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	<title>iperforina Archivi - amaperbene.it</title>
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		<title>Iperico &#124; Hypericum perforatum</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Dec 2022 12:51:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;iperico (comunemente noto anche col nome di erba di San Giovanni), è una pianta officinale alta circa 60cm, appartenente alla famiglia delle Clusiaceae e al genere Hypericum. Fa parte della medicina tradizionale per via delle sue proprietà fitoterapeutiche, in particolare quelle antidepressive e antivirali. È una pianta perenne semi-sempreverde, glabra, con fusto eretto percorso da &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<strong>iperico</strong> (comunemente noto anche col nome di <strong>erba di San Giovanni</strong>), è una pianta officinale alta circa 60cm, appartenente alla famiglia delle <em>Clusiaceae</em> e al genere <em>Hypericum</em>. Fa parte della medicina tradizionale per via delle sue <strong>proprietà fitoterapeutiche</strong>, in particolare quelle antidepressive e antivirali.</p>
<p>È una pianta perenne semi-sempreverde, glabra, con fusto eretto percorso da due strisce longitudinali in rilievo. È ben riconoscibile anche quando non è in fioritura perché le sue foglie in controluce appaiono &#8220;bucherellate&#8221;: si tratta in realtà di piccole vescichette oleose da cui deriva il nome <em>perforatum</em>; ai margini sono invece visibili dei punti neri, strutture ghiandolari contenenti <strong>ipericina</strong> (un olio color rosso); queste strutture ghiandolari sono presenti soprattutto nei petali. Le foglie sono opposte oblunghe. I fiori giallo oro hanno 5 petali delicati e sono riuniti in corimbi.</p>
<p>E’ una pianta che preferisce boschi radi e luminosi, comunque all&#8217;aperto per tutto l&#8217;anno, poiché non teme il freddo. Originaria dell&#8217;arcipelago britannico, è oggi diffusa in tutte le regioni d&#8217;Italia e nel resto del mondo. Predilige posizioni soleggiate o semiombreggiate e asciutte, come campi abbandonati ed ambienti ruderali.</p>
<p><strong>Costituenti chimici</strong> presenti nell&#8217;iperico: flavonoidi (<strong>iperoside, rutina, isoquercitrina</strong>, ecc.); <strong>diantrachinoni</strong> (ipericina, pseudoipericina); <strong>xantoni</strong>; <strong>acil-floroglucinoli</strong> (iperforina); olio essenziale (i componenti principali sono <strong>idrocarburi alifatici</strong>); <strong>procianidine</strong> e <strong>tannini catechinici</strong>; derivati dell&#8217;acido caffeico, incluso l&#8217;<strong>acido clorogenico</strong>.</p>
<p>L&#8217;olio di iperico, ottenuto per macerazione in olio di oliva, presenta proprietà antinfiammatorie, cicatrizzanti e rigenerative nei confronti della pelle (veniva infatti utilizzato per trattare ferite e ustioni), attribuite all&#8217;<strong>ipericina</strong> e all&#8217;<strong>amentoflavone</strong> (un flavonoide) contenuti all&#8217;interno della pianta stessa. Nei tempi passati l’iperico veniva <strong>utilizzato come disifettante</strong> per le sue doti antibiotiche, antivirali, antimicotiche e antisettiche, o come antidolorifico da applicare in caso di dolori o ferite. Tali proprietà sarebbero attribuibili all&#8217;iperforina; diversi studi condotti <em>in vitro</em> hanno infatti messo in luce la sua azione antimicrobica nei confronti di ceppi di <em>Staphylococcus aureus</em>, compresi i ceppi meticillino-resistenti, o MRSA. L&#8217;olio di iperico è un ottimo anti-age naturale.</p>
<p>Nella <strong>medicina popolare</strong>, l&#8217;iperico viene impiegato internamente per il trattamento dei più diversi disturbi, fra cui ritroviamo: disturbi dell&#8217;apparato respiratorio, come bronchite e asma, disturbi della cistifellea, parassitosi (in particolare, infestazioni da vermi), disturbi gastrointestinali, come gastrite e diarrea, enuresi notturna e perfino reumatismi. Esternamente, invece, l&#8217;iperico è impiegato come rimedio contro i dolori muscolari.</p>
<p>Nella <strong>medicina cinese</strong>, invece, l&#8217;iperico è utilizzato esternamente sotto forma di soluzione per gargarismi contro le tonsilliti e sotto forma di lozione cutanea per contrastare le dermatosi.</p>
<p>Nella <strong>credenza popolare</strong>, raccogliere questi bellissimi fiori gialli il 24 giugno, giorno dedicato a San Giovanni, attribuisce agli stessi un potere particolare, ovvero siano in grado di scacciare ogni malattia e tutte le loro caratteristiche e proprietà siano esaltate e alla massima potenza.</p>
<p>Le origini dell’<strong>uso </strong>dell&#8217;iperico<strong> come erba medicinale</strong> sono molto antiche e se ne trova traccia negli scritti di molti secoli fa. All&#8217;iperico vengono attribuite <strong>proprietà antinfiammatorie, cicatrizzanti </strong>e, soprattutto,<strong> antidepressive e ansiolitiche</strong>. In particolare, al suo estratto secco assunto per via orale &#8211; sono attribuite attività antidepressive confermate da diversi studi e trials (rientra nella composizione del farmaco Nervaxon® indicato per il trattamento di sindromi depressive di grado lieve-moderato).</p>
<p><strong>Sicuramente tra le proprietà più note attribuite all’iperico c’è la sua capacità di combattere gli stati depressivi</strong> (depressione lieve/moderata) e ansiosi. L&#8217;erba di San Giovanni è infatti considerata un potente antidepressivo naturale e utilizzata sola o in combinazione con altri rimedi naturali (come ad esempio la passiflora o la valeriana) in caso oltre a problemi legati all’umore ci siano anche contemporaneamente disturbi come insonnia o ansia. L’azione antidepressiva dell’erba di San Giovanni, confermata da diverse ricerche scientifiche, viene esercitata <strong>attraverso l&#8217;attivazione del recettore per le benzodiazepine</strong> e viene attribuita alle azioni sinergiche esercitate dalle varie molecole rientranti nella composizione dell&#8217;estratto, in particolare alla capacità di aumentare i livelli di serotonina oltre che, in caso di disturbi del sonno, a quella di regolare la produzione di melatonina responsabile a sua volta di un efficace ritmo sonno veglia.</p>
<p><strong>L&#8217;erba di San Giovanni non possiede gli effetti anticolinergici degli antidepressivi triciclici né causa le disfunzioni sessuali </strong>associate all&#8217;uso degli inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRIs). Comunque, se è vero che ha meno effetti collaterali, sono numerose e potenzialmente gravi le sue interazioni farmacologiche. L&#8217;erba di San Giovanni inibisce molti isoenzimi del Citocromo P450, inclusi CYP<sub>2</sub>C<sub>9</sub>, CYP<sub>2</sub>D<sub>6</sub>, CYP<sub>3</sub>A<sub>4</sub> con relative conseguenze. In effetti, <strong>l</strong><strong>&#8216;iperico può interferire con molte tipologie di farmaci</strong>:</p>
<ul>
<li><strong>può potenziare gli effetti farmacologici dei farmaci antidepressivi</strong> (in particolare, SSRI ed IMAO), favorendo la comparsa della sindrome serotoninergica (caratterizzata da sintomi come agitazione, confusione mentale, ipomania, turbe della pressione arteriosa, tachicardia, brividi, ipertermia, tremori, rigidità, diarrea);</li>
<li><strong>può indurre il sistema microsomiale epatico</strong> (citocromo P450), <strong>interferendo così sulla farmacocinetica di alcuni farmaci</strong>, quali: teofillina; digossina; anticoagulanti orali; immunosoppressori (come ciclosporina, tacrolimus, sirolimus, ecc.); antivirali (come il darunavir); farmaci steroidei;</li>
<li><strong>può interferire col metabolismo</strong> di: antitumorali (come taxolo, tamoxifene, etoposide, ecc.); ipoglicemizzanti orali (come la tolbutamide); antipertensivi e antianginosi (come la torasemide, il losartan, la nifedipina e il diltiazem); anticonvulsivanti (come la carbamazepina e la fenitoina); antiaritmici (come la chinidina); antibiotici (come l&#8217;eritromicina); beta-bloccanti.</li>
</ul>
<p>Quanto sopra invita alla massima attenzione nell’uso dell’iperico; questo entra in conflitto anche <strong>con la pillola anticoncezionale</strong> e potrebbe annullarne l’efficacia.</p>
<p>Gli effetti avversi che possono presentarsi in seguito all&#8217;assunzione di iperico sono scarsi e il principale è rappresentato dall&#8217;eritema cutaneo dopo esposizione a raggi UVA per dosaggi 30-50 volte superiori a quelli terapeutici (proprietà fotosensibilizzanti).</p>
<p>Tuttavia, nell&#8217;utilizzo della pianta va usata cautela, come suggerito; alcuni studi hanno infatti riportato la comparsa di effetti indesiderati, quali: disturbi gastrointestinali (probabilmente causati dalla presenza dei tannini nella pianta); crisi ipertensive; irrequietezza; ricadute con comparsa di ansia, mania o ipomania; mal di testa; sensazione di fatica; lieve aumento dei livelli di TSH; aumento della frequenza di minzione.</p>
<p>Va assolutamente evitata l&#8217;assunzione d&#8217;iperico in caso d&#8217;ipersensibilità accertata verso uno o più componenti nonché in gravidanza e &#8211; a scopo precauzionale &#8211; anche durante l&#8217;allattamento.</p>
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