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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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	<title>cloro Archivi - amaperbene.it</title>
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		<title>E&#8217; il cloro a “orchestrare”&#8217; il dialogo fra i neuroni</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/e-il-cloro-a-orchestrare-il-dialogo-fra-i-neuroni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jan 2024 16:13:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pillole di Conoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[cloro]]></category>
		<category><![CDATA[neuroni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; il cloro a “orchestrare”&#8217; il dialogo fra i neuroni A scoprire il ruolo del cloro è il gruppo di ricercatori coordinati da Andrea Barberis, all&#8217;interno dell&#8217;Unità di Synaptic Neuroscience del Dipartimento di Neuroscience and Brain Technologies (Nbt) dell&#8217;Istituto italiano di tecnologia di Genova. Il team ha studiato ciò che avviene dietro le quinte della &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>E&#8217; il cloro a “orchestrare”&#8217; il dialogo fra i neuroni<br />
</strong></p>
<p>A scoprire il ruolo del cloro è il gruppo di ricercatori coordinati da Andrea Barberis, all&#8217;interno dell&#8217;Unità di Synaptic Neuroscience del Dipartimento di Neuroscience and Brain Technologies (Nbt) dell&#8217;Istituto italiano di tecnologia di Genova.</p>
<p>Il team ha studiato ciò che avviene dietro le quinte della comunicazione tra sinapsi, individuando proprio nel cloro un messaggero intracellulare che determina l&#8217;avvicendamento di tipi diversi di recettori inibitori, regolando di conseguenza i livelli di attività elettrica del sistema nervoso centrale. Un risultato che “pone le basi per future soluzioni farmacologiche di malattie del cervello, quali per esempio autismo ed epilessia”.</p>
<p>Il gruppo di Barberis ha dimostrato che il cloro non agisce solo come inibitore e polarizzatore della cellula, caricandola elettricamente, ma anche come orchestratore dei recettori: la sua presenza intracellulare induce un cambiamento nel tipo di recettori Gaba.</p>
<p>Il Gaba è uno dei più importanti neurotrasmettitori con funzione inibitoria presenti nell&#8217;organismo e, insieme a quelli neurotrasmettitori inibitori ed eccitatori, garantisce il corretto funzionamento del sistema nervoso. E&#8217; presente all&#8217;interno delle sinapsi in due sottotipi principali, uno che controlla il rilascio di correnti rapide e costanti nei circuiti neurali (come se scandisse un orologio interno, è il Gaba-a1), un altro che interviene nella modulazione di correnti lente e più influenzabili dall&#8217;ambiente biochimico circostante (è il Gaba-a3).  Quando un neurone bersaglio riceve il neurotrasmettitore Gaba-a, innesca processi di accumulo di carica elettrica negativa, aprendo lungo la membrana canali di passaggio per ioni di cloro. Tale accumulo porta la cellula in una situazione di stasi elettrica, cioè di inibizione del segnale neurale. La presenza di cloro induce un cambiamento del tipo di recettore Gaba, modificando di conseguenza il comportamento elettrico della cellula; il nuovo tipo di recettore instaurerà un&#8217;attività elettrica più lenta, che interferisce con l&#8217;orologio interno, scandito fino ad allora dal neurone e da tutta la rete ad essa collegato.</p>
<pre>Succol F, Fiumelli H, Benfenati F, Cancedda L, Barberis A.<strong> Intracellular chloride concentration influences the GABAA receptor subunit composition.</strong> Nat Commun. 2012 Mar 13;3:738. doi: 10.1038/ncomms1744.</pre>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Sali minerali, macro, micro, oligo-elementi</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/sali-minerali-macro-micro-oligo-elementi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Sep 2023 08:42:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vitamine e sali minerali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>MACROELEMENTI  Sono i sali minerali presenti nell&#8217;organismo in quantità discrete, ma sempre piccole, dell&#8217;ordine al massimo di qualche grammo. Fanno parte di questa classe il calcio, il fosforo, il magnesio, il sodio, il potassio, il cloro e lo zolfo. Calcio (Ca) Il calcio è il minerale maggiormente presente nel nostro organismo; mediamente, la sua concentrazione &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/sali-minerali-macro-micro-oligo-elementi/">Sali minerali, macro, micro, oligo-elementi</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>MACROELEMENTI  </strong></p>
<p><strong><a href="https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/08/saliminerali.jpg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-27767 size-medium" src="https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/08/saliminerali-300x247.jpg" alt="" width="300" height="247" srcset="https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/08/saliminerali-300x247.jpg 300w, https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/08/saliminerali.jpg 394w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></strong>Sono i sali minerali presenti nell&#8217;organismo in quantità discrete, ma sempre piccole, dell&#8217;ordine al massimo di qualche grammo. Fanno parte di questa classe il calcio, il fosforo, il magnesio, il sodio, il potassio, il cloro e lo zolfo.</p>
<ul>
<li><strong>Calcio (Ca)</strong></li>
</ul>
<p>Il calcio <strong>è il minerale maggiormente presente nel nostro organismo; mediamente, la sua concentrazione nell’adulto corrisponde a 900-1300 grammi, di cui il 99% è situato nelle ossa (98%) e nei </strong>denti (1%); il restante 1% si trova all&#8217;interno delle cellule, nei liquidi organici e nel plasma, dove la concentrazione ammonta a 9-11 mg/100ml.</p>
<p><strong>Il calcio è un minerale essenziale non solo per la formazione e il buon mantenimento dello scheletro, ma anche per la contrazione muscolare </strong>(compreso il muscolo cardiaco), la coagulazione sanguigna, la trasmissione degli impulsi nervosi, la regolazione della permeabilità cellulare e l&#8217;attività di numerosi enzimi.<strong> Inoltre, interviene nella secrezione di alcuni importanti ormoni, nel trasferimento dell’informazione genetica e nel metabolismo.  </strong></p>
<p>Gli alimenti che contengono la maggiore quantità di calcio sono il latte e derivati, uova, legumi e pesci;<strong> la maggior parte del calcio contenuto negli alimenti di origine vegetale (spinaci, cavoli, erbette, etc.) non viene assorbito dal nostro corpo</strong>.</p>
<p>Il <strong>fabbisogno giornaliero</strong> <strong>medio</strong> per gli adulti è di circa 800-1000 mg; valori più elevati si hanno negli anziani (1000 mg), negli adolescenti e nelle donne in gravidanza o allattamento (1200 mg).</p>
<p><strong>Una sua carenza, specie se durante l’età dello sviluppo, può influenzare negativamente la formazione fisiologica dello scheletro e, in età adulta, aumentare il rischio di malattie importanti come l’osteoporosi </strong>e crisi tetaniche. Al contrario, le sindromi da eccesso provocano sintomi quali nausea, vomito, stato confusionale e sonnolenza.</p>
<ul>
<li><strong>Fosforo (P)</strong></li>
</ul>
<p><strong>E’ il costituente fondamentale del tessuto osseo, infatti agisce in sinergia con il calcio. </strong></p>
<p>La quantità di fosforo totale presente nell&#8217;organismo corrisponde a circa l&#8217;1% del peso corporeo; l&#8217;85% del quale si trova in ossa e denti, il 10% nel tessuto muscolare, l&#8217;1% nel cervello come fosfolipidi e la parte restante è presente nel sangue (tampone fosfato).</p>
<p>Il fosforo svolge un compito fondamentale nella costruzione delle proteine e nello sfruttamento energetico degli alimenti: è infatti parte integrante di numerose molecole biologiche fondamentali, fra cui l&#8217;ATP coinvolta nel trasferimento di energia nei sistemi biologici, oltre a partecipare attivamente alla formazione delle molecole di RNA e DNA.</p>
<p>È raro essere affetti da carenza di fosforo, perché moltissimi alimenti ne contengono discrete quantità: latte, formaggio, carne, pesce e legumi ne sono particolarmente ricchi.</p>
<p>Il <strong>fabbisogno giornaliero</strong> di fosforo è pari a quello di calcio, ovvero per gli adulti è di circa 800 mg; 1000 mg negli anziani e 1200 mg negli adolescenti e nelle donne in gravidanza o allattamento.</p>
<p>Le eventuali carenze da fosforo sono generalmente dovute a sostanze presenti negli alimenti che ne ostacolano l&#8217;assorbimento, oppure ad antiacidi usati a scopo terapeutico. In questo caso i sintomi osservati sono debolezza, demineralizzazione delle ossa, anoressia e malessere. Al contrario le sindromi da eccesso provocano ipocalcemia, calcificazione e ossificazione dei tessuti molli.</p>
<ul>
<li><strong>Magnesio</strong> (Mg)</li>
</ul>
<p>Il magnesio è necessario per la costituzione dello scheletro, <strong>la corretta funzione muscolare e nervosa, </strong>il metabolismo dei grassi e per la sintesi proteica; <strong>rinforza lo smalto dei denti e coopera al mantenimento del tessuto osseo</strong>. Il 70% del magnesio presente in un organismo è localizzato nelle ossa.</p>
<p><strong>Il magnesio è presente in quasi tutti gli alimenti, ma quelli in cui è maggiormente contenuto sono i legumi, la frutta secca a guscio (noci, nocciole, mandorle, etc.), i cereali integrali e </strong>dal momento che il magnesio è un costituente essenziale della clorofilla, tutti i vegetali <strong>a foglia verde. </strong></p>
<p>Il <strong>fabbisogno giornaliero</strong> di questo minerale è generalmente assunto con la dieta perché il magnesio è largamente diffuso in molti alimenti. I valori di assunzione consigliati sono pari a 250-350 mg al giorno per adulti e anziani e 450 mg per le donne in gravidanza e allattamento.</p>
<p><strong>I casi di carenza di questo minerale sono molto rari e i pochi riscontrati sono dovuti ad un insufficiente apporto con la dieta come </strong>in individui alcolizzati e in pazienti sottoposti a intervento chirurgico. I sintomi sono anoressia, vomito, aumento dell&#8217;eccitabilità muscolare,<strong> alterazioni del metabolismo del calcio, del sodio, del potassio e mancato assorbimento della vitamina D, che a sua volta comporta debolezza muscolare e alterata funzionalità cardiaca.  </strong></p>
<p>Al contrario sindromi da eccesso provocano la depressione del sistema nervoso centrale con disturbi all&#8217;attività cardiaca e respiratoria.</p>
<ul>
<li><strong>Potassio (K)</strong></li>
</ul>
<p>Il potassio è presente in forma di ione principalmente all&#8217;interno delle cellule, ma anche nei liquidi extracellulari, dove influenza l&#8217;attività dei muscoli scheletrici e del miocardio. In particolare regola l&#8217;eccitabilità neuromuscolare, l&#8217;equilibrio acido-base, la ritenzione idrica e la pressione osmotica.</p>
<p><strong>Gli alimenti più ricchi di potassio sono frutta (banane, </strong>albicocche,<strong> kiwi), verdura (spinaci, cipolle, cetrioli) e la carne fresca. Un buon quantitativo lo si può trovare anche nei legumi e nella frutta secca. </strong></p>
<p>Il <strong>fabbisogno giornaliero</strong> medio è di circa 3 grammi.</p>
<p><strong>Un insufficiente apporto alimentare di potassio, o eccessive perdite del minerale per via gastroenterica (vomito prolungato, diarrea), possono portare a </strong>carenza che si manifesta con debolezza muscolare, aritmie, tachicardia, stati confusionali e sonnolenza<strong>, ileo paralitico (ossia occlusione intestinale), intolleranza ai carboidrati. </strong></p>
<p>La sindrome da eccesso comporta invece astenia, crampi muscolari, ipotensione e bradicardia, fino ad arrivare all&#8217;arresto cardiaco nei casi più gravi.</p>
<ul>
<li><strong>Sodio (Na)</strong></li>
</ul>
<p>Il sodio, contenuto nel sangue e nei liquidi intracellulari, è il regolatore fondamentale della permeabilità delle membrane cellulari e dei liquidi corporei per cui è coinvolto nel mantenimento della omeostasi cellulare (cioè il processo attraverso il quale tutte le funzioni del nostro organismo restano in equilibrio tra di loro), regola il bilancio idro-elettrico e la pressione arteriosa.</p>
<p>È contenuto soprattutto nel sale da cucina (che costituisce <strong>il 50% circa dell’assunzione giornaliera di sodio; si ricorda che 1 g di sale contiene mediamente 0,40g di sodio)</strong>, ma ne sono ricchi anche i formaggi e la maggior parte degli alimenti conservati (<strong>prosciutto crudo, </strong>salumi, insaccati, ecc.); discrete quantità <strong>si possono trovare anche nel pane, nei cereali da prima colazione, nei biscotti e nei prodotti confezionati in genere (attenti alle “fonti nascoste” di sale), mentre gli alimenti naturalmente più poveri di sale sono la frutta e la verdura.</strong></p>
<p>Le dosi giornaliere consigliate non superano i 4-6 grammi.</p>
<p><strong>Una carenza di sodio può verificarsi solo in condizioni patologiche</strong><strong>. </strong>La carenza di sodio provoca anoressia, nausea e vomito. I casi di carenza grave possono portare addirittura a coma e decesso del paziente.</p>
<p><strong>Più diffusa è invece una sua assunzione eccessiva con l’alimentazione, che aumenta il rischio di ipertensione e patologie cardiovascolari correlate, oltre che di alcuni tumori dell’apparato digerente. </strong></p>
<p><strong>I livelli di assunzione giornaliera raccomandati per gli adulti (maschi o femmine 18-59 anni) sono di  2 g, al di sopra dei 60 anni il valore si abbassa a 1,2 g al giorno.</strong></p>
<ul>
<li><strong>Cloro (Cl)</strong></li>
</ul>
<p>Il cloro si trova combinato soprattutto con sodio. <strong>Il maggior apporto di cloro è infatti dato dal cloruro di sodio (sale da cucina) che, essendo utilizzato in quasi tutte le preparazioni, garantisce il soddisfacimento del suo fabbisogno scongiurando eventuali stati di carenza.</strong></p>
<p>Disciolto in acqua, invece, forma acido cloridrico, la sostanza che si trova nel succo gastrico e che è coinvolta nella digestione delle proteine. Come il sodio, il cloro regola il bilancio idrico, la pressione osmotica e l&#8217;equilibrio acido-base.</p>
<p>Sono in particolare i pesci di acqua salata a contenere discrete quantità di questo minerale, oltre al sale da cucina.</p>
<p>Il fabbisogno giornaliero oscilla tra gli 0.9 e i 5.3 grammi, che vengono assunti con il normale uso di sale da cucina.</p>
<p>La carenza di cloro causa crampi muscolari, apatia mentale e anoressia, mentre l&#8217;eccesso di cloro provoca vomito.</p>
<ul>
<li><strong>Zolfo </strong>(S)</li>
</ul>
<p>Lo zolfo è presente in quasi tutti i tessuti dell&#8217;organismo, ma è indispensabile principalmente per la formazione di cartilagini, peli, capelli e unghie.</p>
<p>Si trova soprattutto in due aminoacidi chiamati per questo solforati (metionina e cisteina) e in tre vitamine: tiamina, biotina e acido pantotenico.</p>
<p>È difficile riscontrare carenze da zolfo se la dieta contiene quantità adeguate di proteine animali: è per questo che non è stato stabilito uno specifico valore per il fabbisogno di questo minerale. È invece provato che l&#8217;assunzione eccessiva di aminoacidi solforati causa problemi di sviluppo fisico e una crescita scarsa.</p>
<p><strong>MICROELEMENTI o OLIGOELEMENTI</strong></p>
<p>Sono i minerali che, pur presenti nel nostro organismo solo in piccole quantità o addirittura in minime tracce, svolgono funzioni biologiche importanti. Si possono suddividere in:</p>
<ul>
<li>essenziali, la cui carenza compromette funzioni fisiologiche vitali (ferro, rame, zinco, fluoro, iodio, selenio, cromo, cobalto);</li>
<li>probabilmente essenziali (manganese, silicio, nichel, vanadio):</li>
<li>potenzialmente tossici, in quanto possono provocare gravi danni all&#8217;organismo se presenti ad alte concentrazioni,</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Ferro (Fe)</strong></li>
</ul>
<p>L&#8217;organismo umano adulto contiene in genere 3.5-4 grammi di ferro così distribuiti: il 65% nell&#8217;emoglobina, il 10% nella mioglobina, il 20-25% nel fegato, nella milza e nel midollo osseo; <strong>è infatti il costituente di molte proteine (tra cui l’emoglobina che forma i globuli rossi) ed enzimi. Indispensabile per il trasporto e l’utilizzazione dell’ossigeno nell’organismo.</strong></p>
<p><strong>Gli alimenti naturalmente più ricchi in ferro sono le frattaglie (es: fegato), le carni (specie quelle rosse), il pesce e le uova. Buone quantità di questo minerale, ma con una minor biodisponibilità, si possono trovare invece nei legumi secchi (fagioli, piselli, lenticchie), nella frutta secca, nei cereali (specialmente quelli integrali) e nelle verdure a foglia (preferibilmente da condire con vitamina C per assorbire più ferro). Però i</strong>l ferro assunto da alimenti come pesce, carne e alcuni vegetali è <strong>ferro emico</strong> (<strong>più biodisponibile</strong>), mentre quello assunto da uova e prodotti lattiero caseari è <strong>ferro non emico</strong> (più difficilmente metabolizzabile).</p>
<p>I valori consigliati di assunzione <strong>giornaliera</strong> sono pari a 10 mg al giorno per adulti maschi e anziani e a 18 mg per le donne durante tutto il periodo dell&#8217;età fertile.</p>
<p>Un deficit alimentare di ferro incide in primo luogo sulle scorte depositate nel fegato, nella milza e nel midollo osseo: solo successivamente provoca la diminuzione della concentrazione media di emoglobina. La carenza di ferro provoca astenia, <strong>pallore, </strong>affaticabilità, facilità a contrarre infezioni e anemia<strong> sideropenica</strong>. L&#8217;eccesso di ferro provoca invece danni agli organi in cui si accumula.</p>
<ul>
<li><strong>Iodio (I)</strong></li>
</ul>
<p>La maggior parte dello iodio presente nell&#8217;organismo umano è localizzata nella tiroide: lo iodio costituisce infatti l&#8217;elemento essenziale per la sintesi della tiroxina, ormone prodotto dalla ghiandola tiroidea; quindi <strong>la sua funzione principale è promuovere la corretta funzione della ghiandola tiroidea. </strong></p>
<p><strong>I prodotti della pesca, in particolare i molluschi, e le alghe sono gli alimenti che contengono maggiori concentrazioni di iodio, presente invece in minor quantità nel latte e derivati, nelle uova e nei cereali. </strong></p>
<p><strong>Il sale iodato è la soluzione proposta dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per eradicare i disordini da carenza iodica. Un’insufficiente assunzione di iodio nella dieta può causare gozzo, astenia, intolleranza al freddo e bradicardia. Nell’infanzia, un deficit di questo minerale può avere molteplici effetti dannosi sull’accrescimento e sullo sviluppo cerebrale. I livelli di assunzione giornaliera raccomandati per gli adulti sono di 150 µg (uomini e donne).</strong></p>
<ul>
<li><strong>Rame (Cu)</strong></li>
</ul>
<p>Nell&#8217;organismo di un individuo adulto sono presenti circa 100 mg di rame, concentrati soprattutto in fegato, cervello, reni e cuore. Il rame ha un ruolo essenziale<strong>: è coinvolto nel metabolismo del ferro, promuove la formazione del tessuto connettivo ed è implicato nei meccanismi enzimatici inerenti alla respirazione.</strong></p>
<p><strong>Gli alimenti più ricchi in rame sono il fegato, i prodotti della pesca, la frutta secca a guscio e il cacao in polvere. </strong></p>
<p>La quantità di rame assunto con la dieta è generalmente sufficiente a coprire il fabbisogno giornaliero, stimato per l&#8217;adulto tra gli 1.5 e i 3 mg. Ne sono particolarmente ricchi legumi, pesci, crostacei, carne, cereali e noci.</p>
<p><strong>La carenza di rame è rara e si manifesta con anemia, </strong>simile a quella provocata dalla carenza di ferro,<strong> leucopenia (pochi leucociti nel sangue), anomalie del collagene, </strong>demineralizzazione delle ossa e fragilità delle pareti delle arterie.</p>
<p>Al contrario la sindrome da eccesso si manifesta con febbre, nausea, vomito e diarrea.</p>
<p><strong>I livelli di assunzione giornaliera raccomandati per gli adulti sono di 0,9 mg, sia per gli uomini che per le donne.</strong></p>
<ul>
<li><strong>Selenio (Se)</strong></li>
</ul>
<p>Il selenio, pur essendo presente in piccolissima concentrazione nell&#8217;organismo (13 mg circa), è un elemento essenziale perché protegge l&#8217;integrità delle membrane cellulari; inoltre ha un ruolo coenziamatico nel metabolismo degli ormoni tiroidei; <strong>stimola il sistema immunitario, migliora l’elasticità della pelle, svolge un ruolo antiossidante e contrasta la formazione dei radicali liberi</strong>.</p>
<p>Il fabbisogno giornaliero di selenio è di 55 μg. Ma l&#8217;apporto di selenio varia ampiamente in relazione al contenuto proteico della dieta e il suo assorbimento non dipende solo dalle quantità introdotte, ma anche dalla forma chimica in cui si trova. Non sempre questo elemento è infatti presente in forma biodisponibile. Il contenuto di selenio presente negli alimenti dipende dalla sua presenza nel suolo: la sua presenza nella dieta è quindi variabile da nazione a nazione. L&#8217;Italia è una regione selenifera a basso contenuto e quindi l&#8217;apporto di questo elemento con la dieta è piuttosto scarso.</p>
<p><strong>Gli alimenti più ricchi di selenio sono le frattaglie, </strong>il fegato, <strong>il pesce (crostacei e molluschi), la carne, specie quella di agnello e di maiale, la frutta secca, i legumi </strong>e i cereali. <strong>i formaggi</strong>.<strong> I livelli di assunzione giornaliera raccomandati per gli adulti sono di 55 µg, sia per gli uomini che per le donne.</strong></p>
<p>La sindrome da carenza comporta cardiopatie, ipertensione, anemie emolitiche, cirrosi, neoplasie e sclerosi multipla; <strong>effetti della carenza di selenio possono essere il Morbo di Keshan e la Miopatia dei muscoli scheletrici.</strong></p>
<p>Quantità eccessive di selenio possono portare a fenomeni di tossicità che si manifestano con disturbi gastrointestinali e irritazioni polmonari.</p>
<ul>
<li><strong>Zinco (Zn)</strong></li>
</ul>
<p>Presente nell&#8217;organismo in piccola quantità (in media tra gli 1.4 e i 3 g), lo zinco è un cofattore di numerosi e importanti enzimi. Nel plasma è presente sotto forma di aggregati con varie proteine e aminoacidi;<strong> svolge anch’esso una funzione antiossidante, ricopre un ruolo fondamentale nel processo di guarigione delle ferite, promuove la corretta funzione cellulare e supporta il sistema immunitario. </strong></p>
<p><strong>Gli alimenti più ricchi di zinco sono </strong>la carne bovina, ovina, suina, <strong>il pesce, </strong>le ostriche, i funghi, il cacao, il tuorlo d&#8217;uovo, <strong>la frutta secca a guscio, il latte e i formaggi. </strong>Al contrario frutta, verdura e i cereali contengono fitati e fibra che ne riducono l&#8217;assorbimento. I processi di fermentazione, come ad esempio la lievitazione del pane, portano alla degradazione dei fitati, riducendo quindi il rischio di carenza.</p>
<p>Il fabbisogno giornaliero è pari a 15 mg per le donne e gli anziani, 18 mg negli uomini adulti e nelle donne durante il periodo di gravidanza e allattamento.</p>
<p><strong>Una carenza di zinco, rara nei paesi occidentali, può determinare un rallentamento della crescita, alopecia, alterata funzione immunitaria, ritardo della maturazione sessuale e impotenza. </strong>La carenza di zinco può dipendere da insufficiente o cattivo assorbimento (alimentazione parentale prolungata, età avanzata, alcolismo, dieta ricca di cereali e povera di carne) o da un&#8217;eccessiva eliminazione urinaria (epatopatia, somministrazione di sostanze chelanti, ecc.). La sintomatologia da carenza di zinco è quanto mai complessa: arresto della crescita, alterazioni della cute, diminuzione della sensibilità gustativa, perdita dell&#8217;appetito, lenta cicatrizzazione delle ferite, diminuita e ritardata risposta immunitaria, suscettibilità alle infezioni. Una carenza particolarmente forte può causare ipogonadismo e nanismo.</p>
<p>Un&#8217;assunzione eccessiva di questo minerale provoca invece febbre, nausea, vomito e diarrea<strong>.</strong><strong> </strong></p>
<ul>
<li><strong>Cromo (Cr)</strong></li>
</ul>
<p>Il cromo è un elemento essenziale in quanto indispensabile potenzia l&#8217;attività dell&#8217;insulina e sembra essere direttamente coinvolto nel metabolismo dei carboidrati, delle proteine e dei grassi.</p>
<p>Il suo contenuto nell&#8217;organismo generalmente non supera i 6 mg e diminuisce nel corso della vita: questo calo progressivo può spiegare la ridotta tolleranza al glucosio che spesso si osserva tra gli anziani. La carenza di cromo genera, infatti, intolleranza al glucosio, elevati valori di trigliceridi e di colesterolo.</p>
<p>Sono buone fonti alimentari di cromo il lievito di birra, le carni<strong> di manzo e di maiale</strong>, il formaggio, i cereali integrali, il<strong> cacao in polvere e le foglie di tè</strong>; al contrario i vegetali sono generalmente poveri di questo minerale.</p>
<p><strong>I livelli di assunzione giornaliera raccomandati per gli adulti sono di 30-35 µg per gli uomini e di 20-25 µg per le donne (45 µg al giorno per le donne incinte). </strong>Un&#8217;assunzione eccessiva di cromo causa danni alla pelle e ai reni.</p>
<ul>
<li><strong>Molibdeno (Mo)</strong></li>
</ul>
<p>Nell&#8217;organismo umano adulto sono generalmente presenti circa 9 grammi di molibdeno, localizzati soprattutto nel fegato. Il molibdeno <strong>è coinvolto nel metabolismo dell’acido urico, promuove la regolare funzionalità delle cellule e la corretta crescita dell’organismo. </strong></p>
<p><strong>È presente in buone quantità nelle frattaglie, nel latte, nei formaggi, </strong>nei legumi e <strong>nei cereali, nella frutta secca e negli ortaggi a foglia verde. L’apporto derivante dagli alimenti di origine vegetale dipende però in gran parte dalla quantità di minerale presente nel terreno di coltivazione. </strong></p>
<p><strong>I livelli di assunzione giornaliera raccomandati per gli adulti sono di 65 µg per gli uomini e per le donne.</strong></p>
<p>Solo in casi rarissimi si verificano problemi di carenza; questa <strong>può portare a stanchezza e difficoltà di concentrazione,</strong> irritabilità, tachicardia, cecità notturna, danni cerebrali e in alcuni casi tumori esofagei.</p>
<p>Un&#8217;assunzione eccessiva di molibdeno provoca invece aumento della concentrazione ematica e urinaria di acido urico, oltre a carenza di rame.</p>
<ul>
<li><strong>Manganese (Mn)</strong></li>
</ul>
<p>Il manganese è coinvolto nella costituzione di enzimi coinvolti nel metabolismo di proteine e zuccheri ed è indispensabile per il corretto sviluppo delle ossa.</p>
<p><strong>Il manganese è contenuto in buone quantità nella frutta secca a guscio, nel cacao e nelle foglie di tè, </strong>nei cereali e in quantità minori negli ortaggi, mentre è scarso negli alimenti di origine animale.</p>
<p><strong>I livelli di assunzione giornaliera raccomandati per gli adulti sono di 2,7 mg per gli uomini e di 2,3 mg per le donne.</strong></p>
<p><strong>Una carenza di questo minerale, se pur rara, può determinare </strong>calo di peso, rallentata crescita di barba e capelli,<strong> ipocolesterolemia, </strong>crisi ipoglicemiche, ipotensione e anemia ipocromica. <strong>demineralizzazione ossea e ridotta crescita nei bambini. </strong></p>
<ul>
<li><strong>Cobalto </strong>(Co)</li>
</ul>
<p>Il cobalto è un elemento indispensabile come costituente della vitamina B12. L&#8217;apporto di questo minerale è dunque strettamente collegato a quello della vitamina.</p>
<p>Il fabbisogno è comunque facilmente coperto dalla dieta, essendo molto diffuso nella maggior parte degli alimenti.<strong> </strong></p>
<ul>
<li><strong>Fluoro </strong>(F)</li>
</ul>
<p>Il fluoro si trova principalmente nelle ossa e nello smalto dei denti: la sua presenza protegge e previene la carie dentaria. Essendo ubiquitario è difficile registrarne una carenza nell&#8217;organismo.</p>
<p>L&#8217;acqua costituisce la fonte prevalente di approvvigionamento del fluoro, che è presente anche nel the e nel pesce.</p>
<p>Per quanto riguarda l&#8217;assunzione giornaliera, si consiglia di non superare i valori di 2.5 mg al giorno per i giovani e i 4 mg per gli adulti.</p>
<p>Quantità eccessive possono infatti risultare tossiche, dando origine a fenomeni di alterazioni dentarie (<strong>fluorosi</strong>). Nei casi più gravi di sindrome da eccesso si possono registrare crisi calcemiche con tetania.</p>
<p>Il fluoro è presente in piccole quantità variabili in quasi tutte le acque e i terreni.</p>
<ul>
<li><strong>Silicio</strong> (Si)</li>
</ul>
<p>Presente solo in tracce nell&#8217;organismo, serve per la sintesi di collagene e tessuto connettivo, oltre a essere un costituente importante del tessuto osteoide.</p>
<p>Il fabbisogno giornaliero è 20-50 mg.</p>
<p>Non si conoscono sintomi da carenza nell&#8217;uomo, mentre è noto che la prolungata esposizione a elevate concentrazioni di silicio provoca la silicosi, malattia polmonare.</p>
<ul>
<li><strong>Nichel</strong> (Ni)</li>
</ul>
<p>Attiva alcuni enzimi e facilita l&#8217;assorbimento del ferro presente negli alimenti.</p>
<p>Il fabbisogno è sempre coperto dalla dieta e non si riscontrano sindromi da carenza.</p>
<ul>
<li><strong>Cadmio</strong> (Cd)</li>
</ul>
<p>Può sostituire lo zinco nella carbossipeptidasi conservandone l&#8217;attività e può attivare alcuni enzimi.</p>
<p>È introdotto con numerosi alimenti e non si riscontrano patologie legate alla sua carenza.</p>
<ul>
<li><strong>Vanadio</strong> (V)</li>
</ul>
<p>Ha un ruolo importante nella pompa sodio-potassio e nella produzione di altri enzimi coinvolti nel metabolismo dei principi nutritivi, degli ormoni e del tessuto osseo.</p>
<p>La sua essenzialità è dimostrata per gli organismi inferiori, ma non ancora per quelli superiori.</p>
<p>Il fabbisogno giornaliero è 10-20 μg.</p>
<p><strong>I minerali elettroliti</strong></p>
<p>Dagli esami del sangue si può evincere la carenza di alcuni minerali elettroliti, chiamati così perché dotati di carica elettrica e capaci quindi di condurre corrente. Sono presenti in tutti i fluidi del corpo umano e il loro equilibrio è essenziale per numerose funzioni fisiologiche. Gli elettroliti comunemente presenti nelle analisi del sangue sono calcio, cloruro, magnesio, potassio e sodio. Un’alimentazione sbilanciata e la carenza o l’eccesso d’acqua nell’organismo, oltre che l’assunzione di specifici farmaci, possono però causare il disequilibrio degli elettroliti: disidratazione o iperidratazione, vomito, diarrea e disfunzioni renali in primis.</p>
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		<title>Il cloro</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/il-cloro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Sep 2023 08:32:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vitamine e sali minerali]]></category>
		<category><![CDATA[agente ossidante]]></category>
		<category><![CDATA[alogeno]]></category>
		<category><![CDATA[cloro]]></category>
		<category><![CDATA[depurazione dell'acqua]]></category>
		<category><![CDATA[gas velenoso]]></category>
		<category><![CDATA[macroelemento]]></category>
		<category><![CDATA[macrominerale]]></category>
		<category><![CDATA[sale da cucina]]></category>
		<category><![CDATA[sanificazione delle piscine]]></category>
		<category><![CDATA[sbiancante e disinfettante]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il cloro (dal greco χλωρός, chlorós, «verde, verdeggiante» riferendosi al colore del gas) è un alogeno; l&#8217;elemento chimico puro si presenta sotto forma di un gas verde giallastro, due volte e mezzo più pesante dell&#8217;aria, ha un odore soffocante estremamente sgradevole ed è molto velenoso; è il principale anione (ione caricato negativamente) intra ed extracellulare; per due &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>cloro</strong> (dal greco χλωρός, <em>chlorós</em>, «verde, verdeggiante» riferendosi al colore del gas) <strong>è un alogeno</strong>; l&#8217;elemento chimico puro si presenta sotto forma di un <strong>gas verde giallastro</strong>, due volte e mezzo più pesante dell&#8217;aria, <strong>ha un odore soffocante estremamente sgradevole ed è molto velenoso</strong>; è il principale anione (ione caricato negativamente) intra ed extracellulare; per due terzi (70% circa) si trova all&#8217;esterno delle cellule, per il rimanente al loro interno, nell&#8217;osso e nel tessuto connettivo; i combina facilmente con quasi tutti gli altri elementi.</p>
<p>Nella sua forma liquida e solida<strong> è un potente agente ossidante, sbiancante e disinfettante.</strong></p>
<p><strong><em>Il cloro nell&#8217;ambiente<br />
</em></strong>In natura si trova soltanto combinato con atri elementi, soprattutto sodio in forma di sale comune (NaCl), ma anche nel carnallite e nella silvite. I cloruri compongono gran parte del sale dissolto negli oceani terrestri: circa il 1.9 % della massa di acqua di mare è composta di ioni cloruro.</p>
<p>La quantità di cloruro nel terreno varia a seconda della distanza dal mare. La media in terreni superiori è di circa 10 ppm. Le piante contengono varie quantità di cloro; è un microutrient essenziale per le piante più alte in cui si concentra nei cloroplasti. Lo sviluppo soffre se la quantità di cloruro del terreno scende al di sotto di 2 ppm, ma ciò accade raramente. Il limite di tolleranza superiore varia a seconda del raccolto.</p>
<p>Il cloro si dissolve se mescolato con l&#8217;acqua. In determinate circostanze può anche passare dall&#8217;acqua all&#8217;aria. La maggior parte rilasci diretti di cloro nell&#8217;ambiente sono in aria e acqua superficiale.</p>
<p>Una volta in aria o in acqua, il cloro reagisce con altri prodotti chimici. Si combina con materiale inorganico in acqua per formare i sali di cloro e con materiale organico in acqua per formare composti chimici organici clorurati.</p>
<p>Il cloro causa danni ambientali a bassi livelli. Il cloro è particolarmente nocivo per gli organismi che vivono in acqua e nel terreno.</p>
<p><strong><em>Applicazioni<br />
</em></strong>Il cloro è una sostanza chimica <strong>importante nella depurazione dell&#8217;acqua </strong>(e la sanificazione delle piscine); infatti, aggiunto nell&#8217;acqua elimina batteri (enterococchi ed <em>Escherichia coli</em>) ed è attivo anche contro spore e virus (legionella). Può essere applicato per la disattivazione della maggior parte dei microorganismi ed è relativamente poco costoso.</p>
<p>Il cloro è inoltre ampiamente usato nella fabbricazione di molti articoli per tutti i giorni. È <strong>ampiamente usato nella produzione di prodotti cartacei, antisettici, coloranti, alimento, insetticidi, vernici, prodotti petroliferi, plastica, medicine, tessuti, solventi ed in molti altri prodotti di consumo</strong>.</p>
<p>Il cloro è usato per sbiancare la polpa del legno e per produrre la carta, ed anche per rimuovere l&#8217;inchiostro nelle industrie di riciclaggio della carta.</p>
<p>La chimica organica usa estesamente questo elemento come agente ossidante e nella sostituzione perché il cloro conferisce spesso molte desiderabili proprietà ad un composto organico quando si sostituisce all&#8217;idrogeno (gomma sintetica).</p>
<p>Altri impieghi sono nella <strong>produzione di clorati, cloroformio, tetracloruro di carbonio</strong> e nell&#8217;estrazione del bromo.</p>
<p>L&#8217;assorbimento avviene nel primo tratto dell&#8217;intestino tenue, attraverso uno scambio con i bicarbonati; l&#8217;eliminazione avviene prevalentemente per via urinaria e fecale, ma anche attraverso il sudore. Una volta assorbito, insieme al sodio <strong>interviene nella regolazione dell&#8217;equilibrio acido-base, della pressione osmotica e del bilancio idrico</strong> (regola la distribuzione dei liquidi all&#8217;interno e all&#8217;esterno delle cellule e con essa la volemia, cioè il volume di sangue presente nell&#8217;organismo); <strong>facilita</strong> inoltre <strong>il trasporto dell&#8217;anidride carbonica</strong> da parte dei globuli rossi; è <strong>essenziale per la formazione dell&#8217;acido cloridrico</strong> quale componente dei succhi gastrici digestivi (gioca pertanto un ruolo essenziale nella digestione proteica e nella difesa dai germi introdotti con gli alimenti).</p>
<p><strong><em>Effetti del cloro sulla salute<br />
</em></strong><strong>Il cloro è un gas altamente reattivo</strong>. È un elemento naturale. <strong>I più grandi utilizzatori di cloro sono aziende</strong> che preparano <strong>bicloruro di etilene</strong> e gli altri <strong>solventi clorurati</strong>, <strong>resine di polivinilcloruro</strong> (PVC), <strong>clorofluorocarburi ed ossido di propilene</strong>. Le aziende cartiere usano il cloro per candeggiare la carta. Gli impianti di trattamento di acqua e di acqua reflua usano il cloro <strong>per ridurre il livello nell&#8217;acqua di microorganismi</strong> che possono trasmettere malattie agli esseri umani (disinfezione).</p>
<p>L&#8217;esposizione a cloro può verificarsi nel posto di lavoro o nell&#8217;ambiente a seguito di rilascio in aria, acqua, o terreno. Le persone che usano candeggiante di lavanderia e i prodotti chimici per le piscine che contengono i prodotti a base di cloro non sono solitamente esposte al cloro in sé. Il cloro è generalmente presente soltanto in stabilimenti industriali.</p>
<p><strong>Il cloro entra nel corpo attraverso respirazione di aria contaminata o attraverso l&#8217;ingestione di acqua e cibo contaminati</strong>. Non rimane nel corpo, a causa della sua reattività.</p>
<p>Gli effetti del cloro sulla salute umana dipendono dalla quantità di cloro presente e dalla durata e frequenza di esposizione. Gli effetti dipendono inoltre dalla salute dell&#8217;individuo o delle condizioni dell&#8217;ambiente a seguito di esposizione.</p>
<p><strong>La respirazione di piccole quantità di cloro in brevi periodi di tempo ha effetti negativi sull&#8217;apparato respiratorio umano</strong>. Gli effetti vanno da tosse e dolori toracici, a ritenzione di acqua nei polmoni. Il cloro irrita la pelle, gli occhi e l&#8217;apparato respiratorio. Questi effetti non tendono ad accadere ai livelli di cloro normalmente trovati nell&#8217;ambiente.</p>
<p>Gli effetti sulla salute connessi alla respirazione o al consumo di piccole quantità di cloro in lunghi periodi di tempo sono contraddittori.</p>
<p>Sotto forma di anione cloruro Cl<sup>−</sup> è un <strong>componente del comune sale da cucina</strong> (o cloruro di sodio) e di molti altri composti; è molto abbondante in natura e necessario a quasi tutte le forme di vita, compreso l&#8217;organismo umano (il sangue umano contiene infatti una discreta quantità di anione cloruro).</p>
<p>Disciolto in acqua, forma acido cloridrico, la sostanza che si trova nel succo gastrico e che è coinvolta nella digestione delle proteine. Come il sodio, il cloro regola il bilancio idrico, la pressione osmotica e l&#8217;equilibrio acido-base.</p>
<p>Il cloro è presente in molti alimenti di origine vegetale, in particolare le alghe, la segale, i pomodori, la lattuga, il sedano e le olive; sono in particolare i <strong>pesci di acqua salata a contenere discrete quantità di questo minerale</strong>, <strong>oltre al sale da cucina</strong>; <strong>sono particolarmente ricchi anche i cibi stagionati, i formaggi, i salumi, l&#8217;acqua ed i prodotti da forno salati</strong>.</p>
<p>Il <strong>fabbisogno giornaliero oscilla tra 0.9 e 5.3 grammi</strong>, che vengono assunti con il normale uso di sale da cucina.</p>
<p>Il fabbisogno di cloro dipende dall&#8217;età. L&#8217;apporto giornaliero adeguato è di 0,18 g fino ai 6 mesi di vita. 0,57 g fino all&#8217;anno di età. 1,5 g tra 1 e 3 anni. 1,9 g tra 4 e 8 anni. 2,3 g tra 9 e 13 anni. 2,3 g dai 14 ai 50 anni. 2,0 g tra i 51 e i 70 anni e 1,8 grammi a partire dai 71 anni; generalmente si assume una quantità di cloro superiore, che in persone sane viene eliminata per via renale senza causare problemi. E&#8217; quindi molto <strong>difficile che si verifichino carenze</strong> di cloro; comunque possibili in presenza di perdita di una grande quantità di liquidi a causa di sudorazione eccessiva, vomito o diarrea o in caso di assunzione di farmaci come i diuretici.</p>
<p>Può essere associata a ipoventilazione e ad acidosi respiratoria cronica.</p>
<p>La <strong>carenza di cloro</strong> causa crampi muscolari, apatia mentale e anoressia, mentre l&#8217;<strong>eccesso di cloro </strong>provoca vomito, aumento della pressione sanguigna. L&#8217;assunzione eccessiva di cloro attraverso gli alimenti può portare a un aumento della pressione sanguigna e, in chi soffre di scompenso cardiaco, cirrosi o malattie renali, a un accumulo di fluidi.</p>
<p>Livelli eccessivi cloro nel sangue possono inoltre aumentare la glicemia in chi soffre di diabete e influenzare il trasporto di ossigeno.</p>
<p>Si ricorda che un&#8217;intossicazione derivante dall&#8217;inalazione o dall&#8217;ingestione di cloro presente nell&#8217;acqua può scatenare difficoltà respiratorie, accumulo di fluidi nei polmoni, bruciore alla bocca, dolore e gonfiore alla gola, mal di stomaco, vomito e sangue nelle feci.</p>
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		<title>Acque salse (cloruro-sodiche)</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/acque-salse-cloruro-sodiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Aug 2023 09:20:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Acque]]></category>
		<category><![CDATA[acque salse]]></category>
		<category><![CDATA[bicarbonati]]></category>
		<category><![CDATA[cloro]]></category>
		<category><![CDATA[crenoterapia esterna]]></category>
		<category><![CDATA[sodio]]></category>
		<category><![CDATA[uso idropinico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Hanno la stessa origine delle salsobromoiodiche. Sono acque in cui prevalgono il sodio ed il cloro; in esse sono spesso presenti in quantità significativa i solfati; alternativamente possono essere presenti bicarbonati (acque a prevalente uso idropinico) o iodio (impiegate più spesso nella crenoterapia esterna).   In presenza di solfati vanno usati in modo idropinico, cioè per bibita alla &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Hanno la stessa origine delle salsobromoiodiche. <strong>Sono acque in cui prevalgono il sodio ed il cloro</strong>; in esse sono spesso presenti in quantità significativa i solfati; alternativamente possono essere presenti bicarbonati (acque a prevalente uso idropinico) o iodio (impiegate più spesso nella crenoterapia esterna). <strong> </strong> <strong>In presenza di solfati vanno usati in modo idropinico</strong>, cioè per bibita alla fonte termale; <strong>in presenza di iodio</strong> l&#8217;uso più appropriato è la <strong>crenoterapia esterna</strong>, cioè bagni, aerosol, ecc.</p>
<p>Le acque salse differiscono pertanto in base alla presenza e alla quantità di sodio e cloro al loro interno, secondo uno schema che prevede la formazione di solfato di sodio, bicarbonato di sodio, calcio o magnesio.</p>
<p>Le acque salse hanno una diversa concentrazione dei sali per cui si distinguono:</p>
<ul>
<li><strong>acque iso e ipotoniche</strong>: notevole stimolo secretivo, scarso o nullo stimolo peristaltogeno;</li>
<li><strong>acque ipertoniche</strong>: <strong>forte stimolo peristaltogeno</strong>, minore attività di stimolo sulla secrezione gastrica.</li>
</ul>
<p>Da ciò derivano risultati terapeutici diversi; <strong>sono comunque adatte al superamento delle disfunzioni dell&#8217;apparato digerente</strong>.</p>
<p>Prodotte in natura a partire da una serie di fenomeni vulcanici secondari, non riconducibili cioè ad autentiche eruzioni, le acque salse rappresentano una delle ricchezze e delle peculiarità del sottosuolo italiano, all’interno del quale la cospicua presenza di massicci e crateri di origine vulcanica garantisce il continuo rifornimento di sali minerali alla preziosa risorsa idrica.</p>
<p><strong>Le acque salse vengono impiegate prevalentemente per curare disturbi all’apparato digerente</strong>, in virtù della comprovata capacità delle concentrazioni saline in esse contenute di <strong>aumentare le secrezioni gastriche (in caso di acque salse isotoniche ed ipotoniche</strong>) <strong>oppure di limitare l’attività secretiva (acque salse ipertoniche</strong>), svolgendo così l’azione di supporto terapeutico sulla base delle specifiche esigenze e del risultato finale che si desidera raggiungere attraverso il loro impiego.</p>
<p><strong>Proprio il livello di tonicità delle acque salse</strong>, determinato dalla specifica concentrazione di cloruro o di sodio, <strong>consente infatti di generare sulle mucose gastriche un effetto benefico di egual misura, ma di segno opposto, andando a regolarizzare la produzione di secrezioni a livello gastrico, sia in caso di eccesso fisiologico, sia in caso di carenza</strong>.</p>
<p>Per questa ragione, <strong>le acque cloruro-sodiche vengono impiegate tanto per la cura di disturbi legati a gastrite, costipazione, dispepsia ed altre disfunzioni</strong> <strong>quanto nelle insufficienze digestive aspecifiche</strong> caratterizzate da iposecrezione ed ipomotilità gastrica, nelle <strong>patologie infiammatorie croniche delle vie biliari</strong>, nelle discinesie, nella sindrome post-colecistectomia ed in alcune colelitiasi.</p>
<p>La rapidità di assunzione (tempo di bevuta in pochi minuti) favorisce gli effetti lassativi. La stimolazione dei processi digestivi si esplica su stomaco e duodeno a vari livelli e comprende: aumento della velocità di svuotamento dello stomaco, stimolo della secrezione gastrica, biliare e pancreatica con attivazione di alcuni enzimi digestivi, variazioni del pH gastrico e duodenale. L&#8217;azione sulla peristalsi delle acque ipertoniche è sfruttata nella <strong>stipsi cronica </strong>semplice ed in alcune condizioni di atonia intestinale (colon-patia funzionale o sindrome dell&#8217;intestino irritabile). L&#8217;aumento della velocità di transito intestinale è cospicuo e l&#8217;<strong>effetto lassativo e purgante </strong>delle acque salse forti si evidenzia in genere entro un&#8217;ora dall&#8217;assunzione.</p>
<p>L&#8217;<strong>azione colagoga</strong>, cioè di stimolo del deflusso della bile verso il duodeno, comprende l&#8217;azione colecistocinetica (contrazione peristaltica della colecisti) ed il rilasciamento dello sfintere di Oddi. E&#8217; inoltre presente un&#8217;azione antispastica sulle vie biliari e sull&#8217;Oddi che favorisce ulteriormente la progressione del secreto biliare e la sua immissione in duodeno. Per questi motivi le acque cloruro-sodiche sono impiegate nelle patologie infiammatorie croniche delle vie biliari, nelle discinesie, nella sindrome post-colecistectomia ed in alcune colelitiasi.</p>
<p>Numerose evidenze cliniche infine segnalano gli effetti benefici prodotti dalla <strong>vaporizzazione delle acque</strong> salse sulle vie respiratorie superiori, rendendo l’elemento idrico ottimale anche per la cura di disfunzioni acute o croniche delle vie aeree, come bronchiti, sinusiti, faringiti e otiti.</p>
<p>Disponibili lungo tutto l’arco della Penisola, le acque cloruro-sodiche si trovano maggiormente concentrare nei pressi di quelle aree vulcaniche del Meridione.</p>
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		<title>Acque salso-bromo-iodiche</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/acque-salso-bromo-iodiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Aug 2023 09:27:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Acque]]></category>
		<category><![CDATA[acque salse]]></category>
		<category><![CDATA[bicarbonati]]></category>
		<category><![CDATA[cloro]]></category>
		<category><![CDATA[crenoterapia esterna]]></category>
		<category><![CDATA[sodio]]></category>
		<category><![CDATA[uso idropinico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono acque di origine marina (nel linguaggio comune vengono anche chiamate “acque di mare”), ubicate in località costiere o lungo la dorsale appenninica della pianura Padana che ha ospitato mari in alcune ere geologiche e dove l&#8217;acqua si è raccolta e concentrata in bacini sotterranei. In alcune zone ha dato origine ai limani (o liman) che sono fanghi &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono acque di origine marina (nel linguaggio comune vengono anche chiamate “<strong>acque di mare</strong>”), ubicate in località costiere o lungo la dorsale appenninica della pianura Padana che ha ospitato mari in alcune ere geologiche e dove l&#8217;acqua si è raccolta e concentrata in bacini sotterranei. In alcune zone ha dato origine ai <strong><em>limani</em></strong> (o <em>liman</em>) che sono fanghi naturali di salina utilizzati in terapia.</p>
<p>Le acque salsobromoiodiche sono una <strong>risorsa terapeutica tipicamente mediterranea e italiana</strong>; sono costituite essenzialmente da cloruro di sodio, iodio e bromo, questi ultimi sotto forma di ioduri (I<sup>&#8211;</sup>) e bromuri (Br<sup>&#8211;</sup>); la concentrazione ionica può essere diversa, tant’è che <strong>esistono in natura acque salsobromoiodiche ipotoniche, isotoniche o ipertoniche</strong>; possono essere presenti anche altre sostanze terapeuticamente interessanti quali calcio, magnesio, solfati, bicarbonati e solfuri. Nel caso non sia presente il bromo si parla di <strong>acque salsoiodiche</strong>.</p>
<p><strong>Spesso sono acque molto concentrate, per cui può essere necessario diluirle</strong> per poterle utilizzare con determinate metodiche (es. inalatorie).</p>
<p><strong>Alla fonte possono avere diverse temperature ed essere radioattive</strong>.</p>
<p>Le acque salsobromoiodiche sono note per l&#8217;<strong>azione antiinfiammatoria </strong>(agendo su flogosi croniche), <strong>antisettica, stimolante sul sistema immunitario</strong>, nonché <strong>antiedemigena </strong>e risolvente, incremento dell&#8217;attività tiroidea, stimolazione della secrezione mucosa e a livello dell&#8217;apparato genitale femminile, etc.</p>
<p>Grazie alla loro versatilità di impiego, le acque salsobromoiodiche vengono infine impiegate <strong>per lenire affezioni a carico dell’apparato locomotore, lesioni muscolari</strong> di origine traumatica e <strong>artropatie</strong> croniche, andando a svolgere un’azione antinfiammatoria e antisettica sulle giunture troppo usurate o messe a dura prova da uno sforzo fisico eccessivo.</p>
<p>Vengono utilizzate in quasi tutti gli ambiti di patologia suscettibili di terapia termale anche se con proprie peculiarità riguardo le indicazioni, le azioni biologiche ed i risultati terapeutici.</p>
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