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	<title>pianta è tossica Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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	<title>pianta è tossica Archivi - amaperbene.it</title>
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		<title>Epatica &#124; Hepatica nobilis</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/epatica-hepatica-nobilis/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Dec 2022 15:37:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[Anemone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Anemone (Hepatica nobilis, Schreb., 1771), comunemente nota come erba trinità o fegatella, è una piccola pianta erbacea, primaverile, appartenente alla famiglia delle Ranunculaceae, originaria di Europa continentale e Siberia. E’ una piccola pianta erbacea perenne, alta dai 5 ai 15 cm, primaverile, appartenente alla famiglia delle Ranunculaceae; con un rizoma brunastro da cui si sviluppano &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<strong>Anemone</strong> (<em>Hepatica nobilis</em>, Schreb., 1771), comunemente nota come <strong>erba trinità </strong>o <strong>fegatella</strong>, è una piccola pianta erbacea, primaverile, appartenente alla famiglia delle <em>Ranunculaceae</em>, originaria di Europa continentale e Siberia.</p>
<p>E’ una piccola pianta erbacea perenne, alta dai 5 ai 15 cm, primaverile, appartenente alla famiglia delle Ranunculaceae; con un rizoma brunastro da cui si sviluppano le foglie basali, coriacee e persistenti in inverno; le foglie, lungamente picciolate, sono trilobate (7-9 x 5-6 cm), cordate alla base, verde scuro sulla pagina superiore e violacee su quella inferiore. I fiori, larghi circa 1,5-2,5 cm, sono formati da 6-8 petali ellittici di colore variabile dall&#8217;azzurro-violetto al bianco e al rosa. Vive di solito nei boschi sia caducifogli o di aghifoglie e di preferenza su suoli calcarei. L<em>’Hepatica nobilis </em>include una grande quantità di specie e sottospecie, la maggior parte delle quali è caratterizzata da piccole dimensioni e da piante a foglie verdi, che vengono facilmente confuse con i tipici muschi presenti nel sottobosco; è diffusa comunemente su tutto il territorio italiano ma in particolare sulle Prealpi; sono escluse le isole. All’arrivo della primavera colora tutto il sottobosco di un bel blu-viola.</p>
<p>Il nome generico (<em>Hepatica</em>) venne introdotto dal botanico scozzese Philip Miller (Chelsea, 1691 – Chelsea, 1771) in una pubblicazione del 1754 e deriva dal greco antico “hèpar” oppure ”hèpatos” (= fegato), nome derivato dalla forma particolare delle foglie ma anche dal colore della pagina inferiore della foglie stesse. L&#8217;epiteto specifico (<em>nobilis</em>) deriva dal latino (= notabile, noto, conosciuto), probabilmente per la “notorietà” che questa pianta aveva nel passato per le sue supposte proprietà farmacologiche. Inoltre non va dimenticato l&#8217;antico concetto della “<strong>Signatura</strong>” (principio delle affinità formali) col quale si collegava certi effetti terapeutici sul fegato con il colore della pagina inferiore delle sue foglie. Il nome comune &#8220;erba trinità&#8221; deriva dal Medioevo in quanto negli affreschi di carattere religioso spesso le foglie di questa pianta servivano a simboleggiare uno dei dogmi cristiano-cattolici relativi alla natura di Dio. Il binomio scientifico attualmente accettato (<em>Hepatica nobilis</em>) è stato proposto dal naturalista germanico Johann Christian Daniel von Schreber (Weißensee, Turingia, 1739 — Erlangen, 1810) in una pubblicazione del 1771.</p>
<p>Come tutte le <em>Ranunculacee</em> <strong>contiene una sostanza tossica</strong> per l&#8217;uomo di nome <strong>protoanemonina</strong>, che con l&#8217;essicazione della pianta si trasforma in <strong>anemonina</strong> perdendo la sua pericolosità ma conservando una blanda azione diuretica sfruttata dagli erboristi mediante la macerazione in acqua. Altri costituenti chimici dell&#8217;Anemone: glicoside del lattosio (<strong>ranuncoloside</strong>); flavonoidi (<strong>delfinina, pelargonidina); saponine; triterpeni</strong>.</p>
<p><strong>La pianta è tossica e non è più utilizzata in terapia</strong>. In passato la medicina popolare si serviva di questa pianta per curare le malattie del fegato e della vescica, nell’ematuria e nell’emottisi; era anche indicata come &#8220;depurativo del sangue&#8221; e per combattere dolori articolari.</p>
<p>Non è previsto nessun uso alimentare in quanto pianta velenosa come tutte le ranuncolacee, quindi è da sconsigliarne il consumo. E’ compresa nella lista delle <strong>piante non ammesse negli integratori alimentari</strong>, formulata dal Ministero della Salute.</p>
<p>L&#8217;<strong>Anemone</strong> (<em>Hepatica nobilis</em>, Schreb., 1771), comunemente nota come <strong>erba trinità </strong>o <strong>fegatella</strong>, è una piccola pianta erbacea, primaverile, appartenente alla famiglia delle <em>Ranunculaceae</em>, originaria di Europa continentale e Siberia.</p>
<p>E’ una piccola pianta erbacea perenne, alta dai 5 ai 15 cm, primaverile, appartenente alla famiglia delle Ranunculaceae; con un rizoma brunastro da cui si sviluppano le foglie basali, coriacee e persistenti in inverno; le foglie, lungamente picciolate, sono trilobate (7-9 x 5-6 cm), cordate alla base, verde scuro sulla pagina superiore e violacee su quella inferiore. I fiori, larghi circa 1,5-2,5 cm, sono formati da 6-8 petali ellittici di colore variabile dall&#8217;azzurro-violetto al bianco e al rosa. Vive di solito nei boschi sia caducifogli o di aghifoglie e di preferenza su suoli calcarei. L<em>’Hepatica nobilis </em>include una grande quantità di specie e sottospecie, la maggior parte delle quali è caratterizzata da piccole dimensioni e da piante a foglie verdi, che vengono facilmente confuse con i tipici muschi presenti nel sottobosco; è diffusa comunemente su tutto il territorio italiano ma in particolare sulle Prealpi; sono escluse le isole. All’arrivo della primavera colora tutto il sottobosco di un bel blu-viola.</p>
<p>Il nome generico (<em>Hepatica</em>) venne introdotto dal botanico scozzese Philip Miller (Chelsea, 1691 – Chelsea, 1771) in una pubblicazione del 1754 e deriva dal greco antico “hèpar” oppure ”hèpatos” (= fegato), nome derivato dalla forma particolare delle foglie ma anche dal colore della pagina inferiore della foglie stesse. L&#8217;epiteto specifico (<em>nobilis</em>) deriva dal latino (= notabile, noto, conosciuto), probabilmente per la “notorietà” che questa pianta aveva nel passato per le sue supposte proprietà farmacologiche. Inoltre non va dimenticato l&#8217;antico concetto della “<strong>Signatura</strong>” (principio delle affinità formali) col quale si collegava certi effetti terapeutici sul fegato con il colore della pagina inferiore delle sue foglie. Il nome comune &#8220;erba trinità&#8221; deriva dal Medioevo in quanto negli affreschi di carattere religioso spesso le foglie di questa pianta servivano a simboleggiare uno dei dogmi cristiano-cattolici relativi alla natura di Dio. Il binomio scientifico attualmente accettato (<em>Hepatica nobilis</em>) è stato proposto dal naturalista germanico Johann Christian Daniel von Schreber (Weißensee, Turingia, 1739 — Erlangen, 1810) in una pubblicazione del 1771.</p>
<p>Come tutte le <em>Ranunculacee</em> <strong>contiene una sostanza tossica</strong> per l&#8217;uomo di nome <strong>protoanemonina</strong>, che con l&#8217;essicazione della pianta si trasforma in <strong>anemonina</strong> perdendo la sua pericolosità ma conservando una blanda azione diuretica sfruttata dagli erboristi mediante la macerazione in acqua. Altri costituenti chimici dell&#8217;Anemone: glicoside del lattosio (<strong>ranuncoloside</strong>); flavonoidi (<strong>delfinina, pelargonidina); saponine; triterpeni</strong>.</p>
<p><strong>La pianta è tossica e non è più utilizzata in terapia</strong>. In passato la medicina popolare si serviva di questa pianta per curare le malattie del fegato e della vescica, nell’ematuria e nell’emottisi; era anche indicata come &#8220;depurativo del sangue&#8221; e per combattere dolori articolari.</p>
<p>Non è previsto nessun uso alimentare in quanto pianta velenosa come tutte le ranuncolacee, quindi è da sconsigliarne il consumo. E’ compresa nella lista delle <strong>piante non ammesse negli integratori alimentari</strong>, formulata dal Ministero della Salute.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/epatica-hepatica-nobilis/">Epatica | Hepatica nobilis</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
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