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	<title>pianta parassita Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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	<title>pianta parassita Archivi - amaperbene.it</title>
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		<title>Sandalo &#124; Santalum album L.</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/sandalo-santalum-album-l/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 May 2023 06:20:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[alcooli sesquiterpenici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il sandalo citrino è un arbusto o alberello tropicale appartenente al genere Santalum della famiglia delle Santalacee. Questa famiglia comprende circa venticinque specie di piante arboree, arbustive ed erbacee, molte delle quali vivono parassite sulle radici di altre piante verdi pur essendo fornite di clorofilla. S’insediano sulle parti sotterranee dell’ospite mediante formazioni “succhiatrici”, denominate “austori”, &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>sandalo citrino</strong> è un arbusto o alberello tropicale appartenente al genere <em>Santalum</em> della famiglia delle Santalacee. Questa famiglia comprende circa venticinque specie di piante arboree, arbustive ed erbacee, molte delle quali <strong>vivono parassite</strong> sulle radici di altre piante verdi pur essendo fornite di clorofilla. S’insediano sulle parti sotterranee dell’ospite mediante formazioni “succhiatrici”, denominate “<strong>austori</strong>”, per la loro capacità di produrre sostanze organiche mediante un proprio apparato fotosintetico e la possibilità di sfruttare altre piante dal punto di vista alimentare. Il Sandalo è originario delle coste della Malaysia e dell’Indonesia, e ora è ampiamente diffuso nel Sudest asiatico, in Australia e nelle isole del Pacifico; molto probabilmente ha raggiunto l’Europa intorno al 1880 e fu subito <strong>impiegato in profumeria</strong>. È un albero sempreverde che può raggiungere i 10 metri e che colpisce per la sua bellezza. Possiede foglie intere ed opposte. La pianta è provvista di piccoli fiori. Il frutto è carnoso e manifesta un calice persistente.</p>
<p>La pianta attualmente cresce nelle foreste tropicali e subtropicali di differenti Paesi, con clima umido, piovoso (tra 500 e 3000 mm annuali) e con una temperatura compresa fra 0 e 38 °C, e vive anche un secolo, in associazione simbiotica o parassitica con altri vegetali.</p>
<p><strong>Sono usati il legno essiccato, il durame (midollo centrale del fusto), le radici e l’olio essenziale. </strong></p>
<p>La pianta del Sandalo, in particolare il legno e il durame, è <strong>ricca di oli</strong> e contiene almeno il 90% di <strong>alcooli sesquiterpenici</strong>, i <strong>santaloli</strong>, tra questi si ricordano: <strong>santalolo, bisaboleni, farnesolo, aldeide isovalerianica, isoborneolo</strong>, contiene inoltre altre sostanze non ben identificate. L’olio volatile (<strong>olio di sandalo</strong>) è <strong>utilizzato prevalentemente nei prodotti per massaggio</strong> e in quelli per l&#8217;igiene e la pulizia (<strong>saponi dermopurificanti</strong>).</p>
<p>Il Sandalo non solo trova un grande <strong>impiego in profumeria e in cosmetologia</strong>, ma viene anche sfruttato nella medicina popolare e della fitoterapia per le sue qualità terapeutiche. Possiede, infatti, <strong>proprietà aromatiche</strong>, dolceamare e <strong>toniche</strong>, efficaci nello stimolare il corpo e la mente; è un ottimo <strong>analgesico e calmante</strong> in caso di pruriti, costipazioni, dolori reumatici e articolari. Svolge inoltre un’efficace <strong>azione diuretica, digestiva, astringente e antispastica</strong>, utile nel trattamento di dolori, crampi addominali e problemi digestivi in generale, in caso di febbre, influenza, infezioni e disturbi all’apparato genito-urinario, sono un ottimo e prezioso antisettico e analgesico. Per uso esterno, il Sandalo agisce come calmante, sedativo, antinfiammatorio e antisettico, in caso di dermatiti e affezioni della pelle in generale. Nella medicina ayurvedica indiana il fumo del sandalo è utilizzato da secoli per il suo effetto calmante del sistema nervoso.</p>
<p>Attualmente il sandalo è indicato, sempre sotto prescrizione e controllo medico, come <strong>balsamico e antisettico</strong> ed impiegato nella terapia delle cistiti. La polvere di sandalo citrino può essere utilizzata pura sul viso contro l&#8217;acne, punti neri e pori dilatati. Grazie alle sue proprietà antisettiche e purificanti risulta un rimedio utilissimo per chi soffre di impurità della pelle. In aromaterapia gli vengono attribuite proprietà battericide, sedative, antidepressive, afrodisiache.</p>
<p><strong>Il legno di sandalo essiccato e l’olio essenziale che se ne ricava sono utilizzati per miscele di incenso</strong>, sacchettini contenenti frammenti di legno profumato sono messi negli armadi e nei cassetti della biancheria; torce di Sandalo sono accese in occasione di cerimonie religiose.</p>
<p>Un&#8217;antica credenza popolare indiana affermava che nessuno spirito maligno potesse entrare in un luogo impregnato del profumo di sandalo.</p>
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		<title>Cuscuta Epithymum</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/cuscuta-epithymum/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jan 2023 11:46:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[austori]]></category>
		<category><![CDATA[cuscuta]]></category>
		<category><![CDATA[cuscuta del timo]]></category>
		<category><![CDATA[cuscutina]]></category>
		<category><![CDATA[pianta parassita]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La cuscuta del timo è una pianta parassita della famiglia delle Convolvulaceae; è presente in tutte le regioni d&#8217;Italia. E’ priva di clorofilla. Vive come parassita di altre piante attaccando diverse specie, tra cui Ericaceae, Lamiaceae e Leguminose, da cui succhia il nutrimento attraverso appositi organi austori. Cresce dal livello del mare alla fascia montana &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>cuscuta del timo</strong> è una <strong>pianta parassita</strong> della famiglia delle <em>Convolvulaceae</em>; è presente in tutte le regioni d&#8217;Italia. E’ priva di clorofilla. Vive come parassita di altre piante attaccando diverse specie, tra cui <em>Ericaceae</em>, <em>Lamiaceae</em> e Leguminose, da cui succhia il nutrimento attraverso appositi organi austori. Cresce dal livello del mare alla fascia montana inferiore fino a 1500 m preferendo i campi coltivati a leguminose, lungo strade e luoghi erbosi. Periodo di fioritura: luglio-ottobre.</p>
<p>La Cuscuta in antichità, per il suo aspetto, veniva accostata alle streghe e alla magia nera, tanto che in alcune zone d’Italia era soprannominata “capelli di strega”. Il suo nome generico deriva dalla parola araba “Kushuth” col significato di “accumulare-ammucchiare” per descrivere il suo aspetto arruffato. L’attributo specifico invece, derivante dal greco, significa “sul timo”, alludendo a una delle possibili piante ospitanti o alla sua rassomiglianza con questa pianta. Il nome volgare, “<strong>pittimo</strong>”, designa una donna particolarmente asfissiante (“pittima”).</p>
<p>I fusti di questa pianta, sottili ed elastici, di colore rossastro-giallastro, formano un denso intrico che si avviluppa sulla pianta ospite stringendola in una morsa spesso mortale. Foglie ridotte a squame poco o per niente evidenti. I fiori hanno un corto peduncolo e sono inseriti in densi glomeruli subrotondi; il calice è più o meno carnoso, ha forma campanulata ed è diviso fino a metà in cinque lobi largamente ovali e acuminati all&#8217;apice; la corolla, lunga poco più del calice, è bianco-rosata e terminata da cinque lobi triangolari-acuti rivolti esternamente. Durante la fioritura, la Cuscuta, può nascondere completamente il cespuglio ospite, sotto la massa dei fusti filiformi che formano un groviglio rosato alto da 10 a 40 cm, tanto che può essere scambiato per timo selvatico. Il frutto non è molto differente dal fiore, se non che i petali sono completamente appassiti. Il seme, germinando, produce un germoglio che subito <strong>si attacca alla pianta più vicina e vi si aggrappa con degli austori</strong> (ventose), che sono dei succhiatoi <strong>che penetrano nel fusto della pianta ospite e vanno a inserirsi nella zona dove circola la linfa. A quel punto la radice muore e il nutrimento viene dalla pianta ospitante</strong>.</p>
<p>Componenti principali sono: <strong>tannino, resina, gomma, un glicoside amaro (cuscutina), un composto flavonico</strong>.</p>
<p>Ha <strong>azione colagoga, carminativa e blandamente lassativa</strong>. Trova utile impiego, sola od associata ad altre droghe come lassativo e carminativo nell&#8217;atonia intestinale e come colagogo nell&#8217;insufficienza epatica.</p>
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