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	<title>cedro Archivi - amaperbene.it</title>
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		<title>Lime &#124; Citrus aurantifolia Swingle</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/lime-citrus-aurantifolia-swingle/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Sep 2024 14:46:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Frutti Esotici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La lima o limetta, nome scientifico Citrus aurantiifolia [Christm.] Swingle, 1913]) commercialmente conosciuta anche con il termine inglese di lime), è un agrume della famiglia delle Rutaceae, ottenuto dall&#8217;incrocio tra il Citrus micrantha e il cedro (Citrus medica).   Originario del sud-est asiatico e oggi diffuso in tutta l&#8217;area tropicale; in Italia è coltivato principalmente in &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>lima</strong> o <strong>limetta</strong>, nome scientifico <em>Citrus aurantiifolia</em> [Christm.] Swingle, 1913]) commercialmente conosciuta anche con il termine inglese di <strong><em>lime</em></strong>), è un agrume della famiglia delle <em>Rutaceae</em>, ottenuto dall&#8217;incrocio tra il <em>Citrus micrantha</em> e il cedro (<em>Citrus medica</em>).   Originario del sud-est asiatico e oggi diffuso in tutta l&#8217;area tropicale; in Italia è coltivato principalmente in Calabria, dove il liquore derivato “<strong>La piretta</strong>” è riconosciuto come <strong>Prodotto Agroalimentare Tradizionale</strong> (<strong>PAT</strong>).</p>
<p>La limetta è un albero di 4-5 metri di altezza. I frutti sono piccoli, leggermente ovali o rotondi, per lo più verdi o verdi-giallastri ovali; per raggiungere un chilogrammo di peso ne servono una trentina. Se vengono lasciati a maturare sull&#8217;albero, assumono un colore giallo fino a leggermente arancio, ma solitamente vengono colti ancora verdi, quando offrono il massimo del gusto e sono più succosi. La polpa è profumatissima e praticamente priva di semi, più o meno aspra, in quanto contiene fino al 6% di acido citrico; la buccia è sottile e ricca di oli essenziali. Può fruttificare tre volte all&#8217;anno.</p>
<p>Diversamente dagli altri agrumi (limone, arance, ecc&#8230;) che sono piante subtropicali, il lime è un albero che cresce nei climi tropicali e per questo motivo è l’unica pianta non coltivata nella zona del Mediterraneo, Egitto escluso. Oggi la limetta viene coltivata principalmente nell’America Latina e Caraibica, in Messico e nel Sud-est asiatico.</p>
<p>Esistono diverse varietà di lime, ma l’unica varietà non ibridata è il <em>Citrus x aurantifolia</em> che i Portoghesi portarono in America nel sedicesimo secolo e da allora viene coltivata in Messico ed in Florida. Le altre varietà ibridate sono:</p>
<ul>
<li>la <strong>Limetta di Tahiti</strong> (<em>Citrus latifolia</em>): dai frutti ovali, un po’ più grandi rispetto alle altre limette e molto gustosi</li>
<li>la <strong>Limetta dolce</strong> (<em>Citrus limetta</em>): meno aspra e dal gusto piacevolmente dolce, viene coltivata solo in Italia</li>
<li>la <strong>Limetta dolce di Roma o Pursha</strong> (<em>Citrus limetta “Pursha”</em>) È un probabile ibrido tra limetta e arancio o tra limetta e chinotto, ma è usata come pianta ornamentale</li>
<li>la <strong>Limetta dolce di Palestina</strong> (<em>Citrus limettoides</em>) Il suo gusto non è molto apprezzato in quanto troppo poco agro, con un’acidità che spesso non raggiunge neppure lo 0,1%.</li>
</ul>
<p>Il lime è un frutto ancora un po’ sconosciuto sulle nostre tavole, eppure apporta notevoli benefici al nostro organismo. Primo fra tutti è quello di essere un ottimo alleato nelle <strong>diete ipocaloriche</strong>, con solo 38 kcal/100g, ha un buon contenuto in fibra e in più è molto ricco in acqua; come gli altri agrumi ha un elevato contenuto di <strong>Vitamina C</strong>, ma inferiore a quello del limone, però ha oltre il doppio di Vitamina A di quest’ultimo e contiene anche Vitamina E. E’ molto ricco in potassio, magnesio, calcio e fosforo; contiene inoltre vitamine del gruppo B, acido folico, flavonoidi, mucillagini e acidi organici.</p>
<p>Il lime viene <strong>spesso confuso con il limone</strong> ma si tratta di frutti diversi, pur appartenendo alla stessa famiglia. appartengono alla stessa famiglia e allo stesso genere, ovvero, il Citrus, ma a a due specie diverse (<em>Citrus limon</em> per il limone, <em>Citrus aurantiifolia</em> per il lime). A livello organolettico, il limone ha una dimensione maggiore ed un colore giallo, mentre il lime è più piccolo e tendenzialmente di colore giallo; il limone ha un gusto più dolce e meno acido, al contrario il lime presenta un gusto più aspro; il lime presenta gusto e aroma di maggiore intensità rispetto al limone).</p>
<p>Il Lime è un <strong>naturale antiacido gastrico</strong> (contrariamente a quanto si potrebbe pensare, dato il suo sapore, grazie agli acidi organici che contiene), favorisce la digestione ed ha notevoli <strong>proprietà toniche, rinfrescanti, antidiarroiche</strong>. In effetti, al lime vengono attribuite numerose proprietà:</p>
<ul>
<li><strong>digestive</strong>, grazie al contenuto in <strong>acido citrico</strong> particolarmente importante per favorire la digestione e per aiutare l’organismo a sciogliere i grassi; l’odore del lime, dovuto ai flavonoidi, porta ad una maggiore salivazione stimolando il sistema digerente, aumentano la secrezione dei succhi gastrici, bile e acidi (l’acido citrico contenuto nel frutto aiuta gli acidi dello stomaco a digerire quanto abbiamo mangiato) e stimolano il movimento peristaltico;</li>
<li><strong>immunostimolanti e antinvecchiamento</strong>: grazie alla ricchezza di vitamina C rafforza il sistema immunitario, portando avanti un’azione di contrasto nei confronti dei radicali liberi che causano l’invecchiamento cellulare;</li>
<li><strong>antinfiammatorie antiossidanti</strong>: grazie al contenuto in vitamina C e flavonoidi</li>
<li><strong>energetiche</strong>: grazie all’alto contenuto di potassio è ideale per contrastare i bruschi cali di tono;</li>
<li><strong>diuretiche</strong>: se si beve il succo di lime appena spremuto, si può ottenere un’azione efficace sia nel prevenire la formazione dei calcoli renali che nel facilitarne lo scioglimento, grazie sempre all’effetto dell’acido citrico. Inoltre, l&#8217;elevato contenuto di potassio è molto efficace nella depurazione e le sue proprietà disinfettanti aiutano a curare le infezioni del sistema urinario;</li>
<li><strong>ipocolesterolizzanti</strong>: l’assunzione di lime ai pasti è utile nell’abbassare il livello di colesterolo e dei trigliceridi nel sangue nel sangue, grazie alla presenza di <strong>esperidina</strong>.</li>
<li><strong>cosmetiche</strong>: le foglie e la buccia di questo frutto contengono essenze aromatiche ed oli essenziali che trovano impiego in profumeria, nell’erboristeria e nell’industria dei detergenti come oli per il corpo, oli per capelli, dentifrici, saponi, disinfettanti, collutori, deodoranti e molti altri prodotti; la buccia del lime, passata sulla pelle, la mantiene sana e la protegge dall’invecchiamento; il succo applicato sulla pelle direttamente la protegge dalle infezioni, oltre ad espletare un effetto deodorante per la presenza di una grande quantità di vitamina C, flavonoidi, antibiotici e disinfettanti; l’estratto di lime messo sulla pelle allontana gli insetti (è <strong>sgradevole per le zanzare</strong>); con il lime si possono preparare anche delle maschere di bellezza, in grado di contrastare le macchie scure che si formano sulla cute con l’avanzare dell’età. cura della pelle;</li>
</ul>
<p>Dal gusto dolciastro e poco aspro viene raramente <strong>consumato come un frutto</strong><strong> fresco</strong>, ma è molto <strong>usato in cucina,</strong> anche <strong>come</strong> valido <strong>sostituto del limone</strong>.</p>
<p>Rappresenta un ingrediente fondamentale della <strong>Torta di limetta</strong>, un dolce tipico della Florida.</p>
<p>Viene anche usato nella preparazione di <strong>bibite analcoliche</strong>, di <strong>cocktail </strong>(<strong>Mojito, Caipirinha, Caipiroska,</strong><strong> Daiquiri</strong>), come ingrediente di ricette, guarnizioni o come condimento delle macedonie di frutta e dei frutti di mare, talvolta anche associato al curry. Il lime è una base fondamentale per molti tumbler-cocktail. La base alcolica più utilizzata assieme a questo frutto è il gin; alcuni esempio sono: il gin tonic, il gimlet e il Rickey. Il succo di lime fresco è considerato un ingrediente insostituibile del <strong>margarita</strong>.</p>
<p>Pur essendo ricco di proprietà benefiche, non bisogna esagerare con la <strong>consumazione del lime</strong> e del suo succo, per non incorrere in alcuni effetti collaterali: il succo di lime in eccesso, infatti, può causare la formazione di ulcere allo stomaco o il deterioramento dello smalto dei denti. Non solo, se si beve molto succo di lime, si può incorrere anche in danni renali. Da tenere presente che il lime contiene alti livelli di potassio, che potrebbe essere dannoso se si soffre di problemi ai reni, quindi meglio consumarlo con moderazione.</p>
<p>Esistono anche molte piantagioni di limette che producono solo <strong>piante a scopo ornamentale</strong>, trattandosi di pianta sempreverde (come tutti i citrus) e che in condizioni favorevoli fiorisce tutto l&#8217;anno. Anche i suoi piccoli frutti colorati sono molto pittoreschi, soprattutto perché rimangono sul ramo a lungo assieme ai fiori del raccolto seguente.</p>
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		<title>Mano di Buddha &#8211; Citrus medica var. sarcodactylus</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/mano-di-buddha-citrus-medica-var-sarcodactylus/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Sep 2024 08:41:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Frutti Esotici]]></category>
		<category><![CDATA[agrumi]]></category>
		<category><![CDATA[cedro]]></category>
		<category><![CDATA[Citrus medica var. sarcodactylus]]></category>
		<category><![CDATA[frutto profumato]]></category>
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		<category><![CDATA[pianta ornamentale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si tratta di un frutto strano, esotico, un agrume per la precisione, che fa parte della grande famiglia del cedro; in effetti, il Citrus medica var. sarcodactylus è una varietà di Citrus medica. Prende anche il nome comune di mano di Budda per la tipica forma del frutto che origina nella fase precoce di partizione &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si tratta di un frutto strano, esotico, un agrume per la precisione, che fa parte della grande famiglia del cedro; in effetti, il <strong><em>Citrus medica</em> var. <em>sarcodactylus</em></strong> è una <strong>varietà di Citrus medica. </strong>Prende anche il nome comune di <strong>mano di Budda </strong>per la tipica forma del frutto che origina nella fase precoce di partizione dei suoi spicchi, laddove ogni spicchio non tende a svilupparsi omogeneamente insieme agli altri, bensì come unità a sé stante. Ne consegue una forma non sferica del frutto, ma frastagliata e divisa in varie escrescenze, che richiama lontanamente quella di una mano umana.</p>
<p>L&#8217;anomalia è stata spesso geneticamente favorita per aumentare la porzione di frutto composta da sola buccia, cioè l&#8217;unica parte del frutto industrialmente utilizzabile, tuttavia con esiti deludenti.</p>
<p><strong>Caratteristiche</strong></p>
<p>La &#8220;<strong>mano di Budda</strong>&#8221; (<em>Buddha&#8217;s hand</em> o <em>fingered citron</em>) è una <strong>varietà di cedro profumato</strong> il cui frutto è segmentato in diverse sezioni. Questa particolare varietà di cedro è dovuta ad una mutazione genetica.</p>
<p>La pianta cresce soprattutto nelle vallate di Cina, Giappone e India del Nord. In tempi recenti hanno iniziato a coltivarla con un certo seguito anche negli Stati Uniti e in Israele. In Oriente ha una lunghissima tradizione come <strong>pianta ornamentale</strong> e viene considerato un vero <strong>portafortuna</strong>.</p>
<p>Il <strong>cedro </strong>cresce su un piccolo albero con lunghi rami irregolari coperti di spine. Le sue grandi e verdi foglie oblunghe sono pallide e crescono fino a circa 10/15 centimetri. I suoi fiori sono di colore bianco violaceo dall&#8217;esterno e crescono in grappoli profumati e molto eleganti.</p>
<p>Il <strong>frutto</strong> ha una buccia spessa e rugosa o bitorzoluta e contiene solo un&#8217;eventuale piccola quantità di polpa acida, ed è spesso senza semi. È <strong>molto profumato</strong> e viene utilizzato prevalentemente dai cinesi e giapponesi a mo’ di centrotavola, <strong>per profumare le camere </strong>oppure<strong> e gli oggetti personali</strong> come l&#8217;abbigliamento e la biancheria nei cassetti.</p>
<p>Tra i giapponesi, invece, c’è la consuetudine di regalare una mano di Buddha ad amici e parenti il giorno di Capodanno, come simbolo di prosperità e ricchezza.</p>
<p>In India è facile trovarla nei templi, ai piedi delle statue del Buddha, come offerta votiva da parte dei fedeli: l’usanza è quella di posizionare due frutti uno vicino all’altro, come se fossero due mani giunte in preghiera.</p>
<p><strong>Il frutto è profumatissimo</strong>. Il sentore agrumato, fresco e intenso, ricorda quello del cedro: rispetto a quest’ultimo è praticamente privo di semi, ma in compenso ha tanta scorza, anzi si può dire che è composto praticamente solo di buccia, con pochissima polpa e zero succo all’interno. La buona notizia è che la buccia è squisita, da gustare soprattutto <strong>candita</strong> perché al naturale risulta piuttosto coriacea.</p>
<p>Anche il sapore, ormai l’avrete intuito, è abbastanza simile a quello del cedro, ma meno acidulo. La <strong>polpa interna</strong>, di colore bianco, è ancora più <strong>dolce e delicata</strong>. Va da sé che la mano di Buddha non può essere sbucciata come si farebbe con un’arancia o un pompelmo: va tagliata a fette oppure grattugiata.</p>
<p>Nella cucina occidentale, è spesso utilizzato per la sua bellezza come <strong>ornamento per diversi piatti</strong>. Il <strong>midollo</strong> interno bianco non è amaro, come solito negli agrumi, ma <strong>dolciastro</strong> e leggermente zuccherato, così le dita possono essere tagliate longitudinalmente e poi a fette, e utilizzate nelle insalate o sparsi su cibi cotti come il pesce, o anche sul gelato, specialmente su quelli al limone o alla vaniglia.</p>
<p>Con la sua scorza si possono aromatizzare sia pietanze a base di carne che di pesce, ma anche insalate, primi piatti e verdure. Consideratela alla stregua di un limone, ma non esagerate con le dosi perché il suo aroma è davvero molto intenso. La sua buccia, ricchissima di olio essenziale, viene anche usata per la preparazione di liquori e digestivi.</p>
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		<title>Cedro &#124; Citrus medica</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/cedro-citrus-medica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Oct 2022 11:18:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[cedro]]></category>
		<category><![CDATA[Corsican]]></category>
		<category><![CDATA[Diamante]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il cedro (Citrus medica) è un albero da frutto appartenente al genere Citrus (fam. delle Rutacee). È ritenuta una delle tre specie di agrumi capostipite da cui derivano tutti i membri del genere oggi conosciuti, assieme al pomelo ed al mandarino. Il nome cedro, derivato dalla volgarizzazione del termine latino citrus è, però, ambiguo in &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>cedro</strong> (<em>Citrus medica</em>) è un albero da frutto appartenente al genere <em>Citrus</em> (fam. delle <em>Rutacee</em>). È ritenuta una delle tre specie di agrumi capostipite da cui derivano tutti i membri del genere oggi conosciuti, assieme al <strong>pomelo</strong> ed al <strong>mandarino</strong>.</p>
<p>Il nome cedro, derivato dalla volgarizzazione del termine latino <strong><em>citrus</em></strong> è, però, ambiguo in quanto coincide con la traduzione di <em>cedrus,</em> nome dato alla conifera (i famosi cedri del Libano che fornirono il legno per tante imbarcazioni nel mondo antico); ecco perché in alcuni testi per l&#8217;agrume viene usato anche il termine <strong>citro</strong>. Fu classificato già da Plinio il Vecchio nella Naturalis Historia col nome di &#8220;mela assira&#8221;.</p>
<p>Specie di origine asiatica, India e Birmania, è coltivata per usi commerciali o, da pochi appassionati, come curiosità botanica  nei Monti Lattari, nella penisola sorrentina e a Capri, in Calabria, nella fascia costiera nota come &#8220;Riviera dei Cedri&#8221;.</p>
<p>Il cedro si presenta come un arbusto o un piccolo albero sempreverde, alto 2-5 m, giovani foglie non ancora sviluppate soffuse di violetto. Chioma arrotondata, assai ramosa, con ramuli spinosi. Tronco eretto, breve, con corteccia grigio-scura, liscia negli esemplari giovani diventa squamosa con l&#8217;andare del tempo. Foglie portate da un picciuolo generalmente non alato, lunghe 5-10 cm, lamina ellittica, margine carenato o seghettato, colore verde intenso lucido superiormente. Fiori profumati, solitari o in brevi racemi, corolla a 5 petali, fino a 4 cm di diametro, bianca all&#8217;interno e più o meno soffusa di porpora all&#8217;esterno. Frutti grandi, sino a 15-25 cm di diametro, ellittici o globosi, a buccia molto grossa, dura, rugosa, fragrante, ricca di oli essenziali, prima verde poi giallo-limone a maturità, con succo mediocramente acido.  La buccia è molto ruvida ed eccezionalmente spessa; costituisce fino al 70% del frutto, per cui – tolti pure i semi e la pellicola tra gli spicchi – solo un 25-30% del cedro è normalmente utilizzabile- La pianta cresce nell’intervallo altimetrico tra 0 e 800 metri s.l.m..Periodo di fioritura: Gennaio-Dicembre.</p>
<p>Le cultivar sono divise in due gruppi: <strong>cedri acidi</strong> e <strong>cedri dolci</strong>. Le prime, come la specie tipica, hanno fiori e germogli rosso-violocei e polpa acida; le seconde hanno fiori bianchi e polpa più dolce. Tra i cedri acidi ricordiamo la <strong>Diamante </strong>(o Liscia), la <strong>Etrog</strong> e la <strong>Mano di Budda</strong> (con frutti ornamentali privi di polpa); tra le cultivar dei cedri dolci ricordiamo la <strong>Corsican</strong> e la <strong>Salò</strong>.</p>
<p>Una certa importanza hanno assunto i cosiddetti <strong>limoni cedrati</strong>, che possono essere considerati come degli ibridi fra limoni e cedri, producenti frutti che ricordano il cedro per la pezzatura e lo spessore della buccia, abbastanza idonea alla candidatura, mentre simile al limone è l&#8217;aspetto della pianta, che risulta meno esigente del cedro per quanto riguarda la temperatura.</p>
<p>Il cedro, come altri agrumi, è un frutto ricco di <strong>qualità benefiche</strong> dovute soprattutto al ricco contenuto di fibra alimentare e di micronutrienti, soprattutto vitamine C e B1, calcio e potassio, flavonoidi antiossidanti (in particolare, esperidina), olio essenziale ricco di citrale, limonina e terpeni. Grazie a questi componenti il cedro ha <strong>proprietà depurative</strong> (stimolando la diuresi), <strong>digestive</strong>, <strong>carminative</strong> (aiuta l’organismo a espellere e ridurre la formazione dei gas intestinali), <strong>germicide, disinfettanti, lassative</strong>. Il ricco contenuto di fibre favorisce il naturale funzionamento dell’intestino.</p>
<p>La maggiore importanza economica del cedro deriva dalla scorza che viene utilizzata per la preparazione di canditi, acqua e sciroppo di cedro e per l&#8217;estrazione di olii essenziali. Con il succo si preparano bibite. In medicina si utilizza per la preparazione di infusi.</p>
<p>Il consumo del frutto fresco è controindicato nei pazienti che assumono anticoagulanti orali a base di warfarin nonché in gravidanza e nei bambini.</p>
<p>L’olio essenziale di cedro, noto in fitoterapia, è efficace come rigenerante, lipolitico, tonico, espettorante, antisettico e anti dolorifico.</p>
<p>In erboristeria, l’olio di cedro viene consigliato soprattutto per combattere la pelle a buccia d’arancia. In genere si impiega mescolato con l’olio di mandorla per migliorare la spalmabilità e l’efficacia del massaggio (l’olio di mandorle è un efficace elasticizzante).</p>
<p>L’olio di cedro è anche consigliato per favorire la crescita dei capelli e mantenere la salute del cuoio capelluto grazie alle proprietà rubefacenti, che richiamano sangue in loco e stimolano il microcircolo, incidendo positivamente sull’ossigenazione dei bulbi.</p>
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