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	<title>nutrienti plastici Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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		<title>Le proteine</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Oct 2023 11:34:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Proteine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le proteine o protidi (dal greco protos, &#8220;primario&#8221;) rappresentano un ampio gruppo di composti organici formati da sequenze di aminoacidi legate tra loro attraverso legami peptidici. Le proteine esprimono la maggior parte dell&#8217;informazione genetica; in base alla loro funzione possono essere distinte in: enzimi, proteine di trasporto, contrattili, strutturali, di difesa e regolatrici. Gli aminoacidi &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le <strong>proteine</strong> o protidi (dal greco <em>protos</em>, &#8220;primario&#8221;) rappresentano un ampio gruppo di composti organici formati da sequenze di aminoacidi legate tra loro attraverso legami peptidici.</p>
<p>Le proteine esprimono la maggior parte dell&#8217;informazione genetica; in base alla loro funzione possono essere distinte in: <strong>enzimi, proteine di trasporto, contrattili, strutturali, di difesa e regolatrici</strong>.</p>
<p><strong>Gli aminoacidi coinvolti nella sintesi proteica sono 22</strong> e, tra questi, una parte è essenziale, una parte condizionatamente essenziale e una parte non è essenziale:</p>
<ul>
<li><strong>9 </strong>sono <strong>totalmente</strong> <strong>essenziali</strong> (AAE) – leucina, isoleucina e valina (BCAA), lisina, metionina, treonina, fenilalanina, triptofano, istidina – durante l&#8217;accrescimento o in condizioni di &#8220;precarietà omeostatica&#8221; (ad esempio, patologie);</li>
<li>altri <strong>3</strong> aminoacidi, l&#8217;arginina, la cisteina e la tirosina diventano essenziali (normalmente definiti <strong>condizionatamente o limitatamente essenziali</strong>);</li>
<li><strong>8 non sono essenziali</strong> &#8211; alanina, acido aspartico, acido glutammico, glicina, asparagina, pirrolisina, prolina, glutammina, serina, selenocisteina.</li>
</ul>
<p>Il termine essenziali sta ad indicare che il nostro organismo non è in grado di sintetizzarli, per cui questi aminoacidi devono essere introdotti con la dieta.</p>
<p><strong>Funzioni delle proteine e ruolo biologico</strong></p>
<p>Insieme a glucidi e lipidi, le proteine sono uno dei tre macronutrienti indispensabili per la nostra sopravvivenza:</p>
<ul>
<li><strong>assicurano la crescita e il rinnovamento dei tessuti </strong>(<strong>funzione plastica</strong>)</li>
<li><strong>sono depositari del codice genetico</strong></li>
</ul>
<ol>
<li><strong>sostengono lo sviluppo delle difese immunitarie</strong></li>
</ol>
<ul>
<li><strong>permettono la digestione</strong></li>
<li><strong>fungono da trasportatori</strong> (<strong>funzione carrier</strong>) di varie sostanze presenti nel sangue (emoglobina, ormoni ecc);</li>
<li><strong>fungono da neurotrasmettitori</strong> e sono alla base di molti ormoni (ad esempio serotonina e insulina);</li>
<li><strong>sono precursori di enzimi</strong> (<strong>catalizzatori biologici</strong>) che regolano le velocità delle reazioni e intervengono in vari metabolismi del corpo;</li>
<li>intervengono nella coagulazione del sangue;</li>
<li>sono necessarie per la contrazione muscolare;</li>
</ul>
<p>Le proteine hanno in particolari condizioni anche <strong>funzione energetica</strong>, ma in un&#8217;alimentazione bilanciata questo ruolo è secondario. Tale processo è invece attivo durante il digiuno prolungato o durante un&#8217;attività fisica molto prolungata, soprattutto intensa – quando gli aminoacidi a catena ramificata (leucina, isoleucina, valina) vengono degradati a scopi energetici direttamente dal muscolo e quelli circolanti sono convertiti dal fegato per neoglucogenesi.</p>
<p>Le proteine sono soggette ad un continuo processo di demolizione e sintesi – il cosiddetto <strong>turnover proteico</strong> – attraverso il quale l&#8217;organismo è in grado di rinnovare continuamente le proteine logorate sostituendole con nuovo materiale proteico; per tale motivo sono considerate <strong>nutrienti plastici</strong>. Questo processo di sintesi proteica richiede una fornitura continua di aminoacidi. Sebbene alcuni aminoacidi possano essere riciclati dalla scomposizione delle vecchie proteine del corpo, questo processo non è perfetto. Ciò significa che bisogna assumere proteine alimentari per far fronte alla richiesta di aminoacidi del nostro corpo. I muscoli per esempio sono principalmente costituiti da proteine. L’assunzione di proteine è quindi molto importante nei bambini in crescita, poiché devono &#8220;costruire&#8221; il proprio corpo, ma sono indispensabili anche in età adulta per la rigenerazione dei tessuti.</p>
<p>Inoltre tale processo permette all&#8217;organismo di rimpiazzare gli <strong>aminoacidi utilizzati a scopo energetico</strong> e di depositarne eventualmente di nuovi per rinforzare determinati tessuti (ad esempio in seguito ad esercizio fisico).</p>
<p>La quota di aminoacidi che quotidianamente vengono degradati si attesta mediamente intorno ai 30-40 g/die. Questa viene chiamata <strong>quota proteica di logorio</strong> e dev&#8217;essere introdotta quotidianamente con la dieta perché il nostro organismo non dispone di riserve proteiche; tutte le proteine presenti nel nostro corpo (circa il 12-15% della massa corporea) sono infatti funzionali.</p>
<p>Il <strong>fabbisogno di proteine </strong>di un individuo cambia nel corso della vita ed in determinate condizioni: aumenta in fase di crescita, gestazione, allattamento e di rigenerazione organica. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) raccomanda agli adulti di consumare almeno <strong>0,83 gr di proteine per kg di peso corporeo al giorno</strong> (ad es. 58 gr/giorno per un adulto di 70 kg). Se vengono assunte in quantità superiori a quelle necessarie, queste sono utilizzate per ottenere energia o trasformate in grasso di deposito.</p>
<p><strong>Fonti di proteine sono: </strong></p>
<ul>
<li>tutti gli alimenti di origine animale (carne, pesce, uova, latte e derivati);</li>
<li>i legumi;</li>
<li>la frutta a guscio;</li>
<li>i semi oleosi;</li>
<li>i cereali, in minor misura.</li>
</ul>
<p><strong><a href="https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/10/alimenti-ricchi-di-proteine.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-28539" src="https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/10/alimenti-ricchi-di-proteine-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" srcset="https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/10/alimenti-ricchi-di-proteine-200x300.jpg 200w, https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/10/alimenti-ricchi-di-proteine.jpg 578w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a>Le proteine di origine animale differiscono da quelle vegetali per la qualità e digeribilità</strong>, ma questo di solito non è un problema per la maggior parte delle persone se il loro apporto proteico totale soddisfa i loro bisogni. Si dovrebbe mirare a consumare proteine provenienti da un’ampia varietà di fonti a beneficio sia della nostra salute che del pianeta.</p>
<p>Gli <strong>alimenti di</strong> <strong>origine animale</strong> hanno il profilo amminoacidico migliore perché generalmente <strong>presentano tutti gli aminoacidi essenziali</strong> in buone quantità e nel rapporto più simile alle proteine umane. Per tale motivo sono dette &#8220;<strong>ad alto valore biologico</strong>&#8221; (qualcuno le definisce impropriamente &#8220;proteine nobili&#8221;). Il criterio usato per valutare la &#8220;qualità&#8221; delle proteine è detto <strong>Valore Biologico</strong>: più è alto, più sono complete. Nella scelta degli alimenti proteici è importante considerarne il valore biologico, perché gli amminoacidi proteici essenziali sono distribuiti in modo eterogeneo. Nell’<strong>uovo</strong>, ad esempio, sono ripartiti secondo il fabbisogno umano, per cui tale alimento è da ritenere di <strong>alto valore nutritivo</strong>.</p>
<p>A differenza degli alimenti di origine animale, <strong>gli alimenti di origine vegetale presentano solitamente carenze di uno o più aminoacidi essenziali</strong>. Tuttavia queste carenze possono essere superate attraverso giuste alternanze alimentari, ad esempio cereali e leguminose (un tempo si credeva che fosse necessario associarli nello stesso pasto; oggi sappiamo che è sufficiente alternarli con regolarità). Si parla in questo caso di <strong>mutua integrazione</strong> perché gli aminoacidi di cui è carente la pasta vengono forniti dai fagioli e viceversa.</p>
<p><strong>Gruppi di alimenti e valore biologico delle proteine</strong></p>
<ul>
<li>Contengono <strong>proteine ad alto valore biologico</strong> i cibi che appartengono al I e al II gruppo fondamentale degli alimenti: uova, latte e derivati, e tessuti animali (carne, pesce, molluschi, crostacei, insetti).</li>
<li>Sono invece caratterizzati da <strong>proteine a medio valore biologico</strong> i prodotti del III e IV gruppo: cereali e leguminose (con eccezione della soia, che risulta qualitativamente superiore). Inoltre, contengono lo stesso genere di peptidi anche i frutti a guscio (noci, mandorle ecc).</li>
<li>Apportano solo <strong>proteine a basso valore biologico</strong> gli ortaggi e la frutta (il VI e VII gruppo). Fanno eccezione alcune alghe, che sono ricche di proteine a buon valore biologico.</li>
</ul>
<p>I cereali sono, per esempio, carenti di triptofano e lisina, un amminoacido essenziale la cui carenza può portare ad un deficit di vitamina B3 (niacina), mentre sono ricchi in aminoacidi solforati come la metionina. Tutti i tipi di legumi (ad eccezione solo della soia) scarseggiano in aminoacidi solforati (metionina e cisteina) e sono ricchi in lisina. La combinazione di legumi e cereali integra le rispettive carenze, dando origine a un insieme di aminoacidi completo. Da questa osservazione è nato il concetto di <strong>piatto unico</strong>, come per esempio la <strong>pasta e fagioli</strong>, dove in una sola specialità gastronomica si ritrovano le proprietà di un intero pasto, con un numero complessivo di calorie decisamente inferiore.</p>
<p><strong>Valore nutrizionale</strong></p>
<p>Ossidando un grammo di proteine si sviluppa un calore medio di 5,65 kcal. Tuttavia, poiché il nostro organismo non è in grado di utilizzare l&#8217;azoto in esse contenuto, il loro potere energetico si riduce a 4,35 kcal per grammo. Normalmente viene assorbito il 92% delle proteine introdotte con la dieta (il 97 % di quelle animali ed il 78 % di quelle vegetali). Ne consegue <strong>le proteine forniscono al nostro corpo in media 4 kcal/g</strong>. A tal proposito, alcuni aminoacidi sono utilizzati direttamente dal muscolo (sono quelli ramificati: leucina, isoleucina e valina), mentre altri vengono convertiti in glucosio dal fegato (con produzione di residui: ammonio, urea, corpi chetonici, ecc.).</p>
<p><strong>Digestione delle proteine in breve</strong></p>
<p>Le proteine sono molecole complesse, per cui l’organismo impiega più tempo a scomporle; di conseguenza, costituiscono una fonte di energia molto più lenta e duratura dei carboidrati.</p>
<p>A livello gastrico (stomaco) le proteine subiscono una parziale degradazione grazie all&#8217;azione del succo gastrico e dell&#8217;acido cloridrico, che verrà completata nella prima parte dell&#8217;intestino tenue (duodeno).</p>
<p><strong>Per ottimizzare la digestione e l&#8217;assorbimento delle proteine è bene</strong>:</p>
<ul>
<li>evitare di associare alimenti proteici di diversa provenienza (uova e formaggi, oppure latte e carni);</li>
<li>evitare di associare proteine con un pasto ricco di carboidrati (una piccola quantità, come un pezzo di pane è ovviamente tollerata);</li>
<li>abbinare piccole dosi di alimenti acidi come il succo di limone o aceto;</li>
<li>associare al pasto proteico un po&#8217; di verdura che oltre ad evitare fenomeni di putrefazione intestinale, grazie all&#8217;elevato apporto di vitamine e minerali favorisce l&#8217;azione enzimatica;</li>
</ul>
<p><strong>Carenza di proteine</strong></p>
<p>In genere, la carenza di proteine non compare prima del medio-lungo termine; sicché evitare gli alimenti prevalentemente proteici per alcuni giorni (ad esempio in caso di infezioni gastrointestinali, gastrite acuta, ecc.) non porta alla carenza metabolica di proteine.</p>
<p>Chi non mangia carne e pesce e i vegetariani, non soffrono di carenza di proteine, in quanto consumano uova e/o latte e derivati. Nel caso dei vegani la questione è più complicata; variando moltissimo gli alimenti è quasi sempre possibile raggiungere il fabbisogno di tutti gli amminoacidi essenziali, ma è necessario appoggiarsi a un esperto della nutrizione evitando il fai da te. Purtroppo, senza l&#8217;utilizzo di <strong>integratori alimentari</strong>, vegani e crudisti sono comunque destinati a qualche tipo di carenza nutrizionale.</p>
<p>I vegani possono anche mangiare cereali e leguminose separati senza correre il rischio di carenza di proteine, a patto che entrambi figurino nelle giuste quantità, nelle giuste proporzioni e che vengano più o meno alternati.</p>
<p><strong>Situazioni di carenza</strong> si possono manifestare <strong>in condizioni come</strong>:</p>
<ul>
<li><strong>Insufficiente apporto alimentare di proteine totali</strong> (alimentazione globalmente insufficiente, difficoltà di masticazione, tossicodipendenza o alcolismo, anoressia nervosa, veganesimo o crudismo non opportunamente gestiti)</li>
<li><strong>Insufficiente apporto alimentare di proteine ad alto valore biologico</strong>, o meglio, di uno o più amminoacidi essenziali (stesse circostanze di cui sopra)</li>
<li><strong>Alterata digestione e/o assorbimento</strong> alimentare (patologie anatomo &#8211; funzionali gastriche, intestinali, pancreatiche, infezioni e parassitosi)</li>
<li><strong>Complicazioni metaboliche</strong> (ad esempio gravi patologie congenite o insufficienza epatica)</li>
<li><strong>Aumentata richiesta</strong> metabolica fisiologica o patologica (certe forme di insufficienza renale, gravidanza, pratica sportiva oltre i limiti della normalità).</li>
</ul>
<p>A dire il vero, eccezion fatta per le cause patologiche, il deficit di proteine è una condizione che interessa prevalentemente il terzo e il quarto modo. Nelle società economicamente benestanti, invece, compare molto raramente e può riguardare le fasce di reddito più basse (interessa soprattutto gli anziani istituzionalizzati), le patologie psichiatriche, le tossico dipendenze e le filosofie alimentari alternative.</p>
<p><strong>Il deficit di proteine può causare non poche complicazioni</strong> distinguibili in base alla gravità:</p>
<ul>
<li>La <strong>carenza lieve</strong> di proteine può causare:
<ul>
<li>Riduzione dell&#8217;efficienza metabolica (ad esempio, facilità di sanguinamento, lentezza della guarigione delle ferite ecc)</li>
<li>Riduzione degli elementi corpuscolati nel sangue</li>
<li>Perdita di peso (come effetto della riduzione muscolare)</li>
<li>Riduzione dei volumi muscolari</li>
<li>Affaticamento precoce</li>
<li>Difficoltà di concentrazione e difficoltà di apprendimento</li>
<li>Malumore</li>
<li>Indolenzimento muscolare e/o alle articolazioni e/o alle ossa</li>
<li>Variazioni glicemiche</li>
<li>Maggior suscettibilità alle infezioni.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p>Meno frequentemente possono comparire anche:</p>
<ul>
<li>Aumento del colesterolo, della glicemia e del peso corporeo (è piuttosto una conseguenza della sostituzione dei cibi altamente proteici con quelli spazzatura)</li>
<li>Ansietà (per l&#8217;alterata sintesi dei neurotrasmettitori)</li>
<li>Riduzione delle prestazioni atletiche (ridotta compensazione dello stimolo allenante)</li>
<li>Alterazioni del sonno (alcuni ipotizzano che possa essere causata dall&#8217;alterazione della sintesi di triptofano e serotonina)</li>
<li>Scompensi digestivi (le proteine consentono la sintesi naturale degli enzimi digestivi).</li>
<li><strong>Carenza lieve di proteine con sintomi e segni clinici gravi</strong></li>
<li><strong>Kwashiorkor</strong> o biafra, è una sindrome da malnutrizione, probabilmente, multifattoriale e comunque caratterizzata dall&#8217;insufficienza di proteine nella dieta</li>
<li><strong>Deplezione muscolare</strong>: è costituita dall&#8217;autodigestione delle proteine muscolari per produrre energia</li>
<li><strong>Riduzione grave di tutte le componenti a base proteica dell&#8217;organismo</strong>: unghie, capelli, pelle, enzimi, neurotrasmettitori, ormoni, immunoglobuline ecc. Le patologie correlate sono innumerevoli e la sintomatologia altrettanto vasta.</li>
</ul>
<p>Oggi, nei Paesi occidentali, una carenza di proteine in persone sane è un&#8217;eventualità più unica che rara (è invece più frequente l&#8217;eccesso di proteine), soprattutto se si osserva un regime alimentare sano, vario, equilibrato come la Dieta Mediterranea.</p>
<p>La situazione è diversa <strong>per i vegani</strong> cui si consiglia di aumentare il consumo di tutti i tipi di legumi (soia, fagioli adzuki, lenticchie ecc), semi oleosi (noci, mandorle, lino, chia, canapa), pseudocereali (grano saraceno, amaranto, quinoa, ecc.); aumentare gli ortaggi più ricchi di proteine: spinaci, cavoli, broccoli, germogli e funghi; eventualmente, fare uso di farine di legumi o proteine isolate da vegetali: di soia, di piselli, di ceci, di fave ecc.</p>
<p><strong>Le diete iperproteiche </strong></p>
<p>Anche l’eccessiva introduzione di proteine può comportare conseguenze indesiderate. La questione è di attualità, in quanto le <strong>diete iperproteiche</strong> sono diventate da alcuni anni di moda. Le nostre abitudini alimentari quotidiane ci portano già ad assumere più proteine del necessario: mediamente, un uomo adulto ne ingerisce 80-90 g al giorno contro i 60-70 raccomandati.</p>
<p><strong>La dieta iperproteica è caratterizzata da un consumo di proteine molto elevato che supera di gran lunga le percentuali raccomandate dalle linee guida e si associa ad una forte riduzione del consumo di carboidrati.</strong> <strong>L’idea di base è che riducendo notevolmente la quantità di carboidrati e aumentando di molto quella delle proteine, il corpo sia spinto ad utilizzare i grassi di deposito per produrre energia</strong>. Questo, però, si verifica soltanto <strong>quando la dieta iperproteica è anche ipocalorica</strong> perché la quantità di carboidrati e grassi introdotti non è sufficiente a coprire il fabbisogno energetico dell’organismo e di conseguenza il corpo utilizza proteine (soprattutto aminoacidi a catena ramificata, leucina, isoleucina, valina) e grassi di deposito per produrre energia. In caso contrario, la quantità di proteine in eccesso viene utilizzata attraverso una via metabolica (<strong>gluconeogenesi</strong>) che porta alla formazione di glucosio e ciò può favorire la formazione di nuovo grasso di deposito.</p>
<p>La dieta iperproteica, se protratta per periodi di tempo troppo lunghi e senza un rigoroso controllo, può presentare rischi per la salute, tra cui:</p>
<ul>
<li>provocare una carenza di diverse sostanze, quali micronutrienti (vitamine, minerali) e fibre, contenute negli alimenti ricchi di carboidrati complessi (legumi, frutta, verdura) esclusi dalla dieta</li>
<li>ridurre i depositi di glucosio (glicogeno) del fegato, utilizzati per mantenere un normale livello di glucosio nel sangue</li>
<li>causare episodi di chetoacidosi per l’eccessivo accumulo di corpi chetonici nel sangue creando scompensi dannosi per l&#8217;organismo</li>
</ul>
<p>Inoltre, un eccessivo consumo di proteine impegna eccessivamente i reni nella loro opera di depurazione dell’organismo dalle sostanze azotate originate dal metabolismo degli aminoacidi e tale iperattività esaurisce anzitempo la capacità del rene, che funziona proprio come un filtro, e quindi più lavora prima si intasa. La dieta iperproteica, inoltre, aumenta la perdita di calcio con le urine e acidifica il sangue. Si tratta di fenomeni destinati a produrre, nel tempo, l’impoverimento della componente minerale dell’osso, fino allo sviluppo di un’osteoporosi conclamata. Recentemente è stato osservato che l’assunzione di elevate quantità di proteine incrementa la presenza di alcuni fattori di crescita, sostanze prodotte dall’organismo e capaci di stimolare lo sviluppo di diversi tipi di cellule, comprese quelle neoplastiche. È quindi sconsigliabile seguire diete a elevato contenuto proteico, a meno che non vi siano ragioni valide e il parere positivo di un medico che esegua un costante follow-up (controllo periodico).</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/le-proteine/">Le proteine</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
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