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	<title>erba cuciaera Archivi - amaperbene.it</title>
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		<title>Coclearia &#124; Cochlearia officinalis</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Nov 2022 15:35:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La coclearia (Cochlearia officinalis L.) è una pianta caratteristica per la forma a cucchiaio delle sue foglie, motivo per cui Linneo le diede questo nome (dal latino cochlear che significa cucchiaio). Anche nelle accezioni regionali ritorna la forma delle sue foglie: erba cocchiara, erba cuciaera, cuchiara rotunda. Pure in inglese ha il significato di erba &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>coclearia</strong> <em>(Cochlearia officinalis </em>L.<em>)</em> è una pianta caratteristica per la forma a cucchiaio delle sue foglie, motivo per cui Linneo le diede questo nome (dal latino <em>cochlear</em> che significa cucchiaio). Anche nelle accezioni regionali ritorna la forma delle sue foglie: <strong>erba cocchiara, erba cuciaera, cuchiara rotunda</strong>.</p>
<p>Pure in inglese ha il significato di erba a cucchiaio: spoon-wort. La coclearia è una pianta erbacea glabra biennale o perenne che presenta un fusto angoloso e ramificato, ma eretto fino a circa 50 cm. Dalla sua base si dispiegano lunghi piccioli di foglie ovali, intere e incavate a cucchiaio. Quelle superiori invece sono sessili, abbracciano il caule, oblunghe e cuoriformi alla base.</p>
<p><strong>Se le foglie vengono sfregate, rilasciano un odore paragonabile a quello della senape </strong>(non a caso della stessa famiglia botanica) che fa lacrimare e starnutire. Facendo parte delle Crucifere, i suoi fiori rispecchiano l’appartenenza a questa famiglia; i 4 petali ovali sono posizionati a croce e sono di colore bianco, in rari casi lilla. La corolla è avvolta da un calice, anch’esso formato tetramero, ovvero formato da quattro sepali verdi, che si inseriscono in racemi terminali. Nel mese di Marzo è tutta una fioritura bianca. La radice è fusiforme, lunga, grossa e fibrosa, attributi che le permettono di ancorarsi bene a tutti i substrati. Il frutto è una piccola siliqua ovoidale deiscente a maturità, che contiene da 2 a 6 semi, quasi cilindrici e sprovvisti di albume.</p>
<p>Originaria delle terre paludose costiere europee, soprattutto di quelle che si affacciano sull’oceano Atlantico, oggi è diffusa in tutta l’Europa, sia allo stato spontaneo che allo stato coltivato. Preferisce i luoghi freschi e ombrosi, come lungo i ruscelli o nei pressi delle grotte. Di questa pianta <strong>si utilizza la pianta fiorita allo stato fresco</strong> per sfruttare al massimo la concentrazione della vitamina C, che si degrada all’aria, al caldo, alla luce.</p>
<p>Sono presenti piccole quantità di <strong>olio essenziale, sali potassici, resine e pectine nonché iodio e isosolfocianato di butile</strong>.</p>
<p>Tipico di questa pianta, così come di tutte le crucifere, è l’azione dell’enzima <strong>mirosina</strong> sullo specifico glucoside della pianta (di struttura simile alla sinalbina e sinigrina, presenti nella senape), che va poi a formare molecole attive specifiche. Nel caso della coclearia, si forma la <strong>coclearina</strong>, che <strong>conferisce alla pianta l’odore distintivo che ricorda la senape</strong>.</p>
<p>Nel passato <strong>la pianta veniva utilizzata per curare lo scorbuto</strong>; era stivata sulle navi in fasci essiccati o estratti ed il sapore molto amaro veniva corretto con erbe e spezie. La pianta ha <strong>proprietà aperitive, disinfettanti, diuretiche e stimolanti</strong>. Il succo ottenuto dalla pianta ha un buon effetto purificante su milza, fegato e sangue. Le foglie ridotte in poltiglia sono utilizzate esteriormente per lenire contusioni. La foglia fresca ha proprietà benefiche in caso di ulcere e bruciori di stomaco.</p>
<p>Altre indicazioni della coclearia comprendono le sintomatologie da raffreddore, i casi di digestione lenta o ipocloridria. La pianta ha anche un leggero potere disinfettante grazie alla presenza e particolare composizione del suo olio essenziale. Sfruttabile per via topica attraverso delle applicazioni di parti della pianta sul punto interessato. Oppure per via interna, attraverso dei collutori, ottenuti pestando e lasciando macerare la pianta fresca in acqua fredda, e infine filtrando prima dell’utilizzo.</p>
<p>Lasciata macerare per almeno una settimana in alcool, si ottiene una tintura alcoolica; una variante molto usata è quella di lasciarla in macerazione nel vino bianco.</p>
<p>La pianta ha anche discrete <strong>proprietà cosmetiche</strong>: gli estratti possono trovare impiego in creme e lozioni utili a stimolare la salute dei capelli, del cuoio capelluto, creme anti-age e gel disinfettanti.</p>
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