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	<title>paradosso asiatico Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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		<title>Il Tè &#8211; Attività su organi e tessuti</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/il-te-attivita-su-organi-e-tessuti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Oct 2022 09:12:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Tè]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Polmone: per quanto riguarda l&#8217;oncogenesi, gli studi epidemiologici non mostrano risultati soddisfacenti; diversa è la situazione del ratto da esperimento, in cui il tè verde ha dimostrato una forte attività preventiva [Clark J, You M, 2006]. D&#8217;altra parte, è stato invece dimostrato che l&#8217;EGCG inibisce la migrazione delle cellule tumorali bronchiali, riducendo la probabilità di &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<ol>
<li>
<ol>
<li><strong>Polmone</strong>: per quanto riguarda l&#8217;oncogenesi, gli studi epidemiologici non mostrano risultati soddisfacenti; diversa è la situazione del ratto da esperimento, in cui il tè verde ha dimostrato una forte attività preventiva [Clark J, You M, 2006]. D&#8217;altra parte, è stato invece dimostrato che l&#8217;EGCG inibisce la migrazione delle cellule tumorali bronchiali, riducendo la probabilità di metastasi [Hazqui N et al, 2008]. Non mancano tuttavia studi a favore di un effetto protettivo del consumo di tè verde nel cancro del polmone [Tang N et al, 2009; Lee AH et al, 2010].</li>
</ol>
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<ol start="2">
<li><strong>Colon<em>&#8211;</em>retto</strong>: una preparazione standard di polifenoli di tè verde (Polyphenon E) è risultata capace di limitare la crescita di tumori colorettali in ratti trattati con una sostanza cancerogena [Xiao H et al, 2008]. Il consumo di tè è correlato con un rischio ridotto di ca. del colon distale [Green CJ et al, 2014]. Non mancano studi che contraddicono tali effetti. Una larga metanalisi del 2006 ha concluso che <strong>nell&#8217;uomo, non ci sono dati epidemiologici sufficienti per attestare la riduzione del rischio di cancro colorettale nei bevitori di tè verde</strong> (nè di tè nero) [Sun CL et al, 2006]. Tuttavia, in uno studio prospettico più recente, sono state seguite per 6 anni quasi 70mila donne cinesi di età compresa tra i 40 e i 70 anni. Le donne che bevevano regolarmente tè verde avevano all&#8217;inizio dello studio un rischio inferiore del 37% di sviluppare un cancro colorettale rispetto alle donne che lo bevevano di rado. Continuando a bere tè verde, al termine dello studio questo divario era salito al 57%, ovvero il rischio si riduceva della metà [Yang G et al, 2007].</li>
</ol>
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<ol start="3">
<li><strong>Stomaco</strong>: studi epidemiologici hanno suggerito che il tè verde ha il potenziale di ridurre il rischio di gastrite atrofica cronica, di cancro gastrico e intestinale, di neoplasie della pelle [Carlson JR et al, 2007]. Alcuni Autori hanno trovato un rapporto di rischio (odds ratio &#8211; OR) per cancro allo stomaco tra bevitori di tè verde e non bevitori di 0.52 (CI al 95% da 0.29 a 0.94), e un OR per gastrite cronica (una importante tappa pre-maligna della lesione neoplastica), di 0.49 (IC50 al 95% da 0.31 a 0.77). Gli stessi Autori hanno trovato anche una correlazione dose-risposta per anni di assunzione di tè [Setiawan VW et al, 2001]. Tuttavia, in un articolo apparso sul <em>New England Journal of Medicine</em>, gli AA. non hanno trovato alcuna associazione tra ingestione di una o due, tre o quattro e cinque o più tazze di tè verde al giorno e rischio di cancro allo stomaco &#8211; RR = 1.1 (CI al 95% da 0.8 a 1.9), RR = 1.0 (CI al 95% da 0.7 a 1.4), RR = 1.2 (CI al 95% da 0.9 a 1.6) rispettivamente – evidenziando come l’effetto protettivo nei vari trial compaia solitamente nei bevitori di 10 o più tazze di tè al giorno e sia assente per livelli intermedi. Il tè verde è infatti la bevanda più popolare in Giappone, dove molte persone arrivano a consumarne più di un litro al giorno.</li>
</ol>
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<ol start="4">
<li><strong>Mammella</strong>: i dati epidemiologici hanno mostrato che il tè verde può ridurre il rischio cancro mammario [Sun CL et al, 2006] (lo stesso studio suggerisce anche un possibile effetto promotore del tè nero sul cancro mammario). È stato dimostrato che il tè verde inibisce la crescita cancerosa tramite un effetto anti-proliferativo diretto sulle cellule tumorali, e incrementa l&#8217;effetto inibitorio del tamoxifene sul recettore degli estrogeni, aumentando l&#8217;effetto apoptotico [Sartippour MR et al, 2006]. Purtroppo in base ai risultati di una revisione voluta <em>dalla Food and Drug Administration</em> (FDA), basata sulla valutazione sistematica dei dati scientifici disponibili, sembra altamente improbabile che il tè verde riduca il rischio di tumori al seno, come anche il rischio di cancro alla prostata [Chen D et al, 2008].</li>
</ol>
<p>Il tè verde, oltre all’attività antitumorale ed antimetastatica, si è mostrato anche in grado di esercitare un effetto protettivo sulle ossa dall’erosione prodotta da metastasi di carcinoma mammario nel topo [Luo KW et al, 2014].</p>
<p>&nbsp;</p>
<ol start="5">
<li><strong>Ovaio</strong>: è stato dimostrato che il tè verde riduce significativamente il rischio di sviluppare un cancro ovarico [Larsson SC, Wolk A, 2005] e che migliora e prolunga la sopravvivenza in donne con questo tipo di malattia, poiché blocca la crescita delle cellule cancerose e ne induce l&#8217;apoptosi [Zhang M et al, 2004].</li>
</ol>
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<ol start="6">
<li><strong>Prostata</strong>: il tè verde riduce il rischio di cancro prostatico; questo spiega in parte come l&#8217;incidenza di cancro alla prostata sia molto inferiore negli Asiatici che negli Occidentali [Kurahashi N et al, 2007].</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<ol start="7">
<li><strong>Tumori neuroectodermici primitivi</strong> (PNET) compreso il medulloblastoma: sono i più comuni tumori maligni dell&#8217;infanzia. Una importante fase della carcinogenesi è rappresentata dalla stabilizzazione della lunghezza dei telomeri tramite l&#8217;azione della telomerasi. Essendo l&#8217;EGCG un inibitore della telomerasi, potrebbe avere un ruolo nella prevenzione di questo tipo di tumori [Didiano D et al, 2004].</li>
</ol>
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<ol start="8">
<li><strong>Sindromi mielodisplastiche</strong>: secondo i ricercatori della <em>University of Western Australia</em> di Perth e colleghi, il costante consumo giornaliero di tè verde può proteggere dalla leucemia in età adulta [Liu P et al, 2014]. I Ricercatori australiani e cinesi hanno condotto uno studio caso-controllo in Cina tra il 2008 e il 2012 comprendente 493 casi di leucemia incidenti, confermati ematologicamente e 493 controlli ambulatoriali corrispondenti. Tra i casi con informazioni sul sottotipo di leucemia (414 su 493), 67,6% erano leucemie mieloidi acute, 16,9% leucemie linfoblastiche acute, 10,4% leucemie mieloidi croniche e 5,1% leucemie linfocitiche croniche. In seguito all’analisi dei dati, i ricercatori hanno scoperto che, rispetto a chi non beveva tè, i rapporti di probabilità corretti (intervalli di confidenza al 95%) erano rispettivamente pari a 0,30 (0,17-0,54), 0,26 (0,16-0,42), e 0,28 (0,17-0,47) per coloro che consumavano tè &gt;/=30 anni, &gt;/=2 tazze al giorno, e foglie di tè essiccate &gt;1000 g all’anno (Tra chi beveva tè, il 95,8% riferiva di bere solo tè verde oppure tè verde con tè nero o tè oolong).</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<ol start="9">
<li><strong>Epatocarcinoma</strong>: l’EGCG è capace di inibire la progressione tumorale esercitando un’attività citocida sulle cellule LM6 di epatocarcinoma [Zhang Y et al, 2015].</li>
</ol>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Apparato cardiovascolare     </strong></p>
<p>Anche se non ci sono ancora prove schiaccianti a livello epidemiologico di un collegamento tra l&#8217;assunzione di tè verde e la prevenzione di malattie cardiovascolari, numerosi studi mostrano che <strong>l&#8217;assunzione di catechine del tè verde è associata ad un</strong> <strong>minor rischio di tali patologie</strong>. Sicuramente quest&#8217;effetto è correlato ad una diminuzione dei livelli ematici di colesterolo totale e della pressione sistolica [Zhu DY et al, 1990]. Inoltre, dopo somministrazione di catechine del tè verde, si ritrovano diminuiti livelli plasmatici di fosfatidilcolina idroperossido, un marcatore di lipoproteine ossidate, e ciò suggerisce che le catechine agiscano in questa situazione come antiossidanti, contribuendo così anche in questo modo a ridurre i rischi di malattie cardiovascolari.</p>
<p>Una larga metanalisi pubblicata dall&#8217;Università di Yale del 2006 ha puntato l&#8217;attenzione su quello che viene chiamato “<strong>paradosso asiatico</strong>”: in Asia esiste una minore incidenza di malattie cardiovascolari e cancro, nonostante un consumo elevato di sigarette. Probabilmente le importanti quantità di tè verde consumate dagli asiatici hanno un ruolo protettivo.</p>
<ol>
<li><em>riduzione della mortalità</em>. Uno studio condotto dall&#8217;Università di Ohsaki ha seguito per 11 anni 40.530 adulti tra i 40 e i 79 anni, e ha dimostrato che chi consumava almeno 5 tazze di tè verde al giorno aveva un rischio di mortalità globale minore del 16% e di mortalità dovuta a malattie cardiovascolari minore del 26% rispetto a chi consumava meno di una tazza al giorno [Kuriyama S et al, 2006].</li>
<li><em>riduzione dell&#8217;ipertrofia ventricolare sinistra da </em><em>ipertensione renovascolare</em>. L&#8217;EGCG può attenuare (nel ratto da esperimento) lo sviluppo di ipertrofia del ventricolo sinistro indotta da ipertensione di origine renale [Mao W et al, 2008].</li>
<li><em>riduzione della </em><em>pressione arteriosa </em>[Potenza MA et al, 2007]. Uno studio tutto italiano ha dimostrato come gli estratti di tè verde prevengano l&#8217;ipertensione e il danno d&#8217;organo derivati da alti livelli di angiotensina II, probabilmente tramite l&#8217;azione di scavenging sui radicali liberi e regolarizzando la funzione endoteliale [Antonello M et al, 2007].</li>
<li><em>attività antitrombotica</em>. Il tè verde ha azione antiaggregante: inibisce la formazione di trombi prevenendo l&#8217;aggregazione piastrinica [Kang WS et al, 1999; Son DJ et al, 2004].</li>
<li><em>miglioramento del profilo lipidico ematico e rallenta lo sviluppo dell&#8217;aterosclerosi </em>[Miura S et al, 1995; Kono S et al, 1996]. Il tè verde previene l&#8217;ossidazione delle LDL e riduce la formazione di placche aterosclerotiche [Sumpio BE et al, 2006].</li>
<li><em>correlazione inversa tra consumo di tè verde e rischio di ictus cerebrale</em> [Liang W. et al, 2009].</li>
</ol>
<ul>
<li></li>
<li><strong>Apparato digerente</strong></li>
</ul>
<p>In un grosso studio di popolazione del 2006, il tè verde (almeno una tazza al giorno per sei mesi), nelle donne, riduceva del 27% il rischio di calcoli biliari, del 44% il rischio di cancro della colecisti e del 35% il rischio di cancro delle vie biliari. Negli uomini questo rischio era ridotto ma non in maniera così netta, probabilmente per il maggior consumo di sigarette [Zhang XH et al, 2006].</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li><strong>Sistema nervoso</strong></li>
<li></li>
</ul>
<p><strong>Il tè verde ha globalmente un</strong> potente <strong>effetto neuroprotettivo</strong>.</p>
<ul>
<li>Potrebbe avere un ruolo nella prevenzione e nel trattamento di malattie neurodegenerative: Parkinson [Pan T, Jankovic J, Le W, 2003] e Alzheimer [Mandel S, Youdim MB, 2004; Green tea could protect against Alzheimer&#8217;s].</li>
<li>L&#8217;epigallocatechina (EGCG) sopprime fortemente l&#8217;insorgenza e/o il danno neuronale da encefalite sperimentale autoimmune (modello animale della sclerosi multipla) indotta dalla proteina 139-151 [Sueoka N et al, 2001; Aktas O et al, 2004].</li>
<li>Un consumo maggiore di tè verde è associato ad una minore prevalenza di disturbi cognitivi nell&#8217;uomo [Kuriyama S et al, 2006].</li>
<li>E&#8217; possibile che la L-teanina (amminoacido contenuto nel tè verde) possa avere un effetto anti-stress, inibendo l&#8217;eccitazione dei neuroni corticali [Kimura K et al, 2006].</li>
<li>I polifenoli del tè verde combattono i deficit cerebrali cognitivi dovuti alla sindrome da apnee ostruttive notturne (OSAS), caratterizzata da ipossia intermittente (le apnee notturne riducono l&#8217;apporto di ossigeno necessario al cervello durante il sonno) [Burckhardt IC et al, 2008].</li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li><strong>Malattie infiammatorie, autoimmuni e da </strong><strong>radiazioni </strong></li>
<li>I polifenoli del tè verde possono prevenire l&#8217;artrite reumatoide nei ratti [Kim et al, 2008], oppure ne diminuiscono la severità dei sintomi, e riducono i sintomi in un modello murino di sindrome di Sjögren [Hsu et al, 2007].</li>
</ul>
<ol>
<li>Il tè verde ha un potenziale applicativo nella prevenzione e nel trattamento di malattie infiammatorie, in quanto inibisce (oltre alla DOPA decarbossilasi) la istidina decarbossilasi, l&#8217;enzima che produce istamina [Rodríguez-Caso C et al, 2003].</li>
<li>Il tè verde potrebbe rappresentare un importante approccio farmacologico contro le malattie autoimmuni nell&#8217;uomo: oltre i noti effetti antinfiammatori ed antiapoptotici, in vitro ha dimostrato di inibire la trascrizione e la traduzione di diversi autoantigeni (SSB/La, SSA/Ro, DNA topoisomerasi I e altri) [Hsu S et al, 2005].</li>
</ol>
<p>Un estratto di tè verde filtrato in acqua calda, applicato sulla cute per dieci minuti, tre volte al giorno, migliorerebbe entro 22 giorni il danno cutaneo da terapia radiante [Pajonk F et al, 2006].</p>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li><strong>Organi di senso </strong></li>
<li>L&#8217;EGCG protegge le cellule epiteliali del cristallino umano dall&#8217;apoptosi mediata dai mitocondri, attraverso la modulazione delle caspasi, della famiglia Bcl-2, delle vie MAPK e Akt. Questo rende utile il tè verde per la prevenzione della cataratta [Yao et al, 2008].</li>
<li></li>
<li><strong>Malattie infettive </strong></li>
<li>E&#8217; stato dimostrato che l&#8217;EGCG, legando con alta affinità il recettore CD4 dei linfociti T helper sul sito dedicato alla gp120 virale (il dominio D1), inibisce il legame e l&#8217;ingresso del virus HIV nella cellula stessa. Sono sufficienti concentrazioni fisiologicamente rilevanti di EGCG (0.2 micromol/L). Questo significa che l&#8217;EGCG ha un potenziale di applicazione nella terapia contro l&#8217;infezione da HIV-1 (AIDS) [Williamson MP et al, 2006].</li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li><strong>Altre attività </strong></li>
</ul>
<p>Uno studio <em>in vitro</em> indica che l’epigallocatechin-gallato (EGCG) può avere <strong>azione protettiva</strong> contro i <strong>danni causati alla cute dai raggi UVB</strong>, in quanto riduce la formazione di H<sub>2</sub>O<sub>2</sub> e l’attivazione conseguente delle chinasi ERK1/2, p38 e JNK53. Anche un altro studio mostra come l’applicazione topica del tè verde abbia azione fotoprotettiva contro i raggi UV nell’uomo [Camouse M.M. et al, 2009]. Uno studio pubblicato di recente suggerisce infine le potenzialità del tè verde nel trattamento delle allergie [Heo JC etal, 2008], anche se le opinioni in merito a tale applicazione sono discordanti [Murr C et al, 2005].</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>In un grosso studio di popolazione del 2006, il tè verde (almeno una tazza al giorno per sei mesi), nelle donne, riduceva del 27% il rischio di calcoli biliari, del 44% il rischio di cancro della colecisti e del 35% il rischio di cancro delle vie biliari. Negli uomini questo rischio era ridotto ma non in maniera così netta, probabilmente per il maggior consumo di sigarette [Zhang XH et al, 2006].</p>
<p>&nbsp;</li>
</ol>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/il-te-attivita-su-organi-e-tessuti/">Il Tè &#8211; Attività su organi e tessuti</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
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