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	<title>Cime di Rapa Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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	<title>Cime di Rapa Archivi - amaperbene.it</title>
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		<title>Fare chiarezza tra Broccoli, Cime di rapa, Friarielli, Broccoletti</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/fare-chiarezza-tra-broccoli-cime-di-rapa-friarielli-broccoletti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Aug 2025 10:16:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Verdure ed Ortaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Broccoletti]]></category>
		<category><![CDATA[Broccoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I termini &#8220;Broccoli,&#8221; &#8220;Cime di rapa,&#8221; &#8220;Friarielli,&#8221; e &#8220;Broccoletti&#8221; spesso generano confusione perché vengono usati in modo intercambiabile o per indicare parti diverse della stessa pianta, principalmente la Brassica rapa. In realtà, &#8220;Cime di rapa&#8221; è il termine corretto per indicare l&#8217;intera pianta, mentre &#8220;Friarielli&#8221; e &#8220;Broccoletti&#8221; sono termini dialettali che si riferiscono alle infiorescenze e foglie &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I termini &#8220;Broccoli,&#8221; &#8220;Cime di rapa,&#8221; &#8220;Friarielli,&#8221; e &#8220;Broccoletti&#8221; spesso generano confusione perché vengono usati in modo intercambiabile o per indicare parti diverse della stessa pianta, principalmente la <em>Brassica rapa</em>. In realtà, &#8220;Cime di rapa&#8221; è il termine corretto per indicare l&#8217;intera pianta, mentre &#8220;Friarielli&#8221; e &#8220;Broccoletti&#8221; sono termini dialettali che si riferiscono alle infiorescenze e foglie giovani, in particolare della cima di rapa, spesso consumati in diverse regioni d&#8217;Italia. I Broccoli, invece, appartengono a una specie diversa (<em>Brassica oleracea</em>) e hanno caratteristiche morfologiche e gustative differenti.</p>
<p>Ecco delle spiegazioni più dettagliate:</p>
<ul>
<li><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-32782 size-thumbnail" src="https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2025/08/cime-rapa-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Cime di rapa</strong>: È il nome botanico della pianta. Verdura popolare nel Lazio e nel Sud Italia, soprattutto tra Campania, Puglia e Basilicata, anch’essa fa parte delle crucifere; il nome scientifico è <em>Brassica rapa var. cymosa</em>, da non confondere con la <em>Brassica rapa subsp. rapa</em>, ovvero la carnosa radice che cresce sottoterra. Delle cime di rapa si mangiano i germogli – che ricordano i fiori dei broccoli – e le foglie più tenere, entrambi attaccati a un lungo stelo: sono vendute a mazzetti.</li>
</ul>
<p>Si tratta di un ortaggio a foglia con infiorescenze (i &#8220;broccoli&#8221;) e foglie che possono essere consumate. Le cime di rapa sono particolarmente apprezzate per la loro versatilità in cucina e per il loro alto contenuto di fibre e vitamine. Possono essere utilizzate in numerose ricette, tra cui primi piatti come orecchiette con cime di rapa e salsiccia, o come contorno saltate in padella con aglio e peperoncino.</p>
<hr />
<p><strong>CIME DI RAPA</strong></p>
<ul>
<li><strong>Nome scientifico</strong>: <em>Brassica rapa</em> subsp. <em>rapa</em>.</li>
<li><strong>Aspetto</strong>: pianta con fusto sottile, foglie allungate e verdi, e piccole infiorescenze simili a minuscoli broccoli allungati.</li>
<li><strong>Foglie</strong>: allungate, tenere, spesso con margine frastagliato.</li>
<li><strong>Gusto</strong>: amarognolo, aromatico, con note di senape.</li>
<li><strong>Usi</strong>: piatto simbolo “Orecchiette con le cime di rapa”; saltate in padella, ripieni, torte salate.</li>
<li><strong>Coltivazione</strong>: tipica del Sud Italia, in particolare Puglia.</li>
<li><strong>Note</strong>: le “cime” sono i germogli apicali della pianta prima della fioritura, raccolti in vari stadi di crescita.</li>
</ul>
<hr />
<ul>
<li><strong>Friarielli<br />
</strong><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-32783 size-thumbnail" src="https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2025/08/friarielli-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Friarielli</strong> è un termine prettamente napoletano per indicare le cime di rapa, in particolare le infiorescenze e le foglie tenere raccolte prima della fioritura completa; pertanto i friarielli hanno un minore grado di maturazione, si consumano appena sbocciati, risultano più teneri e leggermente più amari: prendono anche il nome di broccoli rapa.</li>
</ul>
<p>Un tempo erano gli scarti delle cucine del re; le donne delle famiglie più indigenti, per sfamare le loro famiglie, erano costrette a mendicare gli scarti della cucina del re. Gli chef reali ritenevano, infatti, che le cimette delle rape fossero spazzatura indegna della tavola del sovrano e le gettavano via. Le donne del popolo le raccoglievano così che, come spesso accaduto nella storia, grazie alla capacità di arrangiarsi tipica dei napoletani da una storia di povertà è nato uno dei piatti leggendari della tradizione culinaria partenopea. Oggi i friarielli hanno conquistato le tavole di tutto il mondo, almeno quelle del meridione d’Italia; i friarielli si mangiano da soli, come contorno rustico e saporito, con la pasta, come ripieno di torte rustiche, con l’immancabile salsiccia e, manco a dirlo, sulla pizza.</p>
<p>La definizione botanica dice che i friarielli sono infiorescenze, insiemi di piccoli fiorellini (gialli, nel nostro caso) raggruppati e disposti in modo preciso su uno stelo, della <em>Brassica rapa sylvestris</em>. A dispetto del nome scientifico, questa pianta ha poco a che fare con le rape, ma è più vicina, invece, ai cavoli e alla senape che appartengono alla stessa famiglia.</p>
<p>I romani chiamano questa verdura broccoletti per la loro somiglianza con i broccoli; in Puglia sono famosi come cime di rapa con cui si preparano le celebri orecchiette; in Calabria sono broccoli di rapa e, negli Stati Uniti, dove li hanno portati gli emigranti italiani all’inizio del secolo scorso, si chiamano broccoli <em>rabe</em> (storpiatura di rape).</p>
<p>Il termine deriva dal verbo dialettale <em>frijere </em>che vuol dire friggere, per richiamare l’uso più comune; tuttavia esiste anche una teoria che fa risalire il termine alla dominazione spagnola della città, secondo la quale friarielli deriverebbe dal castigliano <em>frios grelos</em> che, tradotto letteralmente, significa broccoli del gelo, praticamente verdure coltivate in inverno.</p>
<p>Le popolane pulivano i friarielli, anzi li <em>ammonnavano</em>, come si continua a dire in dialetto, li sciacquavano con l’acqua per eliminare i residui di terra e, senza asciugarli, li buttavano in padella con grasso di maiale (la n’zogna) e spicchi di aglio precedentemente rosolati. A completare la semplice preparazione, un po’ di sale e abbondante peperoncino, preferibilmente piccante.</p>
<p><em>I benefici nutrizionali dei friarielli</em></p>
<p>I friarielli ricchi di sostanze nutritive e poveri di calorie (solo 32 calorie per 100 g), sono una ottima fonte di ß-carotene, luteina e zeaxantina, flavonoidi che hanno importanti proprietà antiossidanti e antitumorali. La zeaxantina, in particolare, viene assorbita selettivamente dalla retina oculare di cui aiuta a prevenire il distacco.</p>
<p>Le foglie dei friarielli contengono: vitamina A, necessaria per mantenere in salute le mucose e la pelle; vitamina K, che ha un ruolo importante nel conservare il buono stato nella salute delle ossa; vitamina C, antiossidante solubile in acqua che aiuta il corpo a sviluppare resistenza contro gli agenti infettivi e a eliminare i dannosi radicali liberi.</p>
<p>Nei friarielli sono presenti, inoltre, molti gruppi di vitamine del complesso B come riboflavina, acido folico (48% di RDA/100 g), niacina, vitamina B-6 (piridossina), tiamina, acido pantotenico, ecc., essenziali coenzimi che presiedono al metabolismo.</p>
<p>Queste gustosissime verdure sono, infine, anche una ricca fonte di minerali come magnesio, rame, calcio, sodio, potassio, ferro, manganese e fosforo.</p>
<p>Per la loro composizione organica, i friarielli sono molto utili per contrastare l’insorgere di carenze di vitamina A, osteoporosi, anemia da carenza di ferro. Si ritiene che proteggano dalle malattie cardiovascolari e dai tumori del colon, anche se in merito sono necessari ulteriori studi scientifici.</p>
<p><em>Come cucinare i friarielli</em></p>
<p>Come con le altre verdure della stessa famiglia, i friarielli sono molto saporiti naturalmente e si esaltano semplicemente saltati in padella con aglio e olio. Sono buonissimi abbinati alla pasta e, con il loro gusto amarognolo leggermente nocciolato, costituiscono un meraviglioso contrasto di sapori con carni e frutti di mare.</p>
<p>I friarielli non andrebbero né bolliti né sbollentati; si eliminano, invece, i gambi duri e si utilizzano solo le foglie e le infiorescenze tenere e verdi.</p>
<p>Per cucinare i friarielli come si fa a Napoli, basta seguire i passaggi seguenti.</p>
<ul>
<li>Pulire le verdure, privandole del gambo inferiore più duro e delle foglie grandi.</li>
<li>Soffriggere tre spicchi d’aglio schiacciati in olio d’oliva a fuoco medio-alto.</li>
<li>Aggiungere peperoncino a piacere.</li>
<li>Mettere i friarielli, puliti e tagliati, nella padella e coprirli con un coperchio senza aggiungere assolutamente acqua (passaggio fondamentale!).</li>
<li>Lasciare appassire per i minuti necessari (circa una decina) e, solo alla fine, salare secondo il proprio gusto.</li>
</ul>
<hr />
<p><strong>FRIARIELLI (Napoletani)</strong></p>
<ul>
<li><strong>Nome scientifico</strong>: stesso delle cime di rapa (<em>Brassica rapa</em> subsp. <em>rapa</em>) → <strong>botanicamente identici</strong>, ma con <strong>varietà, raccolta e preparazione diverse</strong>.</li>
<li><strong>Aspetto</strong>: simili alle cime di rapa, ma spesso con foglie più piccole e infiorescenze più aperte.</li>
<li><strong>Gusto</strong>: amarognolo, intenso, leggermente piccante (senapato).</li>
<li><strong>Usi</strong>: tradizione napoletana → saltati in padella con aglio, olio e peperoncino, spesso serviti con salsiccia.</li>
<li><strong>Coltivazione</strong>: Campania, varietà locali adattate al clima e raccolte in stadi diversi rispetto alle cime pugliesi.</li>
<li><strong>Note</strong>:
<ul>
<li>Il termine “friarielli” è <strong>regionale</strong>: a Napoli indica le cime di rapa giovani, mentre in altre regioni “friariello” può indicare il peperone friggitello (completamente diverso!).</li>
<li>Differenza sostanziale: più teneri, raccolti prima e usati freschissimi.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<hr />
<ul>
<li><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-32784 size-thumbnail" src="https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2025/08/broccoletti-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2025/08/broccoletti-150x150.jpg 150w, https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2025/08/broccoletti.jpg 295w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" />Broccoletti</strong>: Termine usato in alcune regioni, come il Lazio, per indicare le cime di rapa, spesso riferendosi alle infiorescenze e alle foglie. Con la parola broccoletti cioè si indicano le infiorescenze delle cime di rapa in quel di Roma, per cui friarielli e broccoletti sono sostanzialmente la stessa cosa. Nella tradizione laziale si consumano però non solo le foglie ma anche i fiori posti fra di esse; da non confondere con il broccolo romanesco, che però ha un aspetto peculiare, simile a un cavolfiore di colore verde chiaro brillante con le cimette appuntite.</li>
</ul>
<p>I broccoletti, sono naturalmente coltivati nel Lazio centro-meridionale; particolarmente rinomati quelli provenienti dai terreni della fascia pedemontana dei Lepini (comuni di Sezze e limitrofi). In tutta la provincia di Lucca sono coltivati da tempo immemore e sono conosciuti con il nome di <em>rapini</em>; dopo averli lessati vengono soffritti con aglio e salsiccia sbriciolata e serviti come contorno di piatti a base di maiale (famosa la rosticciana con i rapini), oppure se soffritti con aglio e salsicce intere formano un piatto unico (i rapini con la salsiccia). In Lucchesia vengono anche chiamati <em>gallonzori.</em></p>
<hr />
<p><strong>BROCCOLETTI</strong></p>
<p><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/26a0.png" alt="⚠" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Qui inizia la confusione vera: il termine <strong>non è univoco</strong> in Italia.</p>
<ul>
<li><strong>In Lazio</strong>: “broccoletti” = <strong>cime di rapa</strong> (soprattutto nella zona di Roma).</li>
<li><strong>In Toscana</strong>: “broccoletti” = germogli giovani del broccolo comune (<em>Brassica oleracea</em> var. <em>italica</em>).</li>
<li><strong>In Umbria e Marche</strong>: “broccoletti” = verdura di campagna simile alle cime di rapa, ma di varietà locale, a volte anche cavolo nero giovane.</li>
<li><strong>Aspetto</strong>: dipende dalla zona, ma in genere sono <strong>germogli teneri</strong> con piccoli fiori verdi.</li>
<li><strong>Gusto</strong>: dal delicato al leggermente amarognolo, a seconda della varietà.</li>
<li><strong>Usi</strong>: saltati, bolliti, come contorno o in pasta.</li>
</ul>
<hr />
<ul>
<li><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-32785 size-thumbnail" src="https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2025/08/broccoli-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2025/08/broccoli-150x150.jpg 150w, https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2025/08/broccoli.jpg 255w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" />Broccoli</strong>: Appartengono a una specie diversa (<em>Brassica oleracea</em>) e hanno infiorescenze più grandi e compatte rispetto alle cime di rapa. Sono caratterizzati da un sapore meno amaro e una consistenza più tenera. Pertanto il termine broccoli comprende un insieme di ortaggi appartenenti alla famiglia delle <em>Cruciferae </em>o <em>Brassicacee</em>: nel linguaggio comune, il broccolo è quello con la tipica forma “ad alberello”. È composto da una testa fiorita di colore verde scuro divisa in cimette ramificate e da un grosso gambo di colore chiaro da cui spuntano corte foglioline. Si tratta di una delle diverse varietà (nello specifico <em>var. Italica</em>) della <em>Brassica oleracea</em>, la pianta comunemente detta cavolo, tra cui si riconosce anche il cavolfiore. C&#8217;è tutta una nomenclatura regionale, soprattutto siciliana, che crea ulteriore confusione: lì lo <em>sparaceddu</em>, o broccoletto siciliano, è una varietà locale di broccolo verde, mentre la parola <em>vrocculi</em>, broccoli, si usa per indicare il cavolfiore.In sintesi, le differenze che saltano subito all’occhio sono tendenzialmente due. La prima riguarda i broccoli, che sono nettamente riconoscibili alla vista da cime di rapa, friarielli e broccoletti: inoltre, anche nel gusto hanno poco in comune, essendo dolciastri e delicati, mentre gli altri sono particolarmente apprezzati per una piacevole nota amarognola. Oltretutto, il broccolo quando cucinato, così come cavolfiori, cavoletti di Bruxelles e verze, emana un odore pungente dovuto al sulforafano, una molecola dai molti benefici per la salute, che sprigiona però aromi sgradevoli.</li>
</ul>
<hr />
<p><strong> BROCCOLI</strong></p>
<ul>
<li><strong>Nome scientifico</strong>: <em>Brassica oleracea</em> var. <em>italica</em>.</li>
<li><strong>Aspetto</strong>: grossa infiorescenza verde (o viola in alcune varietà), formata da una testa centrale e ramificazioni laterali, fusto robusto.</li>
<li><strong>Foglie</strong>: grandi, verdi, leggermente cerose.</li>
<li><strong>Gusto</strong>: dolce, delicato, leggermente erbaceo.</li>
<li><strong>Usi</strong>: bolliti, al vapore, gratinati, in zuppe e minestre.</li>
<li><strong>Coltivazione</strong>: clima fresco, tipico di tutta Italia ma molto diffuso in Campania, Puglia, Marche, Toscana.</li>
<li><strong>Note</strong>: il “broccolo” vero e proprio è quello che trovi nei mercati come una grande “palla” di germogli verdi, diverso dal cavolfiore per colore e aroma.</li>
</ul>
<hr />
<p><strong><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f4cc.png" alt="📌" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></strong><strong> Ricapitolando le differenze essenziali</strong></p>
<table>
<thead>
<tr>
<td><strong>Nome</strong></td>
<td><strong>Specie botanica</strong></td>
<td><strong>Aspetto</strong></td>
<td><strong>Gusto</strong></td>
<td><strong>Zona tipica</strong></td>
<td><strong>Note distintive</strong></td>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td><strong>Broccoli</strong></td>
<td><em>Brassica oleracea</em> var. <em>italica</em></td>
<td>Grossa testa verde compatta</td>
<td>Dolce, delicato</td>
<td>Centro-Sud</td>
<td>Infiorescenza grande, simile a cavolfiore ma verde</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Cime di rapa</strong></td>
<td><em>Brassica rapa</em> subsp. <em>rapa</em></td>
<td>Fusto e foglie con piccoli fiori</td>
<td>Amarognolo</td>
<td>Puglia</td>
<td>Raccolta prima della fioritura</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Friarielli</strong></td>
<td><em>Brassica rapa</em> subsp. <em>rapa</em> (varietà campana)</td>
<td>Foglie piccole, fiori aperti</td>
<td>Amarognolo intenso</td>
<td>Campania</td>
<td>Raccolta molto giovane, tipici con salsiccia</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Broccoletti</strong></td>
<td>Termine variabile</td>
<td>Germogli teneri verdi</td>
<td>Dal dolce all’amaro</td>
<td>Varie regioni</td>
<td>Nome cambia significato a seconda della zona</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Rapa &#124; Brassica rapa</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/rapa-brassica-rapa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Feb 2023 17:32:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[Verdure ed Ortaggi]]></category>
		<category><![CDATA[brovada]]></category>
		<category><![CDATA[Cime di Rapa]]></category>
		<category><![CDATA[Pistoiese]]></category>
		<category><![CDATA[quercitina]]></category>
		<category><![CDATA[rapa]]></category>
		<category><![CDATA[Rapa a Martello.]]></category>
		<category><![CDATA[rapa bianca]]></category>
		<category><![CDATA[Rapa di Milano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La rapa è la radice carnosa (&#8220;fittone&#8221;) della pianta Brassica rapa, coltivata a scopo alimentare. Si tratta di una radice di forma tondeggiante, talvolta piuttosto tozza, ricoperta da una pellicina bianco/rosa, bianco/violacea oppure gialla a secondo della varietà. L&#8217;interno è formato da una pasta bianca o giallognola, a seconda della varietà, di gusto lievemente dolciastro. &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/rapa-brassica-rapa/">Rapa | Brassica rapa</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>rapa</strong> è la radice carnosa (&#8220;fittone&#8221;) della pianta <em>Brassica rapa</em>, coltivata a scopo alimentare. Si tratta di una radice di forma tondeggiante, talvolta piuttosto tozza, ricoperta da una pellicina bianco/rosa, bianco/violacea oppure gialla a secondo della varietà. L&#8217;interno è formato da una pasta bianca o giallognola, a seconda della varietà, di gusto lievemente dolciastro.</p>
<p>La rapa, appartenente alla famiglia delle Crucifere e conosciuta già dai Greci e dai Romani, è originaria dell’Asia Centrale. Data la facilità di conservazione, ha rappresentato un ortaggio importantissimo fino alla diffusione della patata.</p>
<p>Oggi, in Italia, le regioni di maggiore diffusione della rapa sono il Lazio, la Puglia e la Campania e la sua classificazione avviene in base alla conformazione della radice, al colore della polpa (bianca o gialla), della testa, del colletto e per la durata del ciclo colturale.</p>
<p>Esistono numerosi tipi di rapa: la <strong>rapa rossa</strong>, dalla forma tonda e dal colore rosso o viola; la <strong>rapa bianca</strong>, dal sapore amarognolo, bianca ma a volte con una colorazione violacea nella parte superiore; le <strong>cime di rapa</strong>, dal sapore gustoso.</p>
<p>In Italia sono conosciute diverse tipologie locali caratteristiche dei diversi areali di produzione, tra cui la <strong>Rapa di Milano</strong> (sferica e piatta, dalla buccia bianca con colletto viola), la <strong>Pistoiese</strong> e la <strong>Rapa a Martello</strong>.</p>
<p>Della rapa possono essere consumate sia le radici sia le punte (le “<strong>cime di rapa</strong>”). Con il nome “rapa”, si intende comunemente la radice della pianta.</p>
<p>La rapa viene generalmente consumata cotta con burro od olio di oliva e sale o più raramente cruda anche grattugiata. Entra nella composizione della giardiniera ed è il componente principale di un tipico piatto friulano, la <strong>brovada</strong>.</p>
<p>Il <strong>valore nutritivo</strong> della rapa è piuttosto scarso: per 100 grammi di prodotto genera appena 27 calorie così distribuiti:  circa 4% di glucidi, il 74-81% è composto da acqua e alcuni sali minerali (230 mg di potassio, 30 mg di fosforo, 40 mg di calcio e quasi altrettanti di sodio). Scarso il contenuto di vitamine salvo che per la vitamina C, di cui sono presenti più di 20 mg per 100 g di parte edule.</p>
<p><strong>Proprietà e benefici delle rape</strong></p>
<p>Ricca di vitamine e antiossidanti, la rapa ha molte proprietà. Innanzitutto sazia l’appetito senza apportare molte calorie, solo 27 ogni 100 grammi di prodotto, ed è quindi un alimento ideale nelle diete ipocaloriche.</p>
<p>La rapa contiene, in particolare, <strong>vitamina A, betacarotene e vitamina C</strong>. Inoltre, possiede vari <strong>sali minerali come fosforo, calcio e ferro</strong>.</p>
<p>Molti sono i benefici che la rapa può apportare all’organismo. Tra le proprietà della rapa si annoverano quelle disintossicanti grazie all’elevata presenza di zolfo, e le proprietà antiossidanti grazie alla <strong>quercitina</strong>, sostanza che previene malattie cardiovascolari e tumorali; la rapa ha, in ultimo, anche proprietà antinfiammatorie.</p>
<p>Non solo: grazie all’elevata presenza di calcio è ideale per favorire la crescita e il mantenimento in salute delle ossa.</p>
<p>In cucina la rapa può essere cotta, bollita, gratinata in forno, consumata come purea oppure cruda in insalata.</p>
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		<item>
		<title>Cime di rapa</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/cime-di-rapa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2023 16:45:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[Verdure ed Ortaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Broccoli]]></category>
		<category><![CDATA[Centoventina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le cime di rapa sono un ortaggio appartenente alle crucifere. Le cime di rapa comprendono le foglie, gli steli e i fiori (ancora chiusi, chiamati anche broccoli o friarielli) della Brassica rapa campestris, la cui radice (la cosiddetta “rapa bianca”) viene anch’essa utilizzata a scopo alimentare. La cima di rapa è un ortaggio tipico dell&#8217;agricoltura &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le <strong>cime di rapa</strong> sono un ortaggio appartenente alle crucifere. Le cime di rapa comprendono le foglie, gli steli e i fiori (ancora chiusi, chiamati anche <strong>broccoli o friarielli</strong>) della <em>Brassica rapa campestris</em>, la cui radice (la cosiddetta “<strong>rapa bianca</strong>”) viene anch’essa utilizzata a scopo alimentare.</p>
<p>La cima di rapa è un ortaggio tipico dell&#8217;agricoltura italiana, coltivato soprattutto in Lazio, Puglia, Basilicata, Calabria, Molise e Campania, nelle quali si estende il 95% della superficie agricola dedicata a questa pianta. La Puglia con 3.500 ettari di coltivazione produce un terzo del prodotto italiano. <strong>Si differenzia dalla rapa comune</strong> per il ciclo annuale e la radice fittonante che non si ingrossa. All&#8217;inizio si sviluppa una rosetta di foglie lisce di colore verde medio-verde chiaro, in seguito si formano dei “bottoni” fiorali, spesso dischiusi, dai quali nascono dei piccoli fiori gialli. Quando è completamente formata, la pianta della cima di rapa può avere un’altezza variabile da circa 40 centimetri ad un metro. I fiori sono di colore giallo. Una volta aperti i fiori la qualità del prodotto è scarsamente commestibile. Si semina, o si trapianta, in estate o all&#8217;inizio dell&#8217;autunno. La raccolta si esegue in autunno, inverno o nella successiva primavera a seconda della semina o della lunghezza del ciclo. Le esigenze sono simili a quelle della rapa ma presenta una minore resistenza al freddo.</p>
<p>Per la sua caratteristica di vegetare e produrre con basse temperature è considerato un ortaggio autunnale o invernale</p>
<p>In passato per questo ortaggio è stato utilizzato il nome scientifico <em>Brassica rapa subsp. sylvestris var. esculenta</em>, ma la sottospecie <em>Brassica rapa sylvestris</em> è considerata sinonimo di <em>Brassica rapa</em>.</p>
<p>In molte aree di coltivazione il nome &#8220;cima di rapa&#8221; è ridotto al solo termine di &#8220;rapa&#8221;, creando così equivoci con l&#8217;omonimo ortaggio. Nelle varie regioni italiane sono note con varie denominazioni: <strong>friarielli</strong>, nel napoletano, <strong>broccoletti</strong>, <strong>broccoli di rapa</strong>, <strong>spichi</strong> nella Puglia meridionale, ecc. Della pianta si mangiano le infiorescenze in boccio (dette <strong>friarielli o broccoli di rapa</strong>) insieme alle foglie più tenere che le circondano, secondo ricette che, in generale, fanno riferimento alla tradizione locale nelle diverse regioni.</p>
<p><strong>Differenza tra friarielli e cime di rapa</strong>: Le cime di rapa e i friarielli derivano dalla stessa pianta, quindi, a livello botanico, sono la stessa cosa, tuttavia, mentre le cime di rapa comprendono le foglie e le infiorescenze, i friarielli rappresentano le infiorescenze delle cime di rapa e presentano un gambo più sottile e tenero.</p>
<p><strong>Differenza tra broccoletti e cime di rapa:</strong> Con il termine “broccoletti” ci si riferisce generalmente al broccolo siciliano (Brassica oleracea, var. Italica). Sebbene i broccoletti e le cime di rapa appartengano alla stessa famiglia, si tratta di due specie differenti. Le cime di rapa presentano un sapore più amarognolo, mentre i broccoli siciliani hanno un sapore dolciastro e richiedono un minor tempo di cottura.</p>
<p>Entrambi possono essere utilizzati per la preparazione di primi piatti o contorni.</p>
<p><strong>Le varietà fanno capo a ecotipi la cui denominazione ricorda la località di coltivazione</strong>, (<strong>cima di rapa Cassanese, cima di Castrovillari) </strong>oppure in base alla <strong>lunghezza del ciclo</strong> vegetativo (<strong>cima Natalina,  Marzatica, Quarantina, Sessantina, Novantina, Centoventina</strong>, o 120 giorni o Gennarese), oppure in base <strong>al periodo di raccolta</strong> (natalina, marzaiola) o infine una <strong>combinazione tra i due caratteri</strong> (<strong>tardiva di Fasano</strong>, di aprile di Carovigno), oppure in base alla <strong>varietà precoce o varietà tardiva</strong>: le varietà precoci impiegano 60-80 giorni dalla semina alla fioritura (ad esempio quarantina e Cinquantina), mentre quelle più tardive (es. <strong>cima di rapa di aprile</strong>, <strong>maggiaiola di Sala Consilina</strong>) sino a circa 200 giorni. L&#8217;altezza della pianta è in genere legata alla lunghezza del ciclo di crescita: le popolazioni precoci sono di taglia bassa (50–60 cm) le tardive primaverili più alte (es. 110 cm la <strong>cima di rapa di marzo di Mola di Bari</strong>).</p>
<p>Nelle regioni settentrionali è consigliato adottare quelle più precoci per poter raccogliere prima delle forti gelate invernali.</p>
<p>Le diverse varietà sono caratterizzate da cespi più o meno grossi, per le varietà a cespi bassi e grossi vanno ricordate ad esempio le <strong>varietà leccesi</strong>, la <strong>tre stelle di Francavilla Fontana o Carovigno</strong>, ecc..) oppure caratterizzate per la posizione della infiorescenza rispetto alle foglie più grandi. Le cime di <strong>rapa marzatica di Minervino Murge</strong> presentano una caratteristica infiorescenza alta rispetto alle altre varietà che si raccoglie in caratteristici mazzi legati per la vendita.</p>
<p><strong>Usi in cucina</strong></p>
<p>La cima di rapa può essere consumata in svariati modi: è ottima bollita (in abbondante acqua salata per 15 minuti) e condita con la vinaigrette o semplicemente con olio e limone.</p>
<p>La cima di rapa è largamente utilizzata e molto diffusa nella cucina tradizionale meridionale, in particolare in quella pugliese, calabrese e campana.</p>
<p>Viene consumata cotta e rappresenta l&#8217;ingrediente principale di numerosi piatti tipici della cucina pugliese, tra cui le famose &#8220;<strong>orecchiette alle cime di rapa</strong>&#8220;, gli &#8220;<strong>strascinati e cime di rapa</strong>&#8220;, le &#8220;<strong>rape stufate col peperoncino</strong>&#8220;, &#8220;<strong>fave e rape</strong>&#8220;, &#8220;<strong>cime di rapa</strong>&#8220;.</p>
<p>Come tutte le cime di rapa, i friarielli hanno un sapore gradevolmente amarognolo che li rende perfetti per smorzare la dolcezza e la “grassezza” di molte carni, a partire dalle salsicce di maiale con cui formano un&#8217;accoppiata vincente e amatissima; ben note talune specialità: calabrese (vruocculi i rapi e sazizza piccante), campana (la pizza con sasicc&#8217; e friarielli), pugliese (la puccia con rape e salsiccia del tarantino).</p>
<p>Si preferisce l&#8217;uso di giovani esemplari, non più di 15 cm, per via del loro sapore meno amaro. Nella zona di Mottola, invece, si preferisce l&#8217;uso di esemplari più adulti, tra 25 e 30 cm, accompagnati da un sugo di lumache di terra.</p>
<p><strong>Composizione e valore nutrizionale</strong></p>
<p>La cima di rapa è molto apprezzata anche per il suo <strong>basso valore calorico</strong>:  100 grammi di cime di rapa apportano mediamente 28 Calorie e in particolare contengono: 90 g di acqua, 3 g di proteine, 0,3 g di lipidi, 5 g di carboidrati, 2,3 g di fibre, 1,5 g di zuccheri, 48 mg di calcio, 0,88 mg di ferro, 25 mg di magnesio, 66 mg di fosforo, 325 mg di potassio, 27 mg di sodio, 0,4 mg di zinco, 0,06 mg di vitamina B1 o Tiamina, 0,1 mg di vitamina B2 o riboflavina, 0,6 mg di vitamina B3 o Niacina, 0,15 mg di vitamina B6, 71 µg di vitamina B9 o acido folico, 16000 UI di vitamina A, 93 mg di vitamina C</p>
<p><strong>Possibili benefici e controindicazioni</strong></p>
<p>Grazie all’acqua in esse contenuta (90%) e al vantaggioso rapporto potassio/sodio le cime di rapa hanno buone proprietà diuretiche; avendo un basso valore calorico, si prestano a essere inserite anche in regimi alimentari dal basso apporto calorico. Il loro contenuto di fibre fa sì che giochino un ruolo importante nello stimolare l’attività intestinale.</p>
<p>Le cime di rapa sono inoltre buone fonti di minerali (soprattutto potassio, fosforo e calcio) e di vitamine, tra cui spiccano la vitamina C dotata di notevoli poteri antiossidanti (fortifica il sistema immunitario e neutralizza i radicali liberi), la vitamina A, fondamentale per un buon funzionamento della vista (della retina in particolare), per la crescita delle ossa, per la funzione testicolare e ovarica e per un sano sviluppo embrionale (regola la crescita e la differenziazione dei tessuti), e la vitamina B9, essenziale per il benessere dell’apparato cardiovascolare e molto importante in gravidanza per uno sviluppo ottimale del nascituro.</p>
<p>A oggi non sono note interazioni tra il consumo di cime di rapa e l’assunzione di farmaci o altre sostanze. In caso di dubbio chiedere consiglio al proprio medico. Tuttavia, poiché le cime di rapa contengono elevate quantità di purine se ne sconsiglia il consumo a chi soffre di <strong>iperuricemia o gotta</strong>. Il consumo è inoltre sconsigliato in caso di allergia a questo ortaggio.</p>
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		<title>Broccoletto</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/broccoletto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Feb 2023 16:51:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[Verdure ed Ortaggi]]></category>
		<category><![CDATA[asparation]]></category>
		<category><![CDATA[baby broccoli]]></category>
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		<category><![CDATA[broccoletto]]></category>
		<category><![CDATA[Broccoli]]></category>
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		<category><![CDATA[Cime di Rapa]]></category>
		<category><![CDATA[Friarielli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il broccoletto è un ortaggio ibrido ottenuto incrociando il broccolo, e il kai-lan, o broccolo cinese. È un ortaggio verde simile ai broccoli, ma con cime più piccole e steli più lunghi e sottili. Erroneamente viene considerato un broccolo giovane, in realtà è un ibrido naturale del cavolo (Brassica oleracea). È stato creato dalla Società &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>broccoletto</strong> è un ortaggio ibrido ottenuto incrociando il broccolo, e il <em>kai-lan</em>, o broccolo cinese.</p>
<p>È un ortaggio verde simile ai broccoli, ma con cime più piccole e steli più lunghi e sottili. Erroneamente viene considerato un broccolo giovane, in realtà è un ibrido naturale del cavolo (<em>Brassica oleracea</em>). È stato creato dalla Società Sakata di Yokohama, in Giappone, con il nome originale di <em>gai lan</em>. Il sapore dei broccoletti è dolce, con note di broccolo e asparago.</p>
<p>Il nome <strong>Broccolini</strong> è un marchio registrato della Mann Packing Company, Inc. Il nome generico in inglese è <strong>baby broccoli</strong>, ma viene chiamato anche <strong>asparation, asparations, bimi, broccoletti, broccolette</strong> e <strong>tender stem</strong>.</p>
<p>Spesso con il termine “broccoletti” ci si riferisce gal broccolo siciliano (Brassica oleracea, var. Italica). Sebbene i broccoletti e le cime di rapa appartengano alla stessa famiglia, si tratta di <strong>due specie differenti</strong>. Le cime di rapa presentano un sapore più amarognolo, mentre i broccoli siciliani hanno un sapore dolciastro e richiedono un minor tempo di cottura. Entrambi possono essere utilizzati per la preparazione di primi piatti o contorni.</p>
<p>I broccoletti si mangiano in tutte le loro parti, eventuali fiori gialli compresi. Di consistenza delicata, di solito vengono cotti al vapore, bolliti o saltati in padella.</p>
<p>E’ bene precisare che, dal punto di vista “botanico”, non esiste una reale differenza tra <strong>broccoli</strong>, <strong>friarielli</strong> e <strong>cime di Rapa</strong>. In realtà la differenza è nella “lingua”, ovvero nella terminologia che, a seconda del dialetto regionale, identifica le infiorescenze della stessa pianta. Così i friarielli, altresì chiamati broccoletti a Roma, broccoli di rapa in Calabria, cime di rapa in Puglia, rapini (o rapi) in Toscana o pulezze nell&#8217;Aretino e in Valdichiana, sono le infiorescenze appena sviluppate della cima di rapa. A Napoli, come cibo da strada, sono famosissimi i panini farciti con <strong>salsiccia e friarielli</strong> che vanno praticamente sempre insieme. Non mancano anche le pizze e i calzoni con salsiccia, friarielli ed altri ingredienti che insaporiscono il tutto.</p>
<p>Dal punto di vista nutrizionale, i broccoletti presentano un alto contenuto di vitamina C, oltre a vitamina A, calcio, acido folico e ferro, pertanto sono un&#8217;ottima fonte di <strong>antiossidanti</strong>, in grado di contrastare gli effetti dei radicali liberi e ridurre eventuali infiammazioni, mentre contribuiscono alla <strong>regolarità intestinale</strong> grazie alla presenza di fibre, utili anche per offrire un maggiore senso di sazietà. Le vitamine del complesso B presenti nei broccoli, possono limitare l&#8217;eccessiva formazione di <strong>omocisteina</strong>, una molecola che aumenta il rischio di andare incontro ad aterosclerosi, ictus e attacco di cuore.</p>
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