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	<title>henna Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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		<title>Henné &#124; Lawsonia inermis</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Aug 2022 06:00:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Lawsonia inermis, nota col nome comune di henna o più spesso col corrispondente francese henné, è un arbusto spinoso appartenente alla famiglia delle Lythraceae, che può raggiungere un&#8217;altezza di un metro. Le foglie sono glabre, sub-sessili, ellittiche e lanceolate (le dimensioni medie sono 1,5–5 cm x 0,5–2 cm), acuminate e a fillotassi opposta. I &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <em>Lawsonia inermis</em>, nota col nome comune di <strong>henna</strong> o più spesso col corrispondente francese <strong>henné</strong>, è un arbusto spinoso appartenente alla famiglia delle <em>Lythraceae</em>, che può raggiungere un&#8217;altezza di un metro. Le foglie sono glabre, sub-sessili, ellittiche e lanceolate (le dimensioni medie sono 1,5–5 cm x 0,5–2 cm), acuminate e a fillotassi opposta. I fiori profumati bianco rosa, hanno quattro sepali saldati in un tubo calicino di 2 mm, petali ovati, stami bianchi o rossi posti in coppia sul bordo del tubo calicino. Fioriscono da maggio a luglio. I frutti sono piccole capsule brunastre, di 4-8 mm di diametro, con 32-49 semi per frutto che si aprono irregolarmente in quattro valve.</p>
<p>Originaria dell&#8217;Asia minore, Nord Africa, Iran ed India occidentale, la specie è stata coltivata in tutto il bacino del Mediterraneo orientale. Oggi è diffusa nei Paesi arabi.</p>
<p>I termini italiani e inglesi henna e alcanna come anche il prestito linguistico francese henné derivano tutti dall&#8217;arabo <em>al hanna</em>, di origine persiana, nome entrato nella lingua italiana nel XVI secolo.</p>
<p>Dalle foglie e dai rami essiccati e macinati si ricava una polvere giallo-verdastra, riflessante colorante, con odore intenso: l’<strong>henné</strong>, utilizzata come colorante su tessuti e pelle animale.</p>
<p>Il principio attivo principale (colorante e farmaceutico) presente a concentrazioni variabili tra lo 0,55% e l’1% è rappresentato dal <strong>lawsone</strong>, 2-idrossi- 1,4-naftochinone, strutturalmente simile allo juglone (5-idrossi- 1,4 naftochinone), la sostanza colorante del mallo delle noci (presente anche nei fiori del giacinto d&#8217;acqua). Il lawsone è una <strong>sostanza di colore rosso arancione</strong> presente nella pianta, ma non nella corteccia, fusto o radice della pianta: la tonalità rosso bruna varia in funzione della composizione in rami (rosso) e foglie (marrone). La concentrazione del principio nelle foglie varia con la temperatura e le condizioni climatiche: piante che crescono in località calde hanno una concentrazione maggiore di lawsone. Il lawsone sembra essere un prodotto della degradazione e autossidazione di glicosidi primari denominati <strong>hennosidi</strong> A, B e C.</p>
<p>Oltre a questa sostanza sono presenti nella droga acido gallico, tannini, resine e zuccheri.</p>
<p>Spesso la polvere secca viene miscelata con un liquido (acqua, succo di limone, tè forte e altri ingredienti, a seconda della tradizione) o mescolata con l&#8217;indaco per disporre di una maggior gamma di colori scuri e con la cassia obovata. Molti artisti usano zucchero o melassa nella pasta di henné per migliorare la consistenza e l&#8217;adesione alla pelle. La miscela di henné deve riposare fino a 48 ore prima dell&#8217;uso per liberare il lawsone delle foglie.</p>
<p>L&#8217;henné è di colore arancione appena rimossa la pasta, ma si scurisce nei tre giorni successivi a causa dell&#8217;ossidazione; invecchiando tende a perdere la sua capacità tintoria, per cui ne è molto importante la corretta conservazione, che deve avvenire al riparo dall&#8217;aria e dalla luce.</p>
<p>Oli essenziali con alti livelli di alcoli monoterpenici, come il <em>tea tree</em>, la melaleuca o la lavanda, migliorano le caratteristiche della colorazione; altri oli essenziali, come l&#8217;eucalipto e il chiodo di garofano, sarebbero altrettanto utili ma sono troppo irritanti e non dovrebbero essere usati sulla pelle.</p>
<p>La conoscenza delle <strong>proprietà coloranti e antisettiche dell’henné</strong> risale a tempi antichissimi, essendo utilizzato già ai tempi degli Egizi per tingere le mummie; in Medio Oriente, Estremo Oriente e Nord Africa è da sempre impiegato come tintura per stoffe, unghie, mani, capelli, vestiti, etc. In Europa da alcuni anni questo prodotto, solo o mescolato col mallo di noce e con le noci di galla, serve come tintura specialmente per le capigliature femminili. Tuttora in alcune zone dell&#8217;India le decorazioni simboleggiano la seduzione, ma hanno anche un significato di buon auspicio per i riti nuziali e in generale per il focolare domestico, simboleggiandone la protezione. In particolare, l&#8217;henné ha la funzione di abbellire le mani ed i piedi degli sposi, ed è considerato anche come simbolo di iniziazione per la donna che si dovrà sposare, assumendo quindi una nuova identità.<strong> Mehndi</strong>, detto anche mehandi, mehindi o mendi è il termine hindi per indicare il tatuaggio temporaneo eseguito con henné naturale rosso su mani e piedi.</p>
<p>Nell&#8217;Islam la polvere di henné è consigliata anche per gli uomini per tingere barba e baffi.</p>
<p><strong>L&#8217;henné</strong>, a differenza delle tinte chimiche, <strong>non danneggia i capelli</strong>, anzi li nutre in profondità donando un aspetto sano e luminoso alle lunghezze. L&#8217;henné si può tranquillamente usare anche in gravidanza e durante l&#8217;allattamento. Inoltre, scaricando il colore in maniera graduale e omogenea, ha il vantaggio di rendere meno visibile la ricrescita. E&#8217; sufficiente un&#8217;applicazione al mese per chi vuole mantenere i riflessi rossastri e luminosi che queste eccezionali tinte naturali riescono a donare. Il suo potere astringente e antimicotico l&#8217;ha resa ideale per la cura dei capelli e non solo: la tradizione vuole che giovi alle malattie della pelle, oppure che uccida i parassiti e che curi la calvizie precoce. Sembra avere inoltre un effetto deodorante e rinfrescante.</p>
<p>I benefici dell&#8217;henné sono pertanto numerosi: lucentezza e forza, immediatamente riscontrabili dopo averne effettuato l&#8217;applicazione, ispessimento e voluminosità del capello, riduzione dell&#8217;effetto crespo, effetto sebo-normalizzante, disciplinante, antiforfora, rafforzamento e resistenza agli agenti esterni.</p>
<p>L’henné è indicato per tutte le tipologie di capello, principalmente per quelli fini e poco voluminosi poiché legandosi alla loro cuticola donano maggiore corposità e spessore. Il risultato finale dipende dal potere del capello di assorbire i pigmenti vegetali, dal tuo tono di base naturale e dalla presenza di tinte chimiche fatte in precedenza.</p>
<p>L&#8217;henné è pericoloso per le persone con carenza di <strong>glucosio-6-fosfato deidrogenasi</strong> (<strong>deficit di G6PD</strong>). Neonati e bambini di particolari gruppi etnici, principalmente dal Medio Oriente e dal Nord Africa, sono particolarmente vulnerabili.</p>
<p>Inoltre le paste di henné premiscelate per <em>body art</em> commerciali possono includere ingredienti aggiuntivi per fortificare o modificare il colore finale. Alcune di queste sostanze possono indurre rischi per la salute anche significativi. La <em>Food and Drug Administration</em> (FDA) degli Stati Uniti considera queste aggiunte come adulteranti e quindi illegali per l&#8217;uso sulla pelle.</p>
<p>In commercio è possibile trovare l’henné soprattutto come polvere. E’ consigliabile però fare molta attenzione all’acquisto dell’henné perché potrebbe trattarsi di henné non puro, addizionato ad esempio da &#8220;<strong>picramato di sodio</strong>&#8220;, un colorante sintetico di colore rosso spesso usato per dare colorazioni più intense o per potenziare il potere colorante di henné  di bassa qualità, ma anche per annullare i tempi di ossidazione e accelerare la posa, ma soprattutto per “freddare” in breve tempo il tono. Il picramato di sodio è una sostanza non biodegradabile, altamente inquinante e tossica; ne driva il consiglio a fare attenzione e scegliere sempre henné puri.</p>
<p><strong>Di henné ne esiste uno solo</strong>. Bisogna allora sapere che quando si sente parlare di <strong>henné nero</strong>, si tratta dell&#8217;<strong>Indigo</strong>, una polvere ottenuta dalla fermentazione ed essiccazione delle foglie dell&#8217;<em>Indigofera tinctoria</em> e capace di conferire un colore nero corvino; può essere miscelato assieme all&#8217;henné puro (<em>Lawsonia</em>) per mitigarne i riflessi ramati ed ottenere tonalità più scure; usato puro su capelli di tonalità scura, conferisce dei riflessi bluastri. Come ultimo esiste l&#8217;<strong>henné neutro</strong>, ottenuto dalle foglie della <em>Cassia obovata</em>; questa polvere non ha proprietà coloranti ma utilizzata come impacco nutre, ristruttura e lucida i capelli e non modifica assolutamente il colore originario. Altre diciture tipo <strong>henné castano</strong> ed <strong>henné biondo</strong> si riferiscono a miscele di <em>Lawsonia</em> con altre piante come per esempio: Mallo di noce, Katam, Indigo per il castano e Camomilla, Rabarbaro per le tonalità di biondo.</p>
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