatico) per via di un&#8217;inibizione competitiva del recettore del trasmettitore neuromuscolare acetilcolina. Questo antagonismo incide prevalentemente sull&#8217;effetto muscarinico (meno sul nicotinico, sui gangli e sul terminale neuromuscolare). L&#8217;effetto è quindi indirizzato al neurovegetativo parasimpatico periferico di muscolatura liscia e al sistema nervoso centrale:</p>
<ul>
<li>tratto gastrointestinale e biliare: cedimento di organi di muscolatura liscia e spasmolitico</li>
<li>cuore: positivamente dromotropo e cronotropo</li>
<li>bronchi: dilatazione, spasmolisi</li>
<li>nervoso centrale: parasimapatico stimolante: effetti su tremore e rigidità muscolare (malattia di Parkinson)</li>
</ul>
<p>Gli alcaloidi presenti nelle foglie di belladonna hanno inoltre la <strong>capacità di ridurre le secrezioni salivari e gastriche</strong> e la <strong>produzione di sudore</strong> e di provocare il rilassamento muscolare di tutto l&#8217;apparato digerente, delle vie biliari, della vescica e dei bronchi. Per questo motivo, la belladonna viene usata in medicina per ridurre la secrezione acida e della motilità gastrica e favorire la cicatrizzazione dell’ulcera e per l&#8217;azione broncodilatatrice, utile per migliorare la ventilazione polmonare in caso di eccessiva secrezione bronchiale, in presenza di asma e bronchite.</p>
<p>Secondo la Guida all&#8217;uso dei farmaci del Ministero Italiano della Salute la belladonna è indicata sotto le voci di: <strong>antiemorroidari lenitivi; antimuscarinici</strong>. Secondo la Commissione del Ministero della Salute germanico l&#8217;uso di Atropa belladonna è indicato contro: spasmi e coliche del tratto gastrointestinale e biliare; secondo le esperienze fitoterapiche popolari è utile anche per alleviare le seguenti patologie: asma, dismenorrea, tremore.</p>
<p><strong>Controindicazioni</strong> all’impiego di belladonna sono: ipertiroidismo, disturbi di ritmo tachicardico, iperplasia prostatica, glaucoma, edemi polmonari acuti e stenosi meccaniche nel tratto gastro-intestinale. Inoltre, la belladonna potrebbe interagire con antidepressivi, antispastici e antistaminici.</p>
<p>Tra gli <strong>effetti collaterali</strong> si ricordano: bocca secca, diminuzione del sudore e (in sovradosaggio): disturbi di accomodazione, secchezza e rubor dermico, tachicardia, disturbi di minzione, allucinazioni e stati spastici.</p>
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