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	<title>Frassino da manna Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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		<title>Frassino da manna &#124; Fraxinus Ornus</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jan 2023 12:13:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Frassino da manna (Fraxinus ornus) è una pianta della famiglia delle Oleaceae (conosciuto come Orniello o Orno o albero della manna nelle zone di produzione della manna). L’orniello è un albero capace di raggiungere un’altezza di 10 metri, ma spesso lo si incontra lungo le strade di campagna come un semplice arbusto o come &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Frassino da manna </strong>(<em>Fraxinus ornus</em>) è una pianta della famiglia delle <em>Oleaceae </em>(conosciuto come <strong>Orniello </strong>o <strong>Orno</strong> o <strong>albero della manna</strong> nelle zone di produzione della manna).</p>
<p>L’orniello è un albero capace di raggiungere un’altezza di 10 metri, ma spesso lo si incontra lungo le strade di campagna come un semplice arbusto o come alberello dalle forme slanciate e leggere.</p>
<p>Ha una chioma ovata, con un diametro di 4-6 metri, mossa dal più leggero soffio di vento. Crea un’ombra luminosa che consente ad altre piante di insediarsi ai suoi piedi.</p>
<p>L’aspetto della corteccia rivela l’età della pianta: nei soggetti giovani è liscia e di colore fra il grigio e il verde, nei soggetti adulti cambia il colore che tende più al nero che al grigio, nei soggetti vecchi o senescenti si screpola.</p>
<p>Il tronco spesso si presenta torto. I rami, dal portamento ascendente, sono opposti e danno alla pianta spoglia un aspetto di candelabro.</p>
<p>L’apparato radicale è robusto, idoneo anche per scarpate e terreni di riporto, solo parzialmente siccitosi perché non raggiunge grandi profondità. La pianta di utilizza con successo come specie consolidatrice nei terreni franosi.</p>
<p>Le gemme di colore grigio sono riconoscibili, perché ricoperte da una fitta peluria tendente al ruggine.</p>
<p>Le foglie, tipiche del genere <em>Fraxinus</em>, sono lunghe fino a 30 cm, opposte, composte, imparipennate, formate da un numero variabile di foglioline da 5 a 9, più spesso 7. Le foglioline, di forma più o meno ovata od ellittica, terminano sempre con un apice acuminato. Hanno margine dentato in modo irregolare e corti piccioli.</p>
<p>Il frutto è una samara lineare e compressa, di forma lanceolata che racchiude un solo seme. Di colore verde, lunga 2-3 cm, diventa bruna a maturazione fra settembre e ottobre. Sono dotate di una grande espansione membranacea che le rende adatte al volo e alla disseminazione da parte del vento.</p>
<p>La linfa dolce di quest’albero richiama durante l’estate la cicala che se ne nutre pungendone i giovani rami. Anche i calabroni possono fare altrettanto danneggiando le giovani piante.</p>
<p>La parola “manna” deriva dall’ebraico “man-hu” ovvero “questo è il dono” che ricorda molto la fuga dall’Egitto del popolo d’Israele, che fu tenuto in vita dalla manna caduta dal cielo (Esodo XVI, 13 e seg.). Ma <strong>la manna del frassino non è la manna biblica</strong>, infatti oggi si ritiene che si parli di un lichene del genere Lecanora che, essiccato e ridotto in polvere dal calore del sole del deserto, venne trasportato dal vento, cadendo poi a terra sotto forma di scaglie bianche. La quantità di manna prodotta dalla pianta viene influenzata dal clima. Infatti la coltivazione del frassino da manna è possibile in zone caratterizzate da una calda e secca estate, con limitate escursioni termiche. Infatti la pioggia può diminuire drasticamente la produzione di manna.</p>
<p>Il Frassino comincia a produrre manna dal sesto-ottavo anni di età. Si raccoglie la manna effettuando delle incisioni sul tronco con un coltello apposito. Dall’incisione fuoriesce la linfa che a contatto con l’aria e con i raggi del sole tende a solidificare in lunghi cannoli biancastri (chiamati anche <strong>Manna cannellata</strong> o <strong>Manna in lagrime</strong>, dall’aspetto simile alle stalattiti). Il periodo giusto per l’incisione e la raccolta è tra la seconda settimana di luglio e la prima di settembre.</p>
<p><strong>La manna è un essudato zuccherino</strong> costituito principalmente <strong>da mannite, acidi organici, acqua, glucosio, fruttosio, mucillagini, resine e composti azotati</strong>; una composizione qualitativa e quantitativa molto complessa fortemente influenzata dalla zona di provenienza, dall&#8217;esposizione, dalle caratteristiche chimico fisiche del terreno, dall&#8217;età delle piante e dall&#8217;andamento stagionale. La manna tipo cannolo si forma dal gocciolamento della linfa lungo la corteccia assumendo un aspetto stalattitiforme. Si tratta della parte più pregiata in quanto risulta quasi totalmente priva di impurità. Negli anni è stato messo a punto un sistema che prevede l&#8217;uso da un filo di nylon legato ad una piccola lamina d&#8217;acciaio posta sotto l&#8217;incisione, esso permette la raccolta ogni due giorni a differenza del metodo tradizionale che avveniva settimanalmente e consente inoltre di ottenere dei cannoli più lunghi quasi totalmente privi di impurità. Dall’ultimo dopoguerra in poi la coltura ha subito un rapido declino, rimanendo relegata in ristrette superfici del comprensorio Madonita e, in particolare, nei territori di Castelbuono e Pollina. Qui gli ultimi frassinicoltori – poco più di cento anziani contadini – contribuiscono ancora oggi a mantenere viva la coltura e a scongiurare la temuta scomparsa di un tale patrimonio vegetale, che ha rappresentato per secoli una risorsa portante dell’economia locale ed è unico per le sue proprietà nutritive e organolettiche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’azione principale della manna è sicuramente quella <strong>lassativa</strong>, dolce e non irritante, particolarmente adatta ad anziani e bambini (solitamente viene sciolta in un po’ di latte). Ma alla manna viene attribuita anche un’azione benefica a livello delle prime vie respiratorie, in quanto agirebbe come emolliente ed anticatarrale. Il decotto di manna raccolta in estate, è un blando purgante, ha anche proprietà bechiche e anticatarrali; può essere usato come collirio nelle congestioni oculari; pezzetti di manna sciolti in bocca lentamente hanno proprietà espettoranti.</p>
<p>La pianta di frassino può essere utile nella silvicoltura per il <strong>rimboschimento</strong> di suoli poveri, aridi, calcarei o argillosi; per la produzione di legname; come <strong>pianta ornamentale</strong> in parchi e giardini di grandi dimensioni, anche su terreni secchi e poco profondi; come <strong>pianta officinale</strong> e medicinale.</p>
<p>Le foglie secche e triturate e i frutti posti in infuso in acqua bollente forniscono il <strong>tè di frassino</strong>.</p>
<p>Le foglie fermentate con acqua e saccarosio servono per preparare <strong>bevande alcoliche</strong>.</p>
<p>L&#8217;infuso delle foglie raccolte a fine primavera inizio estate ed essiccate al sole, viene utilizzato come emolliente.</p>
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		<title>Frassino comune &#124; Fraxinus Excelsior</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jan 2023 12:09:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[acido ascorbico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Frassino maggiore o Frassino comune è una specie della famiglia delle Oleaceae, diffusa dall&#8217;Asia minore all&#8217;Europa. Il nome Fraxinus ha un origine incerta: secondo alcuni deriva dal latino “frango” che significa piegare in relazione all’elevata flessibilità del suo legno; secondo altri deriva invece dal greco “fraxis” che significa separazione, perché è una pianta che &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Frassino maggiore</strong> o <strong>Frassino comune</strong> è una specie della famiglia delle <em>Oleaceae</em>, diffusa dall&#8217;Asia minore all&#8217;Europa.</p>
<p>Il nome <em>Fraxinus</em> ha un origine incerta: secondo alcuni deriva dal latino “frango” che significa piegare in relazione all’elevata flessibilità del suo legno; secondo altri deriva invece dal greco “fraxis” che significa separazione, perché è una pianta che si piantava come segnale di confine di proprietà; il termine latino <em>Fraxinus</em> trae origine dal greco <em>Phràssein</em> che significa assiepare; il nome della specie <em>excelsior </em>è comparativo di maggioranza di <em>excelsus</em>, che significa alto, quindi <em>excelsior</em> significa &#8220;più alto&#8221;, con evidente riferimento alle varie specie di Frassini. Secondo il mito greco il Frassino era un albero in grado di attirare le saette; allora il nome potrebbe derivare da <em>fragor</em> che in latino significa rumore, fragore, questo perché in Grecia il Frassino era un albero dedicato a Poseidone, dio che controllava i terremoti e i fulmini.</p>
<p>E’ un albero eliofilo a foglia caduca dal portamento slanciato, ma maestoso negli esemplari isolati, in grado di raggiungere l’altezza di 40 metri; il tronco, che può superare il metro di diametro, è dritto e cilindrico; corteccia inizialmente liscia, di colore grigio verdastra e con macchie chiare, con l’età assume toni grigio-brunastri e fessurazioni longitudinali; i rami sono opposti, lisci e di colore verdastro chiaro; le gemme, evidenti e tomentose, sono opposte, di colore nerastro, con quella posta all’apice dei rami di dimensioni maggiori. Le foglie possono superare anche 25 cm di lunghezza; opposte, imparipennate, composte di (7) 9 ÷ 13 (15) foglioline di dimensioni fino a cm 12 x 2 ÷ 4, lanceolate, con apice acuto, sub sessili ma con la terminale picciolata; margine finemente seghettato, con nervature evidenti che si diramano verso il bordo; colore verde lucido nella pagina superiore, più chiaro e glabro in quella inferiore. I fiori compaiono prima delle foglie sui rami dell’anno precedente e si presentano come piccole pannocchie laterali, ascellari; fiori privi di corolla e calice, ermafroditi ma anche unisessuali: in questo caso quelli maschili sono composti di due soli stami, con antere porpora mentre quelli femminili sono muniti ovario bicarpellare ed assumono una colorazione più verdastra. I frutti sono samare lanceolato-lineari, ottuse, lunghe fino a 60 mm, peduncolate e riunite in grappoli; inizialmente di colore verde chiaro, poi giallastre, e rossicce alla maturazione, rimangono attaccate ai rami per tutto l’inverno e, per un complesso sistema di esigenze, soprattutto climatiche, possono germinare al secondo anno dalla maturazione (in genere 18 mesi). Il periodo di fioritura è legato alle condizioni ambientali, da Marzo a Maggio.</p>
<p>Le specie di questo gruppo hanno generalmente una crescita rapida, riuscendo a sopravvivere in condizioni ambientali difficili come zone inquinate, con salsedine o forti venti, resistendo bene anche alle basse o elevate temperature. In genere il loro habitat si trova nelle regioni temperate e subtropicali dell’emisfero settentrionale, ma anche tropicali come il Messico, Cuba, Giava e le Filippine. Le specie più diffuse in Italia sono il <strong><em>Fraxinus excelsior</em></strong> conosciuto col nome comune di <strong>Frassino maggiore</strong>; il <strong><em>Fraxinus ornus</em></strong> noto come <strong>Orno</strong> o <strong>Orniello</strong>, utilizzato per la produzione della manna e chiamato comunemente anche <strong>Frassino da manna</strong> o Albero della manna; <strong>Fraxinus angustifolia</strong> noto col nome di Frassino meridionale (<em>Fraxinus oxycarpa</em> Bieb. nella “Flora d’Italia”). Tutte e 3 le specie spontanee della flora italiana vivono sull’arco alpino.</p>
<p>Il <strong><em>Faxinus excelsior</em></strong> è un albero importante nella mitologia e nel folklore europei e, soprattutto nei paesi nordici; è stato sempre considerato un <strong>albero magico e sacro</strong>; molti sono i riferimenti alle leggende legate al dio Odino: si narra che lo stesso Odino (Igg) abbia acquisito i suoi poteri magici, dopo essersi impiccato ed aver trascorso un lungo tempo all’interno di un frassino; in Scandinavia questo albero viene chiamato Igg-drasil cioè cavallo di Odino.</p>
<p>Il nome inglese moderno, Ash, deriva dalla parola Anglo-Sassone “aesc”, che significa: lancia. Nell’alfabeto celtico <strong>Ash</strong> o “Nion” rappresenta la nostra, moderna, lettera N.</p>
<p>In Gran Bretagna l’antica saggezza popolare indica che, quando le gemme della Quercia si schiudono prima di quelle del Frassino, l’estate sarà secca e sarà invece umida se quelle del Frassino saranno le prime ad aprirsi.</p>
<p>La <strong>manna</strong> è la linfa estratta dalla corteccia opportunamente incisa. L’estrazione della manna si effettua in modo particolare sul <em>Fraxinus ornus</em> (orniello o frassino da manna). Vengono praticati delle piccole incisioni trasversali con gesti precisi, da cui sgorga lentamente un succo inizialmente di colore ceruleo e di sapore amaro (lagrima), che a contatto con l&#8217;aria rapidamente si schiarisce e assume un sapore dolce. Condensandosi, forma cannoli e stalattiti di colore bianco e profumati. La manna in media contiene il 40-60% di mannitolo. La manna viene utilizzata come dolcificante,</p>
<p>Molto utilizzato il <strong>legno di frassino</strong>. Si tratta di un legno di colore molto chiaro, quasi bianco, è compatto, resistente ed elastico e duttile: queste doti ne fanno un materiale particolarmente adatto per la produzione di compensati, pavimenti, mobili, timoni per imbarcazioni da diporto, manici per attrezzi e parti di strumenti musicali, attrezzi sportivi, quali racchette da tennis, sci, mazze da golf, ma anche slitte, utensili da cucina, carri, comprese ruote e raggi ed in tutti quei casi in cui robustezza ed elasticità siano richieste; all’aperto, tuttavia, questo legno si altera facilmente, quindi, non è consigliabile utilizzarlo, ad esempio, per gli infissi. Fino al &#8216;600 è stato, assieme al corniolo, uno dei legnami più impiegati nella produzione di lance, giavellotti e picche (oltre che alle ruote dei carri, sin dall&#8217;età del bronzo, quando il carro da guerra era uno <em>status symbol</em> militare), tanto che il frassino venne legato sovente a divinità pagane della guerra, fraternità di guerrieri o società di carattere militare.</p>
<p>E’ un apprezzato combustibile per il suo elevato potere calorifico. Il legno di questa specie arde molto bene anche se piuttosto fresco perché contiene una sostanza molto infiammabile.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>Noto già nell’antica Grecia, dove i medici Ippocrate e Teofrasto lo raccomandavano come <strong>pianta diuretica</strong>; Dioscoride invece descrive il Frassino come pianta da usare contro il morso dei serpenti. Di questa proprietà, non è presente alcun dato scientifico che ne dimostra l’efficacia, ma tuttavia è un’indicazione che viene riportata anche all’interno della farmacopea Callawaya-Bolivia.</p>
<p>La droga della pianta è costituita principalmente dalle foglie adulte e dalla corteccia di giovani rami; in passato venivano utilizzati anche i semi, a cui venivano attribuite proprietà analoghe a quelle delle foglie.</p>
<p><strong>Costituenti chimici</strong> sono: <strong>acido ursolico</strong>, <strong>benzochinone</strong>, <strong>mannitolo</strong>, <strong>tannini</strong>, <strong>fenoli</strong>, <strong>cumarine</strong>, <strong>flavonoidi</strong>, <strong>acido ascorbico</strong>, <strong>iridoidi</strong>, <strong>siringoside</strong>.</p>
<p>Anticamente i frutti venivano messi in conserva di sale ed aceto per essere usati come condimento; questa preparazione è ancora in uso in Siberia.</p>
<p>Dalle foglie si può ricavare un <strong>succedaneo del té.</strong></p>
<p><strong>In fitoterapia</strong> i preparati di Frassino vengono utilizzati per le loro <strong>proprietà antinfiammatorie, analgesiche ed antiflogistiche</strong>: l’azione antinfiammatoria sembra possedere una specifica efficacia sulla parete colecistica, per cui viene suggerito in particolare l’uso nelle colecistiti croniche.</p>
<p>Oltre a queste indicazioni, al Frassino sono riconosciute <strong>attività diuretica e uricosurica</strong>: quindi viene indicato in casi di artrosi, iperuricemia, gotta, ipercolesterolemia, ritenzione idrica, cellulite; le parti utilizzate sono le foglie e la corteccia di rami giovani.</p>
<p>Per uso esterno si può utilizzare un infuso di foglie per fare impacchi in caso di <strong>dolori articolari e disturbi reumatici</strong> o come tonificante sulla pelle e rinfrescante per la pelle irritata. Dal 1996, per decisione della Commissione Europea, è entrato nell&#8217;inventario degli ingredienti comunemente utilizzati come tonici nei prodotti cosmetici.</p>
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