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	<title>iodio Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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	<title>iodio Archivi - amaperbene.it</title>
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		<title>Carenze nutrizionali</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/carenze-nutrizionali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Aug 2023 09:44:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Carenze nutrizionali]]></category>
		<category><![CDATA[IN PRIMO PIANO]]></category>
		<category><![CDATA[acidi grassi Omega 3]]></category>
		<category><![CDATA[acido folico]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[carenze nutrizionali]]></category>
		<category><![CDATA[ferro]]></category>
		<category><![CDATA[iodio]]></category>
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		<category><![CDATA[vitamina B12]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il nostro corpo è una macchina sofisticata e perfetta ma, per funzionare, ha bisogno di un adeguato quantitativo di nutrienti semplici come vitamine e minerali. Questi, infatti, sono indispensabili per il funzionamento degli enzimi, particolari proteine che attivano tutte le reazioni chimiche che avvengono nell’organismo; consentendoci, ed esempio, di trasformare il cibo in energia, riparare &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il nostro corpo è una macchina sofisticata e perfetta ma, per funzionare, ha bisogno di un adeguato quantitativo di nutrienti semplici come vitamine e minerali. Questi, infatti, sono indispensabili per il funzionamento degli enzimi, particolari proteine che attivano tutte le reazioni chimiche che avvengono nell’organismo; consentendoci, ed esempio, di trasformare il cibo in energia, riparare il DNA, eliminare le tossine, produrre ormoni e neurotrasmettitori, attivare il sistema immunitario e così via. La mancanza di uno solo di questi nutrienti può dare luogo a disturbi acuti oppure, se protratta nel tempo, a malattie croniche talora irreversibili. È dunque importante riconoscere precocemente i sintomi spia di deficit nutrizionali per correggerli prima che possano degenerare in malattia.</p>
<p>Le carenze nutrizionali si verificano <strong>quando una persona non riceve una quantità adeguata di uno o più nutrienti essenziali nel suo regime alimentare</strong>. Questo può accadere per diversi motivi, tra cui</p>
<ul>
<li>dieta sbilanciata e squilibrata</li>
<li>limitazione dell&#8217;assunzione di cibo</li>
<li>impossibilitato accesso a determinati alimenti</li>
<li>dieta vegana o altre forme di alimentazione condizionata</li>
<li>gravidanza e allattamento</li>
<li>età avanzata</li>
<li>intense attività sportive</li>
<li>livello di stress costante ed elevato</li>
<li>disturbi digestivi e di assorbimento (es. celiachia)</li>
<li>consumo regolare di alcol e nicotina</li>
<li>uso di farmaci</li>
</ul>
<p>Una dieta sana ed equilibrata con un&#8217;alta percentuale di alimenti provenienti da fonti vegetali offre le migliori condizioni per la prevenzione delle carenze nutrizionali. Mangiare invece in maniera non equilibrata può provocare carenze di vitamine, minerali, fibre, grassi buoni e sostanze nutritive che assicurano l&#8217;ottimale funzionamento dell&#8217;organismo. Esistono, più di altre, carenze nutrizionali maggiormente diffuse che, se non trattate, possono causare l&#8217;insorgenza di alcune patologie. Al tempo stesso, alcune malattie hanno come sintomo specifico una carenza minerale o vitaminica che può essere contrastata solo attraverso un regime alimentare sano e bilanciato.</p>
<p>A seconda di quali vitamine, minerali o oligoelementi mancano, possono comparire diversi sintomi di carenze nutrizionali.</p>
<p>I <strong>segni non specifici di una possibile carenza</strong> di nutrienti sono stanchezza, unghie fragili e mal di testa. Anche altri sintomi come pallore, vertigini o perdita di capelli possono indicare una carenza di nutrienti. Inoltre, le labbra fragili e gli angoli delle labbra screpolate possono spesso indicare una mancanza di nutrienti essenziali.</p>
<p>I sintomi di cui sopra sono destinati a servire come <strong>segnali di allarme</strong> precoce e non devono necessariamente essere direttamente correlati a una possibile carenza di nutrienti o causare preoccupazione, ma devono essere saputi interpretare correttamente. In ogni caso, la diagnosi di una carenza di nutrienti deve essere fatta da un medico professionista della nutrizione che può anche prescrivere un trattamento adeguato.</p>
<p>C’è da sottolineare che <strong>ai giorni d’oggi</strong> nei paesi industrializzati, grazie all&#8217;abbondanza di cibo, <strong>una carenza nutrizionale di sostanze nutritive è piuttosto rara</strong>. Tuttavia, alcuni sintomi di carenza come la carenza di vitamina D sono relativamente diffusi. Inoltre in una dieta vegana non ben equilibrata, vari nutrienti potenzialmente potrebbero essere forniti in modo inadeguato come le vitamine B12, B2 e D, così come calcio, ferro, iodio, zinco e selenio.</p>
<p>Tra le <strong>carenze nutrizionali più comuni rientrano le seguenti:</strong></p>
<ul>
<li><a href="/carenza-di-acido-folico/"><strong>Carenza di acido folico</strong></a></li>
<li><a href="/carenza-di-calcio/"><strong>Carenza di </strong><strong>calcio</strong></a></li>
<li><a href="/carenza-di-ferro/"><strong>Carenza di ferro</strong></a></li>
<li><a href="/carenza-di-iodio/"><strong>Carenza di iodio</strong></a></li>
<li><a href="/carenza-di-magnesio/"><strong>Carenza di magnesio</strong></a></li>
<li><a href="/carenza-di-omega-3/"><strong>Carenza di Omega 3</strong></a></li>
<li><a href="/carenza-di-potassio/"><strong>Carenza di potassio</strong></a></li>
<li><a href="/carenza-di-vitamina-b12/"><strong>Carenza di vitamina B12</strong></a></li>
<li><a href="/carenza-di-vitamina-c/"><strong>Carenza di vitamina C</strong></a></li>
<li><a href="/carenza-di-vitamina-d/"><strong>Carenza di vitamina D</strong></a></li>
<li><a href="/carenza-di-vitamina-e/"><strong>Carenza di vitamina E</strong></a></li>
</ul>
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		<title>Carenza di iodio</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/carenza-di-iodio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Aug 2023 09:30:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Carenze nutrizionali]]></category>
		<category><![CDATA[gozzo]]></category>
		<category><![CDATA[iodio]]></category>
		<category><![CDATA[ipotiroidismo]]></category>
		<category><![CDATA[ormoni tiroidei]]></category>
		<category><![CDATA[tiroide]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;iodio è un minerale essenziale per la produzione degli ormoni tiroidei [la tiroxina (T4) e la triiodotironina (T3)], che regolano il metabolismo. Nei soggetti adulti, circa l&#8217;80% dello ioduro assorbito è intrappolato nella ghiandola tiroide. La maggior parte dello iodio ambientale è presente nell&#8217;acqua di mare come ioduro; una piccola quantità entra nell&#8217;atmosfera e, attraverso &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;iodio è un minerale essenziale per la produzione degli ormoni tiroidei [la tiroxina (T4) e la triiodotironina (T3)], che regolano il metabolismo. Nei soggetti adulti, circa l&#8217;80% dello ioduro assorbito è intrappolato nella ghiandola tiroide. La maggior parte dello iodio ambientale è presente nell&#8217;acqua di mare come ioduro; una piccola quantità entra nell&#8217;atmosfera e, attraverso la pioggia, entra nelle acque freatiche e nel terreno vicino al mare. Così, le persone che vivono lontano dal mare e ad altitudini maggiori sono particolarmente a rischio di sviluppare una carenza di iodio.</p>
<p><a href="https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/08/carenza-iodio-2.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-27841" src="https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/08/carenza-iodio-2-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" srcset="https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/08/carenza-iodio-2-300x201.jpg 300w, https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/08/carenza-iodio-2-768x514.jpg 768w, https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/08/carenza-iodio-2.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Il sale da tavola addizionato con lo ioduro (tipicamente 70 mcg/g) aiuta ad assicurare un apporto adeguato (150 mcg/die). Le richieste sono più elevate in gravidanza (220 mcg/die) e durante l&#8217;allattamento (290 mcg/die).</p>
<p>La carenza di iodio è una condizione che si verifica quando una persona non riceve una quantità sufficiente di iodio nella propria dieta.</p>
<p>L&#8217;iodio è un minerale essenziale per la sintesi degli ormoni tiroidei, che sono responsabili della regolazione del metabolismo e dello sviluppo normale del cervello e del sistema nervoso. La carenza di iodio può avere conseguenze significative sulla salute, tra cui</p>
<ul>
<li><strong>Gozzo</strong>: una carenza prolungata di iodio può causare un aumento delle dimensioni della ghiandola tiroidea, che si manifesta come un gozzo. Il gozzo può essere evidente come una protuberanza visibile nel collo ed è una risposta del corpo per cercare di produrre più ormoni tiroidei.</li>
<li><strong>Ipotiroidismo </strong>(mixedema endemico): la carenza di iodio può portare a un basso livello di ormoni tiroidei nel corpo, causando ipotiroidismo. Questa condizione può provocare affaticamento, aumento di peso, sensazione di freddo, pelle secca, capelli fragili, affaticamento mentale, depressione e alterazioni del ciclo mestruale.</li>
<li><strong>Problemi neurologici nel feto e nei bambini</strong>: l&#8217;iodio è particolarmente importante durante la gravidanza e nell&#8217;infanzia, poiché è fondamentale per lo sviluppo del cervello. La carenza di iodio durante la gravidanza può aumentare il rischio di ritardo mentale e problemi neurologici nel feto. Nei bambini, la carenza di iodio può portare a ritardo mentale, ridotta capacità di apprendimento e compromissione delle funzioni cognitive.</li>
</ul>
<p>La carenza di iodio può essere evitata attraverso l&#8217;assunzione di <strong>alimenti ricchi di iodio</strong>, come il pesce (il merluzzo e l&#8217;eglefino sono pesci ricchi di iodio), le alghe marine, il sale iodato e alcuni latticini. In alcuni casi, può essere necessario l&#8217;uso di <strong>integratori </strong>di iodio, soprattutto nelle zone geografiche in cui l&#8217;iodio è scarso nel terreno e nelle abitudini alimentari locali.</p>
<p>È importante notare che <strong>un&#8217;eccessiva assunzione di iodio può anche essere dannosa</strong>. Pertanto, è consigliabile seguire le linee guida raccomandate per l&#8217;assunzione di iodio e consultare un medico endocrinologo per determinare la quantità adeguata di iodio necessaria per soddisfare le esigenze individuali.</p>
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		<item>
		<title>Kelp &#124; Macrocystis pyrifera (L.) C.A. Agardh.</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/kelp-macrocystis-pyrifera-l-c-a-agardh/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 May 2023 16:20:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[alginati]]></category>
		<category><![CDATA[foreste marine]]></category>
		<category><![CDATA[grandi alghe brune]]></category>
		<category><![CDATA[iodio]]></category>
		<category><![CDATA[kelp gigante]]></category>
		<category><![CDATA[Macrocystis pyrifera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Macrocystis pyrifera, conosciuta anche come kelp gigante, è una specie di kelp (grandi alghe brune) appartenente alla famiglia Laminariaceae, ed una delle quattro specie del genere Macrocystis. Viene raccolta perché ricca di minerali come iodio, potassio e altri; ma i prodotti principali ottenuti da essa sono gli alginati (questi sono usati come addensanti e stabilizzanti &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Macrocystis pyrifera</em></strong>, conosciuta anche come <strong>kelp gigante</strong>, è una specie di kelp (<strong>grandi alghe brune</strong>) appartenente alla famiglia <em>Laminariaceae</em>, ed una delle quattro specie del genere <em>Macrocystis</em>.</p>
<p>Viene raccolta perché ricca di minerali come <strong>iodio, potassio</strong> e altri; ma i prodotti principali ottenuti da essa sono gli <strong>alginati </strong>(questi sono usati come addensanti e stabilizzanti nell&#8217;industria alimentare, farmaceutica e cosmetica).</p>
<p>E’ la più grande di tutte le alghe, e riceve il suo nome dalle sue dimensioni ragguardevoli dato che: può arrivare a 50 m di altezza. Il fusto si sviluppa in modo irregolare, ma è ricco di vesciche contenenti gas che rendono stabile l&#8217;alga. Viene ritenuta uno degli organismi a crescita più veloce della Terra (circa 0,61 m. al giorno).</p>
<p>È comune lungo la costa orientale dell&#8217;oceano Pacifico orientale (Baja California, sud-est dell&#8217;Alaska, Perù, Cile, Terra del Fuoco) e Australia (Victoria, Tasmania e Nuovo Galles del Sud) e vicino alle isole dell&#8217;oceano Atlantico meridionale (es. Tristan da Cunha, Gough etc.). <strong>Crea delle vere &#8220;foreste marine</strong>&#8220;, infatti cresce in gruppi anche molto densi che fungono da riparo per numerosi organismi marini, sia pesci che invertebrati, che trovano in essi anche il loro cibo. Vive in acque fredde (con temperature inferiori ai 21°) e ricche di sostanze nutritive.</p>
<p>Il termine <em>Macrocystis</em> proviene dal greco μακρόϛ <em>macrós</em> lungo, grande, lungo e da κύστις cýstis <em>vescica</em>, <em>cistidio</em>. L’epiteto specifico <em>pyrifera </em>viene dal greco πῦρ, πῠρός <em>pyr, pyrós</em> fuoco: per la forma e dal latino <em>fer</em>, fero.</p>
<p>La pianta è stata utilizzata per molti anni come <strong>fonte di cibo</strong>.</p>
<p>Quest’alga, oltre a vari composti, sali e minerali contiene molte vitamine ed amminoacidi; tra questi ultimi ci sono: acido aspartico e glutammico, alanina, arginina, cistina, glicina, fenilalanina, istidina, leucina, isoleucina, lisina, prolina, metionina, serina, tirosina, triptofano, valina e treonina. Tuttavia il contenuto più rilevante è l’altissima concentrazione di <strong>iodio</strong> che può raggiungere in determinate specie 2.984 mcg x grammo. Inoltre <strong>100 grammi di alga kelp hanno una resa calorica pari a 43 kcal</strong>.</p>
<p>E’ utilizzata anche come <strong>integratore alimentare</strong>. Integratori di alga kelp vengono consigliati per l&#8217;artrite infiammatoria, la psoriasi, i problemi circolatori e i disturbi renali, la costipazione e disturbi di digestione (tipo la flatulenza).</p>
<p>L&#8217;assunzione prolungata di alginati può interferire con l&#8217;assorbimento del ferro e di altri oligoelementi a livello intestinale; sembra inoltre che l&#8217;alginato di sodio abbia capacità di ridurre l´assorbimento dello stronzio e diminuisce la ritenzione, nei ratti, di altri cationi radioattivi bivalenti [Ba&gt;Sr&gt;Sn&gt;Cd&gt;Mn&gt;Zn&gt;Hg].</p>
<p>La domanda di questa alga è in aumento a causa del suo possibile uso come fertilizzante, come mangime per altre specie allevate, come i gamberi, come possibile materia prima per la conversione in etanolo per i biocarburanti.</p>
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		<title>Corallina vera &#124; Corallina officinalis L. var.</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/corallina-vera-corallina-officinalis-l-var/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 May 2023 11:13:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[Alga corallina]]></category>
		<category><![CDATA[alga rossa]]></category>
		<category><![CDATA[arsenico]]></category>
		<category><![CDATA[ascaridi]]></category>
		<category><![CDATA[bromo]]></category>
		<category><![CDATA[iodio]]></category>
		<category><![CDATA[ossiuri]]></category>
		<category><![CDATA[pentosano]]></category>
		<category><![CDATA[sostanze resinose]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E’ il nome botanico di una specie di alghe rosse multicellulari del genere Corallina, famiglia Corallinaceae. Sono alghe comuni trovate in Europa, Africa, Asia, Nord America, Sud America, isole atlantiche, isole dei Caraibi, Australia e Nuova Zelanda. E’ così chiamata perché nasce sugli scogli e ricorda per l&#8217;aspetto un piccolo polipaio di Corallo. L’epiteto specifico &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E’ il nome botanico di una specie di <strong>alghe rosse</strong> multicellulari del genere Corallina, famiglia <em>Corallinaceae</em>.</p>
<p>Sono alghe comuni trovate in Europa, Africa, Asia, Nord America, Sud America, isole atlantiche, isole dei Caraibi, Australia e Nuova Zelanda.</p>
<p>E’ così chiamata perché nasce sugli scogli e ricorda per l&#8217;aspetto un piccolo <strong>polipaio di Corallo</strong>. L’epiteto specifico <em>officinalis </em>viene da <em>offícina</em>, laboratorio medioevale; termine usato per le specie usabili in farmaceutica, erboristeria, liquoristica, profumeria e simili.</p>
<p>Il tallo della <em>Corallina officinalis</em> è, generalmente, saldamente attaccato alla roccia e cresce in ciuffi fino ad una lunghezza di 120 mm. Questo ha ramificazioni pennate articolate con rami laterali opposti successivi. Ogni fronda è costituita da stipi calcificati cilindrici che mostrano segmenti ciascuno un po’ più lunghi che larghi, che si alzano da una base crostosa come un filo di perle che diventano più grandi e più a forma di cuneo più in alto sul gambo. Le fronde sono di colore rosato che possono sbiancare e diventare bianche se esposte alla luce solare.</p>
<p>I sessi di questa specie sono portati su piante separate e appaiono come piccoli noduli calcarei.</p>
<p>Quest’alga forma depositi di <strong>carbonato di calcio</strong> all’interno delle sue cellule che servono a rafforzare il tallo. Questi depositi bianchi fanno apparire le alghe di colore rosa, con macchie bianche dove il carbonato di calcio è particolarmente concentrato. La presenza del carbonato di calcio <strong>la rende sgradevole alla maggior parte dei pesci</strong> e degli organismi rocciosi.</p>
<p><strong>Costituenti principali</strong>: piccole quantità di <strong>bromo</strong>, iodio e tracce di <strong>arsenico</strong>, <strong>sostanze resinose</strong> e <strong>pentosano</strong>.</p>
<p><strong>Ritenuta attiva nelle infestazioni da ascaridi e da ossiuri</strong>, come tale è tuttora usata nella medicina popolare, specialmente in Corsica ed in altre località della costa tirrenica e delle isole. In realtà la somministrazione di preparati di Corallina provoca, nei soggetti affetti da ossiuriasi e da ascaridiosi, sebbene non costantemente, l&#8217;espulsione di un notevole numero di elminti. Molto verosimilmente ciò può esser dovuto al fatto che la droga nota in commercio col nome di <strong>Corallina di Corsica</strong> è costituita non da una sola alga ma da un miscuglio di diverse specie (più di 40), nel quale queste vi entrano in proporzioni varie ed incostanti. Specie officinali sono considerate la <em>Corallina officinalis</em> e l’<em>Alsidium helminthochorton </em>Kutzing e non è noto se le altre alghe da cui è costituita la droga, siano dotate di attività antielmintica e in quale misura; manca in proposito la conferma di dati sperimentali e clinici attendibili. Ad ogni modo, è bene tener distinta la <em>Corallina officinalis</em> dalla corallina di Corsica.</p>
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		<item>
		<title>Fuco &#124; Fucus vesiculosus L.</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/fuco-fucus-vesiculosus-l/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Apr 2023 11:05:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[acido alginico]]></category>
		<category><![CDATA[Alga bruna]]></category>
		<category><![CDATA[betacarotene]]></category>
		<category><![CDATA[bromo]]></category>
		<category><![CDATA[fluoroglucinolo]]></category>
		<category><![CDATA[Fuco]]></category>
		<category><![CDATA[fucoidano]]></category>
		<category><![CDATA[fucoxantina]]></category>
		<category><![CDATA[iodio]]></category>
		<category><![CDATA[laminarina]]></category>
		<category><![CDATA[mucopolisaccaridi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Fuco (Fucus vesiculosus L.) è un&#8217;alga marina appartenente alla famiglia delle Fucaceae di cui si utilizza il tallo lungo fino a 2 metri, molle e appiattito, di colore verde oliva, suddiviso in un rizoide, o disco basale a ventosa con cui aderisce alla roccia, uno stipite provvisto di due parti appiattite ad ala, e &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Fuco</strong> (<em>Fucus vesiculosus </em>L.) è un&#8217;alga marina appartenente alla famiglia delle <em>Fucaceae</em> di cui si utilizza il tallo lungo fino a 2 metri, molle e appiattito, di colore verde oliva, suddiviso in un rizoide, o disco basale a ventosa con cui aderisce alla roccia, uno stipite provvisto di due parti appiattite ad ala, e di una fronda, con ramificazione dicotomica, che si risolve in due lamine nastriformi larghe fino a 5 cm, con una nervatura mediana più o meno evidente a seconda della specie. All&#8217;estremità di alcune lamine si presentano rigonfiamenti riproduttivi. Questi sono costellati da sporgenze che prendono il nome di <strong>concettacoli</strong> e corrispondono a cavità sferiche comunicanti con l&#8217;esterno tramite un canalicolo (ostiolo). Essi sono rigonfi per la presenza di depositi di sostanze gelatinose, e <strong>contengono i gameti femminili (oosfere) o i gameti maschili (anterozoidi).</strong></p>
<p>La pianta predilige i mari freddi (Mar Baltico, Mare del Nord, coste dell’Oceanno Atlantico e del Pacifico), tuttavia ne esistono alcune a larga tolleranza per le regioni temperate e calde che, però, perdono capacità di riproduzione sessuale. Il <em>Fucus vesiculosus </em>è comune nelle isole Britanniche e in quelle atlantiche di America ed Europa settentrionale, cresce anche lungo le coste rocciose del Marocco, riproducendosi unicamente per frammentazione. In caso di bassa marea si possono notare delle distese di queste alghe brune, ma non sopravvivono per più di 5-6 ore in assenza d’acqua, ed è questo il motivo per cui crescono su scogli sommersi.</p>
<p>Il Fucus si presta bene alla coltivazione e raccolta per la sua grande capacità riproduttiva. La coltivazione è naturalmente diversa da quella comune in agricoltura. I coltivatori scelgono zone di mare in cui vivono già un certo numero di esemplari di alghe ma dove il fondale marino non presenta abbastanza scogli che favoriscano la propagazione. A questo punto gettano in mare grandi pietre ruvide a una determinata profondità, distribuiti in ampie aree di mare. Divise da opportuni corridoi che renderanno più facile la procedura di taglio e raccolta. Le correnti marine favoriranno la propagazione delle specie presenti trovando in queste pietre un ambiente favorevole per la germinazione e crescita di nuovi talli. La raccolta avviene in primavera nel secondo anno di vita.</p>
<p>L’alga contiene <strong>mucopolisaccaridi </strong>(tra cui spicca l’<strong>acido alginico</strong>, <strong>fucoidano</strong> e <strong>laminarina</strong>), polifenoli (<strong>fluoroglucinolo</strong>), vitamine (soprattutto B1, C, E), tannini, steroli vegetali, pigmenti vegetali (<strong>fucoxantina, betacarotene</strong>) sali minerali (<strong>iodio</strong>, bromo, potassio, sodio, magnesio, ferro).</p>
<p>La pianta è nota per le sue <strong>proprietà lassative e dimagranti</strong>. In effetti, lo iodio, assorbito dal mare, presente sia in forma inorganica, che legato a proteine, nell’assunzione, viene assimilato con facilità dall&#8217;organismo e va a concentrarsi nella tiroide, dove è incorporato negli ormoni tiroidei, tiroxina e triiodotironina. Questi stimolano a loro volta il metabolismo basale, accelerano il ricambio, regolarizzando il processo di sintesi dei grassi da parte del nostro organismo. Il fucus perciò, esplicando un’azione stimolante del metabolismo, favorisce la funzionalità tiroidea in caso di ipotiroidismo. Per questa <strong>ragione è impiegato nelle diete dimagranti, nel trattamento della cellulite</strong>. Infatti le mucillagini di cui si compongono, una volta raggiunto lo stomaco, tendono ad assorbire acqua sino a cinque volte il proprio peso, trasformandosi in una massa gelificata il cui volume contribuisce al senso di sazietà, <strong>diminuendo</strong> quindi <strong>lo stimolo della fame</strong> e permettendo un minore apporto calorico. Inoltre <strong>la massa creatasi</strong> agisce come uno stimolante della peristalsi, ovvero <strong>favorisce il transito intestinale</strong> tramite un’azione meccanica. Grazie ai gel vischiosi formati è usata anche contro il reflusso gastro-esofageo, in virtù della loro azione antinfiammatoria e protettiva sulla mucosa dello stomaco.</p>
<p>Il fucus è impiegato nella formulazione di fanghi e prodotti contro la cellulite.</p>
<p>In <strong>cosmetica</strong>, l’estratto di Fucus trova impiego in numerose preparazioni cosmetiche (creme, saponi, detergenti, ecc), per la sua azione remineralizzante e tonificante sulla pelle.</p>
<p>In <strong>cucina</strong>, i derivati degli alginati vengono utilizzati nell’industria alimentare come addensanti e gomme alimentari per la produzione di budini, gelati e formaggi lavorati.</p>
<p><strong>Controindicazioni</strong>: Il fuco è controindicato in pazienti cardiopatici, in particolare se portatori di aritmie tachicardiche, nell’ipertensione arteriosa grave, in gravidanza e durante l’allattamento. Non va usato in pazienti portatori di malattie tiroidee o ipertiroidei o ipotiroidei che assumono l’Eutirox, perché sommandosi gli effetti, il fucus può causare effetti collaterali quali tremori, irritabilità, tachicardia, insonnia e ipertensione arteriosa.</p>
<p>Viene sconsigliata l’assunzione continuativa, per più di 6-8 settimane, di integratori contenenti fuco o meglio effettuare dei cicli di due mesi seguiti da un periodo di sospensione del trattamento. Non va assunto la sera.</p>
<p>Evitare l’assunzione in caso di sensibilità soggettiva ad alcuni componenti. Un dosaggio troppo alto può causare: tachicardia, tremori e pressione alta.</p>
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