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	<title>ellagitannini Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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		<title>Epilobio &#124; Epilobium angustifolium Schreb.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Nov 2022 12:40:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Epilobio, chiamato anche con il nome di garofanino di bosco, Garofanino minore o Epilobio a fiori piccoli, è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Oenotheraceae. Questa pianta presenta steli eretti e può raggiungere un&#8217;altezza massima di 2 metri. Le foglie sparse sono oblunghe lanceolate o ellittiche e mancano del picciolo (ovvero sono sessili); &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<strong>Epilobio</strong>, chiamato anche con il nome di <strong>garofanino di bosco</strong>, <strong>Garofanino minore o Epilobio a fiori piccoli,</strong> è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle <em>Oenotheraceae</em>. Questa pianta presenta steli eretti e può raggiungere un&#8217;altezza massima di 2 metri. Le foglie sparse sono oblunghe lanceolate o ellittiche e mancano del picciolo (ovvero sono sessili); disposte a spiga, sono caratterizzate da nervature circolari che non terminano sui bordi. I fiori si presentano in grappoli che crescono, di fatto, sul baccello del seme, di un colore che va dal rosso porpora al magenta. In alto, una capsula lineare rosso scuro libera, aprendosi, rilascia centinaia di semi, favorendo così l&#8217;inseminazione. L&#8217;epilobio si riproduce anche attraverso le radici.</p>
<p>L’epilobio si trova molto spesso in terreni umidi e leggermente calcarei, su campi e pascoli caratterizzati dalla terra bruciata, da cui deriva il suo nome inglese “fireweed” erba di fuoco, dato che questa pianta officinale tende a crescere in boschi nei periodi successivi ad un incendio. Alle volte sono stati ritrovate crescite spontanee in città, in terreni appena puliti dai rifiuti di edifici demoliti.</p>
<p>Il nome epilobio deriva dalle parole greche &#8220;epi&#8221;, che significa &#8220;sopra&#8221;, e &#8220;lobos&#8221;, che significa &#8220;baccello&#8221;. Tale nome fa riferimento alla particolare conformazione dell’apparato riproduttivo femminile. Si tratta di una pianta di una certa importanza dal punto di vista storico-botanico in quanto nel 1973 il botanico Sprengel, osservandola, fu il primo a capire che l’impollinazione delle piante era effettuata dagli insetti.</p>
<p>L’<em>Epilobium angustifolium</em> è una pianta usata in diverse parti del mondo dalla medicina tradizionale per il trattamento di numerosi disturbi; le si attribuiscono <strong>proprietà antiossidante, antinfiammatoria, antiproliferativa, astringente, antibatterica</strong>.</p>
<p>L&#8217;epilobio contiene principalmente <strong>tannini, flavonoidi, fitosteroli, mucillagini, vitamina C, pro-vitamina A</strong>. L&#8217;analisi fitochimica ha evidenziato, in particolare, la presenza di tre classi di composti polifenolici: flavonoidi, acidi fenolici ed <strong>ellagitannini</strong>; tra questi ultimi, l&#8217;<strong>enoteina B </strong>appartiene è il maggior contributore all&#8217;attività biologica degli estratti, avendo la  capacità di inibire la proliferazione delle cellule epiteliali prostatiche, la secrezione di PSA e l&#8217;attività dell&#8217;arginasi. Inoltre, uno dei principi attivi dell&#8217;epilobio, il <strong>miricetolo-3-0-beta-D-glucuronide</strong>, ha la particolarità di <strong>inibire la liberazione di prostaglandine responsabili dell’azione infiammatoria</strong>.</p>
<p>L&#8217;epilobio deve le sue <strong>proprietà antinfiammatorie</strong> grazie anche alla presenza di un numero elevato di flavonoidi, soprattutto derivati di <strong>kampferolo</strong>, nella sua composizione. Sono presenti anche fitosteroli (<strong>β-sitostirolo</strong>) e <strong>derivati dell’acido gallico e dell’acido tannico</strong>; sono state rilevate anche mucillagini, pectine, sali organici e un olio etereo.</p>
<p>Grazie alla sua azione antiflogistica, l&#8217;epilobio interviene nel <strong>trattamento delle iperplasie benigne della prostata e, in generale, dei disturbi del sistema urinario correlati</strong>.</p>
<p>Estratti di radici, foglie e fiori, hanno dimostrato che tutti e tre posseggono la capacità di catturare i radicali liberi (<strong>azione scavanger</strong>) che può essere sfruttata sia internamente che esternamente (come creme e lozioni). L’estratto totale della pianta ha dimostrato di avere proprietà antibatteriche. Poiché contiene dei tannini, questa pianta <strong>può anche combattere le infezioni e ridurre le emorragie</strong>, in particolare nei casi di ciclo mestruale eccessivamente abbondante. Questi componenti consentono anche di drenare le secrezioni in eccesso, di distendere i tessuti molli e riparare quelli danneggiati, da cui l&#8217;utilità dell&#8217;epilobio in affezioni come le diarree e le irritazioni cutanee (compreso l&#8217;eczema).</p>
<p>In antichità, i nativi americani raccoglievano i giovani germogli dell’epilobio che venivano poi mescolati alla verdura cruda e consumati come pasto principale dato che, se prelevati durante le prime fasi della loro vita, <strong>i fiori dell’epilobio sono un’ottima fonte di vitamina C e pro-vitamina A</strong>, mentre il gambo della pianta veniva comunemente impiegata per preparare un unguento applicabile su tagli e ferite, facendo fuoriuscire il pus infetto e permettendo la rimarginazione della zona.</p>
<p>Nei paesi del Nord Europa si consumano i giovani germogli o il midollo dei fusti cotti o crudi. Grazie al loro gusto gradevole e zuccherino, i fiori possono essere utilizzati per preparare bevande sostitutive del tè.</p>
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		<title>Fragolina di bosco &#124; Fragaria vesca</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/fragolina-di-bosco-fragaria-vesca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Sep 2022 13:48:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[Piccoli frutti]]></category>
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		<category><![CDATA[ellagitannini]]></category>
		<category><![CDATA[erba medicinale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le fragole sono i frutti di specie appartenenti alla famiglia delle Rosacee, genere Fragaria (ad esempio Fragaria vesca, Fragaria ananassa e Fragaria virginiana). Attualmente ne sono note più di 600 varietà, diverse per dimensioni, consistenza e sapore, coltivate nelle aree temperate di tutto il mondo. La fragola di bosco (Fragaria vesca) è una pianta erbacea &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le <strong>fragole</strong> sono i frutti di specie appartenenti alla famiglia delle Rosacee, genere <em>Fragaria</em> (ad esempio <em>Fragaria vesca</em>, <em>Fragaria ananassa</em> e <em>Fragaria virginiana</em>). Attualmente ne sono note più di 600 varietà, diverse per dimensioni, consistenza e sapore, coltivate nelle aree temperate di tutto il mondo.</p>
<p>La <strong>fragola di bosco</strong> (<em>Fragaria vesca</em>) è una pianta erbacea che cresce spontanea nei sottoboschi italiani ed è coltivata per i suoi frutti: piccole fragole dal profumo molto intenso. <strong>Si distingue dalle varietà ibride coltivate</strong> di Fragaria per il fatto che il frutto è piccolo e morbido (da cui il nome <em>vesca</em> che in latino significa molle). Secondo alcune fonti, il nome generico era già usato ai tempi di Plinio il Vecchio e sembra derivare dalla radice sanscrita “<em>ghra</em>” alludendo alla fragranza del frutto, o dal latino “<em>fragrans</em>”; il nome specifico deriva dal latino “<em>vescus</em>” (molle, gracile, piccolino).</p>
<p>Le foglie riunite alla base in piccoli ciuffi, sono trifoglie e dentellate. I piccoli fiori bianchi da 4 a 6 petali fioriscono in tutto il periodo da aprile a luglio, talvolta le piante rifioriscono nuovamente in autunno. Il frutto apparente si presenta globoso, cm un diametro di circa 2 cm e di un bel colore rosso scarlatto; in realtà si tratta di un &#8220;falso frutto&#8221; esito del rigonfiamento del ricettacolo floreale prodottosi conseguentemente alla fecondazione del fiore; questa struttura sferoide porta sulla sua superficie numerosi piccoli acheni neri, che altro non sono che il frutto vero e proprio.</p>
<p>Pianta ubiquitaria, cresce nel sottobosco, in boschi radi, scarpate. Si trova quasi in tutta Europa. Preferisce un suolo fresco, piuttosto acido ed un&#8217;esposizione soleggiata o di mezz&#8217;ombra. In Italia la stagione delle fragole inizia ad aprile e termina a giugno</p>
<p>Le fragole possono essere consumate <strong>fresche</strong>, al naturale condite con limone, zucchero, panna o gelato, vino o in macedonia. In pasticceria vengono utilizzate per guarnire dolci, crostate, per fare marmellate, gelatine, sciroppi e gelati. Può essere usata nella preparazione di risotti e salse agrodolci mentre le foglie di fragola di bosco, servono per insaporire alcune preparazioni a base di carne. La produzione di fragole è anche destinata alla produzione di liquori. Con l&#8217;infuso di foglie si produce una bevanda gradevolissima dall&#8217;intenso sapore e profumo.</p>
<p>Le fragole <strong>contengono pochi zuccheri, ricche di potassio, calcio e fosforo, magnesio, cloro, zolfo, iodio e bromo, tracce di vitamine del gruppo B e di vitamina A, buone quantità di vitamina C, fibre, acidi organici, polifenoli</strong> (ottimi antiossidanti).</p>
<p>I <strong>principi attivi</strong> contenuti nella pianta sono <strong>glucosidi, flavonoidi, tannini, mucillagini, acido salicilico, vitamina C e sali potassici, iodio, ferro, calcio</strong>. Le fragole possono inoltre essere una fonte di <strong>omega 3</strong>, vitamina B6, folati, iodio, rame, manganese e numerosi fitonutrienti, tra cui <strong>antocianine, ellagitannini, favonoli, terpenoidi e acidi fenolici</strong>. Non contengono glutine.</p>
<p>100 g di fragole apportano <strong>27 Calorie</strong> ripartite come segue: 74% carboidrati, 13% proteine, 13% lipidi. In particolare, apportano: 54 mg di vitamina C: 0,5 mg di niacina, 0,04 mg di riboflavina, 0,02 mg di tiamina, 160 mg di potassio, 35 mg di calcio, 28 mg di fosforo, 2 mg di sodio, 0,8 mg di ferro.</p>
<p>Come <strong>erba medicinale</strong> la fragola di bosco può essere impiegata per alleviare <strong>disturbi gastrointestinali</strong>. Viene usata come <strong>astringente intestinale, antinfiammatorio, ipotensivo, diuretico, antigottoso, rinfrescante</strong> e quindi consigliata in modo particolare nel trattamento della diarrea, pelle e mucose arrossate, ematuria, ittero. Le sono attribuite proprietà depurative e diuretiche. È indicata nelle infiammazioni del cavo orale.</p>
<p>Tra i possibili benefici quelli attribuibili alle proprietà antiossidanti e antinfiammatorie (prevenzione del rischio cardiovascolare e tumorale, come il tumore al seno, alla cervice, al colon e all’esofago; azione anti-invecchiamento sia a livello fisico che cognitivo). Inoltre il consumo di fragole è stato associato a un miglior controllo dei livelli di zuccheri nel sangue, e quindi potrebbe aiutare a prevenire il diabete di tipo 2. Possono ritornare utili in caso di reumatismi, malattie da raffreddamento, gotta, ipertensione, ritenzione di liquidi, calcoli renali, malattie epatiche, arteriosclerosi. Possono entrare nella dieta dei diabetici, perché lo zucchero che contengono è per lo più <strong>levulosio</strong>. Secondo alcuni studi pare che il succo puro di fragola sia in grado di distruggere il virus dell&#8217;<em>Herpes Simplex </em>e altri microrganismi infettivi (applicare una fragola tagliata in due sulle vescichette).</p>
<p>La polpa dei suoi frutti schiacciati viene applicata con <strong>maschere</strong> finalizzate a schiarire zone epidermiche fortemente pigmentate e melaminiche, o anche per trattare gli eritemi dovuti ad eccessi nell&#8217;esposizione solare.</p>
<p>Le fragole sono controindicate in caso di ulcera gastroduodenale, gastroenterocoliti; nelle persone predisposte possono scatenare reazioni allergiche (dermatosi, prurito, orticaria).</p>
<p>Le fragole possono interferire con i farmaci anticoagulanti e antiaggreganti.</p>
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