<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>fenoli Archivi - amaperbene.it</title>
	<atom:link href="https://www.amaperbene.it/tag/fenoli/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.amaperbene.it/tag/fenoli/</link>
	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
	<lastBuildDate>Mon, 27 Nov 2023 08:30:24 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>

<image>
	<url>https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2024/04/cropped-icona-amaperbene-web-32x32.png</url>
	<title>fenoli Archivi - amaperbene.it</title>
	<link>https://www.amaperbene.it/tag/fenoli/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">233936611</site>	<item>
		<title>Albero del pane &#8211; Artocarpus altilis</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/albero-del-pane-artocarpus-altilis/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Nov 2023 08:30:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piante ed erbe]]></category>
		<category><![CDATA[albero del pane]]></category>
		<category><![CDATA[antiossidanti]]></category>
		<category><![CDATA[artocarpo]]></category>
		<category><![CDATA[fenoli]]></category>
		<category><![CDATA[giaca]]></category>
		<category><![CDATA[moranga]]></category>
		<category><![CDATA[panassa]]></category>
		<category><![CDATA[panfrutto]]></category>
		<category><![CDATA[sciampada]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.amaperbene.it/?p=28757</guid>

					<description><![CDATA[<p>L&#8217;albero del pane (Artocarpus altilis (Parkinson) Fosberg) è una pianta della famiglia delle Moraceae che cresce nel sud-est asiatico e in molte isole dell&#8217;oceano Pacifico. Il nome del genere (Artocarpus) deriva dal greco artos (pane) e karpos (frutto), e deriva dal gusto dei frutti che, quando cotti, hanno la consistenza del pane appena sfornato e &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/albero-del-pane-artocarpus-altilis/">Albero del pane &#8211; Artocarpus altilis</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<strong>albero del pane </strong>(<em>Artocarpus altilis</em> (Parkinson) Fosberg) è una pianta della famiglia delle <em>Moraceae</em> che cresce nel sud-est asiatico e in molte isole dell&#8217;oceano Pacifico.</p>
<p>Il nome del genere (<em>Artocarpus</em>) deriva dal greco <em>artos</em> (pane) e <em>karpos </em>(frutto), e deriva dal gusto dei frutti che, quando cotti, hanno la consistenza del pane appena sfornato e un sapore simile alle patate. Un&#8217;origine simile ha anche il nome volgare <strong>albero del pane</strong>, che si applica in senso stretto alla specie <em>Artocarpus altilis</em> e in senso ampio a tutte le specie del genere. L&#8217;antico nome con cui veniva chiamato il frutto in sanscrito era &#8220;panasa&#8221;, da cui deriva l&#8217;italiano <strong>panassa</strong>, con cui ci si riferisce a tutti i frutti delle varie specie di <em>Artocarpus</em>.</p>
<p>Si ritiene che gli antenati dei Polinesiani trovarono gli alberi che crescevano nella zona della Nuova Guinea nord-occidentale intorno a 3.500 anni fa. Lasciarono la coltivazione del riso che avevano portato con loro da Taiwan, e diffusero l&#8217;albero del pane ovunque andassero nel Pacifico. I loro antichi cugini orientali indonesiani diffusero la pianta nell&#8217;Asia meridionale insulare e costiera. È stata anche ampiamente coltivata, in tempi storici, in altre regioni tropicali. Fin da subito, gli alberi del pane hanno prosperato nei Caraibi, luogo in cui hanno trovato un clima particolarmente favorevole per la loro crescita. Inizialmente utilizzati come cibo destinati agli schiavi, oggi i frutti dell&#8217;albero del pane rappresentano un prezioso elemento della cultura gastronomica caraibica, alla base della dieta di molti isolani. Non più visto come cibo per le classi più povere, l&#8217;albero del pane si è fatto strada in molte ricette caraibiche dalle cucine casalinghe a quelle dei ristoranti. Alcune isole caraibiche hanno eventi e festival sull&#8217;albero del pane, tra cui Saint Vincent che, ogni agosto, celebra questo prezioso frutto per un mese intero.</p>
<p>Il genere <em>Artocarpus</em> è diffuso nell&#8217;Asia tropicale e in Oceania. Si tratta di un arbusto sempreverde che può raggiungere i 21 metri di altezza, ma normalmente non supera i 15 metri; cresce nelle aree caratterizzate da un clima tropicale, con caldo umido, temperature comprese tra i 23 -25° C e richiede una lunga esposizione al sole. Le sue <strong>foglie</strong> sono di colore verde scuro lucido con venature verde chiaro; misurano tra 20 e 90 centimetri di lunghezza per 30-50 centimetri di larghezza, e di solito rimangono sulla pianta per diversi mesi fino a quando non vengono sostituiti da nuovi. I singoli <strong>fiori </strong>sono unisessuali, ma fiori di entrambi i sessi coesistono sulla stessa pianta. I fiori maschili sono molto piccoli, ma riuniti in infiorescenze a forma di spiga, lunghe talvolta decine di centimetri; i fiori femminili hanno ovario supero, sono piccoli e verdastri e sono riuniti anch&#8217;essi in infiorescenze sostenute da una base spugnosa; ogni infiorescenza può contenere più di mille fiori. Il <strong>frutto</strong>, della grandezza di un piccolo melone, ha una scorza coriacea di colore verde, spessa e rugosa e una polpa biancastra e farinosa, ricca di amido. Il frutto a maturazione completa pesa circa 1 Kg e ha un diametro che va dai 10 ai 20 cm, ma non è raro avere frutti di 40 cm con peso fino a 5 kg. I frutti sono commestibili e vengono consumati fritti, cotti al forno o secchi. Contengono il 20% di amido e 1-2% di albumina.</p>
<p>L’Artocarpus produce un abbondante numero di frutti ogni anno. Una sola pianta di <em>Artocarpus altilis</em> maturo produce fino a mezza tonnellata di frutta l’anno, oltre 200 frutti. Si stima che la resa sia addirittura superiore a quella del grano e del riso, colture che però richiedono maggiore cura e manutenzione, mentre l&#8217;Artocarpus cresce quasi in maniera spontanea.</p>
<p>Molte specie del genere sono ampiamente coltivate nelle regioni d&#8217;origine e anche in altri paesi tropicali per il frutto. Tra le panasse più coltivate ricordiamo il &#8220;<strong>panfrutto</strong>&#8221; (<em>Artocarpus altilis</em>), la &#8220;<strong>giaca</strong>&#8221; (<em>Artocarpus heterophyllus</em>), la &#8220;<strong>sciampada</strong>&#8221; (<em>Artocarpus integer</em>), la &#8220;<strong>moranga</strong>&#8221; (<em>Artocarpus odoratissimus</em>) e <em>Artocarpus camansi</em>.</p>
<p><strong>Proprietà nutrizionali</strong></p>
<p>Il frutto dell&#8217;Artocarpus è ricco di carboidrati, proteine, fibre; contiene molti micronutrienti essenziali tra cui aminoacidi, carotenoidi e sali minerali come calcio, rame, ferro, magnesio e potassio; è ricco di vitamine tra cui niacina, tiamina, vitamina A e vitamina C. Inoltre, questo frutto è totalmente privo di glutine e povero di grassi saturi.</p>
<p>L&#8217;elevato contenuto di fibre rende questo frutto un ottimo alleato per favorire la digestione, combattere la stitichezza e fornire una regolarità intestinale, oltre a ridurre il rischio di ipertensione e altre malattie cardiovascolari, in combinazione con gli acidi grassi omega-3 e omega-6, che hanno anche benefici per la pelle. L&#8217;alto contenuto di vitamina C aiuta anche a mantenere la pelle sana e luminosa e a rafforzare il sistema immunitario.</p>
<p>Il frutto dell&#8217;albero del pane contiene un grande carico di <strong>antiossidanti </strong>e ha un&#8217;alta presenza di <strong>fenoli</strong>, che aiutano a combattere i radicali liberi e a ridurre il rischio di malattie cardiovascolari, ictus e cancro. Poiché è ricco di sostanze nutritive, l&#8217;albero del pane è un&#8217;ottima scelta per avere sempre capelli sani: gli acidi grassi omega-3 e omega-6 aiutano a nutrire i follicoli piliferi. Mangiare i frutti dell&#8217;<em>Artocarpus</em> regolarmente aiuta a rafforzare le radici dei capelli e a stimolarne la crescita, donando maggiore lucentezza alle chiome e aiutando in caso di diradamento dei capelli.</p>
<p><strong>Utilizzi in cucina</strong></p>
<p>I frutti dell&#8217;albero del pane possono essere consumati in mille modi: cotti a vapore, al forno, bolliti, fritti o arrostiti. A seconda di come si sceglierà di prepararli, i frutti dell&#8217;albero del pane vengono raccolti in diverse fasi di maturazione.</p>
<p>Il <strong>frutto più acerbo</strong> <strong>è perfetto per essere consumato bollito</strong> quando ha il gusto e la consistenza di una <strong>patata dolce</strong>. Molti preferiscono consumarlo proprio quando sviluppa un gusto leggermente dolce, simile a quello del platano maturo. <strong>Quando il frutto completa la sua maturazione, è perfetto per essere consumato cotto al forno o arrostito</strong>, poiché ha la stessa consistenza del pane. I frutti dell&#8217;<em>Artocarpus</em> possono anche essere tagliati a rondelle e fritti per ottenere delle stuzzicanti chips o cotti al vapore per arricchire delle insalate.</p>
<p>Un altro elemento importante che si ricava da questi frutti è una <strong>farina super proteica</strong> con cui è possibile preparare torte, biscotti, barrette energetiche, frittelle o una crema pasticcera che può essere consumata anche cruda. I frutti maturi dell&#8217;albero del pane sono persino utilizzati per produrre bevande analcoliche e vino.</p>
<p><strong>Altri usi</strong></p>
<p>Infine, l&#8217;<em>Artocarpus</em> è usato anche per l&#8217;alimentazione degli animali domestici, ai quali vengono forniti i frutti (o gli scarti dei frutti) e talvolta anche le foglie.</p>
<p>Alcune specie di <em>Artocarpus</em> sono apprezzate anche per il legno, leggero e flessibile. Per esempio, nelle isole del Pacifico il legno di <em>A. altilis</em> è apprezzato per la fabbricazione di canoe mono- o biposto.</p>
<p>Nelle regioni tropicali l&#8217;<em>Artocarpus</em> trova anche impiego talvolta come pianta ornamentale.</p>
<p>Alcune specie sono apprezzate per le proprietà medicinali del lattice, che è antimicotico e astringente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/albero-del-pane-artocarpus-altilis/">Albero del pane &#8211; Artocarpus altilis</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">28757</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Myrica &#124; Myrica cerifera L.</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/myrica-myrica-cerifera-l/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 May 2023 15:19:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[acido mallico]]></category>
		<category><![CDATA[acido miricico]]></category>
		<category><![CDATA[acido miricinico]]></category>
		<category><![CDATA[acido tannico]]></category>
		<category><![CDATA[albero della cera]]></category>
		<category><![CDATA[fenoli]]></category>
		<category><![CDATA[miricadiolo]]></category>
		<category><![CDATA[miricitina]]></category>
		<category><![CDATA[miricitrina]]></category>
		<category><![CDATA[Pianta medicinale]]></category>
		<category><![CDATA[pianta ornamentale]]></category>
		<category><![CDATA[resine]]></category>
		<category><![CDATA[tannini]]></category>
		<category><![CDATA[taraxerolo]]></category>
		<category><![CDATA[taraxerone]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.amaperbene.it/?p=26425</guid>

					<description><![CDATA[<p>L&#8217;albero della cera (Myrica cerifera L.) è un piccolo albero o arbusto sempreverde originario del Nord America, della famiglia delle Myricaceae; le sue foglie coriacee sono molto aromatiche e profumano d&#8217;incenso. È usato, oltre che per scopi ornamentali, anche per la produzione di cera per le candele e come pianta medicinale. E’ un arbusto o &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/myrica-myrica-cerifera-l/">Myrica | Myrica cerifera L.</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<strong>albero della cera </strong>(<em>Myrica cerifera</em> L.) è un piccolo albero o arbusto sempreverde originario del Nord America, della famiglia delle <em>Myricaceae</em>; le sue foglie coriacee sono molto aromatiche e profumano d&#8217;incenso.</p>
<p><strong>È usato, oltre che per scopi ornamentali, anche per la produzione di cera per le candele e come pianta medicinale.</strong></p>
<p>E’ un arbusto o piccolo albero sempreverde adattato a molti habitat, specie a quelli vicino a corsi d&#8217;acqua; può raggiungere i 5 metri di altezza; le foglie lunghe e coriacee hanno margine seghettato; pianta dioica con fiori maschili con 3 o 4 stami su amenti e fiori femminili avvolti da un rivestimento ceroso-simile; gli esemplari femmina fruttificano a fine estate o in autunno; gli uccelli rivestono un ruolo importante perché il loro intestino ripulisce i frutti dalla parte cerosa agevolando la germinazione dei semi.</p>
<p>Cresce adattato a molti habitat, specie a quelli vicino a corsi d&#8217;acqua; le foglie lunghe e coriacee hanno margine seghettato; pianta dioica con fiori maschili con 3 o 4 stami su amenti e fiori femminili avvolti da un rivestimento ceroso-simile; gli esemplari femmina fruttificano a fine estate o in autunno; gli uccelli rivestono un ruolo importante perché il loro intestino ripulisce i frutti dalla parte cerosa agevolando la germinazione dei semi.</p>
<p>Possiede <strong>proprietà anti-batteriche e anti-allergiche</strong> ed è stata usata in molti sciroppi per la tosse e in qualità di <strong>espettorante</strong>. Aiuta a mobilitare il muco il muco nelle bronchiti ed asma.</p>
<p>Come droga vengono utilizzate foglie, radici, cortecce delle radici.</p>
<p>I <strong>principi attivi</strong> sono costituiti da: triterpeni (<strong>miricadiolo, taraxerolo e taraxerone</strong>), flavonoidi <strong>miricitrina, miricitina</strong> (azione antibiotica), tannini, fenoli, <strong>acidi (miricico, tannico, mallico</strong>), resine (acido miricinico), gomme.</p>
<p><strong>Controindicazioni</strong>: se ne sconsiglia l’uso in gravidanza e allattamento, nelle infiammazioni importanti dell&#8217;apparato gastro-intestinale. Può interagire con farmaci alcalini.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/myrica-myrica-cerifera-l/">Myrica | Myrica cerifera L.</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">26425</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Jambul &#124; Syzygium cumini (L.) Skeels</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/jambul-syzygium-cumini-l-skeels/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 May 2023 15:22:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[antociani]]></category>
		<category><![CDATA[ayurvèda]]></category>
		<category><![CDATA[fenoli]]></category>
		<category><![CDATA[flavonoidi]]></category>
		<category><![CDATA[jambolan]]></category>
		<category><![CDATA[jambolina]]></category>
		<category><![CDATA[jamun]]></category>
		<category><![CDATA[oli essenziali]]></category>
		<category><![CDATA[prugna di Java]]></category>
		<category><![CDATA[prugna nera]]></category>
		<category><![CDATA[specie invasiva]]></category>
		<category><![CDATA[Syzygium cumini]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.amaperbene.it/?p=26374</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Syzygium cumini, comunemente noto come jambolan, prugna di Java, prugna nera o jamun, è un albero tropicale sempreverde nella famiglia delle Myrtaceae. È originario del subcontinente indiano, dalle regioni adiacenti del sud-est asiatico, tra cui Myanmar, Sri Lanka e Isole Andamane. Il termine Syzygium proviene dal greco σύζῠγος sýzygos accoppiato, unito, appaiato: in riferimento &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/jambul-syzygium-cumini-l-skeels/">Jambul | Syzygium cumini (L.) Skeels</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <em>Syzygium cumini</em>, comunemente noto come <strong>jambolan</strong>, <strong>prugna di Java</strong>, <strong>prugna nera</strong> o <strong>jamun</strong>, è un albero tropicale sempreverde nella famiglia delle <em>Myrtaceae</em>. È originario del subcontinente indiano, dalle regioni adiacenti del sud-est asiatico, tra cui Myanmar, Sri Lanka e Isole Andamane.</p>
<p>Il termine <em>Syzygium</em> proviene dal greco σύζῠγος <em>sýzygos</em> accoppiato, unito, appaiato: in riferimento alle foglie accoppiate. L’epiteto specifico <em>cumini </em>viene dal latino <em>cuminum </em>ed a sua volta dal greco κύμινον (<em>kúminon)</em>, antico termine del cumino.</p>
<p>Il <em>Syzygium cumini</em> è una specie arborea sempreverde a rapido accrescimento che può raggiungere altezze fino a 30 m e può vivere più di 100 anni. Il tronco è diritto e corto, robusto e poco ramificato, di solito intorno ai 40 – 100 cm di diametro. La corteccia è ruvida e grigio scuro, alla base dell’albero, diventando grigio più chiaro e più liscia più in alto. Le foglie, che hanno un aroma simile alla trementina, sono di colore rosate da giovani, virano a un verde scuro coriaceo, lucido con una nervatura centrale gialla man mano che maturano. I fiori sono profumati e piccoli, di circa 5 mm di diametro. La fioritura inizia da marzo ad aprile. I frutti, che si sviluppano entro maggio o giugno, assomigliano a grandi bacche e sono delle drupe; sono oblunghe e di forma ovoidale, di circa 20 mm x 18 mm.</p>
<p>Il frutto durante la maturazione passa dal colore verde a quello rosa e poi in rosso cremisi brillante e infine nero. Una varietà di questa pianta produce frutti di colore bianco.</p>
<p>Questa pianta è stata introdotta in alcuni Paesi quali le isole dell’Oceano Pacifico e Indiano, Australia, Hong Kong e Singapore. Inoltre è stato introdotto anche nell’America del Nord e negli Stati Uniti ed è comunemente coltivato nelle regioni tropicali e subtropicali del mondo.</p>
<p>Il suo habitat rientra nella maggior parte delle aree forestali tropicali e subtropicali dell’India, che vanno dalle latifoglie sempreverdi alle latifoglie e alle conifere, dalle zone umide a quelle abbastanza secche, vicino alla costa e persino nelle paludi.</p>
<p>Fuori dai territori d&#8217;origine è spesso considerata una <strong>specie invasiva</strong> e non è commercializzato, mentre è comune trovare i suoi frutti esposti nei mercati locali dei paesi asiatici: si tratta di bacche oblunghe, nere a maturazione e ricche di succo violaceo che colora in modo intenso lingua e denti.</p>
<p>Il frutto, o <strong>jambul</strong>, ha un aspetto simile a un susino selvatico e un sapore difficilmente descrivibile, una combinazione di sapore dolce, leggermente acido e astringente, non del tutto palatabile sulle prime, che gli indiani definiscono “<strong>metallico</strong>” e tende a colorare la lingua di viola; è <strong>ricco di vitamine, soprattutto la C</strong>, ed <strong>è usato per regolarizzare la pressione sanguigna e i livelli di zuccheri nel sangue</strong> grazie ad un glucoside detto <strong>jambolina</strong>; ha inoltre ottimi livelli di <strong>fenoli, flavonoidi, antociani, oli essenziali, ferro e magnesio</strong>. Il jambul contiene 60 kcal ogni 100 g.</p>
<p>Il <em>Syzygium cumini</em> è una pianta conosciuta ed utilizzata da tempi remoti. Secondo l&#8217;<strong>Ayurveda</strong> è ottimo in caso di diabete, di anemia, debolezza; aiuta la memoria e combatte l&#8217;inappetenza, le stomatiti, i problemi del cavo orale. Ad essi si aggiungono problemi renali, di acidità, cardiaci e bassi livelli di melanina. Esistono inoltre studi che dimostrano la sua capacità di proteggere dai danni al DNA dati dalle radiazioni.</p>
<p>Questa pianta riveste anche un particolare significato culturale e religioso in India. Krishna è anche noto per avere quattro simboli del frutto del jambu sul suo piede destro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/jambul-syzygium-cumini-l-skeels/">Jambul | Syzygium cumini (L.) Skeels</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">26374</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Litospermo &#124; Lithospermum officinale L.</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/litospermo-lithospermum-officinale-l/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Apr 2023 14:35:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[acido litospermico]]></category>
		<category><![CDATA[alcannina]]></category>
		<category><![CDATA[erba perla maggiore]]></category>
		<category><![CDATA[fenoli]]></category>
		<category><![CDATA[flavonoidi]]></category>
		<category><![CDATA[glucani]]></category>
		<category><![CDATA[Lithospermum]]></category>
		<category><![CDATA[litospermina]]></category>
		<category><![CDATA[shikonina]]></category>
		<category><![CDATA[tè d’Europa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.amaperbene.it/?p=26072</guid>

					<description><![CDATA[<p>Detta erba perla maggiore, appartiene alla famiglia delle Boraginaceae; è una pianta perenne rara; fiori piccoli (Ø 3-8 mm) tubulosi, color crema o giallo pallido a 5 lobi, su fusti fioriferi fogliosi; fusto eretto, molto ramificato, alto fino a 80 cm.; foglie strettamente lanceolate, quasi sessili con bordo intero; la pianta ha peluria setolosa; è &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/litospermo-lithospermum-officinale-l/">Litospermo | Lithospermum officinale L.</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Detta <strong>erba perla maggiore</strong>, appartiene alla famiglia delle <em>Boraginaceae</em>; è una pianta perenne rara; fiori piccoli (Ø 3-8 mm) tubulosi, color crema o giallo pallido a 5 lobi, su fusti fioriferi fogliosi; fusto eretto, molto ramificato, alto fino a 80 cm.; foglie strettamente lanceolate, quasi sessili con bordo intero; la pianta ha peluria setolosa; è conosciuto anche come <strong>migliarino</strong> o <strong>miglio selvatico</strong>. E’ una specie a vasta distribuzione eurosiberiana presente in tutte le regioni d&#8217;Italia (la presenza in Calabria è dubbia); è adatta per realizzare bordure fiorite in tutti i giardini pubblici, in quelli privati rocciosi o aridi. La pianta cresce in luoghi a mezz&#8217;ombra, boschi, siepi, lungo le piste forestali nelle pinete, nei prati aridi incespugliati, su suoli argilloso-sabbiosi per lo più calcarei ma anche arenacei purché ricchi in basi, al di sotto della fascia montana, a quote comprese tra i 0-1600 metri sul livello del mare. Il suo periodo di fioritura è compreso tra i mesi di Maggio-Luglio.</p>
<p>Il nome generico deriva dal greco, e significa “<strong>semi di pietra</strong>”, per i semi bianchi e durissimi simili a sassolini; il nome specifico deriva dal latino “officina” (officina, farmacia), in riferimento all&#8217;antico uso a scopo medicinale: veniva usata per curare i calcoli renali seguendo l&#8217;erronea teoria della <em>signatura</em> (per la somiglianza dei semi a pietre la pianta doveva essere efficace contro il “mal della pietra”).</p>
<p><strong>Principi attivi</strong>: olio grasso, calcio e silicio (nei semi), a<strong>cido litospermico, fenoli, glucani, flavonoidi (</strong>parti aeree), <strong>coloranti alcannina e litospermina</strong>. La pianta contiene la <strong>shikonina</strong>, un naftochinone che svolge un ruolo importante di inibizione dei processi infiammatori.</p>
<p>La pianta possiede delle <strong>proprietà medicinali</strong> e può essere utilizzata come <strong>contraccettiva, depurativa, diuretica, oxitocica, sedativa</strong>. Anticamente questa pianta officinale veniva impiegata a scopo medicinale soprattutto per la cura dei calcoli renali, di alcune patologie della tiroide.</p>
<p>Con le foglie e le sommità fiorite di questa specie di <em>Lithospermum </em>si può preparare il famoso e conosciutissimo <strong>tè d’Europa</strong>, un tè molto rinfrescante dal sapore gradevole ottimo anche come diuretico naturale.</p>
<p><strong>Tutte le parti di questa specie sono commestibili e dal sapore delicato. Si può utilizzare in minestre, minestroni oppure dopo averla stufata per pochi minuti in padella, come si fa per gli spinaci, come contorno o ripieno di torte rustiche salate.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/litospermo-lithospermum-officinale-l/">Litospermo | Lithospermum officinale L.</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">26072</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Frassino comune &#124; Fraxinus Excelsior</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/frassino-comune-fraxinus-excelsior/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jan 2023 12:09:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[acido ascorbico]]></category>
		<category><![CDATA[acido ursolico]]></category>
		<category><![CDATA[benzochinone]]></category>
		<category><![CDATA[cumarine]]></category>
		<category><![CDATA[fenoli]]></category>
		<category><![CDATA[flavonoidi]]></category>
		<category><![CDATA[frassina]]></category>
		<category><![CDATA[frassino comune]]></category>
		<category><![CDATA[Frassino da manna]]></category>
		<category><![CDATA[Fraxinus angustifolia]]></category>
		<category><![CDATA[Fraxinus excelsior]]></category>
		<category><![CDATA[iridoidi]]></category>
		<category><![CDATA[mannitolo]]></category>
		<category><![CDATA[Orniello]]></category>
		<category><![CDATA[Orno]]></category>
		<category><![CDATA[siringoside]]></category>
		<category><![CDATA[tannini]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.amaperbene.it/?p=24756</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Frassino maggiore o Frassino comune è una specie della famiglia delle Oleaceae, diffusa dall&#8217;Asia minore all&#8217;Europa. Il nome Fraxinus ha un origine incerta: secondo alcuni deriva dal latino “frango” che significa piegare in relazione all’elevata flessibilità del suo legno; secondo altri deriva invece dal greco “fraxis” che significa separazione, perché è una pianta che &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/frassino-comune-fraxinus-excelsior/">Frassino comune | Fraxinus Excelsior</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Frassino maggiore</strong> o <strong>Frassino comune</strong> è una specie della famiglia delle <em>Oleaceae</em>, diffusa dall&#8217;Asia minore all&#8217;Europa.</p>
<p>Il nome <em>Fraxinus</em> ha un origine incerta: secondo alcuni deriva dal latino “frango” che significa piegare in relazione all’elevata flessibilità del suo legno; secondo altri deriva invece dal greco “fraxis” che significa separazione, perché è una pianta che si piantava come segnale di confine di proprietà; il termine latino <em>Fraxinus</em> trae origine dal greco <em>Phràssein</em> che significa assiepare; il nome della specie <em>excelsior </em>è comparativo di maggioranza di <em>excelsus</em>, che significa alto, quindi <em>excelsior</em> significa &#8220;più alto&#8221;, con evidente riferimento alle varie specie di Frassini. Secondo il mito greco il Frassino era un albero in grado di attirare le saette; allora il nome potrebbe derivare da <em>fragor</em> che in latino significa rumore, fragore, questo perché in Grecia il Frassino era un albero dedicato a Poseidone, dio che controllava i terremoti e i fulmini.</p>
<p>E’ un albero eliofilo a foglia caduca dal portamento slanciato, ma maestoso negli esemplari isolati, in grado di raggiungere l’altezza di 40 metri; il tronco, che può superare il metro di diametro, è dritto e cilindrico; corteccia inizialmente liscia, di colore grigio verdastra e con macchie chiare, con l’età assume toni grigio-brunastri e fessurazioni longitudinali; i rami sono opposti, lisci e di colore verdastro chiaro; le gemme, evidenti e tomentose, sono opposte, di colore nerastro, con quella posta all’apice dei rami di dimensioni maggiori. Le foglie possono superare anche 25 cm di lunghezza; opposte, imparipennate, composte di (7) 9 ÷ 13 (15) foglioline di dimensioni fino a cm 12 x 2 ÷ 4, lanceolate, con apice acuto, sub sessili ma con la terminale picciolata; margine finemente seghettato, con nervature evidenti che si diramano verso il bordo; colore verde lucido nella pagina superiore, più chiaro e glabro in quella inferiore. I fiori compaiono prima delle foglie sui rami dell’anno precedente e si presentano come piccole pannocchie laterali, ascellari; fiori privi di corolla e calice, ermafroditi ma anche unisessuali: in questo caso quelli maschili sono composti di due soli stami, con antere porpora mentre quelli femminili sono muniti ovario bicarpellare ed assumono una colorazione più verdastra. I frutti sono samare lanceolato-lineari, ottuse, lunghe fino a 60 mm, peduncolate e riunite in grappoli; inizialmente di colore verde chiaro, poi giallastre, e rossicce alla maturazione, rimangono attaccate ai rami per tutto l’inverno e, per un complesso sistema di esigenze, soprattutto climatiche, possono germinare al secondo anno dalla maturazione (in genere 18 mesi). Il periodo di fioritura è legato alle condizioni ambientali, da Marzo a Maggio.</p>
<p>Le specie di questo gruppo hanno generalmente una crescita rapida, riuscendo a sopravvivere in condizioni ambientali difficili come zone inquinate, con salsedine o forti venti, resistendo bene anche alle basse o elevate temperature. In genere il loro habitat si trova nelle regioni temperate e subtropicali dell’emisfero settentrionale, ma anche tropicali come il Messico, Cuba, Giava e le Filippine. Le specie più diffuse in Italia sono il <strong><em>Fraxinus excelsior</em></strong> conosciuto col nome comune di <strong>Frassino maggiore</strong>; il <strong><em>Fraxinus ornus</em></strong> noto come <strong>Orno</strong> o <strong>Orniello</strong>, utilizzato per la produzione della manna e chiamato comunemente anche <strong>Frassino da manna</strong> o Albero della manna; <strong>Fraxinus angustifolia</strong> noto col nome di Frassino meridionale (<em>Fraxinus oxycarpa</em> Bieb. nella “Flora d’Italia”). Tutte e 3 le specie spontanee della flora italiana vivono sull’arco alpino.</p>
<p>Il <strong><em>Faxinus excelsior</em></strong> è un albero importante nella mitologia e nel folklore europei e, soprattutto nei paesi nordici; è stato sempre considerato un <strong>albero magico e sacro</strong>; molti sono i riferimenti alle leggende legate al dio Odino: si narra che lo stesso Odino (Igg) abbia acquisito i suoi poteri magici, dopo essersi impiccato ed aver trascorso un lungo tempo all’interno di un frassino; in Scandinavia questo albero viene chiamato Igg-drasil cioè cavallo di Odino.</p>
<p>Il nome inglese moderno, Ash, deriva dalla parola Anglo-Sassone “aesc”, che significa: lancia. Nell’alfabeto celtico <strong>Ash</strong> o “Nion” rappresenta la nostra, moderna, lettera N.</p>
<p>In Gran Bretagna l’antica saggezza popolare indica che, quando le gemme della Quercia si schiudono prima di quelle del Frassino, l’estate sarà secca e sarà invece umida se quelle del Frassino saranno le prime ad aprirsi.</p>
<p>La <strong>manna</strong> è la linfa estratta dalla corteccia opportunamente incisa. L’estrazione della manna si effettua in modo particolare sul <em>Fraxinus ornus</em> (orniello o frassino da manna). Vengono praticati delle piccole incisioni trasversali con gesti precisi, da cui sgorga lentamente un succo inizialmente di colore ceruleo e di sapore amaro (lagrima), che a contatto con l&#8217;aria rapidamente si schiarisce e assume un sapore dolce. Condensandosi, forma cannoli e stalattiti di colore bianco e profumati. La manna in media contiene il 40-60% di mannitolo. La manna viene utilizzata come dolcificante,</p>
<p>Molto utilizzato il <strong>legno di frassino</strong>. Si tratta di un legno di colore molto chiaro, quasi bianco, è compatto, resistente ed elastico e duttile: queste doti ne fanno un materiale particolarmente adatto per la produzione di compensati, pavimenti, mobili, timoni per imbarcazioni da diporto, manici per attrezzi e parti di strumenti musicali, attrezzi sportivi, quali racchette da tennis, sci, mazze da golf, ma anche slitte, utensili da cucina, carri, comprese ruote e raggi ed in tutti quei casi in cui robustezza ed elasticità siano richieste; all’aperto, tuttavia, questo legno si altera facilmente, quindi, non è consigliabile utilizzarlo, ad esempio, per gli infissi. Fino al &#8216;600 è stato, assieme al corniolo, uno dei legnami più impiegati nella produzione di lance, giavellotti e picche (oltre che alle ruote dei carri, sin dall&#8217;età del bronzo, quando il carro da guerra era uno <em>status symbol</em> militare), tanto che il frassino venne legato sovente a divinità pagane della guerra, fraternità di guerrieri o società di carattere militare.</p>
<p>E’ un apprezzato combustibile per il suo elevato potere calorifico. Il legno di questa specie arde molto bene anche se piuttosto fresco perché contiene una sostanza molto infiammabile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Noto già nell’antica Grecia, dove i medici Ippocrate e Teofrasto lo raccomandavano come <strong>pianta diuretica</strong>; Dioscoride invece descrive il Frassino come pianta da usare contro il morso dei serpenti. Di questa proprietà, non è presente alcun dato scientifico che ne dimostra l’efficacia, ma tuttavia è un’indicazione che viene riportata anche all’interno della farmacopea Callawaya-Bolivia.</p>
<p>La droga della pianta è costituita principalmente dalle foglie adulte e dalla corteccia di giovani rami; in passato venivano utilizzati anche i semi, a cui venivano attribuite proprietà analoghe a quelle delle foglie.</p>
<p><strong>Costituenti chimici</strong> sono: <strong>acido ursolico</strong>, <strong>benzochinone</strong>, <strong>mannitolo</strong>, <strong>tannini</strong>, <strong>fenoli</strong>, <strong>cumarine</strong>, <strong>flavonoidi</strong>, <strong>acido ascorbico</strong>, <strong>iridoidi</strong>, <strong>siringoside</strong>.</p>
<p>Anticamente i frutti venivano messi in conserva di sale ed aceto per essere usati come condimento; questa preparazione è ancora in uso in Siberia.</p>
<p>Dalle foglie si può ricavare un <strong>succedaneo del té.</strong></p>
<p><strong>In fitoterapia</strong> i preparati di Frassino vengono utilizzati per le loro <strong>proprietà antinfiammatorie, analgesiche ed antiflogistiche</strong>: l’azione antinfiammatoria sembra possedere una specifica efficacia sulla parete colecistica, per cui viene suggerito in particolare l’uso nelle colecistiti croniche.</p>
<p>Oltre a queste indicazioni, al Frassino sono riconosciute <strong>attività diuretica e uricosurica</strong>: quindi viene indicato in casi di artrosi, iperuricemia, gotta, ipercolesterolemia, ritenzione idrica, cellulite; le parti utilizzate sono le foglie e la corteccia di rami giovani.</p>
<p>Per uso esterno si può utilizzare un infuso di foglie per fare impacchi in caso di <strong>dolori articolari e disturbi reumatici</strong> o come tonificante sulla pelle e rinfrescante per la pelle irritata. Dal 1996, per decisione della Commissione Europea, è entrato nell&#8217;inventario degli ingredienti comunemente utilizzati come tonici nei prodotti cosmetici.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/frassino-comune-fraxinus-excelsior/">Frassino comune | Fraxinus Excelsior</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">24756</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Origano Cretico &#124; Origanum Onites</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/origano-cretico-origanum-onites/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jan 2023 18:32:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[carvacrolo]]></category>
		<category><![CDATA[fenoli]]></category>
		<category><![CDATA[Maggiorana]]></category>
		<category><![CDATA[origano cretico]]></category>
		<category><![CDATA[Origano onite]]></category>
		<category><![CDATA[origano turco]]></category>
		<category><![CDATA[pianta aromatica]]></category>
		<category><![CDATA[timolo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.amaperbene.it/?p=24580</guid>

					<description><![CDATA[<p>Origanum onites, noto anche come origano cretico, origano turco, pot marjoram e rίgani in lingua greca (Ελληνική ρίγανη), è una pianta è erbacea perenne della famiglia delle Labiatae, conosciuto come maggiorana comune; si coltiva per il caratteristico odore aromatico simile a quello della maggiorana bianca. Pianta del genere Origanum  si trova in Sicilia (solo nella &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/origano-cretico-origanum-onites/">Origano Cretico | Origanum Onites</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Origanum onites</em>, noto anche come <strong>origano cretico</strong>, <strong>origano turco</strong>, pot marjoram e <strong>r</strong><strong>ί</strong><strong>gani</strong> in lingua greca (<em>Ελληνική</em> <em>ρίγανη</em>), è una pianta è erbacea perenne della famiglia delle <em>Labiatae</em>, conosciuto come <strong>maggiorana comune</strong>; si coltiva per il caratteristico odore aromatico simile a quello della maggiorana bianca.</p>
<p>Pianta del genere <em>Origanum</em>  si trova in Sicilia (solo nella zona di Catania e Siracusa), Grecia e Turchia. Ha un sapore simile a quello dell&#8217;origano e il suo olio essenziale è distinguibile da quello di altre specie come ad esempio l&#8217;origano greco (<em>Origanum vulgare</em> ssp. hirtum) ed ha capacità antimicrobiche.</p>
<p>Il termine <em>Origanum</em> viene dal greco ὄρος <em>óros</em> monte e da γάνος <em>gános</em> ornamento, piacere: splendore del monte, riferimento all&#8217;habitat naturale; il termine <em>onites</em> viene dal greco ὄνος <em>ónos</em> asino: degli asini.</p>
<p>L’<em>Origanum onites</em> ha fusto eretto, legnoso alla base, ramoso-corimboso nell’infiorescenza, con fitti peli papillosi di 0,1-0,2 mm e sparse setole patenti di 1,0-1,5 mm. Foglie sessili o quasi ovate o subrotonde (4-9 x 7-9 mm), troncate o cordate alla base. Spighe dense, ovate (5-6 x 7-9 mm); brettee ovali rombiche, le inf. di 3 x 4,5 mm, cigliate sul bordo; calice 2-3 mm; corolla bianca (gialla nel secco). Cresce su rupi, muri, incolti aridi da 0 a 300 m. Fioritura: da giugno a settembre.</p>
<p>L&#8217;origano onite è noto anche per le sue proprietà medicinali avendo un contenuto di <strong>fenoli, timolo e carvacrolo</strong>. L&#8217;olio essenziale c<strong>ontiene sostanze dall&#8217;azione sedativa, antireumatica, antispastica e carminativa</strong>. In erboristeria è consigliato in caso di disturbi digestivi, dolori muscolari, infezioni respiratorie come laringite, tosse ecc.</p>
<p>L&#8217;<em>Origanum onites </em>si utilizza in cucina come <strong>aromatizzante</strong>, soprattutto d&#8217;inverno, in mancanza della maggiorana gentile. Le foglie vengono utilizzate sia fresche che secche. Si raccolgono le foglie e le estremità all&#8217;inizio della fioritura e vengono fatte essiccare in un luogo ombroso e ventilato. Ha un aroma e sapore inferiore all&#8217;Origano officinale. E&#8217; particolarmente adatto nella salsa di pomodoro, sulla pizza, nelle grigliate, nei formaggi, nelle insalate di pomodori, per conservare ortaggi sotto olio e sotto aceto. L&#8217;Origano onite, essiccato, va aggiunto a fine cottura in modo che possa mantenere tutte le sue proprietà aromatiche. Unito a Basilico, Timo e Rosmarino sostituisce il sale.  Ha un gusto più delicato dell&#8217;Origano officinale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/origano-cretico-origanum-onites/">Origano Cretico | Origanum Onites</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">24580</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Capelvenere Adiantum Capillus Veneris</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/capelvenere-adiantum-capillus-veneris/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Oct 2022 10:51:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[acidi alicicici.]]></category>
		<category><![CDATA[acido idrossicinnamico]]></category>
		<category><![CDATA[adiantone]]></category>
		<category><![CDATA[capelvenere]]></category>
		<category><![CDATA[Capilèr]]></category>
		<category><![CDATA[fenoli]]></category>
		<category><![CDATA[Pianta officinale]]></category>
		<category><![CDATA[pianta tossica]]></category>
		<category><![CDATA[tannini]]></category>
		<category><![CDATA[triterpenoidi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.amaperbene.it/?p=23791</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il capelvenere è una felce della famiglia delle Adiantaceae presente in tutte le regioni d&#8217;Italia. È una pianta alta 10-40 centimetri, geofita rizomatosa. Il rizoma è strisciante e di colore bruno-nero. Le fronde sono leggere e delicate: a questa caratteristica si deve il riferimento alla chioma di Venere, dea della bellezza. Le foglie sono cuneiformi, &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/capelvenere-adiantum-capillus-veneris/">Capelvenere Adiantum Capillus Veneris</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>capelvenere</strong> è una felce della famiglia delle <em>Adiantaceae</em> presente in tutte le regioni d&#8217;Italia.</p>
<p>È una pianta alta 10-40 centimetri, geofita rizomatosa. Il rizoma è strisciante e di colore bruno-nero. Le fronde sono leggere e delicate: a questa caratteristica si deve il riferimento alla chioma di Venere, dea della bellezza. Le foglie sono cuneiformi, lunghe 5-10 millimetri, di colore verde tenue, e si inseriscono su un sottile rachide nero e lucente. Le spore sono prodotte in strutture specializzate, chiamate sori, poste sul lato inferiore delle foglie e ricoperti da una membrana chiamata indusio. Le spore vengono rilasciate nel periodo compreso tra luglio e settembre.</p>
<p>Il capelvenere cresce su rocce calcaree stillicidiose e muschiose e nelle “sorgenti pietrificanti”, uno degli habitat prioritari in Europa, a volte anche su vecchie fontane in ambienti urbani, di solito al di sotto della fascia montana. Il nome generico, dal greco “<em>a-diantos</em>”, significa “che non si bagna”, e si riferisce alla presenza di sostanze idrofobiche sulle foglie; il nome specifico allude alle eleganti e sottili rachidi fogliari di colore nero. Periodo di sporificazione: luglio-settembre.</p>
<p>La pianta è stata spesso <strong>utilizzata a scopo officinale</strong>, anche se sembra sia <strong>debolmente tossica</strong>. Il Capelvenere è stato usato, nei secoli scorsi, come sostitutivo del tè, soprattutto in Piemonte da cui il sostantivo piemontese &#8220;<strong>Capilèr</strong>&#8220;, arrivato a identificare in generale qualsiasi infuso fatto con erbe aromatiche.</p>
<p>Principi attivi: tannini; fenoli come i derivati del canferolo quali l&#8217;<strong>adiantone</strong>;  <strong>triterpenoidi</strong>; esteri solforati dell&#8217;<strong>acido idrossicinnamico; </strong>mucillaggini; gomme; piccole quantità di oli essenziali; zuccheri e <strong>acidi alicicici</strong>.</p>
<p>Proprietà: bechico, fluidificante, lenitivo, antinfiammatorio, digestive, diaforetiche, diuretiche, depurative</p>
<p>Indicazioni: Per uso interno: affezioni delle vie respiratorie (raffreddore, tosse, catarro), raucedine, afonia, bronchite, asma.</p>
<p>E&#8217; di aiuto inoltre in caso di digestioni difficili in quanto agisce sul fegato potenziandone la sua funzionalità anche a livello biliare, in caso di irregolarità mestruali ne favorisce la comparsa.</p>
<p>E&#8217; anche consigliato in caso di tabagismo e alcolismo in quanto riduce lo stimolo a bere e a fumare.</p>
<p>Per uso esterno: è un valido aiuto per la caduta dei capelli in quanto agisce sui follicoli piliferi ossigenandoli, rallentando e combattendo quindi la caduta dei capelli</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/capelvenere-adiantum-capillus-veneris/">Capelvenere Adiantum Capillus Veneris</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">23791</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
