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	<title>glicosidi Archivi - amaperbene.it</title>
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		<title>Ninfea &#124; Nymphaea alba L.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 May 2023 15:27:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La ninfea comune (Nymphaea alba L., 1753) è una pianta acquatica della famiglia delle Nymphaeaceae, genere Nymphaea, diffusa nelle acque dolci di Europa, Nord Africa e Asia.  Esistono differenti sottospecie e varietà della ninfea “Alba”. Il nome generico (Nymphaea) deriva dal vocabolo arabo nenufar (derivato a sua volta dal persiano &#8220;loto blu&#8221;). Ad introdurlo nella &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>ninfea comune</strong> (<em>Nymphaea alba</em> L., 1753) è una pianta acquatica della famiglia delle <em>Nymphaeaceae</em>, genere <em>Nymphaea</em>, diffusa nelle acque dolci di Europa, Nord Africa e Asia.  Esistono differenti sottospecie e varietà della ninfea “Alba”.</p>
<p>Il nome generico (<em>Nymphaea</em>) deriva dal vocabolo arabo <em>nenufar </em>(derivato a sua volta dal persiano &#8220;loto blu&#8221;). Ad introdurlo nella nomenclatura botanica è stato il medico, botanico e teologo tedesco Otto Brunfels (Magonza, 1488 – Berna, 25 novembre 1534) nel 1534. L&#8217;epiteto specifico (alba) si riferisce alla colorazione del fiore. Il binomio scientifico attualmente accettato (<em>Nymphaea alba</em>) è stato proposto da Linneo (1707–1778), biologo e scrittore svedese, considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi, nella pubblicazione <em>Species Plantarum</em> del 1753.</p>
<p>Diffusa nei corsi d’acqua, negli stagni e nei laghi fino a un’altitudine di 800 metri, è una pianta acquatica che vive di preferenza nelle acque ferme o a lento decorso; la pianta è radicante e perenne, presenta un rizoma robusto che si sviluppa nel fango ed è particolarmente resistente; si propaga con facilità tanto che in certi casi viene considerata invasiva. In realtà è più palustre che acquatica in quanto è una specie che può sopportare facilmente abbassamenti temporanei del livello dell&#8217;acqua. L&#8217;altezza media di queste piante va da 20 a 200 cm (considerando ovviamente anche la porzione sommersa). La forma biologica della specie è idrofita radicante; ossia sono piante acquatiche perenni le cui gemme si trovano sommerse o natanti e hanno un apparato radicale che le ancora al fondale. Le foglie, a forma di cuore e molto ampie, sono caratterizzate dal fatto di essere completamente distese sulla superficie dell’acqua. I fiori, grandi e bianchi, sbocciano nel periodo estivo, da giugno ad agosto. Il frutto è una bacca carnosa che giunge a maturazione sotto la superficie dell’acqua.</p>
<p>I <strong>principi attivi</strong> sono presenti soprattutto a livello del rizoma e dei fiori e sono costituiti da <strong>ninfeina, nufarina, glicosidi, resine, tannini e amido</strong>. Il rizoma contiene tannini (responsabili delle proprietà astringenti e antinfiammatorie), <strong>acido metarabico</strong> e due alcaloidi, la <strong>ninfeina</strong> e la <strong>nufarina</strong> (che avrebbero azione sul sistema nervoso centrale). <strong>La ninfeina a dosi molto basse ha proprietà sedative e anafrodisiache, altrimenti è altamente tossica</strong> e può provocare paralisi dei nervi sensitivi e motori fino alla morte per arresto cardiaco e respiratorio. Anche se le radici e gli steli sono utilizzati nella medicina tradizionale a base di erbe, il fiore ed i petali sono più potenti. L’alcol può essere utilizzato per estrarre gli alcaloidi attivi, e aumenta anche l’effetto sedativo della pianta.</p>
<p>Secondo la medicina popolare queste piante vengono usate in quanto dotate delle seguenti <strong>proprietà medicinali</strong>: <strong>cardiotoniche</strong> (regola la frequenza cardiaca), <strong>antinfiammatorie </strong>(attenua uno stato infiammatorio), <strong>emollienti</strong> (risolve uno stato infiammatorio), <strong>sedative</strong> (calma stati nervosi o dolorosi in eccesso) e <strong>astringenti</strong> (limita la secrezione dei liquidi).</p>
<p>In Finlandia e in certe zone della Russia questa pianta trova degli utilizzi eduli (i fusti subacquei) anche se contenendo diversi tannini risultano piuttosto amari.</p>
<p>La ninfea è largamente utilizzata nell’industria cosmetica in trattamenti idratanti ed elasticizzanti e come ingrediente all’interno di prodotti solari.</p>
<p><strong>N.B. Questa pianta rientra nella lista del Ministero della Salute per l&#8217;impiego non ammesso nel settore degli integratori alimentari.</strong></p>
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		<title>Sambuco &#124; Sambucus nigra L.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 May 2023 06:10:56 +0000</pubDate>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>sambuco comune</strong> (<em>Sambucus nigra</em> L. Fam. <em>Adoxaceae</em>) è una delle piante più diffuse nelle campagne. Nella nostra penisola si incontra praticamente ovunque, dal mare fino ai 1400-1500 m di quota. E&#8217; un grosso arbusto a foglia caduca, più raramente un alberetto, che può raggiungere gli 8 m di altezza. Ha una forma tendenzialmente globosa, un po&#8217; scomposta, con numerosi rami che partono da terra, dato che la specie ha una grande capacità pollonifera. Le foglie sono opposte, picciolate, composte e imparipennate lunghe 20-30 cm, di colore verde brillante, formate da 5-7 foglioline ovale-lanceolate, seghettate ai margini; se stropicciate, emanano un odore vagamente sgradevole, caratteristica questa, comune a tutte le parti verdi della pianta. I fiori si aprono a partire da fine aprile, fino a giugno, a seconda dell&#8217;altitudine e della latitudine. Sono molto numerosi e assai decorativi, riuniti in infiorescenze rotondeggianti e ombrelliformi del diametro di circa 20 cm, sorrette da un peduncolo, di colore inizialmente bianco crema, poi giallo chiaro e molto profumate. Ad esse fanno seguito i <strong>frutti, piccole bacche globose di pochi mm di diametro inizialmente verdi, poi rosse e infine nere e lucide</strong>, nella cui polpa, rosso sangue, sono immersi 2-5 piccoli semi ovali. Le bacche sono raccolte in mazzetti penduli che completano la maturazione in settembre-ottobre, persistenti a lungo sulla pianta, decorative e molto appetite dall&#8217;avifauna, che contribuisce in tal modo alla diffusione del seme in natura.</p>
<p>Predilige pertanto posizioni molto aperte e soleggiate, che colonizza con notevole rapidità, diventando talora infestante. Necessita tuttavia di terreni freschi, sempre adeguatamente riforniti di acqua, e ricchi di sostanza organica, non necessariamente profondi, dato che l&#8217;apparato radicale è piuttosto superficiale. Ha inoltre una grande valenza ecologica, sia per gli insetti (api in primis) che visitano moltissimo <strong>i fiori ricchi di nettare</strong>, che per l&#8217;avifauna; le sue bacche rappresentano infatti una importante fonte di alimentazione autunnale per numerosi uccelli, quali tordi, storni, pettirossi, capinere, merli, bottacci ecc. mentre i rami offrono un rifugio per costruire i nidi, contribuendo così indirettamente alla lotta biologica contro i parassiti delle colture, dato che molte specie sono predatori naturali di insetti dannosi.</p>
<p>Dai frutti ben maturi inoltre, che possono anche essere consumati freschi, si ricavano <strong>marmellate e sciroppi</strong>, con effetti debolmente lassativi.</p>
<p>Della pianta di sambuco si sfruttano principalmente i fiori e le foglie. Dal punto di vista nutrizionale, il vegetale è <strong>ricco di vitamine A, B1, B2, B3, B5, B6 e C</strong>, a cui si aggiungono <strong>flavonoidi, </strong>quali l’<strong>isoquercitrina</strong>, l’<strong>iperoside</strong>, l’<strong>astragalina,</strong> <strong>triterpeni, glicosidi </strong>e acidi organici, come l’<strong>acido clorogenico</strong>, l’<strong>acido caffeico</strong>, l’<strong>acido p-cumarico</strong>, e poi olio essenziale, steroli, mucillaggini, tannini, sali di potassio.</p>
<p><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-26196" src="https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/05/Sambucus-nigra-300x223.jpg" alt="" width="300" height="223" srcset="https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/05/Sambucus-nigra-300x223.jpg 300w, https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/05/Sambucus-nigra-1024x762.jpg 1024w, https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/05/Sambucus-nigra-768x571.jpg 768w, https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/05/Sambucus-nigra.jpg 1230w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Le <strong>bacche di sambuco</strong> sono principalmente composte da acqua, ma al loro interno non mancano amminoacidi (come l’<strong>acido glutammico, acido aspartico, alanina, arginina, cistina, glicina, isoleucina, lisina, prolina, serina, tirosina, treonina, triptofano e valina</strong>), <strong>carboidrati, fibre e sali minerali come il potassio, il magnesio, lo zinco, il sodio e il calcio</strong>. Abbinate alla corteccia, le bacche di sambuco possono avere anche <strong>effetti diuretici</strong> utili per il benessere di reni e vescica, mentre in impacco aiutano a ridurre il gonfiore locale e a contenere gli eccessi di sebo. L’assunzione sotto forma di decotto o tisane si associa ad un immediato <strong>effetto lassativo</strong>. Inoltre il sambuco contiene grandi quantità di <strong>sambucina</strong>, dalle proprietà diaforetiche e antinfiammatorie.</p>
<p>Le bacche sono commestibili solo dopo cottura e vengono impiegate per gelatine e marmellate, delle quali non si deve abusare a causa delle proprietà lassative. Le bacche vengono utilizzate anche per minestre dolci, come la <strong>Fliederbeersuppe</strong> del nord della Germania.</p>
<p>Le bacche e il loro succo, fresco o fermentato, sono usati per <strong>produrre inchiostri</strong> che, a seconda della specie, delle condizioni della pianta e della ricetta, possono apparire blu, blu/nero, marrone, lilla, rosso.</p>
<p><strong>I fiori</strong> sono commestibili e in alcune parti d&#8217;italia sono consumati all&#8217;interno di frittelle, oppure passati in pastella e fritti <strong>oppure in insalate e macedonie</strong>. Nei paesi nordici dai fiori posti in infusione con acqua e zucchero si ricava uno <strong>sciroppo</strong> noto come <strong>Holundersaft</strong>, che, consumato fresco, è un ottimo dissetante; dopo diluizione in acqua, produce una bevanda dissetante, molto usata in Tirolo e nei paesi nordici; essa si può anche fermentare, ottenendo una specie di spumante. Lo sciroppo entra anche nella preparazione di alcuni cocktail, come l&#8217;<strong>Hugo</strong>.<strong> Dai fiori distillati, insieme all&#8217;anice stellato, si produce la sambuca</strong>.</p>
<p>Dai fiori si ricava solitamente un <strong>infuso, noto per la sua capacità di aumentare la sudorazione corporea</strong>, così da favorire l’eliminazione delle tossine e la contenzione della temperatura durante gli stati febbrili. Uniti alle foglie, i petali in infusione vengono impiegati per la creazione di tisane contro i problemi delle vie respiratorie – come asma, tosse e raffreddori – anche perché i flavoni della pianta hanno un effetto vasodilatatore che sblocca tutte le occlusioni dovute dal muco in eccesso. Per questo, fiori e foglie possono essere adoperati anche per migliorare la <strong>circolazione sanguigna</strong>, soprattutto quella periferica, sia con l’assunzione orale che con impacchi localizzati per limitare la rottura dei capillari o per un rapido sollievo alle scottature. Sempre in impacco e sempre per le sue proprietà sulla circolazione, il sambuco è <strong>utile anche per lenire il dolore a gambe</strong> e articolazioni nelle donne, così come edemi da ritenzione. Negli uomini, invece, la tisana è largamente utilizzata per contenere i fastidi del mal di schiena.</p>
<p>Il sambuco presenta <strong>proprietà medicinali</strong>-erboristiche riscontrabili nei frutti e nei fiori. Estratti da corteccia, foglie, fiori, frutti e radici erano usati nel trattamento di bronchiti, tosse, infezioni del sistema respiratorio superiore e febbre.</p>
<p>Viene utilizzato in erboristeria per le sue proprietà diuretiche, diaforetiche, antinevralgiche, emollienti, lassative, antifibrillanti, emetiche, antireumatiche, depurative e leggermente antinfiammatorie, nonché per la secrezione bronchiale. È consigliato anche per raffreddore comune, infezione delle vie respiratorie, tosse, faringite, bronchite, rinite, stitichezza o stipsi, emorroidi, aritmia, infezione o infiammazione delle vie urogenitali, cistite, uretrite, calcolosi delle vie urinarie, edema da ritenzione, reumatismi, gotta (aiuta ad eliminare l&#8217;acido urico), problemi della pelle, dermatosi, eruzione cutanea, nevralgia, epilessia, necessità di depurare l’organismo. Tra gli organi principali sui quali ha effetto benefico vi sono cuore, reni, cavo orale, intestino, stomaco, apparato urinario, fegato e sistema immunitario.</p>
<p><strong>Controindicazioni</strong></p>
<p>A parte i frutti e i fiori, che hanno in genere effetti benefici, tutto il resto della pianta (foglie e semi compresi) è <strong>velenoso</strong> poiché contiene il glicoside <strong>sambunigrina.</strong> L&#8217;assunzione di sambuco può influire sull’attività dei farmaci immunosoppressori perché può aumentare l’attività del sistema immunitario, si consiglia quindi di rivolgersi al proprio medico curante per valutarne la compatibilità.</p>
<p>L&#8217;applicazione sulla pelle di foglie e fiori freschi può provocare violente irritazioni ed eritemi.</p>
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		<title>Colombo &#124; Jateorhiza palmata Miers.</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/colombo-jateorhiza-palmata-miers/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Apr 2023 07:00:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Calumba (Jateorhiza palmata Lam., Miers) è una pianta rampicante perenne appartenente alla famiglia delle Menispermaceae; proveniene dalle aree tropicali dell&#8217;Africa orientale e meridionale e della foresta pluviale del Madagascar; è coltivata in molte regioni tropicali, tra cui il Brasile. Pianta dioica, ha fusto legnoso volubile, con foglie grandi, palmate, alterne, picciolate e fiori color &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Calumba</strong><em> (Jateorhiza palmata Lam., Miers) </em> è una pianta rampicante perenne appartenente alla famiglia delle <em>Menispermaceae</em>; proveniene dalle aree tropicali dell&#8217;Africa orientale e meridionale e della foresta pluviale del Madagascar; è coltivata in molte regioni tropicali, tra cui il Brasile.</p>
<p>Pianta dioica, ha fusto legnoso volubile, con foglie grandi, palmate, alterne, picciolate e fiori color verde giallo, quelli maschili raccolti in spighe, quelli femminili riuniti in grappoli penduli. Le radici, che rappresentano la parte officinale, sono grosse, carnose, ramificate, di circa 3-8 centimetri di diametro, con una corteccia spessa, brune all&#8217;esterno e gialle internamente; essiccate e tagliate, vengono poste in commercio sotto forma di dischi e costituiscono una droga nota con lo stesso nome della pianta. Ha azione tonica, eupeptica e astringente. Il frutto è una drupa a forma di luna.</p>
<p>Il termine <em>Jateorhiza</em> proviene dalle parole greche <em>iater</em>, medico, e <em>rhiza</em>, radice, evidentemente in allusione alle sue virtù curative. L’epiteto specifico <em>palmata </em>viene da <em>pálma</em> palma, per la forma delle foglie che ricorda il palmo della mano.</p>
<p>La radice della <em>Jateorhiza palmata</em> è stata a lungo in uso sotto il nome di “<strong>kalumb</strong>” tra le tribù africane del Mozambico, che la impiegavano come rimedio per la dissenteria e altre malattie.<br />
Indubbiamente la droga fu da loro portata all’immediata conoscenza dei portoghesi quando ne ottennero il possesso nel 1508. Attraverso l’influenza dei loro commercianti, la conoscenza della droga si diffuse lentamente tra gli europei nel corso dei secoli XVI e XVII.</p>
<p>La radice contiene alcaloidi isochinolinici (<strong>protoberberina, columbamina, jatrorrizina, palmatina, bisjatrorrhizina</strong>), furanolattoni diterpenoidi (<strong>columbina, palmarina, casmantina</strong>), glicosidi (<strong>palmatosidi A, G</strong>) saponine (<strong>diosgenina, cryptogenina</strong>) ed è usata principalmente come <strong>tonico amaro</strong>, soprattutto nei casi di anoressia nervosa. Non contiene tannini, quindi può essere tranquillamente utilizzato in preparati di ferro per il trattamento dell&#8217;anemia senza il timore di precipitazioni derivanti da interazione <em>in vitro</em>. Inoltre, contengono circa l’1% di un <strong>olio essenziale</strong> verdastro, costituito principalmente da <strong>timolo</strong>, con una fragranza che ricorda il fieno – le radici più vecchie contengono pochissimo dell’olio. Le radici sono ricche di amido.</p>
<p>Radice di columba amara, Calumbo, Colomba, Radice di Colomba, Colombo, radice di Colombo, colombo straniero, Jateorhiza, Kalamba, Calumba, radice di calumba, columba, kalumba, kalumb, jateorhiza e guvercin koku otu sono alcuni dei nomi comuni popolari della pianta.</p>
<p>Il tubero viene raccolto in natura per uso medicinale locale, per problemi digestivi, irritabilità gastrica, contro la dispepsia e la diarrea; è particolarmente usato per curare la perdita di appetito e l&#8217;anoressia nervosa; è considerato antielmintico, antipiretico, amaro, tonico.</p>
<p>L’uso è da sconsigliare nelle donne incinte (anche se spesso a queste donne sono state prescritte piccole dosi di questo farmaco per alleviare le nausee mattutine) o in allattamento.</p>
<p>L&#8217;assunzione di questa erba in dosi eccessive può provocare sintomi di incoscienza e paralisi.</p>
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		<title>Vincetossico &#124; Vincetoxicum hirundinaria Medicus</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/vincetossico-vincetoxicum-hirundinaria-medicus/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Mar 2023 10:41:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
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		<category><![CDATA[antidoto contro i morsi dei serpenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il vincetossico (Vincetoxicum officinale), famiglia Asclepiadaceae, è una pianta erbacea biennale o perenne, alta fino a 1 metro; il fusto è eretto e lignificato alla base, le foglie dotate di breve picciolo sono opposte, lanceolate e acuminate e di colore verde scuro; i fiori sono piccoli, con il diametro di 8 mm e divisi in &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>vincetossico</strong> (<em>Vincetoxicum officinale</em>), famiglia Asclepiadaceae, è una pianta erbacea biennale o perenne, alta fino a 1 metro; il fusto è eretto e lignificato alla base, le foglie dotate di breve picciolo sono opposte, lanceolate e acuminate e di colore verde scuro; i fiori sono piccoli, con il diametro di 8 mm e divisi in 5 lobi; il loro colore è bianco-crema e sono portati da cime corimbose che partono dall’ascella delle foglie. I frutti sono follicolicari fusiformi su peduncoli riflessi, con numerosi semi ovoidi, compressi, alati, brunastri, piumosi per peli bianchi.</p>
<p>Di origine euro-asiatico, in Italia è presente in tutte le regioni; vive nei luoghi ombrosi e nei boschi fino a 1000 metri di quota.</p>
<p>Il nome generico <em>Vincetoxicum</em> deriva dalle voci latine <em>vincĕre</em> e <em>toxĭcum</em> (= veleno) in quanto anticamente si pensava che queste piante fossero attive contro i veleni. Il nome specifico <em>hirundinaria</em> deriva da <em>(h)ĭrundo, -ĭnis</em> (= rondine) a causa della forma biforcuta della radice simile alla coda della rondine. È conosciuta volgarmente come: <strong>vincetossico</strong> (comune), <strong>asclepiade</strong>.</p>
<p>Costituenti principali sono: miscela di <strong>glicosidi</strong>, <strong>vincetossina</strong>, <strong>vincetossicosidi A e B</strong>, <strong>alcaloidi</strong>; nei semi è presente un principio cardiologicamente attivo.</p>
<p>La vincetossina ha azione simile a quella dell&#8217;<strong>aconitina</strong> e provoca abbondante salivazione, vomito, diarrea, dolori intestinali, crampi, paralisi.</p>
<p>È <strong>pianta assai tossica</strong>, un tempo ritenuta antidoto contro i morsi dei serpenti, era usata nella medicina popolare come <strong>antireumatico, diuretico, depurativo e sudorifero</strong>.</p>
<p>Gli antichi daci attribuivano a questa pianta la capacità magica di aprire qualsiasi porta chiusa.</p>
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		<title>Eleuterococco &#124; Eleutherococcus senticosus Maxim</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/eleuterococco-eleutherococcus-senticosus-maxim/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Dec 2022 15:23:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[ciwujianosidi]]></category>
		<category><![CDATA[cumarina]]></category>
		<category><![CDATA[eleuterani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;eleuterococco (Eleutherococcus senticosus), noto anche come ginseng siberiano, è un arbusto selvatico spinoso della famiglia delle Araliaceae, che può raggiungere i due metri di altezza. Cresce spontaneo nella Russia Orientale (Siberia), nelle regioni estreme della Taiga russa, ed in alcune regioni e nelle regioni del Nord Korea, Giappone e Cina. Nella Medicina Tradizionale Cinese è &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<strong>eleuterococco</strong> (Eleutherococcus senticosus), noto anche come <strong>ginseng siberiano</strong>, è un arbusto selvatico spinoso della famiglia delle <em>Araliaceae</em>, che può raggiungere i due metri di altezza. Cresce spontaneo nella Russia Orientale (Siberia), nelle regioni estreme della Taiga russa, ed in alcune regioni e nelle regioni del Nord Korea, Giappone e Cina.</p>
<p>Nella Medicina Tradizionale Cinese è chiamato comunemente <strong>Ciwujia</strong> ed è ampiamente utilizzata da oltre duemila anni per la prevenzione delle infezioni dell&#8217;apparato bronchiale, per i raffreddori e le influenze, per rafforzare il Qi, rinvigorire il fegato e i reni.</p>
<p>La droga è rappresentata dalla radice e viene principalmente descritta come <strong>tonico-adattogena</strong>, ovvero   una sostanza che <strong>non sviluppa un&#8217;azione specifica ma accresce la resistenza dell&#8217;organismo e tende ad equilibrare situazioni patologiche</strong>. Pertanto l’eleuterococco sarebbe in grado di supportare la salute e prevenire lo sviluppo di stati di malessere sia in individui sani che malati attraverso effetti generali e non-specifici, di ottimizzare la secrezione degli ormoni, di aumentare la resistenza e neutralizzare fattori dannosi e/o di stress senza alcun effetto negativo sul soggetto che lo assume.</p>
<p>Conseguentemente, <strong>l&#8217;utilizzo della pianta è indicato negli stati di stress e sovraffaticamento, nei periodi di ridotta capacità di rendimento, di concentrazione e di attenzione</strong>. Essa <strong>rinforza il sistema immunitario</strong> aumentando il numero dei linfociti T e stimolando l&#8217;attività dei globuli bianchi; <strong>previene l&#8217;insorgenza delle malattie</strong>; <strong>ritorna utile nell’astenia, negli stati di convalescenza, nell&#8217;esaurimento psicofisico, nella stanchezza, nella attività sportiva </strong>(tradizionalmente era ritenuto la pianta dello sportivo);<strong> stimola il metabolismo</strong>. L’eleuterococco possiederebbe anche proprietà rilassanti dell’endotelio, per cui ritornerebbe utile per la gestione di stati quali ipertensione, danni vascolari periferici e disfunzioni erettili.</p>
<p>Il trattamento con questa pianta può essere prolungato per permettere all&#8217;organismo di sviluppare le difese immunitarie e/o migliorare l&#8217;adattamento a situazioni stressanti.</p>
<p>Le sostanze attive di questa pianta sono concentrate nelle grosse radici di forma cilindrica e in parte anche nelle foglie, e sono costituiti principalmente da <strong>glicosidi</strong> chimicamente distinti <strong>chiamati eleuterosidi A-M</strong>. I composti considerati come elementi attivi primari sono la <strong>syringina</strong> e l’<strong>eleuteroside E</strong>. Altri fitochimici che si ritrovano nelle radici sono le saponine (<strong>ciwujianosidi</strong>), i polisaccaridi (<strong>eleuterani</strong>), i derivati della cumarina, i <strong>triterpeni</strong> e i l<strong>ignani</strong>.</p>
<p>I principali effetti collaterali — ascrivibili all&#8217;assunzione di dosi eccessive — riguardano insonnia e cefalea; è inoltre controversa la reale efficacia in ambito sportivo, a causa dell&#8217;assenza di sostanze attive e degli effetti farmacologici opposti.</p>
<p>Tra le possibili interazioni farmacologiche vanno ricordate quelle con:</p>
<ul>
<li>barbiturici: l&#8217;eleuterococco aumenta l&#8217;effetto dei farmaci nell&#8217;animale;</li>
<li>insulina: il dosaggio del farmaco può necessitare di variazioni in seguito all&#8217;assunzione di eleuterococco;</li>
<li>antibiotici aminoglicosidici: è stato dimostrato un aumento di efficacia di questi farmaci durante il trattamento di infezioni intestinali da <em>Shigella</em> e <em>Proteus</em>.</li>
</ul>
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		<title>Erisimo &#124; Erysimum officinale</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/erisimo-erysimum-officinale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Dec 2022 17:15:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[campferolo]]></category>
		<category><![CDATA[cumarine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;erisimo (Sisymbrium officinale o Erysimum officinale) è una pianta annuale con fusto eretto (60 cm) e ramoso; appartiene alla famiglia delle Brassicaceae, ed è noto anche come Erba del cantante, Erba cornacchia, Cima amarella, Rapistogno, Barbena, Trionc, Alaussa, Rapino. Le foglie basali sono picciolate, pennate, con lobi dentati, mentre quelle superiori sono intere e astate; &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<strong>erisimo</strong> (<em>Sisymbrium officinale</em> o <em>Erysimum officinale</em>) è una pianta annuale con fusto eretto (60 cm) e ramoso; appartiene alla famiglia delle <em>Brassicaceae</em>, ed è noto anche come <strong>Erba del cantante</strong>, <strong>Erba cornacchia</strong>, Cima amarella, Rapistogno, Barbena, Trionc, Alaussa, Rapino. Le foglie basali sono picciolate, pennate, con lobi dentati, mentre quelle superiori sono intere e astate; i fiori di colore giallino hanno dimensioni molto modeste e sono raccolti in grappoli; il frutto è una siliqua di forma allungata, che contiene una ventina di semi oblunghi e scuri. Diffusa in tutta Europa, in Italia si trova dal mare alle regioni submontane. Cresce nelle zone incolte, lungo muri, macerie e ai bordi delle strade e vicino ai centri abitati sia in pianura, che in montagna.</p>
<p>Le sommità fiorite di <em>Sisymbrium officinale</em> contengono <strong>oli essenziali, steroli, glicosidi, glicosinolati (sinigrina, glucococlearina, glucobrassicina), cumarine (umbelliferone, erniaria), flavonoidi (campferolo, quercitina, isoramnetina)</strong>. Questi principi attivi conferiscono alla pianta <strong>attività antinfiammatoria, espettoranti e antisettica sulle vie respiratorie</strong>.</p>
<p>La “droga” (parte utilizzata) corrisponde quindi alla pianta fiorita raccolta che si raccoglie intera in fiore nel periodo di maggio-giugno. Si recidono i fusti per circa 15-20 cm dalla sommità. Si riuniscono in mazzetti e si lasciano essiccare all’ombra e in un luogo areato. Successivamente si conservano in vasetti di vetro o di porcellana ben chiusi. Si consiglia l’uso della pianta fresca, in quanto con l’essiccazione si ha una perdita importante dei principi attivi. La Tintura Madre viene preparata da pianta fresca (con un titolo 65°).</p>
<p>Le proprietà dell&#8217;erisimo sono note fin dall&#8217;antichità e il nome della pianta deriva dal greco &#8220;<em>eruo</em>&#8221; “io salvo” e &#8220;<em>oimos</em>&#8221; “il canto”. Durante il Rinascimento, il suo utilizzo divenne comune tra oratori, attori di teatro e cantanti.</p>
<p>La <strong>tintura madre di erisimo</strong> per uso interno può essere impiegata per gargarismi <strong>per lenire la secchezza o le infiammazioni alle corde vocali</strong> di fumatori, attori, di coloro che lavorano con la voce, e contro il mal di gola. Proprio per questa sua proprietà benefica sulle corde vocali l’Erisimo è volgarmente conosciuto come l’<strong>Erba dei Cantanti</strong>. Le attuali conoscenze tendono ad attribuire queste proprietà alla presenza di mucillagini ad azione protettiva sulle mucose, e a composti solforati, simili a quelli del rafano, con attività fluidificante delle secrezioni bronchiali.</p>
<p><strong>In cucina</strong>, le foglie più morbide e i boccioli non fioriti possono essere utilizzati crudi nelle <strong>insalate </strong>oppure cotti in <strong>frittate</strong>. Oppure unite a altre erbe nella preparazione di una salsa alle erbe. Ha un sapore amarognolo. Per questo motivo, in tisana, viene spesso addolcita con miele e/o liquirizia.</p>
<p>Alle dosi terapeutiche non sono segnalati effetti collaterali. Solo con dosi elevate e protratte per lunghi periodi sembra ci sia una possibile <strong>interazione con farmaci tiroidei</strong> (metimazolo e tiroxina). Evitare l’uso se si soffre di ipotiroidismo. Evitare l’assunzione in caso di sensibilità soggettiva alla pianta. Per precauzione viene sconsigliato in gravidanza e in allattamento.</p>
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