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	<title>Finocchio Selvatico Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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		<title>Finocchio Selvatico &#124; Foeniculum vulgare Miller</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Apr 2022 09:38:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[Erbe aromatiche]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il finocchio selvatico (detto comunemente finocchietto) è un arbusto erbaceo mediterraneo che nasce spontaneo soprattutto nel centro e sud Italia nella cosiddetta macchia mediterranea. Il suo nome botanico è Foeniculum vulgare, spesso anche chiamato Foeniculum officinale. Sul nostro territorio esistono due sottospecie di finocchio selvatico, entrambe dalle stesse proprietà salutistiche: il Foeniculum vulgare sottospecie piperitum, &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>finocchio selvatico</strong> (detto comunemente finocchietto) è un arbusto erbaceo mediterraneo che nasce spontaneo soprattutto nel centro e sud Italia nella cosiddetta macchia mediterranea. Il suo nome botanico è <em>Foeniculum vulgare</em>, spesso anche chiamato <em>Foeniculum officinale</em>. Sul nostro territorio esistono due sottospecie di finocchio selvatico, entrambe dalle stesse proprietà salutistiche: il <em>Foeniculum vulgare</em> sottospecie <em>piperitum, </em>pianta perenne e di sapore piccante, ed il <em>Foeniculum vulgare vulgar</em>, che ha un ciclo vegetativo diversificato e un aroma dolce. Di quest’ultima sottospecie si conoscono diverse varietà; la varietà <em>azoricum</em>, cioè il finocchio “addomesticato” e coltivato come ortaggio, e due varietà spontanee:</p>
<ul>
<li><em>Foeniculum vulgare</em> <em>vulgare</em>, ill finocchio selvatico propriamente detto. Il nome comune finocchio amaro identifica questa varietà ed è la più usata in ambito erboristico.</li>
<li><em>Foeniculum vulgare</em> <em>dulce</em> che produce frutti molto aromatici che ricordano il sapore dell’anice. Il finocchio amaro è quello più usato in erboristeria perché più concentrato e ricco di principi attivi.</li>
</ul>
<p>Il finocchio selvatico si trova facilmente nelle zone in cui si coltiva l’olivo e la vite. Grazie alle sue proprietà, il finocchio selvatico è molto usato in erboristeria, fitoterapia e aromaterapia, oltre che in ambito gastronomico. In cucina si usano i giovani germogli freschi. In cucina si può usare anche la parte aerea per preparare una buona marmellata di finocchietto selvatico.</p>
<p><strong>Principi attivi</strong>: olio essenziale contenente principalmente anetolo (da cui dipende il suo aroma), d-pinene, fencone, chetone anisico, limonene, dipinene, canfene, fellandrene, dipentene, acido metilcavicolo, fenolo, estragolo e acido anisico, contiene inoltre: aleurone, mucillagine, acido clorogenico e acido caffeico.</p>
<p>Il finocchio selvatico aiuta a digerire i grassi e per questo il liquore di finocchio (il finocchietto) è ritenuto un ottimo digestivo.</p>
<p>Molte le <strong>proprietà medicamentose</strong> attribuite al finocchio selvatico.</p>
<p>In fitoterapia si utilizzano i frutti secchi o l&#8217;olio essenziale. L&#8217;uso principale (come per le piante simili anice verde e carvi) è quello carminativo, cioè che <strong>aiuta ad eliminare i gas intestinali</strong> e contemporaneamente ne previene la formazione. Pertanto è <strong>utilizzato per chi ha difficoltà digestive, aerofagia, disturbi gastrointestinali riferibili a spasmi di lieve intensità</strong>, e può essere utile per ridurre la componente dolorosa della sindrome da colon irritabile.</p>
<p>Il finocchio è impiegato anche come <strong>espettorante</strong> (per favorire l&#8217;espulsione di muco) in caso di tosse associata al raffreddore; nell&#8217;allattamento perché, in quanto galattoforo, aumenta la produzione del latte e contemporaneamente previene le coliche d&#8217;aria nei bambini. Oltre a ciò sono state riconosciute al finocchio qualità di <strong>emmenagogo, diuretico, antiemetico, aromatico, antispasmodico, antinfiammatorio, tonico epatico</strong>. Normalmente si utilizzano i frutti secchi in infuso, ma è possibile trovare in commercio anche le bustine liofilizzate o l&#8217;olio essenziale. A dosi molto elevate (concentrati nell&#8217;olio essenziale estratto dai semi), i principi attivi in esso contenuti possono avere effetti allucinogeni.</p>
<p>Per quanto riguarda il finocchio selvatico, chiamato in cucina anche &#8220;finocchina&#8221; o &#8220;finocchietto&#8221;, si usano sia i fiori freschi o essiccati, sia i frutti o &#8220;diacheni&#8221;, impropriamente chiamati &#8220;semi&#8221;, che sono più o meno dolci, pepati o amari, a seconda della varietà, sia le foglie (o &#8220;barba&#8221;), sia i rametti più o meno grandi utilizzati nelle Marche per cucinare i bombetti (lumachine di mare) o per conciare le olive sotto sale accompagnato con peperoncino e aglio; le foglie si usano fresche e sminuzzate per insaporire minestre, piatti di pesce, insalate e formaggi: nella &#8220;pasta con le sarde&#8221;, nota ricetta siciliana, le foglie del finocchio selvatico sono uno degli ingredienti essenziali.</p>
<p>I fiori si usano per aromatizzare le castagne bollite, i funghi al forno o in padella, le olive in salamoia e le carni di maiale (in particolare la &#8220;porchetta&#8221; dell&#8217;Alto Lazio e dell&#8217;Umbria). I cosiddetti &#8220;semi&#8221; si usano soprattutto per aromatizzare tarallini (Puglia), ciambelle o altri dolci casalinghi e per speziare vino caldo o tisane. Fanno inoltre parte della ricetta di un biscotto tipico del Piemonte, il finocchino. È in uso nelle regioni costiere del Tirreno, un &#8220;<strong>liquore di finocchietto</strong>&#8220;, digestivo, per il quale s&#8217;utilizzano i fiori freschi e/o i &#8220;semi&#8221; e le foglie.</p>
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