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	<title>mora di rovo Archivi - amaperbene.it</title>
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		<title>Mora &#124; Rubus ulmifolius</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Nov 2022 10:33:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La mora (o anche mora di rovo) è il nome comune dato al frutto di diverse varietà del genere Rubus (rovo) e incluso nella categoria commerciale dei frutti di bosco oggi piccoli frutti (dal punto di vista botanico è una polidrupa); sono caratteristici per le grosse spine, acuminate e con la punta rivolta indietro come &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>mora</strong> (o anche <strong>mora di rovo</strong>) è il nome comune dato al frutto di diverse varietà del genere <em>Rubus</em> (rovo) e incluso nella categoria commerciale dei frutti di bosco oggi piccoli frutti (dal punto di vista botanico è una polidrupa); sono caratteristici per le grosse spine, acuminate e con la punta rivolta indietro come un amo da pesca: hanno sempre rappresentato una fastidiosa <strong>pianta infestante</strong>, nemica dei coltivatori. Con l’avvento delle <strong>varietà senza spine</strong> e con la scoperta della notevole quantità di antociani contenuti nei frutti, assieme al gradevole ed intenso aroma dei frutti maturi, sono state di molto rivalutate negli ultimi anni e lo saranno sempre più in futuro.</p>
<p>Non sono assolutamente da confondere con i <strong>lamponi</strong> &#8211; (le cui piante appartengono allo stesso genere <em>Rubus</em> ma ad una diversa specie) perché, quando si raccoglie una mora, il ricettacolo rimane attaccato al frutto, mentre nel lampone il ricettacolo rimane sulla pianta, lasciando una cavità nel frutto – o con le <strong>more di gelso</strong>, di colore violaceo o anche bianco, che maturano sulle piante di gelso, un albero in tutti i sensi, coltivato estesamente in Italia in passato per la raccolta delle tenere foglie, necessarie all’allevamento del baco da seta.</p>
<p>Pertanto la mora altro non è che una bacca dei rovi e dei gelsi, piante molto diffuse in tutta Europa e in Italia, che crescono spontanee nelle campagne, nei boschi e ai bordi delle strade. A differenza delle more di rovo, però, le more di gelso sono coltivate essenzialmente come nutrimento per il baco da seta.</p>
<p>Le more sono piante perenni, tipicamente con produzione biennale ed un sistema radicale perenne. Nel suo primo anno di vita, si crea il <strong>primocane</strong>, un fusto principale che cresce vigorosamente sino alla lunghezza di 3-6 metri (in alcuni casi sopra i 9 metri) con un tralcio composto da foglie palmate con cinque o sette foglioline; questo non produce fiori. Nel secondo anno, il primocane diventa un <strong>floricane</strong> e non cresce più in lunghezza ma crea dei cacchi laterali fiorenti. Tra il primo ed il secondo anno iniziano inoltre a svilupparsi le prime spine, anche se la maggior parte delle specie coltivate di more attualmente si presenta senza spine, frutto di una selezione operata dall&#8217;uomo. L&#8217;Università dell&#8217;Arkansas ha sviluppato una tipologia di primocane che cresce, fiorisce e fruttifica già il primo anno.</p>
<p>I tralci, quando toccano il terreno, tendono spesso a radicare a loro volta, diffondendosi così vigorosamente e crescendo facilmente anche in boschi, macchie, colline, siepi e anche in terreni particolarmente poveri, colonizzando da subito aree non coltivate e fossi.</p>
<p>I fiori sono prodotti dalla tarda primavera all&#8217;inizio dell&#8217;estate su brevi racemi. Ogni fiore è largo dai 2 ai 3 cm di diametro con cinque petali bianchi o rosa chiari.</p>
<p><strong>Il nome scientifico della mora di rovo è <em>Rubus ulmifolius</em></strong>, pianta appartenente alla famiglia delle <em>rosaceae</em> che cresce spontanea nei boschi, nei sentieri collinari e ai bordi delle strade di campagna.  In realtà annovera molte altre piante da frutto come il melo, il pero, il mandorlo, il pesco e l’albicocco.</p>
<p>La mora fa parte dei cosiddetti “<strong>piccoli frutti</strong>” che identificano tutti quegli arbusti perenni a sviluppo lento e dai frutti morbidi e succosi. La mora si presenta infatti come un frutto morbido e succoso dal colore nero-rossastro, tendenzialmente lucido, e dal sapore dolce e acidulo che raggiunge la sua piena maturazione nei mesi estivi fino alla fine di settembre.</p>
<p>Fra tutti i tipi di frutti di bosco sono i più rustici e facili da coltivare, ma nonostante sia molto facile raccoglierle tra inizio luglio e fine settembre, sono frutti selvatici poco presenti sulle tavole e ingiustamente sottovalutati.</p>
<p>Viste le loro fioriture appariscenti e generose, alcune varietà di rovi sono coltivate come piante ornamentali per decorare balconi e giardini.</p>
<p>Oltre ad essere molto utilizzate in cucina per la preparazione di marmellate, succhi e composte, le more sono sfruttate per le proprietà benefiche e l’alto valore nutrizionale.</p>
<p>In realtà, sono ricche di <strong>principi attivi</strong> benefici fra cui:</p>
<ul>
<li><strong>zuccheri</strong>: eguali quantità di destrosio e fruttosio e xilitolo</li>
<li><strong>sali minerali</strong>: presenti in buona quantità calcio, sodio, fosforo, magnesio, ferro, potassio, manganese, selenio, rame e zinco, queste sostanze oligominerali fanno della mora un frutto consigliato per garantire la motilità intestinale e il buon funzionamento delle vie urinarie.</li>
<li><strong>vitamine</strong>: ricco di vitamina C, A e K, importanti per la salute della pelle, delle ossa e per il funzionamento del sistema immunitario; presenti anche le vitamine B1, B2, B3, B5, B6.</li>
<li><strong>acido folico</strong>, indispensabile per le donne in gravidanza, soprattutto nei primi mesi di gestazione, quando una carenza di acido folico può compromettere il regolare sviluppo del feto.</li>
<li><strong>flavonoidi, antocianine, tannini</strong>: luteina, zeaxantina e beta-carotene, utili nel prevenire molte forme tumorali. Queste sostanze sono particolarmente concentrate nelle more selvatiche e rappresentano i pigmenti che conferiscono la tipica colorazione blu-rossastra al frutto: contrastano l’azione dei radicali liberi</li>
<li><strong>acidi organici</strong>: in particolare acido citrico, malico e tartarico</li>
<li><strong>fibre</strong>: alta percentuale di pectine, che aiutano a ridurre i livelli di colesterolo e aiutano la digestione. La mora è un alimento ricco di fibre solubili e insolubili che garantiscono il buon funzionamento dell’intestino e dell’apparato digestivo in generale. Consumare more con regolarità significa prevenire la stitichezza e favorire la regolarità intestinale.</li>
</ul>
<p>Il consumo abituale di more e dei suoi estratti ha <strong>effetti diuretici, depurativi e rinfrescanti</strong>. L’azione depurativa, in particolare, agisce in modo benefico su cuore e arterie e favorisce un’azione di contrasto verso le patologie cardiovascolari.</p>
<p>Già nell’antichità, le foglie di mora erano utilizzate per preparare tisane e decotti utili per contrastare le ulcere gastriche e per <strong>lenire i disturbi gastrointestinali</strong>. Non a caso, il tè ottenuto dall’estratto di radice di mora è un antidoto naturale contro i disturbi intestinali e un potente alleato per contrastare la diarrea.</p>
<p>Tutte le parti del rovo, oltre ai suoi frutti, possono essere utilizzare per preparazioni erboristiche e fitoterapiche. Dalla radice, ad esempio, si estrae un buon concentrato di tannini dall’<strong>azione astringente e lenitiva</strong>.</p>
<p>Germogli, foglie e gemme sono utilizzate per realizzare decotti utili per la cura delle <strong>infiammazioni del cavo orale</strong> e delle gengive (gargarismi). Il succo del frutto della mora, invece, è utilizzato in campo cosmetico per la preparazione di impacchi e maschere dall’effetto rinfrescante e idratante.</p>
<p>Visto il <strong>modesto apporto calorico</strong> (43 calorie per 100 grammi), la mora rappresenta uno spuntino energetico a basso indice glicemico che può essere consumato in tutta libertà sia da chi soffre di diabete che da chi segue diete e regimi alimentari ipocalorici.</p>
<p>La mora è un frutto che <strong>non presenta particolari controindicazioni</strong> o effetti collaterali, ma è bene ricordare a chi soffre spesso di diarrea e diverticolite che il consumo deve essere limitato per via dell’alto contenuto di fibre.</p>
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