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	<title>pianta ornamentale Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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	<title>pianta ornamentale Archivi - amaperbene.it</title>
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		<title>Osmanto &#8211; Osmanthus heterophyllus</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/osmanto-osmanthus-heterophyllus/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Jul 2025 09:23:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piante ed erbe]]></category>
		<category><![CDATA[falso agrifoglio]]></category>
		<category><![CDATA[Osmanthus heterophyllus]]></category>
		<category><![CDATA[Osmanthus ilicifolius]]></category>
		<category><![CDATA[pianta ornamentale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Osmanthus heterophyllus, noto anche come Osmanthus ilicifolius o falso agrifoglio, è un arbusto o piccolo albero sempreverde appartenente alla famiglia delle Oleaceae. Originario di Giappone, Cina e Taiwan, è particolarmente apprezzato per il suo fogliame ornamentale e la profumata fioritura autunnale. Il nome &#8220;Osmanthus&#8221; deriva dal greco &#8220;osma&#8221; (odoroso) e &#8220;anthos&#8221; (fiore), sottolineando la fragranza &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<strong><em>Osmanthus heterophyllus</em></strong>, noto anche come <em>Osmanthus ilicifolius</em> o<strong> falso agrifoglio</strong>, è un arbusto o piccolo albero sempreverde appartenente alla famiglia delle Oleaceae. Originario di Giappone, Cina e Taiwan, è particolarmente apprezzato per il suo fogliame ornamentale e la profumata fioritura autunnale. Il nome &#8220;Osmanthus&#8221; deriva dal greco &#8220;osma&#8221; (odoroso) e &#8220;anthos&#8221; (fiore), sottolineando la fragranza dei suoi fiori.</p>
<p>La pianta presenta una crescita compatta e può raggiungere un’altezza di 2-4 metri, con una larghezza simile. Le foglie ricordano quelle dell’agrifoglio (da cui il nome “ilicifolius”): spesso verdi scure e coriacee, lucide, con margini spinosi nelle piante giovani, mentre quelle mature tendono ad avere bordi lisci. In autunno (settembre-ottobre), produce piccoli fiori bianchi, riuniti in grappoli ascellari. I fiori, pur poco vistosi, emanano un intenso profumo dolce, che richiama il gelsomino o il miele. Questi fiori profumatissimi attraggono moltissimo le api.</p>
<p>Predilige terreni ben drenati, ricchi di sostanza organica; posizioni soleggiate o parzialmente ombreggiate.</p>
<p><em>Osmanthus heterophyllus</em> è una pianta versatile, ideale per bordure miste, siepi formali o informali, o come esemplare isolato. Grazie al suo fogliame <strong>ornamentale</strong> e alla fragranza dei fiori, è perfetto per arricchire giardini ornamentali o per essere coltivato vicino a ingressi, patii e percorsi pedonali. Con il suo mix di robustezza e bellezza, <em>Osmanthus heterophyllus</em> è una scelta eccellente per chi cerca una pianta decorativa e facile da curare.</p>
<p>I fiori vengono utilizzati anche per aromatizzare il tè o per la preparazione di liquori e dolci nella cucina cinese.</p>
<p>L&#8217;essenza dei fiori è molto apprezzata in profumeria per le sue note fruttate e floreali.</p>
<p><strong>Varietà</strong></p>
<p>Esistono diverse varietà di <em>Osmanthus heterophyllus</em>, tra cui:</p>
<ul>
<li><strong><em>Gulftide</em></strong>: Varietà a portamento denso, con fogliame verde scuro e fiori bianchi profumati di gelsomino.</li>
<li><strong><em>Tricolor</em></strong>: Varietà con foglie variegate di giallo, verde e arancio-rosso, che assume colorazioni diverse durante la crescita.</li>
<li><strong><em>Purpureus</em></strong>: Varietà con foglie scure, tendenti al porpora, adatta per siepi o come esemplare isolato.</li>
<li><strong><em>Variegatus</em></strong>: Varietà con foglie variegate di bianco e grigio.</li>
</ul>
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		<title>Aubrieta hybrida</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/aubrieta-hybrida/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jul 2025 08:59:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piante ed erbe]]></category>
		<category><![CDATA[Aubrezia]]></category>
		<category><![CDATA[Aubrieta hybrida]]></category>
		<category><![CDATA[pianta ornamentale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Aubrieta hybrida, comunemente nota con il nome di Aubrezia, è una perenne strisciante di origine ibrida complessa. Costituiscono un genere di una dozzina di erbacee sempreverdi dal portamento strisciante o ricadente con abbondante fioritura color violetto, azzurro, rosso o bianco tra aprile e maggio. Pianta ideale per giardini rocciosi. Si mantiene bassa (circa 15 cm di altezza) &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’<strong><em>Aubrieta hybrida</em></strong><em>,</em> comunemente nota con il nome di <strong>Aubrezia</strong>, è una perenne strisciante di origine ibrida complessa. Costituiscono un genere di una dozzina di erbacee sempreverdi dal portamento strisciante o ricadente con abbondante fioritura color violetto, azzurro, rosso o bianco tra aprile e maggio. Pianta ideale per giardini rocciosi. Si mantiene bassa (circa 15 cm di altezza) e produce numerosi fiori liberi o doppi.</p>
<p>L’Aubrezia fiorisce nel periodo primaverile-estivo. Predilige esposizione soleggiata, affinché possa fiorire copiosamente, e presenta buona resistenza al freddo. Per evitare però che i caldi estivi dissecchino eccessivamente il terreno è bene porre la pianta in luoghi in cui le radici rimangano al fresco. I giardini rocciosi sono sicuramente i luoghi migliori per le piante di aubrezia, che possono così essere poste in pieno sole, con le radici all&#8217;ombra delle rocce; questo genere di pianta non presenta problemi nel corso della stagione fredda, quando le temperature risultano essere più rigide.</p>
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		<title>Giacinto d&#8217;uva</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/giacinto-duva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 May 2025 07:28:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piante ed erbe]]></category>
		<category><![CDATA[giacinto]]></category>
		<category><![CDATA[giacinto d'uva]]></category>
		<category><![CDATA[Muscari]]></category>
		<category><![CDATA[pianta ornamentale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il &#8220;giacinto d&#8217;uva&#8220;, chiamato anche Muscari, è una pianta bulbosa che fiorisce in primavera, con piccoli fiori azzurri o blu riuniti in grappoli simili a grappoli d&#8217;uva. Sono piante molto diffuse e facili da coltivare, ideali per giardini, aiuole e bordure. I fiori sono piccoli, a forma di campana, solitamente blu o azzurri, riuniti in grappoli; le &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il &#8220;<strong>giacinto d&#8217;uva</strong>&#8220;, chiamato anche Muscari, è una pianta bulbosa che fiorisce in primavera, con piccoli fiori azzurri o blu riuniti in grappoli simili a grappoli d&#8217;uva. Sono piante molto diffuse e facili da coltivare, ideali per giardini, aiuole e bordure.</p>
<p>I fiori sono piccoli, a forma di campana, solitamente blu o azzurri, riuniti in grappoli; le foglie strette e verdi, che formano ciuffi bassi. Raggiungono un&#8217;altezza di circa 20 cm. Fioriscono in primavera (aprile-maggio). Preferiscono luoghi soleggiati o parzialmente ombreggiati.; terreno fertile, ricco di humus e moderatamente umido.</p>
<p>Esistono diverse varietà di giacinto d&#8217;uva, come:</p>
<ul>
<li><em>Muscari armeniacum</em>: una delle varietà più comuni, con fiori blu.</li>
<li><em>Muscari azureum</em>: varietà con fiori azzurri.</li>
<li><em>Muscari neglectum</em>: varietà con fiori blu scuro.</li>
</ul>
<p>È facile da coltivare e si adatta bene a diversi climi. I bulbi si piantano in autunno in terra o in vaso e finché non germogliano non hanno bisogno di luce; non temono il gelo e la neve. Quando il germoglio emerge dal bulbo, occorre molta luce, anche sole diretto, per favorire lo sviluppo. Anche quando è in fiore non teme il freddo e il vento.</p>
<p>Il giacinto richiede pochi trattamenti. È importante mantenere il terreno umido durante la stagione di crescita e di fioritura, ma evitare i ristagni d&#8217;acqua. Dopo la fioritura, è consigliabile rimuovere i fiori appassiti e lasciare che le foglie si secchino naturalmente prima di rimuoverle.</p>
<p><strong>Curiosità</strong></p>
<p>Nella mitologia greca, Giacinto era un giovinetto, figlio del re Amicla (ma dai poeti talvolta detto figlio di Ebalo), amato per la sua bellezza da Borea (o Zefiro) e da Apollo. Un giorno, Apollo e Giacinto incominciarono una gara di lancio del disco, in preparazione alle Olimpiadi a cui il principe doveva partecipare; Apollo lanciò per primo ma il disco, deviato nella sua traiettoria da un colpo di vento alzato dal geloso Zefiro, finì col colpire alla tempia Giacinto, ferendolo così a morte; Apollo cercò di salvarlo, ma non poté nulla contro il destino; decise, comunque, di trasformarlo in un fiore; sulla sua tomba nacque il fiore omonimo.</p>
<p>Nel linguaggio dei fiori, poiché fiorisce all&#8217;inizio della primavera, il giacinto annuncia speranza, rinnovo, prosperità. Occasioni in cui donarlo: speranza d&#8217;amore (giacinto blu), amore filiale, affetto (giacinto rosa); dolore (giacinto rosso). Forma/colore: blu, rosa, bianco, rosso.</p>
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		<title>Monarda</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/monarda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 May 2025 08:12:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piante ed erbe]]></category>
		<category><![CDATA[bergamotto selvatico]]></category>
		<category><![CDATA[Monarda]]></category>
		<category><![CDATA[monardina]]></category>
		<category><![CDATA[pianta anti zanzara]]></category>
		<category><![CDATA[pianta ornamentale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Monarda L. è una pianta officinale, che può essere considerata tanto erba aromatica quanto una pianta ornamentale; è un genere di piante annuali o perenni (anche se di fatto la durata della sua vita è realisticamente sui 3 o 4 anni) della famiglia delle Lamiaceae, indigene del Nord America. Sono conosciute anche con il nome &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Monarda</strong> L. è una pianta officinale, che può essere considerata tanto erba aromatica quanto una pianta ornamentale; è un genere di piante annuali o perenni (anche se di fatto la durata della sua vita è realisticamente sui 3 o 4 anni) della famiglia delle <em>Lamiaceae</em>, indigene del Nord America. Sono conosciute anche con il nome di “<strong>bergamotto selvatico</strong>” per il loro profumo simile a quello del bergamotto.</p>
<p>Il nome del genere è un omaggio al medico e naturalista spagnolo Nicolás Monardes (1493-1578).</p>
<p>Attualmente è coltivata in Italia nel territorio Alto Sebino. La pianta preferisce terreni ricchi di humus e particolarmente profondi; è una specie che tollera bene il freddo invernale, che può far seccare la parte aerea ma non l’apparato radicale, mentre non ama il caldo estivo. Predilige posizioni di mezz’ombra e teme l’aridità, infatti in natura può essere rinvenuta in prossimità di corsi d’acqua o anche nei sottoboschi.</p>
<p>È una pianta da giardino perenne apprezzata per i suoi fiori colorati e il profumo agrumato. I suoi cespugli sono relativamente bassi, dai 60 cm fino ad 1 metro al massimo, e le foglie sono deliziosamente profumate, verdi brillanti, leggermente dentellate e di forma ovale acuta. La fioritura della monarda avviene durante l’estate, con numerosi fiori disposti in infiorescenze ad ombrello, di colore rosso o rosa accesso e ricchi di nettare, caratteristica che rende la monarda attrattiva per le api ed altri insetti pronubi. Si dice anche che la monarda sia una <strong>pianta anti zanzara</strong>.</p>
<p><strong>Tassonomia</strong></p>
<p>Sono tante le specie appartenenti al genere Monarda, e una delle più note è la <em>Monarda dydima</em>, nota anche come il “<strong>fiore del bergamotto</strong>”, anche se non ha alcuna parentela con il vero bergamotto, che è un agrume.</p>
<p>Il genere appartiene alla famiglia delle labiate, quella che comprende molte specie aromatiche comuni, ad esempio salvia, rosmarino, basilico, lavanda, timo, e altre ancora.</p>
<p>Comprende le seguenti specie:</p>
<ul>
<li><em>Monarda bartlettii</em></li>
<li><em>Monarda bradburiana</em></li>
<li><em>Monarda citriodora</em> ex Lag.</li>
<li><em>Monarda clinopodia</em></li>
<li><em>Monarda clinopodioides</em>Gray</li>
<li><em>Monarda didyma</em></li>
<li><em>Monarda eplingiana</em></li>
<li><em>Monarda fistulosa</em></li>
<li><em>Monarda fruticulosa</em> Epling</li>
<li><em>Monarda humilis</em> (Torr.) Prather &amp; J.A.Keith</li>
<li><em>Monarda lindheimeri</em> &amp; A.Gray</li>
<li><em>Monarda maritima</em> (Cory) Correll</li>
<li><em>Monarda media</em></li>
<li><em>Monarda pectinata</em></li>
<li><em>Monarda pringlei</em> Fernald</li>
<li><em>Monarda punctata</em></li>
<li><em>Monarda russeliana</em></li>
<li><em>Monarda stanfieldii </em>Small</li>
<li><em>Monarda viridissima</em> Correll</li>
</ul>
<p><strong>Proprietà</strong></p>
<p>La Monarda ha importanti azioni antisettiche, è battericida, antimicotica, antinfiammatoria.</p>
<p>Le foglie, infatti, hanno delle virtù benefiche per la salute, mentre i fiori sono gradevoli e le piante nel loro complesso formano dei graziosi cespugli compatti, davvero belli da vedere in giardino. Tra l’altro è conosciuta anche come repellente per le zanzare.</p>
<p><strong>Usi</strong></p>
<p>Le foglie di <em>M. didyma</em> e <em>M. citriodora</em> hanno un aroma simile al bergamotto e vengono usate, essiccate, nelle bibite, nel tè e nei sacchetti profumati. Preparare un infuso alla Monarda è molto semplice, basta mettere in infusione per 5/7 minuti 1 grammo di fiori e foglie secche ogni 150 ml di acqua. Si otterrà una bevanda dal sapore di bergamotto.</p>
<p>Dalla <em>Monarda didyma</em> si ricava, infatti, il <strong>tè Oswego</strong>, il cui nome deriva dalla tribù degli Oswego che fece uso delle foglie di tale pianta, simile al tè cinese e ampiamente utilizzato in Gran Bretagna.</p>
<p>Dai fiori della monarda si ricava un&#8217;essenza odorosa denominata <strong>monardina</strong>, largamente impiegata nei settori della medicina e della profumeria. In medicina omeopatica è usata come antipiretico e digestivo.</p>
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		<item>
		<title>Skimmia Japonica Rubella</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/skimmia-japonica-rubella/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jan 2025 11:13:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piante ed erbe]]></category>
		<category><![CDATA[falso pepe]]></category>
		<category><![CDATA[pianta acidofila]]></category>
		<category><![CDATA[pianta ornamentale]]></category>
		<category><![CDATA[Skimmia Japonica Rubella]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Skimmia Japonica Rubella detta anche falso pepe è un arbusto sempreverde di piccole dimensioni originaria del Giappone, facile da coltivare proprio perché rimane compatta ed ha una crescita lenta. Grazie alle foglie verde brillante e alle piccole bacche rosse che riempiono la pianta dall’autunno all’inverno, la Skimmia è perfetta per adornare il balcone o il giardino in questa &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Skimmia Japonica Rubella</strong> detta anche <strong>falso pepe</strong> è un arbusto sempreverde di piccole dimensioni originaria del Giappone, facile da coltivare proprio perché rimane compatta ed ha una crescita lenta.</p>
<p>Grazie alle foglie verde brillante e alle piccole bacche rosse che riempiono la pianta dall’autunno all’inverno, la Skimmia è perfetta per adornare il balcone o il giardino in questa stagione.</p>
<p>È una pianta che non teme il freddo e si presta sia per una coltivazione in vaso che in piena terra.</p>
<p>La skimmia è una pianta acidofila, quindi richiede un terriccio adeguato con un pH leggermente acido. Ama le zone ombreggiate o semi-ombreggiate, dove evita i raggi diretti del sole, ma riceve una grande quantità di luce. Richiede irrigazioni regolari e un terreno sempre umido (soprattutto in estate), evitando però possibili ristagni. Attenzione al livello di calcare nell’acqua di bagnatura, che potrebbe sbilanciare eccessivamente il pH del terreno</p>
<p>Esistono piante nane che non superano i 50/60 centimetri di altezza e poi esistono anche piante esemplari che possono arrivare fino a poco più di un metro, sempre rimanendo compatte.</p>
<p>Le foglie sono leggermente cuoiose, ovali di color verde brillante.</p>
<p>I fiori sbocciano in primavera di color bianco candido, sono racchiusi in boccioli che in inverno invece sono rosso vivo, compaiono sull’arbusto in autunno e richiamano molto il periodo natalizio.</p>
<p>Il periodo ideale per la messa a dimora è l’autunno e può essere coltivata bene anche in contenitore proprio per la sua crescita lenta.</p>
<p>Vanno posizionate in luoghi molto luminosi o somi ombreggiati, basta che in estate non siano sotto i raggi solari diretti. Non temono il freddo e possono sopportare anche temperature che arrivano a -15°C.</p>
<p>Le piante del falso pepe vanno annaffiate tutto l’anno ma nel periodo estivo devono avere abbondante acqua.  Si raccomanda di toccare il terreno prima di annaffiare e che sia ben asciutto per non creare ristagni.</p>
<p>La <em>Skimmia Japonica</em> è un arbusto perfetto per tutte le stagioni, infatti in autunno fino a fine inverno si usa per decorare terrazze, balconi o giardini grazie ai piccoli boccioli rossi che ricordano anche il periodo natalizio, in primavera invece si trasformeranno in graziosi fiorellini bianchi e rimarrà un arbusto sempreverde tutto l’anno.</p>
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		<item>
		<title>Senecio angulatus</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/senecio-angulatus/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jan 2025 11:10:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piante ed erbe]]></category>
		<category><![CDATA[alcaloidi]]></category>
		<category><![CDATA[pianta invasiva]]></category>
		<category><![CDATA[pianta ornamentale]]></category>
		<category><![CDATA[pianta tossica]]></category>
		<category><![CDATA[Senecio angulatus]]></category>
		<category><![CDATA[senecio del Capo]]></category>
		<category><![CDATA[senecio rampicante]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Senecio angulatus L.f., 1782,  è una specie di pianta angiosperma dicotiledone della famiglia delle Asteraceae (sottofamiglia Asteroideae), una delle circa 1500 specie del genere Senecio. Detto anche senecio rampicante, o senecio del Capo, è una pianta originaria del Sudafrica che è stata introdotta in molti paesi come pianta ornamentale e si è spesso naturalizzata (come &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Senecio angulatus</strong> L.f., 1782,  è una specie di pianta angiosperma dicotiledone della famiglia delle <em>Asteraceae</em> (sottofamiglia <em>Asteroideae</em>), una delle circa 1500 specie del genere Senecio. Detto anche <strong>senecio rampicante</strong>, o <strong>senecio del Capo</strong>, è una pianta originaria del Sudafrica che è stata introdotta in molti paesi come pianta ornamentale e si è spesso naturalizzata (come ad esempio sulle Alpi Marittime), divenendo <strong>a volte invasiva</strong>.</p>
<p>In Italia è più frequente in parchi e giardini della fascia mediterranea, spesso lungo le coste in quanto tollera bene la salinità. <strong>La pianta è tossica</strong> per la presenza di alcaloidi ad azione lenta ma molto <strong>dannosa per il fegato e cancerogena</strong>, che possono anche passare al miele ed al latte.</p>
<p>Il nome generico (Senecio) deriva dal latino &#8216;<em>senex</em>&#8216; (vecchio), alludendo ai pappi biancastri dei frutti o alla pelosità grigia di molte specie che ricorda la chioma di un vecchio; il nome specifico si riferisce ai fusti angolosi. Forma biologica: fanerofita lianosa. Periodo di fioritura: maggio-dicembre.</p>
<p>Il nome scientifico della specie è stato definito dal botanico Carl Linnaeus (1741-1783) nella pubblicazione <em>Supplementum Plantarum Systematis Vegetabilium Editionis Decimae Tertiae, Generum Plantarum Editiones Sextae, et Specierum Plantarum, </em>Editionis Secundae. Editum a Carolo a Linné. Brunsvigae [Braunschweig]&#8221; (Suppl. Pl. 369) del 1782.</p>
<p>Descrizione</p>
<p>Il senecione angolato è una pianta estremamente resistente, una specie di liana proveniente dal Sud Africa che può formare grandi coperture alte da 2 a 10 metri. Gli steli sarmentosi, rigidi e solidi da 1 a 1,5 cm di diametro, gli permettono di arrampicarsi su altre piante. Per farlo crescere a ridosso di un muro occorre però posizionare un grigliato a cui fissarla; la pianta, infatti, non ha radici aeree che si attaccano come l’edera.</p>
<p>Naturalizzato sulla costa mediterranea, la fioritura avviene da novembre a marzo e genera un&#8217;infiorescenza di corimbi gialli composti da 3 a 6 fiori da 6 a 8 mm di lunghezza. I frutti sono acheni ciliati coperti di setole. Le foglie sono di colore verde chiaro, spesse, peziolate e disposte alternativamente sul gambo. Questa specie è riconoscibile per le sue foglie carnose e lobo-dentate. Può essere confusa con <em>Senecio petasitis</em>, <em>Senecio deltoideus</em> e <em>Delairea odorata</em>.</p>
<p>Il senecione angolato è ben rappresentato sul litorale mediterraneo; è una specie che si riproduce per via vegetativa: o mediante succhioni e talee ma anche con la riproduzione sessuale. I fiori sono impollinati dal vento (anemocoria).</p>
<p>Il senecione angolato si adatta a qualsiasi tipo di terreno, prediligendo quelli sciolti, leggeri e ben drenati. Predilige esposizione in pieno sole, ma vegeta bene anche a mezz’ombra o all’ombra. Non necessità di frequenti irrigazioni, se non in caso di prolungata siccità. Pianta moderatamente rustica, sopporta temperature minime che raggiungono i -0°/-2°C. Spesso si trova vicino alle case, e propagandosi dai giardini colonizza ambienti naturali come macchia e le rocce costiere.</p>
<p>Il senecione angolato è coltivato come <strong>pianta ornamentale</strong> e si propaga per talea. In rapida crescita durante tutto l&#8217;anno, sfrutta le aree disboscate ai margini delle foreste per insediarsi.</p>
<p>Il senecione angolato, come la maggior parte dei Senecio, è considerato <strong>tossico per il bestiame e per gli esseri umani</strong>. Ecologicamente, il senecione angolare <strong>è dannoso per le specie autoctone perché forma popolamenti densi soffocando la vegetazione del suolo, ma anche gli alberi che invade</strong>.  A questo proposito occorre<strong> potare la pianta dopo la fioritura per mantenerla in sagoma</strong>, anche per evitare che produca pappi che trasportano i semi nell’aria.</p>
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		<title>Jasminum nudiflorum</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/jasminum-nudiflorum/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jan 2025 10:59:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piante ed erbe]]></category>
		<category><![CDATA[gelsomino d'inverno]]></category>
		<category><![CDATA[gelsomino di San Giuseppe.]]></category>
		<category><![CDATA[pianta ornamentale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il gelsomino d&#8217;inverno (Jasminum nudiflorum Lindl., 1846) è una specie di gelsomino autoctona della Cina (Gansu, Shaanxi, Sichuan, Yunnan). Utilizzata prettamente come pianta ornamentale, è naturalizzata in Francia e in regioni sparse degli Stati Uniti (Texas, Oklahoma, Georgia, Tennessee, Maryland e New Jersey). Rampicante con lunghi tralci verdi ricadenti il jasminum nudiflorum fiorisce copiosa-mente da &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>gelsomino d&#8217;inverno</strong> (Jasminum nudiflorum Lindl., 1846) è una specie di gelsomino autoctona della Cina (Gansu, Shaanxi, Sichuan, Yunnan). Utilizzata prettamente come <strong>pianta ornamentale</strong>, è naturalizzata in Francia e in regioni sparse degli Stati Uniti (Texas, Oklahoma, Georgia, Tennessee, Maryland e New Jersey).</p>
<p>Rampicante con lunghi tralci verdi ricadenti il <em>jasminum nudiflorum</em> fiorisce copiosa-mente da dicembre e per tutto l’inverno con piccoli fiori gialli. Può essere coltivato per coprire muri, pergolati, ringhiere, sia al sole che all’ombra; resistente al freddo, può raggiungere i 2-3 metri di altezza e produce piccoli fiorellini gialli non profumati.</p>
<p>È conosciuto anche con il nome di <strong>gelsomino di San Giuseppe</strong>.</p>
<p>Descrizione</p>
<p>Il gelsomino d&#8217;inverno è un arbusto a foglie caduche, resistente ai climi rigidi. Si presenta come un ciuffo, più o meno denso, di sottili rami di colore verde scuro, che appaiono dritti e rigidi; le foglie, anch&#8217;esse dalla colorazione verde scura, sono lucide e leggermente cuoiose, e sono costituite da tre piccole foglioline. Al termine della stagione invernale questa specie produce piccoli fiorellini gialli non profumati, che sbocciano a partire dalla base dei rami, prima della comparsa delle foglie.</p>
<p>È una rampicante che tende a crescere abbondantemente, potendo raggiungere anche l&#8217;altezza di 2 o 3 metri.</p>
<p>Viene utilizzato per coprire recinzioni, graticci, archi, o farlo ricadere per coprire terrapieni o pareti si combina bene con piante da parete sempreverde come l’edera o con piante che hanno bacche durevoli come il cotoneaster.</p>
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		<title>Cycas</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/cycas/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jan 2025 10:56:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piante ed erbe]]></category>
		<category><![CDATA[cicasina]]></category>
		<category><![CDATA[Cycas]]></category>
		<category><![CDATA[pianta ornamentale]]></category>
		<category><![CDATA[pianta tossica]]></category>
		<category><![CDATA[sago]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cycas L è l&#8217;unico genere della famiglia delle Cycadaceae, piante gimnosperme dell&#8217;ordine Cycadales, originarie dell&#8217;Asia, dell&#8217;Africa e dell&#8217;Oceania. Il genere conta circa un centinaio di specie differenti. Insieme a una decina di generi appartenenti alle famiglie delle Zamiaceae, costituiscono quello che rimane oggi di un gruppo di piante apparso sulla Terra poco prima dei dinosauri &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Cycas</strong> L è l&#8217;unico genere della famiglia delle <em>Cycadaceae</em>, piante gimnosperme dell&#8217;ordine <em>Cycadales</em>, originarie dell&#8217;Asia, dell&#8217;Africa e dell&#8217;Oceania. Il genere conta circa un centinaio di specie differenti.</p>
<p>Insieme a una decina di generi appartenenti alle famiglie delle <em>Zamiaceae</em>, costituiscono quello che rimane oggi di un gruppo di piante apparso sulla Terra poco prima dei dinosauri e un tempo fiorentissimo: l&#8217;ordine delle <em>Cycadales</em>.</p>
<p>Le Cycas sono considerate dei &#8220;<strong><em>fossili viventi</em></strong>&#8220;: fossili di Cycas sono stati ritrovati nel Triassico superiore. Nel Cretaceo ebbero un enorme sviluppo riducendosi gradatamente nel Terziario. Sono piante molto importanti nell&#8217;ambito della paleobotanica in quanto il loro studio ha permesso di comprendere i fossili di piante ormai estinte, vissute nel passato.</p>
<p><strong>Distribuzione</strong></p>
<p>Si trovano in zone tropicali e subtropicali: Madagascar, Asia sud orientale, Malesia, Australia e Polinesia. La particolare distribuzione di queste piante, che mostrano alcune importanti disgiunzioni e discontinuità, testimonia il loro carattere relitto.</p>
<p><strong>Descrizione</strong></p>
<p>Sono alberi o arbusti legnosi di aspetto grossolanamente simile alle palme, con un fusto non o poco ramificato, alto fino a 20 metri nelle specie più grandi, spesso ricoperto dalle basi fogliari.</p>
<p>Le foglie verdi (assimilatrici) sono molto grandi, pennate o bipennate, a fillotassi alterna, disposte a spirale all&#8217;apice del fusto, dove formano una corona. Le foglie sono persistenti da 3 a 10 anni, le Cycas appaiono quindi sempreverdi.</p>
<p>Possono inoltre essere presenti foglie non verdi, lanuginose, la cui funzione è quella di proteggere le gemme.</p>
<p>Nella parte radicale si trovano delle radichette secondarie con ingrossamenti coralliformi che ospitano colonie di cianobatteri, quali <em>Nostoc</em> e <em>Anabaena</em>.</p>
<p>Sono piante dioiche, con apparati riproduttori maschili, formati da numerosi elementi, a forma di squama o di scudo (microsporofilli), che portano sulla faccia inferiore sacche polliniche in numero variabile disposti a formare strobili terminali, mentre quelli femminili che si trovano in gran numero nella parte sommitale del fusto, sono costituiti da foglie pennate (macrosporofilli) che racchiudono gli ovuli, in numero di 4-8, inseriti al margine.</p>
<p>L&#8217;impollinazione avviene in natura ad opera del vento e degli insetti. In coltivazione di solito si preleva lo strobilio maschile e si agita sopra il fiore femminile fino a quando i fiori non si chiudono: a quel punto vuol dire che la fecondazione è avvenuta.</p>
<p>La fecondazione avviene per mezzo di spermatozoidi cigliati mobili nel liquido che riempie una &#8220;camera pollinica&#8221; situata all&#8217;apice dell&#8217;ovulo.</p>
<p>Dopo la fecondazione la parte esterna del tegumento che avvolge l&#8217;ovulo diviene carnoso e avvolge il seme.</p>
<p>Tutte le cicadali, e solo esse, <strong>producono un</strong> <strong>composto altamente tossico</strong>: la <strong>cicasina</strong>. <strong>Tutte le parti della pianta sono tossiche, in particolare i semi e i loro tegumenti</strong>.</p>
<p><strong>Tassonomia</strong></p>
<p>Il genere Cycas, unico genere della famiglia Cycadaceae, comprende le seguenti specie:</p>
<ul>
<li><em>Cycas aculeata</em>D.Hill &amp; H.T.Nguyen</li>
<li><em>Cycas aenigma</em>D.Hill &amp; A.Lindstr.</li>
<li><em>Cycas angulata</em>Br.</li>
<li><em>Cycas annaikalensis</em> Rita Singh &amp; P.Radha</li>
<li><em>Cycas apoa</em>D.Hill</li>
<li><em>Cycas arenicola</em>D. Hill</li>
<li><em>Cycas armstrongii</em></li>
<li><em>Cycas arnhemica</em>D. Hill</li>
<li><em>Cycas badensis</em>D. Hill</li>
<li><em>Cycas balansae</em></li>
<li><em>Cycas basaltica</em>A. Gardner</li>
<li><em>Cycas beddomei</em> Dyer</li>
<li><em>Cycas bifida</em> (Dyer) K.D.Hill</li>
<li><em>Cycas bougainvilleana</em>D.Hill</li>
<li><em>Cycas brachycantha</em>D.Hill, H.T.Nguyen &amp; P.K.Lôc</li>
<li><em>Cycas brunnea</em>D. Hill</li>
<li><em>Cycas cairnsiana</em>Muell.</li>
<li><em>Cycas calcicola</em> Maconochie</li>
<li><em>Cycas campestris</em>D.Hill</li>
<li><em>Cycas canalis</em>D. Hill</li>
<li><em>Cycas candida</em>D.Hill</li>
<li><em>Cycas chamaoensis</em>D.Hill</li>
<li><em>Cycas changjiangensis</em>Liu</li>
<li><em>Cycas chevalieri</em> Leandri</li>
<li><em>Cycas circinalis</em></li>
<li><em>Cycas clivicola</em>D.Hill</li>
<li><em>Cycas collina</em>D.Hill, H.T.Nguyen &amp; P.K.Lôc</li>
<li><em>Cycas condaoensis</em>D.Hill &amp; S.L.Yang</li>
<li><em>Cycas conferta</em> Chirgwin ex Chirgwin &amp; Wigston</li>
<li><em>Cycas couttsiana</em>D. Hill</li>
<li><em>Cycas cupida</em>I.Forst.</li>
<li><em>Cycas curranii</em> (J. Schust.) K.D. Hill</li>
<li><em>Cycas debaoensis</em>C.Zhong &amp; C.J.Chen</li>
<li><em>Cycas desolata</em>I. Forst.</li>
<li><em>Cycas diannanensis</em>T.Guan &amp; G.D.Tao</li>
<li><em>Cycas dolichophylla</em>D.Hill, H.T.Nguyen &amp; P.K.Lôc</li>
<li><em>Cycas edentata</em> de Laub.</li>
<li><em>Cycas elephantipes</em>Lindstr. &amp; K.D.Hill</li>
<li><em>Cycas elongata</em> (Leandri) D.Y.Wang</li>
<li><em>Cycas falcata</em>D.Hill</li>
<li><em>Cycas ferruginea</em>N.Wei</li>
<li><em>Cycas fugax</em>D.Hill, H.T.Nguyen &amp; P.K.Lôc</li>
<li><em>Cycas furfuracea</em>Fitzg.</li>
<li><em>Cycas glauca</em></li>
<li><em>Cycas guizhouensis</em>M. Lan &amp; R.F. Zou</li>
<li><em>Cycas hainanensis</em>J. Chen</li>
<li><em>Cycas hoabinhensis</em>K.Lôc &amp; H.T.Nguyen</li>
<li><em>Cycas hongheensis</em>Y.Yang &amp; S.L.Yang</li>
<li><em>Cycas indica</em>Lindstr. &amp; K.D.Hill</li>
<li><em>Cycas inermis</em></li>
<li><em>Cycas javana</em> (Miq.) de Laub.</li>
<li><em>Cycas lacrimans</em>Lindstr. &amp; K.D.Hill</li>
<li><em>Cycas lane-poolei</em>A.Gardner</li>
<li><em>Cycas lindstromii</em>L.Yang, K.D.Hill &amp; Hiep</li>
<li><em>Cycas maconochiei</em> Chirgwin &amp; K.D.Hill</li>
<li><em>Cycas macrocarpa</em></li>
<li><em>Cycas media</em>Br.</li>
<li><em>Cycas megacarpa</em>D. Hill</li>
<li><em>Cycas micholitzii</em> Dyer</li>
<li><em>Cycas micronesica</em>D. Hill</li>
<li><em>Cycas montana</em>Lindstr. &amp; K.D.Hill</li>
<li><em>Cycas multipinnata</em>J.Chen &amp; S.Y.Yang</li>
<li><em>Cycas nathorstii</em>Schust.</li>
<li><em>Cycas nitida</em>D.Hill &amp; A.Lindstr.</li>
<li><em>Cycas nongnoochiae</em>D.Hill</li>
<li><em>Cycas ophiolitica</em>D. Hill</li>
<li><em>Cycas orientis</em>D. Hill</li>
<li><em>Cycas pachypoda</em>D.Hill</li>
<li><em>Cycas panzhihuaensis</em> Zhou &amp; S. Y. Yang</li>
<li><em>Cycas papuana</em>Muell.</li>
<li><em>Cycas pectinata</em>-Ham.</li>
<li><em>Cycas petrae</em>Lindstr. &amp; K.D.Hill</li>
<li><em>Cycas platyphylla</em></li>
<li><em>Cycas pranburiensis</em>L.Yang &amp; al.</li>
<li><em>Cycas pruinosa</em> Maconochie</li>
<li><em>Cycas revoluta</em></li>
<li><em>Cycas riuminiana</em> Porte ex Regel</li>
<li><em>Cycas rumphii</em></li>
<li><em>Cycas saxatilis</em>D.Hill &amp; A.Lindstr.</li>
<li><em>Cycas schumanniana</em></li>
<li><em>Cycas scratchleyana</em>Muell.</li>
<li><em>Cycas seemannii</em>Br.</li>
<li><em>Cycas segmentifida</em>Y.Wang &amp; C.Y.Deng</li>
<li><em>Cycas semota</em>D. Hill</li>
<li><em>Cycas sexseminifera</em>N.Wei</li>
<li><em>Cycas shanyaensis</em>A. Fu</li>
<li><em>Cycas siamensis</em></li>
<li><em>Cycas silvestris</em>D.Hill</li>
<li><em>Cycas simplicipinna</em> (Smitinand) K.D.Hill</li>
<li><em>Cycas sphaerica</em></li>
<li><em>Cycas sundaica</em> ex A.Lindstr. &amp; K.D.Hill</li>
<li><em>Cycas szechuanensis</em>Y.Cheng, W.C.Cheng &amp; L.K.Fu</li>
<li><em>Cycas taitungensis</em>F.Shen &amp; al.</li>
<li><em>Cycas taiwaniana</em></li>
<li><em>Cycas tanqingii</em>Y.Wang</li>
<li><em>Cycas tansachana</em>D.Hill &amp; S.L.Yang</li>
<li><em>Cycas thouarsii</em>Br.</li>
<li><em>Cycas tropophylla</em>D.Hill &amp; P.K.Lôc</li>
<li><em>Cycas tuckeri</em>D. Hill</li>
<li><em>Cycas vespertilio</em>Lindstr. &amp; K.D.Hill</li>
<li><em>Cycas wadei</em></li>
<li><em>Cycas xipholepis</em>D. Hill</li>
<li><em>Cycas yorkiana</em>D. Hill</li>
<li><em>Cycas zambalensis</em> Madulid &amp; Agoo</li>
<li><em>Cycas zeylanica</em> (J.Schust.) A.Lindstr. &amp; K.D.Hill</li>
</ul>
<p><strong>Usi</strong></p>
<p>Alcune specie sono coltivate per uso ornamentale e hanno grande valore per la floricoltura.</p>
<p>Nei paesi d’origine, il fusto è una fonte di amido (detto <strong>sago </strong>e utilizzato nei periodi di carenza alimentare). I semi possono contenere tra il 20 e il 30% di amido, che è edule dopo la rimozione delle tossine.</p>
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		<title>Magnolia</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/magnolia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Oct 2024 08:36:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piante ed erbe]]></category>
		<category><![CDATA[Magnolia]]></category>
		<category><![CDATA[magnololo]]></category>
		<category><![CDATA[onochiolo]]></category>
		<category><![CDATA[pianta ornamentale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Magnolia L. è un genere di piante della famiglia delle Magnoliacee, originarie del Nord e Sud America e dell&#8217;Asia sud-orientale, dall&#8217;India alla Nuova Guinea. Il nome del genere è stato attribuito da Charles Plumier, in onore di Pierre Magnol (Montpellier, 1638-1715) medico e botanico francese, direttore del giardino botanico di Montpellier, che introdusse la nozione &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Magnolia L. è un genere di piante della famiglia delle Magnoliacee, originarie del Nord e Sud America e dell&#8217;Asia sud-orientale, dall&#8217;India alla Nuova Guinea.</p>
<p>Il nome del genere è stato attribuito da Charles Plumier, in onore di Pierre Magnol (Montpellier, 1638-1715) medico e botanico francese, direttore del giardino botanico di Montpellier, che introdusse la nozione di famiglia nella classificazione botanica.</p>
<p><strong>Descrizione</strong></p>
<p>Comprende specie arboree e arbustive, a lento accrescimento, ma che in alcune specie come <em>Magnolia campbellii</em> e <em>Magnolia officinalis</em> possono superare i 20 m di altezza, caratterizzate da interessanti fioriture.</p>
<p>Hanno foglie alterne, ovali o ellittiche, generalmente grandi e coriacee, perenni sempreverdi o decidue; hanno una caratteristica ornamentale particolare: nella pagina superiore è verde, mentre nella pagina inferiore è marrone. Fiori solitari e molto grandi, generalmente a forma di coppa, con perianzio formato da 6-9 tepali (petali e sepali indifferenziati) di vari colori a seconda delle specie, gli stami numerosi sono lamellari, i carpelli sono disposti a cono sul ricettacolo. I frutti ovoidali in infruttescenze conoidali, contengono dei semi lucidi rossastri o arancioni.</p>
<p><strong>Tassonomia</strong></p>
<p>Il genere comprende oltre 300 specie; di queste le più conosciute in Italia come piante ornamentali sono:</p>
<ul>
<li><em>Magnolia precia</em> originaria dell&#8217;Asia orientale, dai fiori bianchi e profumati a fogliame caduco.</li>
<li><em>Magnolia machrophylla </em>dal notevole portamento alta fino a 10 m, con foglie decidue molto grandi e fiori color crema profumati che offrono un bel contrasto con il colore verde intenso della chioma</li>
<li><em>Magnolia glauca</em> originaria dell&#8217;America con fiori a forma di tulipano di colore bianco-crema, profumati, dalla fioritura estiva.</li>
<li><em>Magnolia grandiflora</em> dai fiori bianchi e profumati a fogliame coriaceo persistente sempreverde, alto fino a 25 m, originaria del sud-est degli Stati Uniti.</li>
<li><em>Magnolia liliiflora</em> arbusto con foglie decidue, alto fino a 3 m, con fiori profumati, aperti di colore bianco-rosato internamente, rosso-porpora all&#8217;esterno.</li>
<li><em>Magnolia stellata</em> originaria dell&#8217;Asia orientale, arbusto dallo sviluppo limitato alto fino a 5 m, foglie decidue, fiori bianchi e profumati con petali aperti e sottili di aspetto leggero. La <em>Magnolia stellata</em> esiste anche nella varietà a fiore rosa: Magnolia stellata var. Leonard Messel, ha lo stesso sviluppo della varietà a fiore bianco in più è profumatissima. Le <em>Magnolie stellate</em> sono adatte ad essere utilizzate nelle siepi anche miste e a portamento spontaneo, anche se ne esistono degli esemplari alti anche 5 metri di regola non arrivano a 300 cm.</li>
<li><em>Magnolia obovata </em>originaria dell&#8217;Asia orientale, con fogliame deciduo, dai fiori eretti simili a quelli del tulipano colorati internamente di bianco, di colore rosa all&#8217;esterno, con fioritura che precede la ripresa vegetativa, con numerose varietà e ibridi dai fiori colorati in tinte tenui o intense, dal rosa al rosso-porpora come la <em>Magnolia obovata</em> <em>soulangeana</em> dai fiori rosa-lilla</li>
<li><em>Magnolia soulangeana</em>, pianta a foglia caduca, di altezza imponente: in base alle varietà arriva fino ai 6 metri e più. La fioritura è abbondante e limitata alla primavera. Sono note le seguenti varietà:</li>
<li><em> solangeana</em> var. <em>alba superba</em> definita da molti coltivatori anche M. soulangeana julan: ha fiori bianco puro e di grandi dimensioni, foglie verde chiaro che raggiungono le dimensioni di 14 cm e larghe 10 cm.</li>
<li><em> solangeana</em> var. <em>soulangeana</em>: stesse caratteristiche della precedente, si diversifica solo per il colore del fiore: bianco rosato.</li>
<li><em> solangeana</em> var. <em>satisfaction</em>: nuova varietà introdotta dagli olandesi, fiori poco più piccoli, petalo interno di colore rosa chiaro e petalo esterno di colore rosa carico.</li>
<li><em> solangeana denutada</em> var. <em>yellow river</em>: nuova varietà introdotta dagli olandesi, fiori generalmente poco più piccoli rispetto alle classiche soulangeane; la sua caratteristica consiste nel colore: giallo.</li>
<li><em> solangeana</em> var. <em>red lucky</em>: stupendo calice sfondo rosa chiaro con striature di rosa carico che partono dalla base del fiore e sfumano nel salire.</li>
<li><em>Magnolia kobus</em>, è originario della Cina, della Corea e del Giappone, dove è comunemente coltivato come pianta ornamentale per i suoi fiori bianchi profumati. Sono note le seguenti varietà:
<ul>
<li>&#8220;var. borealis&#8221;, originaria del nord del Giappone e della Siberia orientale, che si distingue per la sua resistenza alle basse temperature.</li>
<li>&#8220;var. stellata&#8221; è originaria del Giappone ed è nota per i suoi fiori a forma di stella di colore bianco-rosa.</li>
<li>&#8220;var. loebneri&#8221; è una forma ibrida della Magnolia kobus e della Magnolia stellata, con fiori più grandi e una forma più compatta.</li>
<li>&#8220;var. Janaki Ammal&#8221; è una forma ibrida di Magnolia kobus che prende il nome dalla famosa botanica indiana Janaki Ammal.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p>La magnolia è una pianta estremamente resistente che ama la luce del sole, ma sopporta anche il freddo, benché sia bene proteggerla dalle gelate primaverili che ne possono rovinare i fiori. Inoltre, si dimostra molto resistente anche all&#8217;attacco di parassiti o funghi.</p>
<p>Diffusa in parchi e giardini come piante isolate gruppi e siepi, può essere coltivata in vaso sui terrazzi, per il portamento e le copiose fioriture primaverili o estive.</p>
<p>La Magnolia viene coltivata esclusivamente <strong>a scopo ornamentale</strong>. Il legno consistente, robusto e resistente, chiaro viene talora utilizzato in falegnameria, perché facile da lavorare e durevole.</p>
<p><strong>Proprietà della magnolia</strong></p>
<p>Grazie alla presenza di composti fenolici in particolare il <strong>magnololo</strong> e <strong>onochiolo</strong>, la magnolia ha <strong>proprietà antiossidante, antinfiammatoria, neuroprotettiva ed antitumorale</strong>.</p>
<p>I componenti chimici sono attivi nel trattamento dello stress, dell’ansia e della depressione. Le sue caratteristiche antiossidanti, antinfiammatorie e antimicrobiche la rendono un supporto utile per le pelli giovani con buoni effetti nel limitare l’azione dei batteri legati all’acne giovanile.</p>
<p>Alcuni studi hanno anche dimostrato che i composti fenolici agiscono sull’attività cellulare dei microbi portando un’azione anti-cariogena nei prodotti per l’igiene orale. La moltiplicazione avviene per talea, margotta, propaggine, innesto o con la semina.</p>
<p>Nella cultura orientale, gli usi degli estratti di <em>Magnolia officinalis</em> sono molteplici e spaziano dal trattamento della depressione, dell&#8217;ansia, dei disturbi nervosi, dei disturbi gastrointestinali, dell&#8217;asma e dell&#8217;ictus, nonché per alleviare l&#8217;emicrania, i dolori muscolari e la febbre.</p>
<p><strong>Curiosità</strong></p>
<p>Nel linguaggio dei fiori la magnolia è simbolo di candore, ma anche di fedeltà, purezza, perseveranza e dignità. Nel mondo Fiorediloto assume anche il significato di rifioritura, essendo uno dei primi fiori a portare la primavera dopo l&#8217;inverno.</p>
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		<title>Evodia tetradium Daniellii – Albero del miele</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/evodia-tetradium-daniellii-albero-del-miele/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Oct 2024 09:10:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piante ed erbe]]></category>
		<category><![CDATA[albero degli agrumi cinesi]]></category>
		<category><![CDATA[albero del miele]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Tetradium daniellii, comunemente noto come Albero degli agrumi cinesi, è una pianta ornamentale decidua originaria della Cina e Corea. Presenta foglie composte, pinnate e di colore verde scuro. Durante l’estate, produce fiori bianchi profumati, riuniti in ombrelle, che aggiungono un tocco decorativo al giardino. Le foglie verdi scure e la fioritura estiva contribuiscono a &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong><em>Tetradium daniellii</em></strong>, comunemente noto come <strong>Albero degli agrumi cinesi</strong>, è una <strong>pianta ornamentale</strong> decidua originaria della Cina e Corea. Presenta foglie composte, pinnate e di colore verde scuro. Durante l’estate, produce <strong>fiori bianchi profumati</strong>, riuniti in ombrelle, che aggiungono un tocco decorativo al giardino. Le foglie verdi scure e la fioritura estiva contribuiscono a rendere questa pianta un elemento decorativo in giardino. La forma tondeggiante e densa aggiunge struttura e interesse visivo.</p>
<p>Le foglie sono caduche, lunghe circa 15 cm, relativamente strette rispetto alla lunghezza, di un bel colore verde lucido con le lamine che tendono a chiudersi verso la parte superiore. La nervatura mediana è chiara, quasi bianca/panna, è molto visibile, mentre le nervature secondarie sono meno evidenti, ma pur sempre importanti tali da rendere le foglie particolari e, nel complesso, danno alla pianta un piacevole aspetto. Con l’avvicinarsi della stagione fredda, prima della caduta, le foglie cambiano colore e assumono il classico colore giallo, però piuttosto anonimo. L’Albero del miele, una volta adulto, resiste molto bene a temperature fredde anche importanti, mentre nei primi anni di vita inverni molto rigidi potrebbero danneggiarla irrimediabilmente.</p>
<p><strong>E’ la fioritura che fa dell’Albero del miele una pianta unica e molto importante</strong>. I fiori sono piuttosto piccoli ed emanano un intenso profumo mellifluo e richiamano la forma di una piccola ninfea; sono raggruppati in vistosi inflorescenze che li fanno apparire come un unico fiore. Nell’inflorescenza si trovano sia i fiori maschili che quelli femminili con la certezza che questi ultimi vengono sicuramente impollinati. Esistono anche esemplari con solo fiori maschili con più contenuto di polline. Di colore bianco /crema, possono essere paragonati, sia per colore che per grandezza, a quelli del comune sambuco (<em>sambucus</em> spp) però con forma più globosa. La caratteristica più importante dei fiori dell’Albero del miele è però il periodo e la durata della loro fioritura: sbocciano infatti verso la fine dell’estate, potendo anticipare o ritardare secondo l’esposizione, l’orografia, la latitudine, ecc, e dura anche quasi un mese se le condizioni climatiche lo permettono in un periodo piuttosto avaro di fioriture specie quelle abbondanti e mellifere. Verso ottobre il fiore lascia il posto a minuscoli frutti di colore arancione a forma di piccole zucche che, giunte a maturazione verso novembre si aprono e lasciano cadere 4/6 semi di colore bruno/nero lucido, oleosi, piatti a forma circolare che colonizzano il suolo sottostante. L’Albero del miele cresce in tutti i terreni, anche in quelli poveri, sia acidi che basici, ovviamente in quelli fertili il suo sviluppo sarà maggiore e più rapido. Soffre solo i ristagni idrici.</p>
<p>Il periodo di fioritura, la sua durata e l’alto contenuto di polline dei suoi fiori, lo rendono una <strong>pianta essenziale per gli apicoltori</strong>, in particolare, e per tutto l’ecosistema in generale. La fioritura molto tardiva, non rara ma anomala, e l’alto contenuto di polline dei suoi fiori dell’Albero del miele costituiscono degli elementi da considerarsi indispensabili per la conduzione e salute delle api e di tutto l’apiario. La quantità di polline contenuto nel singolo fiore che forma l’intera inflorescenza è talmente elevata che le api se per riempire la sacca mellifica devono normalmente visitare 40/60 fiori di altre specie, con quelli dell’Albero del MIELE ne bastano 3/4 e possono rientrare nelle arnie. Per fare un paragone se in un ettaro di robinia (Robinia pseudoacacia) le api riescono a produrre 6/800 kg di miele, in altrettanta superficie dell’Albero del miele ne riescono a produrre 1.100/1.300. Nel periodo di riposo o di assenza di fioriture mellifere, l’apicoltore deve provvedere lui stesso all’alimentazione delle api nelle arnie ed il miele ricavato dal polline dei fiori dell’Albero del miele, poco appetibile per l’uomo, risulta ottimo per le api. Le proprietà di questo miele sono notevoli e vanno ben oltre al semplice nutrimento.</p>
<p><strong>Proprietà medicinali</strong></p>
<p>Nei frutti odorosi e con sapore fortemente amaro, in piccola parte anche nei fiori e nelle foglie, sono contenuti gli alcaloidi <strong>evodiamina</strong> (deidroevodiamina, piccole dosi di idrossi-evodiamina), <strong>rutacarpina</strong> (un alcaloide debolmente basico chiamato fino a poco tempo fa evocarpina), <strong>limonina</strong> e <strong>berberina</strong>. Questi alcaloidi hanno un’<strong>azione antibiotica </strong>(antivirale e antibatterica), sono <strong>analgesici, astringenti, ricostituenti, diuretici</strong>, proteggono gli organi, stimolano il sistema immunitario e la contrazione dell’utero. Inoltre, riducono grazie alla loro azione riscaldante la sensibilità al freddo e hanno dei benefici sul sistema cardiocircolatorio.</p>
<p><strong>Usi</strong></p>
<p>L’Evodia viene utilizzata per la sua fioritura tardiva che aiuta le api a superare l’inverno. Produce molto nettare. Si tratta in assoluto della pianta con il più alto potere mellifero attualmente conosciuta.</p>
<p>Confrontandola con la robinia possiamo calcolare come su un ettaro di terreno la prima renda circa 600/700 kg. di miele mentre l’Evodia arriva facilmente a superare i 1.200 kg.</p>
<p>Di ottimo aspetto può essere piantata in qualsiasi giardino anche a scopo <strong>ornamentale</strong>.</p>
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