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	<title>Granone Lodigiano Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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	<title>Granone Lodigiano Archivi - amaperbene.it</title>
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		<title>Il Parmigiano Reggiano DOP</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Aug 2023 09:44:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eccellenze Gastronomiche]]></category>
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		<category><![CDATA[Latte e derivati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Parmigiano Reggiano DOP è un formaggio a pasta dura, cotta e non pressata, prodotto con latte vaccino crudo ottenuto da animali allevati nella zona di produzione, alimentati prevalentemente con foraggi locali. Storia &#8211; Le origini del Parmigiano Reggiano vengono fatte risalire al Medioevo, intorno al XII secolo, quando nei monasteri benedettini e cistercensi di &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il Parmigiano Reggiano DOP è un formaggio a pasta dura, cotta e non pressata, prodotto con latte vaccino crudo ottenuto da animali allevati nella zona di produzione, alimentati prevalentemente con foraggi locali.</strong></p>
<p><strong>Storia</strong> &#8211; Le origini del Parmigiano Reggiano vengono fatte risalire al Medioevo, intorno al XII secolo, quando nei monasteri benedettini e cistercensi di Parma e di Reggio Emilia vennero creati i primi caselli (caseifici) favoriti dall’abbondanza di corsi d’acqua e di grandi pascoli, grazie anche all’opera dei monaci che avevano bonificato le paludi e messo a pascolo i terreni. In breve tempo, in questa zona circoscritta dell’Emilia si diffuse la produzione di un formaggio a pasta dura, ottenuto dalla lavorazione del latte in ampie caldaie. La ricetta potrebbe essere stata analoga a quella del formaggio piacentino (chiamato il <strong>Piacentino</strong>) e a quello lodigiano (il <strong>Granone Lodigiano</strong>), entrambi a pasta dura,</p>
<p>Il Parmigiano Reggiano nel corso dei secoli non ha cambiato le modalità produttive di base: oggi come nel Medioevo la produzione avviene in modo naturale, senza additivi. All’inizio del 1900 però la lavorazione del Parmigiano Reggiano introduce l’innesto del siero innesto e del riscaldamento a vapore, che migliorano la qualità del formaggio e cambiano l’assetto dei caseifici. Per la tenuta produttiva, un notevole contributo è fornito dall’introduzione delle cooperative come forma societaria. La necessità di tutelare il prodotto da formaggi simili, che iniziano a essere prodotti in altre aree e commercializzati, rischiando di essere confusi con il Parmigiano ed il Reggiano, porta alla formazione del Consorzio di tutela.</p>
<p>Il Parmigiano Reggiano si fa oggi con gli stessi ingredienti del Medioevo, negli stessi luoghi, con gli stessi procedimenti manuali. I maestri casari, oggi come in passato, producono questo formaggio con il latte della zona d’origine, caglio naturale, sale e nessun additivo, in modo artigianale e con la stessa passione di sempre.</p>
<p>Il Parmigiano Reggiano oggi è prodotto in circa 350 piccoli caseifici artigianali della zona tipica e di circa 3500 agricoltori-produttori di latte che hanno ottenuto il riconoscimento a conservare inalterato il metodo di lavorazione e l’altissimo livello qualitativo.</p>
<p>La garanzia di genuinità del Parmigiano Reggiano è garantita da precise norme, applicate con rigore, autodisciplina di conformità e rigoroso controllo; nel 1996 viene riconosciuto come una DOP europea-</p>
<p>Il Parmigiano Reggiano è un formaggio salvaguardato da più di settant’anni dal Consorzio di tutela.</p>
<p><strong>Zona di produzione<br />
</strong>La zona di produzione del Parmigiano Reggiano DOP comprende le province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna alla sinistra del fiume Reno, nella regione Emilia-Romagna; Mantova alla destra del fiume Po, nella regione Lombardia. E’ il terzo formaggio italiano per produzione dopo il Grana Padano e il Gorgonzola</p>
<p><strong>Metodo di produzione<br />
</strong>Per la produzione si impiega latte della mungitura serale, che rimane a riposo in vasche d’acciaio per tutta la notte. Dopo essere stato parzialmente scremato, il latte della sera viene travasato insieme a quello del mattino, nella caratteristica caldaia di rame a forma di campana rovesciata, senza l’aggiunta di alcun additivo. Viene poi addizionato il siero-innesto naturale e scaldato a 33°C. Una volta raggiunta la temperatura, viene aggiunto il caglio di vitello, ottenuto dallo stomaco di vitelli lattanti, fino alla coagulazione, che avviene in 10-15 minuti. La cagliata viene rotta in piccoli granuli e inizia quindi la fase di cottura fino a 55°C. La massa ottenuta dopo la cottura e la caduta dei granuli viene sollevata e tagliata in due; ogni massa è avvolta in un telo di lino e inserita in uno stampo di legno o teflon. Qui assume la forma caratteristica e riceve una placca di caseina, inglobata sulla superficie della crosta che, grazie a un codice alfanumerico, identifica in modo univoco ogni singola forma. Segue la marchiatura con la fascera marchiante, che imprime sulla crosta: la scritta a puntini “PARMIGIANO REGGIANO”, numero di matricola del caseificio, mese e anno di produzione. Segue la salatura, che avviene immergendo la forma per 16-20 giorni in una soluzione satura di sale naturale, infine la stagionatura su tavole di legno in locali idonei a temperatura e umidità controllate, che si protrae da un minimo di 12 mesi fino a oltre due anni. Solo le forme che superano una rigidissima selezione vengono marchiate con il bollo ovale a fuoco all’età di 12 mesi.</p>
<p><a href="https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/08/fasi-produzione-Parmigiano_Reggiano.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-27538" src="https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/08/fasi-produzione-Parmigiano_Reggiano.jpg" alt="" width="1024" height="697" srcset="https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/08/fasi-produzione-Parmigiano_Reggiano.jpg 1024w, https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/08/fasi-produzione-Parmigiano_Reggiano-300x204.jpg 300w, https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/08/fasi-produzione-Parmigiano_Reggiano-768x523.jpg 768w, https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/08/fasi-produzione-Parmigiano_Reggiano-220x150.jpg 220w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p><strong>Aspetto e sapore</strong></p>
<p>Il Parmigiano Reggiano DOP ha forma cilindrica, diametro di 35-45 cm, altezza 20-26 cm, peso minimo di 30 e medio di 40-42 kg. La crosta è di colore giallo dorato. La pasta è dura con colore da leggermente paglierino a paglierino. La struttura è minutamente granulosa, con frattura a scaglia. La pasta ha sapore delicato con aroma fragrante, gustoso ma non piccante.</p>
<p><strong>Valore nutrizionale<br />
</strong>Il Parmigiano Reggiano è un formaggio 100% naturale composto per il 30% da acqua e per ben il 70% da sostanze nutritive. Per un adulto che segue una dieta sana ed equilibrata di 8400kJ/2000 kcal una porzione di Parmigiano Reggiano di 25 g copre il 36% del fabbisogno di calcio e il 24% del fabbisogno di fosforo. Una buona parte della componente nutritiva è rappresentata dalle proteine (32 g per 100 g di prodotto). 100 g di Parmigiano Reggiano contengono<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a>:</p>
<ul>
<li>Umidità g 31,4</li>
<li>Proteine g 32,4
<ul>
<li>Amminoacidi liberi su proteina totale<a href="#_ftn2" name="_ftnref2">[2]</a> % 23,3</li>
</ul>
</li>
<li>Energia<a href="#_ftn3" name="_ftnref3">[3]</a> <strong>kcal 402</strong> (kJ 1671)</li>
<li>Grassi g 29,7
<ul>
<li>Acidi grassi saturi g 19,6</li>
<li>Acidi grassi monoinsaturi g 9,3</li>
<li>Acidi grassi polinsaturi g 0,8</li>
<li>Grassi sulla sostanza secca % s.s. 43,3</li>
</ul>
</li>
<li>Carboidrati g 0
<ul>
<li>di cui zuccheri g 0</li>
</ul>
</li>
<li>Lattosio mg &lt;1</li>
<li>Fibre g 0</li>
<li>Sale<a href="#_ftn4" name="_ftnref4">[4]</a> g 1,6</li>
<li>Acido lattico g 1,6</li>
<li>Calcio mg 1155</li>
<li>Fosforo mg 691</li>
<li>Sodio mg 650</li>
<li>Potassio mg 100</li>
<li>Magnesio mg 43</li>
<li>Ferro mg 0,2</li>
<li>Zinco mg 4</li>
<li>Colesterolo mg 83</li>
<li>Vitamina A µg 430</li>
<li>Tiammina (Vit. B1) mg 0,03</li>
<li>Riboflavina (Vit. B2) mg 0,35</li>
<li>Vitamina B6 mg 0,060</li>
<li>Vitamina B12 µg 1,7</li>
<li>Vitamina C mg 0</li>
<li>Niacina (Vit. PP/B3) mg 0,06</li>
<li>Vitamina E mg 0,55</li>
<li>Vitamina K µg 1,6</li>
<li>Acido pantotenico (Vit. B5) mg 0,320</li>
<li>Colina mg 40</li>
<li>Biotina µg 23</li>
</ul>
<p>I valori riportati sono ricavati da analisi svolte dal Consorzio su campioni casuali.</p>
<p>È importante notare che queste informazioni possono variare leggermente in base a diversi fattori, come il periodo di stagionatura del formaggio e la marca specifica. Il Parmigiano Reggiano è un alimento ricco di calcio, proteine e grassi, ed è spesso utilizzato in cucina per arricchire il sapore di vari piatti. Tuttavia, a causa del suo contenuto calorico e di grassi saturi, è meglio consumarlo con moderazione come parte di una dieta equilibrata.</p>
<p><strong>Stagionature del Parmigiano Reggiano<br />
</strong>La stagionatura del Parmigiano Reggiano è probabilmente la fase più delicata e caratteristica dell’intera produzione, durante la quale il formaggio assume le sue tipiche caratteristiche organolettiche e la sua particolare consistenza granulosa. È questa fase che rende il formaggio più digeribile e permette la trasformazione delle caseine in aminoacidi semplici (grazie all’azione degli enzimi del latte), rendendo il Parmigiano adatto anche a soggetti allergici e/o intolleranti. La durata stagionatura parmigiano Reggiano influisce inoltre sulle caratteristiche gustative ed aromatiche del formaggio stesso, differenziandone così diverse tipologie.  Nello specifico si distinguono:</p>
<ul>
<li><strong>Parmigiano 12 mesi<br />
</strong>A 12 mesi il parmigiano è giovane, definito &#8220;nuovo&#8221; dagli esperti. La pasta è ancora tenera e gli aromi sono meno preponderanti. La base lattica accentuata conferisce al formaggio il gusto di latte, yogurt o burro. Possono essere tuttavia percepibili note vegetali quali erba, verdura lessa, fiori o frutta. In ogni caso, risulta essere un formaggio perfetto per piatti freddi, insalate o aperitivi, possibilmente accompagnato da un vino bianco leggero e frizzante.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Parmigiano 14-16 mesi<br />
</strong>Sapore delicato, note di latte ed erbe di campo, colore paglierino, pasta leggermente morbida al tatto: il Parmigiano Reggiano <strong>Mezzano</strong> è un ottimo formaggio da tavola, buono e leggero. Può essere gustato tagliato a cubetti, accompagnato da un vino bianco secco o con frutta fresca.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Parmigiano 18 mesi<br />
</strong>A 18 mesi di stagionatura è percepibile una base lattica ben marcata e si cominciano a sentire gli aromi che contraddistinguono il Parmigiano. La pasta è ancora morbida, ma presenta una granulosità e una friabilità già apprezzabili.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Parmigiano 24 mesi<br />
</strong>Il Parmigiano stagionato 24 mesi ha raggiunto il grado di maturazione ottimale per essere degustato. La pasta, friabile e granulosa, possiede un equilibrio perfetto fra dolce e salato. Si presta a tutte le preparazioni gastronomiche, anche grattugiato sui primi piatti.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Parmigiano stagionato oltre 30 mesi<br />
</strong>Oltre i 30 mesi di stagionatura, il Parmigiano stagionato è detto “<strong>stravecchio</strong>”. Il Parmigiano Reggiano stravecchio si presenta particolarmente asciutto, friabile e granuloso, con un aroma intenso e deciso. Le note di spezie e frutta secca risultano predominanti. È perfetto per essere grattugiato, ma anche per essere degustato con miele o aceto balsamico. È altamente digeribile e ricco di elementi nutritivi, indicato agli intolleranti al lattosio e ai bambini più piccoli.</li>
</ul>
<p>La <strong>stagionatura parmigiano 36 mesi</strong> lo rende più friabile e granuloso, ben adatto ad essere grattugiato dato che la struttura del formaggio si dimostra predisposta ad essere frantumata.</p>
<p>La stagionatura massima parmigiano reggiano sembra andare <strong>oltre i 40 mesi</strong>, quando il formaggio acquisisce un sapore molto deciso, quasi speziato, con sentori di noce moscata e pepe nero, che finiscono col tradursi in un retrogusto quasi piccante. In ogni caso, <strong>non esiste un tempo massimo preciso per la maturazione di questo formaggio</strong>. La stagionatura parmigiano 70 mesi, ad esempio, è particolarmente rara e pregiata, perché consente che vengano sprigionati aromi intensi, che rendono il sapore del formaggio unico nel suo genere. In questo caso, il Parmigiano Reggiano è da degustare in totale purezza, accompagnato soltanto da vini corposi e ben strutturati.</p>
<p>Per far <strong>riconoscere la stagionatura</strong> del Parmigiano Reggiano, il Consorzio di Tutela del Parmigiano Reggiano ha previsto la presenza di tre diversi bollini colorati sulle confezioni del formaggio, così da poter distinguere la giusta stagionatura:</p>
<ol>
<li><strong>Bollino Aragosta</strong>, che identifica un parmigiano con stagionatura di oltre 18 mesi.</li>
<li><strong>Bollino Argento</strong>, che identifica il Parmigiano oltre i 22 mesi di stagionatura. Questa sembra essere la stagionatura media parmigiano reggiano, che permette di assaporarlo sia in purezza sia come ingrediente di un piatto più elaborato.</li>
<li><strong>Bollino Oro</strong>, che contrassegna il Parmigiano con una stagionatura di oltre 30 mesi, che si traduce in un formaggio dal sapore molto deciso e complesso, ben più ricco di sostanze nutritive rispetto alle stagionature inferiori.</li>
</ol>
<p><strong>Parmigiano Reggiano prodotto di montagna</strong></p>
<p>Con tale menzione, introdotta nel 2013 con regolamento Ue 1151/12, si identifica un prodotto che deve sottostare a delle regole aggiuntive che riguardano non solo l&#8217;origine geografica, ma anche l’alimentazione, l’allevamento delle vacche e la stagionatura del formaggio. I requisiti per ottenere la certificazione sono:</p>
<ul>
<li>100% latte munto in stalle nelle zone di montagna</li>
<li>più del 60% dell’alimentazione delle vacche è coltivata in zona di montagna</li>
<li>caseificio e stagionatura fino a 12 mesi minimo, in zona di montagna o ad un massimo di 30km dal confine amministrativo della zona di montagna</li>
<li>selezione qualitativa a 20 mesi compiuti con valutazione “al martello” degli esperti del Consorzio</li>
<li>valutazione sensoriale (gruppo d’assaggio) e analisi composizione chimica</li>
<li>obbligo di riportare in etichetta il nome del Caseificio produttore</li>
</ul>
<p><a href="https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/08/parmiggiano-prodotto-montagna.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-27539" src="https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/08/parmiggiano-prodotto-montagna.jpg" alt="" width="247" height="165" /></a>Il Parmigiano Reggiano di Montagna, all&#8217;occhio, si distingue per via di una pasta più bianca. Questa caratteristica di pregio deriva principalmente dal foraggio raccolto, e quindi consumato dalle vacche, in zone agricole di montagna incontaminate, lontano da industrie e inquinamento.</p>
<p>Il Parmigiano Reggiano DOP garantito da questa iniziativa lo si riconosce dal marchio blu, contrassegnato da due vette di montagna stilizzate e dalle diciture <em>Progetto Qualità “prodotto di montagna” – Consorzio Parmigiano Reggiano</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Commercializzazione<br />
</strong>Il prodotto è immesso in commercio tutto l’anno nelle seguenti tipologie:</p>
<ul>
<li><strong>Parmigiano Reggiano DOP</strong> (stagionatura da 12 mesi a 24-30 mesi e oltre),</li>
<li><strong>Parmigiano Reggiano DOP Mezzano</strong> (di seconda categoria, non adatto per una lunga stagionatura),</li>
<li><strong>Parmigiano Reggiano DOP Export</strong> (selezione volontaria, stagionatura oltre 18 mesi, selezione a martello scelto sperlato, mercato nazionale ed estero),</li>
<li><strong>Parmigiano Reggiano DOP Premium</strong> (selezione volontaria, stagionatura oltre 24 mesi, selezione a martello scelto sperlato e selezione organolettica, mercato nazionale ed estero).</li>
</ul>
<p>Il Parmigiano Reggiano DOP è immesso in commercio in forme intere, preconfezionato in porzioni e grattugiato.</p>
<p>Il Parmigiano Reggiano DOP, se confezionato sottovuoto, va conservato in frigorifero a 2-8°C; se non preconfezionato è opportuno riporlo in contenitori salva-aroma, o in sacchetti di plastica trasparente per alimenti.</p>
<p>Particolarmente versatile, grazie alle diverse stagionature, è ingrediente principe di molte preparazioni della tradizione italiana; può essere consumato come formaggio da tavola, da solo o abbinato con verdure, insalate e frutta sia fresca che in guscio. Grattugiato, è il condimento per eccellenza dei primi piatti, delle minestre e dei consommé.</p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> I valori riportati sono ricavati da analisi svolte dal Consorzio su campioni casuali di Parmigiano Reggiano DOP, non riconducibili ad uno specifico produttore, lotto di produzione, area geografica.</p>
<p><a href="#_ftnref2" name="_ftn2">[2]</a> La percentuale di amminoacidi liberi è riferita al Parmigiano Reggiano 24 mesi.</p>
<p><a href="#_ftnref3" name="_ftn3">[3]</a> Valore energetico calcolato mediante i coefficienti di conversione elencati nell’All. XIV, Reg. UE 1169/2011</p>
<p><a href="#_ftnref4" name="_ftn4">[4]</a> Sale: contenuto equivalente di sale calcolato mediante la formula Sale = Sodio x 2,5 come definito dal Reg. UE 1169/2011, All. 1.</p>
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