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	<title>frutto tropicale Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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		<title>Santol &#8211; Sandoricum koetjape</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/santol-sandoricum-koetjape/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Sep 2024 08:38:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Frutti Esotici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sandoricum koetjape, il santol, sentul o frutto del cotone, è un frutto tropicale originario del sud-est asiatico marittimo (Malesia), ma è stato introdotto in Indocina, Sri Lanka, India, Australia settentrionale, Mauritius e Seychelles. È comunemente coltivato in tutte queste regioni e i frutti sono stagionalmente abbondanti nei mercati locali e internazionali. Descrizione Sandoricum è un &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sandoricum koetjape</strong>, il <strong>santol</strong>, <strong>sentul</strong> o <strong>frutto del cotone</strong>, è un frutto tropicale originario del sud-est asiatico marittimo (Malesia), ma è stato introdotto in Indocina, Sri Lanka, India, Australia settentrionale, Mauritius e Seychelles. È comunemente coltivato in tutte queste regioni e i frutti sono stagionalmente abbondanti nei mercati locali e internazionali.</p>
<p><strong>Descrizione </strong></p>
<p><em>Sandoricum</em> è un albero a rapida crescita, alto fino a 30 m, con tronco dalla corteccia chiara e liscia, sotto cui scorre una linfa lattiginosa, mentre i rami giovani sono bruni e densamente pubescenti. La pianta cresce dal livello del mare fino a un&#8217;altitudine di 1000 m sopra il livello del mare; preferisce terreni profondi e organici e con precipitazioni distribuite durante tutto l&#8217;anno, sebbene tolleri anche lunghi periodi di siccità. Il santol è un albero molto produttivo: un albero maturo può produrre tra 18.000 e 24.000 frutti all&#8217;anno. A Porto Rico produce nei mesi di agosto e settembre.</p>
<p>Le foglie, disposte a spirale sui rametti, sono trifogliate, con foglioline oblunghe dal margine appena dentato. All’ascella delle foglie spuntano i fiori a 5 petali gialli e 10 stami, riuniti in pannocchie allungate. Il frutto è una capsula sferoidale, di colore giallo dorato o rosato, di 5-7 cm di diametro; la sua parte esterna ha consistenza carnosa, mentre quella interna, più succosa, è biancastra e translucida; entrambe queste parti sono commestibili, a differenza dei 3-5 semi, lunghi circa 2 cm, che possono invece dare problemi all’intestino.</p>
<p>Esistono due varietà di frutti di santol, precedentemente considerate due specie diverse, la <strong>varietà gialla e quella rossa</strong>. La differenza sta nel colore che assumono le foglie più vecchie prima di cadere. La rossa sembra essere più comune e le foglie rossastre mescolate a quelle verdi aggiungono distinzione e attrattiva all&#8217;albero.</p>
<p><strong>I frutti</strong> hanno spesso le dimensioni, la forma e la consistenza leggermente pelosa delle pesche, con una sfumatura rossastra. Entrambi i tipi hanno una buccia che può essere una sottile scorza o una spessa scorza, a seconda della varietà. È spesso commestibile e in alcune cultivar può contenere un succo lattiginoso.</p>
<p><strong>La polpa</strong> centrale vicino ai semi può essere dolce o aspra e contiene semi marroni non commestibili. In alcune varietà la scorza esterna è più spessa ed è la principale porzione commestibile, con un leggero sapore di pesca combinato con un po&#8217; di sapore e la consistenza polposa delle mele. In altre la scorza esterna è più sottile e dura e la polpa biancastra interna attorno ai semi viene mangiata. Questa può essere piuttosto aspra in molte cultivar, il che ha ridotto l&#8217;accettazione generale dell&#8217;albero.</p>
<p>La maggior parte delle varietà migliorate hanno uno spessore maggiore della scorza esterna commestibile, che può essere mangiata con un cucchiaio lasciando solo la pelle esterna, e dovrebbe aumentare l&#8217;accettazione del santol in tutto il mondo.</p>
<p>Nei parchi e nei giardini del Sud-est asiatico il santol fa la sua figura come <strong>albero ornamentale</strong>; talvolta il legno, di discreta qualità, viene usato per imbarcazioni, mobili, infissi e oggettistica varia.</p>
<p><strong>Proprietà</strong></p>
<p>Tecnicamente, quello che si mangia del santol è l’arillo carnoso del frutto, la cui polpa è agrodolce, e viene consumata fresca condita di spezie, oppure sotto forma di gelatine e conserve. I giovani frutti vengono canditi, mentre i frutti maturi, dal sapore vinoso, vengono talora fatti fermentare insieme al riso per produrre una bevanda alcolica.</p>
<p>Il frutto del santol è comunque una ottima <strong>fonte di vitamina C</strong>, ma anche altre parti della pianta sono considerate dalla medicina tradizionale: le radici, le foglie e la corteccia, ed a tutte si riconoscono proprietà astringenti, antidiarroiche, toniche e stomachiche; se ne preparano aceti medicinali e polveri (la polvere della corteccia funziona da vermifugo).</p>
<p><strong>Usi</strong></p>
<p>I frutti maturi vengono raccolti arrampicandosi sull&#8217;albero e staccandoli a mano, in alternativa si può usare un lungo bastone con un&#8217;estremità biforcuta per torcere i frutti. La polpa viene mangiata cruda e semplice o con aggiunta di spezie. Viene anche cotta e candita o trasformata in marmellata.</p>
<p>Nella cucina filippina, la scorza grattugiata viene cotta nel latte di cocco (con pezzetti di maiale e peperoncino) e servita come <strong>sinantolan </strong>nel sud di Luzon. I frutti aspri parzialmente maturi vengono anche usati come <strong>agente acidificante</strong> nei piatti di brodo acido come il <strong>sinigang</strong>.</p>
<p>Nella cucina tailandese questo frutto viene utilizzato per preparare il <strong>som tam</strong> quando non è ancora completamente maturo. È anche uno degli ingredienti principali del santol e del maiale e del santol e del curry tailandese con gamberi.</p>
<p>Il legno dell&#8217;albero è utile per la costruzione, essendo abbondante e solitamente facile da lavorare e lucidare. È un buon albero da ombra. Le foglie e la corteccia sono state utilizzate in medicina come cataplasma. Diverse parti della pianta possono avere effetti antinfiammatori, e alcuni estratti chimici dagli steli di santol hanno mostrato proprietà antitumorali <em>in vitro</em>.  Gli estratti dai semi di santol hanno <strong>proprietà insetticide</strong>.</p>
<p><strong>Controindicazioni</strong></p>
<p>I medici in Thailandia e nelle Filippine hanno messo in guardia sul rischio di ostruzione intestinale e perforazione derivante dall&#8217;ingestione di semi interi di <em>Sandoricum koetjape</em>.  Una fonte afferma che nelle Filippine si verificano circa 200 casi all&#8217;anno. Il &#8220;<strong>bangkok santol</strong>&#8220;, una varietà più grande, potrebbe essere responsabile di casi più gravi di chirurgia addominale. Sintomi comuni sono dolore addominale con peritonite che richiede un intervento chirurgico per rimuovere i semi. In una revisione retrospettiva, 6 dei 30 pazienti con perforazione del colon indotta dai semi di Sandorica sono morti entro 28 giorni dallo sviluppo di shock settico.</p>
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		<title>Longkong &#8211; Lansium domesticum parasiticum</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/longkong-lansium-domesticum-parasiticum/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Sep 2024 10:05:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il longkong, chiamato anche langsat, è un frutto tropicale che cresce a grappoli con frutti che ricordano delle piccole patate. Originario della Thailandia e diffuso in altri Paesi del Sud-est asiatico, è un mix tra il longan e il litchi. Della famiglia delle Meliaceae, il suo nome scientifico è lansium domesticum/parasiticum. La sua polpa ha &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il l<strong>ongkong</strong>, chiamato anche <strong>langsat</strong>, è un <strong>frutto tropicale</strong> che cresce a grappoli con frutti che ricordano delle piccole patate. Originario della Thailandia e diffuso in altri Paesi del Sud-est asiatico, è un mix tra il longan e il litchi. Della famiglia delle Meliaceae, il suo nome scientifico è <em>lansium domesticum/parasiticum</em>.</p>
<p>La sua polpa ha un <strong>gusto dolce e amarognolo al tempo stesso</strong>. Ma del longkong non si butta niente. Nei suoi Paesi d’origine, infatti, il frutto e altre parti della pianta su cui cresce vengono utilizzati per curare varie malattie e disturbi, come la dissenteria, la malaria e le punture di scorpione</p>
<p>Grande 7 cm circa, può avere varie forme: tonda, ellittica od ovale. Somiglia ad una patata piccola, ma cresce a grappoli ricoperti da una sottile peluria chiara. La pelle, più o meno spessa, racchiude un a polpa dolce, bianca e traslucida, che contiene a sua volta dei semi piatti di color verde. Da uno a tre, sono coperti da uno spesso aril biancastro e dal gusto agrodolce.</p>
<p>Da giovane, il frutto è verde. Quando poi raggiunge la maturazione, diventa giallo.</p>
<p>Il longkong matura nel periodo che va da luglio a settembre. Una volta colti, i frutti vanno consumati nel giro di breve tempo altrimenti la buccia annerisce, pur mantenendo inalterato il sapore della polpa interna. Si può mangiare crudo, in tutta naturalezza, oppure conservato nello sciroppo.</p>
<p><strong>Tipologie di longkong</strong></p>
<p>I thailandesi fanno una distinzione tra 2 varietà di longkong, in base allo spessore della buccia, che varia da 2 a 6 mm.</p>
<ul>
<li>Spessa: long gong, più facile da sbucciare direttamente con le mani facendo una leggera pressione</li>
<li>Sottile: langsad</li>
</ul>
<p><strong>Descrizione</strong></p>
<p><strong>La pianta del longkong</strong> (<em>Lansium parasiticum</em> o <em>Lanzones</em>) è una specie di albero appartenente alla famiglia delle <em>Meliaceae</em> la stessa del mogano. Diffusissima nelle foreste del Sud-est asiatico, viene coltivata in Cambogia, Vietnam, Thailandia, India, Indonesia, Filippine e Malesia. Inoltre, questa pianta è stata anche trapiantata alle Hawaii e in Suriname. Per crescere bene e produrre molti frutti richiede un clima tipicamente tropicale, con temperature elevate e tassi di umidità altrettanto elevati.</p>
<p>L’albero del longkong ha dimensioni imponenti: può arrivare a 30 metri di altezza, mentre il diametro del suo tronco è di 70-80 centimetri circa.</p>
<p>Comincia a fruttificare verso i 12-15 anni di età. Alla soglia dei 20 anni, può produrre oltre 100 kg di frutta all’anno.</p>
<p>Il tronco cresce in modo irregolare, con le sue radici a contrafforte che si vedono sopra il terreno. La corteccia dell&#8217;albero è di colore grigiastro, con macchie chiare e scure. La sua resina è densa e color latte. Il tronco è irregolare ed ha un diametro di 70-80 cm; la corteccia è grigiastra e con macchie scure; il legno, duro, spesso e resistente, viene utilizzato localmente per la costruzione di case rurali; le radici sono ben ancorate a terra, fuoriescono e sono ben visibili in superficie; la chioma si presenta molto voluminosa, ed è composta da foglie di forma pinnata sono simili a capelli sottili; le gemme, di forma ellittica, posso arrivare a misurare 20 cm in lunghezza e 10 cm in larghezza; gli steli dei germogli sono lunghi max 12 mm; i fiori, piccoli e con steli corti, presentano una corona dura a forma di uovo e uno stame lungo 2 millimetri rotondo nella parte superiore. Questi fiori sono il simbolo della regione di Sumatra, in Indonesia.</p>
<p>Il longkong matura tra luglio e settembre.</p>
<p><strong>Altri nomi del longkong</strong></p>
<p>Nelle diverse nazioni del sud-est asiatico, questo frutto tropicale viene chiamato anche con altri nomi, quali, <strong>langsat, duku, kokosan, lanzones, ceruring, lòn bon, buwa-buwa, gadu guda</strong> e <strong>bòn bon</strong>.</p>
<p>In inglese, il long kong viene indicato con i termini “langsat” o “lanzones”.</p>
<p><strong>Valori nutrizionali del longkong</strong></p>
<p>100 grammi di prodotto fresco crudo apportano <strong>57 calorie</strong>, ripartite in carboidrati, fibre e proteine. Ricco di vitamine, soprattutto B e C, contiene anche buoni quantitativi di ferro, calcio e fosforo. Non contiene praticamente grassi.</p>
<p><strong>Come si mangia il longkong</strong></p>
<p>Il longkong può essere consumato fresco oppure conservato in uno sciroppo: si mangia senza buccia. Nel punto in cui lo stelo si inserisce nella pelle, si esercita una leggera pressione con le dita in modo da aprire il frutto facilmente. Lo si divide quindi in due parti e si procede staccando la pelle. La polpa è traslucida e, spesso, contiene dei semi. Il longkong si gusta così, in tutta la sua fresca naturalezza.</p>
<p>Una volta raccolto, va consumato subito perché annerisce nel giro di 2 giorni e il gusto si altera in breve tempo.</p>
<p>La polpa del longkong è molto dolce, ma con una nota amara ed acidula che lo rendono dissetante. Per dare un’idea, sembra un po’ un mix tra uva, pompelmo e banana. Se ancora acerbo, risulta aspro.</p>
<p>Per un’ottima degustazione, il longkong deve essere maturo al punto giusto, né troppo dolce né troppo aspro. Per capire se è il momento giusto per poterlo consumare, basta osservare la pelle, che deve virare sul giallo. Se ancora verde, è segno che il frutto è ancora acerbo.</p>
<p><strong>Proprietà del longkong</strong></p>
<p>Il longkong viene utilizzato nella medicina tradizionale per il trattamento di varie patologie e disturbi; tra le proprietà che gli vengono attribuite:</p>
<ul>
<li>Abbassa i livelli di colesterolo “cattivo” (LDL) ed aumenta quelli di colesterolo “buono” (HDL) grazie alla presenza di niacina</li>
<li>Mantiene in salute l’apparato cardiovascolare grazie alla presenza di fibre</li>
<li>Contrasta l’emicrania per la presenza di riboflavina</li>
<li>Protegge l’apparato gastro-intestinale e favorisce la corretta funzionalità dell’intestino sempre per la presenza di fibre</li>
<li>Aiuta il sistema nervoso e rafforza la memoria per la presenza di fosforo</li>
<li>Preserva il benessere di ossa e denti per via della presenza di calcio</li>
<li>È un buon antiossidante per la pelle, i denti e gli occhi per la vitamina A</li>
</ul>
<p>Oltre che come semplice frutto, nei suoi luoghi d’origine, il longkong viene usato anche nella preparazione di zuppe, marmellate salse agrodolci, snack e dessert di vario genere. In commercio, il longkong si trova anche sciroppato, conservato in scatola.</p>
<p>Un Cina, usano questo frutto essiccato per preparare zuppe dolci.</p>
<p>In cucina, i semi vengono scartati perché troppo amari.</p>
<p>Nei luoghi di produzione, tutte le parti del longkong vengono utilizzate. Questo frutto viene inoltre usato anche nell’ambito della <strong>medicina popolare</strong>, ad esempio</p>
<ul>
<li>con la corteccia, vengono trattate diarrea e malaria</li>
<li>la corteccia polverizzata viene usata per trattare i morsi di scorpione</li>
<li>la pelle è usata per trattare la diarrea</li>
<li>i semi polverizzati servono per abbassare la febbre</li>
<li>la pelle bruciata è un ottimo repellente per le zanzare</li>
</ul>
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		<title>Sapodilla – Manilkara zapota</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/sapodilla-manilkara-zapota/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Sep 2024 08:17:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Manilkara zapota (L.) P. Royen, 1953, è una pianta della famiglia delle Sapotacee, originaria del Sud del Messico, dell&#8217;America Centrale e della Colombia. Viene coltivata per il chicle (ingrediente tradizionale delle gomme da masticare), estratto dal suo fusto, per il legno pregiato e per il suo frutto, la sapodilla o sapotiglia. In Messico è commercializzato &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Manilkara zapota</em></strong> (L.) P. Royen, 1953, è una pianta della famiglia delle Sapotacee, originaria del Sud del Messico, dell&#8217;America Centrale e della Colombia. Viene coltivata per il <strong>chicle</strong> (ingrediente tradizionale delle gomme da masticare), estratto dal suo fusto, per il legno pregiato e per il suo frutto, la <strong>sapodilla</strong> o <strong>sapotiglia.</strong></p>
<p>In Messico è commercializzato come &#8220;<strong>chupeta</strong>&#8221; o &#8220;<strong>chicozapote</strong>&#8220;. Quest&#8217;ultimo nome deriva dalla lingua <em>nahuatl</em> è significa zapote di miele, ad indicare il sapore più dolce degli altri frutti della famiglia delle <em>Sapotaceae</em>. Dai Maya dello Yucatan è invece chiamato &#8220;<strong>zaya</strong>&#8220;. Altri nomi tradizionali con cui è noto altrove sono &#8220;<strong>zapote chico</strong>&#8220;, &#8220;<strong>chicu</strong>&#8220;, &#8220;<strong>àcana</strong>&#8220;, &#8220;<strong>korob</strong>&#8220;, &#8220;<strong>muy</strong>&#8220;, &#8220;<strong>muyozapot</strong>&#8220;, nonché, in modo più generico, come &#8220;<strong>níspero</strong>&#8221; (che però più propriamente indica in spagnolo la nespola europea).</p>
<p><strong>Descrizione</strong></p>
<p>Si pensa che la sapodilla sia originaria dello Yucatan e delle zone meridionali del Messico, oppure del Belize e del nord del Guatemala. Le sapodilla non sono piante tropicali obbligate e possono sopportare temperature di 26°-28° gradi per alcune ore. Le piante giovani sono più sensibili alle basse temperature e non resistono a temperature inferiori a 30° gradi. I giovani rami della pianta sono coperti da uno strato lanoso. La pianta si adatta sia a climi umidi che a climi secchi.</p>
<p>La sapodilla è un albero medio-grande, sempreverde, con molti rami, molto longevo a lenta crescita. Di forma piramidale quando è giovane all&#8217;avanzare dell&#8217;età forma una chioma densa dalla forma sferica o irregolare. E&#8217; una pianta forte e resistente al vento ricca di un lattice bianco e gommoso. Ai tropici può crescere fino a 25 metri ma le piante originatesi da innesto sono generalmente più basse. Il tronco è grigiastro e con la crescita della pianta la corteccia si fessura. La pianta produce un lattice bianco.</p>
<p>Le foglie sono ornamentali, di un colore verde medio, lucide e alternate ellittiche o ovali, a margine intero, lunghe 7–15 cm.</p>
<p>I fiori sono bianchi, molto profumati, solitari e bisessuali. Essi hanno sei sepali liberi racchiusi all&#8217;esterno in due spirali. I petali sono uniti in una corolla tubulare con sei lobi. Sopra vi è l&#8217;ovario con un singolo stame. I fiori rimangono aperti durante tutta la notte. Il periodo dell&#8217;impollinazione (specialmente auto-impollinazione) è primaverile.</p>
<p>Il frutto della sapodilla (tecnicamente una grossa bacca) è marrone, rotondo o leggermente oblungo, con un diametro di 4–8 cm e una buccia sottile. I frutti possono essere apireni (mancanza di semi), ma generalmente ne hanno da 3 sino a 12 duri, neri, lucenti e allungati situati al centro di esso.</p>
<p>La polpa varia dal giallo al marrone. Il sapore è dolce e gradevole al palato e assomiglia al gusto di una pera oppure a quello dello zucchero di canna, o del caramello. La polpa matura è morbida e succosa e ha un colore che varia dal giallo al marrone, talvolta bruno-rossastro. Il sapore è dolce e gradevole, per molti aspetti ricorda quello della pera.</p>
<p>La pianta di sapodilla predilige zone soleggiate, calde in cui non vi sia il rischio di gelate. Si adattano a innumerevoli tipi di suolo. Si sviluppa bene in terreni anche molto poveri, ma predilige in quelli profondi, ricchi di sostanza organica con un buon drenaggio. E&#8217; molto tollerante ai periodi di siccità ed alle alte concentrazioni saline anche se delle irrigazioni nei periodi siccitosi aumentano la produzione. Per incrementare questa nelle coltivazioni vengono eseguite delle fertilizzazioni soprattutto al primo anno. Il più comune mezzo per propagare la sapodilla sono i semi</p>
<p>I coloni spagnoli ne portarono una varietà a Manila, da cui il nome Manilkara. Dalle Filippine, il frutto divenne popolare in tutto il Sud-Est asiatico e in India, dove è considerato come una specie autoctona.</p>
<p>Diverse cultivar sono ora diffuse nelle aree tropicali dell&#8217;America, dell&#8217;Africa e dell&#8217;Asia e si possono trovare nei maggiori mercati di tutto il mondo.</p>
<p><strong>Valori nutrizionali </strong></p>
<p>La frutta fresca ha un contenuto di carboidrati che varia dall’11.14 al 20.43% del peso. Tra questi gli zuccheri semplici sono: il fruttosio, il cui contenuto varia dal 4.47 al 7.13%; il saccarosio che varia dall’1.48 all’8.75%. Discreto è anche il contenuto di amido, in genere compreso tra il 2.98 e il 6.40%. Tra i micronutrienti, il frutto si distingue per l’apporto di tannini, sostanze polifenoliche e saponina. Il frutto è molto apprezzato, tanto da essere considerato uno dei migliori dell’America meridionale.</p>
<p><strong>100 g di sapodilla apportano 83 calorie </strong>suddivise in 11% grassi, 87% carboidrati, 2% proteine.</p>
<p>La sapodiglia è una buona <strong>fonte di minerali</strong>. In più apporta una buona dose <strong>di fibre</strong> alimentari, che agiscono come lassativo e possono risultare utili in caso di costipazione. Inoltre l’azione delle fibre protegge le cellule del colon dal contatto prolungato con tossine eventualmente presenti nel cibo che possono promuovere l’insorgenza del cancro. I <strong>tannini</strong> possono invece esercitare un’<strong>azione astringente, antinfiammatoria, antivirale, antibatterica e antiparassitaria; </strong>per questo possono essere utili in caso di diarrea, emorragie, emorroidi, gastrite, esofagite da reflusso, enterite e irritazioni intestinali. La vitamina C agisce come antiossidante e favorisce una buona risposta immunitaria e la vitamina A protegge la vista e riduce il rischio di tumori ai polmoni e al cavo orale.</p>
<p>Il consumo di sapodiglia acerba può causare ulcere orali, prurito alla gola e difficoltà respiratorie, soprattutto nei bambini.</p>
<p><strong>Usi</strong></p>
<p>La sapodilla è un <strong>frutto tropicale</strong> dai numerosi usi in cucina, e non solo: viene impiegata per i frutti, per il legno e per le proprietà medicinali.</p>
<p>La sapodilla è generalmente consumata fresca. Il frutto è famoso per il suo aroma e viene utilizzato per sorbetti, cocktail, marmellate e gelati, nonché nella preparazione di torte, sciroppi e salse; fatto fermentare dà sapore a vino e aceto.</p>
<p>In Indonesia, i germogli giovani sono mangiati anche crudi o cotti con il riso.</p>
<p>I semi, i fiori e la corteccia contengono tannino che ha proprietà astringenti.</p>
<p>Numerose sono le applicazioni della medicina popolare nei paesi asiatici. A Giava i fiori ridotti in polvere con altri ingredienti sono spalmati sul ventre delle donne immediatamente dopo il parto. In Malesia i semi sono utilizzati per prevenire la febbre, o come diuretico. I frutti acerbi e la corteccia sono usate principalmente in Cina come efficace rimedio contro la diarrea.</p>
<p><strong>Altri utilizzi</strong></p>
<p>Storicamente il <strong>lattice della pianta</strong> (come quello dell&#8217;affine <em>Manilkara</em> chicle) venne (e viene) <strong>usato come masticatorio</strong> (<strong>chicle</strong>), costituendo l&#8217;ingrediente base pregiato della gomma da masticare (o chewing gum). La comune produzione industriale di gomma da masticare è invece basata su prodotti di sintesi.</p>
<p>Il lattice è utilizzato anche nella produzione di dentifrici, per produrre gomme di pregio (e costo) elevato, nelle cinghie di trasmissione e per isolamento di conduttori elettrici.</p>
<p>Il legno è utilizzato per la produzione di mobili.</p>
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