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	<title>incenso Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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		<title>Galbano &#124; Ferula gummosa Boiss</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/galbano-ferula-gummosa-boiss/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 May 2023 17:05:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[aromaterapia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La ferula gommosa (Ferula gummosa Boiss., 1856), anche nota come galbano, è una pianta perenne della famiglia Apiaceae, nativa in Europa meridionale, nel Nord Africa e nell&#8217;Asia occidentale, ma si dice che abbia avuto origine in Iran. Il suo habitat è quello delle aree collinose e dei pendii erbacei delle steppe. Si tratta di una &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>ferula gommosa</strong> (<em>Ferula gummosa</em> Boiss., 1856), anche nota come <strong>galbano</strong>, è una pianta perenne della famiglia <em>Apiaceae</em>, nativa in Europa meridionale, nel Nord Africa e nell&#8217;Asia occidentale, ma si dice che abbia avuto origine in Iran. Il suo habitat è quello delle aree collinose e dei pendii erbacei delle steppe.</p>
<p>Si tratta di una pianta alta circa un metro, monoica e molto resinosa, con il tipico fiore ombrello dal gambo spesso, che può crescere fino a circa 2 m di altezza. Il fusto è cilindrico e le foglie sono dotate di guaina, pluripennate e suddivise in lacinie lineari. La specie è ermafrodita (ha organi sia maschili che femminili) ed autofertile ed i fiori sono piccoli, di colore giallo e disposti in ombrelle terminali. Fiorisce da maggio a giugno e viene impollinata dalle mosche. Il frutto è obovoide-compresso lungo circa 1,5 cm con ali laterali e di semi maturano da giugno ad agosto.</p>
<p>Il Galbano è stato usato nelle cerimonie religiose e di imbalsamazione dagli antichi egizi, e le sue tracce sono state ritrovate ed isolate dalle fasce delle mummie. Dioscoride e Plinio notarono i suoi potenziali <strong>sedativi, antispasmodici, emmenagogici e diuretici</strong>, mentre, nel XVII secolo, Lemery lo classificò come emmenagogico nel suo trattato sui farmaci semplici.</p>
<p>I <strong>principi attivi</strong> contenuti sono: <strong>acidi resinici</strong>, <strong>olio essenziale</strong> (5% nella varietà persia e 26% nella varietà levante), <strong>sostanza gommosa</strong>.</p>
<p>Dalla radice della <em>Ferula gummosa</em> si estrae una <strong>resina gommosa</strong>, che viene utilizzata come <strong>aromatizzante alimentare</strong> simile al sedano ed ha un sapore amarognolo, acre e, per certi versi, sgradevole. Per ottenere la gomma resinosa, le incisioni vengono fatte sul gambo vicino alle radici, dove la gomma scorre come se fossero lacrime marroni. La sua consistenza a volte è viscosa e a volte è asciutta, a seconda della specie. Circa il 14-25% dell&#8217;olio essenziale viene ottenuto mediante distillazione a vapore dalla gomma.  La resina gommosa, chiamata &#8220;<strong>galbano</strong>&#8221; o “<strong>galbanum</strong>”, ha un forte profumo ed è utilizzata nella preparazione di vari tipi di <strong>incenso</strong>; veniva infatti utilizzata presso gli israeliti come incenso.  Gli antichi egiziani la utilizzavano anche per l’imbalsamazione e la cosmetica.</p>
<p>Il galbano ha <strong>proprietà antispasmodiche, espettoranti, stimolanti e carminative.</strong> In precedenza era utilizzato anche come cura per le vie respiratorie e per gli organi digestivi. È, infatti, uno stimolante digestivo e antispasmodico; riduce la flatulenza, i dolori lancinanti e le coliche.</p>
<p>Gli antichi egiziani lo utilizzavano anche per l&#8217;imbalsamazione e la cosmetica. L&#8217;olio essenziale di galbano è ampiamente utilizzato in <strong>aromaterapia</strong> e in <strong>profumeria</strong>. La composizione di alcuni celebri profumi ruota proprio intorno all&#8217;impiego del galbano. Fra questi <strong>Égoïste di Chanel</strong> o <strong>Vent Vert di Balmain</strong>, che nel 1945 rappresenta il debutto del galbano nella profumeria.</p>
<p>Per quanta riguarda le controindicazioni non ne sono segnalate particolari, alle dosi terapeutiche, eccetto per ipersensibilità individuale.</p>
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		<title>Boswellia Serrata</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/boswellia-serrata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Oct 2022 20:51:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[acidi boswellici]]></category>
		<category><![CDATA[AKBA]]></category>
		<category><![CDATA[Boswellia serrata]]></category>
		<category><![CDATA[Franchincenso]]></category>
		<category><![CDATA[Frankincense]]></category>
		<category><![CDATA[incenso]]></category>
		<category><![CDATA[medicina Ayurvedica]]></category>
		<category><![CDATA[resine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Boswellia serrata è un albero appartenente alla famiglia delle Burseraceae. Originario dell&#8217;India e del Pakistan, cresce in Africa orientale, lungo le coste del Mar Rosso, in Somalia, Abissinia ed Etiopia, nell&#8217;Arabia meridionale, in particolare Oman e Yemen. Questa specie preferisce il terreno asciutto delle colline dai suoli calcarei, ma è molto resistente alla siccità &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong><em>Boswellia serrata</em></strong> è un albero appartenente alla famiglia delle <em>Burseraceae. </em>Originario dell&#8217;India e del Pakistan, cresce in Africa orientale, lungo le coste del Mar Rosso, in Somalia, Abissinia ed Etiopia, nell&#8217;Arabia meridionale, in particolare Oman e Yemen. Questa specie preferisce il terreno asciutto delle colline dai suoli calcarei, ma è molto resistente alla siccità e al gelo e tollera situazioni estreme. Cresce anche sulle pendici rocciose, sospesa sui burroni, e la si può trovare fino a 1200 metri di altitudine.</p>
<p>L’albero ha medie dimensioni con rami un po’ pendenti, in genere con un tronco corto (3-5 metri) ma che può presentarsi più lungo (4-6 metri di altezza), sviluppando una chioma ampia e un grosso tronco molto ramificato, con corteccia color cenere, che si sfalda in sottili scaglie di aspetto cartaceo. Le grandi foglie, con il margine ondulato, sono composte e caduche, in quanto la pianta va a riposo nel periodo più caldo e arido, perdendo le foglie e sospendendo le funzioni vitali, per cui si dice che va in &#8220;estivazione&#8221;. I piccoli fiori (8 mm) profumati color bianco-crema sono riuniti in infiorescenze a grappolo dette racemi; il frutto è una drupa trìgona contenente tre semi cuoriformi.</p>
<p>Dalla pianta, per incisione della corteccia, si estrae una <strong>gommoresina</strong> che a contatto con l&#8217;aria   indurisce lentamente formando delle perle, dette &#8220;<strong>lacrime</strong>&#8220;, che conservano il colore bianco giallastro e la trasparenza tipica delle resine. Ciascuna pianta può produrre fino a un chilogrammo di resina all&#8217;anno, e può essere sfruttata per non più di 6-7 anni consecutivi.</p>
<p>La gommoresina è nota come &#8220;<strong>franchincenso</strong>&#8220;; è ricca in <strong>acidi boswellici</strong>, olio essenziale e polisaccaridi in grado di svolgere una potente <strong>azione antinfiammatoria e analgesica</strong> su diverse patologie del sistema osteoarticolare. Responsabili dell&#8217;azione antinfiammatoria della boswellia sono proprio gli acidi boswellici (<strong>acido boswellico</strong>, acido acetil-11-cheto-beta-boswellico o  <strong>AKBA</strong> e loro derivati), sostanze in grado di inibire un enzima (la 5-lipossigenasi) responsabile della produzione di leucotrieni e citochine, implicati nei processi infiammatori; in particolare, l’acido cheto-β-boswellico inibisce l’attività dell’elastasi leucocitaria, l’enzima coinvolto nei processi infiammatori cronici.</p>
<p>La specie è nota anche come <strong>pianta dell&#8217;incenso</strong> poiché la gommoresina che se ne ricava può essere bruciata. L&#8217;incenso di boswellia viene utilizzato per favorire il rilassamento, la meditazione e la preghiera. oltre che per migliorare la respirazione. Fin dall&#8217;antichità era noto l&#8217;uso di queste resine aromatiche per scopi curativi, per fumigazioni disinfettanti dell&#8217;ambiente, o per culti pagani nell&#8217;area Mediterranea e Mesopotamica, finché divennero il simbolo dell&#8217;offerta in tutte le forme cerimoniali di culto religioso. La boswellia viene utilizzata da sempre nella medicina ayurvedica nei trattamenti per il diabete, per la febbre e alcune patologie cardiovascolari, dermatologiche e neurologiche.</p>
<p>Il nome Boswellia è una denominazione attribuita dal botanico inglese William Roxburgh (1751-1815), medico e botanico, autore della prima <em>Flora Indica</em>, ad un genere di piante che annovera numerose specie, alcune molto rinomate fin dall&#8217;antichità, poiché forniscono le <strong>resine aromatiche note col nome di</strong> <strong>incenso</strong>. L&#8217;incenso propriamente detto è definito anche <strong><em>Frankincense</em></strong>, cioè <strong>incenso franco</strong> (schietto, vero), per distinguerlo dalle altre sostanze resinose balsamiche, come mirra, benzoino, galbano, storace.</p>
<p>La gommo-oleoresina di boswellia serve soprattutto a ridurre gli stati infiammatori che interessano l&#8217;apparato muscolo-scheletrico ed è dunque uno tra i rimedi contro i dolori muscolari e articolari. La boswellia è ad esempio indicata in caso di atrite, atrosi, artrite reumatoide. In questi casi, l&#8217;azione antinfiammatoria della resina di boswellia serrata aiuta a ridurre il dolore e il gonfiore, e a migliorare la mobilità delle articolazioni.  Il suo utilizzo è consigliato nel trattamento di infiammazioni locali, disturbi degenerativi delle articolazioni, ridotte capacità motorie mattutine, dolori muscolari, reumatismi, artrosi, infiammazione dei tessuti molli come tendiniti, miositi, fibromialgia.</p>
<p>La boswellia viene poi impiegata per le sue proprietà broncodilatanti per ridurre i sintomi dell&#8217;asma. Estratti di boswellia sono utili, per uso topico per alleviare dermatiti, psoriasi e affezioni cutanee in generale.</p>
<p>A causa delle sue proprietà farmacologiche, è sconsigliato l’uso di Boswellia serrata contemporaneamente all’assunzione di anticoagulanti orali in quanto la pianta potrebbe potenziarne l’effetto e causare emorragie. L&#8217;utilizzo di boswellia è altresì controindicato in gravidanza e prevede cautela in caso di persone asmatiche che assumono terapie per l&#8217;inibizione dei leucotrieni.</p>
<p>Infine, in uno studio sperimentale, condotto su un estratto costituito da varie specie di Boswellia è stata osservata la capacità del preparato di inibire varie isoforme enzimatiche del citocromo P450 (principalmente CYP3A4, 2C9 e 2C19).</p>
<p>La <em>Boswellia serrata</em> è una pianta a rischio estinzione per la pratica non sostenibile di coltivazione.</p>
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