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	<title>pianta rampicante Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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	<title>pianta rampicante Archivi - amaperbene.it</title>
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		<title>Schisandra chinensis</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Oct 2024 11:17:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piante ed erbe]]></category>
		<category><![CDATA[effetti adattogeni]]></category>
		<category><![CDATA[frutto dai cinque sapori]]></category>
		<category><![CDATA[magnolia rampicante]]></category>
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		<category><![CDATA[Schisandra chinensis]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Schisandra chinensis, conosciuta anche con il nome di Schizandra o magnolia rampicante, è un arbusto nativo delle regioni a clima tropicale e temperato dell&#8217;Asia orientale e diffuso soprattutto in Cina settentrionale, in Corea e in Russia. È un rampicante dal fusto legnoso che raggiunge mediamente i 9 metri di altezza. Le foglie sono semplici, &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <em>Schisandra chinensis</em>, conosciuta anche con il nome di <strong>Schizandra </strong>o<strong> magnolia rampicante</strong>, è un arbusto nativo delle regioni a clima tropicale e temperato dell&#8217;Asia orientale e diffuso soprattutto in Cina settentrionale, in Corea e in Russia. È un <strong>rampicante </strong>dal fusto legnoso che raggiunge mediamente i 9 metri di altezza. Le foglie sono semplici, presentano dei bordi lisci mentre i fiori sono dioici e molto profumati (sbocciano tra aprile e maggio). I frutti si presentano come piccole bacche rosse, ovali e morbide e sono raggruppate a spiga. Dal frutto completamente maturo ed essiccato si ottengono le <strong>polveri ed estratti utili per scopi fitoterapici</strong>. Per la sua crescita la pianta necessita di terreni ricchi di umidità e ben drenati, e protezione dalla luce solare più intensa.</p>
<p>Prediligendo ambienti umidi, la Schizandra cresce bene su suoli ricchi in humus, dove dà origine a piccoli frutti rossi, noti in cinese come <strong>wu wei zin</strong> o “<strong>frutto dai cinque sapori</strong>”: <strong>è nello stesso tempo acida, dolce, amara, salata e pungente.</strong></p>
<p>Queste bacche vengono classicamente utilizzate a scopo alimentare come frutta secca, piuttosto che nella preparazione di infusi, tè, vini ed altre bevande.</p>
<p>Già nell&#8217;antica medicina tradizionale cinese, le bacche di Schizandra venivano utilizzate come <strong>efficienti adattogeni</strong> (grazie alla presunta capacità di migliorare le capacità psico-fisiche, soprattutto nei periodi di forte stress) e come tonici per organi emuntori come il fegato.</p>
<p>In Russia, invece, le bacche di Schizandra venivano prevalentemente utilizzate per migliorare la performance mentale, in particolare la concentrazione, la coordinazione ed il livello attenzione.</p>
<p>Nonostante gli ampi usi descritti nella medicina tradizionale, solo negli ultimi anni è stato possibile individuare i principi attivi presenti in questa pianta, caratterizzandone l&#8217;efficacia biologica.</p>
<p><strong>Principi attivi</strong></p>
<p>In un antico testo di agricoltura cinese risalente al 300 a.C., lo Shen Nong Ben Cao Jing, si narrava dell&#8217;utilizzo della Schisandra per &#8220;prolungare gli anni di vita senza invecchiare&#8221;, aumentando l&#8217;energia del corpo ed agendo come tonico sessuale. Sempre negli antichi testi della medicina tradizionale cinese, alla pianta vengono riconosciute diverse virtù: usata come tonico astringente dei polmoni e dei reni, per ridurre la sudorazione spontanea, per controllare l&#8217;incontinenza urinaria e la spermatorrea.</p>
<p>Gran parte delle attività biologiche di questa pianta sarebbero riconducibili alla presenza, nei semi dei suoi frutti, di oltre 40 lignani, come la <strong>schizandrina</strong>, la <strong>deossischizandrina</strong>, la <strong>gomosina</strong> e la <strong>deossigomisina</strong>.</p>
<p>Ai suddetti si aggiungerebbero altri principi attivi presenti nell&#8217;olio essenziale &#8211; come il <strong>borneolo</strong>, l&#8217;<strong>alfa</strong> ed il <strong>beta-pinene</strong>, il <strong>sesquicarene </strong>ed il <strong>para-cimolo</strong> &#8211; oltre a varie molecole di interesse nutrizionale, come <strong>l&#8217;acido citrico e malico, la vitamina A, la vitamina C, la vitamina E, il stigmasterolo, alcuni alcaloidi e numerosi altri antiossidanti</strong>.</p>
<p>Oggi la Schizandra viene utilizzata, soprattutto nell&#8217;est-Europa, anche in ambito clinico. Sarebbe infatti dotata di proprietà:</p>
<ul>
<li><strong>epatoprotettive</strong>: si sarebbe rivelata particolarmente utile sia nel prevenire eventuali danneggiamenti istologici degli epatociti, nel ridurre le concentrazioni ematiche di transaminasi, nell&#8217;aumentare l&#8217;attività epatica dell&#8217;enzima antiossidante glutatione, nel ridurre gli effetti deleteri di epatotossine e nel prevenire la degenerazione funzionale e biologica degli epatociti. Tali attività sarebbero da ricondurre principalmente ai lignani.</li>
<li><strong>antinfiammatorie</strong>: la Schizandra si sarebbe rivelata efficace nel ridurre le concentrazioni ematiche di marcatori infiammatori come la proteina C reattiva, nell&#8217;inibire l&#8217;aggregazione piastrinica e nell&#8217;accelerare i tempi di guarigione in corso di affezioni infiammatorie cutanee.</li>
<li><strong>adattogene</strong>: sarebbe capace di migliorare ed aumentare nello sport la capacità di sforzo, la durata sostenibile dello sforzo, i tempi di reazione, le capacità di concentrazione e nel facilitare i tempi di recupero. Allo stesso tempo, l&#8217;importante attività</li>
<li><strong>immunomodulanti</strong>: risulterebbe preziosa nel sostenere la normale funzionalità del sistema immunitario, soprattutto in periodi di forte stress-psicofisico, riducendo così il rischio di overtraining, molto diffuso tra gli atleti.</li>
<li><strong>antiossidanti</strong>, preziose nel proteggere le cellule dall&#8217;azione lesiva delle specie reattive dell&#8217;ossigeno con importante effetto protettivo cardiovascolare, nelle patologie neurodegenerative e nell&#8217;invecchiamento cellulare (effetti antiaging).</li>
<li><strong>neuroprotettive</strong>, osservate soprattutto in modelli sperimentali, che vedrebbero la Schizandra impegnata attivamente nella protezione dal danno neuronale nonché nel miglioramento di alcuni disturbi, quali depressione e ansia.</li>
<li><strong>antitumorali</strong>: uno studio pubblicato sull&#8217;<em>International Journal of Molecular Medicine</em> ha rivelato gli effetti anti-cancro di schisandrina e schisandrina C. Nello studio queste due sostanze hanno impedito la crescita delle cellule tumorali in modo consistente.</li>
</ul>
<p>Alle suddette attività se ne aggiungerebbero anche altre, tuttavia non ancora del tutto caratterizzate.</p>
<p><strong>Usi</strong></p>
<p>Oltre a tè, estratti liquidi e succhi, sono oggi presenti in commercio numerosi integratori in capsule o in sciroppo.</p>
<p>In questi casi, soprattutto per le finalità adattogene, si consiglia generalmente l&#8217;assunzione di 500 &#8211; 2000 mg di estratto di Schizandra al giorno.</p>
<p>Differenti sono invece i dosaggi utilizzati in ambito clinico, ad esempio in corso di epatopatie.</p>
<p><strong>Effetti collaterali e controindicazioni</strong></p>
<p>L&#8217;American Herbal Product Association classifica la Schizandra tra le piante appartenenti alla prima categoria, ossia tra le piante che possono essere consumate in sicurezza se usate appropriatamente. Tuttavia, da un&#8217;attenta disamina della letteratura, in seguito all&#8217;uso di Schizandra, emergerebbero possibili effetti collaterali, soprattutto di natura gastroenterica, quali pirosi gastrica, dispepsia, diarrea, inappetenza e nausea. Più rara, fortunatamente, è l&#8217;incidenza di effetti collaterali degni di nota, come ipoglicemia, sanguinamenti, cefalee e reazioni allergiche.</p>
<p>L&#8217;uso di questa pianta risulterebbe inoltre fortemente controindicato durante la gravidanza (per l&#8217;aumentata incidenza di malformazioni fetali osservate in modelli sperimentali) ed in corso di terapie farmacologiche (data la capacità dei principi attivi in essa contenuti di alterare la normale attività degli enzimi citocromiali CYP3A4 e CYP1A2, direttamente impegnati nel metabolismo di numerosi farmaci).</p>
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		<title>Granadilla &#8211; Passiflora ligularis</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/granadilla-passiflora-ligularis/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Sep 2024 07:34:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Frutti Esotici]]></category>
		<category><![CDATA[frutto del sole]]></category>
		<category><![CDATA[frutto della passione]]></category>
		<category><![CDATA[Granadilla]]></category>
		<category><![CDATA[maracuja gialla]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La granadilla, maracuja gialla o frutto del sole, è un dolce frutto appartenente alla stessa famiglia (Passifloraceae) del frutto della passione. Rotondo e di colore giallo arancio, questo frutto nasce da un tipo particolare di passiflora (Passiflora ligularis), una pianta rampicante originaria dei paesi andini (tra Bolivia e Venezuela), coltivata principalmente in zone dal clima &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>granadilla</strong>, <strong>maracuja gialla</strong> o <strong>frutto del sole</strong>, è un dolce frutto appartenente alla stessa famiglia (<em>Passifloraceae</em>) del <strong>frutto della passione.</strong> Rotondo e di colore giallo arancio, questo frutto nasce da un tipo particolare di passiflora (<strong><em>Passiflora ligularis</em></strong>), una <strong>pianta rampicante</strong> originaria dei paesi andini (tra Bolivia e Venezuela), coltivata principalmente in zone dal clima subtropicale in Argentina e Messico, ma anche nelle montagne africane e australiane, sull&#8217;isola di Reunion e in Polinesia francese; è molto difficile da far crescere in zone che non hanno un clima sufficientemente mite; è disponibile tutto l’anno; grazie al suo sapore dolce-aspro è considerata come un vero e proprio dessert naturale.</p>
<p>Nei luoghi d&#8217;origine il suo nome varia tantissimo: &#8220;granada china&#8221; (Messico), &#8220;granadilla&#8221; (Ande), &#8220;granadita&#8221;, &#8220;granadilla común&#8221; (Guatemala), &#8220;granadilla de China&#8221;, &#8220;parchita amarilla&#8221;, &#8220;parcha dulce&#8221;.</p>
<p>Si tratta di una pianta rampicante di aspetto vigoroso, con foglie a forma di cuore con apice appuntito.</p>
<p>I fiori, solitari e grandi, hanno petali verdi e bianchi, con filamenti a righe bianco-viola.</p>
<p>Il <strong>frutto</strong>, noto come <strong>granadilla</strong>, ha colore arancione chiaro ed è piuttosto rotondo, che può misurare 6-8 cm di lunghezza e 5-7 cm di diametro, con buccia dura e lucida subacida e di delizioso aroma, che accoglie al suo interno numerosi semi duri e neri immersi in una polpa trasparente e gelatinosa, la parte commestibile del frutto. Più grande del frutto della passione, ha la caratteristica di non aggrinzirsi maturando.</p>
<p>La polpa della granadilla ha un inconfondibile <strong>gusto aromatico e agrodolce</strong>. Può essere gustata al naturale o usata in cucina per dare un tocco esotico e unico a ricette dolci e salate, cocktail e bevande analcoliche.</p>
<p><strong>Proprietà e benefici della granadilla</strong></p>
<p>La granadilla contiene antiossidanti, vitamine, sali minerali e fibre che contribuiscono al buon funzionamento dell’organismo. In particolare, questo frutto è ricco di <strong>vitamina C</strong> (che protegge e rinforza il nostro sistema immunitario contrastando i radicali liberi), di <strong>vitamina A e di betacarotene</strong>, sostanze capaci di lottare contro il processo d’invecchiamento cutaneo. Per quanto riguarda i sali minerali, la granadilla contiene <strong>potassio, fosforo, magnesio e rame</strong>. Particolarmente ricco di <strong>ferro</strong>, questo frutto aiuta a lottare contro le carenze di questa sostanza e i problemi di anemia. Inoltre, è una buona fonte di fibre, favorendo la digestione e contribuendo al benessere gastrointestinale. La granadilla contiene antiossidanti naturali che possono aiutare a combattere lo stress ossidativo e ridurre il rischio di malattie croniche. Alcune persone preferiscono mangiare solo la polpa e scartare i semi a causa della loro consistenza croccante. Tuttavia, i semi sono commestibili e contengono proteine e fibre, quindi mangiarli o meno è una preferenza personale.</p>
<p><strong>I benefici dei fiori della passiflora sono noti sin dall’antichità: gli Aztechi li usavano per il loro potere rilassante</strong>. Anche il frutto di questa pianta avrebbe proprietà rilassanti e il suo consumo inciderebbe positivamente su problemi di ansia e insonnia, grazie all’alto contenuto di polifenoli.</p>
<p><strong>Come conservare la granadilla</strong></p>
<p>La granadilla è protetta da una buccia spessa e resistente, dalla consistenza simile a quella della melagrana, che le permette di essere conservata a lungo. Dopo l’acquisto, se la si ripone in frigorifero, si può conservarla per una decina di giorni. È anche possibile congelarla, mettendo la sua polpa in un sacchetto ermetico.</p>
<p><strong>Usi della granadilla </strong></p>
<p>Per essere gustata al meglio, la granadilla dev’essere mangiata fresca. Il modo più semplice per assaporare questo frutto subtropicale e di tagliarlo in due, affondare un cucchiaino nella sua invitante polpa e mangiarla al naturale.</p>
<p>Grazie al suo <strong>sapore intenso e aromatico,</strong> unico e rinfrescante, la granadilla è uno dei principali ingredienti utilizzati per dare un tocco esotico a frullati, succhi di frutta e cocktail. In cucina, può essere usata come il frutto della passione, per preparare delle deliziose ricette dolci e salate.</p>
<p>La polpa, contenuta all&#8217;interno di un guscio rugoso e duro, è dolce e leggermente acidula. Ha una consistenza simile a quella del kiwi, ricca di piccoli semi commestibili. Il suo gusto è una combinazione di dolce e aspro, con note aromatiche che ricordano il melone e il maracuja. La granadilla è spesso utilizzata per preparare succhi, dessert e marmellate grazie al suo sapore distintivo.</p>
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		<title>Curuba &#8211; Passiflora tripartita &#8211;  Banana Passion Fruit</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/curuba-passiflora-tripartita-banana-passion-fruit/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Sep 2024 07:30:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Frutti Esotici]]></category>
		<category><![CDATA[banana passion fruit]]></category>
		<category><![CDATA[Curuba]]></category>
		<category><![CDATA[Passiflora tripartita]]></category>
		<category><![CDATA[pianta rampicante]]></category>
		<category><![CDATA[specie invasiva]]></category>
		<category><![CDATA[tumbo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La curuba, chiamata anche tumbo o Banana Passion Fruit, è un frutto esotico della Passiflora tripartita, una pianta rampicante appartenente alla famiglia delle Passifloraceae; è  origina-ria della zona delle Ande Sudamericane ed è ampiamente conosciuta nell’emisfero australe del mondo come variante dei suoi più famosi fratelli; in particolare in Nuova Zelanda, in tutta l’America Latina &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>curuba,</strong> chiamata anche <strong>tumbo</strong> o <strong>Banana Passion Fruit, </strong>è un frutto esotico della <strong><em>Passiflora tripartita</em></strong>, una pianta rampicante appartenente alla famiglia delle <em>Passifloraceae</em>; è  origina-ria della zona delle Ande Sudamericane ed è ampiamente conosciuta nell’emisfero australe del mondo come variante dei suoi più famosi fratelli; in particolare in Nuova Zelanda, in tutta l’America Latina e in Colombia nella fattispecie, da dove questo frutto prende il nome d’origine; la specie è diffusa in Bolivia, Colombia, Ecuador, Panama, Perù e Venezuela</p>
<p><strong>Descrizione</strong></p>
<p>La pianta della curuba si presenta come un arbusto rampicante sempreverde dal gambo rotondo, striato e vellutato di circa 6 m di lunghezza, rami angolosi e foglie trilobate, di colore verde scuro, con peli gialli sulla superficie.</p>
<p>Il fiore è rosa con un tubo di 4-10 cm di lunghezza e coppa a campana.</p>
<p>I frutti hanno una forma oblunga con pericarpo soffice, di colore che va dal verde al giallastro se maturi, di 6–15 cm di lunghezza e 3,5–5 cm di diametro ed un peso compreso tra 100 e 800 g.; al suo interno contengono una polpa giallo-arancione gelatinosa e molto aromatica che, come richiama il nome appunto; ricorda un sapore tra quello della banana e quello del <em>Passion Fruit</em>. La Curuba si taglia a metà per il senso della lunghezza e si mangia fresca con il cucchiaino.</p>
<p>I semi hanno una copertura carnosa commestibile, succulento, dolce e arancione, sono usati per produrre succhi e gelati.</p>
<p><strong>Valori nutrizionali</strong></p>
<p>100 grammi di prodotto apportano 26 calorie, così suddivise: 6,3 gr di carboidrati, 0,6 gr di proteine, 2,8 gr di fibre, 0,2 gr di grassi.</p>
<p><strong>Tassonomia</strong></p>
<p>La curuba de Castilla o tumbo serrano, prima identificata come <em>Passiflora mollissima</em> (Bailey, 1916, è considerata oggi come <em>Passiflora tripartita</em> var. <em>mollissima</em> (Kunth) Holm-Niels. &amp; Jørgensen, 1988 (ossia una sottospecie della P. tripartita).</p>
<p><strong>Specie invasive</strong></p>
<ol>
<li><em> tarminiana </em>si distingue da<em> P. tripartita </em>var.<em> mollissima </em>per diversi aspetti. <em>P. tarminiana</em> ha stipole piccole e caduche mentre <em>P. tripartita</em> var. <em>mollissima</em> le ha più grandi e persistenti. Sia sepali che petali in <em>P. tarminiana</em> sono perpendicolari o retroflessi rispetto all&#8217;asse fiorale, mentre non sono mai completamente aperti i<em>n P. tripartita var. mollissima </em>e risultano anche più corti in relazione alla lunghezza del tubo fiorale in<em> P. tripartita </em>var. <em>mollissima.</em></li>
<li><em> tarminiana</em> e <em>P. tripartita</em> prosperano nel clima della Nuova Zelanda. Sono <strong>specie invasive</strong> poiché possono soffocare i margini delle foreste e la ricrescita delle foreste. È illegale vendere, coltivare o distribuire le piante.</li>
</ol>
<p>Le piante rampicanti di banana e frutto della passione stanno ora soffocando più di 200 miglia quadrate (520 km<sup>2</sup>) di foresta nativa sulle isole di Hawaii e Kauai. I semi vengono diffusi da maiali selvatici, uccelli ed esseri umani. La pianta rampicante può essere trovata anche in tutti gli altipiani della Nuova Guinea e in Tasmania.</p>
<p><strong>Sapore della curuba</strong></p>
<p>Dal gusto forte e molto aromatico, il sapore della curuba è un po’ un mix tra la banana il Passion Fruit. Più il frutto è maturo e più il sapore si fa più dolce.</p>
<p>Se troppo acerba la curuba è aspra. Ma basta lasciarla qualche giorno a temperatura ambiente per farle raggiungere il giusto punto di maturazione.</p>
<p><strong>Proprietà della curuba</strong></p>
<p>La curuba è ricca di vitamine, soprattutto vitamina C e betacarotene, importanti per rinforzare le difese immunitarie e contrastare l’azione dei radicali liberi.</p>
<p><strong>Come si mangia la curuba</strong></p>
<p>La curuba si mangia cruda. Si taglia per il senso della lunghezza, e poi si preleva la polpa con un cucchiaino. In alternativa, si può anche prelevare la polpa e ridurla a tocchetti per inserirla in una macedonia di frutta mista.</p>
<p>Inoltre, con la curuba si possono realizzare anche succhi, smoothie, centrifughe, gelati e dessert di vario tipo.</p>
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		<title>Gymnema &#124; Gymnema silvestre R. Br.</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/gymnema-gymnema-silvestre-r-br/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 May 2023 15:18:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[acido butirrico]]></category>
		<category><![CDATA[acido formico]]></category>
		<category><![CDATA[acido tartarico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gymnema sylvestre (Retz.) Schult. è una pianta rampicante di grandi dimensioni, molto ramificata; sale fino alla cima dei grandi alberi. Le foglie sono opposte, ovali o ellittiche, picciolate, più o meno pubescenti su entrambi i lati e hanno un sapore amaro e acre. I fiori, gialli campanulati, sono raggruppati in racemi peduncolati o quasi sessili. &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Gymnema sylvestre</em> (Retz.) Schult. è una <strong>pianta rampicante</strong> di grandi dimensioni, molto ramificata; sale fino alla cima dei grandi alberi. Le foglie sono opposte, ovali o ellittiche, picciolate, più o meno pubescenti su entrambi i lati e hanno un sapore amaro e acre. I fiori, gialli campanulati, sono raggruppati in racemi peduncolati o quasi sessili. Appartenente alla famiglia delle <em>Asclepiadaceae</em> (<em>Apocynaceae</em> secondo la classificazione APG), è originaria dell&#8217;India, del Pakistan e di Ceylon; è anche diffusa nelle foreste tropicali dell’Africa, Asia e Australia; è considerata tra le “<strong>erbe infestanti</strong>”</p>
<p>La pianta viene da tempo <strong>impiegata nella medicina cinese e ayurvedica</strong> per le sue <strong>proprietà ipoglicemizzanti</strong> e da poco è conosciuta e impiegata anche in occidente, dopo che studi medici hanno valutato che interferisce sull&#8217;assorbimento del glucosio a livello intestinale.</p>
<p>Le foglie di gymnema contengono <strong>saponine triterpeniche</strong> appartenenti alle classi dell’<strong>oleanano</strong> e del <strong>dammarano</strong>. I <strong>principali componenti</strong> come gli <strong>acidi gymnemici</strong> e le <strong>gymnemasaponine s</strong>ono saponine dell’oleanano mentre i <strong>gymnemosidi</strong> sono saponine del dammarano. Altri fito-componenti sono costituiti da: <strong>antrachinoni, flavoni, hentriacontano, pentatriacontano, fitina, resine, acido tartarico, acido formico, acido butirrico, glicosidi correlati al lupeolo, amirina, stigmasterolo e calcio ossalato</strong>. Negli estratti vegetali sono stati rilevati anche alcaloidi e nelle foglie di <em>G. sylvestre</em> sono stati individuati <strong>glicosidi acidi e antrachinoni e loro derivati</strong>. I principali <strong>metaboliti secondari</strong> di gymnema comprendono un gruppo di nove <strong>glicosidi acidi</strong> di cui i principali sono l’<strong>acido gimnemico A – D</strong> che si ritrova in tutte le parti della pianta con massima concentrazione nelle punte dei germogli fogliari e nei semi.</p>
<p>Una serie di <strong>acidi gymnemici</strong> (acido gymnemico I, II, III, IV, V, VI e VII) sono stati isolati nell’estratto in acqua calda di foglie secche di <em>G. sylvestre</em>. Gli acidi gymnemici rappresentano una super famiglia di composti tra cui gli acidi gymnemici I-VII, i gymnemosidi A – F e le gymnemasaponine.</p>
<p>Le foglie di Gymnema contengono infatti una miscela di almeno nove <strong>acidi glicosidici</strong> a struttura molto simile, il cui componente più attivo è l&#8217;<strong>acido gymnemico A1</strong>, una molecola simile a quella del glucosio ma di dimensioni maggiori, che svolge un’<strong>azione ipoglicemizzante </strong>riconducibili ai seguenti meccanismi di azione:</p>
<ol>
<li>promozione della rigenerazione delle cellule delle isole di Langerhans</li>
<li>incremento della secrezione di insulina</li>
<li>l’inibizione dell’assorbimento del glucosio nell’intestino: viene bloccato reversibilmente il recettore per il glucosio, riducendo l&#8217;assorbimento degli zuccheri per il 50%; il blocco si instaura già dopo 60 minuti dalla somministrazione;</li>
<li>incremento dell’utilizzo del glucosio poiché aumenta le attività di enzimi responsabili dell’utilizzo del glucosio nelle vie insulino-dipendenti con aumento di attività della fosforilasi e diminuzione degli enzimi gluconeogenici e di sorbitolo deidrogenasi</li>
</ol>
<p>Più nel dettaglio a livello intestinale gli acidi gymnemici (che recano un sostituente chimicamente analogo alla molecola del glucosio) entrerebbero in competizione recettoriale con le molecole di glucosio sui recettori delle stesse frenandone l’assorbimento con conseguente riduzione della glicemia.</p>
<p>La pianta ha anche un’azione “anti-dolce”, vale a dire mettendo sulla lingua una piccola quantità di gymnema, entro pochi istanti viene <strong>annullata la percezione del dolce e dell&#8217;amaro</strong> (lasciando inalterata invece la percezione del gusto salato, acido e metallico), e si ha appunto meno voglia di “dolce”; in effetti, le <strong>gurmarine</strong> (polipeptidi) agiscono interferendo con la capacità delle papille gustative sulla lingua di distinguere tra dolce e amaro; questo effetto deriverebbe dalla capacità di queste molecole di indurre variazioni di pH e di modificare l’elettrofisiologia di trasmissione dello stimolo al cervello.</p>
<p>Globalmente <strong>gli effetti ipoglicemizzanti</strong> degli acidi gymnemici comprendono una cascata di eventi a partire dalla modulazione dell’attività dell’<strong>incretina</strong> che innesca la secrezione ed il rilascio di insulina; questo effetto si accompagna ad una rigenerazione di cellule pancreatiche nelle isole di Langherans con miglioramento di assorbimento mediato dagli enzimi del glucosio. Questo processo dimostra di ridurre l’assimilazione di glucosio e di acidi grassi nell’intestino tenue e di interferire con la capacità dei recettori nella bocca e nell’intestino per la sensazione di dolcezza. E’ stato dimostrato che l’acido gymnemico interagisce con la gliceraldeide-3-fosfato deidrogenasi (GAPDH), un enzima chiave nella via della glicolisi.</p>
<p>Sicché la <em>Gymnema sylvestre </em>dimostra di ridurre in modo dose-dipendente l’assorbimento intestinale degli zuccheri regolando la glicemia, regolando il picco glicemico postprandiale con conseguente controllo del senso di fame; inoltre la gymnema contribuisce con effetto cito trofico alla normale produzione di insulina svolgendo anche una utile azione protettiva sulle beta cellule pancreatiche nei confronti della gluco-tossicità. Il globale meccanismo d’attività di <em>Gymnema silvestre</em> contribuisce a contrastare i meccanismi di insulino resistenza.</p>
<p>Per questo motivo, l’uso di <em>Gymnema sylvestre</em> ricorre in moderni integratori alimentari proposti per il controllo di sovrappeso e obesità che sono condizioni frequentemente correlate alla malattia diabetica; i razionali di utilità di Gymnema nella gestione del peso corporeo fondano principalmente sulla sua capacità di rallentare l’assorbimento del glucosio nell’intestino che può essere vantaggiosa in una generale strategia di riduzione del peso corporeo soprattutto in quei casi in cui una dieta troppo ricca di calorie sia particolarmente composta da un eccesso di carboidrati; a questo effetto si assocerebbero anche gli effetti della pianta nel ridurre in parte anche i livelli dei trigliceridi, del colesterolo totale, delle VLDL e delle LDL.</p>
<p><em>Gymnema sylvestre</em> potrebbe contribuire alla gestione (riduzione) del peso corporeo anche grazie alla sua capacità di ridurre la voglia di dolci attraverso gli effetti delle gurmarine che sono peptidi che bloccano la capacità di gustare sapori dolci e quindi di ridurre la voglia di mangiarli</p>
<p>Per il suo comprovato effetto ipoglicemizzante è tuttavia possibile un’interazione con altri farmaci ipoglicemizzanti, in modo particolare ipoglicemizzanti orali per la terapia del diabete mellito. É pertanto <strong>sconsigliato l&#8217;impiego contemporaneo con ipoglicemizzanti orali </strong>o comunque conviene stare attenti al loro dosaggio; non assumere durante l’allattamento al seno e in gravidanza.</p>
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		<title>Griffonia &#124; Griffonia simplicifolia (DC.) Baill.</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/griffonia-griffonia-simplicifolia-dc-baill/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 May 2023 16:49:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[griffonia. fagiolo africano]]></category>
		<category><![CDATA[idrossitriptofano]]></category>
		<category><![CDATA[integratori alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[melatonina]]></category>
		<category><![CDATA[pianta rampicante]]></category>
		<category><![CDATA[serotonina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La griffonia (Griffonia simplicifolia (DC.) Baill). è una pianta rampicante legnosa della famiglia delle Fabacee, diffusa principalmente nelle aree tropicali umide dell&#8217;Africa, soprattutto in Ghana, Costa d’Avorio e Togo. La pianta può raggiungere i 3 metri di altezza, produce fiori di colore verdastro ed i frutti sono baccelli contenenti i caratteristici semi di forma discoidale &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>griffonia </strong>(<em>Griffonia simplicifolia</em> (DC.) Baill). è una <strong>pianta rampicante</strong> legnosa della famiglia delle Fabacee, diffusa principalmente nelle aree tropicali umide dell&#8217;Africa, soprattutto in Ghana, Costa d’Avorio e Togo. La pianta può raggiungere i 3 metri di altezza, produce fiori di colore verdastro ed i frutti sono baccelli contenenti i caratteristici semi di forma discoidale e di colorazione che può andare dal bruno al nero. Per questo viene chiamata anche <strong>Fagiolo africano.</strong></p>
<p><strong>Principali componenti: </strong>5-HTP (5-idrossi-triptofano); sostanze di tipo indolico: acido indol-3-acetilaspartico, 5-idrossi-3-indolacetico; sostanze amidacee di riserva</p>
<p>La medicina popolare africana utilizza da secoli la Griffonia per vari disturbi: la corteccia e le foglie come <strong>cicatrizzanti</strong>, il succo per i <strong>disturbi renali</strong> ed il decotto contro il vomito.</p>
<p>La Griffonia è <strong>fonte naturale di</strong> <strong>5-idrossitriptofano, </strong>un aminoacido essenziale (cioè che non viene cioè sintetizzato dal nostro corpo ma deve essere introdotto attraverso il cibo) che partecipa a molte funzioni nell’organismo, tra cui la formazione della <strong>serotonina</strong>, un neurotrasmettitore sintetizzato dal nostro organismo e coinvolto nella regolazione dell’umore, del sonno e della fame. La serotonina è infatti a sua volta un precursore della <strong>melatonina</strong>, un ormone con la funzione di regolare il ciclo sonno-veglia.</p>
<p>L&#8217;estratto secco dei semi maturi di <em>G. simplicifolia</em> è un integratore alimentare utilizzato in erboristeria ed in fitoterapia per le sue proprietà di regolatore dell&#8217;umore, del sonno e dell&#8217;appetito.</p>
<p>L&#8217;estratto di <em>G. simplicifolia</em> è commercializzato puro come blando <strong>antidepressivo naturale</strong> per il trattamento della depressione lieve o moderata; negli stati d&#8217;ansia; nelle depressioni stagionali e nell&#8217;insonnia, in <strong>quanto innalza i livelli di serotonina e regolarizza il ciclo sonno-veglia</strong> (ritmo circadiano). L&#8217;uso della griffonia si è rivelato utile anche per il <strong>controllo della fame nervosa</strong>, che provoca spesso un desiderio incoercibile di cibo, in particolare carboidrati e zuccheri semplici contenuti nei dolci. Infine, è usata come <strong>conciliante del sonno</strong> in formulazione con altri rimedi quali l&#8217;estratto di valeriana e/o la melatonina.</p>
<p>Il 5-HTP contenuto nella pianta di <em>Griffonia simplicifolia</em> viene impiegato nella produzione di <strong>integratori alimentari</strong>, contenenti talvolta tra gli ingredienti vitamina D e vitamine del gruppo B, che ne rafforzano le proprietà sopra descritte.</p>
<p><strong>Controindicazioni</strong>: L&#8217;assunzione della griffonia può portare alcuni effetti collaterali di lieve entità, come nausea, meteorismo e bruciore di stomaco. Pertanto, prima di assumerla, è sempre meglio consultare un medico ed evitarla in caso di gravidanza, allattamento e sensibilità alla caffeina, contenuta nella pianta.</p>
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		<title>Gelsomino comune &#124; Jasminum officinale</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/gelsomino-comune-jasminum-officinale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jan 2023 12:12:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[aromaterapia]]></category>
		<category><![CDATA[gelsomino bianco]]></category>
		<category><![CDATA[gelsomino comune]]></category>
		<category><![CDATA[pianta ornamentale]]></category>
		<category><![CDATA[pianta rampicante]]></category>
		<category><![CDATA[Scursunera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il gelsomino comune (Jasminum officinale) detto anche gelsomino bianco è una pianta della famiglia delle Oleaceae, un genere che conta circa 300 specie di arbusti rampicanti, a foglie caduche e rustici. E’ una specie autoctona del Caucaso e di altre zone come il nord dell’Iran, l’india, diffusa in Asia ed Europa; in Pakistan è il &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>gelsomino comune</strong> (<em>Jasminum officinale</em>) detto anche <strong>gelsomino bianco</strong> è una pianta della famiglia delle <em>Oleaceae</em>, un genere che conta circa 300 specie di arbusti rampicanti, a foglie caduche e rustici. E’ una specie autoctona del Caucaso e di altre zone come il nord dell’Iran, l’india, diffusa in Asia ed Europa; in Pakistan è il fiore nazionale, ed è ampiamente coltivato in varie parti del mondo dove si è naturalizzato come in Francia, Italia, Portogallo, Romania, Algeria, Florida e Indie Occidentali.</p>
<p>Il gelsomino comune bianco è una <strong>pianta rampicante</strong> vigorosa che può raggiungere rapidamente i 15 metri di altezza producendo una fitta vegetazione con rami semilegnosi che si attorcigliano attorno a qualsiasi sostegno; le foglie sono pennate composte da 5 a 7 foglioline ovate lanceolate, lucide a margini lisci, di colore verde scuro. Con una sola pianta si arrivano a coprire fino a 8 / 12 metri quadri. Nelle regioni caratterizzate da un clima invernale rigido in cui le temperature scendono frequentemente sotto lo zero termico le foglie cadono e ricompaiono in primavera. La fioritura avviene tra il mese di giugno e ottobre, i fiori sono piccoli, bianchi o talora leggermente rosati che quando sono in boccio, sono riuniti in infiorescenze terminali e sono profumatissimi.</p>
<p>È una pianta <strong>visitata dalle api</strong> per il polline ed il nettare. La specie è largamente coltivata nei parchi e nei giardini di tutta Italia e talvolta si trova anche allo stato subspontaneo, in particolare presso gli abitati.</p>
<p>Tuttavia, con il termine gelsomino ci si può riferire anche a piante di altre famiglie e generi quali:</p>
<ul>
<li><strong>gelsomino rampicante</strong> o <strong>gelsomino sempreverde</strong>, detto anche &#8220;<strong>falso gelsomino</strong>&#8220;: <em>Trachelospermum jasminoides</em></li>
<li><strong>gelsomino notturno</strong> (<em>Cestrum nocturnum</em>), della famiglia delle <em>Solanaceae</em></li>
</ul>
<p>Le specie più commercializzate sono:</p>
<ul>
<li><strong><em>Jasminum officinale</em></strong>; originario dell&#8217;Iran, della Cina e dell&#8217;India; noto come “<strong>gelsomino comune</strong>”, pianta rampicante con piccoli fiori bianchi, con un odore caratteristico, resiste bene al gelo e in alcune zone dell&#8217;Italia, si trova rinselvatichito allo stato spontaneo.</li>
<li><strong><em>Jasminum grandiflorum</em></strong> originario del Nepal e noto come &#8216;gelsomino di Spagna&#8217; (Catalugno) o “<strong>gelsomino di Sicilia</strong>” a foglie persistenti e fiori grandi che sbocciano dalla primavera all&#8217;autunno, e nelle regioni a clima mite anche d&#8217;inverno, è una pianta rampicante poco rustica, adatta a climi miti, dove viene utilizzata per ricoprire pergole, muri e recinzioni.</li>
<li><strong><em>Jasminum azoricum</em></strong>, noto come “<strong>gelsomino trifogliato</strong>”, viene utilizzato come pianta ornamentale per ricoprire pergole, muri e recinzioni.</li>
<li><strong><em>Jasminum polyanthum</em></strong>, originario della Cina, noto come &#8216;gelsomino bianco&#8217;, pianta rampicante vigorosa e rustica, alta fino a 6 m se coltivato in piena terra, che d&#8217;inverno e in primavera produce numerosi grappoli di fiori bianchi esternamente rosati, profumati.</li>
<li><strong><em>Jasminum nudiflorum</em></strong> (<strong>gelsomino di San Giuseppe</strong>) e il <em>Jasminum primulinum</em> originari della Cina, a fiori gialli non profumati, piante sarmentose, dalle lunghe ramificazioni pendule, con fiori ascellari che sbocciano a fine inverno inizio primavera.</li>
<li><strong><em>Jasminum sambac</em></strong>, noto come &#8216;gelsomino d&#8217;Arabia&#8217;, può raggiungere i 3–4 m di altezza. Fiorisce dall&#8217;inizio dell&#8217;estate fino all&#8217;inizio dell&#8217;autunno (giugno-ottobre), producendo numerosissimi fiori bianchi particolarmente profumati.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oggi il genere <em>Jasminum</em> è utilizzato a <strong>scopi ornamentali</strong>, in piena terra nei giardini, come arbusti isolati o per rivestire muri, recinzioni e pergolati.</p>
<p>Un tempo si credeva avesse innumerevoli virtù officinali. Il famoso olio di gelsomino, che i Persiani offrivano agli invitati nei banchetti, si arricchisce da Dioscoride a Linneo d&#8217;una quantità di potenzialità terapeutiche legate alla sessualità. Per quanto lo <em>Jasminum officinalis</em> d&#8217;origine persiana fosse noto anche agli antichi Greci e Romani, il primo a coltivarlo davvero in Italia fu Cosimo I de Medici, che naturalmente ne aveva proibito la diffusione fuori dai giardini granducali; l&#8217;Inghilterra dovrà addirittura aspettare il 1730, quando riceverà una pianta dal Malabar.</p>
<p>Nel frattempo si era diffuso anche lo <em>Jasminum sambac</em> di più facile coltura, che resta tranquillamente all&#8217;aperto nelle zone temperate. Ecco dunque coltivazioni industriali in Calabria e Sicilia (se ne ricavano profumi) e una discreta presenza in tanti altri giardini italiani.</p>
<p>Nel trapanese è tradizionalmente utilizzato in infuso per una <strong>delicata granita</strong>, chiamata <strong><em>Scursunera</em></strong>, inserita tra i prodotti agroalimentari tradizionali.</p>
<p>Secondo l&#8217;<strong>aromaterapia</strong>, il profumo di gelsomino sarebbe euforizzante e stimolerebbe direttamente l&#8217;ipotalamo a produrre encefaline, sostanze che oltre a inibire il dolore procurano uno stato di benessere e di felicità. Il gelsomino è tradizionalmente usato per curare i disturbi uterini, emicrania, insonnia, raffreddore e perdita di memoria. L’olio essenziale grazie al suo profumo è tra gli ingredienti base di molte creme, lozioni e profumi.</p>
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		<title>Gelsemio &#124; Gelsemium Sempervirens</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/gelsemio-gelsemium-sempervirens/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jan 2023 11:49:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[Bebo-sito]]></category>
		<category><![CDATA[gelsemina]]></category>
		<category><![CDATA[Gelsemio]]></category>
		<category><![CDATA[Gelsemium sempervirens]]></category>
		<category><![CDATA[gelsomino della Carolina]]></category>
		<category><![CDATA[gelsomino giallo]]></category>
		<category><![CDATA[gelsomino stellato]]></category>
		<category><![CDATA[pianta rampicante]]></category>
		<category><![CDATA[pianta velenosa]]></category>
		<category><![CDATA[sempervirina]]></category>
		<category><![CDATA[tintura madre]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Gelsemio o Gelsemium sempervirens è un rimedio omeopatico che si ottiene dall’omonima pianta rampicante. Si tratta di una pianta velenosa che, se assunta in dosi elevate, blocca la respirazione e il movimento, causando paralisi. Il rimedio omeopatico è molto utile per combattere gli stati d&#8217;ansia e quelli febbrili in caso di influenza, cefalea o &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Gelsemio</strong> o <em>Gelsemium sempervirens</em> è un rimedio omeopatico che si ottiene dall’omonima <strong>pianta rampicante</strong>. Si tratta di una <strong>pianta velenosa</strong> che, se assunta in dosi elevate, blocca la respirazione e il movimento, causando paralisi. Il rimedio omeopatico è molto utile per combattere gli stati d&#8217;ansia e quelli febbrili in caso di influenza, cefalea o affaticamento.</p>
<p>Originario del Nord America il <em>Gelsemium sempervirens</em> è conosciuto anche con il nome di <strong>gelsomino della Carolina</strong>, per via della sua provenienza (in particolare Carolina del Sud), o <strong>gelsomino giallo o stellato</strong>. La sua crescita spontanea in natura è inoltre registrata nei territori fino al Messico e al Guatemala. La pianta rampicante era già nota ai coloni nord americani e veniva da loro utilizzata in caso di febbre.</p>
<p>Il <em>Gelsemium sempervirens</em> è una pianta sempreverde e rampicante in grado di svilupparsi per diversi metri in altezza e necessita di supporti per arrampicarsi; presenta fusti sottili e in parte legnosi che si ramificano molto liberamente con foglie lucide, lanceolate, di lunghezza pari a 4-5 centimetri e di colore verde scuro. La fioritura avviene in primavera ed estate con la produzione di fiori di colore giallo brillante a forma di imbuto molto profumati e riuniti in gruppo; la fioritura dura circa un mese e comincia tra il finire dell’inverno e l’avvio della primavera. Il Gelsemium non si trova in Europa. Le tre varietà sono indigene di Sudest asiatico (<em>Gelsemium elegans</em>), USA sudorientali (<em>Gelsemium rankinii</em>), America centrale e USA meridionali (<em>Gelsemium sempervirens</em>).</p>
<p>Il termine <em>Gelsemium</em>, viene da <em>Gelseminum</em> (<em>Jasminum</em>) dal greco <em>eusmos</em> = odorifero o derivante dall&#8217;ebraico <em>Samin</em> = profumo, arabo = <em>jsmjn</em>, perché i fiori del Gelsomino hanno gradito odore e profumano i luoghi dove la pianta vegeta.</p>
<p>I <strong>principi attivi</strong> che contiene sono <strong>alcaloidi</strong> comprendenti la <strong>gelsemina</strong> e la <strong>sempervirina,</strong> che si trovano principalmente nel rizoma e nella radice. La preparazione omeopatica utilizza la <strong>Tintura Madre</strong>, ottenuta con la radice fresca raccolta un po’ prima della fioritura della pianta; si può ottenere anche per triturazione della radice secca. Il rimedio omeopatico si ottiene attraverso le diluizioni e dinamizzazioni a cui viene sottoposta la tintura madre.</p>
<p><strong>Il Gelsemium è molto velenoso e agisce prioritariamente su sistema nervoso centrale</strong>, nervi periferici, muscoli oculari, cuore, organi genitali femminili, tratto gastrointestinale<strong>.</strong></p>
<p>In omeopatia il Gelsemium viene impiegato per il trattamento della cefalea accompagnata da disturbi alla vista, stanchezza e tremore; è particolarmente indicato per soggetti ipersensibili allo stress psichico (conseguenze di spavento, paura, agitazione, esami).  L’assunzione di Gelsemium è anche consigliata in caso di influenza a sviluppo lento con febbre moderata. Il rimedio può anche essere impiegato come profilassi antinfluenzale o quando non ci si riesce a riprendere del tutto dopo un’influenza.</p>
<p>Già gli Otomi, un popolo indigeno del Messico, usavano il veleno dalla radice per preparare la bevanda velenosa «<strong>Bebo-sito</strong>» (<strong>bara trasparente</strong>) per utilizzarla in caso di giudizi degli dei e per atti di vendetta. Nella guerra civile americana, il Gelsemium veniva usato in forma di succo in sostituzione dell’oppio, poiché il suo principio attivo è in grado di lenire i dolori.</p>
<p>Il Gelsemium è considerato il <strong>rimedio delle persone volubili, timide, emotive, fragili</strong>, paurose e ipersensibili, ma anche vigliacche, codarde, passive. Il soggetto è solitamente colpito da intensa ansia, mal di testa, tremori, diarrea, difficoltà a parlare in pubblico. Spesso lo accompagnano tremori e forte ansia. Allo stesso tempo la persona si presenta come poco acuta, debole, svogliata, assonnata, stordita e desidera stare sola. Lo stato di malessere peggiora con il clima tiepido, umido, con il calore del sole o fumando. Pertanto, il Gelsemium viene <strong>impiegato in omeopatia per trattare episodi di bradicardia, ipotensione arteriosa e miocardia</strong>; in caso di infiammazione delle mucose, perlopiù appartenenti agli apparati respiratorio e digerente; e soprattutto nella cura del sistema nervoso, ad esempio in corrispondenza di episodi di nevrosi, mancanza di coordinazione motoria, tremori, crampi, astenia agli arti accompagnata da pesantezza o rigidità. Può essere inoltre utilizzato per trattare stati febbrili e influenzali, diarrea d’origine psicosomatica, mal di testa e cefalee dovuti a stress e attacchi d’ansia.</p>
<p>In generale l’impiego del Gelsemium sarebbe indicato per i soggetti con:</p>
<ul>
<li>disturbi del sistema nervoso, come crampi, tremori, astenia o paralisi degli arti, con sensazione di pesantezza e rigidità, mancanza di coordinazione motoria, nevrosi</li>
<li>disturbi dell&#8217;apparato circolatorio, come miocardia, bradicardia, calo della pressione arteriosa</li>
<li>infiammazioni alle mucose, soprattutto dell&#8217;apparto digerente o respiratorio</li>
</ul>
<p>stati influenzali, come febbre, intossicazione, intense sollecitazioni emotive, pelle d&#8217;oca e brividi lungo la schiena, diarree psicosomatiche, mal di testa e cefalea.</p>
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