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	<title>erba infestante Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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		<title>Borsa di pastore &#124; Capsella bursa-pastoris</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/borsa-di-pastore-capsella-bursa-pastoris/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Oct 2022 11:38:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La borsa di pastore chiamata anche da pastore o del pastore, è una pianta erbacea annuale (a volte biennale) appartenente alla famiglia delle Brassicaceae; la si riconosce facilmente per i caratteristici frutti a forma di cuore. La Borsa del pastore è tra le erbe infestanti più comuni nelle campagne italiane. E’ una pianta infestante molto &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>borsa di pastore</strong> chiamata anche da pastore o del pastore, è una pianta erbacea annuale (a volte biennale) appartenente alla famiglia delle <em>Brassicaceae</em>; la si riconosce facilmente per i caratteristici frutti a forma di cuore. La Borsa del pastore è tra le erbe infestanti più comuni nelle campagne italiane.</p>
<p>E’ una pianta infestante molto comune perché producendo una grandissima quantità di semi, si propaga e si autosemina spontaneamente e continuamente; come pianta annuale può riprodursi fino a quattro volte l&#8217;anno. A causa della sua natura poco esigente e della sua persistenza, viene spesso, erroneamente, considerata un&#8217;erbaccia. Si trova un po’ ovunque: nei prati, nei campi incolti, lungo i muri delle case, nei sentieri, ecc. Diffusa sia in pianura che in montagna. Assorbe parzialmente i sali da terreni molto salati, rendendoli utilizzabili per altre piantagioni. Si può raccogliere per tutto il periodo dell’anno ma il periodo migliore è quello che va da giugno ad agosto, quando la pianta è in fiore. Si usa la sommità fiorita della pianta sia fresca che essiccata. Non si usano le radici.</p>
<p>L&#8217;epiteto specifico <em>bursa-pastoris</em> deriva dal latino tardo <em>bursa</em> (a sua volta dal greco <em>βύρσα, býrsa</em>, &#8220;pelle&#8221;) e dal genitivo di <strong>pastor</strong>, &#8220;del pastore&#8221;, probabilmente per la forma delle silique, a cui fa riferimento anche il nome inglese <em>mother&#8217;s heart</em>. Conosciuta fin dall’antichità, nella prima guerra mondiale è stata usata come rimedio emostatico in mancanza di altri mezzi non reperibili. La storia narra che un pastore che curava con questa umile erba le sue pecore sia riuscito a placare un’emorragia uterina ad una donna facendole assumere ogni ora un cucchiaio di succo ottenuto da questa pianta.</p>
<p>In cucina si usano le foglie, in modo analogo al crescione o al cavolo selvatico, i semi crudi o arrostiti, i baccelli interi come condimento e spezia. I frutti, dalla forma simile a dei piccoli cuori (o semplicemente a una borsa da pastore), si possono mangiare anche crudi ed hanno un sapore di nocciola e speziato che si sposa bene con l&#8217;insalata e la cagliata alle erbe. Questa pianta è conosciuta anche come &#8220;<strong>senape del contadino</strong>&#8220;, principalmente perché utilizzata come sostituto della senape, e contiene anche i benefici glicosidi dell&#8217;olio di senape. È una verdura molto utilizzata nella cucina asiatica. Dal sapore simile al cavolo, le giovani foglie possono essere mangiate come “<strong>insalata dei campi</strong>” e dicono abbia proprietà contro l&#8217;ipertensione, oppure la rosetta basale può servire nelle “<strong>minestre primaverili</strong>” o come “<strong>erbette per la minestra</strong>”. In Cina e America Settentrionale, sui mercati alimentari, è considerata pianta commerciale. Dai semi si può estrarre un olio commestibile.</p>
<p>Alla pianta vengono attribuite <strong>proprietà</strong> curative: <strong>antiemorragiche, emostatiche, astringenti</strong>. In modo particolare, le parti aeree della borsa pastore contengono flavonoidi (<strong>rutina, luteolin-7rutinoside, diosmina, quercetina, esperidina</strong>), olio essenziale, aminoacidi (soprattutto <strong>prolina</strong>), alcaloidi (<strong>burserina</strong>), <strong>saponine</strong>, glucosidi (<strong>acido bursinico</strong>) e <strong>tannini</strong>.</p>
<p>I principi attivi, in particolare l&#8217;<strong>acido bursico</strong>, presenti nel fitocomplesso hanno tutti la proprietà di arrestare le emorragie interne, nelle emottisi (emissione di sangue dalle vie respiratorie, di solito con un colpo di tosse), in caso di ematuria (presenza di sangue nelle urine) e metrorragia (perdita di sangue dall&#8217;utero, indipendente dal flusso mestruale). Le <strong>proprietà emostatiche</strong> della pianta sono impiegate anche nelle emorragie nasali (epistassi), o in quelle dovute a emorroidi e nella cura delle gengiviti con sanguinamento.</p>
<p>Inoltre la pianta è in grado di far contrarre la muscolatura dell’utero, regolarizzando il flusso ematico troppo abbondante o doloroso durante le mestruazioni, quando si manifesta eccessivamente abbondante (menorragia o ipermenorrea).</p>
<p>L&#8217;azione astringente della borsa pastore non è utile solo al sistema circolatorio, nel trattamento delle varici e di altri disturbi da insufficienza venosa, ma risulta indicata al sistema enterico, anche in caso di diarrea.</p>
<p>Una caratteristica speciale della pianta sono i suoi semi carnivori, che possono essere usati come <strong>insetticida</strong>. Se imbevuti d&#8217;acqua, i semi attirano le mosche, che si attaccano alla loro superficie appiccicosa e poi muoiono. Con un preparato fatto coi semi è possibile anche combattere le larve di insetti.</p>
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		<title>Ricino &#124; Ricinus communis</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/ricino-ricinus-communis/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Aug 2022 08:40:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[acido diidrossistearico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il ricino (Ricinus communis L.), unica specie del genere Ricinus, è una pianta arbustiva appartenente alla famiglia delle Euphorbiaceae. Arbusto, erba annuale o albero perenne con foglie rosse o verdi appartiene alla famiglia delle Euphorbiaceae. Il nome generico Ricinus in latino significa &#8220;zecca&#8221;; la pianta è così chiamata per la somiglianza dei suoi semi con &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>ricino</strong> (<em>Ricinus communis</em> L.), unica specie del genere <em>Ricinus,</em> è una pianta arbustiva appartenente alla famiglia delle <em>Euphorbiaceae</em>. Arbusto, erba annuale o albero perenne con foglie rosse o verdi appartiene alla famiglia delle <em>Euphorbiaceae</em>. Il nome generico <em>Ricinus</em> in latino significa &#8220;zecca&#8221;; la pianta è così chiamata per la somiglianza dei suoi semi con il noto parassita. È conosciuta anche col nome di pianta <strong>Palma Christi</strong> perché le sue foglie sono state accostate alla mano di Gesù Cristo.</p>
<p>La pianta di ricino arriva probabilmente dall’Africa tropicale, ma grazie alla sua capacità di riprodursi, si è presto naturalizzata nelle aree tropicali e subtropicali di tutto il mondo come un’<strong>erba infestante</strong>; essendo però molto bella viene anche coltivata a scopo ornamentale, per decorare giardini e balconi. Nella sua zona d&#8217;origine la pianta raggiunge un&#8217;altezza di 10 m e il fusto da erbaceo &#8211; legnoso diventa legnoso, mentre in media si attesta intorno ai 2-4 m di altezza.</p>
<p>Le sue foglie sono con picciolo, semplici, caduche e verticillate, di tipo palmato &#8211; lobato, con 7 o 11 lobi con bordo dentato, di dimensione tra i 15 cm e i 45 cm.. Nelle foglie alla base del picciolo vi sono delle ghiandole nettarifere. La specie è monoica, ossia i due sessi sono portati nello stesso individuo, con fiori raggruppati a grappolo. I fiori del Ricino occupano la parte superiore del fusto e dei rami, sono raccolti in una lunga spiga ramificata provvista di brattee membranose. I fiori maschili sono alla base della spiga o del grappolo e sono di color verde glauco, quelli femminili sono posti superiormente e sono di colore purpureo. La fioritura avviene d&#8217;estate. I frutti sono capsule ovoidali spinose, costituite da tre valve contenenti un seme per ogni loggia, che a maturazione liberano 3 semi di circa 1 cm di dimensione. Predilige un clima temperato, teme le gelate.</p>
<p>I coltivatori nel tempo hanno selezionato varie cultivar per scopo ornamentale e per la produzione dell&#8217;olio. Finora sono conosciute circa una ventina di <strong>differenti varietà</strong> che differiscono tra loro per forma, colore, altezza e per le spine della capsula del seme. Tra queste le più note sono:</p>
<ul>
<li><strong>Carmencita</strong> che vanta grandi foglie rosso scuro su steli di colore rosso e fiori gialli. Utilizzata per creare aiuole in giardini insieme ad altre piante ornamentali. Fiorisce in estate.</li>
<li><strong>Carmencita pink</strong> si distingue per le sue foglie dal colore verde azzurro e per i fiori rosa.</li>
<li><strong>Impala</strong> ha le foglie color porpora e fiorisce più tardi da luglio a ottobre.</li>
<li><strong>Zanzibariensis</strong> ha delle grandi foglie verdi.</li>
</ul>
<p>Nonostante le sue variabili forme, <strong>il ricino è facilmente riconoscibile dalle sue larghe foglie, con lamina palmata, a forma di stella</strong>, con 7-11 lobi, di colore verde scuro lucido e per le sue infiorescenze allungate.</p>
<p>Il ricino produce grandi quantità di <strong>semi</strong> che sono ricchi di proprietà ma anche <strong>molto velenosi</strong>: basti pensare che solo 4 semi, se ingeriti, potrebbero uccidere un uomo adulto. I sintomi da avvelenamento includono nausea, vomito, diarrea, gastroenterite emorragica, convulsioni, aritmie, embolia e spasmi tetanici.</p>
<p>Dai semi si ricava mediante estrazione a freddo <strong>l&#8217;olio</strong>, che in essi è contenuto nella misura del 40-50%. Per sicurezza dopo l&#8217;estrazione a freddo si miscela l&#8217;olio con l&#8217;acqua e si porta ad ebollizione la miscela, in modo solubilizzare ed eliminare del tutto con la denaturazione a caldo la Ricina ancora presente. Pertanto, l’olio ottenuto dalla spremitura a freddo dei semi del ricino e trattato è sicuro per il consumo umano.</p>
<p><strong>L&#8217;olio di ricino</strong> è un liquido dal colore variabile tra il trasparente e il giallo, e un odore caratteristico. Il punto di ebollizione è di 313 °C e la sua densità è di 961 kg/m<sup>3</sup>. Lo si può ottenere sia per pressatura che per estrazione con solventi; la resa totale oscilla tra il 35 e il 50%. Soltanto il prodotto di prima spremitura (a freddo) viene utilizzato come medicinale, mentre il resto trova applicazione nel settore industriale.</p>
<p>L’olio è composto da oleina, palmitina, stearina e ricinoleina (80 &#8211; 89 %) che ne è il principio attivo. In particolare. la sua composizione è la seguente: <strong>acido ricinoleico</strong> 89.5 %, <strong>acido diidrossistearico</strong> 0.7 %, <strong>acido palmitico</strong> 1%, <strong>acido stearico</strong> 1%, <strong>acido oleico</strong> 1%, <strong>acido linoleico</strong> 4.2%, <strong>acido linolenico</strong> 0.3%, <strong>acido eicosenoico</strong> 0.3%.</p>
<p>La <strong>Ricinoleina</strong> è costituita da un ossiacido insaturo a 18 atomi di Carbonio (C<sub>18</sub>H<sub>34</sub>O<sub>3</sub>).</p>
<p>L&#8217;uso dell&#8217;olio di Ricino risale a tempi remoti, a circa il 4000 a.C. in Egitto.</p>
<p><strong>L&#8217;olio non ha uso alimentare diretto ma è commestibile e non velenoso</strong> perché la Ricina e la Ricinina sono idrosolubili e non passano nell&#8217;olio, cosicché rimangono nel pannello di estrazione insieme ad altre sostanze e ad un allergene.</p>
<p><strong>L&#8217;olio di ricino viene da secoli indicato come</strong> <strong>lassativo</strong>, una purga dall&#8217;odore e dal sapore piuttosto sgradevoli; oggi tale impiego è stato ridimensionato, dato che la sua azione purgante è piuttosto drastica. Tale azione è legata alla presenza di <strong>acido ricinoleico</strong> che dopo l’ingestione viene liberato dai trigliceridi per opera degli enzimi gastrici e pancreatici con il supporto della bile, stimola la peristalsi e causa un aumento del richiamo di acqua e di elettroliti nel lume intestinale, probabilmente per la stimolazione della sintesi delle prostaglandine; aumenta la massa fecale.</p>
<p>È pure impiegato nella terapia di numerose malattie con <strong>applicazione trans &#8211; dermica</strong>, in particolare con impacchi sull&#8217;addome con cui viene lentamente assorbito per via cutanea o dermica, esplicando in tal modo numerosi effetti positivi in quasi tutte le patologie, sulla circolazione sanguigna, linfatica e nel rafforzamento del sistema immunitario, promuovendo altresì la rigenerazione dei tessuti e l&#8217;eliminazione delle scorie dall&#8217;organismo.</p>
<p>Questo tipo di assorbimento dermico dell&#8217;olio di ricino si ritiene sia ideale nel ripristino della salute del corpo.</p>
<p>L’applicazione sul cuoio capelluto stimola la crescita dei capelli e previene il rischio di calvizie mentre sulle lunghezze aiuta a combattere le doppie punte e la disidratazione del capello. Può essere inoltre usato come siero per ciglia e sopracciglia, rinforzandole e dandogli lucentezza. Applicato sulle ferite e sulle abrasioni l&#8217;olio si dimostra antibatterico ed antifungino ed esse guariscono senza lasciare cicatrici.</p>
<p>L&#8217;olio di ricino e suoi derivati sono utilizzati nella produzione di saponi, lubrificanti, fluidi idraulici e per freni, nei liquidi refrigeranti per i veicoli spaziali, vernici, coloranti, rivestimenti, inchiostri, plastiche resistenti a freddo, cere e polisti, nylon, cosmetici, farmaci (come eccipiente) e profumi.</p>
<p>Nell&#8217;industria alimentare, l&#8217;olio di ricino viene utilizzato in vari additivi; alcuni esempi sono gli aromi dei dolciumi (ad esempio poliglicerolo polistinoleato o PGPR nel cioccolato) e gli inibitori della muffa nell&#8217;imballaggio.</p>
<p>In India, Pakistan e Nepal l&#8217;olio di ricino è impiegato per la conservazione dei cereali e di certi legumi.</p>
<p><strong>L’impiego non è ammesso nel settore degli integratori alimentari.</strong></p>
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