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		<title>Sambuco &#124; Sambucus nigra L.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 May 2023 06:10:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il sambuco comune (Sambucus nigra L. Fam. Adoxaceae) è una delle piante più diffuse nelle campagne. Nella nostra penisola si incontra praticamente ovunque, dal mare fino ai 1400-1500 m di quota. E&#8217; un grosso arbusto a foglia caduca, più raramente un alberetto, che può raggiungere gli 8 m di altezza. Ha una forma tendenzialmente globosa, &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>sambuco comune</strong> (<em>Sambucus nigra</em> L. Fam. <em>Adoxaceae</em>) è una delle piante più diffuse nelle campagne. Nella nostra penisola si incontra praticamente ovunque, dal mare fino ai 1400-1500 m di quota. E&#8217; un grosso arbusto a foglia caduca, più raramente un alberetto, che può raggiungere gli 8 m di altezza. Ha una forma tendenzialmente globosa, un po&#8217; scomposta, con numerosi rami che partono da terra, dato che la specie ha una grande capacità pollonifera. Le foglie sono opposte, picciolate, composte e imparipennate lunghe 20-30 cm, di colore verde brillante, formate da 5-7 foglioline ovale-lanceolate, seghettate ai margini; se stropicciate, emanano un odore vagamente sgradevole, caratteristica questa, comune a tutte le parti verdi della pianta. I fiori si aprono a partire da fine aprile, fino a giugno, a seconda dell&#8217;altitudine e della latitudine. Sono molto numerosi e assai decorativi, riuniti in infiorescenze rotondeggianti e ombrelliformi del diametro di circa 20 cm, sorrette da un peduncolo, di colore inizialmente bianco crema, poi giallo chiaro e molto profumate. Ad esse fanno seguito i <strong>frutti, piccole bacche globose di pochi mm di diametro inizialmente verdi, poi rosse e infine nere e lucide</strong>, nella cui polpa, rosso sangue, sono immersi 2-5 piccoli semi ovali. Le bacche sono raccolte in mazzetti penduli che completano la maturazione in settembre-ottobre, persistenti a lungo sulla pianta, decorative e molto appetite dall&#8217;avifauna, che contribuisce in tal modo alla diffusione del seme in natura.</p>
<p>Predilige pertanto posizioni molto aperte e soleggiate, che colonizza con notevole rapidità, diventando talora infestante. Necessita tuttavia di terreni freschi, sempre adeguatamente riforniti di acqua, e ricchi di sostanza organica, non necessariamente profondi, dato che l&#8217;apparato radicale è piuttosto superficiale. Ha inoltre una grande valenza ecologica, sia per gli insetti (api in primis) che visitano moltissimo <strong>i fiori ricchi di nettare</strong>, che per l&#8217;avifauna; le sue bacche rappresentano infatti una importante fonte di alimentazione autunnale per numerosi uccelli, quali tordi, storni, pettirossi, capinere, merli, bottacci ecc. mentre i rami offrono un rifugio per costruire i nidi, contribuendo così indirettamente alla lotta biologica contro i parassiti delle colture, dato che molte specie sono predatori naturali di insetti dannosi.</p>
<p>Dai frutti ben maturi inoltre, che possono anche essere consumati freschi, si ricavano <strong>marmellate e sciroppi</strong>, con effetti debolmente lassativi.</p>
<p>Della pianta di sambuco si sfruttano principalmente i fiori e le foglie. Dal punto di vista nutrizionale, il vegetale è <strong>ricco di vitamine A, B1, B2, B3, B5, B6 e C</strong>, a cui si aggiungono <strong>flavonoidi, </strong>quali l’<strong>isoquercitrina</strong>, l’<strong>iperoside</strong>, l’<strong>astragalina,</strong> <strong>triterpeni, glicosidi </strong>e acidi organici, come l’<strong>acido clorogenico</strong>, l’<strong>acido caffeico</strong>, l’<strong>acido p-cumarico</strong>, e poi olio essenziale, steroli, mucillaggini, tannini, sali di potassio.</p>
<p><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-26196" src="https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/05/Sambucus-nigra-300x223.jpg" alt="" width="300" height="223" srcset="https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/05/Sambucus-nigra-300x223.jpg 300w, https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/05/Sambucus-nigra-1024x762.jpg 1024w, https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/05/Sambucus-nigra-768x571.jpg 768w, https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/05/Sambucus-nigra.jpg 1230w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Le <strong>bacche di sambuco</strong> sono principalmente composte da acqua, ma al loro interno non mancano amminoacidi (come l’<strong>acido glutammico, acido aspartico, alanina, arginina, cistina, glicina, isoleucina, lisina, prolina, serina, tirosina, treonina, triptofano e valina</strong>), <strong>carboidrati, fibre e sali minerali come il potassio, il magnesio, lo zinco, il sodio e il calcio</strong>. Abbinate alla corteccia, le bacche di sambuco possono avere anche <strong>effetti diuretici</strong> utili per il benessere di reni e vescica, mentre in impacco aiutano a ridurre il gonfiore locale e a contenere gli eccessi di sebo. L’assunzione sotto forma di decotto o tisane si associa ad un immediato <strong>effetto lassativo</strong>. Inoltre il sambuco contiene grandi quantità di <strong>sambucina</strong>, dalle proprietà diaforetiche e antinfiammatorie.</p>
<p>Le bacche sono commestibili solo dopo cottura e vengono impiegate per gelatine e marmellate, delle quali non si deve abusare a causa delle proprietà lassative. Le bacche vengono utilizzate anche per minestre dolci, come la <strong>Fliederbeersuppe</strong> del nord della Germania.</p>
<p>Le bacche e il loro succo, fresco o fermentato, sono usati per <strong>produrre inchiostri</strong> che, a seconda della specie, delle condizioni della pianta e della ricetta, possono apparire blu, blu/nero, marrone, lilla, rosso.</p>
<p><strong>I fiori</strong> sono commestibili e in alcune parti d&#8217;italia sono consumati all&#8217;interno di frittelle, oppure passati in pastella e fritti <strong>oppure in insalate e macedonie</strong>. Nei paesi nordici dai fiori posti in infusione con acqua e zucchero si ricava uno <strong>sciroppo</strong> noto come <strong>Holundersaft</strong>, che, consumato fresco, è un ottimo dissetante; dopo diluizione in acqua, produce una bevanda dissetante, molto usata in Tirolo e nei paesi nordici; essa si può anche fermentare, ottenendo una specie di spumante. Lo sciroppo entra anche nella preparazione di alcuni cocktail, come l&#8217;<strong>Hugo</strong>.<strong> Dai fiori distillati, insieme all&#8217;anice stellato, si produce la sambuca</strong>.</p>
<p>Dai fiori si ricava solitamente un <strong>infuso, noto per la sua capacità di aumentare la sudorazione corporea</strong>, così da favorire l’eliminazione delle tossine e la contenzione della temperatura durante gli stati febbrili. Uniti alle foglie, i petali in infusione vengono impiegati per la creazione di tisane contro i problemi delle vie respiratorie – come asma, tosse e raffreddori – anche perché i flavoni della pianta hanno un effetto vasodilatatore che sblocca tutte le occlusioni dovute dal muco in eccesso. Per questo, fiori e foglie possono essere adoperati anche per migliorare la <strong>circolazione sanguigna</strong>, soprattutto quella periferica, sia con l’assunzione orale che con impacchi localizzati per limitare la rottura dei capillari o per un rapido sollievo alle scottature. Sempre in impacco e sempre per le sue proprietà sulla circolazione, il sambuco è <strong>utile anche per lenire il dolore a gambe</strong> e articolazioni nelle donne, così come edemi da ritenzione. Negli uomini, invece, la tisana è largamente utilizzata per contenere i fastidi del mal di schiena.</p>
<p>Il sambuco presenta <strong>proprietà medicinali</strong>-erboristiche riscontrabili nei frutti e nei fiori. Estratti da corteccia, foglie, fiori, frutti e radici erano usati nel trattamento di bronchiti, tosse, infezioni del sistema respiratorio superiore e febbre.</p>
<p>Viene utilizzato in erboristeria per le sue proprietà diuretiche, diaforetiche, antinevralgiche, emollienti, lassative, antifibrillanti, emetiche, antireumatiche, depurative e leggermente antinfiammatorie, nonché per la secrezione bronchiale. È consigliato anche per raffreddore comune, infezione delle vie respiratorie, tosse, faringite, bronchite, rinite, stitichezza o stipsi, emorroidi, aritmia, infezione o infiammazione delle vie urogenitali, cistite, uretrite, calcolosi delle vie urinarie, edema da ritenzione, reumatismi, gotta (aiuta ad eliminare l&#8217;acido urico), problemi della pelle, dermatosi, eruzione cutanea, nevralgia, epilessia, necessità di depurare l’organismo. Tra gli organi principali sui quali ha effetto benefico vi sono cuore, reni, cavo orale, intestino, stomaco, apparato urinario, fegato e sistema immunitario.</p>
<p><strong>Controindicazioni</strong></p>
<p>A parte i frutti e i fiori, che hanno in genere effetti benefici, tutto il resto della pianta (foglie e semi compresi) è <strong>velenoso</strong> poiché contiene il glicoside <strong>sambunigrina.</strong> L&#8217;assunzione di sambuco può influire sull’attività dei farmaci immunosoppressori perché può aumentare l’attività del sistema immunitario, si consiglia quindi di rivolgersi al proprio medico curante per valutarne la compatibilità.</p>
<p>L&#8217;applicazione sulla pelle di foglie e fiori freschi può provocare violente irritazioni ed eritemi.</p>
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		<title>Iperico &#124; Hypericum perforatum</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/iperico-hypericum-perforatum/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Dec 2022 12:51:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;iperico (comunemente noto anche col nome di erba di San Giovanni), è una pianta officinale alta circa 60cm, appartenente alla famiglia delle Clusiaceae e al genere Hypericum. Fa parte della medicina tradizionale per via delle sue proprietà fitoterapeutiche, in particolare quelle antidepressive e antivirali. È una pianta perenne semi-sempreverde, glabra, con fusto eretto percorso da &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<strong>iperico</strong> (comunemente noto anche col nome di <strong>erba di San Giovanni</strong>), è una pianta officinale alta circa 60cm, appartenente alla famiglia delle <em>Clusiaceae</em> e al genere <em>Hypericum</em>. Fa parte della medicina tradizionale per via delle sue <strong>proprietà fitoterapeutiche</strong>, in particolare quelle antidepressive e antivirali.</p>
<p>È una pianta perenne semi-sempreverde, glabra, con fusto eretto percorso da due strisce longitudinali in rilievo. È ben riconoscibile anche quando non è in fioritura perché le sue foglie in controluce appaiono &#8220;bucherellate&#8221;: si tratta in realtà di piccole vescichette oleose da cui deriva il nome <em>perforatum</em>; ai margini sono invece visibili dei punti neri, strutture ghiandolari contenenti <strong>ipericina</strong> (un olio color rosso); queste strutture ghiandolari sono presenti soprattutto nei petali. Le foglie sono opposte oblunghe. I fiori giallo oro hanno 5 petali delicati e sono riuniti in corimbi.</p>
<p>E’ una pianta che preferisce boschi radi e luminosi, comunque all&#8217;aperto per tutto l&#8217;anno, poiché non teme il freddo. Originaria dell&#8217;arcipelago britannico, è oggi diffusa in tutte le regioni d&#8217;Italia e nel resto del mondo. Predilige posizioni soleggiate o semiombreggiate e asciutte, come campi abbandonati ed ambienti ruderali.</p>
<p><strong>Costituenti chimici</strong> presenti nell&#8217;iperico: flavonoidi (<strong>iperoside, rutina, isoquercitrina</strong>, ecc.); <strong>diantrachinoni</strong> (ipericina, pseudoipericina); <strong>xantoni</strong>; <strong>acil-floroglucinoli</strong> (iperforina); olio essenziale (i componenti principali sono <strong>idrocarburi alifatici</strong>); <strong>procianidine</strong> e <strong>tannini catechinici</strong>; derivati dell&#8217;acido caffeico, incluso l&#8217;<strong>acido clorogenico</strong>.</p>
<p>L&#8217;olio di iperico, ottenuto per macerazione in olio di oliva, presenta proprietà antinfiammatorie, cicatrizzanti e rigenerative nei confronti della pelle (veniva infatti utilizzato per trattare ferite e ustioni), attribuite all&#8217;<strong>ipericina</strong> e all&#8217;<strong>amentoflavone</strong> (un flavonoide) contenuti all&#8217;interno della pianta stessa. Nei tempi passati l’iperico veniva <strong>utilizzato come disifettante</strong> per le sue doti antibiotiche, antivirali, antimicotiche e antisettiche, o come antidolorifico da applicare in caso di dolori o ferite. Tali proprietà sarebbero attribuibili all&#8217;iperforina; diversi studi condotti <em>in vitro</em> hanno infatti messo in luce la sua azione antimicrobica nei confronti di ceppi di <em>Staphylococcus aureus</em>, compresi i ceppi meticillino-resistenti, o MRSA. L&#8217;olio di iperico è un ottimo anti-age naturale.</p>
<p>Nella <strong>medicina popolare</strong>, l&#8217;iperico viene impiegato internamente per il trattamento dei più diversi disturbi, fra cui ritroviamo: disturbi dell&#8217;apparato respiratorio, come bronchite e asma, disturbi della cistifellea, parassitosi (in particolare, infestazioni da vermi), disturbi gastrointestinali, come gastrite e diarrea, enuresi notturna e perfino reumatismi. Esternamente, invece, l&#8217;iperico è impiegato come rimedio contro i dolori muscolari.</p>
<p>Nella <strong>medicina cinese</strong>, invece, l&#8217;iperico è utilizzato esternamente sotto forma di soluzione per gargarismi contro le tonsilliti e sotto forma di lozione cutanea per contrastare le dermatosi.</p>
<p>Nella <strong>credenza popolare</strong>, raccogliere questi bellissimi fiori gialli il 24 giugno, giorno dedicato a San Giovanni, attribuisce agli stessi un potere particolare, ovvero siano in grado di scacciare ogni malattia e tutte le loro caratteristiche e proprietà siano esaltate e alla massima potenza.</p>
<p>Le origini dell’<strong>uso </strong>dell&#8217;iperico<strong> come erba medicinale</strong> sono molto antiche e se ne trova traccia negli scritti di molti secoli fa. All&#8217;iperico vengono attribuite <strong>proprietà antinfiammatorie, cicatrizzanti </strong>e, soprattutto,<strong> antidepressive e ansiolitiche</strong>. In particolare, al suo estratto secco assunto per via orale &#8211; sono attribuite attività antidepressive confermate da diversi studi e trials (rientra nella composizione del farmaco Nervaxon® indicato per il trattamento di sindromi depressive di grado lieve-moderato).</p>
<p><strong>Sicuramente tra le proprietà più note attribuite all’iperico c’è la sua capacità di combattere gli stati depressivi</strong> (depressione lieve/moderata) e ansiosi. L&#8217;erba di San Giovanni è infatti considerata un potente antidepressivo naturale e utilizzata sola o in combinazione con altri rimedi naturali (come ad esempio la passiflora o la valeriana) in caso oltre a problemi legati all’umore ci siano anche contemporaneamente disturbi come insonnia o ansia. L’azione antidepressiva dell’erba di San Giovanni, confermata da diverse ricerche scientifiche, viene esercitata <strong>attraverso l&#8217;attivazione del recettore per le benzodiazepine</strong> e viene attribuita alle azioni sinergiche esercitate dalle varie molecole rientranti nella composizione dell&#8217;estratto, in particolare alla capacità di aumentare i livelli di serotonina oltre che, in caso di disturbi del sonno, a quella di regolare la produzione di melatonina responsabile a sua volta di un efficace ritmo sonno veglia.</p>
<p><strong>L&#8217;erba di San Giovanni non possiede gli effetti anticolinergici degli antidepressivi triciclici né causa le disfunzioni sessuali </strong>associate all&#8217;uso degli inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRIs). Comunque, se è vero che ha meno effetti collaterali, sono numerose e potenzialmente gravi le sue interazioni farmacologiche. L&#8217;erba di San Giovanni inibisce molti isoenzimi del Citocromo P450, inclusi CYP<sub>2</sub>C<sub>9</sub>, CYP<sub>2</sub>D<sub>6</sub>, CYP<sub>3</sub>A<sub>4</sub> con relative conseguenze. In effetti, <strong>l</strong><strong>&#8216;iperico può interferire con molte tipologie di farmaci</strong>:</p>
<ul>
<li><strong>può potenziare gli effetti farmacologici dei farmaci antidepressivi</strong> (in particolare, SSRI ed IMAO), favorendo la comparsa della sindrome serotoninergica (caratterizzata da sintomi come agitazione, confusione mentale, ipomania, turbe della pressione arteriosa, tachicardia, brividi, ipertermia, tremori, rigidità, diarrea);</li>
<li><strong>può indurre il sistema microsomiale epatico</strong> (citocromo P450), <strong>interferendo così sulla farmacocinetica di alcuni farmaci</strong>, quali: teofillina; digossina; anticoagulanti orali; immunosoppressori (come ciclosporina, tacrolimus, sirolimus, ecc.); antivirali (come il darunavir); farmaci steroidei;</li>
<li><strong>può interferire col metabolismo</strong> di: antitumorali (come taxolo, tamoxifene, etoposide, ecc.); ipoglicemizzanti orali (come la tolbutamide); antipertensivi e antianginosi (come la torasemide, il losartan, la nifedipina e il diltiazem); anticonvulsivanti (come la carbamazepina e la fenitoina); antiaritmici (come la chinidina); antibiotici (come l&#8217;eritromicina); beta-bloccanti.</li>
</ul>
<p>Quanto sopra invita alla massima attenzione nell’uso dell’iperico; questo entra in conflitto anche <strong>con la pillola anticoncezionale</strong> e potrebbe annullarne l’efficacia.</p>
<p>Gli effetti avversi che possono presentarsi in seguito all&#8217;assunzione di iperico sono scarsi e il principale è rappresentato dall&#8217;eritema cutaneo dopo esposizione a raggi UVA per dosaggi 30-50 volte superiori a quelli terapeutici (proprietà fotosensibilizzanti).</p>
<p>Tuttavia, nell&#8217;utilizzo della pianta va usata cautela, come suggerito; alcuni studi hanno infatti riportato la comparsa di effetti indesiderati, quali: disturbi gastrointestinali (probabilmente causati dalla presenza dei tannini nella pianta); crisi ipertensive; irrequietezza; ricadute con comparsa di ansia, mania o ipomania; mal di testa; sensazione di fatica; lieve aumento dei livelli di TSH; aumento della frequenza di minzione.</p>
<p>Va assolutamente evitata l&#8217;assunzione d&#8217;iperico in caso d&#8217;ipersensibilità accertata verso uno o più componenti nonché in gravidanza e &#8211; a scopo precauzionale &#8211; anche durante l&#8217;allattamento.</p>
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