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	<title>Laguna di Orbetello Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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		<title>Orata (Sparus aurata)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Nov 2023 09:10:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pesce, crostacei e molluschi]]></category>
		<category><![CDATA[Laguna di Orbetello]]></category>
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		<category><![CDATA[mar Mediterraneo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;orata (Sparus aurata Linnaeus, 1758) è un pesce osseo di mare e di acque salmastre, appartenente alla famiglia Sparidae. Genere Sparus, Specie aurata; il nome deriva dalla caratteristica striscia di color oro che il pesce mostra fra gli occhi. È un pesce strettamente costiero e vive tra i 5 e i 150 m dalla costa, &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<strong>orata</strong> (<em>Sparus aurata</em> Linnaeus, 1758) è un pesce osseo di mare e di acque salmastre, appartenente alla famiglia <em>Sparidae</em>. Genere <em>Sparus</em>, Specie <em>aurata</em>; il nome deriva dalla caratteristica striscia di color oro che il pesce mostra fra gli occhi.</p>
<p>È un pesce strettamente costiero e vive tra i 5 e i 150 m dalla costa, ma non è raro incappare in grossi branchi anche in mare aperto, presso i cappelli delle secche (anche profonde) o su strutture architettoniche manifatturiere (ad es. piattaforme di estrazione del metano o relitti); frequenta sia fondali duri che sabbiosi. È una specie molto eurialina, tanto che si può frequentemente rinvenire in lagune ed estuari, ma è estremamente sensibile alle basse temperature. È molto comune nei mari italiani. L&#8217;orata compie notevoli spostamenti per la riproduzione e, nonostante sia un pesce di acqua salata, tollera in maniera eccezionale (tanto quanto il branzino) l&#8217;acqua salmastra in prossimità di lagune e foci fluviali. Si nutre prevalentemente di invertebrati (molluschi, crostacei, vermi e anellidi) e compie il ciclo riproduttivo nel periodo tardo autunnale, tra ottobre e dicembre.</p>
<p>Morfologicamente, l&#8217;orata si presenta tozza e poco affusolata, dal profilo convesso sul capo, la mandibola leggermente più breve della mascella superiore, e maggiormente allungato in prossimità della coda; ha una forma più slanciata rispetto al sarago ma meno affusolata del branzino. Sul capo, l&#8217;orata si distingue dagli altri membri della famiglia <em>Sparidae</em> per la <strong>tipica macchia color oro che le attraversa trasversalmente la fronte</strong>, fra gli occhi (da cui il nome latino aurata), mentre sull&#8217;opercolo branchiale è ben visibile una piccola macchia nera; l&#8217;occhio è tondo e di medie dimensioni, mentre la mandibola (contrariamente al branzino) è più breve delle mascelle. La dentatura dell&#8217;orata è assolutamente caratteristica; presenta una serie di incisivi e molari (4-6 grossi denti caniniformi, seguiti da 3-5 serie di denti molariformi superiori e 3-69 inferiori), superiori ed inferiori, che le permettono di spaccare e macinare le conchiglie dei molluschi bivalvi (es. cozze), dei gasteropodi (es. lumache di mare), dei ricci di mare e dei crostacei più resistenti (es. granchi). L&#8217;orata non disdegna anche vermi e anellidi di vario genere.</p>
<p>Il corpo dell&#8217;orata è ricoperto da squame argentee, tendenti al grigio sul dorso e al biancastro sul ventre. Le pinne sono dello stesso colore del corpo e, a volte, quella dorsale (dotata di 11 raggi spinosi e 12-13 molli) e quella caudale presentano una tipica bordatura nera. Le pinne pettorali, ventrali ed anale sono normalmente sviluppate.</p>
<p>L&#8217;orata può raggiungere dimensioni considerevoli (fino a 10 kg di peso) ma la taglia commerciale prevede la cattura e la distribuzione di esemplari molto giovani; la pezzatura media dell&#8217;orata di allevamento (svolto in itticoltura intensiva o vallicoltura estensiva) è di circa 450 g di peso per 20-50 cm di lunghezza (circa 2-3 anni di vita).</p>
<p>L&#8217;orata è un <strong>pesce ermafrodita proterandro</strong> (da proterandria), ovvero in cui alla nascita sono presenti entrambe le gonadi, ma si sviluppano prima quelle maschili e successivamente quelle femminili raggiungendo all&#8217;età di 2 anni (33–40 cm di lunghezza) una certa taglia; anche per questo motivo sarebbe fondamentale che il prelievo dell&#8217;orata selvatica avvenisse in maniera selettiva, trattenendo solo esemplari di peso superiore a 400-500 g (dando così la possibilità allo sparide di compiere almeno uno o due cicli riproduttivi). Tuttavia, questo importante concetto sembra sconosciuto (più che altro ignorato) dai pescatori dimostrando uno scarso rispetto per il mare e per l&#8217;ambiente.</p>
<p>In crescita è l&#8217;allevamento in acquacoltura, importante voce dell&#8217;economia di molte località costiere lungo tutta la costa europea mediterranea. In Italia particolarmente rinomato è l&#8217;allevamento (in vasca a terra come in gabbie in mare) nelle lagune adriatiche e lungo le coste toscane soprattutto nella <strong>Laguna di Orbetello e nella zona di Capalbio e Ansedonia</strong>.</p>
<p><strong>L&#8217;orata è uno dei prodotti della pesca più diffusi e pregiati del mar Mediterraneo</strong>; in Italia rappresenta &#8211; assieme al branzino, alla cernia, al tonno, al pesce spada ed al dentice &#8211; il pesce più gradito e consumato. Essendo facilmente allevabile, l&#8217;orata gode di un costo al dettaglio piuttosto accessibile, anche se la differenza qualitativa tra un pesce allevato intensivamente (con l&#8217;impiego di mangime in pellet a base di farine animali) ed uno selvatico è piuttosto marcata; un buon compromesso è costituito dall&#8217;orata di vallicoltura. In genere, le orate pescate presentano carni più magre di quelle d&#8217;allevamento (dovuto alla minor possibilità di muoversi e alla maggior quantità disponibile di cibo di queste ultime) e forse anche un maggior contenuto di acidi grassi essenziali. E’ abbastanza semplice distinguere il pesce d&#8217;allevamento rispetto a quello selvaggio pescato, dalla colorazione che risulta più vivace, con sfumature rosate negli esemplari pescati.</p>
<p><strong>In cucina</strong>, l&#8217;orata è un pesce dalle carni molto pregiate, prive o quasi di lische; si presta ad ogni tipo di preparazione, ma le dimensioni e la provenienza possono costituire variabili estremamente utili a prediligere una o l&#8217;altra destinazione culinaria.</p>
<p><strong>L&#8217;orata pescata e fresca può essere consumata</strong>: <strong>cruda </strong>(al carpaccio o come sushi), <strong>al forno</strong> (al naturale, al cartoccio, in crosta di verdure ecc.), <strong>ai ferri</strong> (con carbone o legna, a gas diretto o su pietra lavica, su resistenze elettriche), <strong>in padella</strong> (anche solo i filetti), lessata o al vapore (in una marmitta o in pentola a pressione), <strong>in carpione</strong> ecc.</p>
<p>Gli esemplari più grossi (&gt;2-3kg), se non preparati al cartoccio (comunque piuttosto impegnativo), necessitano la smembratura in tranci o filetti, in quanto la cottura ai ferri o al forno risulterebbe particolarmente laboriosa.</p>
<p><strong>L&#8217;orata è un pesce tendenzialmente magro</strong> ma, come per il branzino, presenta una differenza abbastanza evidente tra il pesce allevato (più grasso) e quello pescato (oltre il 250% di grassi in meno); è preferibile quindi di prediligere sempre cotture abbastanza blande, non troppo intense o prolungate, che possano determinare la disidratazione/scolatura dell&#8217;acqua e del grasso contenuti in eccesso nella carne e sotto la pelle.</p>
<p>Alcuni utilizzano l&#8217;orata anche per comporre la farcia delle paste ripiene.</p>
<p>L&#8217;orata è un <strong>alimento ad alta digeribilità</strong>; rafforza le difese immunitarie grazie alla vitamina B6; aiuta a combattere l&#8217;arteriosclerosi e le malattie cardiovascolari grazie all’omega 3; combatte l&#8217;anemia e facilita l’assorbimento del ferro grazie alla vitamina B2. Infine, il fosforo, presente in buone quantità nell&#8217;orata, agisce in sinergia con il calcio e con la vitamina D al fine di preservare una corretta mineralizzazione ossea.</p>
<p>L&#8217;orata contiene una buona porzione di <strong>acidi grassi polinsaturi</strong> (ma non nelle stesse quantità del pesce azzurro) <strong>e monoinsaturi</strong>, mentre <strong>l&#8217;apporto di colesterolo è moderato</strong>; si presta dunque all&#8217;alimentazione contro il sovrappeso e alla dieta per la cura delle dislipidemie (ipercolesterolemia o ipertrigliceridemia).</p>
<p>L&#8217;apporto energetico è fornito prevalentemente dalle <strong>proteine ad alto valore biologico</strong> (<strong>con amminoacido limitante leucina</strong>) e in minor parte dagli acidi grassi (con prevalenza dei monoinsaturi o dei polinsaturi a seconda che si tratti di un&#8217;orata di allevamento o selvatica). L&#8217;apporto vitaminico è buono e predilige le concentrazioni di niacina (vit. PP) e riboflavina (vit. B2).</p>
<p>100 grammi di orata contengono 121 Kcal così distribuite: 20,7 g di proteine, 3,8 g di grassi, 1 g di carboidrati secondo le tabelle di composizione degli alimenti del CREA (Centro per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria).</p>
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