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	<title>medicina tradizionale cinese Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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	<title>medicina tradizionale cinese Archivi - amaperbene.it</title>
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		<title>Sofora del Giappone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Nov 2023 14:15:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piante ed erbe]]></category>
		<category><![CDATA[acacia del Giappone]]></category>
		<category><![CDATA[flavonoidi]]></category>
		<category><![CDATA[integratore alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[isoflavoni]]></category>
		<category><![CDATA[medicina tradizionale cinese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La sofora del Giappone o acacia del Giappone (Styphnolobium japonicum (L.) Schott) è un albero della famiglia delle Fabacee (o Leguminose), originario delle regioni centro asiatiche, comunemente diffusa in Cina, Giappone, Corea, Vietnam e coltivata a scopo ornamentale per il pregevole fogliame, per la bellezza della fioritura e per l&#8217;eleganza del portamento in numerosi altri &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>sofora del Giappone</strong> o <strong>acacia del Giappone</strong> (<em>Styphnolobium japonicum</em> (L.) Schott) è un albero della famiglia delle Fabacee (o Leguminose), originario delle regioni centro asiatiche, comunemente diffusa in Cina, Giappone, Corea, Vietnam e coltivata a scopo ornamentale per il pregevole fogliame, per la bellezza della fioritura e per l&#8217;eleganza del portamento in numerosi altri Paesi, anche europei ove è stata introdotta nel XVIII secolo.</p>
<p><strong>La pianta</strong> di <em>Sophora japonica</em> è un albero deciduo dal portamento elegante originario della Cina e della Corea, dove è coltivato fin dai tempi antichi come albero da collocare nei pressi dei templi. Chioma espansa molto ramificata, foglie pennate, lunghe fino a 25 cm, composte da circa 17 foglioline da ovate a lanceolate; nella pagina superiore sono di colore verde scuro brillante, in quella inferiore sono poco più opache; in autunno, invece, assumono il caratteristico color oro su entrambi i lati. La fioritura avviene nei mesi estivi (Luglio – Agosto), con piccoli fiori leggermente profumati, lunghi 1,5 cm, di colore bianco crema o bianco violetto, riuniti in pannocchie terminali lunghe fino a 30 cm. La pianta può raggiungere lentamente l’altezza di circa 30 metri e larghezza di 20 metri; la corteccia è rugosa e screpolata, di colore marrone chiaro; il legno è molto duro e resistente; è adatta ad ogni tipo di terreno, teme il gelo e i ristagni d&#8217;acqua, perciò richiede posizioni ben soleggiate. Ideale come esemplare isolato in parchi e giardini di grandi dimensioni, per aree verdi urbane, alberature stradali.</p>
<p>Fiorendo in estate, quando non ci sono molte piante su cui bottinare, è <strong>pianta molto importante per le api</strong>, che ne raccolgono abbondante nettare.</p>
<p><strong>Proprietà e benefici</strong></p>
<p>La sofora è ampiamente utilizzata nella medicina tradizionale cinese (MTC), che da tempo ne sfrutta la vasta gamma di proprietà, somministrandola per via orale.</p>
<p>Tradizionalmente <strong>i boccioli e i frutti sono impiegati per trattare emorroidi, dissenteria, emorragie uterine e intestinali, presenza di sangue nelle feci e nelle urine, ipertensione, vertigini e infezioni a carico del derma</strong>.</p>
<p>Da foglie, rami, fiori, frutti e gemme della sofora sono stati isolati circa 150 composti chimici comprendenti amminoacidi, polisaccaridi, alcaloidi, triterpeni, flavonoidi e isoflavoni, responsabili delle numerose proprietà attribuite alla pianta, tra cui quelle antinfiammatorie, antiossidanti, antivirali, emostatiche e antitumorali, oltre ad azioni utili nel controllo del peso corporeo e della glicemia e nella prevenzione dell’osteoporosi.</p>
<p>A conferire tali proprietà alla sofora sembrano essere soprattutto <strong>flavonoidi </strong>e <strong>isoflavoni </strong>e in particolare la <strong>rutina</strong>, un flavonoide presente anche nelle foglie di grano saraceno e di <em>Eucalyptus macrorhyncha</em>, ben nota per le sue proprietà antinfiammatorie, antiaggreganti piastriniche e antitrombotiche. Questa molecola ha la capacità di migliorare la circolazione sanguigna favorendo la permeabilità dei vasi e migliorandone l’elasticità. I prodotti a base di rutina sono generalmente impiegati per trattare <strong>disturbi della circolazione</strong> come edemi, prurito agli arti inferiori, vene varicose, emorroidi e per prevenire emorragie, trombi e comparsa di capillari.  La Sofora sembra avere anche proprietà antivirali.</p>
<p>Come molti altri prodotti tipici delle medicine tradizionali, anche la Sofora viene oggi <strong>utilizzata come integratore alimentare</strong> in molti Paesi, compresi quelli europei e americani.</p>
<p>In genere, questa pianta non sembra indurre eventi avversi associato all&#8217;assunzione di questi integratori, né sono stati individuati rischi per la salute, purché assunti nelle corrette modalità. Ad ogni modo, per carenza di informazioni al riguardo, se ne sconsiglia l’uso in donne in gravidanza e in allattamento. In questo caso è necessario rivolgersi al proprio medico curante.</p>
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		<title>Huperzia serrata &#124; Huperzia serrata</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/huperzia-serrata-huperzia-serrata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 May 2023 15:23:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[acetilcolinesterasi come antipiretico]]></category>
		<category><![CDATA[deficit mnemonici]]></category>
		<category><![CDATA[diuretico]]></category>
		<category><![CDATA[Huperzia serrata]]></category>
		<category><![CDATA[inibitori della colinesterasi]]></category>
		<category><![CDATA[Lycopodium serratum]]></category>
		<category><![CDATA[medicina tradizionale cinese]]></category>
		<category><![CDATA[muschio cinese]]></category>
		<category><![CDATA[muschio di abete]]></category>
		<category><![CDATA[muschio di sega]]></category>
		<category><![CDATA[uperzina A]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Huperzia serrata (nota anche come Lycopodium serratum] è una pianta originaria dell&#8217;Asia orientale (Cina, Tibet, Giappone, penisola coreana, Estremo Oriente russo), nota anche come muschio cinese, muschio di sega o muschio di abete; è utilizzata da secoli nella medicina tradizionale cinese come antipiretico e diuretico e per il trattamento delle irregolarità mestruali. È un&#8217;erba piccola, &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’<strong><em>Huperzia serrata </em></strong>(nota anche come <em>Lycopodium serratum</em>] è una pianta originaria dell&#8217;Asia orientale (Cina, Tibet, Giappone, penisola coreana, Estremo Oriente russo), nota anche come <strong>muschio cinese</strong>, <strong>muschio di sega</strong> o <strong>muschio di abete; è utilizzata</strong> da secoli <strong>nella medicina tradizionale cinese come antipiretico e diuretico e per il trattamento delle irregolarità mestruali</strong>.</p>
<p>È un&#8217;erba piccola, i cui tronchi raggiungono tra i 15 e i 40 cm di altezza, in genere circa 30 cm, e sono flessibili e spessi, fino a 6 cm di diametro alla base. I fusti sono striscianti alla base ed eretti verso l&#8217;alto, con fino a 6 rami che partono da un tubero alla base e che possono presentare biforcazioni. Foglie generalmente lanceolate 5,0-30 per 1,2-3,5 mm, con basi picciolate ristrette; con margini irregolari e doppiamente seghettati.</p>
<p>Il principale costituente dell’<em>Huperzia</em> <em>serrata</em> è l’<strong>uperzina A</strong>, un <strong>alcaloide capace di inibire l’azione dell’acetilcolinesterasi</strong> cerebrale prevenendo la degradazione dell’acetilcolina con un’efficacia anche superiore ad alcuni farmaci da prescrizione. Per tale ragione, l’uperzina A trova impiego nel trattamento del morbo di Alzheimer e del declino cognitivo correlato all’età.</p>
<p>Negli Stati Uniti, l&#8217;uperzina A è venduto come <strong>integratore alimentare</strong> per il <strong>supporto dei deficit mnemonici</strong>.</p>
<p>Sebbene non siano note allo stato attuale interazioni farmacologiche tra <em>Huperzia serrata</em> e farmaci convenzionali, <strong>l’uso della pianta dovrebbe essere evitato in pazienti in trattamento con altri inibitori della colinesterasi</strong> quali tacrina o donepezil per via di un possibile effetto additivo derivante da tale combinazione.</p>
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		<title>Rauwolfia &#124; Rauvolfia Serpentina</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/rauwolfia-rauvolfia-serpentina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Jan 2023 10:59:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[ajmalina]]></category>
		<category><![CDATA[alcaloidi]]></category>
		<category><![CDATA[medicina Ayurvedica]]></category>
		<category><![CDATA[medicina tradizionale cinese]]></category>
		<category><![CDATA[raubasina]]></category>
		<category><![CDATA[Rauvolfia serpentina]]></category>
		<category><![CDATA[reserpina]]></category>
		<category><![CDATA[yohimbina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Rauvolfia serpentina (L.) Benth. ex Kurz è una pianta angiosperma appartenente alla famiglia delle Apocynaceae. È una delle 50 erbe fondamentali della medicina tradizionale cinese. È un arbusto sempreverde alto circa un metro. Ha delle radici in forma di segmenti cilindrici, tortuosi e raggrinziti con striature longitudinali. Le foglie sono verticillinate, ovvero raggruppate, da tre &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Rauvolfia serpentina (L.) </em>Benth. ex Kurz è una pianta angiosperma appartenente alla famiglia delle <em>Apocynaceae</em>. È una delle 50 erbe fondamentali della medicina tradizionale cinese.</p>
<p>È un arbusto sempreverde alto circa un metro. Ha delle radici in forma di segmenti cilindrici, tortuosi e raggrinziti con striature longitudinali. Le foglie sono verticillinate, ovvero raggruppate, da tre a cinque; sono intere, oblunghe e acute. I fiori sono per lo più bianchi, ma in alcuni esemplari possono tendere al rosato molto leggero. Presentano un lungo tubo corollino pentalobato. Il frutto è una drupa doppia, di colore nero a maturità e di forma ovoidale. Al suo interno contiene solamente un seme.</p>
<p>L’origine della Rauwolfia è stata chiaramente identificata in India, dove per secoli è stata <strong>una delle principali piante usate dalla medicina ayurvedica</strong>. La sua diffusione spontanea, però, non è solamente limitata a questo paese, ma si estende anche in quelli limitrofi, come il Pakistan, Ceylon, Malesia e Thailandia.</p>
<p>Il nome <em>Rauwolfia</em> è stato introdotto dal monaco marsigliese Charles Plumier, per onorare Leonard Rauwolf, medico e botanico esploratore tedesco di Augsburg o Augusta, in Baviera, che aveva, come pseudomino accademico quello di Dasylycus, latinizzato ai vocaboli greci <em>dasus</em> = peloso irsuto, selvaggio (in tedesco rauh) e <em>lukos</em> = lupo (in tedesco wolf), cioè lupo peloso, parafrasi del suo cognome. Pare che per il carattere, l’aspetto peloso, il genere di vita, un po’ rude e selvaggio fosse realmente e perciò lo pseudonimo calzasse. Negli anni 1573 al 1575, visitò, in parte, l’Asia e, in parte, l’Africa, con lo scopo di studiare nel loro ambiente nativo le piante citate dai medici greci ed arabi. Linneo nel «Species Plantarum» registrò il genere stabilito dal Plumier per la <em>Rauwolfia tetraphylla</em> delle Antille. Linneo usò la grafia Rauvolfia col v. anziché col w.. E’ stata chiamata <em>serpentina</em> perchè ritenuta efficace contro il veleno dei serpenti; Ophioxylon, dal greco <em>ofis</em> = serpente e <em>xulon</em> = legno, cioè legno del serpente; trifoliatum e a, per i verticilli trimeri delle foglie.</p>
<p>L&#8217;estratto della pianta viene usato in India da millenni e anche il Mahatma Gandhi ne ha fatto uso durante la vita per le sue proprietà tranquillanti.</p>
<p>Il principale <strong>alcaloide</strong> contenuto nelle radici di <em>Rauvolfia serpentina</em> è la <strong>reserpina</strong>, alcaloide indolico <strong>con attività antipertensiva e antipsicotica</strong>, che determina uno svuotamento, a livello della terminazione nervosa simpatica, di tutte le riserve di noradrenalina, sia di quella vescicolare, sia di quella citoplasmatica, sia del deposito pregangliare. In conseguenza di ciò determina una potente inibizione del sistema nervoso simpatico: si ha <strong>riduzione della frequenza cardiaca, riduzione pressoria sistemica, oltre a un potente effetto sedativo</strong>. Infatti tutte le amine cerebrali vengono inattivate.</p>
<p>Altri alcaloidi contenuti nella pianta sono la <strong>raubasina </strong>e la <strong>yohimbina</strong>, aventi <strong>azione vasodilatatrice</strong>. Infine nella Rauvolfia è contenuto anche un altro principio attivo, l&#8217;<strong>ajmalina</strong>, che era impiegata in passato per la terapia di alcune aritmie cardiache (la sua struttura chimica e la sua azione è molto simile al quelle della chinidina, alcaloide utilizzato nel trattamento delle aritmie cardiache). Le proprietà calmanti sono legate alla presenza di ben 150 alcaloidi al suo interno, dei quali tuttavia solo una parte (quelli su citati) ha efficacia medicinale.</p>
<p>In farmacologia, attualmente, si usano solo le singole molecole estratte dalla radice: la reserpina come antipsicotico ed ipotensivo, e la ajmalina come antiaritmico.</p>
<p>La Rauwolfia è controindicata negli stati depressivi, anche leggeri, e ulcere gastriche; nelle persone che soffrono di ricorrenti bruciori di stomaco (dato che aumenta la produzione di acido gastrico), in caso di gravidanza e di allattamento.</p>
<p>Gli effetti indesiderati della Rauwolfia sono molti e importanti: sonnolenza, bradicardia, salivazione, nausea, ipersecrezione gastrica, disfunzioni endocrine di tipo sessuali. Può indurre stati depressivi molto gravi.</p>
<p>Trattandosi di un’erba tossica con molti effetti collaterali. l´uso nel settore degli integratori alimentari, e non solo, non è ammesso dal Ministero della Salute.</p>
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