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	<title>integratori alimentari Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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		<title>Il florido mercato degli integratori</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/il-florido-mercato-degli-integratori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 May 2025 07:59:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pillole di Conoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[integratori alimentari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi anni, l’attenzione verso la salute e il benessere ha spinto sempre più persone a rivolgersi agli integratori alimentari come supporto quotidiano. Questo fenomeno riflette, tra l’altro, l’assunzione di una crescente consapevolezza sull’importanza di mantenere un equilibrio nutrizionale ottimale e di prevenire carenze che potrebbero compromettere il benessere generale. Secondo un’indagine condotta da Future &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi anni, l’attenzione verso la salute e il benessere ha spinto sempre più persone a rivolgersi agli integratori alimentari come supporto quotidiano. Questo fenomeno riflette, tra l’altro, l’assunzione di una crescente consapevolezza sull’importanza di mantenere un equilibrio nutrizionale ottimale e di prevenire carenze che potrebbero compromettere il benessere generale.</p>
<p>Secondo un’indagine condotta da Future Concept Lab per conto dell’associazione Integratori &amp; Salute, quasi 30 milioni di italiani adulti (73% degli intervistati) hanno utilizzato nel 2022 integratori alimentari almeno una volta e più di 8 italiani su 10 (83%) li hanno usati nel corso della propria vita. Secondo l’indagine, tra le “buone regole” per preservare il proprio benessere ci sono un equilibrato regime alimentare (29,8%), ritagliarsi pause di relax (21,7%) e svolgere attività fisica costante (20,8%). In particolare, quasi 6 italiani su 10 prestano attenzione, oggi, a ciò che mangiano, più che in passato. A questo si aggiunge il valore attribuito agli integratori per il mantenimento del benessere fisico e mentale, con il 73,3% degli italiani che, nell’ultimo anno, ha utilizzato integratori alimentari almeno una volta e l’82,8% che li ha usati nel corso della propria vita. Gli integratori, in particolare, sono considerati un “buon aiuto per tutti”, per il 71,3% degli intervistati, ma anche “un supporto per mangiare sano e fare movimento” (71,3%) e per “sostenere il benessere psicofisico” (64,5%). Per il 70,2% degli italiani, la farmacia è il principale luogo di acquisto degli integratori, mentre molto meno diffuso &#8211; lo fanno 2 italiani su 10 (22,4%) &#8211; è l’acquisto in autonomia al supermercato. In effetti, dall’indagine è emerso che prima di comprare un integratore alimentare, gli italiani si affidano al consiglio dei professionisti della salute, prima di tutto al medico (48,4%) e poi al farmacista (36,3%).</p>
<p>Secondo un’elaborazione di Unione italiana food su dati New Line, nel 2023 il fatturato del settore ha raggiunto i 4.545 milioni di euro e le vendite in quantità hanno superato le 299 mila tonnellate. L’Italia si conferma il primo mercato europeo, con il 26% delle vendite totali, seguita da Germania (19%) e Francia (15%).</p>
<p>Il canale di vendita di gran lunga prevalente rimane quello delle farmacie, con un valore di 3.538 milioni di euro, pari al 77,9% del totale, seguito a grande distanza da Gdo (Grande distribuzione organizzata con un’incidenza del 7,7%), parafarmacie (7,6%), canale “on line” (6,9%).</p>
<p>In farmacia, come segmento leader di mercato, si confermano i “probiotici”, con 537,3 milioni di euro, che rappresentano una fetta dell’15,2% del mercato. Al secondo posto, si classificano i “sali minerali”, con 335,2 milioni di euro (con un’incidenza del 9,2% e una crescita del +2,7% sul 2022). Al terzo e quarto posto troviamo “vitamine” e “tonici”, con quote superiori al 6%.</p>
<p>Si tratta pertanto di un mercato florido e in continua espansione che solo nell’ultimo anno ha visto il debutto di circa 4 mila nuove referenze. Dominato da prodotti vitaminici e per la funzionalità dell’apparato digerente, che rappresentano il 49% delle vendite, il mondo degli integratori alimentari continua a crescere, con una impennata nel 2024 del 5,5%: oggi vale <strong>5,2 miliardi</strong>. Un mercato quindi in continua crescita, spinto <em>da una attenzione sempre più forte da parte dei consumatori nei confronti della prevenzione. </em>È un mondo ancora dominato dalle farmacie che rappresentano il <strong>76% del mercato</strong> e che chiama direttamente in causa le competenze e la professionalità dei farmacisti, ai quali i clienti si rivolgono per avere consigli e ottenere spiegazioni. Sono proprio le farmacie che continuano ad essere i luoghi di vendita privilegiati, nonostante prezzi leggermente più elevati rispetto a quelli dell’<em>e-commerce</em>: una media di <strong>18 euro a confezione contro i 12 delle piattaforme online</strong>.</p>
<p>Anche la grande distribuzione organizzata si è affacciata da tempo sul mercato degli integratori senza tuttavia riuscire a scalfire la posizione dominante delle farmacie, dove vanno a ruba i <strong>probiotici</strong> (costituiscono il 10% del valore complessivo del venduto), seguiti dai <strong>prodotti a base di minerali</strong> (magnesio e potassio soprattutto) e da quelli per la funzionalità dell’apparato digerente.</p>
<p>Si registra un boom di vendite tra i senior, per i quali l’obiettivo primario è rappresentato dal  <strong>mantenimento in salute</strong>  (per il 77% dei senior). Ricorrono agli integratori il 24%, puntando soprattutto su multivitaminici, prodotti per il buon funzionamento dell’intestino o per tenere sotto controllo il colesterolo. Ci sono però alcune <strong>differenze tra uomini e donne</strong>, con i primi che insieme alle vitamine privilegiano gli integratori per la funzionalità urinaria, le seconde più attente all’apparato digerente.</p>
<p>Tra gli uomini in particolare vanno a ruba i prodotti per la prostata (un mercato di oltre 95 milioni di euro all’anno). In crescita anche gli integratori per il benessere e la bellezza: collagene e acido ialuronico valgono oggi 37 milioni, con un balzo in anno che supera il 34%.</p>
<p>Con l’avvicinarsi poi della stagione estiva, anche il consumo di integratori subisce delle variazioni. Durante l’estate è frequente avvertire un senso di spossatezza che può tradursi in affaticamento fisico e mentale. Le temperature elevate e l’eccessiva sudorazione mettono, infatti, a dura prova l’organismo, favorendo la perdita di sali minerali e l’alterazione dell’equilibrio idrosalino. Oltre a questo, il caldo ha effetti sulla circolazione: le alte temperature determinano una dilatazione dei vasi sanguigni, che si traduce in gonfiore a piedi, gambe e caviglie. Allo stesso tempo, in estate si tende a fare meno sport, limitando l’effetto benefico del movimento dei muscoli sul drenaggio svolto dal sistema linfatico.</p>
<p>In questo contesto, è importante adottare strategie mirate, come migliorare la qualità del riposo e seguire un’alimentazione equilibrata che fornisca tutti i micronutrienti necessari per ridurre stanchezza e affaticamento. Un valido aiuto può allora venire dall’uso appropriato di integratori alimentari, in particolare di quelli a base di vitamine del gruppo B – come la vitamina B2, la vitamina B3, la vitamina B6, folati e vitamina B12 – insieme alla vitamina C e al magnesio, svolgono un ruolo importante nel sostenere la normale funzione psicologica e, insieme al ferro, nel mantenimento del metabolismo energetico. In caso di carenze, un’integrazione mirata – sempre sotto il parere e la supervisione del medico – può risultare un valido supporto per ripristinare i livelli ottimali e migliorare il benessere generale</p>
<p>Secondo i dati rilevati da New Line relativi nel periodo luglio – settembre 2024, si è registrato un picco nelle vendite di integratori a base di magnesio e potassio, che raggiungono i 3,1 milioni di confezioni vendute (+0,4%), pari alla metà della vendita annuale del 2024 (6,1 milioni di confezioni). Seguono gli integratori a base di ferro, con 1 milione di confezioni vendute (+5,8%) e, stesso dato per gli integratori di magnesio con 1 milione di confezioni vendute, che mostrano un&#8217;ottima performance rispetto all&#8217;anno precedente, con incremento del +15,5%. Anche gli integratori di vitamine mostrano un andamento positivo, con quelle del gruppo B che guidano la categoria anche nei mesi estivi con 1,1 milioni di confezioni vendute (+4%). In seconda posizione troviamo gli integratori a base di vitamina D, con 700 mila confezioni vendute (+3,7%) e, infine, la vitamina C con 500 mila confezioni vendute (+12,5%)</p>
<p>Durante l’estate, è importante prestare attenzione anche alla salute della pelle, che risente dell’aumentata esposizione ai raggi solari. Un apporto nutrizionale ottimale e un’adeguata integrazione a base di vitamine possono rappresentare un valido complemento alle strategie tradizionali di fotoprotezione, come evitare l’esposizione nelle ore centrali della giornata o utilizzare schermi solari topici. Importanti micronutrienti come la vitamina B2, la vitamina B3, la vitamina A (necessaria per l’integrità delle cellule epiteliali) e lo zinco. La vitamina C, oltre a proteggere le cellule dallo stress ossidativo, stimola la sintesi di collagene, mentre l’associazione orale di vitamina C ed E è stata proposta per ridurre l’eritema indotto da raggi UV.</p>
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		<title>L’assunzione di integratori può rallentare la progressione della degenerazione maculare secca senile</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/lassunzione-di-integratori-puo-rallentare-la-progressione-della-degenerazione-maculare-secca-senile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Aug 2024 15:18:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pillole di Conoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[integratori]]></category>
		<category><![CDATA[integratori alimentari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’assunzione giornaliera di un integratore contenente vitamine e minerali antiossidanti rallenta la progressione della degenerazione maculare secca senile (AMD) in fase avanzata, aiutando potenzialmente le persone affette da questa patologia in fase avanzata a preservare la visione centrale. Sono questi i risultati ottenuti dai ricercatori del National Institutes of Health (NIH) i quali hanno scoperto &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’assunzione giornaliera di un integratore contenente vitamine e minerali antiossidanti rallenta la progressione della degenerazione maculare secca senile (AMD) in fase avanzata, aiutando potenzialmente le persone affette da questa patologia in fase avanzata a preservare la visione centrale.</p>
<p>Sono questi i risultati ottenuti dai ricercatori del National Institutes of Health (NIH) i quali hanno scoperto che assumere un integratore giornaliero contenente vitamine e minerali antiossidanti rallenta la progressione della degenerazione maculare secca senile (AMD) in fase avanzata, aiutando potenzialmente le persone con malattia in fase avanzata a preservare la loro visione centrale. I ricercatori hanno esaminato le scansioni retiniche originali dei partecipanti agli studi sulle malattie oculari legate all&#8217;età (AREDS e AREDS2) e hanno scoperto che, per le persone con AMD secca in fase avanzata, assumere l&#8217;integratore antiossidante ha rallentato l&#8217;espansione delle regioni di atrofia geografica verso la regione foveale centrale della retina. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Ophthalmology.</p>
<p>Nella loro analisi, i ricercatori hanno esaminato le scansioni retiniche originali dei partecipanti agli studi AREDS (totale 318 partecipanti, 392 occhi) e AREDS2 (totale 891 partecipanti, 1210 occhi) che hanno sviluppato AMD secca, calcolando la posizione e il tasso di espansione delle loro regioni di atrofia geografica. Per quelle persone che hanno sviluppato atrofia geografica nella loro visione centrale, gli integratori hanno avuto scarsi benefici. Ma per la maggioranza che ha sviluppato atrofia geografica lontano dalla fovea, gli integratori hanno rallentato il tasso di espansione verso la fovea di circa il 55% in una media di tre anni.</p>
<p>Nella AMD precoce e intermedia, la retina sensibile alla luce nella parte posteriore dell&#8217;occhio sviluppa piccoli depositi gialli di proteine ​​grasse chiamate <em>drusen</em>. Quando la malattia progredisce allo stadio avanzato, le persone possono sviluppare vasi sanguigni permeabili (AMD &#8220;umida&#8221;) o possono perdere regioni di cellule sensibili alla luce nella retina (AMD &#8220;secca&#8221;). L&#8217;atrofia geografica in queste regioni si espande lentamente nel tempo, causando la perdita progressiva della visione centrale.</p>
<p>Lo studio AREDS originale ha scoperto che una formula di integratore contenente antiossidanti (vitamina C, E e beta-carotene), insieme a zinco e rame, potrebbe rallentare la progressione dell&#8217;AMD in fase intermedia o avanzata. Lo studio AREDS2 successivo ha scoperto che la sostituzione degli antiossidanti luteina e zeaxantina con il beta-carotene ha migliorato l&#8217;efficacia della formula di integratore ed eliminato alcuni rischi. All&#8217;epoca, nessuno dei due studi ha rilevato ulteriori benefici una volta che i partecipanti avevano sviluppato la malattia in fase avanzata.</p>
<p>Tuttavia, quell&#8217;analisi originale non teneva conto di un fenomeno nella forma secca dell&#8217;AMD tardiva chiamato &#8220;risparmio foveale&#8221;. Mentre tutte le regioni della retina sono sensibili alla luce, la regione che ci dà la visione centrale con la massima acuità è chiamata fovea. Molte persone con AMD secca sviluppano prima un&#8217;atrofia geografica al di fuori di questa regione foveale e perdono la visione centrale solo quando le regioni di atrofia geografica si espandono nell&#8217;area foveale.</p>
<pre>Tiarnan DL Keenan, Elvira Agrón, Pearse A. Keane, Amitha Domalpally, Emily Y. Chew. Gli integratori antiossidanti orali e di luteina/zeaxantina rallentano la progressione dell'atrofia geografica alla fovea nella degenerazione maculare legata all'età. Oftalmologia, 2024; DOI: 10.1016/j.ophtha.2024.07.014</pre>
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		<title>L’assunzione quotidiana di integratori multivitaminici non allunga la vita</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/lassunzione-quotidiana-di-integratori-multivitaminici-non-allunga-la-vita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Jul 2024 10:09:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pillole di Conoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[integratori alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[multivitaminici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Uno studio americano smentisce l&#8217;effetto longevità degli integratori multivitaminici: quando non c’è necessità potrebbero persino nuocere, aumentando il rischio di mortalità precoce, e di sicuro interagiscono con certi farmaci. Secondo un’indagine di mercato, negli Stati Uniti circa un consumatore su tre consuma abitualmente multivitaminici nella speranza di migliorare il proprio benessere e vivere più a &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Uno studio americano smentisce l&#8217;effetto longevità degli integratori multivitaminici: quando non c’è necessità potrebbero persino nuocere, aumentando il rischio di mortalità precoce, e di sicuro interagiscono con certi farmaci.</p>
<p>Secondo un’indagine di mercato, negli Stati Uniti circa un consumatore su tre consuma abitualmente multivitaminici nella speranza di migliorare il proprio benessere e vivere più a lungo. Essi sono sempre più popolari anche in Italia e nel resto d’Europa, dove ormai vengono venduti in tutti i formati, inclusi accattivanti gelatine che ricordano caramelle. In Italia il ricorso agli integratori è cresciuto negli anni. Secondo una ricerca condotta nel 2023 dall’Unione italiana Food, quasi 30 milioni di italiani adulti (il 73% degli intervistati) ne avevano utilizzati almeno una volta in un anno, (l’83% almeno una volta nella vita), spesso senza un’esigenza medica.</p>
<p>Ora un nuovo studio pubblicato sulla rivista JAMA Network Open mette in discussione questa abitudine, suggerendo di non assumere integratori in assenza di esami del sangue che lo giustifichino.</p>
<p>La ricerca dei National Institutes of Health ha raccolto i dati di oltre 400.000 persone che per 20 anni hanno assunto regolarmente multivitaminici pur non avendo problemi di salute. L’età media dei partecipanti era di 61,5 anni: tutti in relativa salute, senza malattie croniche pregresse. Lo studio non ha trovato prove che il consumo quotidiano di multivitaminici riduca il rischio di morte precoce per cancro, arresti cardiaci o altre malattie comuni, concludendo che i multivitaminici non aiutano a prolungare la vita, anzi, a dirla tutta, i dati suggeriscono che, nelle persone sane, potrebbero essere controproducenti. In effetti, negli individui sani, a cui non è stata prescritta una dieta per compensare eventuali carenze di vitamine o altri componenti delle emoglobine, gli integratori multivitaminici non solo non introducono grossi benefici, ma potrebbero addirittura essere controproducenti e potenzialmente dannosi.</p>
<p>Secondo i ricercatori, piuttosto che vivere più a lungo, le persone altrimenti sane che hanno partecipato allo studio assumendo multivitaminici quotidianamente avevano una probabilità maggiore, per quanto di poco (4%), di morire rispetto ai non utilizzatori. Sono stati 165.000 i volontari morti nel corso dei 20 anni in cui sono stati raccolti i dati. Un dato, per l’appunto, leggermente superiore a quello che ci si sarebbe aspettato.</p>
<p>Vale la pena di precisare che lo studio ha analizzato esclusivamente i dati sulle persone sane, e nulla dice su chi assume integratori vitaminici perché effettivamente deve risolvere una carenza di vitamine certificata da esami medici.</p>
<pre>Fonte: Barnard ND, Kahleova H, Becker R. The Limited Value of Multivitamin Supplements. JAMA Netw Open. 2024;7(6):e2418965. doi:10.1001/jamanetworkopen.2024.18965</pre>
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		<title>Dieta macrobiotica</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/dieta-macrobiotica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Mar 2024 16:27:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le Diete]]></category>
		<category><![CDATA[Regimi Alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[alimenti integrali]]></category>
		<category><![CDATA[cibi bilanciati]]></category>
		<category><![CDATA[cibi yang-alcalini]]></category>
		<category><![CDATA[cibi yin-acidi]]></category>
		<category><![CDATA[dieta macrobiotica]]></category>
		<category><![CDATA[dieta vegetariana]]></category>
		<category><![CDATA[integratori alimentari]]></category>
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		<category><![CDATA[yin]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La dieta macrobiotica è un approccio dietetico basato sulla filosofia orientale che enfatizza il consumo di alimenti integrali, principalmente cereali, legumi, verdure e alghe marine, mentre limita o evita cibi altamente processati, zuccheri raffinati e carne. È stata ideata nel 1900 e sviluppata nel dopoguerra dal filosofo giapponese George Ohsawa e successivamente diffusa da Michio &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>dieta macrobiotica</strong> è un approccio dietetico basato sulla filosofia orientale <strong>che enfatizza il consumo di alimenti integrali</strong>, principalmente cereali, legumi, verdure e alghe marine, mentre limita o evita cibi altamente processati, zuccheri raffinati e carne. È stata ideata nel 1900 e sviluppata nel dopoguerra dal filosofo giapponese George Ohsawa e successivamente diffusa da Michio Kushi. Georges Ohsawa si era ispirato all&#8217;antica medicina orientale di derivazione Taoista, secondo la quale i cibi appartengono a due grandi gruppi: Yin e Yang, che sono anche i due principi cosmici.</p>
<ul>
<li><a href="https://www.amaperbene.it/dieta-yin-e-yang/"><strong>Dieta yin e yang</strong></a></li>
</ul>
<p>La dieta macrobiotica è molto di più di un semplice regime alimentare; è una vera e propria filosofia di vita che sviluppa lo studio e la comprensione della relazione e dell’interazione tra l’uomo, la sua alimentazione, lo stile di vita che conduce e l’ambiente in cui vive; alla base il concetto di armonia con la natura come via per raggiungere il benessere fisico e mentale, e aspirare a una vita lunga e piena. In quest’ottica, l’alimentazione assume un ruolo fondamentale perché permette alla persona di ritrovare e mantenere l’equilibrio con il proprio corpo e di imparare a scegliere consapevolmente il cibo, abbinandolo in modo corretto, in sintonia con i ritmi della natura che la circonda. Scegliendoli in modo opportuno, sarebbe possibile arrivare a uno stato di armonia del corpo e della mente tale da migliorare la qualità della vita.</p>
<p><strong>Principi chiave della dieta macrobiotica</strong> sono:</p>
<ul>
<li><strong>Equilibrio yin e yang</strong>: si cerca di raggiungere un equilibrio tra gli alimenti yin (rinfrescanti) e yang (riscaldanti) per promuovere la salute e il benessere. La parola “macrobiotica” deriva dal greco <em>makros + bios</em>, e significa “lunga vita”, o “vita piena” che si realizza quando si vive in perfetta armonia con le leggi della natura e dell’universo.</li>
<li><strong>Consumo di alimenti integrali</strong>: vengono preferiti gli alimenti integrali e non raffinati come cereali integrali (riso integrale, grano saraceno), legumi (fagioli, lenticchie), verdure fresche e alghe marine; limitare o escludere gli alimenti trattati industrialmente (come zucchero bianco, bibite dolcificate, conserve).</li>
<li><strong>Limitazione della carne</strong>: la carne va consumata con moderazione o eliminata completamente; va preferita la carne bianca o il pesce.</li>
<li><strong>Consumo di alimenti locali e di stagione</strong>: Si incoraggia il consumo di alimenti locali e di stagione.</li>
<li><strong>Masticazione</strong>: Si enfatizza la masticazione accurata per migliorare la digestione e l&#8217;assorbimento dei nutrienti.</li>
<li><strong>Moderazione</strong>: Si promuove il concetto di moderazione e bilancio nella dieta e nello stile di vita.</li>
</ul>
<p><strong>La dieta macrobiotica </strong></p>
<p>La dieta macrobiotica persegue l&#8217;equilibrio tra yin e yang, dove per yin si intendono i cibi acidi e per yang i cibi alcalini; tra questi, si distingue una terza categoria detta di cibi &#8220;naturalmente bilanciati&#8221;.</p>
<ul>
<li><strong>Cibi yin-acidi</strong>: latte e derivati, frutta, tè, zucchero, miele, bevande alcoliche; alcuni frutti tropicali: banane, mango, kiwi, papaia, ananas, anguria, prugna; alcuni ortaggi come patate, melanzane, pomodori; aglio, barbabietole, pane bianco, salsicce, carne bovina, uova *, vongole, vitamina C, spezie, prodotti alimentari trasformati, alimenti conservati, coloranti o chimici</li>
<li><strong>Cibi yang-alcalini</strong>: sale, pollo, pesce, uova *, ortaggi, alghe ecc.</li>
<li><strong>Cibi bilanciati</strong>: cereali, legumi, semi oleosi.</li>
</ul>
<p>In pratica, per ogni alimento yin deve essere presente anche un alimento yang, mentre i cibi equilibrati non hanno bisogno di essere compensati. In realtà, le revisioni successive della dieta macrobiotica si sono adattate parecchio allo stile di vita contemporaneo, perdendo parzialmente la propria natura filosofica.</p>
<ol start="6">
<li>Gli unici <strong>integratori alimentari tollerati</strong> dai seguaci della dieta macrobiotica (un pò meno dagli antichi monaci buddisti) sono a base di vit. A, D, E, K e B6.</li>
</ol>
<p>Per raggiungere il vero equilibrio, quindi, la <strong>cultura macrobiotica</strong> suggerisce la giusta combinazione tra cereali integrali, verdure e legumi.</p>
<p>Di conseguenza, la <strong>dieta macrobiotica</strong> prevede:</p>
<ul>
<li>50 – 60% di cereali integrali e derivati</li>
<li>25% di verdure (possibilmente locali)</li>
<li>15% di legumi e vegetali marini</li>
<li>10% Zuppe</li>
</ul>
<p>Un tipico <strong>pranzo macrobiotico</strong> si apre con una <strong>zuppa di miso</strong>, il cui ruolo è di preparare l’apparato digerente al compito che si appresta a compiere grazie alla sua elevata componente enzimatica; segue il cosiddetto <strong>piatto misto</strong> formato da <strong>cinque elementi</strong> (due tipologie di cereali integrali diversi, una porzione di legumi, una parte di verdure cotte e una di crude), a questo può seguire un piccolo dolce. Di norma viene servito da bere il <strong>tè Bancha</strong> e per concludere il pasto si può prendere un <strong>caffè d’orzo</strong>.</p>
<p>A livello nutrizionale, quello che si nota è che nei pasti il rapporto tra carboidrati complessi e proteine è sempre di 7:1, grazie soprattutto all’utilizzo quasi totale del grano integrale.</p>
<p>Ecco la piramide che è alla base dell’alimentazione macrobiotica. Essa è organizzata in modo che:</p>
<p><a href="https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2024/03/Piramide-Macrobiotica.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-29770" src="https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2024/03/Piramide-Macrobiotica-1024x768.jpg" alt="" width="1024" height="768" srcset="https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2024/03/Piramide-Macrobiotica-1024x768.jpg 1024w, https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2024/03/Piramide-Macrobiotica-300x225.jpg 300w, https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2024/03/Piramide-Macrobiotica-768x576.jpg 768w, https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2024/03/Piramide-Macrobiotica.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<ul>
<li><strong>Alimenti quotidiani:</strong>
<ul>
<li><strong>Cereali integrali</strong>(riso integrale, miglio, farina di grano integrale e altri grani come grano saraceno e mais)</li>
<li><strong>Vegetali</strong>(maggior parte a foglia verde, di forma rotonda, radici. Meglio se cucinati, minore quantità da crudi)</li>
<li>Piccole porzioni di <strong>sottaceti </strong></li>
<li><strong>Legumi</strong>(fagioli, soia, lenticchie, ecc.) da dividersi con i <strong>vegetali marini</strong> (alghe nori, wakame, kombu, hiziki, ecc.)</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Alimenti occasionali:</strong>
<ul>
<li><strong>Frutta</strong>(locale e di stagione)</li>
<li><strong>Semi</strong>(lino, girasole, ecc.)</li>
<li><strong>Frutta secca </strong></li>
<li><strong>Frutti di mare</strong>o pesce a carne bianca</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Alimenti da evitare o consumare raramente: </strong>
<ul>
<li>Latte e derivati</li>
<li>Uova e carne bianca</li>
<li>Carne rossa</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p>La <strong>Macrobiotica non</strong> <strong>è un’alimentazione vegetariana</strong>, anche se potrebbe sembrare, perché sono contemplati i consumi, anche se saltuari, di carne e pesce.</p>
<p><strong>Benefici per la salute</strong></p>
<p>La dieta macrobiotica è stata associata a diversi benefici per la salute, tra cui perdita di peso, riduzione del rischio di malattie cardiache e miglioramento del benessere generale. Tuttavia, è importante notare che alcuni degli aspetti di questa dieta possono non essere adatti per tutti, e che è necessario prestare attenzione per garantire un adeguato apporto di nutrienti essenziali come proteine, vitamine e minerali.</p>
<p>Come sempre, è consigliabile consultare un professionista della salute prima di apportare cambiamenti significativi alla propria dieta.</p>
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		<title>Moringa oleifera</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/moringa-oleifera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Nov 2023 14:09:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piante ed erbe]]></category>
		<category><![CDATA[acido beenico]]></category>
		<category><![CDATA[albero del rafano]]></category>
		<category><![CDATA[albero delle bacchette]]></category>
		<category><![CDATA[albero miracoloso]]></category>
		<category><![CDATA[behen]]></category>
		<category><![CDATA[ben tree oil]]></category>
		<category><![CDATA[glucosinolati]]></category>
		<category><![CDATA[integratori alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[Moringa]]></category>
		<category><![CDATA[rafano indiano]]></category>
		<category><![CDATA[spirochina]]></category>
		<category><![CDATA[terpenoidi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Moringa è un genere di piante appartenente alla famiglia delle Moringaceae. La specie più conosciuta è la Moringa oleifera Lam., anche nota come Moringa pterygosperma o Moringa aptera. Appartengono al medesimo genere anche le seguenti specie: M. ovalifolia, M. ruspoliana, M. drouhardii, M. borsiana, M. hildebrandtii, M. peregrina, M. longituba, M. stenopelata, M. arborea, M. &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Moringa è un genere di piante appartenente alla famiglia delle <em>Moringaceae</em>.</p>
<p>La specie più conosciuta è la <strong><em>Moringa oleifera</em></strong> Lam., anche nota come <em>Moringa pterygosperma</em> o <em>Moringa aptera</em>. Appartengono al medesimo genere anche le seguenti specie: <em>M. ovalifolia</em>, <em>M. ruspoliana</em>, <em>M. drouhardii</em>, <em>M. borsiana</em>, <em>M. hildebrandtii</em>, <em>M. peregrina</em>, <em>M. longituba</em>, <em>M. stenopelata</em>, <em>M. arborea</em>, <em>M. pygmaea</em>, <em>M. rivae</em>, <em>M. concanencis</em>. Ad ogni modo, poiché la Moringa oleifera è la specie maggiormente conosciuta e utilizzata sia a livello alimentare che all&#8217;interno di integratori alimentari e prodotti cosmetici, nel presente articolo verrà trattata soprattutto questa specie.</p>
<p>La <strong>Moringa</strong> oleifera è una pianta originaria dell&#8217;India appartenente alla famiglia delle <em>Moringaceae</em>, ma è ora coltivato in molte regioni tropicali e subtropicali in tutto il mondo. E’ anche conosciuta con il nome di &#8220;<strong>behen</strong>&#8220;, “<strong>ben tree oil</strong>” e di &#8220;<strong>rafano indiano</strong>&#8220;.</p>
<p>La Moringa oleifera può raggiungere addirittura i 10 metri di altezza.</p>
<p><strong>Da sempre utilizzata nella medicina popolare indiana</strong> e nelle medicine tradizionali dei Paesi in cui quest&#8217;albero è solito crescere (come Asia, America del Sud, Africa, Caraibi, alcuni Paesi dell&#8217;Oceania, ecc.), la Moringa viene spesso chiamata &#8220;<strong>albero miracoloso</strong>&#8221; o &#8220;albero dei miracoli&#8221;, poiché &#8211; secondo tali medicine alternative &#8211; <strong>esso è in grado di prevenire e trattare molteplici disturbi</strong>. Tuttavia, è probabile che tale nome non derivi solo dalle presunte capacità curative e preventive attribuite alla pianta, ma anche dalla capacità della stessa di crescere in condizioni sfavorevoli, in presenza di siccità, in terreni poveri e con pH estremamente variabili.</p>
<p>La Moringa viene <strong>utilizzata sia in ambito alimentare che nell&#8217;ambito della cosmesi</strong>. Il suo impiego in questi campi è giustificato dai suoi componenti nutrizionali e dalle numerose proprietà attribuite al cosiddetto albero miracoloso, alcune confermate e altre no.</p>
<p>Le parti della pianta che vengono utilizzate sono le foglie, i fiori, i frutti (baccelli), i semi, la corteccia e le radici. Nei Paesi in cui la Moringa è indigena, le popolazioni utilizzano foglie, fiori, frutti, radici, semi e olio estratto da questi ultimi nella normale alimentazione.</p>
<p>Nel nostro Paese, invece, sono reperibili perlopiù le foglie essiccate e sminuzzate o polverizzate che vengono utilizzate per la preparazione di infusi o bevande. <strong>Le foglie polverizzate e gli estratti dei semi rientrano altresì nella composizione di diversi integratori alimentari approvati dal Ministero della Salute</strong>.</p>
<p>In cosmesi, invece, vengono utilizzati sia gli estratti della pianta che l&#8217;olio ottenuto dai semi della stessa. Di seguito, i principali utilizzi e le proprietà della Moringa verranno descritti più nel dettaglio.</p>
<p><strong>Proprietà nutrizionali della Moringa  </strong></p>
<p>Nei Paesi in cui la Moringa cresce, foglie, baccelli, semi, fiori e radici vengono consumati come parte della normale alimentazione. Dal punto di vista nutrizionale, la Moringa possiede un <strong>profilo nutrizionale di tutto rispetto</strong>, tanto da meritarsi la definizione di “pianta più ricca di nutrienti mai scoperta”; è infatti un’eccellente fonte di</p>
<ul>
<li>proteine (30% nelle foglie essiccate, che contengono tutti gli amminoacidi essenziali),</li>
<li>acidi grassi (44% di acido alfa-linolenico),</li>
<li>vitamine (A, alcune del gruppo B, C, D, E, K),</li>
<li>minerali (calcio, ferro, potassio, magnesio, manganese, zinco),</li>
<li>fenoli,</li>
<li>steroli vegetali (beta-sitosterolo),</li>
<li>flavonoidi (quercetina),</li>
<li>isotiocianati (moringina).</li>
</ul>
<p>Secondo molti, la Moringa dovrebbe essere considerata un vero e proprio superfood in grado di esercitare effetti benefici sulla salute. In realtà, è opportuno precisare che &#8211; per quanto possano essere utili all&#8217;organismo i nutrienti contenuti nella Moringa &#8211; non esistono cibi miracolosi in grado di risolvere o prevenire tutti i mali. Di contro, un&#8217;alimentazione sana ed equilibrata è senz&#8217;ombra di dubbio un elemento molto importante per preservare la salute del corpo.</p>
<p>Vedi link <a href="https://www.amaperbene.it/a-proposito-di-superfood/"><strong>A proposito di superfood</strong></a></p>
<p><strong>Foglie di Moringa</strong></p>
<p>Le foglie di Moringa sembrano contenere diversi amminoacidi essenziali, vitamina A, vitamine del gruppo B (B1, B2, B3, B5, B6 e B9) e vitamina C, cui si aggiungono minerali come calcio, ferro, potassio, magnesio, fosforo, sodio e zinco.</p>
<p>Le foglie <strong>sono considerate come la parte più nutriente della pianta</strong> e <strong>vengono consumate cotte, oppure vengono fatte essiccare e sminuzzate o polverizzate per poi rientrare nella composizione di salse e zuppe</strong>, ma non solo. Le foglie essiccate e sminuzzate, infatti, vengono utilizzate anche per la preparazione di <strong>tè ed infusi</strong>. Quest&#8217;ultimo utilizzo, fra l&#8217;altro, si è diffuso anche in Italia.</p>
<p><strong>Baccelli immaturi di Moringa</strong></p>
<p>Anche i baccelli immaturi, anche chiamati &#8220;<strong>drumstick</strong>&#8220;, ossia &#8220;<strong>bacchette da tamburo</strong>&#8221; della pianta vengono impiegati nella normale alimentazione, in particolare, nell&#8217;Asia meridionale. Consumati freschi, vengono generalmente cotti per bollitura; sembrano essere particolarmente ricchi di fibre, magnesio, manganese e potassio.</p>
<p><strong>Semi e olio di semi di Moringa</strong></p>
<p>I semi vengono consumati bolliti o tostati e sembrano contenere interessanti concentrazioni di vitamina C (che tuttavia potrebbe degradarsi durante la cottura), vitamine del gruppo B e sali minerali.</p>
<p>Dai semi è altresì possibile estrarre un <strong>olio commestibile</strong> dal tipico sapore dolce, resistente all&#8217;irrancidimento e <strong>ricco di acido oleico</strong> (65-75%) <strong>e di acido beenico o behenico</strong>. L&#8217;olio ottenuto dai semi di Moringa è anche noto con il nome di <strong>olio di Ben o olio di Behen</strong>.</p>
<p>Ciò che rimane dei semi di Moringa dopo l&#8217;estrazione dell&#8217;olio può essere utilizzato come <strong>fertilizzante </strong>o come agente flocculante per purificare l&#8217;acqua. Non è un caso che nella valle del Nilo la Moringa sia anche conosciuta con il nome di &#8220;<strong>Shagara al Rauwaq</strong>&#8220;, letteralmente &#8220;<strong>albero che purifica</strong>&#8220;.</p>
<p><strong>Radici</strong></p>
<p>Anche le radici della Moringa sono commestibili, vengono sminuzzate e utilizzate soprattutto come <strong>aromatizzanti</strong>. Il consumo eccessivo, tuttavia, può portare alla comparsa di nausea, vomito e vertigini. Le radici della pianta, inoltre, <strong>contengono un particolare alcaloide &#8211; la spirochina &#8211; che interferirebbe con la trasmissione nervosa portando ad effetti indesiderati</strong>.</p>
<p>Agli estratti di radice di Moringa sono attribuite <strong>proprietà abortive</strong> (fonte: PDR for Herbal Medicines, Fourth Edition). Per questa ragione l&#8217;uso della radice e di suoi derivati/preparati è <strong>controindicato durante la gravidanza</strong>.</p>
<p>In qualsiasi caso, a scopo precauzionale, le donne in gravidanza non dovrebbero assumere parti di Moringa né suoi derivati o estratti (anche se non prodotti dalle radici) senza aver prima chiesto il parere del proprio medico.</p>
<p><strong>La Moringa è apprezzata anche per la sua</strong> <strong>natura sostenibile</strong>. Cresce rapidamente e può prosperare in condizioni di suolo povere, richiedendo quantità minime di acqua per crescere. Queste caratteristiche la rendono una coltura interessante per la lotta contro la malnutrizione in regioni svantaggiate.</p>
<p><strong>Proprietà attribuite alla Moringa</strong></p>
<p>Alla Moringa vengono attribuite numerose potenziali proprietà tra cui:</p>
<ul>
<li>proprietà<strong> antiossidanti </strong>(imputabili ai polifenoli contenuti nella pianta)<strong> e antinfiammatorie</strong> (imputabili ai flavonoli e agli acidi fenolici) che combattono i radicali liberi e la degradazione cellulare e inibiscono l’ossidazione di lipidi, proteine e cellule del DNA; gli antiossidanti presenti nella Moringa aiutano anche a migliorare le funzioni cognitive e cerebrali e a regolare la produzione di neurotrasmettitori quali serotonina, dopamina e noradrenalina, mentre le vitamine E e C combattano la degenerazione dei neuroni;</li>
<li>proprietà<strong> antimicrobiche</strong> soprattutto nei confronti di batteri Gram-positivi (ad esempio, <em> aureus</em> ed <em>E. faecalis</em>), ma anche nei confronti di batteri Gram-negativi (ad esempio, <em>E. coli</em> e <em>P. aeruginosa</em>) seppur in misura inferiore;</li>
<li>proprietà <strong>anti-iperglicemiche</strong> (probabilmente dovute ai <strong>terpenoidi</strong> presenti nella pianta);</li>
<li>proprietà <strong>chemio-preventive e antitumorali</strong> (i composti responsabili di una simile attività sembrerebbero i <strong>glucosinolati</strong>).</li>
</ul>
<p>Sfortunatamente molti di questi studi non sono stati condotti in modo sufficientemente rigoroso (randomizzati, contro placebo), oppure sono stati pubblicati su riviste semi-sconosciute – e quindi sfuggiti all’attenzione internazionale – oppure ancora si sono fermati alla sperimentazione in vivo su animali ma non sono proseguiti sull’uomo. Questo spiega anche la scarsa conoscenza della Moringa nella pratica medica occidentale, nella cui tradizione tale pianta è completamente assente. Pertanto, i benefici accennati <strong>richiedono una validazione scientifica ed indagini più approfondite</strong>.</p>
<p><strong>Moringa e malnutrizione </strong></p>
<p>Sin dalla fine degli anni ‘90 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) ha promosso la Moringa come integrazione alimentare per combattere il problema della malnutrizione: tutte le parti della pianta sono edibili e ricche di nutrienti (foglie, radici, semi, corteccia, gemme, fiori e frutti); la Moringa presenta inoltre il grande vantaggio di fiorire durante la stagione secca, quando tutti gli altri vegetali diventano scarsamente reperibili.</p>
<p>Le foglie in particolare, ricche di vitamine, minerali e aminoacidi essenziali, sono raccomandate per le donne in gravidanza o in allattamento e per i neonati nelle zone ad elevato rischio di malnutrizione.</p>
<p>Nelle Filippine la Moringa è conosciuta come “Migliore amica delle mamme” per la sua capacità di aumentare la gettata lattea nelle donne in allattamento.</p>
<p><strong>Integratori alimentari di Moringa e controindicazioni</strong></p>
<p>In Italia, la Moringa non è reperibile fresca, ma la si trova solitamente in forma di foglie essiccate e sminuzzate per la preparazione di tè e all&#8217;interno di integratori alimentari. Questi ultimi sono generalmente realizzati con estratti ottenuti dai semi della pianta (solitamente, in forma di compresse o capsule), ma alcuni sono realizzati anche con la polvere ottenuta dalle foglie essiccate (in forma di polvere libera, oppure racchiusa in capsule o compresse).</p>
<p>In linea di massima, gli integratori alimentari di Moringa sono ben tollerati e non dovrebbero causare particolari effetti collaterali. Un utilizzo smodato e/o prolungato potrebbe tuttavia portare alla comparsa di effetti lassativi; inoltre, non è possibile escludere l&#8217;insorgenza di reazioni allergiche in individui sensibili.</p>
<p>Per quanto riguarda le <strong>controindicazioni</strong>, gli integratori alimentari di Moringa non dovrebbero essere utilizzati in caso di <strong>allergia</strong> nota alla pianta. Allo stesso tempo, l&#8217;uso in gravidanza e durante l&#8217;allattamento non è raccomandato, così come è sconsigliato l&#8217;uso di simili prodotti in caso di terapie farmacologiche in corso, soprattutto se a base di farmaci che vengono metabolizzati dal citocromo P450.</p>
<p><strong>Utilizzo della Moringa nei cosmetici</strong></p>
<p>L&#8217;estratto dei semi di Moringa così come l&#8217;olio da essi ottenuto vengono largamente utilizzati in ambito cosmetico all&#8217;interno di una grande varietà di prodotti per la cura del viso, del corpo e dei capelli.</p>
<p>L&#8217;olio di Moringa è particolarmente apprezzato in cosmesi per le sue proprietà emollienti, antiossidanti e idratanti che vengono sfruttate per promuovere la bellezza sia della pelle che dei capelli e del cuoio capelluto.</p>
<p>In alcuni cosmetici, anche se non si utilizza l&#8217;olio di Moringa, è possibile ritrovare l&#8217;<strong>acido</strong> <strong>beenico</strong>, uno degli acidi grassi rientranti nella composizione del suddetto olio. Si tratta, infatti, di un ottimo emolliente dall&#8217;effetto vellutante e fattore di consistenza per le emulsioni O/A.</p>
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		<title>Le proteine</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/le-proteine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Oct 2023 11:34:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Proteine]]></category>
		<category><![CDATA[dieta iperproteica]]></category>
		<category><![CDATA[gluconeogenesi]]></category>
		<category><![CDATA[integratori alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[macronutrienti]]></category>
		<category><![CDATA[nutrienti plastici]]></category>
		<category><![CDATA[proteine]]></category>
		<category><![CDATA[sintesi proteica]]></category>
		<category><![CDATA[vegani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le proteine o protidi (dal greco protos, &#8220;primario&#8221;) rappresentano un ampio gruppo di composti organici formati da sequenze di aminoacidi legate tra loro attraverso legami peptidici. Le proteine esprimono la maggior parte dell&#8217;informazione genetica; in base alla loro funzione possono essere distinte in: enzimi, proteine di trasporto, contrattili, strutturali, di difesa e regolatrici. Gli aminoacidi &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le <strong>proteine</strong> o protidi (dal greco <em>protos</em>, &#8220;primario&#8221;) rappresentano un ampio gruppo di composti organici formati da sequenze di aminoacidi legate tra loro attraverso legami peptidici.</p>
<p>Le proteine esprimono la maggior parte dell&#8217;informazione genetica; in base alla loro funzione possono essere distinte in: <strong>enzimi, proteine di trasporto, contrattili, strutturali, di difesa e regolatrici</strong>.</p>
<p><strong>Gli aminoacidi coinvolti nella sintesi proteica sono 22</strong> e, tra questi, una parte è essenziale, una parte condizionatamente essenziale e una parte non è essenziale:</p>
<ul>
<li><strong>9 </strong>sono <strong>totalmente</strong> <strong>essenziali</strong> (AAE) – leucina, isoleucina e valina (BCAA), lisina, metionina, treonina, fenilalanina, triptofano, istidina – durante l&#8217;accrescimento o in condizioni di &#8220;precarietà omeostatica&#8221; (ad esempio, patologie);</li>
<li>altri <strong>3</strong> aminoacidi, l&#8217;arginina, la cisteina e la tirosina diventano essenziali (normalmente definiti <strong>condizionatamente o limitatamente essenziali</strong>);</li>
<li><strong>8 non sono essenziali</strong> &#8211; alanina, acido aspartico, acido glutammico, glicina, asparagina, pirrolisina, prolina, glutammina, serina, selenocisteina.</li>
</ul>
<p>Il termine essenziali sta ad indicare che il nostro organismo non è in grado di sintetizzarli, per cui questi aminoacidi devono essere introdotti con la dieta.</p>
<p><strong>Funzioni delle proteine e ruolo biologico</strong></p>
<p>Insieme a glucidi e lipidi, le proteine sono uno dei tre macronutrienti indispensabili per la nostra sopravvivenza:</p>
<ul>
<li><strong>assicurano la crescita e il rinnovamento dei tessuti </strong>(<strong>funzione plastica</strong>)</li>
<li><strong>sono depositari del codice genetico</strong></li>
</ul>
<ol>
<li><strong>sostengono lo sviluppo delle difese immunitarie</strong></li>
</ol>
<ul>
<li><strong>permettono la digestione</strong></li>
<li><strong>fungono da trasportatori</strong> (<strong>funzione carrier</strong>) di varie sostanze presenti nel sangue (emoglobina, ormoni ecc);</li>
<li><strong>fungono da neurotrasmettitori</strong> e sono alla base di molti ormoni (ad esempio serotonina e insulina);</li>
<li><strong>sono precursori di enzimi</strong> (<strong>catalizzatori biologici</strong>) che regolano le velocità delle reazioni e intervengono in vari metabolismi del corpo;</li>
<li>intervengono nella coagulazione del sangue;</li>
<li>sono necessarie per la contrazione muscolare;</li>
</ul>
<p>Le proteine hanno in particolari condizioni anche <strong>funzione energetica</strong>, ma in un&#8217;alimentazione bilanciata questo ruolo è secondario. Tale processo è invece attivo durante il digiuno prolungato o durante un&#8217;attività fisica molto prolungata, soprattutto intensa – quando gli aminoacidi a catena ramificata (leucina, isoleucina, valina) vengono degradati a scopi energetici direttamente dal muscolo e quelli circolanti sono convertiti dal fegato per neoglucogenesi.</p>
<p>Le proteine sono soggette ad un continuo processo di demolizione e sintesi – il cosiddetto <strong>turnover proteico</strong> – attraverso il quale l&#8217;organismo è in grado di rinnovare continuamente le proteine logorate sostituendole con nuovo materiale proteico; per tale motivo sono considerate <strong>nutrienti plastici</strong>. Questo processo di sintesi proteica richiede una fornitura continua di aminoacidi. Sebbene alcuni aminoacidi possano essere riciclati dalla scomposizione delle vecchie proteine del corpo, questo processo non è perfetto. Ciò significa che bisogna assumere proteine alimentari per far fronte alla richiesta di aminoacidi del nostro corpo. I muscoli per esempio sono principalmente costituiti da proteine. L’assunzione di proteine è quindi molto importante nei bambini in crescita, poiché devono &#8220;costruire&#8221; il proprio corpo, ma sono indispensabili anche in età adulta per la rigenerazione dei tessuti.</p>
<p>Inoltre tale processo permette all&#8217;organismo di rimpiazzare gli <strong>aminoacidi utilizzati a scopo energetico</strong> e di depositarne eventualmente di nuovi per rinforzare determinati tessuti (ad esempio in seguito ad esercizio fisico).</p>
<p>La quota di aminoacidi che quotidianamente vengono degradati si attesta mediamente intorno ai 30-40 g/die. Questa viene chiamata <strong>quota proteica di logorio</strong> e dev&#8217;essere introdotta quotidianamente con la dieta perché il nostro organismo non dispone di riserve proteiche; tutte le proteine presenti nel nostro corpo (circa il 12-15% della massa corporea) sono infatti funzionali.</p>
<p>Il <strong>fabbisogno di proteine </strong>di un individuo cambia nel corso della vita ed in determinate condizioni: aumenta in fase di crescita, gestazione, allattamento e di rigenerazione organica. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) raccomanda agli adulti di consumare almeno <strong>0,83 gr di proteine per kg di peso corporeo al giorno</strong> (ad es. 58 gr/giorno per un adulto di 70 kg). Se vengono assunte in quantità superiori a quelle necessarie, queste sono utilizzate per ottenere energia o trasformate in grasso di deposito.</p>
<p><strong>Fonti di proteine sono: </strong></p>
<ul>
<li>tutti gli alimenti di origine animale (carne, pesce, uova, latte e derivati);</li>
<li>i legumi;</li>
<li>la frutta a guscio;</li>
<li>i semi oleosi;</li>
<li>i cereali, in minor misura.</li>
</ul>
<p><strong><a href="https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/10/alimenti-ricchi-di-proteine.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-28539" src="https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/10/alimenti-ricchi-di-proteine-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" srcset="https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/10/alimenti-ricchi-di-proteine-200x300.jpg 200w, https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/10/alimenti-ricchi-di-proteine.jpg 578w" sizes="auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a>Le proteine di origine animale differiscono da quelle vegetali per la qualità e digeribilità</strong>, ma questo di solito non è un problema per la maggior parte delle persone se il loro apporto proteico totale soddisfa i loro bisogni. Si dovrebbe mirare a consumare proteine provenienti da un’ampia varietà di fonti a beneficio sia della nostra salute che del pianeta.</p>
<p>Gli <strong>alimenti di</strong> <strong>origine animale</strong> hanno il profilo amminoacidico migliore perché generalmente <strong>presentano tutti gli aminoacidi essenziali</strong> in buone quantità e nel rapporto più simile alle proteine umane. Per tale motivo sono dette &#8220;<strong>ad alto valore biologico</strong>&#8221; (qualcuno le definisce impropriamente &#8220;proteine nobili&#8221;). Il criterio usato per valutare la &#8220;qualità&#8221; delle proteine è detto <strong>Valore Biologico</strong>: più è alto, più sono complete. Nella scelta degli alimenti proteici è importante considerarne il valore biologico, perché gli amminoacidi proteici essenziali sono distribuiti in modo eterogeneo. Nell’<strong>uovo</strong>, ad esempio, sono ripartiti secondo il fabbisogno umano, per cui tale alimento è da ritenere di <strong>alto valore nutritivo</strong>.</p>
<p>A differenza degli alimenti di origine animale, <strong>gli alimenti di origine vegetale presentano solitamente carenze di uno o più aminoacidi essenziali</strong>. Tuttavia queste carenze possono essere superate attraverso giuste alternanze alimentari, ad esempio cereali e leguminose (un tempo si credeva che fosse necessario associarli nello stesso pasto; oggi sappiamo che è sufficiente alternarli con regolarità). Si parla in questo caso di <strong>mutua integrazione</strong> perché gli aminoacidi di cui è carente la pasta vengono forniti dai fagioli e viceversa.</p>
<p><strong>Gruppi di alimenti e valore biologico delle proteine</strong></p>
<ul>
<li>Contengono <strong>proteine ad alto valore biologico</strong> i cibi che appartengono al I e al II gruppo fondamentale degli alimenti: uova, latte e derivati, e tessuti animali (carne, pesce, molluschi, crostacei, insetti).</li>
<li>Sono invece caratterizzati da <strong>proteine a medio valore biologico</strong> i prodotti del III e IV gruppo: cereali e leguminose (con eccezione della soia, che risulta qualitativamente superiore). Inoltre, contengono lo stesso genere di peptidi anche i frutti a guscio (noci, mandorle ecc).</li>
<li>Apportano solo <strong>proteine a basso valore biologico</strong> gli ortaggi e la frutta (il VI e VII gruppo). Fanno eccezione alcune alghe, che sono ricche di proteine a buon valore biologico.</li>
</ul>
<p>I cereali sono, per esempio, carenti di triptofano e lisina, un amminoacido essenziale la cui carenza può portare ad un deficit di vitamina B3 (niacina), mentre sono ricchi in aminoacidi solforati come la metionina. Tutti i tipi di legumi (ad eccezione solo della soia) scarseggiano in aminoacidi solforati (metionina e cisteina) e sono ricchi in lisina. La combinazione di legumi e cereali integra le rispettive carenze, dando origine a un insieme di aminoacidi completo. Da questa osservazione è nato il concetto di <strong>piatto unico</strong>, come per esempio la <strong>pasta e fagioli</strong>, dove in una sola specialità gastronomica si ritrovano le proprietà di un intero pasto, con un numero complessivo di calorie decisamente inferiore.</p>
<p><strong>Valore nutrizionale</strong></p>
<p>Ossidando un grammo di proteine si sviluppa un calore medio di 5,65 kcal. Tuttavia, poiché il nostro organismo non è in grado di utilizzare l&#8217;azoto in esse contenuto, il loro potere energetico si riduce a 4,35 kcal per grammo. Normalmente viene assorbito il 92% delle proteine introdotte con la dieta (il 97 % di quelle animali ed il 78 % di quelle vegetali). Ne consegue <strong>le proteine forniscono al nostro corpo in media 4 kcal/g</strong>. A tal proposito, alcuni aminoacidi sono utilizzati direttamente dal muscolo (sono quelli ramificati: leucina, isoleucina e valina), mentre altri vengono convertiti in glucosio dal fegato (con produzione di residui: ammonio, urea, corpi chetonici, ecc.).</p>
<p><strong>Digestione delle proteine in breve</strong></p>
<p>Le proteine sono molecole complesse, per cui l’organismo impiega più tempo a scomporle; di conseguenza, costituiscono una fonte di energia molto più lenta e duratura dei carboidrati.</p>
<p>A livello gastrico (stomaco) le proteine subiscono una parziale degradazione grazie all&#8217;azione del succo gastrico e dell&#8217;acido cloridrico, che verrà completata nella prima parte dell&#8217;intestino tenue (duodeno).</p>
<p><strong>Per ottimizzare la digestione e l&#8217;assorbimento delle proteine è bene</strong>:</p>
<ul>
<li>evitare di associare alimenti proteici di diversa provenienza (uova e formaggi, oppure latte e carni);</li>
<li>evitare di associare proteine con un pasto ricco di carboidrati (una piccola quantità, come un pezzo di pane è ovviamente tollerata);</li>
<li>abbinare piccole dosi di alimenti acidi come il succo di limone o aceto;</li>
<li>associare al pasto proteico un po&#8217; di verdura che oltre ad evitare fenomeni di putrefazione intestinale, grazie all&#8217;elevato apporto di vitamine e minerali favorisce l&#8217;azione enzimatica;</li>
</ul>
<p><strong>Carenza di proteine</strong></p>
<p>In genere, la carenza di proteine non compare prima del medio-lungo termine; sicché evitare gli alimenti prevalentemente proteici per alcuni giorni (ad esempio in caso di infezioni gastrointestinali, gastrite acuta, ecc.) non porta alla carenza metabolica di proteine.</p>
<p>Chi non mangia carne e pesce e i vegetariani, non soffrono di carenza di proteine, in quanto consumano uova e/o latte e derivati. Nel caso dei vegani la questione è più complicata; variando moltissimo gli alimenti è quasi sempre possibile raggiungere il fabbisogno di tutti gli amminoacidi essenziali, ma è necessario appoggiarsi a un esperto della nutrizione evitando il fai da te. Purtroppo, senza l&#8217;utilizzo di <strong>integratori alimentari</strong>, vegani e crudisti sono comunque destinati a qualche tipo di carenza nutrizionale.</p>
<p>I vegani possono anche mangiare cereali e leguminose separati senza correre il rischio di carenza di proteine, a patto che entrambi figurino nelle giuste quantità, nelle giuste proporzioni e che vengano più o meno alternati.</p>
<p><strong>Situazioni di carenza</strong> si possono manifestare <strong>in condizioni come</strong>:</p>
<ul>
<li><strong>Insufficiente apporto alimentare di proteine totali</strong> (alimentazione globalmente insufficiente, difficoltà di masticazione, tossicodipendenza o alcolismo, anoressia nervosa, veganesimo o crudismo non opportunamente gestiti)</li>
<li><strong>Insufficiente apporto alimentare di proteine ad alto valore biologico</strong>, o meglio, di uno o più amminoacidi essenziali (stesse circostanze di cui sopra)</li>
<li><strong>Alterata digestione e/o assorbimento</strong> alimentare (patologie anatomo &#8211; funzionali gastriche, intestinali, pancreatiche, infezioni e parassitosi)</li>
<li><strong>Complicazioni metaboliche</strong> (ad esempio gravi patologie congenite o insufficienza epatica)</li>
<li><strong>Aumentata richiesta</strong> metabolica fisiologica o patologica (certe forme di insufficienza renale, gravidanza, pratica sportiva oltre i limiti della normalità).</li>
</ul>
<p>A dire il vero, eccezion fatta per le cause patologiche, il deficit di proteine è una condizione che interessa prevalentemente il terzo e il quarto modo. Nelle società economicamente benestanti, invece, compare molto raramente e può riguardare le fasce di reddito più basse (interessa soprattutto gli anziani istituzionalizzati), le patologie psichiatriche, le tossico dipendenze e le filosofie alimentari alternative.</p>
<p><strong>Il deficit di proteine può causare non poche complicazioni</strong> distinguibili in base alla gravità:</p>
<ul>
<li>La <strong>carenza lieve</strong> di proteine può causare:
<ul>
<li>Riduzione dell&#8217;efficienza metabolica (ad esempio, facilità di sanguinamento, lentezza della guarigione delle ferite ecc)</li>
<li>Riduzione degli elementi corpuscolati nel sangue</li>
<li>Perdita di peso (come effetto della riduzione muscolare)</li>
<li>Riduzione dei volumi muscolari</li>
<li>Affaticamento precoce</li>
<li>Difficoltà di concentrazione e difficoltà di apprendimento</li>
<li>Malumore</li>
<li>Indolenzimento muscolare e/o alle articolazioni e/o alle ossa</li>
<li>Variazioni glicemiche</li>
<li>Maggior suscettibilità alle infezioni.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p>Meno frequentemente possono comparire anche:</p>
<ul>
<li>Aumento del colesterolo, della glicemia e del peso corporeo (è piuttosto una conseguenza della sostituzione dei cibi altamente proteici con quelli spazzatura)</li>
<li>Ansietà (per l&#8217;alterata sintesi dei neurotrasmettitori)</li>
<li>Riduzione delle prestazioni atletiche (ridotta compensazione dello stimolo allenante)</li>
<li>Alterazioni del sonno (alcuni ipotizzano che possa essere causata dall&#8217;alterazione della sintesi di triptofano e serotonina)</li>
<li>Scompensi digestivi (le proteine consentono la sintesi naturale degli enzimi digestivi).</li>
<li><strong>Carenza lieve di proteine con sintomi e segni clinici gravi</strong></li>
<li><strong>Kwashiorkor</strong> o biafra, è una sindrome da malnutrizione, probabilmente, multifattoriale e comunque caratterizzata dall&#8217;insufficienza di proteine nella dieta</li>
<li><strong>Deplezione muscolare</strong>: è costituita dall&#8217;autodigestione delle proteine muscolari per produrre energia</li>
<li><strong>Riduzione grave di tutte le componenti a base proteica dell&#8217;organismo</strong>: unghie, capelli, pelle, enzimi, neurotrasmettitori, ormoni, immunoglobuline ecc. Le patologie correlate sono innumerevoli e la sintomatologia altrettanto vasta.</li>
</ul>
<p>Oggi, nei Paesi occidentali, una carenza di proteine in persone sane è un&#8217;eventualità più unica che rara (è invece più frequente l&#8217;eccesso di proteine), soprattutto se si osserva un regime alimentare sano, vario, equilibrato come la Dieta Mediterranea.</p>
<p>La situazione è diversa <strong>per i vegani</strong> cui si consiglia di aumentare il consumo di tutti i tipi di legumi (soia, fagioli adzuki, lenticchie ecc), semi oleosi (noci, mandorle, lino, chia, canapa), pseudocereali (grano saraceno, amaranto, quinoa, ecc.); aumentare gli ortaggi più ricchi di proteine: spinaci, cavoli, broccoli, germogli e funghi; eventualmente, fare uso di farine di legumi o proteine isolate da vegetali: di soia, di piselli, di ceci, di fave ecc.</p>
<p><strong>Le diete iperproteiche </strong></p>
<p>Anche l’eccessiva introduzione di proteine può comportare conseguenze indesiderate. La questione è di attualità, in quanto le <strong>diete iperproteiche</strong> sono diventate da alcuni anni di moda. Le nostre abitudini alimentari quotidiane ci portano già ad assumere più proteine del necessario: mediamente, un uomo adulto ne ingerisce 80-90 g al giorno contro i 60-70 raccomandati.</p>
<p><strong>La dieta iperproteica è caratterizzata da un consumo di proteine molto elevato che supera di gran lunga le percentuali raccomandate dalle linee guida e si associa ad una forte riduzione del consumo di carboidrati.</strong> <strong>L’idea di base è che riducendo notevolmente la quantità di carboidrati e aumentando di molto quella delle proteine, il corpo sia spinto ad utilizzare i grassi di deposito per produrre energia</strong>. Questo, però, si verifica soltanto <strong>quando la dieta iperproteica è anche ipocalorica</strong> perché la quantità di carboidrati e grassi introdotti non è sufficiente a coprire il fabbisogno energetico dell’organismo e di conseguenza il corpo utilizza proteine (soprattutto aminoacidi a catena ramificata, leucina, isoleucina, valina) e grassi di deposito per produrre energia. In caso contrario, la quantità di proteine in eccesso viene utilizzata attraverso una via metabolica (<strong>gluconeogenesi</strong>) che porta alla formazione di glucosio e ciò può favorire la formazione di nuovo grasso di deposito.</p>
<p>La dieta iperproteica, se protratta per periodi di tempo troppo lunghi e senza un rigoroso controllo, può presentare rischi per la salute, tra cui:</p>
<ul>
<li>provocare una carenza di diverse sostanze, quali micronutrienti (vitamine, minerali) e fibre, contenute negli alimenti ricchi di carboidrati complessi (legumi, frutta, verdura) esclusi dalla dieta</li>
<li>ridurre i depositi di glucosio (glicogeno) del fegato, utilizzati per mantenere un normale livello di glucosio nel sangue</li>
<li>causare episodi di chetoacidosi per l’eccessivo accumulo di corpi chetonici nel sangue creando scompensi dannosi per l&#8217;organismo</li>
</ul>
<p>Inoltre, un eccessivo consumo di proteine impegna eccessivamente i reni nella loro opera di depurazione dell’organismo dalle sostanze azotate originate dal metabolismo degli aminoacidi e tale iperattività esaurisce anzitempo la capacità del rene, che funziona proprio come un filtro, e quindi più lavora prima si intasa. La dieta iperproteica, inoltre, aumenta la perdita di calcio con le urine e acidifica il sangue. Si tratta di fenomeni destinati a produrre, nel tempo, l’impoverimento della componente minerale dell’osso, fino allo sviluppo di un’osteoporosi conclamata. Recentemente è stato osservato che l’assunzione di elevate quantità di proteine incrementa la presenza di alcuni fattori di crescita, sostanze prodotte dall’organismo e capaci di stimolare lo sviluppo di diversi tipi di cellule, comprese quelle neoplastiche. È quindi sconsigliabile seguire diete a elevato contenuto proteico, a meno che non vi siano ragioni valide e il parere positivo di un medico che esegua un costante follow-up (controllo periodico).</p>
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		<title>Psillio &#124; Plantago Psyllium L. + spp.</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/psillio-plantago-psyllium-l-spp/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jun 2023 14:21:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[alcaloidi]]></category>
		<category><![CDATA[aucubina]]></category>
		<category><![CDATA[erba pulce]]></category>
		<category><![CDATA[fibre solubili]]></category>
		<category><![CDATA[integratori alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[iridoidi]]></category>
		<category><![CDATA[lassativo naturale]]></category>
		<category><![CDATA[mucillagini]]></category>
		<category><![CDATA[proprietà prebiotiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Plantago psyllium L. o psillio è una pianta erbacea annuale della famiglia delle Plantaginaceae, con fusto alto fino a 30-40 cm. tutta pubescente, il fusto semplice o ramificato, ha foglie opposte, fiori riuniti in spighe tanto vicini da sembrare un capolino; tali spighe hanno un lungo peduncolo con cui sono inserite a livello dell’ascella delle foglie superiori; &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Plantago psyllium </em>L. o <strong>psillio</strong> è una pianta erbacea annuale della famiglia delle <em>Plantaginaceae</em>, con fusto alto fino a 30-40 cm. tutta pubescente, il fusto semplice o ramificato, ha foglie opposte, fiori riuniti in spighe tanto vicini da sembrare un capolino; tali spighe hanno un lungo peduncolo con cui sono inserite a livello dell’ascella delle foglie superiori; la corolla tubulare si divide in 4 lobi acuti all’apice; caratterizzata da lunghi stami. Il frutto è una capsula divisa in 2 logge, ciascuna delle quali contiene un seme. I semi sono a forma di barca, con la parte esterna lucida e bruna con una macchia più scura al centro.   In Italia cresce nella zona mediterranea, nei luoghi erbosi, nei prati, nei pascoli e località arenose.</p>
<p>Il nome deriva dal greco &#8220;<em>psylla</em>&#8220;, pulce, per l&#8217;aspetto dei semi; il nome botanico della famiglia deriva dal latino “<em>planta</em>” ovvero “pianta del piede”, molto probabilmente in riferimento alla forma delle foglie.</p>
<p>I principali <strong>componenti </strong>sono costituiti da <strong>mucillagini</strong> (10-20%), presenti solo nel tegumento del seme, <strong>lipidi</strong>, <strong>proteine</strong> (5-10%), <strong>iridoidi</strong> (<strong>aucubina</strong>) in piccole quantità, <strong>alcaloidi </strong>(in tracce). Le mucillagini sono polisaccaridi di composizione chimica complessa, appartenenti alla categoria delle <strong>fibre solubili</strong> e dotati di effetto emolliente, protettivo, antiflogistico, lassativo &#8211; costipante.</p>
<p>La droga è data dai semi di color bruno o marrone scuro, quasi nero; sono lisci e lucidi, di forma ellittica oblunga, sono lunghi da 2-3 mm. e larghi 0,8-1 mm.</p>
<p>Lo Psillo è noto come <strong>lassativo naturale</strong> dalle proprietà lenitive; è utile anche contro il colesterolo e l’intestino irritabile. La principale caratteristica dei semi di psillio è legata proprio al <strong>rivestimento mucillaginoso</strong> (composto da <strong>xilosio; arabinosio; acido galatturonico; ramnosio</strong>) che li ricopre, che a contatto con l&#8217;acqua si espande fino ad aumentare di 25 volte il proprio peso. L’effetto lassativo dipende quindi dalla capacità di richiamare liquidi nel lume dell&#8217;intestino, gonfiarsi, aumentando il contenuto intestinale e stimolando di conseguenza la peristalsi e l&#8217;evacuazione. Questo effetto è tipico dei <strong>lassativi</strong> detti &#8220;<strong>meccanici</strong>&#8220;, che aumentano ed ammorbidiscono la massa fecale, particolarmente apprezzati per la loro sicurezza ed efficacia. Come tutti i lassativi appartenenti a questa categoria, per ottenere l&#8217;effetto ricercato, devono essere assunti insieme ad abbondanti liquidi.</p>
<p>Oltre che nella stipsi, lo psillio è efficace anche per alleviare la <strong>diarrea</strong>, proprio grazie alla sua capacità di assorbire i liquidi in eccesso, aumentando il volume delle feci e rallentandone il passaggio attraverso il colon.</p>
<p>I semi di psillio vantano anche <strong>proprietà prebiotiche</strong>, grazie alla loro <strong>capacità di favorire la crescita di una flora batterica acidofila</strong> a discapito di specie batteriche ad azione putrefattiva. Sono quindi utili per rinforzare le difese immunitarie, migliorare l&#8217;efficienza intestinale e prevenire il cancro al colon-retto (la loro fermentazione dà origine ad acidi grassi a corta catena che, oltre a fungere da substrato energetico per le cellule della mucosa del colon, sembrano esercitare un ruolo protettivo sullo sviluppo di questa patologia).</p>
<p>Lo psillio ha un’<strong>azione </strong></p>
<ul>
<li><strong>ipoglicemizzante</strong>: può aiutare, infatti, a modulare la risposta glicemica dell’organismo ai pasti, riducendo i livelli di insulina e di zucchero nel sangue;</li>
<li>i<strong>pocolesterolizzante</strong>: ha la capacità di ridurre il colesterolo LDL, quello “cattivo”, e i trigliceridi.</li>
<li><strong>depurativa</strong>: la sua fibra è solubile ma non fermentabile pertanto esercita un&#8217;azione depurativa da batteri e scorie presenti nell&#8217;intestino.</li>
</ul>
<p>Lo psillio non è adatto nei casi in cui l&#8217;aumento della massa fecale può presentare delle controindicazioni, in particolare in soggetti anziani con deviazioni e malformazioni dell&#8217;intestino, questi soggetti possono venir costipati maggiormente dalle fibre dello psillio.</p>
<p>Lo psillio possiede anche <strong>proprietà emollienti, antinfiammatorie, lenitive, viscosizzanti</strong>, assorbenti le tossine.</p>
<p>Per uso esterno può essere usato come protettivo dell&#8217;epidermide in applicazioni estemporanee per pelli secche e delicate.</p>
<p>Lo psillio è un ingrediente comune di alcuni cereali per la prima colazione, ma anche un componente importante di <strong>integratori alimentari</strong>, come normalizzatore delle funzioni intestinali.</p>
<p><strong>Controindicazioni</strong>: Evitare l’assunzione in contemporanea con farmaci, in quanto le mucillagini potrebbero ridurre l’assorbimento. Per quanto riguarda i possibili effetti collaterali, evitare in caso di sensibilità individuale alla pianta.</p>
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		<title>Griffonia &#124; Griffonia simplicifolia (DC.) Baill.</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/griffonia-griffonia-simplicifolia-dc-baill/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 May 2023 16:49:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[griffonia. fagiolo africano]]></category>
		<category><![CDATA[idrossitriptofano]]></category>
		<category><![CDATA[integratori alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[melatonina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La griffonia (Griffonia simplicifolia (DC.) Baill). è una pianta rampicante legnosa della famiglia delle Fabacee, diffusa principalmente nelle aree tropicali umide dell&#8217;Africa, soprattutto in Ghana, Costa d’Avorio e Togo. La pianta può raggiungere i 3 metri di altezza, produce fiori di colore verdastro ed i frutti sono baccelli contenenti i caratteristici semi di forma discoidale &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>griffonia </strong>(<em>Griffonia simplicifolia</em> (DC.) Baill). è una <strong>pianta rampicante</strong> legnosa della famiglia delle Fabacee, diffusa principalmente nelle aree tropicali umide dell&#8217;Africa, soprattutto in Ghana, Costa d’Avorio e Togo. La pianta può raggiungere i 3 metri di altezza, produce fiori di colore verdastro ed i frutti sono baccelli contenenti i caratteristici semi di forma discoidale e di colorazione che può andare dal bruno al nero. Per questo viene chiamata anche <strong>Fagiolo africano.</strong></p>
<p><strong>Principali componenti: </strong>5-HTP (5-idrossi-triptofano); sostanze di tipo indolico: acido indol-3-acetilaspartico, 5-idrossi-3-indolacetico; sostanze amidacee di riserva</p>
<p>La medicina popolare africana utilizza da secoli la Griffonia per vari disturbi: la corteccia e le foglie come <strong>cicatrizzanti</strong>, il succo per i <strong>disturbi renali</strong> ed il decotto contro il vomito.</p>
<p>La Griffonia è <strong>fonte naturale di</strong> <strong>5-idrossitriptofano, </strong>un aminoacido essenziale (cioè che non viene cioè sintetizzato dal nostro corpo ma deve essere introdotto attraverso il cibo) che partecipa a molte funzioni nell’organismo, tra cui la formazione della <strong>serotonina</strong>, un neurotrasmettitore sintetizzato dal nostro organismo e coinvolto nella regolazione dell’umore, del sonno e della fame. La serotonina è infatti a sua volta un precursore della <strong>melatonina</strong>, un ormone con la funzione di regolare il ciclo sonno-veglia.</p>
<p>L&#8217;estratto secco dei semi maturi di <em>G. simplicifolia</em> è un integratore alimentare utilizzato in erboristeria ed in fitoterapia per le sue proprietà di regolatore dell&#8217;umore, del sonno e dell&#8217;appetito.</p>
<p>L&#8217;estratto di <em>G. simplicifolia</em> è commercializzato puro come blando <strong>antidepressivo naturale</strong> per il trattamento della depressione lieve o moderata; negli stati d&#8217;ansia; nelle depressioni stagionali e nell&#8217;insonnia, in <strong>quanto innalza i livelli di serotonina e regolarizza il ciclo sonno-veglia</strong> (ritmo circadiano). L&#8217;uso della griffonia si è rivelato utile anche per il <strong>controllo della fame nervosa</strong>, che provoca spesso un desiderio incoercibile di cibo, in particolare carboidrati e zuccheri semplici contenuti nei dolci. Infine, è usata come <strong>conciliante del sonno</strong> in formulazione con altri rimedi quali l&#8217;estratto di valeriana e/o la melatonina.</p>
<p>Il 5-HTP contenuto nella pianta di <em>Griffonia simplicifolia</em> viene impiegato nella produzione di <strong>integratori alimentari</strong>, contenenti talvolta tra gli ingredienti vitamina D e vitamine del gruppo B, che ne rafforzano le proprietà sopra descritte.</p>
<p><strong>Controindicazioni</strong>: L&#8217;assunzione della griffonia può portare alcuni effetti collaterali di lieve entità, come nausea, meteorismo e bruciore di stomaco. Pertanto, prima di assumerla, è sempre meglio consultare un medico ed evitarla in caso di gravidanza, allattamento e sensibilità alla caffeina, contenuta nella pianta.</p>
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		<title>Damiana &#124; Turnera diffusa Willd. var. aphrodisiaca (G.H.Ward) Urb.</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/damiana-turnera-diffusa-willd-var-aphrodisiaca-g-h-ward-urb/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Apr 2023 11:49:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[afrodisiaco]]></category>
		<category><![CDATA[alfa e beta pinene]]></category>
		<category><![CDATA[arbutina]]></category>
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		<category><![CDATA[Turnera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La damiana è  un piccolo arbusto che non raggiunge il metro e mezzo d&#8217;altezza; appartiene alla famiglia delle Turneracee, proveniente dall’America del sud, del Messico, delle Antille, Texas, America centrale e meridionale. Le foglie sono ovali, lanceolate, con picciolo corto e 2 ghiandole alla base, margini curvi e leggermente seghettati; la superficie superiore è liscia &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/damiana-turnera-diffusa-willd-var-aphrodisiaca-g-h-ward-urb/">Damiana | Turnera diffusa Willd. var. aphrodisiaca (G.H.Ward) Urb.</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La<strong> damiana </strong>è  un piccolo arbusto che non raggiunge il metro e mezzo d&#8217;altezza; appartiene alla famiglia delle Turneracee, proveniente dall’America del sud, del Messico, delle Antille, Texas, America centrale e meridionale.</p>
<p>Le foglie sono ovali, lanceolate, con picciolo corto e 2 ghiandole alla base, margini curvi e leggermente seghettati; la superficie superiore è liscia e verde chiaro, con pochi tricomi quella inferiore. I fiori sono gialli, solitari e ascellari. Il frutto è una piccola capsula globosa, aromatica e resinosa. E’ una pianta già conosciuta ai tempi dei Maya per le sue proprietà afrodisiache e psico-stimolanti, ma anche contro l&#8217;asma; nella loro lingua la pianta si chiama “<em>X misib kok</em>&#8221; che significa &#8220;l&#8217;essere che spazza via l&#8217;asma&#8221;.</p>
<p>Il nome botanico <strong><em>Turnera </em></strong>deriva dallo scienziato inglese William Turner che la classificò, per primo. La damiana è nota con il nome di<strong> tè Messicano</strong>. Le donne messicane hanno l&#8217;abitudine di bere un infuso di damiana un paio d&#8217;ore prima di coricarsi, per sedurre e suscitare eccitazione al proprio uomo. In Messico viene inoltre impiegata per curare l&#8217;asma, la bronchite, il diabete, la dissenteria, la dispepsia, le emicranie, la paralisi.</p>
<p>La damiana è inserita nel formulario nazionale degli Stati Uniti, come afrodisiaco e come rimedio per l&#8217;impotenza e la frigidità. E&#8217; inserita anche nella farmacopea britannica, indicata come rimedio per neurosi, impotenza, frigidità, ansia da prestazione ed esaurimento nervoso.</p>
<p>Il Ministero della Salute ha inserito il fiore, le foglie e le sommità della <em>Turnera diffusa</em> nella lista degli <strong>estratti vegetali ammessi negli integratori alimentari</strong>. Per i prodotti contenenti le foglie sono riportati i seguenti impieghi: tonico, nella stanchezza fisica e mentale, per la regolarità del transito intestinale, per la funzione digestiva, per il drenaggio dei liquidi corporei e funzionalità delle vie urinarie.</p>
<p>Contiene: <strong>glicosidi cianogenetici e idrochinonici (arbutina), tannini, olio essenziale (cineolo, alfa e beta-pinene, cimolo, timolo, ed altri), damianina</strong> (principio amaro), gomme, resina, amido, alcaloide (simile alla stricnina che agisce sul sistema nervoso e spinale).</p>
<p><strong>La damiana è una pianta tradizionalmente indicata come rimedio afrodisiaco, tonico e stimolante neuromuscolare</strong>, ed è frequentemente utilizzata insieme ad altre droghe vegetali (Yohimbina, Muira puama, Maca Andina, Ginkgo biloba) in caso di impotenza; il suo meccanismo d’azione, di tipo parasimpaticolitico, si esplica a livello del midollo sacrale e sul centro parasimpatico che regola l’erezione; inoltre, rafforza il sistema ormonale femminile, in presenza di dismenorrea, amenorrea e dolori mestruali. Il suo fitocomplesso è capace perciò di ripristinare il desiderio sessuale in entrambi i sessi. Per questa ragione è indicata nel trattamento dei disturbi sessuali sia maschili, che femminili, in caso sterilità, per contrastare diminuzione della libido e della prestazione sessuale, nella cura dell’impotenza e in caso e della frigidità. Pur tuttavia, nonostante quanto sostenuto dalle tradizioni popolari, sono ancora carenti adeguati studi clinici.</p>
<p>La damiana possiede una specifica <strong>azione antidepressiva e tonica-stimolante generale</strong> che può essere sfruttata in caso di superlavoro fisico ed intellettuale, stanchezza, condizioni di stress e stati depressivi, ed è quindi l&#8217;ideale per ravvivare anche il desiderio sessuale ed il vigore maschile che tanto dipende anche da tali fattori. Inoltre la damiana ha <strong>azione diuretica e antisettica</strong> delle vie urinarie, nonché un effetto ipoglicemizzante e anti-tumorale (attività citotossica nei confronti di cellule maligne di cancro al seno).</p>
<p>Il principio attivo della damiana, la <strong>damianina</strong>, non è stato ancora identificato con precisione ed agirebbe verosimilmente con un meccanismo d&#8217;azione parasimpaticolitico, avendo effetti rilassanti sul sistema nervoso centrale. In realtà, ricercando fra le varie fonti, emerge che si tratta di un rimedio naturale piuttosto efficace, anche contro i deficit erettivi e capace di incrementare la massa spermatica. È da tempo approvato dalla farmacopea statunitense, mentre quella tedesca ne dà una valutazione critica.</p>
<p><strong>Controindicazioni</strong>: Non esistono controindicazioni particolare per l&#8217;assunzione regolata della damiana. Tuttavia, in caso di dosaggio eccessivo, possono verificarsi alcuni effetti collaterali come insonnia e mal di testa e dolori al fegato e alla prostata. La damiana inoltre, interagendo con i farmaci per il controllo dei livelli glicemici, è controindicata nei pazienti diabietici.</p>
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