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	<title>idrocolloidi Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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		<title>Ratania del Perù &#124; Krameria lappacea</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/ratania-del-peru-krameria-lappacea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jun 2023 15:37:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[flobafene (rosso di ratania)]]></category>
		<category><![CDATA[idrocolloidi]]></category>
		<category><![CDATA[lignani]]></category>
		<category><![CDATA[Ratania del Perù]]></category>
		<category><![CDATA[ratanina (metiltirosina)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Ratania del Perù (Krameria lappacea (Dombey) Burdet &#38; B.B.Simpson) è una specie arbustiva appartenente alla famiglia delle Krameriaceae; è una pianta originaria delle Ande, dove cresce ad un’altezza di 900 – 1200 metri (ma che può essere trovata ad altitudini maggiori), in terreni asciutti, sabbiosi o ghiaiosi. Si trova nelle aree andine del Perù, &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Ratania del Perù</strong> (Krameria lappacea (Dombey) Burdet &amp; B.B.Simpson) è una specie arbustiva appartenente alla famiglia delle<em> Krameriaceae; </em>è una pianta originaria delle Ande, dove cresce ad un’altezza di 900 – 1200 metri (ma che può essere trovata ad altitudini maggiori), in terreni asciutti, sabbiosi o ghiaiosi. Si trova nelle aree andine del Perù, Bolivia, Colombia, Ecuador, Cile e Brasile, ed è stato anche osservato in America Centrale e Messico.</p>
<p>Nella lingua indigena del Sud America, <em>ratanhia</em> significa &#8220;<strong>pianta che striscia sul terreno</strong>&#8220;. Gli indigeni delle Ande hanno apprezzato le sue proprietà curative da tempo immemore, ma in Europa era sconosciuta fino all&#8217;inizio del XVIII secolo, finché la pianta fu portata prima in Spagna e poi in Germania.</p>
<p>La Krameria lappacea è un arbusto con radice molto ramificata, orizzontale e non molto lunga.</p>
<p>Ha una corteccia spessa, di colore bruno-rossastra e il suo interno è rosso. Il fusto è cilindrico e ramificato, con rami lunghi 50-80 cm; che in gioventù sono biancastri e pelosi e che in età adulta diventano scuri e nudi.  Le foglie sono alterne, sessili, oblungo-ovate con un breve picciolo. Il fiore è di colore rosso e grande con il calice a quattro sepali e la corolla a quattro petali. Il frutto è una drupa secca, pelosa, con pungiglioni, con uno o due semi commestibili all’interno.</p>
<p>Il termine <em>Krameria</em> del genere è stato dedicato da Linneo al medico e botanico austro-ungarico János György Kramer (Johann Georg Heinrich Kramer, ~1688-1744). L’epiteto specifico <em>lappacea</em> viene da <em>lappa</em> (nome latino della lappola, in Virgilio e Plinio; secondo alcuni il nome latino deriverebbe dal celtico <em>llap</em> mano perché il fiore si attacca a qualunque cosa lo sfiori, come farebbe una mano; secondo altri deriverebbe dal greco λαβεῑν <em>labein</em> attaccarsi): che ricorda la lappola.</p>
<p>La <em>Krameria lappacea</em> è una pianta utilizzata come rimedio erboristico tradizionale molto popolare in Sud America, principalmente in Perù, dove la radice viene raccolta e commercializzata, venduta nei mercati locali ed esportata anche in Europa e America per uso medicinale e come pianta colorante.</p>
<p>La pianta può essere utilizzata per <strong>scopi alimentari</strong>; gli estratti della radice sono stati utilizzati per migliorare il colore, la ricchezza e l’astringenza del vino rosso e veniva utilizzata fino a pochi anni fa per dare corpo al vino Porto.</p>
<p><strong>La droga è costituita dalle radici</strong> <strong>rosse</strong> della pianta che contengono: <strong>composti benzofuranici lipofili; amido; zuccheri; mucillagini; flavonoidi</strong>; <strong>N-metiltirosina; tannini catechinici (krameriatannino, acido ratanutannico e kramerotannico), flobafene (rosso di ratania), ratanina (metiltirosina), lignani, idrocolloidi.</strong></p>
<p>La ratania è rinomata per il suo <strong>elevato contenuto in tannini</strong> condensati catechinici; per questo, gode di interessanti <strong>proprietà astringenti, antinfiammatorie, emostatiche ed antidiarroiche</strong>. Viene pertanto utilizzata per conferire tonicità alla pelle, come emostatico, per la pulizia dei denti, nelle gengiviti e nelle stomatiti, nelle diarree e nelle enteriti semplici ed emorragiche, nelle ragadi anali.</p>
<p>L’assunzione di ratania potrebbe interferire con l’efficacia dei farmaci assunti per via orale. L’<strong>effetto collaterale </strong>è dovuto all’elevata concentrazione di tannini che caratterizza la pianta. Infatti, queste molecole possono interagire con le sostanze presenti nello stomaco e nell’intestino, riducendo così l’assorbimento dei farmaci e riducendo di conseguenza l’efficacia delle terapie. Per questo è consigliabile assumere la ratania almeno un’ora dopo eventuali farmaci assunti per via orale.</p>
<p>Se assunta per via orale per meno di due settimane, la ratania è considerata sicura, ma può scatenare alcuni effetti collaterali, come problemi all’apparato digerente. Non è inoltre da escludere la possibilità di reazioni allergiche.</p>
<p>Non sono disponibili informazioni sufficienti a garantire la sicurezza dell’assunzione di ratania durante gravidanza e allattamento. La scelta migliore è evitare di assumerla e, in caso di dubbi, consultare preventivamente il proprio medico o il pediatra che ha in cura il bambino.</p>
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		<title>Sigillo di Salomone &#8211; Polygonatum odoratum (Miller) Druce</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/sigillo-di-salomone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2023 16:35:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[asparagina]]></category>
		<category><![CDATA[cataplasmi]]></category>
		<category><![CDATA[cicatrizzante]]></category>
		<category><![CDATA[Ginocchietto]]></category>
		<category><![CDATA[glucochinina]]></category>
		<category><![CDATA[Gomma arabica]]></category>
		<category><![CDATA[idrocolloidi]]></category>
		<category><![CDATA[ipoglicemizzante]]></category>
		<category><![CDATA[saponine]]></category>
		<category><![CDATA[Sigillo di Salomone]]></category>
		<category><![CDATA[tannini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Polygonatum odoratum (Miller) Druce, conosciuto come Sigillo di Salomone, appartenente alla famiglia delle Liliaceae è una pianta erbacea perenne, alta anche 50 cm, con rizoma strisciante. I fusti sono da eretti ad arcuati, lisci ma angolosi. Le foglie sono alterne, quelle inferiori lungamente ovate le superiori più lanceolate, ruvide e di colore verde chiaro. &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il<em> Polygonatum odoratum (Miller) Druce</em>, conosciuto come <strong>Sigillo di Salomone</strong>, appartenente alla famiglia delle <em>Liliaceae</em> è una pianta erbacea perenne, alta anche 50 cm, con rizoma strisciante. I fusti sono da eretti ad arcuati, lisci ma angolosi. Le foglie sono alterne, quelle inferiori lungamente ovate le superiori più lanceolate, ruvide e di colore verde chiaro.<br />
I fiori, piccoli e profumati come quelli del Giacinto, nascono all&#8217;ascella delle foglie, sono biancastri e tubulosi, retti da un sottile, corto peduncolo. Il frutto, autunnale, è una bacca globosa di colore bluastro, pruinosa. Contiene 1-3 semi, grinzosi. Cresce nei boschi della zona montana e submontana. E’ adatta a tappezzare le zone ombreggiate dei giardini con la sua splendida fioritura bianca e profumata che contrasta con il fogliame verde.</p>
<p>Il nome generico <em>Polygonatum</em> deriva dai termini greci πολύς, πολλή, πολύ (= molto) e γόνυ, γόνατος (= ginocchio, nodo) a indicare i rami nodosi e angolosi delle piante di questo genere. Il nome volgare, Sigillo di Salomone, dato alla pianta è riferito alla forma particolare dei segni circolari o cicatrici, simili a un sigillo, lasciati sul rizoma dalla pianta quando essicca.</p>
<p>In Italia il <em>Polygonatum</em> viene chiamato comunemente anche <strong>Ginocchietto</strong>.</p>
<p>Secondo antiche credenze popolari coltivare il Sigillo di Salomone in vaso o nel giardino è di buon augurio e serve a tenere lontano dalla propria casa sventure e spiriti maligni.</p>
<p>Di questa pianta, che fiorisce tra aprile e giugno nel periodo primaverile, si utilizzano soprattutto le radici per la preparazione di rimedi naturali utili sia in ambito estetico sia digestivo. Tra i suoi <strong>principi attivi</strong> si annoverano mucillagine, <strong>glucochinina </strong>(molto utile per la salute grazie alla sua azione ipoglicemizzante), <strong>gomma arabica</strong>, <strong>saponine</strong>, <strong>tannini</strong>, <strong>idrocolloidi </strong>e <strong>asparagina</strong>.</p>
<p>Dal Sigillo di Salomone si ricavano prevalentemente <strong>tisane e impasti curativi</strong> da applicare sulla pelle, i cosiddetti <strong>cataplasmi</strong>, che rappresentano soluzioni efficaci del tutto naturali fin da tempi remoti.</p>
<p><strong>Tutta la pianta è velenosa, in particolare rizomi e frutti. </strong></p>
<p>Alla pianta vengono attribuite le seguenti <strong>proprietà: </strong><strong>bechica, cardiotonica, diuretica, ipoglicemizzante, lenitiva, oftalmica, risolvente, sedativa, tonica</strong>.</p>
<p>Molto note sono le sue qualità digestive e la <strong>capacità di limitare l’assorbimento di glucosio</strong>, così come gli effetti benefici per il benessere delle vie urinarie grazie alla presenza dell’<strong>asparagina</strong> che <strong>stimola la diuresi</strong>. A questi vantaggi si aggiunge la capacità di garantire il benessere dell’intestino e contrastare la stipsi, grazie al potenziale benefico dell’asparagina, ma non mancano qualità vantaggiose anche per favorire la digestione e dare sollievo allo stomaco appesantito. Infine, tra i vantaggi che derivano dall’uso di questa pianta si può inserire anche la cura dei reumatismi.</p>
<p>Inoltre, il Sigillo di Salomone vanta <strong>qualità cicatrizzanti</strong> e favorisce il rinnovamento delle cellule, agevolando e velocizzando la guarigione delle ferite. Molto efficace, inoltre, è il potere schiarente di questa pianta che riduce visibilmente le macchie cutanee in modo naturale. Risorsa naturale per ridare luminosità alla pelle, il Sigillo di Salomone può essere adoperato per creare preparati efficaci per <strong>schiarire le macchie cutanee</strong>, inestetismi spesso causati dall’esposizione al sole, da fattori ormonali o dall’assunzione di terapie farmacologiche in modo prolungato.</p>
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