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	<title>carvone Archivi - amaperbene.it</title>
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		<title>Ononide &#124; Ononis spinosa L.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 May 2023 11:17:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’ononide spinosa, detta anche bonaga o bulinaca o stancabue o arrestabue, è un piccolo   cespuglio spinoso (non più alta di 50 cm), appartenente alla famiglia delle Fabaceae; ha radice fittonante e fusto eretto, legnoso nella parte inferiore. Le foglie hanno un breve picciolo, sono lineari-oblunghe, con margine finemente dentato. Dalla primavera all’estate sbocciano fiori rosa &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’<strong>ononide spinosa</strong>, detta anche <strong>bonaga o bulinaca </strong>o<strong> stancabue </strong>o <strong>arrestabue</strong>, è un piccolo   cespuglio spinoso (non più alta di 50 cm), appartenente alla famiglia delle <em>Fabaceae</em>; ha radice fittonante e fusto eretto, legnoso nella parte inferiore. Le foglie hanno un breve picciolo, sono lineari-oblunghe, con margine finemente dentato. Dalla primavera all’estate sbocciano fiori rosa profumati mentre il frutto è un legume di forma ovale.</p>
<p>Cresce in vegetazioni erbacee seminaturali, in pascoli magri, su scarpate e ai margini d i boschi aperti, su suoli limoso-argillosi piuttosto profondi, ricchi in basi ma talvolta decalcificati e subacidi, poveri in composti azotati, dal livello del mare a 1300 m circa.</p>
<p>Il nome generico deriva probabilmente dal greco “ónos” (asino) e indicherebbe un foraggio per gli asini; il nome specifico si riferisce ai rami induriti e spinescenti all’apice. Periodo di fioritura: maggio-settembre.</p>
<p>Sono proprio <strong>le radici</strong> di questa pianta che <strong>contengono principi attivi</strong> <strong>amari dagli effetti diuretici</strong> già noti a Greci e Latini, che avevano scoperto come l’ononis spinosa aumenti la produzione in volume di urina, con benefici per chi soffre di calcoli vescicali, renali e renella.</p>
<p>I sassolini che formano i calcoli, infatti, grazie all’aumento del volume dell’urina, riescono ad essere espulsi più facilmente nel loro difficoltoso passaggio nei canali che collegano la vescica ai reni (ureteri), senza ferire la mucosa interna e dare origini ad ulteriori infiammazioni.</p>
<p>Le radici di ononide, raccolte in autunno o in primavera, tagliate a pezzi ed essiccate in luogo ombroso e ventilato, contengono oltre all’<strong>olio essenziale (anetolo, carvone, mentone)</strong>, anche sostanze naturalmente depurative, lenitive e antinfiammatorie tra cui <strong>glucosidi isoflavonici</strong>, flavonoidi glucosinati (<strong>ononina</strong>, il principio attivo peculiare della pianta), <strong>mentolo</strong>, <strong>onocolo</strong> (o alfa-onocerina), <strong>tannini, triterpeni </strong>(<strong>onocerina</strong>), <strong>sitosteroli, saponina, biocanina.</strong></p>
<p>Questi principi attivi producono i seguenti benefici:</p>
<ul>
<li>depurano i reni e aiutano a produrre più urina, per alleviare il bruciore e favorire l’eliminazione dei batteri;</li>
<li>facilitano l’espulsione dei calcoli renali;</li>
<li>hanno un effetto antispastico e allentano il senso di peso alla vescica, che si svuota più facilmente;</li>
<li>aumentano il pH dell’urina che sarà meno acida, ostacolando la crescita dei batteri;</li>
<li>essendo un antinfiammatorio naturale, donano infine sollievo alla mucosa irritata.</li>
</ul>
<p>L’efficacia, in termini di aumento del volume delle urine prodotte e di sollievo dai sintomi principali dell’infiammazione si evidenziano molto presto ed è per questo che è indicata non solo per problemi di calcolosi renale ma anche in caso di cistite, bruciori, ritenzione idrica ed edemi dovuto a troppo ristagno di liquidi e scorie perché aiuta prontamente a eliminare le tossine e a combattere le infiammazioni tipiche dell’area vescicale e quindi la cistite.</p>
<p>L’ononide è consigliata a tutti, ma questa pianta va usata correttamente per sfruttare le sue proprietà curative. Mai superare le dosi consigliate, e soprattutto è bene rivolgersi al proprio medico o all’urologo prima di cominciare qualunque ciclo terapeutico, anche se “naturale”. Il rischio è quello di andare incontro a disidratazione e perdita di sali minerali, gli stessi effetti di quando si assumono farmaci diuretici.</p>
<p>Il decotto ottenuto dalla radice essiccata è utilizzato per gargarismi contro infiammazioni a livello della bocca e della gola. L&#8217;ononide, inoltre, <strong>entra nella composizione della specie per tisana alla gramigna prevista dal Formulario Galenico Nazionale, ed è presente in specialità medicinali registrate</strong>.</p>
<p>Fare attenzione a <strong>possibili interazioni con i diuretici</strong> per il rischio di potenziali squilibri idroelettrolitici.</p>
<p>In cucina le foglie giovani appena nate possono essere usate in insalate (il sapore si avvicina a quello delle fave). Vengono usati anche i fiori e le radici.</p>
<p>Va comunque usata con attenzione in quanto <strong>presenta una certa tossicità</strong>.</p>
<p>Anticamente si usavano le giovani estremità di questa pianta per ricavare <strong>tinture di vari colori</strong> (verde, giallo ma anche il rosso).</p>
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		<title>Carum Carvi</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/carum-carvi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Oct 2022 11:35:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[anice dei Vosgi]]></category>
		<category><![CDATA[carvi]]></category>
		<category><![CDATA[carvone]]></category>
		<category><![CDATA[comino]]></category>
		<category><![CDATA[cumino dei prati]]></category>
		<category><![CDATA[harira]]></category>
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		<category><![CDATA[Meghli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il cumino dei prati (Carum carvi L., 1753), noto anche come comino, carvi e anice dei Vosgi, è una pianta biennale appartenente alla famiglia Apiaceae, nativa dell&#8217;Europa e dell&#8217;Asia centro-occidentale e conosciuta nell&#8217;Africa nord orientale, ma coltivata sia in Europa, sia negli Stati Uniti d&#8217;America. In Italia cresce spontaneo in luoghi umidi ed erbosi, tipici &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>cumino dei prati</strong> (<em>Carum carvi</em> L., 1753), noto anche come <strong>comino</strong>, <strong>carvi</strong> e <strong>anice dei Vosgi</strong>, è una pianta biennale appartenente alla famiglia <em>Apiaceae</em>, nativa dell&#8217;Europa e dell&#8217;Asia centro-occidentale e conosciuta nell&#8217;Africa nord orientale, ma coltivata sia in Europa, sia negli Stati Uniti d&#8217;America. In Italia cresce spontaneo in luoghi umidi ed erbosi, tipici delle zone subalpine e dell&#8217;Appennino settentrionale (tra 800 e 2300 metri); necessita di una buona esposizione al sole.</p>
<p>Il Carvi è conosciuto fin dall&#8217;antichità; il medico greco Dioscoride ne decantava già allora le proprietà digestive. La “<strong>harira</strong>”, caratteristica zuppa di verdure e legumi del Marocco, viene preparata tradizionalmente durante il Ramadam e nelle feste nuziali, e il suo aroma viene esaltato dal carvi, in arabo <strong>karwîyâ</strong>.</p>
<p>Non va confuso con il <strong>cumino</strong> (<em>cuminum cyminum</em>), che presenta frutti simili ma con un aroma completamente differente.</p>
<p>Il Carvi è una pianta simile alla pianta della carota selvatica, ha fusto eretto che può raggiungere l’altezza di 60 cm. Le foglie sono simili a lunghe piume, i fiori sono bianchi o rosa e riuniti in infiorescenze ad ombrella, mentre i frutti sono piccoli, rigati e oblunghi e vengono chiamati, in maniera impropria, semi. La pianta fiorisce tra maggio e settembre, i frutti invece raggiungono la maturazione tra luglio e agosto. Le radici del carvi, inoltre possono essere mangiate previa cottura in acqua bollente.</p>
<p>Ricco di proteine e minerali, il carvi ha numerose <strong>proprietà terapeutiche</strong> tra cui quelle <strong>aperitive, carminative, antisettiche, espettoranti, digestive e regolatrici dell’intestino, diuretiche</strong>. Il carvi, inoltre, <strong>stimola l’appetito</strong> e aiuta le donne in allattamento nella produzione del latte.</p>
<p>Molte aziende farmaceutiche lo usano all’interno dei medicinali antidiarroici grazie alla capacità disinfettante che ha nei confronti delle pareti intestinali. Grazie alle proprietà antispastiche, è adatto anche per essere usato contro le coliche dei lattanti.</p>
<p>Le foglioline giovani hanno un sapore che ricorda l’anice e sono ottime in insalate e minestre e per aromatizzare il pane, in particolare quello di segale.</p>
<p>I frutti, normalmente usati interi, hanno un sapore pungente simile all&#8217;anice ed un aroma che proviene loro dagli oli essenziali in essi contenuti, quali il <strong>limonene</strong> ed il <strong>carvone, </strong>contenuti in percentuali variabili dal 3 al 7%, secondo la provenienza. Vengono <strong>usati come spezie</strong>, specialmente nei paesi del nord Europa, per aromatizzare il pane ed in particolare quello di segale.</p>
<p>Il frutto del cumino dei prati è usato anche per la <strong>produzione di liquori, come il Kümmel</strong>, e per insaporire carni in umido e altri piatti, specialmente nella cucina dell&#8217;Europa centrale e in Scandinavia. Viene anche usato per aromatizzare particolari tipi di formaggio e acquaviti.</p>
<p>Il tempo balsamico di raccolta, quando maggiore è la concentrazione dei principi attivi, è il momento in cui i frutti non sono ancora del tutto maturi.</p>
<p>Nell&#8217;industria cosmetica si utilizza generalmente l&#8217;essenza di Carvi per la sua fragranza. In campo erboristico, può essere utilizzato sotto forma di tisana, oppure come ingrediente di preparati pronti all&#8217;uso in polvere, compresse o gocce.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In cucina viene usato come condimento e spezia. Le radici della pianta sono commestibili e possono essere consumate bollite come le carote</p>
<p>In Libano è usato nel <strong>Meghli</strong>, un tipico budino con farina di riso, anice, cannella e, appunto, carum carvi. Solitamente si prepara per festeggiare la nascita di un bambino e viene offerto agli ospiti in coppette, in genere con sopra del cocco grattugiato e frutta secca.</p>
<p><strong>Molto usato anche nel campo dell&#8217;erboristeria</strong>, per le sue virtù medicamentose capaci di facilitare la digestione ed eliminare il meteorismo e per il blando effetto antisettico intestinale.</p>
<p>Il carvi va assolutamente vietato in caso di gravi epatopatie (olio essenziale) oppure di ipersensibilità accertata verso uno o più componenti. L&#8217;olio essenziale di carvi può causare cefalee e vertigini. In alcuni pazienti può insorgere allergia, in genere con sintomi buccali quali infiammazioni alla lingua e alle gengive con prurito e bruciori. E’ da sconsigliarne l’uso in gravidanza.</p>
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		<title>Ammi visnaga &#124; Ammi visnaga</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Sep 2022 17:30:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[antispasmodico]]></category>
		<category><![CDATA[canfora]]></category>
		<category><![CDATA[carvone]]></category>
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		<category><![CDATA[medicina omeopatica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La visnaga (Ammi visnaga L.) è una pianta erbacea annua di origine mediterranea (Marocco ed Egitto) appartenente alla famiglia delle Apiaceae; è conosciuta anche come Finocchio annuale, Khella, Toothpick ammi, Amni, Erba cura denti, Erba delle gengive, Kell, Khillé, Toothpick carrot, Spanish carrot, Spanish toothpick, Bishop´s weed, Herbe aux cure dents, Zahnstocherkraut, Bisnaga das searas, &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>visnaga</strong> (<em>Ammi visnaga</em> L.) è una pianta erbacea annua di origine mediterranea (Marocco ed Egitto) appartenente alla famiglia delle <em>Apiaceae</em>; è conosciuta anche come <strong>Finocchio annuale</strong>, Khella, Toothpick ammi, Amni, <strong>Erba cura denti</strong>, <strong>Erba delle gengive</strong>, Kell, Khillé, Toothpick carrot, Spanish carrot, Spanish toothpick, Bishop´s weed, Herbe aux cure dents, Zahnstocherkraut, Bisnaga das searas, Paliteira, Quiruvia.</p>
<p>Produce ampie macchie tappezzanti, costituite da sottili fusti, lignificati alla base, ben ramificati, che portano larghe foglie pennate, finemente incise, che ricordano molto il fogliame del finocchio selvatico, di colore verde chiaro, bianco grigiastre sulla pagina inferiore. Dalla primavera fino all’autunno all’apice dei fusti si sviluppano grandi infiorescenze ad ombrello, costituite da piccoli boccioli di colore verde chiaro, che sbocciano in fiorellini bianchi a cinque petali. Il fogliame ha un profumo intenso se stropicciato, ed anche i fiori emanano un profumo molto particolare.</p>
<p>Questa pianta viene utilizzata come <strong>pianta medicinale</strong> da millenni; viene utilizzata anche come <strong>pianta da fiore</strong>, nelle bordure di annuali e nelle aiole, dove diviene tappezzante, raggiungendo un’altezza di 50-80 cm; tende ad autoseminarsi con facilità, è quindi opportuno controllarne la crescita nel corso degli anni, per evitare che diventi infestante. La linfa ha <strong>potere fotosensibilizzante</strong>, è quindi consigliabile maneggiare i fiori e tutta la pianta con i guanti, o lavare bene la pelle che viene a contatto con tale liquido.</p>
<p>La visnaga predilige le posizioni ben soleggiate, ma può tollerare anche l’ombra leggera; non teme il gelo, soprattutto se leggero e per brevi periodi, anche se le giovani piante tendono a produrre più fiori rispetto agli esemplari dell’anno precedente, viene quindi spesso coltivata come annuale.</p>
<p>Vede tra i principali <strong>costituenti chimici</strong>: olio essenziale (contenente <strong>canfora, linalolo, carvone</strong>); <strong>flavonoidi</strong>; <strong>furocromoni </strong>(<strong>kellolo, visnagina e kellina</strong>); <strong>piranocumarina (visnadina, samidina), furocumarine</strong>.</p>
<p>La <strong>visnaga</strong> ha <strong>attività spasmolitica</strong> (kellina) a livello della muscolatura liscia delle arterie coronariche, dei bronchi e delle vie urinarie; come tale, risulta indicata in presenza di tosse a componente spastica (pertosse), nell&#8217;asma bronchiale, nelle coliche biliari, intestinali e renali, nell&#8217;angina pectoris, nelle bronchiti asmatiche o spastiche, ma non è utilizzabile come fitoterapico a fini curativi.</p>
<p>Per la presenza di <strong>furocumarine</strong>, conosciute ugualmente col denominativo di psoraleni, <strong>la pianta è fotosensibilizzante</strong>, per cui facilita la ripigmentazione cutanea in presenza di macchie bianche sulla pelle; <strong>il suo impiego è vietato in campo cosmetico</strong>.</p>
<p>L&#8217;<em>Ammi majus L. </em>non contiene kellina e viene utilizzata come fonte di sostanze per produrre psoraleni, farmaci indicati nella vitiligine.</p>
<p>La visnaga è conosciuta anche come <strong>“erba cura denti</strong>” perché in Oriente gli stuzzicadenti sono fatti con gli steli essiccati di questa pianta. Ha un gradevole sapore piccante.  Grazie ai suoi fiori bianchi abbellisce il giardino ed attira molti insetti utili.</p>
<p>Attualmente la pianta non viene utilizzata a fini curativi.</p>
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