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	<title>conservazione degli alimenti Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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		<title>Sprecare è come rubare il cibo ai poveri!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Sep 2024 09:40:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Da sapere]]></category>
		<category><![CDATA[conservazione degli alimenti]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[Rapporto Waste Watcher]]></category>
		<category><![CDATA[spreco alimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo spreco alimentare in Italia resta un grande scandalo, anche morale: «È come rubare il cibo ai poveri» ha detto Papa Francesco. Purtroppo, ed è ancor più grave, lo spreco maggiore di cibo si verifica in casa, e spesso non ci se ne rende neanche conto. Eppure basterebbero un po&#8217; di accortezza e poche regole &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo spreco alimentare in Italia resta un grande scandalo, anche morale: «È come rubare il cibo ai poveri» ha detto Papa Francesco. Purtroppo, ed è ancor più grave, lo spreco maggiore di cibo si verifica in casa, e spesso non ci se ne rende neanche conto. Eppure basterebbero un po&#8217; di accortezza e poche regole per ridurlo sensibilmente, come quelle riportate in questo portale web, ad esempio all’indirizzo</p>
<ul>
<li><a href="https://www.amaperbene.it/come-ridurre-gli-sprechi-alimentari/"><strong>Come ridurre gli sprechi alimentari</strong></a></li>
<li><a href="https://www.amaperbene.it/lo-spreco-alimentare-un-inaccettabile-paradosso/"><strong>Lo spreco alimentare un inaccettabile paradosso</strong></a></li>
</ul>
<p>Certamente può essere utile seguire suggerimenti quali:</p>
<ol>
<li>Comprare solo le quantità di cibo di cui si ha bisogno, preferendo gli alimenti sfusi a quelli preconfezionati.</li>
<li>Non servire porzioni troppo abbondanti; chi vuole potrà servirsi una seconda volta.</li>
<li>Conservare correttamente gli alimenti, congelare il cibo fresco o gli avanzi prima che si rovinino, confezionandoli in piccole quantità.</li>
<li>Riutilizzare gli avanzi cerando nuove ricette.</li>
<li>Non buttare via il cibo troppo maturo o ammaccato; se non è possibile utilizzarlo, trasformarlo in cibo per il giardino attraverso il compostaggio.</li>
<li>Compilare una lista per pianificare i menù tenendo sotto controllo quello che è il reale fabbisogno e quello c’è nel frigo.</li>
<li>Verificare che il frigo faccia il suo lavoro, che sia intatto e che la temperatura segnata sia reale.</li>
<li>Creare una rotazione degli alimenti nel frigo, spostando in avanti quelli più vecchi.</li>
<li>Adoperarsi per eliminare il &#8220;packaging non necessario&#8221; (meno imballaggi, meno contenitori, meno carte, ecc.)</li>
<li>Leggere attentamente le etichette</li>
</ol>
<p>Per combattere davvero lo spreco non bastano più le denunce e le intenzioni ma servono iniziative individuali e collettive molto concrete.</p>
<p><strong>Punti chiave</strong></p>
<ol>
<li>Secondo i dati preoccupanti del <em>Food waste index report 2024</em>, <strong>nel 2022 un miliardo di tonnellate di cibo è andato sprecato</strong> a livello mondiale, pari al 19% del totale, mentre 783 milioni di persone soffrono la fame e un terzo della popolazione globale si trova in una situazione di insicurezza alimentare (“tragedia globale”). Il 60% dello spreco alimentare avviene a livello domestico.</li>
<li><strong>Sprecare cibo contribuisce in maniera consistente all&#8217;inquinamento globale.</strong></li>
</ol>
<p>Lo spreco alimentare non significa solo spreco di denaro, ma è sempre più riconosciuto come un peso per l&#8217;ambiente, perché il cibo sprecato finisce nelle discariche dove si decompone e genera metano, un potente gas serra.</p>
<p>Secondo la <em>World organization for international relations</em> (Woir) lo spreco di cibo è responsabile di 4,8 miliardi di tonnellate di gas serra emessi nell&#8217;atmosfera, per un consumo di acqua di 180 miliardi di metri cubi.</p>
<ol start="3">
<li>Avere sempre in mente che quando il cibo viene sprecato, lo stesso vale per tutte le risorse impiegate per produrlo, come acqua, terra ed energia. È anche cibo che avrebbe potuto essere <strong>destinato a una famiglia che soffre di insicurezza alimentare</strong>, o a coloro che non hanno un accesso affidabile a cibo economico e nutriente</li>
<li><strong>Non mancano gli esempi di buone pratiche</strong>.</li>
</ol>
<p>Premiare i cittadini “virtuosi” o, piuttosto, semplicemente forniti di un buon senso civico, ad esempio, potrebbe essere un sano principio di buona amministrazione: <strong>chi sporca meno, paga meno</strong>.</p>
<p>Ci sono Comuni dove già esistono riduzioni di imposte sui rifiuti, bonus per la spesa e per la benzina, e perfino sconti sulle bollette energetiche, per le famiglie che producono meno immondizia e la smaltiscono correttamente. Purtroppo, sono delibere di amministrazioni concentrate nelle regioni del Nord, dall’Alto Adige al Veneto, e del Centro, dall’Emilia alla Toscana. Questa, invece, deve diventare una prassi nazionale che trasformerebbe la lotta allo spreco alimentare anche in un’opportunità di risparmi nei budget domestici.</p>
<ol start="5">
<li><strong>In Italia l’incremento dello spreco alimentare a livello domestico è preoccupante.</strong></li>
</ol>
<p>I dati del Rapporto Internazionale Waste Watcher 2024 segnalano che nel 2024 <strong>lo spreco di prodotti alimentari in Italia è aumentato</strong> facendo registrare una crescita del 45,6%: ogni settimana finiscono nel bidone della spazzatura 683,3 grammi di cibo pro capite (rispetto ai 469,4 grammi rilevati nell’agosto 2023).</p>
<p>Nella “top five” dei <strong>cibi più sprecati</strong> troviamo <strong>frutta fresca</strong> (27,1 g), <strong>verdure</strong> (24,6 g), <strong>pane fresco</strong> (24,1 g), i<strong>nsalate</strong> (22,3 g), <strong>cipolle/aglio/tuberi</strong> (20 g), prodotti fondamentali della Dieta Mediterranea.</p>
<p>Tra le cause che hanno determinato l’aumento dello sperpero alimentare nel nostro Paese, infatti, si possono evidenziare alcuni <strong>elementi critici</strong> indipendenti dal comportamento dei singoli, ma individuabili proprio <strong>nella scarsa qualità dei prodotti acquistati</strong>. Il 42% delle risposte individua la causa dello spreco familiare nel fatto di dover buttare la frutta e la verdura conservata nelle celle frigo perché una volta portata a casa va subito a male. O ancora il 37% sostiene di buttare via gli alimenti perché i cibi venduti sono già vecchi. Elementi critici si riscontrano anche nel <strong>comportamento dei consumatori. Più di un terzo degli italiani (37%) dimenticano gli alimenti in frigorifero e nella dispensa</strong> lasciando che si deteriorino, solo il 23% è disposto a programmare i pasti settimanali, inoltre il 75% non è disposto o non è capace di rielaborare gli avanzi in modo creativo per evitare di gettarli; Il 29% si affida a ricette creative per non sprecare gli avanzi e l’11% dona il cibo cucinato in eccesso.</p>
<p>Per quanto attiene le regioni che sprecano più cibo in Italia, il Nord butta 534,1 g di cibo (-11% del valore medio nazionale), il Centro 744,0 g (+9%) e il Sud 747,5 g (+9%).</p>
<p>“Come ogni anno – ha commentato il presidente di Federalimentare Paolo Mascarino – il rapporto dell’Osservatorio internazionale Waste Watcher offre una serie di spunti molto interessanti per migliorare la sostenibilità del sistema agroalimentare, a partire dal contrasto allo spreco alimentare. In particolare, dal confronto con i Paesi del G7 emerge chiaramente l’importanza delle politiche pubbliche a sostegno di campagne informative. Mentre, per l’Italia, <strong>emerge ulteriormente la necessità di promuovere l’educazione alimentare nelle scuole</strong>, affinché le famiglie possano apprezzare il valore di un’alimentazione sana e sostenibile basata su prodotti alimentari di qualità. In questo percorso virtuoso, l’industria alimentare italiana continuerà a fare la sua parte”.</p>
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