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	<title>carotenoidi Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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		<title>Molecole Antiossidanti</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/molecole-antiossidanti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Jun 2024 09:35:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Da sapere]]></category>
		<category><![CDATA[antiossidanti endogeni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con il termine antiossidante si intende una sostanza (molecola, ione, radicale) o agente in grado di contrastare, rallentare o neutralizzare la formazione dei radicali dell’ossigeno che si formano in seguito a reazioni di ossidazione. Le reazioni di ossidazione, ossia tutte quelle reazioni chimiche che prevedono l&#8217;utilizzo di molecole di ossigeno, avvengono continuamente nell&#8217;organismo. Il cibo &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con il termine antiossidante si intende una <strong>sostanza </strong>(molecola, ione, radicale)<strong> o agente in grado di contrastare, rallentare o neutralizzare la formazione dei radicali dell’ossigeno</strong> che si formano in seguito a reazioni di ossidazione.</p>
<p>Le reazioni di ossidazione, ossia tutte quelle reazioni chimiche che prevedono l&#8217;utilizzo di molecole di ossigeno, avvengono continuamente nell&#8217;organismo. Il cibo che mangiamo, ad esempio, viene convertito in energia attraverso processi di ossidazione, e la stessa respirazione cellulare è basata su reazioni di ossidazione.</p>
<p>Durante le reazioni di ossidazione si formano dei prodotti intermedi altamente reattivi, noti come <strong>radicali liberi dell&#8217;ossigeno</strong>, in grado di provocare danni a diverse molecole e strutture cellulari, primo tra tutti il DNA (acido deossiribonucleico), ma anche proteine e lipidi che compongono le membrane delle cellule.</p>
<p>Molte sono le funzioni dell’organismo che possono essere fonte di radicali liberi: la digestione degli alimenti, l&#8217;utilizzo di farmaci (il cui metabolismo da parte del fegato può generare radicali), l’eccessiva esposizione ai raggi ultravioletti (sole o lampade abbronzanti), il fumo di sigaretta o l’esposizione ad agenti inquinanti di varia natura, e via dicendo.</p>
<p>Nel corpo umano, però, esistono sostanze antiossidanti naturali che hanno il potere di prevenire la formazione di radicali o di neutralizzare quelli già formati, limitando in questo modo i danni a livello delle cellule e dei tessuti.</p>
<p>Dal punto di vista chimico gli antiossidanti sono delle molecole che si ossidano con estrema facilità. Essendo così facilmente “ossidabili” i radicali liberi andranno a reagire preferenzialmente con gli antiossidanti risparmiando così varie molecole e strutture cellulari. In questo senso, gli antiossidanti possono essere considerati delle “trappole” per radicali liberi. Siccome molte funzioni, come ad esempio la respirazione e la digestione, producono radicali liberi, l’organismo è dotato di una serie di sostanze antiossidanti in grado di prevenire e/o riparare i danni indotti dai radicali sulle strutture biologiche.</p>
<p>L’organismo produce naturalmente una serie di <strong>antiossidanti</strong> definiti <strong>endogeni</strong>, come il glutatione, il coenzima Q e gli enzimi superossido dismutasi e catalasi.</p>
<p>Molti altri antiossidanti “esogeni” vengono quotidianamente introdotti nell&#8217;organismo attraverso il cibo. Di qui l’importanza di una dieta sana ed equilibrata che favorisca l’introduzione di tutte le sostanze antiossidanti necessarie, molte delle quali si trovano in abbondanza nella frutta e nella verdura. Tuttavia, la cottura e la lunga conservazione possono disattivare alcuni antiossidanti presenti negli alimenti. Un esempio caratteristico è la vitamina C, facilmente degradabile durante la cottura dei cibi e anche molto volatile (per cui una spremuta di arancia deve essere bevuta in tempi brevi dopo la sua preparazione per non perdere buona parte del suo contenuto in vitamina C). Altre sostanze antiossidanti, come ad esempio la vitamina E, sono invece più resistenti. Altre ancora, come il licopene presente nel pomodoro, vengono attivate dalla cottura.</p>
<p>Quando la produzione di radicali liberi è eccessiva, o la riserva di antiossidanti è insufficiente, si può instaurare una <strong>condizione di stress ossidativo</strong>.</p>
<p>È quel che accade, ad esempio, durante una malattia infettiva batterica o virale, in caso di febbre elevata per diversi giorni, a seguito di stili di vita scorretti (ad esempio, abitudine al fumo di sigaretta, abuso di alcol o droghe), in chi segue diete ricche di zuccheri e grassi saturi e troppo povere per quantità e qualità dei micronutrienti, in chi assume dosi eccessive di alcolici, in chi pratica sport molto intenso o svolge un lavoro fisicamente impegnativo o è sottoposto ad un elevato stress psicologico.</p>
<p>Il perdurare di una condizione di stress ossidativo, può essere alla base dell’insorgenza di alcune patologie come, ad esempio:</p>
<ul>
<li>malattie neurodegenerative, come morbo di Parkinson, Alzheimer, sclerosi laterale amiotrofica</li>
<li>malattie del sistema cardiovascolare (ad esempio, aterosclerosi)</li>
</ul>
<p>Molti cibi, soprattutto quelli di origine vegetale, contengono centinaia di sostanze con attività antiossidante più o meno marcata. Sono proprio questi principi attivi a conferire all’alimento le proprietà benefiche che gli vengono attribuiti. Segue un elenco di molecole antiossidanti con potenziali proprietà benefiche per la salute.</p>
<p>01.  <strong>Acidi Fenolici</strong></p>
<ul>
<li><strong>Fonti:</strong> caffè, tè, cereali integrali, frutta (mele, pere, prugne).</li>
<li><strong>Principi Attivi:</strong> acido caffeico, acido ferulico.</li>
<li><strong>Proprietà:</strong> antinfiammatori, antitumorali, proteggono la salute cardiovascolare, migliorano la funzione immunitaria.</li>
</ul>
<p>02.  <strong>Acido Alfa-Lipoico</strong></p>
<ul>
<li><strong>Fonti:</strong> spinaci, broccoli, patate, lievito di birra, carne rossa.</li>
<li><strong>Principi Attivi:</strong> acido alfa-lipoico.</li>
<li><strong>Proprietà:</strong> rigenera altri antiossidanti (come vitamina C e E), migliora il controllo glicemico, supporta la salute del sistema nervoso.</li>
</ul>
<p>03.  <strong>Acido Ursolico</strong></p>
<ul>
<li><strong>Fonti:</strong> mele, basilico, mirtilli, prugne, rosmarino.</li>
<li><strong>Principi Attivi:</strong> acido ursolico.</li>
<li><strong>Proprietà:</strong> antitumorale, anti-infiammatorio, migliora la massa muscolare, riduce l&#8217;accumulo di grasso.</li>
</ul>
<p>04.  <strong>Antociani</strong></p>
<ul>
<li><strong>Fonti:</strong> bacche (mirtilli, ribes, more), melanzane, ciliegie, uva rossa.</li>
<li><strong>Principi Attivi:</strong> cianidina, delfinidina, malvidina.</li>
<li><strong>Proprietà:</strong> antinfiammatori, proteggono la salute cardiovascolare, migliorano la funzione cerebrale, contrastano il danno ossidativo.</li>
</ul>
<p>05.  <strong>Astaxantina</strong></p>
<ul>
<li><strong>Fonti:</strong> alghe, salmone, trota, gamberi, aragoste.</li>
<li><strong>Principi Attivi:</strong> astaxantina.</li>
<li><strong>Proprietà:</strong> potente antiossidante, anti-infiammatorio, protegge la salute della pelle, supporta la salute degli occhi.</li>
</ul>
<p>06. <strong>Beta-Carotene</strong></p>
<ul>
<li><strong>Fonti:</strong> carote, zucca, patate dolci, spinaci, cavolo, albicocche.</li>
<li><strong>Principi Attivi:</strong> beta-carotene.</li>
<li><strong>Proprietà:</strong> precursore della vitamina A, supporta la salute della vista, rafforza il sistema immunitario, promuove la salute della pelle.</li>
</ul>
<p>07. <strong>Beta-glucani</strong></p>
<ul>
<li><strong>Fonti:</strong> avena, orzo, funghi, alghe.</li>
<li><strong>Principi Attivi:</strong> beta-glucani.</li>
<li><strong>Proprietà:</strong> immunomodulanti, antitumorali, migliorano la salute cardiovascolare, promuovono la salute intestinale.</li>
</ul>
<p>08. <strong>Betaina</strong></p>
<ul>
<li><strong>Fonti:</strong> barbabietole, spinaci, cereali integrali, frutti di mare.</li>
<li><strong>Principi Attivi:</strong> betaina.</li>
<li><strong>Proprietà:</strong> supporta la funzione epatica, migliora la salute cardiovascolare, aiuta nella sintesi proteica.</li>
</ul>
<p>09. <strong>Beta-sitosterolo</strong></p>
<ul>
<li><strong>Fonti:</strong> noci, semi, cereali integrali, frutta (avocado, arance).</li>
<li><strong>Principi Attivi:</strong> beta-sitosterolo.</li>
<li><strong>Proprietà:</strong> riduce i livelli di colesterolo, antinfiammatorio, migliora la salute prostatica.</li>
</ul>
<p>10. <strong>Caffeina</strong></p>
<ul>
<li><strong>Fonti:</strong> caffè, tè, cioccolato, bevande energetiche.</li>
<li><strong>Principi Attivi:</strong> caffeina.</li>
<li><strong>Proprietà:</strong> stimolante, migliora la funzione cerebrale, aumenta il metabolismo, ha effetti antiossidanti.</li>
</ul>
<p>11. <strong>Capsaicina</strong></p>
<ul>
<li><strong>Fonti:</strong> peperoncini.</li>
<li><strong>Principi Attivi:</strong> capsaicina.</li>
<li><strong>Proprietà:</strong> antinfiammatoria, analgesica, supporta la perdita di peso, migliora la salute cardiovascolare.</li>
</ul>
<p>12. <strong>Carotenoidi </strong></p>
<p>I carotenoidi sono pigmenti vegetali di natura lipidica che si distinguono per il loro colorito vivo – rosso, arancione e giallo – e che hanno la funzione di agenti fotoprotettivi che proteggono il nostro organismo dalla luce in eccesso. Delle tipologie di carotenoidi fino ad oggi individuate, le più importanti per il benessere del nostro organismo sono quattro:</p>
<ul>
<li><strong>carotene</strong>, presente in natura come alfa, beta e gamma-carotene; il più diffuso è il beta-carotene, precursore della vitamina A o retinolo, che si trova in alte concentrazioni negli alimenti di colore arancione e giallo (in particolare frutta e verdura, come carote, pomodori, zucche, radicchio rosso, peperoni gialli, pesche, albicocche, arance, prugne gialle)</li>
<li><strong>licopene</strong>, presente soprattutto nei frutti e negli ortaggi di colore rosa o rosso</li>
<li><strong>luteina</strong>, presente negli ortaggi a foglia verde e in alcuni legumi</li>
<li><strong>zeaxantina</strong>, presente negli ortaggi e frutti di colore giallo</li>
<li><strong>Fonti:</strong> carote, zucche, anguria, peperoni, spinaci, pomodori, cavoli, patate dolci, albicocche, melone</li>
<li><strong>Principi Attivi:</strong> luteina, zeaxantina, astaxantina.</li>
<li><strong>Proprietà:</strong> v. i singoli agenti</li>
</ul>
<p>13. <strong>Catechine</strong></p>
<ul>
<li><strong>Fonti:</strong> tè verde, tè nero, cioccolato fondente.</li>
<li><strong>Principi attivi:</strong> epigallocatechina gallato (EGCG), epicatechina</li>
<li><strong>Proprietà:</strong> antinfiammatorie, antitumorali, migliorano la salute cardiovascolare, promuovono la perdita di peso.</li>
</ul>
<p>14. <strong>Coenzima Q10 (Ubiquinone)</strong></p>
<ul>
<li><strong>Fonti:</strong> carne (soprattutto cuore e fegato), pesce, noci, semi, spinaci, broccoli.</li>
<li><strong>Principi attivi:</strong> ubiquinone.</li>
<li><strong>Proprietà:</strong> produce energia nelle cellule, protegge il cuore, migliora la funzione mitocondriale, potenzia la salute della pelle.</li>
</ul>
<p>15. <strong>Curcumina</strong></p>
<ul>
<li><strong>Fonti:</strong> curcuma.</li>
<li><strong>Principi attivi:</strong> curcumina.</li>
<li><strong>Proprietà:</strong> antinfiammatoria, antitumorale, supporta la salute del cervello, protegge contro le malattie neurodegenerative.</li>
</ul>
<p>16. <strong>Daidzeina</strong></p>
<ul>
<li><strong>Fonti:</strong> soia, tofu, tempeh, fagioli di soia.</li>
<li><strong>Principi attivi:</strong> daidzeina.</li>
<li><strong>Proprietà:</strong> antitumorale, supporta la salute ossea, ha effetti estrogenici, migliora la salute cardiovascolare.</li>
</ul>
<p>17. <strong>Ellagitannini</strong></p>
<ul>
<li><strong>Fonti:</strong> melograno, lamponi, fragole, noci, mandorle.</li>
<li><strong>Principi attivi:</strong> acido ellagico.</li>
<li><strong>Proprietà:</strong> antitumorali, antinfiammatori, proteggono la salute cardiovascolare, migliorano la funzione immunitaria.</li>
</ul>
<p>18. <strong>Esperidina</strong></p>
<ul>
<li><strong>Fonti:</strong> arance, limoni, pompelmi.</li>
<li><strong>Principi attivi:</strong> esperidina.</li>
<li><strong>Proprietà:</strong> antinfiammatorio, migliora la circolazione sanguigna, protegge la salute cardiovascolare, ha effetti antivirali.</li>
</ul>
<p>19. <strong>Eugenolo</strong></p>
<ul>
<li><strong>Fonti:</strong> chiodi di garofano, cannella, basilico.</li>
<li><strong>Principi attivi:</strong> eugenolo.</li>
<li><strong>Proprietà:</strong> antinfiammatorio, analgesico, antimicrobico, antiossidante.</li>
</ul>
<p>20. <strong>Fisetina</strong></p>
<ul>
<li><strong>Fonti:</strong> fragole, mele, kaki, cipolle, cetrioli.</li>
<li><strong>Principi attivi:</strong> fisetina.</li>
<li><strong>Proprietà:</strong> antinfiammatorio, antitumorale, migliora la memoria, protegge contro le malattie neurodegenerative.</li>
</ul>
<p>21. <strong>Flavonoidi</strong></p>
<ul>
<li><strong>Fonti:</strong> tè (soprattutto tè verde), vino rosso, mele, agrumi, bacche, cipolle, cavolo.</li>
<li><strong>Principi attivi:</strong> quercetina, catechine, epicatechine.</li>
<li><strong>Proprietà:</strong> antinfiammatori, antitumorali, migliorano la salute cardiovascolare, proteggono contro le malattie neurodegenerative.</li>
</ul>
<p>22. <strong>Floridzina</strong></p>
<ul>
<li><strong>Fonti:</strong> mele, pere.</li>
<li><strong>Principi attivi:</strong> phloridzin.</li>
<li><strong>Proprietà:</strong> antidiabetico, antiossidante, migliora la salute ossea, protegge contro il danno ossidativo.</li>
</ul>
<p>23. <strong>Fucoxantina</strong></p>
<ul>
<li><strong>Fonti:</strong> alghe brune (wakame, hijiki), kelp.</li>
<li><strong>Principi attivi:</strong> fucoxantina.</li>
<li><strong>Proprietà:</strong> antitumorale, anti-infiammatorio, supporta la perdita di peso, migliora la salute metabolica.</li>
</ul>
<p>24. <strong>Genisteina</strong></p>
<ul>
<li><strong>Fonti:</strong> soia, tofu, tempeh, fagioli di soia.</li>
<li><strong>Principi attivi:</strong> genisteina.</li>
<li><strong>Proprietà:</strong> antitumorale, supporta la salute ossea, migliora la salute cardiovascolare, ha effetti estrogenici.</li>
</ul>
<p>25. <strong>Glucosinolati</strong></p>
<ul>
<li><strong>Fonti:</strong> broccoli, cavolfiore, cavoletti di Bruxelles, cavolo, ravanelli.</li>
<li><strong>Principi attivi:</strong> sulforafano, indolo-3-carbinolo.</li>
<li><strong>Proprietà:</strong> antitumorali, detossificanti, anti-infiammatori, proteggono contro il danno ossidativo.</li>
</ul>
<p>26. <strong>Glutammina</strong></p>
<ul>
<li><strong>Fonti:</strong> carne, pesce, uova, latticini, verdure (spinaci, cavoli).</li>
<li><strong>Principi attivi:</strong> glutammina.</li>
<li><strong>Proprietà:</strong> supporta la salute intestinale, migliora la funzione immunitaria, aiuta nella sintesi proteica.</li>
</ul>
<p>27. <strong>Glutatione</strong></p>
<ul>
<li><strong>Fonti:</strong> spinaci, avocado, asparagi, cavolfiore, broccoli.</li>
<li><strong>Principi attivi:</strong> glutatione ridotto (GSH).</li>
<li><strong>Proprietà:</strong> detossificante, rigenera altri antiossidanti, sostiene la funzione immunitaria, protegge le cellule dai danni ossidativi.</li>
</ul>
<p>28. <strong>Goji</strong></p>
<ul>
<li><strong>Fonti:</strong> bacche di Goji</li>
<li><strong>Principi attivi:</strong> vitamine liposolubili, in particolare vitamina E (tocoferoli o tocotrienoli) e provitamina A (carotenoidi), entrambe con funzione antiossidante, vitamina A, vitamina C, calcio, ferro, potassio, zinco, selenio, vitamina B2. Fra le altre molecole presenti nelle bacche di Goji sono inclusi diversi carotenoidi (beta carotene, luteina, licopene, zeaxantina), betaina e peptidoglicani.vera</li>
<li><strong>Proprietà:</strong> hanno un effetto antiallergico e anti-infiammatorio; rinforzano le difese immunitarie e sono ricche di elementi benefici per la vista, come la luteina, la zeaxantina e il betacarotene. L’assunzione delle bacche di Goji sembra prevenire anche trombosi, tumori, infertilità maschile, diabete, problemi immunologici ed epatite; al tempo stesso però è sempre fondamentale non abusarne e soprattutto evitare il consumo nel momento in cui si soffra di ipertensione o si stia seguendo una cura anticoagulante</li>
</ul>
<p>29.    <strong>Idrossitirosolo</strong></p>
<ul>
<li><strong>Fonti:</strong> olive, olio d&#8217;oliva.</li>
<li><strong>Principi attivi:</strong> idrossitirosolo.</li>
<li><strong>Proprietà:</strong> antinfiammatorio, antitumorale, migliora la salute cardiovascolare, protegge contro il danno ossidativo.</li>
</ul>
<p>30. <strong>Kaempferolo</strong></p>
<ul>
<li><strong>Fonti:</strong> cavolo, spinaci, broccoli, tè verde, uva.</li>
<li><strong>Principi attivi:</strong> kaempferolo.</li>
<li><strong>Proprietà:</strong> antinfiammatorio, antitumorale, migliora la salute cardiovascolare, protegge contro le malattie neurodegenerative.</li>
</ul>
<p>31. <strong>Licopene</strong></p>
<ul>
<li><strong>Fonti:</strong> pomodori, anguria, pompelmo rosa, guava.</li>
<li><strong>Principi attivi:</strong> licopene.</li>
<li><strong>Proprietà:</strong> protegge contro alcuni tipi di cancro, supporta la salute del cuore, riduce il rischio di malattie cardiovascolari.</li>
</ul>
<p>32. <strong>Lignani</strong></p>
<ul>
<li><strong>Fonti:</strong> semi di lino, semi di sesamo, cereali integrali, verdure crucifere.</li>
<li><strong>Principi attivi:</strong> secoisolariciresinolo diglucoside (SDG).</li>
<li><strong>Proprietà:</strong> antitumorali, migliorano la salute cardiovascolare, hanno effetti estrogenici, supportano la salute del sistema digestivo.</li>
</ul>
<p>33. <strong>Luteina</strong></p>
<ul>
<li><strong>Fonti:</strong> spinaci, cavolo, broccoli, mais, piselli.</li>
<li><strong>Principi attivi:</strong> luteina.</li>
<li><strong>Proprietà:</strong> protegge la vista, riduce il rischio di degenerazione maculare, antinfiammatorio.</li>
</ul>
<p>34. <strong>Melatonina</strong></p>
<ul>
<li><strong>Fonti:</strong> ciliegie, uva, noci, semi di senape, cereali.</li>
<li><strong>Principi attivi:</strong> melatonina.</li>
<li><strong>Proprietà:</strong> regola il ciclo sonno-veglia, antiossidante, supporta la salute del cervello, ha effetti anti-invecchiamento.</li>
</ul>
<p>35. <strong>Naringenina</strong></p>
<ul>
<li><strong>Fonti:</strong> pompelmo, arance, pomodori, ciliegie.</li>
<li><strong>Principi attivi:</strong> naringenina.</li>
<li><strong>Proprietà:</strong> antinfiammatorio, antitumorale, migliora il metabolismo, protegge la salute del fegato.</li>
</ul>
<p>36. <strong>Oleocantale</strong></p>
<ul>
<li><strong>Fonti:</strong> olio extra vergine d&#8217;oliva.</li>
<li><strong>Principi attivi:</strong> oleocantale.</li>
<li><strong>Proprietà:</strong> antinfiammatorio, analgesico, antitumorale, migliora la salute cardiovascolare.</li>
</ul>
<p>37. <strong>Polifenoli</strong></p>
<ul>
<li><strong>Fonti:</strong> tè verde, cioccolato fondente, uva, mele, cipolle, fragole.</li>
<li><strong>Principi attivi:</strong> resveratrolo, acido gallico, acido ellagico.</li>
<li><strong>Proprietà:</strong> antinfiammatori, antitumorali, migliorano la salute del cuore, proteggono contro le malattie neurodegenerative.</li>
</ul>
<p>38. <strong>Prebiotici</strong></p>
<ul>
<li><strong>Fonti:</strong> aglio, cipolla, banane, asparagi, carciofi.</li>
<li><strong>Principi attivi:</strong> inulina, frutto-oligosaccaridi (FOS).</li>
<li><strong>Proprietà:</strong> migliorano la salute intestinale, promuovono la crescita dei batteri benefici, migliorano la digestione.</li>
</ul>
<p>39. <strong>Proantocianidine</strong></p>
<ul>
<li><strong>Fonti:</strong> uva, mirtilli, cacao, vino rosso, tè.</li>
<li><strong>Principi attivi:</strong> proantocianidine.</li>
<li><strong>Proprietà:</strong> antinfiammatorie, proteggono la salute cardiovascolare, migliorano la funzione urinaria, combattono l&#8217;invecchiamento cellulare.</li>
</ul>
<p>40. <strong>Probiotici</strong></p>
<ul>
<li><strong>Fonti:</strong> yogurt, kefir, crauti, kimchi, miso.</li>
<li><strong>Principi attivi:</strong> Lactobacillus, Bifidobacterium.</li>
<li><strong>Proprietà:</strong> migliorano la salute intestinale, rafforzano il sistema immunitario, proteggono contro le infezioni gastrointestinali.</li>
</ul>
<p>41. <strong>Pterostilbene</strong></p>
<ul>
<li><strong>Fonti:</strong> mirtilli, uva, mandorle, vino rosso.</li>
<li><strong>Principi attivi:</strong> pterostilbene.</li>
<li><strong>Proprietà:</strong> antinfiammatorio, antitumorale, migliora la salute cardiovascolare, protegge contro le malattie neurodegenerative.</li>
</ul>
<p>42. <strong>Quercetina</strong></p>
<ul>
<li><strong>Fonti:</strong> cipolle, mele, bacche, tè, vino rosso.</li>
<li><strong>Principi attivi:</strong> quercetina.</li>
<li><strong>Proprietà:</strong> antinfiammatoria, antitumorale, protegge la salute cardiovascolare, migliora la funzione immunitaria.</li>
</ul>
<p>43. <strong>Resveratrolo</strong></p>
<ul>
<li><strong>Fonti:</strong> uva rossa, vino rosso, more, mirtilli, arachidi.</li>
<li><strong>Principi attivi:</strong> resveratrolo.</li>
<li><strong>Proprietà:</strong> antinfiammatorio, antitumorale, migliora la salute cardiovascolare, protegge contro le malattie neurodegenerative.</li>
</ul>
<p>44. <strong>Rosmarinico</strong></p>
<ul>
<li><strong>Fonti:</strong> rosmarino, salvia, menta, basilico.</li>
<li><strong>Principi attivi:</strong> acido rosmarinico.</li>
<li><strong>Proprietà:</strong> antinfiammatorio, antiossidante, antimicrobico, migliora la funzione cerebrale.</li>
</ul>
<p>45. <strong>Secoisolariciresinolo</strong></p>
<ul>
<li><strong>Fonti:</strong> semi di lino, semi di sesamo, cereali integrali, verdure crucifere.</li>
<li><strong>Principi attivi:</strong> secoisolariciresinolo.</li>
<li><strong>Proprietà:</strong> antitumorale, migliora la salute cardiovascolare, ha effetti estrogenici, supporta la salute del sistema digestivo.</li>
</ul>
<p>46. <strong>Selenio</strong></p>
<ul>
<li><strong>Fonti:</strong> noci del Brasile, pesce, carne, cereali integrali, uova.</li>
<li><strong>Principi attivi:</strong> selenoproteine.</li>
<li><strong>Proprietà:</strong> protegge le cellule dallo stress ossidativo, supporta la funzione tiroidea, rafforza il sistema immunitario.</li>
</ul>
<p>47. <strong>Sulforafano</strong></p>
<ul>
<li><strong>Fonti:</strong> broccoli, cavoletti di Bruxelles, cavolo, cavolfiore.</li>
<li><strong>Principi attivi:</strong> sulforafano.</li>
<li><strong>Proprietà:</strong> antitumorale, detossificante, antinfiammatorio, protegge contro il danno ossidativo.</li>
</ul>
<p>48. <strong>Tirosolo</strong></p>
<ul>
<li><strong>Fonti:</strong> olio d&#8217;oliva, vino rosso, uva.</li>
<li><strong>Principi attivi:</strong> tirosolo.</li>
<li><strong>Proprietà:</strong> antinfiammatorio, antiossidante, migliora la salute cardiovascolare.</li>
</ul>
<p>49. <strong>Vitamina C (Acido Ascorbico)</strong></p>
<ul>
<li><strong>Fonti:</strong> agrumi (arance, limoni, pompelmi), kiwi, fragole, peperoni, broccoli, spinaci.</li>
<li><strong>Principi attivi:</strong> acido ascorbico.</li>
<li><strong>Proprietà:</strong> potenzia il sistema immunitario, favorisce l&#8217;assorbimento del ferro, protegge le cellule dallo stress ossidativo, favorisce la sintesi del collagene.</li>
</ul>
<p>50. <strong>Vitamina E (Tocoferolo)</strong></p>
<ul>
<li><strong>Fonti:</strong> oli vegetali (olio di germe di grano, olio di girasole), mandorle, noci, semi di girasole, spinaci, broccoli.</li>
<li><strong>Principi attivi:</strong> α-tocoferolo, γ-tocoferolo.</li>
<li><strong>Proprietà:</strong> protegge le membrane cellulari dai danni ossidativi, migliora la salute</li>
</ul>
<p>51. <strong>Zeaxantina</strong></p>
<ul>
<li><strong>Fonti:</strong> mais, spinaci, cavolo riccio, peperoni rossi, uva.</li>
<li><strong>Principi attivi:</strong> zeaxantina.</li>
<li><strong>Proprietà:</strong> protegge la vista, riduce il rischio di degenerazione maculare, ha effetti antinfiammatori.</li>
</ul>
<p>Per cercare di quantificare il <strong>potere antiossidante</strong> degli alimenti il Dipartimento dell&#8217;Agricoltura americano ha elaborato una <strong>scala ORAC</strong>, basata sulla capacità di assorbimento del radicale ossigeno.</p>
<p><strong>Conclusioni</strong></p>
<p>Come sottolinea l’Organizzazione Mondiale della Sanità, per contrastare l’azione dei radicali liberi basta la quantità di antiossidanti contenuta in cinque porzioni giornaliere di frutta e verdura. Tale apporto non andrebbe sostituito con gli integratori, perché si è visto che le sostanze di sintesi assunte singolarmente non hanno gli stessi effetti benefici di quelle assai più numerose e sinergicamente benefiche contenute nei vegetali freschi.</p>
<p>Per questo motivo, sarebbe opportuno:</p>
<ul>
<li>consumare almeno 5 porzioni giornaliere tra frutta e verdure;</li>
<li>preferire il consumo di alimenti integrali, soprattutto quando si tratta di cereali, limitando farine e prodotti raffinati;</li>
<li>limitare il consumo di carne conservata;</li>
<li>mangiare pesce 3-4 volte a settimana;</li>
<li>ridurre il consumo di sale, sostituendolo con spezie o sale iodato;</li>
<li>condire con olio extravergine d’oliva a crudo;</li>
<li>preferire la cottura a vapore rispetto ai metodi di cottura più invasivi ad alte temperature;</li>
<li>assumere la corretta quantità di acqua.</li>
</ul>
<p>Alla luce dei suddetti suggerimenti, è semplice osservare come una <strong>dieta mediterranea</strong> possa agevolmente soddisfare i principi basilari di una dieta antiossidante.</p>
<p>A rafforzare questa connessione vi sono numerosissimi studi in letteratura che associano alla dieta mediterranea una sensibile riduzione del rischio di patologie cardiovascolari, metaboliche, neurodegenerative e onc</p>
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		<title>Rosa moschata, Rosa rubiginosa, Rosa canina, Rosa Englanteria L.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Dec 2023 10:52:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piante ed erbe]]></category>
		<category><![CDATA[acidi grassi insaturi]]></category>
		<category><![CDATA[acido oleico e linoleico]]></category>
		<category><![CDATA[carotenoidi]]></category>
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		<category><![CDATA[Rosa affinis rubiginosa]]></category>
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		<category><![CDATA[rose selvatiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il nome Rosa mosqueta è un termine generico di origine spagnola, con il quale si indicano alcune specie di rose selvatiche importate in Sud America dagli Spagnoli, e precisamente Rosa Moschata, Rosa canina, e Rosa eglanteria: quest&#8217;ultima, alla quale è attribuito dai botanici il sinonimo di Rosa affinis rubiginosa, rappresenta la specie maggiormente coltivata ed &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il nome <strong><em>Rosa mosqueta</em></strong> è un termine generico di origine spagnola, con il quale si indicano alcune specie di <strong>rose selvatiche</strong> importate in Sud America dagli Spagnoli, e precisamente <strong><em>Rosa Moschata</em></strong>, <strong><em>Rosa canina</em></strong>, e <strong><em>Rosa eglanteria</em></strong>: quest&#8217;ultima, alla quale è attribuito dai botanici il sinonimo di <strong><em>Rosa affinis rubiginosa</em></strong>, rappresenta la specie maggiormente coltivata ed utilizzata per le sue proprietà officinali.</p>
<p>La <strong><em>Rosa affinis rubiginosa</em></strong>, appartenente alla famiglia delle Rosaceae, è un arbusto selvatico perenne che raggiunge un’altezza di 2-3 metri; originario dell&#8217;Europa e dell&#8217;Asia occidentale, è nota in Italia come <strong>rosa balsamina</strong>; ha con una base legnosa dotata di spine; le foglie sono lunghe 5-9 cm, pennate, ovali e con margine seghettato, ricoperte di peluria su entrambe le pagine.  La pianta produce fiori rosa a cinque petali, con la base che sfuma nel bianco, e nella parte centrale spicca il color giallo dorato dei numerosi stami; ha un aroma che ricorda quello delle mele; i fiori sono caratterizzati da un diametro di circa 4-5 cm, con 5 petali che vanno dal rosa al bianco e numerosi stami gialli. I frutti sono bacche ovoidali, che, inizialmente verdi, maturando virano al rosso arancio vivo e quindi diventano color rosso scuro; esse contengono numerosi <strong>semi</strong> che <strong>rappresentano la parte officinale della pianta</strong>.</p>
<p>La pianta cresce spontanea in ambienti soleggiati e umidi, con temperature che vanno dai 3°C a 27°C e con precipitazioni dai 500 ai 1500 mm l’anno; predilige un clima umido e freddo e necessita di freddo nella stagione invernale per favorire la germinazione dei suoi semi. Originaria dell’Europa ad eccezione dell’estremo nord. La zona in cui è maggiormente acclimatata è la regione delle Ande, in particolare l&#8217;altopiano del centro-sud del Cile, dove è nota col nome popolare di <strong><em>Rosa mosqueta</em></strong>. La popolazione India Araucana (Mapuche), un popolo Amerindo originario del Cile centrale, sembra abbia utilizzato per prima la <em>Rosa mosqueta</em> per le sue proprietà benefiche per la pelle.</p>
<p>Tipico del genere Rosa, il <strong>cinòrrodo</strong> è un falso frutto; deriva dall&#8217;ingrossamento del ricettacolo, è carnoso e forma una coppa che contiene gli acheni, i veri frutti di colore giallo o marrone, frammisti a peli. La forma, il colore e le dimensioni dei cinorrodi delle diverse specie varia molto: a maturazione sono arancioni o rossi tra 15 e 25 mm di lunghezza; possono avere forma allungata o sferica ed essere ricoperti o meno da sottili aculei. Nella parte superiore è possibile vedere i resti degli stami e dei sepali. Al loro interno sono presenti i veri frutti (da 10 a 30 acheni), che a loro volta contengono ognuno un seme. Nelle varietà di rosa definite &#8220;botaniche&#8221; i cinorrodi costituiscono una caratteristica ornamentale.</p>
<p><strong>Il nome</strong> “Rosa mosqueta” è un termine di origine spagnola utilizzato per indicare le rose selvatiche. Scientificamente è un errore parlare di “Rosa mosqueta”, tuttavia, data la somiglianza botanica, questo termine viene utilizzato per unire diversi tipi di rose selvatiche in un unico gruppo.</p>
<p><strong>Proprietà e indicazioni</strong></p>
<p>Dai semi della <em>Rosa mosqueta</em> si estrae un <strong>olio naturalmente ricco</strong> dei preziosi <strong>acidi grassi insaturi, acido oleico e linoleico, presenti in altissima percentuale, oltre a vitamina A, C, E, licopene, carotenoidi e fitosteroli</strong>, sostanze antiossidanti naturali, fondamentali per proteggere le cellule della pelle dall&#8217;ossidazione, favorire i processi di rigenerazione cellulare e il rinnovamento dei tessuti epidermici.</p>
<p>L&#8217;<strong>olio di Rosa mosqueta </strong>è uno <strong>fra i più pregiati oli utilizzati in cosmetica </strong>per le sue proprietà riparative ed elasticizzanti su pelle e capelli; è indicato per mantenere la fisiologica integrità della pelle, aiutare a ridurre gli effetti deleteri del trascorrere del tempo, rallentando la formazione delle rughe superficiali e di espressione. In particolare è consigliato per rinnovare e nutrire le pelli mature, secche, sciupate dagli anni o trascurate, e inoltre per attenuare gli inestetismi cutanei come smagliature, cicatrici, scottature solari, macchie causate dall&#8217;età o da una eccessiva e imprudente esposizione al sole, o come residuo dell&#8217;acne.</p>
<p>E&#8217; consigliabile privilegiare l&#8217;olio che si presenta di colore arancio-salmone, che indica chiaramente che è stato estratto meccanicamente a freddo, di qualità ed efficacia superiori rispetto a quello raffinato, di colore giallino, che però si conserva più a lungo di quello non raffinato e irrancidisce con minore facilità. Per una migliore conservazione dell&#8217;olio vergine infatti, l&#8217;olio di <em>Rosa mosqueta</em> spremuto a freddo <strong>deve essere conservato al fresco, </strong>lontano da fonti calore e dalla luce diretta del sole per evitare che irrancidisca e produca sostanze tossiche, utilizzando contenitori in vetro scuro, che lo salvaguardino dalle radiazioni solari. Si trova, come ingrediente, nella formulazione di prodotti antirughe o in creme elasticizzanti per cicatrici (da brufoli ed acne) e smagliature (come prevenzione).</p>
<p><strong>Principali componenti</strong></p>
<p>Acidi grassi polinsaturi: 80% di omega 3 e omega 6 (di cui 35% acido alfa-linolenico e 45% acido linoleico); Vitamina E (tocoferolo); Vitamina A (carotenoidi); Fitosteroli. I frutti di rosa canina selvatica sono particolarmente ricchi di vitamina C, contenendone di norma 426 mg per 100 g lo 0,4% in peso.</p>
<p><strong>Proprietà salutistiche principali</strong></p>
<p>Le principali proprietà benefiche dell’olio di <em>Rosa mosqueta</em> sono l’azione cicatrizzante ed elasticizzante sulla pelle. L’olio dei semi di rosa mosqueta può essere utilizzato sul viso quotidianamente, puro (per toccature) o miscelato in una crema idratante. Utile per favorire i processi riparativi della pelle e contrastare la formazione degli inestetismi delle rughe (invecchiamento precoce).</p>
<p><strong>Usi dei cinorrodi della Rosa canina</strong></p>
<p>Con i cinorrodi della Rosa canina, molto ricchi di vitamina C, si può preparare una confettura, integratori alimentari, oppure infusi con acqua bollente, popolarmente indicati a sollievo del raffreddore nonché un piacevole liquore ottenuto dopo infusione per un mese circa dei cinorrodi con alcool alimentare, zucchero e acqua. Come sottoprodotto nella produzione delle polpe di cinorrodi si può produrre anche un olio di semi, di cui si vantano molti pregi nella applicazione cutanea, a cui è stato attribuito il nome INCI: ROSA RUBIGINOSA SEED OIL.</p>
<p>In Slovenia viene prodotta una <strong>bibita analcolica</strong>, la <strong>Cockta</strong>.</p>
<p>In Svezia i cinorrodi sono la base della <strong>nyponsoppa</strong>, letteralmente zuppa di rosa canina, che viene servita come dessert o come antipasto.</p>
<p><strong>Controindicazioni</strong></p>
<p>Non sono riportati effetti collaterali alle dosi terapeutiche, fatta eccezione di sensibilità individuale alla pianta.</p>
<p><strong>Curiosità</strong></p>
<p>In Australia, come molte altre Specie aliene, le rose mosqueta rappresentano un organismo invasivo.</p>
<p>In Nuova Zelanda è considerata una pianta soggetta a restrizioni; in Auckland, in Canterbury e nelle regioni meridionali se ne vieta la vendita, propagazione e distribuzione. Il &#8220;New Zealand Department of Conservation&#8221; classifica le rose mosqueta come &#8220;environmental weed&#8221; (nociva per l&#8217;ecosistema locale).</p>
<p>Le rosa mosqueta sono considerate infestanti anche in Sud Africa, dove non possono più essere piantate o propagate, sia per seme che per talea.</p>
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		<title>Argan o argania (Sideroxylon spinosum)</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/argan-o-argania-sideroxylon-spinosum/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Dec 2023 19:21:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piante ed erbe]]></category>
		<category><![CDATA[acidi grassi insaturi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;argan o argania (Sideroxylon spinosum L.) è un albero appartenente alla famiglia delle Sapotaceae, diffuso nella parte occidentale del Nord Africa. Il nome argan corrisponde al nome locale, in lingua berbera (tashelhit) e significa olio. Come elemento culturale residuo, legato alla antichissima civiltà berbera, i grandi alberi di argan hanno la valenza di simboli della &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<strong>argan</strong> o <strong>argania</strong> (<em>Sideroxylon spinosum</em> L.) è un albero appartenente alla famiglia delle <em>Sapotaceae</em>, diffuso nella parte occidentale del Nord Africa.</p>
<p>Il nome argan corrisponde al nome locale, in lingua berbera (<em>tashelhit</em>) e significa olio.</p>
<p>Come elemento culturale residuo, legato alla antichissima civiltà berbera, i grandi alberi di argan hanno la valenza di simboli della vita, e quello considerato il più vecchio, a Tassila, presso Tamanarte, detto “<strong>Targante Nchick</strong>”, o <strong>albero saggio</strong>, è festeggiato ogni anno con un raduno popolare, con pranzi, balli e canti tradizionali.</p>
<p>L&#8217;argan è un albero dai rami spinosi (da qui l&#8217;epiteto specifico <em>spinosum</em>), alto fino a 8-10 metri, assai resistente e che può vivere anche 150-200 anni. La sua sagoma è molto caratteristica: chioma ampia e arrotondata, tronco nodoso, tortuoso e abbastanza corto, formato spesso da più parti intrecciate tra loro. La pianta può assumere comunque, in locazioni disagiate, le dimensioni più modeste di un piccolo arbusto. <strong>L&#8217;argan fornisce un legno molto duro, utilizzato soprattutto come legname da riscaldamento</strong>.</p>
<p>Le foglie, di colore verde scuro e dalla consistenza coriacea, formano una chioma ampia ed arrotondata; vengono spesso utilizzate come nutrimento da cammelli e capre, e queste ultime non esitano ad arrampicarsi sui rami per brucarle. I fiori, all’inizio bianchi, poi diventano verdi-giallastri; sono presenti da Maggio in poi. Il frutto è una drupa carnosa ovale, fusiforme, della lunghezza di 3 cm circa, simile ad un’oliva, che a maturazione assume un colore giallo-marrone. All’interno è presente una noce molto dura che a sua volta contiene 3 semi a volte commercialmente chiamati &#8220;<strong>mandorle di argan</strong>&#8220;. Un albero di medie dimensioni produce circa 8 kg di semi all&#8217;anno.</p>
<p><strong>Etimologia</strong></p>
<p>Il nome &#8220;Argania&#8221; corrisponde al nome locale &#8220;tashelhit&#8221; con cui è chiamata la pianta, che significa &#8220;olio&#8221;. Spinosa invece deriva dal fatto che sui rami sono presenti numerose spine.</p>
<p><strong>Distribuzione e habitat</strong></p>
<p>Pianta endemica del Marocco, dove è presente in particolare nelle zone sud-occidentali. Si tratta di una pianta molto antica e longeva, che si è adattata perfettamente a vivere al clima torrido e all’aridità del terreno. È una pianta fondamentale per mantenere il delicato ecosistema delle zone in cui è presente, ai confini con il deserto. Infatti con le sue radici frena l’erosione del terreno rallentando la progressiva desertificazione del territorio. Cresce dal livello del mare fino a circa 1.500 m di altitudine.</p>
<p>I frutti vengono raccolti quando cadono a terra e sono secchi. La raccolta viene effettuate manualmente da donne del luogo riunite in cooperative di lavoro. I frutti vengono quindi portati ai centri di lavorazione, dove, dopo l’eliminazione della polpa, vengono rotte le noci e si ottengono i semi, dai quali si estrae l’<strong>olio di Argan</strong>. Ogni albero produce circa da 10 a 30 kg di noci all’anno e servono circa 100 kg di noci per avere 1 litro di olio. Per questo motivo l’olio di Argan viene chiamato anche “<strong>l’oro del deserto</strong>”.</p>
<p>La Lista rossa IUCN classifica <em>Sideroxylon spinosu</em>m come <strong>specie vulnerabile</strong>.</p>
<p>Dal 1988 una zona di circa 830 000 ettari, locazione naturale delle rade &#8220;foreste di argania&#8221;, tra Agadir e Essaouira è stata dichiarata dall&#8217;UNESCO &#8220;<strong>Riserva della biosfera</strong>&#8221; con il nome di Riserva della biosfera dell&#8217;arganeto.</p>
<p><strong>Olio di argan</strong>.</p>
<p>L’olio di argan è un olio vegetale tra i più rari e preziosi del mondo. L’olio ha una consistenza abbastanza fluida e un colore giallo, tendente al dorato; non ha nessuna profumazione, anzi a volte può avere un odore intenso, un po’ sgradevole, tipico degli oli vegetali puri. Si tratta di un olio che viene assorbito velocemente senza lasciare la pelle unta.</p>
<p>Esistono due tipi di olio di argan, a seconda che i noccioli vengano o meno tostati prima dell&#8217;uso. <strong>Per gli usi cosmetici si utilizza l’olio che si ottiene dai noccioli non tostati</strong>. L’olio di argan è più chiaro, ha ottime proprietà emollienti, idratanti e lenitive su pelle e capelli. Può essere impiegato tal quale (per massaggio o applicazioni locali) o come ingrediente per vari prodotti cosmetici dove è indicato con il nome INCI Argania Spinosa Kernel Oil; per principi che irritano il sistema digerente non può essere usato in ambito alimentare.</p>
<p><strong>L&#8217;olio alimentare, più scuro, ha sapore più forte di nocciola tostata a causa della torrefazione dei semi</strong>, ed è utilizzato come olio per condire gli alimenti; è molto <strong>nutritivo</strong> e costituisce, in minima quantità, assieme a mandorle tritate e miele, l&#8217;<strong>amlu</strong>, una pasta molto nutriente tradizionale, consumata per la prima colazione.</p>
<p>Il consumo di olio ha anche un profondo significato rituale derivato dalla cultura berbera, come il bagnare la bocca dei neonati con una goccia d&#8217;olio, in segno augurale, o offrirlo simbolicamente agli ospiti.</p>
<p>Per le rese incredibilmente basse (da 2 a 3,2 chili, ogni 100 chili di frutti secchi), questo olio è molto costoso. Salvo una parte minore, prodotta e consumata localmente, la produzione specializzata è quasi completamente esportata.</p>
<p>La popolazione berbera dell&#8217;Atlante ha sempre utilizzato l&#8217;olio di argan per le sue virtù alimentari e cosmetiche. Come il tè, anche l&#8217;olio di argan viene tradizionalmente offerto agli ospiti insieme al miele in segno di rispetto ed ospitalità.</p>
<p><strong>Costituenti dell’olio di argan</strong></p>
<p>L&#8217;olio di argan contiene più dell&#8217;80% di <strong>acidi grassi insaturi</strong> (linoleico 34%, linolenico 0,1% e oleico 46%), mentre tra i <strong>saturi</strong>, i componenti maggiori sono l’acido palmitico 13% e stearico 5%. Questo olio vegetale è ricco di <strong>tocoferoli </strong>(tra cui il più abbondante è il γ-tocoferolo), di <strong>flavonoidi</strong>, <strong>carotenoidi</strong> e <strong>xantofille</strong>, <strong>steroli </strong>(possono contribuire a mantenere la pelle idratata e a ridurre l&#8217;infiammazione) e <strong>triterpeni </strong>(noti per le loro proprietà antinfiammatorie), <strong>squalene</strong> (un idrocarburo insaturo che può contribuire a mantenere la pelle morbida e idratata). Si tratta di principi attivi che forniscono nutrimento ai tessuti e ne contrastano la perdita di elasticità, prevenendo l’insorgenza delle rughe. La <strong>vitamina E</strong> inoltre contrasta l’ossidazione degli acidi grassi, prevenendo così il precoce invecchiamento cutaneo. Infine i fitosteroli (<strong>schottenolo</strong> e <strong>spinasterolo</strong>) quasi assenti negli altri semi oleosi, svolgono un’azione lenitiva su pelli irritate, arrossate e screpolate, riducendo la sensazione di prurito.</p>
<p>Tutti questi componenti lavorano sinergicamente per conferire all&#8217;olio di argan molteplici proprietà benefiche, tra cui idratazione della pelle, protezione contro i radicali liberi, riduzione dell&#8217;infiammazione e miglioramento della salute della pelle e dei capelli.</p>
<p><strong>Proprietà e benefici</strong></p>
<p>All’olio di Argan vengono attribuite diverse proprietà benefiche: antiossidante, idratante,</p>
<p>favorisce il rinnovamento cellulare, elasticizzante, cicatrizzante.</p>
<p>Può essere assunto <strong>per via interna</strong>, per cui contribuisce a tenere sotto controllo i livelli ematici di colesterolo (LDL); protegge l&#8217;organismo dall’azione dei radicali liberi che provocano invecchiamento cellulare; svolge un’azione preventiva rispetto alle malattie reumatiche e cardiovascolari e stimola le capacità cerebrali.</p>
<p>Può essere assunto per via orale sotto forma di perle, come integratore alimentare per i capelli, o impiegato nella dieta di tutti i giorni, per condire a crudo le insalate e altre pietanze. Unito alle mandorle e al miele è ingrediente dell&#8217;<strong>amlou beldi</strong>, la crema tradizionale marocchina, che ancora oggi si offre ai visitatori assieme al pane e al tè alla menta in segno di benvenuto.</p>
<p><strong>Applicato esternamente</strong> svolge invece un’<strong>azione emolliente, idratante e anti-age</strong>, e ciò lo rende un vero e proprio elisir di bellezza per la pelle, soprattutto quella secca. La pelle secca, infatti, è più sensibile e più soggetta alle screpolature, alle rughe, alle smagliature e alle irritazioni, in quanto il naturale equilibrio idrolipidico risulta alterato. Come conseguenza, il tessuto cutaneo perde elasticità, compattezza e tono. <strong>L’olio di argan svolge un’azione protettiva sulla cute</strong>, preservandola dagli agenti esterni come il sole, il freddo e lo smog. Quest’olio vegetale è <strong>impiegato nella cosmesi naturale per la cura del viso e del corpo</strong>, in quanto nutre e idrata sia la pelle sia capelli secchi, fragili, sfibrati e privi di lucentezza. Bastano poche gocce applicate direttamente sulla pelle o, in alternativa, conviene inserirlo come prezioso ingrediente nelle creme fatta in casa.  Le sue proprietà emollienti e tonificanti lo rendono <strong>il migliore olio con attività rassodante</strong>, adatto alla cura del rilassamento cutaneo. È fondamentale per contrastare la formazione delle smagliature, soprattutto in gravidanza, per combattere le rughe e per restituire elasticità e tensione alla pelle secca, sensibile e disidratata. Migliorando l&#8217;idratazione della pelle, l&#8217;olio di argan è in grado anche di aumentare le difese dei tessuti, mitigare rossori ed eczemi e favorire i processi di guarigione delle bruciature o curare gli eritemi solari. La sua azione lenitiva è utile in caso di distorsioni e contusioni. Non meno importante è l’ulteriore proprietà antisettica nei confronti dei microrganismi che causano infezioni cutanee, dermatiti e psoriasi. Essendo un olio a rapido assorbimento che non lascia untuosità e avendo un costo elevato, l’olio di argan non si presta particolarmente a essere utilizzato “assoluto” per i massaggi, ma può essere diluito per arricchire altri olii meno preziosi.</p>
<p><strong>Controindicazioni </strong></p>
<p>Non sono riportate particolari controindicazioni ed effetti collaterali, se non in caso di una particolare sensibilità individuale. Può essere utilizzato anche in gravidanza ed allattamento.</p>
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		<title>Caco o kako (Diospyros kaki)</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/caco-o-kako-diospyros-kaki/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Nov 2023 17:48:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Frutta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il caco o kako (Diospyros kaki L .f., 1782; in italiano anche diòspiro o diòspero) è una delle più antiche piante da frutta coltivate dall&#8217;uomo, conosciuto in Cina da più di 2000 anni e il cui nome scientifico diospero proviene dall&#8217;unione delle parole greche Διός, Diòs, caso genitivo di «Zeus», e πυρός, pyròs, «grano», letteralmente &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>caco o kako</strong> (<em>Diospyros kaki</em> L .f., 1782; in italiano anche diòspiro o diòspero) è una delle più antiche piante da frutta coltivate dall&#8217;uomo, conosciuto in Cina da più di 2000 anni e il cui nome scientifico diospero proviene dall&#8217;unione delle parole greche Διός, Diòs, caso genitivo di «Zeus», e πυρός, pyròs, «grano», letteralmente &#8220;grano di Zeus&#8221;, e dal termine giapponese del frutto pronunciato kaki. La prima descrizione botanica del cachi è pubblicata nel 1780 e il frutto arriva in America e in Europa alla metà dell&#8217;Ottocento, in Italia nel 1880 e nel 1888 Giuseppe Verdi scrive una lettera nella quale ringrazia chi gliene ha fatto dono. I primi impianti specializzati in Italia sorsero nel Salernitano (1916), in particolare nell&#8217;Agro Nocerino, a partire dal 1916, estendendosi poi in Sicilia, dove è stata selezionata la <strong>varietà acese</strong> (piccola e dolcissima, quasi selvatica), e in seguito in Emilia-Romagna. In Sicilia, pur esistendo una delle varietà più antiche nell&#8217;areale di Acireale e lungo la costa etnea, è più diffuso il cachi di Misilmeri. Il cachi è oggi considerato &#8220;<strong>l&#8217;albero della pace</strong>&#8220;, perché alcuni alberi sopravvissero al bombardamento atomico di Nagasaki nell&#8217;agosto 1945.</p>
<p>Fu definito dai cinesi l&#8217;<strong>albero delle sette virtù </strong>perché vive a lungo, dà grande ombra, dà agli uccelli la possibilità di nidificare fra i suoi rami, non è attaccato da parassiti, le sue foglie giallo-rosse in autunno sono decorative fino ai geli, il legno dà un bel fuoco, la caduta dell&#8217;abbondante fogliame fornisce ricche sostanze concimanti.</p>
<p>E’ una pianta da frutto che può essere coltivata anche nel giardino, in quanto ha foglie molto ornamentali che in autunno assumono una colorazione rossastra. Dopo la caduta delle foglie anche i frutti in via di maturazione offrono una vivace nota di colore. I loti sono i frutti tipici dell&#8217;autunno.</p>
<p>In italiano i frutti commestibili sono detti cachi, loti, diospiri o cachi mela. Questi ultimi vengono di solito consumati più acerbi (denominati commercialmente &#8220;<strong>loti vaniglia</strong>&#8220;), e sono chiamati &#8220;<strong>cachi-mela</strong>&#8221; non perché siano un innesto con l&#8217;albero del melo, ma perché, consumati più acerbi, conservano una croccantezza simile a quella della mela.</p>
<p><strong>Caco: caratteristiche e aspetto<br />
</strong>I cachi sono alberi molto longevi e possono diventare pluricentenari, ma con crescita lenta. Sopportano male i climi caldo-umidi, soprattutto se con suolo mal drenato. Gli alberi di cachi sono caducifoglie e latifoglie, con altezza fino a 15–18 metri, ma di norma mantenuti con potature a più modeste dimensioni. Le foglie sono grandi, ovali allargate, glabre e lucenti. Nelle forme allevate per il frutto si riscontrano solo fiori femminili essendo gli stami abortiti.</p>
<p>La fruttificazione avviene spesso per via partenocarpica o in seguito a impollinazione da parte di alberi di varietà diverse provvisti di fiori maschili. I frutti sono costituiti da una grossa bacca generalmente sferoidale, talora appiattita e appuntita di colore giallo-aranciato; generalmente astringenti anche giunti a maturazione, essi diventano commestibili solo dopo che hanno raggiunto la sovramaturazione e sono detti ammezziti (con polpa molle e bruna).Il caco ha un caratteristico colore arancione vivace che tinge allegramente prati e boschi di pianura e collina nei mesi di ottobre e novembre. La sua pianta, invece, può raggiungere un’altezza di 15 metri.</p>
<p>Esistono diverse varietà di caco, ma per il settore frutticolo sono rilevanti sono cinque specie:</p>
<ul>
<li><strong>Diospyros kaki</strong>, coltivato per la produzione di frutti per il consumo fresco;</li>
<li><strong>Diospyros lotus</strong> e <strong>Diospyros virginiana</strong> usati nell’industria di trasformazione;</li>
<li><strong>Diospyros oleifera</strong> e <strong>Diospyros glaucifoglia</strong> che, invece, sono utilizzati per l’estrazione di tannino.</li>
</ul>
<p><strong>Il <em>Diospyros lotus</em>, </strong>anche detto <strong>albero di Sant’Andrea</strong> perché la leggenda narra che l’apostolo fosse stato crocifisso su quest’albero, è una pianta ornamentale, ma in particolare viene usata come portainnesto del <em>Diospyros Kaki</em> essendo il <em>Diospyros lotus</em> più resistente al freddo.</p>
<p>Gli alberi del caco sono a foglia caduca e presentano una corteccia grigio scuro e rugoso. Le foglie del caco sono di grande dimensione e di forma ovale, glabre e lucenti. È una pianta molto resistente alle avversità, climi diversi, terreni e parassiti, infatti non necessita di particolari trattamenti antiparassitari.</p>
<p>Al giorno d’oggi, le coltivazioni di caco più diffuse si trovano nell’Italia meridionale, nel centro e in Sicilia, dove si produce un caco di altissima qualità esportato in tutto il mondo; ma la “terra del caco” è ritenuta l’Emilia Romagna grazie al suo “<strong>loto di Romagna</strong>“, che ha una polpa morbida e quasi gelatinosa.</p>
<p>, insieme al <strong>Fuyu,</strong> al <strong>Kawabata </strong>e ai <strong>Suruga</strong> costituiscono le <strong>varietà più note</strong>. Invero esiste una <strong>varietà speciale</strong>, il &#8220;<strong>cacomela</strong>&#8221; che a differenza del caco comune si può consumare subito dopo la raccolta perché la sua polpa, delicata e aromatica, non è allappante.</p>
<p><strong>Cachi duri e cachi molli<br />
</strong>La polpa dei cachi distingue le tipologie di kaki sodo oppure molle. La prima è richiesta al sud mentre quella molle è richiesta al nord.</p>
<p>I cachi duri sono rappresentati dalla tipologia dei <strong>Caco mela </strong>dal sapore vanigliato e polpa soda e croccante, da cui deriva il nome mela. Possono essere commercializzati e consumati subito dopo la raccolta. <strong>Fuyu, Hana Fuyu, O&#8217;Gosho, Jiro</strong> sono le varietà di cachi mela più conosciute. A differenza del caco comune si può consumare subito dopo la raccolta perché la sua polpa, delicata e aromatica, non è allappante. L&#8217;energia del caco mela è fornita soprattutto dagli zuccheri semplici, aventi un&#8217;importanza di circa il 16% sul peso totale e costituiti principalmente dal fruttosio. Proteine (a basso valore biologico) e lipidi (teoricamente a prevalenza insatura) hanno una funzione calorica marginale.</p>
<p>Le fibre del caco mela sono piuttosto abbondanti ed il colesterolo assente.</p>
<p>Per quel che concerne l&#8217;aspetto salino, il caco mela non sembra vantare concentrazioni degne di nota, se non per il potassio (tuttavia onnipresente tra i vari membri di questo gruppo alimentare). In merito alle vitamine, sono abbondanti la liposolubile pro-vit A (carotenoidi) e la idrosolubile C (acido ascorbico).</p>
<p>L&#8217;energia del caco mela aumenta parallelamente al grado zuccherino, il quale viene impartito da: livello di maturazione, piovosità e temperatura durante la fruttificazione.</p>
<p>La porzione media di caco mela è di circa 100-200g (65-130kcal).</p>
<p><strong>I cachi vaniglia<br />
</strong>Di origini napoletane, i cachi vaniglia sono apparsi da poco sugli scaffali ma le loro origini affondano nelle campagne napoletane. Tra tutte le tipologie di cachi, la varietà cachi vaniglia è caratterizzata da una forma appiattita e una buccia arancione che contiene polpa color bronzo, succosa e ricca di semi. sapore intenso e zuccherino.</p>
<p>La maturazione dei cachi vaniglia avviene in novembre, ed è necessario attendere che il frutto sia pienamente fatto perché, se consumato in anticipo, risulterebbe poco appetibile. Per permettere ai frutti di svilupparsi a pieno, è bene coglierli e riporli per qualche tempo in una cassetta (magari accanto a banane, mele o pere che producono etilene), sulla paglia oppure semplicemente in cantina (questa fase si chiama in gergo “ammezzimento”).</p>
<p>Una volta maturo è l’ideale per preparare la marmellata di cachi vaniglia, che sarà perfetta spalmata sul pane e come guarnitura di dolci e gelati, oppure come mousse, delicata e soffice.</p>
<p>La quantità di acqua e calorie contenute in questi frutti li rendono l’ideale per gli sportivi intenti a recuperare dopo uno sforzo atletico. Al contempo, chi soffre di diabete dovrà centellinarne l’utilizzo, per non rischiare di esagerare: i cachi vaniglia sono composti di zuccheri fino al 20%, tanto che 100 gr possono contenere anche 75 calorie.<br />
Ricchissimi di vitamina C dalle comprovate qualità antiossidanti, i cachi vaniglia hanno anche effetti sull’apparato digerente: essi risultano astringenti se consumati acerbi, lassativi se assaporati a piena maturazione. L’intestino viene avvantaggiato anche dalla notevole quantità di fibre contenute in questo frutto: i cachi hanno <strong>proprietà </strong><strong>diuretiche e depurative</strong>.</p>
<p><strong>Proprietà e valori nutrizionali<br />
</strong>Il caco è composto da circa il 18% di zuccheri, l&#8217;80% di acqua, lo 0,45% di proteine, lo 0,5% di grassi; è ricco di <strong>vitamina A</strong>, dotato di <strong>vitamina C</strong> e di <strong>sali minerali</strong>; contiene molto zucchero e tannini; è energetico, ricostituente del sistema nervoso e del fegato, antibatterico nelle gastroenteriti.</p>
<p>Il suo alto contenuto di Vitamina C permette di combattere raffreddori e sindromi influenzali invernali. Inoltre il caco è ricco di carotenoidi come <strong>betacarotene</strong> e <strong>criptoxantina</strong>.</p>
<p>La polpa del caco contiene sostanze come tannini, ottimi per combattere i radicali liberi, ed è ricca di sali minerali, quali <strong>potassio e calcio</strong> che sono ottimi alleati contro infiammazioni intestinali e astenie da cattivo funzionamento epatico. Grazie alla presenza di molecole bioattive come <strong>proantocianidina, carotenoidi, tannini, flavonoidi, antocianidina, catechina</strong> i cachi e i loro prodotti sono considerati efficaci nel mitigare il danno ossidativo indotto dalle molecole reattive dell&#8217;ossigeno (ROS) con un potenziale antiossidante ad azione anche anti-cancerogeno e con attività di contrasto a disturbi cardio-vascolari e diabete mellito in quanto la proantocianidina ha effetti sull’iperlipidemia e l&#8217;iperglicemia.</p>
<p>Il caco è anche un alleato di bellezza, grazie alle sue <strong>proprietà antiossidanti</strong> che permettono di potenziare il sistema immunitario e di rallentare l’invecchiamento della pelle. Inoltre, la sua polpa, se spalmata sul viso e lasciata per 10-15 minuti, è ottima per contrastare gli inestetismi ed ottenere una pelle morbida e levigata.</p>
<p>Il caco è, inoltre, una eccellente fonte di potassio. Molto utile all’apparato nervoso e a chi soffre di fegato. Indicato in caso di stipsi, ha proprietà lassative e diuretiche.</p>
<p>Per quanto riguarda <strong>il valore nutrizionale per 100g di prodotto, il caco ha 65 kcal</strong>. Molto energetico, per questo consigliato ai bambini, a chi pratica sport e a chi è particolarmente stanco sia fisicamente che mentalmente.</p>
<p><strong>Caco: usi in cucina<br />
</strong>Il caco è un frutto delizioso ed energetico da consumare così al naturale come spuntino di metà mattina o merenda. Lo si può gustare come dessert mettendolo in una coppetta di vetro trasparente, togliendo il picciolo e scavando la polpa con un cucchiaino. Lo puoi mangiare anche accompagnato con del cioccolato ed abbinato a dello spumante.</p>
<p>Il caco è un ottimo ingrediente, ideale per la preparazione di cibi dolci o salati, tra cui budini, crostate, marmellate ed altre ricette gustose.</p>
<p><strong><em>Curiosità<br />
</em></strong>Se il caco che è stato raccolto o comprato è ancora acerbo, per farlo maturare basta disporlo su una cassetta o su un cartone con delle mele interposte, e in luogo caldo, asciutto e se possibile buio. Le mele, infatti, maturando liberano acetilene ed etilene, due gas che arricchiscono il caco di zuccheri rendendolo più dolce. Per capire poi se il caco è dolce basta guardare la sua buccia: se è sottile, quasi trasparente e intatta, e la polpa tenera allora il caco è perfetto; al contrario, se il caco è ancora giallo e duro vuol dire che è ancora acerbo, quindi bisognerà aspettare per consumarlo.</p>
<p>Il caco è comunemente chiamato in lingua napoletana <strong><em>legnasanta </em></strong>in quanto sarebbe possibile, una volta aperto il frutto, scorgere al suo interno una caratteristica immagine del Cristo in croce.</p>
<p>In Sicilia, invece, si considerava <strong>sacro il seme</strong>, in quanto esso, spaccato a metà, era in grado di mostrare il germoglio della nuova piantina, che assomigliava a una mano bianco-diafana, ritenuta la “manuzza di Maria” o “dâ Virgini”.</p>
<p>Una credenza popolare attribuisce ai semi del frutto la capacità di prevedere il clima che farà nell&#8217;inverno successivo. Tagliando a metà il seme, infatti, è possibile trovare delle forme molto simili alle posate che, come da antica tradizione, consentono di prevedere l’andamento dell’inverno. Le posate visibili sono il coltello, la forchetta e il cucchiaio. Ognuna di queste forme ha un significato diverso. Se nel seme dei cachi si trova il coltello, vuol dire che il freddo sarà pungente; la forchetta, invece, significa che l’inverno sarà mite; infine il cucchiaio avverte che durante l’inverno ci sarà tanta neve da spalare.</p>
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		<title>Vitamina A</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/vitamina-a/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Sep 2023 11:19:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vitamine e sali minerali]]></category>
		<category><![CDATA[astaxantina]]></category>
		<category><![CDATA[carotenoidi]]></category>
		<category><![CDATA[carotenosi]]></category>
		<category><![CDATA[luteina]]></category>
		<category><![CDATA[orlistat]]></category>
		<category><![CDATA[retinolo]]></category>
		<category><![CDATA[rodopsina]]></category>
		<category><![CDATA[vitamina A]]></category>
		<category><![CDATA[xantofille]]></category>
		<category><![CDATA[xeroftalmia]]></category>
		<category><![CDATA[zeaxantina; caroteni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La vitamina A è una vitamina liposolubile, estremamente sensibile alla luce e all’esposizione all’aria, che si trova in natura sotto diverse forme, di cui le principali sono: i retinoidi, presenti in alimenti di origine animale, i carotenoidi, pigmenti organici presenti nelle piante o in altri organismi fotosintetici, come le alghe ed alcune specie di batteri. &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La vitamina A è una vitamina <strong>liposolubile</strong>, estremamente <strong>sensibile alla luce</strong> e all’esposizione <strong>all’aria</strong>, che si trova in natura sotto diverse forme, di cui le principali sono:</p>
<ul>
<li>i <strong>retinoidi</strong>, presenti in alimenti di origine animale,</li>
<li>i <strong>carotenoidi</strong>, pigmenti organici presenti nelle piante o in altri organismi fotosintetici, come le alghe ed alcune specie di batteri. I carotenoidi che contengono almeno un anello di β-ionone non sostituito sono considerati <strong>precursori della vitamina A</strong>, potendo essere convertiti in <strong>retinolo</strong>.</li>
</ul>
<p>I carotenoidi sono molecole formate da una lunga catena di atomi di carbonio (costituita da 35-40 atomi e definita catena polienica), spesso terminante in un anello. La struttura della catena permette di <strong>dividere i carotenoidi in due classi</strong>:</p>
<ul>
<li>le <strong>xantofille</strong>, costituite da catene contenenti atomi di ossigeno; appartengono a questa classe importanti pigmenti come <strong>astaxantina</strong>, la <strong>luteina</strong> e la <strong>zeaxantina</strong>;</li>
<li>i <strong>caroteni</strong>, costituiti invece da molecole prive di ossigeno e formate solo da idrogeno, oltre che da carbonio. Appartengono a questa classe il <strong>licopene</strong> ed il <strong>carotene</strong>, che è forse il più conosciuto di questi pigmenti e che dà il nome alla classe, contenuto nelle carote e responsabile del tipico colore arancione di questa radice.</li>
</ul>
<p>Il tipico <strong>colore dei carotenoidi</strong>, che spazia dal giallo pallido all&#8217;arancione fino al rosso acceso, è una diretta conseguenza della struttura molecolare di questi composti.</p>
<p>Pertanto, <strong>con il termine di vitamina A vengono indicati sia il retinolo sia i suoi analoghi, detti retinoidi</strong>, di cui si conoscono almeno 1500 tipi diversi, tra naturali e sintetici. La vitamina A si presenta in tre diverse forme: alcolica (retinolo), aldeidica (retinaldeide) ed acida (acido retinoico). Esse sono derivati isoprenoici, costituiti dall&#8217;unione di 4 catene di isoprene.</p>
<p><strong>Gli alimenti di origine animale contengono soprattutto retinolo e suoi esteri</strong> (specie retinolo palmitato), <strong>mentre nei vegetali si trovano soprattutto carotenoidi</strong>.</p>
<p>Il <strong>carotene</strong> esiste in due forme dette alfa e beta; la seconda (il <strong>beta-carotene</strong>) è la forma più diffusa in natura. Il <strong>beta-carotene</strong> <strong>è un precursore della Vitamina A</strong>, per cui è chiamato anche <strong>provitamina A</strong>. Non dà effetti collaterali a dosi elevate, a differenza dell&#8217;assunzione di Vitamina A; gioca un ruolo di primaria importanza assieme alle Vitamine C e Vitamina E (potenziamento dell’azione). <strong>Assumere beta-carotene è preferibile rispetto alla assunzione di retinolo</strong>, perché mentre il corpo assume la quantità di beta-carotene che gli serve, espellendo quella in eccesso, non può fare lo stesso col retinolo, che, in eccesso, può danneggiare fegato e altri organi, essendo tossico a dosi elevate. La quantità massima di retinolo-equivalente che una persona adulta può assumere in una giornata, continuativamente e senza incorrere in rischi per la salute, è di circa 1,5 mg pro die. 6 mg di beta-carotene equivalgono a 1 mg di retinolo. Quindi, per calcolare quanto retinolo equivalente è, ad esempio, contenuto in un bicchiere di succo di carote da 200 ml (beta-carotene 1,6 mg) si divide per 6 e si ottiene la quantità di retinolo equivalente.</p>
<p>REq = 1,6 / 6 = 0,26 mg che in microgrammi sono 266</p>
<p><strong>La vitamina A è maggiormente presente negli alimenti di origine animale, soprattutto nel fegato (</strong><strong>di merluzzo</strong><strong>) e nella milza, seguiti da latte e derivati e da uova (</strong><strong>tuorlo)</strong>. Dato che carne, latte e uova sono ricchi di colesterolo LDL, si consiglia di assumerla principalmente tramite pesce e derivati, oppure tramite verdura e frutta come patate dolci, carote, zucche, verdura a foglia verde scuro, peperoni rossi dolci, mango e meloni.</p>
<p>I carotenoidi si ritrovano negli organismi vegetali ed in particolare nella frutta e verdura di colore arancione e negli ortaggi di colore verde scuro (es. melone, pesche, albicocche, zucca, cachi, carote, spinaci, bieta, lattuga ecc.).</p>
<p>Nell’organismo umano <strong>il retinolo presenta numerose funzioni</strong> biologiche</p>
<ul>
<li>svolge un ruolo epitelioprotettore indiscutibilmente accertato;</li>
<li>è indispensabile per i processi visivi e per le ossa;</li>
<li>è importante per la crescita e la maturazione sessuale;</li>
<li>mantiene integra la pelle e le mucose;</li>
<li>aiuta a difenderci dalle infezioni (vitamina antinfettiva).</li>
</ul>
<p><strong>La vitamina A agisce come cofattore nella sintesi dei mucopolisaccaridi, in quella del colesterolo e nel metabolismo degli idrossisteroidi. Nella retina, il retinale, sintetizzato dal retinolo, si combina con l’opsina per formare la rodopsina, un composto essenziale per la visione notturna</strong>.</p>
<p>I carotenoidi (b-carotene) vengono anche chiamati <strong>vitamine “anti-invecchiamento”</strong> per la loro azione antiossidante nei riguardi dei fenomeni perossidativi.</p>
<p>Il betacarotene agisce contro i radicali liberi H<sub>2</sub>O<sub>2</sub>, H<sup>&#8211;</sup>, O<sub>2</sub><sup>+</sup>, per cui svolge <strong>attività immuno-modulante</strong> ed antiossidante, innalzando il numero dei linfociti T CD4; <strong>protegge la pelle da un’eccessiva esposizione solare, </strong><strong>stimolando la produzione di melanina</strong> che aiuta la pigmentazione cutanea. Neutralizza anche molti dei danni del fumo di sigaretta; aiuta a mantenere la vista in buona salute; è utile per la crescita e l’integrità delle cellule dei tessuti corporei.</p>
<p>La conseguenza clinica più tipica della <strong>carenza di vitamina A</strong> è la <strong>xeroftalmia</strong>, una malattia degli occhi che colpisce soprattutto i bambini piccoli. La carenza determina anche inibizione della crescita, deformazione delle ossa e serie modifiche delle strutture epiteliali con lesioni della pelle e delle mucose e degli organi riproduttivi, infezioni frequenti (tipicamente nelle donne le cistiti ricorrenti). Una carenza di questa vitamina nel nostro organismo ha effetti negativi anche sui capelli, che si traducono in alterazioni delle ghiandole sebacee, nella formazione di forfora e di capelli secchi e nel costante e sempre più evidente ispessimento del cuoio capelluto.</p>
<p>La carenza di vitamina A in alcuni Paesi con un basso tenore di vita è inoltre associata a infezioni respiratorie, diarrea e aumento della mortalità.</p>
<p>Studi epidemiologici [The ATBC cancer prevention study group] hanno evidenziato una correlazione significativa fra l&#8217;insorgenza di cancro e l&#8217;assunzione (in alte dosi per anni) di betacarotene tramite cibo nei fumatori, confermando viceversa l&#8217;azione positiva anticancro del betacarotene in quanti non fumano. Nei fumatori o nelle persone esposte ad asbesto la supplementazione con betacarotene potrebbe portare ad un lieve incremento del tumore polmonare e della mortalità.</p>
<p><strong>Proprietà farmacocinetiche<br />
</strong>Il metabolismo che trasforma il carotene in vitamina A è lento, pertanto una quantità in eccesso di carotene (livelli ematici di carotene &gt; 250 µg/dl, corrispondenti a&gt;4,65 mmol/l) può originare una <strong>carotenosi</strong>, in cui la cute (ma non le sclere) assume un colorito giallo intenso, in particolare modo a livello della palma delle mani e della pianta dei piedi.</p>
<p><strong>Indicazioni<br />
</strong>A scopo terapeutico, <strong>il retinolo ha trovato impiego per la prevenzione e trattamento delle carenze di vitamina A e nella gestione dei disordini della cheratinizzazione</strong>. Tuttavia, a causa della sua potenziale tossicità, il retinolo è stato sostituito da analoghi della vitamina A, quali <strong>tretinoina</strong> ed <strong>isotretinoina</strong>. Più di recente, una particolare attenzione è stata posta nei confronti delle proprietà antiossidanti e di scavenger dei radicali liberi del retinolo, che hanno suggerito un possibile utilizzo della vitamina A quale agente antitumorale.</p>
<p>I pazienti in trattamento con retinoidi (soprattutto per uso sistemico) che assumono prodotti a base di vitamina A dovrebbero ridurre o interrompere l’assunzione di tali supplementi in modo da evitare un possibile effetto additivo con i retinoidi. In tali casi, la dose di vitamina A esogena da assumere non dovrebbe superare le 4000-5000 UI/DIE.</p>
<p><strong>Assunzione </strong><strong>quotidiana</strong></p>
<p>L’EFSA ha stabilito i seguenti livelli di assunzione quotidiana di riferimento per la popolazione (PRI in breve) relativi alla vitamina A:</p>
<ul>
<li>750 µg per gli uomini e 650 µg per le donne;</li>
<li>250-750 µg per neonati e bambini.</li>
<li>700 µg per donne in gravidanza, valore che risulta superiore al PRI per gli adulti al fine di tenere conto delle esigenze del feto e della crescita dei tessuti materni.</li>
</ul>
<p>L’analisi dei dati contenuti nella banca dati particolareggiata dell’EFSA sul consumo di alimenti e nella banca dati sulla composizione nutrizionale evidenzia che nell’UE l’assunzione media di vitamina A si colloca tra 409 e 651 μg/al giorno per i bambini da 1 a 3 anni di età; tra 597 e 1 078 μg/al giorno per gli adolescenti (da 10 a 18 anni di età); e tra 816 e 1 498 μg/al giorno per gli adulti. <strong>E’ importante infine che durante la supplementazione con vitamina A si associ la somministrazione di quei nutrienti che intervengono nel suo metabolismo quali vitamina E, zinco, iodio.</strong></p>
<p><strong>Interazioni<br />
</strong>L’assorbimento della vitamina A viene ridotto dalla contemporanea assunzione di <strong>colestiramina</strong>. I pazienti in trattamento cronico con tale farmaco possono necessitare dell’assunzione di preparazioni idrosolubili di vitamina A.</p>
<p><strong>Le tetracicline possono interagire a vari livelli con i retinoidi</strong>. In letteratura vengono riportati casi di ipertensione intracranica benigna in pazienti sottoposti alla somministrazione concomitante di vitamina A e tetracicline. Papilledema, cefalea, nausea vomito e disturbi della visione posso rappresentare segnali precoci di tale effetto. Le tetracicline possono anche incentivare la fotosensibilizzazione indotta dal retinolo e dai suoi derivati.</p>
<p><strong>L’assunzione di orlistat (un farmaco specifico per il trattamento dell&#8217;obesità) può causare un malassorbimento delle vitamine liposolubili</strong>. In particolare, l’assorbimento del beta-carotene viene ridotto di circa il 30% nei pazienti trattati con orlistat. Ai pazienti in trattamento con tale farmaco viene dunque raccomandato di utilizzare supplementi multivitaminici (contenenti vitamine A, D, E, K e beta-carotene) la cui assunzione dovrebbe essere distanziata di almeno due ore da quella dell’orlistat.</p>
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		<title>Frutta e verdura &#8211; I colori della vita</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/frutta-e-verdura-i-colori-della-vita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Aug 2023 08:59:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Frutta]]></category>
		<category><![CDATA[Verdure ed Ortaggi]]></category>
		<category><![CDATA[5 colori del benessere]]></category>
		<category><![CDATA[acido folico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Frutta e verdura presentano una vasta gamma di colori. Bianco, giallo-arancio, rosso, verde e blu-viola sono i 5 colori che contraddistinguono frutta e verdura e che sono chiamati “i colori del Benessere”. I colori sono determinati dalle sostanze ivi contenute e che conferiscono molte importanti e specifiche qualità nutrizionali. Ciascun frutto e ciascuna verdura è &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Frutta e verdura presentano una vasta gamma di colori. Bianco, giallo-arancio, rosso, verde e blu-viola sono i 5 colori che contraddistinguono frutta e verdura e che sono chiamati “i <strong>colori del Benessere</strong>”. I colori sono determinati dalle sostanze ivi contenute e che conferiscono molte importanti e specifiche qualità nutrizionali. Ciascun frutto e ciascuna verdura è caratterizzato infatti dalla presenza principale solo di alcuni principi nutritivi; varia il contenuto in vitamine e minerali, ma varia anche quello di <strong>sostanze bioattive</strong> indicate genericamente col termine di “<strong>fitocomposti</strong>”: flavonoidi, polifenoli, fitoestrogeni, fitosteroli, glucosinolati, solfuri e tioli, carotenoidi, terpeni e fenoli sono i nomi di questi fitocomposti con azione antiossidante, antitumorale, antibiotica.</p>
<p>I colori dei cibi contribuiscono però anche a determinare la loro appetibilità in quanto trasmettono informazioni e sensazioni che influenzano il gradimento di ciò che scegliamo di mangiare. La <strong>cromoterapia</strong> utilizza diverse tecniche che utilizzano gli effetti benefici e rinforzanti dei colori per il riequilibrio del nostro sistema psicofisico. Ci sono poi altri aspetti che riguardano la diversa energia che i colori ci trasmettono; d’altronde dal punto di vista fisico, ad ogni colore è collegata una diversa frequenza e una differente lunghezza d’onda. Non a caso il colore caratterizza anche la prevalenza stagionale dell’alimento. In quest’ottica variare il consumo di frutta e verdura nel corso della giornata ci consente di coprire gran parte dei fabbisogni nutrizionali del nostro organismo. Non è difficile allora organizzare una dieta sana, equilibrata e soprattutto varia giocando con i colori e consumando quotidianamente piccole porzioni di alimenti caratterizzati, relativamente, da una pigmentazione rossa, gialla-arancio, verde, blu-viola e bianca. L’invito è di divertirvi a completare la lista ed a sperimentare i diversi abbinamenti possibili tra cibi appartenenti a gruppi diversi. Trovare il giusto equilibrio ci consente di mantenerci in Salute.</p>
<p><strong>Colore rosso<br />
</strong>Al gruppo rosso appartengono: amarene, anguria, arance sanguinelle, bacche di goji, barbabietola rossa, ciliegie, cipolla rossa, crescione, fagioli rossi, fragole, lenticchie, melograno, patata rossa, pomodoro, radicchio rosso, rape, ribes, rapanelli, peperoncino.</p>
<p>Si distinguono per l’elevato contenuto di potenti antiossidanti come il <strong>licopene, </strong>contenuto soprattutto nel pomodoro e nell’anguria, che combatte i tumori al seno e alle ovaie nelle donne e quello alla prostata negli uomini, le <strong>antocianine </strong>ed i<strong> carotenoidi</strong>, di cui sono particolarmente ricche arance rosse, fragole e ciliegie, utili nella cura delle patologie dei vasi sanguigni e/o fragilità capillare, nella prevenzione dell’aterosclerosi dovuta agli alti livelli del colesterolo e nel potenziamento della vista<strong>. </strong> Gli alimenti rossi inoltre sono più ricchi di <strong>vitamina C</strong>: favoriscono la produzione di collagene, mantengono integri i vasi sanguigni, stimolano le difese immunitarie e la cicatrizzazione delle ferite; la vitamina C facilita inoltre l’assorbimento del ferro contenuto in frutta e verdura.</p>
<p><strong>Colore </strong><strong>giallo-arancio<br />
</strong>Al gruppo giallo-arancio appartengono: albicocca, ananas, arancia, cachi, carota, clementine, limone, mais dolce, mandarino, mango, mela, melone, nespola, papaia, patata, peperone giallo, pesca, pompelmo, prugna gialla, zucca.</p>
<p>Si caratterizzano per l’elevato contenuto di <strong>beta-carotene</strong>, <strong>precursore della vitamina A</strong>, e di <strong>flavonoidi</strong>. Come gli alimenti rossi, frutta e verdura giallo-arancio aiutano a prevenire tumori, patologie cardiovascolari e l’invecchiamento cellulare, potenziando anche la vista. I flavonoidi infatti agiscono prevalentemente a livello gastro-intestinale, neutralizzando la formazione dei radicali liberi. Anche l’alto contenuto di beta-carotene protegge l’organismo dai danni dovuti alla presenza dei radicali liberi: inoltre, viene assorbito con i grassi senza rischi di sovradosaggio, come può invece accadere attraverso un uso eccessivo di integratori dietetici. Il beta-carotene ha anche una potente azione provitaminica ed antiossidante ed è precursore della vitamina A, importante per la crescita, la riproduzione, il mantenimento dei tessuti e le funzioni immunitarie. Peperoni, limoni ed arance, particolarmente ricche di vitamina C, hanno un’elevata attività antiossidante e contribuiscono alla produzione del collagene. Infine, le antocianine contenute in questi alimenti (arance soprattutto) svolgono un’azione antinfiammatoria, antitumorale ed anticoagulante.</p>
<p><strong>Colore</strong><strong> verde<br />
</strong>Al gruppo verde appartengono: agretti, asparagi, basilico, bieta, broccoli, broccoletti, carciofi, cavolo broccolo, cavolo cappuccio, cetrioli, cicoria, cime di rapa, erbette, fave, indivia, kiwi, lattuga, lime, mela verde, olive, piselli, prezzemolo, rughetta, spinaci, uva bianca, zucchine.</p>
<p>Caratterizza questo gruppo di alimenti l’elevata concentrazione di <strong>clorofilla</strong>, responsabile del colore verde di frutta e verdura, e di <strong>carotenoidi</strong>. Gli ortaggi a foglia verde sono una grande fonte di <strong>acido folico</strong> e di <strong>folati</strong> e sono particolarmente ricchi di <strong>magnesio</strong>.</p>
<p>La clorofilla ha una potente azione antiossidante, mentre i carotenoidi aiutano l’organismo a difendersi e prevenire le patologie coronariche e molti tipi di tumore; inoltre, sono responsabili della vista e dello sviluppo delle cellule epiteliali. Questi alimenti sono particolarmente ricchi di magnesio, un minerale importante che favorisce il metabolismo dei carboidrati e delle proteine, stimola l’assorbimento del calcio, del fosforo, del sodio e del potassio, regola la pressione dei vasi sanguigni e la trasmissione dell’impulso nervoso. Gli ortaggi a foglia verde sono una grande fonte di acido folico e di folati, utili come strumento di prevenzione contro l’aterosclerosi e, nel caso dei neonati, del rischio di incompleta chiusura del canale vertebrale durante la gravidanza. Broccoli, prezzemolo, spinaci e kiwi sono molto ricchi di vitamina C: favoriscono quindi l’assorbimento del ferro contenuto nella frutta e nella verdura, hanno proprietà antiossidanti ed aiutano a prevenire malattie cardiovascolari, neurologiche e tumori.</p>
<p><strong>Colore</strong><strong> blu-viola<br />
</strong>Al gruppo blu-viola appartengono: açai, bacche di aronia, broccolo, cavoletto di Bruxelles, fichi, frutti di bosco (lamponi, mirtilli, more, ribes), melanzane, mirtillo, mora, prugna selvatica, radicchio, uva nera.</p>
<p>I composti ad azione protettiva di questo gruppo di alimenti sono le <strong>antocianine</strong> che svolgono un’importante azione antiossidante e difendono l’organismo da patologie dovute ad una cattiva circolazione del sangue, proteggendo i capillari. Frutta e verdura blu-viola, infine, sono ricche di <strong>fibre</strong> e <strong>carotenoidi</strong>.</p>
<p>Gli alimenti blu-viola, oltre a proteggere la vista (soprattutto il mirtillo) e a prevenire tumori e patologie cardiovascolari, contribuiscono ad una corretta funzione urinaria (specie i frutti di bosco). Le antocianine svolgono un’importante azione antiossidante e difendono l’organismo da patologie dovute ad una cattiva circolazione del sangue, proteggendo i capillari; prevengono l’aterosclerosi provocata da alti livelli di colesterolo ed inibiscono l’aggregazione piastrinica. Ribes e radicchio, oltre alle proprietà antiossidanti dovute alla presenza di vitamina C, intervengono nella formazione della carnitina e del collagene. Il radicchio, inoltre, contiene il beta-carotene precursore della vitamina A e, come anche fichi, ribes, more e prugne, il potassio, che protegge il tessuto osseo e combatte le patologie cardiovascolari e l’ipertensione. Le melanzane, invece, sono ricche di magnesio, con l’ulteriore vantaggio di possedere pochissime calorie. Frutta e verdura blu-viola, infine, sono ricche di fibre e carotenoidi, attivi contro le patologie neuro-degenerative e l’invecchiamento cutaneo.</p>
<p><strong>Colore bianco<br />
</strong>Al gruppo bianco appartengono: aglio, banana, castagne, cavolfiore, ceci, cetrioli, cipolle, finocchio, funghi, indivia, mele, pera bianca, porri, sedano, uva bianca.</p>
<p>Frutta e verdura dal colore bianco rinforzano il tessuto osseo ed i polmoni. La <strong>quercetina, </strong>un potente antiossidante che difende l’organismo dal rischio di tumori, è l’elemento che caratterizza questo gruppo; è presente inoltre una buona quantità di <strong>fibra</strong>, <strong>sali minerali</strong> (soprattutto potassio), <strong>vitamine</strong> (in particolare la C), <strong>isotiocianati</strong>, importanti contro l’invecchiamento cellulare, e l’<strong>allisolfuro</strong> (presente in aglio, cipolle e porri) che migliora la circolazione rendendo il sangue più fluido.</p>
<p>Mangiare frutta e verdura di diversi colori è importante perché ogni colore fornisce una gamma unica di sostanze nutritive e composti benefici per la salute. L’insieme fa la forza e …. la Salute. Mangiare allora una varietà di frutta e verdura colorate è quindi un modo per garantire un apporto completo di nutrienti, vitamine, minerali e composti benefici per   massimizzare i benefici per la salute.</p>
<p><a href="https://www.amaperbene.it/download/Frutta-e-verdura-colori-della-vita.pdf" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-27500 size-full" src="https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/08/Frutta-e-verdura-colori-della-vita.jpg" alt="" width="1024" height="612" srcset="https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/08/Frutta-e-verdura-colori-della-vita.jpg 1024w, https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/08/Frutta-e-verdura-colori-della-vita-300x179.jpg 300w, https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/08/Frutta-e-verdura-colori-della-vita-768x459.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>Una <strong>curiosità</strong>:<br />
In Italia è stato registrato un marchio denominato “<strong>5 colori del benessere</strong>”, ideato e registrato da UNAPROA (Unione nazionale tra le organizzazioni di produttori ortofrutticoli agrumari e di frutta in guscio). Il marchio garantisce la qualità, la provenienza e la rintracciabilità della frutta e della verdura italiana, secondo i requisiti richiesti dal regolamento e dal disciplinare d’uso. Tutti i prodotti dei “5 colori del benessere” sono di categoria “Extra” o “prima”, coltivati in Italia con metodi di produzione integrata o biologica nel rispetto di specifici disciplinari di produzione. Il marchio “5 colori del benessere” racconta la storia del prodotto, passaggio dopo passaggio: dalla coltivazione alla lavorazione, dalla selezione al confezionamento.</p>
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		<title>Primula &#124; Primula veris L.</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/primula-primula-veris-l/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Apr 2023 16:07:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[acido salicilico]]></category>
		<category><![CDATA[canfora di primula]]></category>
		<category><![CDATA[carotenoidi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La primula odorosa (nome scientifico Primula veris, L., 1753) è una pianta erbacea che cresce spontaneamente nei prati e nei boschi appartenente alla famiglia delle Primulaceae. La primula odorosa è una specie con distribuzione centrata sull&#8217;Europa centro-occidentale, presente, con due sottospecie, in tutte le regioni dell&#8217;Italia centro-settentrionale e in Campania; la sottospecie nominale è ristretta &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>primula odorosa</strong> (nome scientifico <em>Primula veris</em>, L., 1753) è una pianta erbacea che cresce spontaneamente nei prati e nei boschi appartenente alla famiglia delle <em>Primulaceae</em>.</p>
<p>La primula odorosa è una specie con distribuzione centrata sull&#8217;Europa centro-occidentale, presente, con due sottospecie, in tutte le regioni dell&#8217;Italia centro-settentrionale e in Campania; la sottospecie nominale è ristretta all&#8217;Italia settentrionale e alla Toscana. Pianta erbacea perenne alta circa 10/15 cm.; le foglie hanno una forma ovale con la pagina superiore caratterizzata dalla presenza di numerose scanalature e la pagina inferiore pelosa; sono disposte a rosetta alla base della pianta; i fiori sono di colore giallo vivo, riuniti in ombrelle all’apice dello stelo. Cresce in prati aridi, cespuglieti e boschi aperti, dalla fascia planiziale (ove è molto rara) a quella montana superiore.</p>
<p>Il nome generico è diminutivo del termine latino &#8220;<em>primus</em>&#8221; primo per la precocità della fioritura e allude alla fioritura primaverile precoce; <em>veris </em>genitivo di <em>ver, veris</em> primavera: della primavera, primaverile. Periodo di fioritura: aprile-giugno. All&#8217;inizio del Rinascimento con il termine &#8220;Primula&#8221; veniva indicato qualsiasi fiore che fioriva all’inizio della primavera.</p>
<p>Principali componenti: <strong>saponine triterpeniche</strong> (radice), flavonoidi (fiori), carotenoidi (fiori), olio essenziale (fiori). La pianta contiene un alcool chiamato “<strong>volemite</strong>”; una canfora chiamata “<strong>canfora di primula</strong>”, il glucoside <strong>“primulina</strong>”, l&#8217;enzima <strong>diastasi</strong> e due derivati dall&#8217;acido salicilico, la <strong>primaverina</strong> e la <strong>primulaverina</strong>. Da questi ultimi derivano le proprietà analgesiche, antinfiammatorie e antireumatiche.</p>
<p>La pianta veniva chiamata <em>Primula officinalis</em> in quanto dotata di <strong>proprietà vulneraria</strong> (guarisce le ferite). Altre applicazioni riguardano le malattie dell&#8217;apparato respiratorio grazie all’<strong>azione fluidificante ed espettorante </strong>delle <strong>saponine</strong> presenti. La pianta è anche: <strong>antinfiammatoria</strong> (attenua uno stato infiammatorio), <strong>antispasmodica</strong> (attenua gli spasmi muscolari, e rilassa anche il sistema nervoso), <strong>diaforetica</strong> (agevola la traspirazione cutanea) e <strong>diuretica</strong> (facilita il rilascio dell&#8217;urina).</p>
<p>Per tali usi si utilizza la radice e il rizoma.</p>
<p>Oltre alla radice, anche i fiori della primula odorosa contengono <strong>flavonoidi </strong>e <strong>carotene</strong> e si utilizzano in caso di emicranie e cefalee, per la loro azione antispasmodica e sedativa o in caso di nervosismo o iperattivismo.</p>
<p><strong>In cucina</strong> le giovani foglie possono essere consumate sia crude che cotte, sole od assieme ad altri tipi di verdura. Anche i fiori possono essere aggiunti ad una insalata primaverile.</p>
<p>Le foglie giovanili possono essere mangiate sia crude che cotte nelle minestre. I fiori vengono utilizzati, a volte, per preparare un <strong>liquore aromatico</strong>. Con i fiori e le foglie seccate si può preparare una gradevole tisana calmante. Nel nord dell&#8217;Europa inoltre con le foglie si prepara una bevanda gradevole e calmante (ma anche un cordiale o del tè).</p>
<p><strong>Oggi questi usi sono notevolmente scaduti</strong>. Sono stati riscontrati casi di allergia dovuta al polline di questa pianta.</p>
<p>È nell&#8217;orticoltura che si accentra il maggior interesse per queste piante. Infatti le Primule accomunano due proprietà molto importanti: <strong>sono rustiche di facile impianto e molto decorative</strong>. I fioristi quindi si sono cimentati a creare un numero grandissimo di cultivar (o ibridi artificiali) variando soprattutto la colorazione dei petali. Nel giardino, questa pianta va posizionata in zone a mezz&#8217;ombra; non teme il freddo per cui non è necessario ripararla particolarmente durante la stagione invernale.</p>
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		<title>Coclospermo &#124; Cochlospermum tinctorium Perr.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Mar 2023 15:21:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Pianta della regione delle savane (Nigeria, Senegal, Ghana, Mali, Ciad, Sudan meridionale e Uganda) e del Sahel, il coclospermo (Cochlospermum Tinctorium) ha la caratteristica di dare un fiore o dei mazzetti di fiori a raso del suolo, proprio quando la savana è completamente disseccata e spesso dopo che sono passati quelli che chiamano &#8220;i feu &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Pianta della regione delle savane (Nigeria, Senegal, Ghana, Mali, Ciad, Sudan meridionale e Uganda) e del Sahel, il <strong>coclospermo </strong>(<em>Cochlospermum Tinctorium</em>) ha la caratteristica di dare un fiore o dei mazzetti di fiori a raso del suolo, proprio quando la savana è completamente disseccata e spesso dopo che sono passati quelli che chiamano &#8220;i <em>feu de brousse</em>&#8220;. Su una terra fissurata della siccità, questo fiore giallo continua a fiorire per circa due mesi e poi dà luogo ad un piccolo arbusto che non oltrepassa 30 centimetri, che viene poi a sua volta bruciato con il sopraggiungere della siccità.</p>
<p>E’ un arbusto alto fino a 80 cm con foglie alterne, palmate, lanceolate e picciolo di 3-6 cm. infiorescenza a pannocchia o racemo con pochi fiori, prodotta di solito dal rizoma a livello del terreno, a volte spunta in cimette. fiori bisessuali, regolari con stami numerosi, ovaio supero, stilo semplice, stimma piccolo. il frutto è una capsula di 4-6 cm, marrone, grigia o nera con molti semi reniformi.</p>
<p>Le radici, che sono alquanto profonde, spesso molto voluminose e che praticamente costituiscono il serbatoio d’acqua e permettono alla pianta di fiorire proprio come se fosse in un vaso di acqua quando nell’ambiente, ci sono più di 40 gradi e un tasso di umidità che a volte scende fino a 15%, contengono i principi attivi utilizzati nella cura di epatopatie, soprattutto non rispondenti ad altre terapie.</p>
<p>I <strong>principi attivi</strong> sono costituiti da: <em>triterpeni</em>, polifenoli, carotenoidi, mucillagine, zuccheri, <strong>acetogenine</strong>, tannini (<strong>acido gallico</strong>, <strong>acido ellagico</strong>), oli essenziali (alcoli, 3-esadecanone), <strong>acido arjunolico</strong>, qualche alcaloide.</p>
<p>E’ una pianta molto rilevante nella fitoterapia in Africa ma anche importante commercialmente per l&#8217;uso come colorante giallo-marrone. Il colorante è anche usato per colorare il <strong>burro di karitè</strong> e l&#8217;olio da cucina al quale conferisce forse anche un certo sapore.</p>
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		<title>Rosa Canina</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/rosa-canina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Nov 2022 10:21:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[acheni]]></category>
		<category><![CDATA[acido malico e citrico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Rosa canina L., 1753 è una pianta appartenente alla famiglia delle Rosaceae. È la specie di rosa spontanea più comune in Italia, e molto frequente nelle siepi e ai margini dei boschi. Talvolta viene chiamata rosa di macchia, oppure rosa selvatica. È l&#8217;antenata delle rose coltivate, quella di partenza per le varietà oggi conosciute. La &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/rosa-canina/">Rosa Canina</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Rosa canina</em></strong> L., 1753 è una pianta appartenente alla famiglia delle <em>Rosaceae</em>. È la specie di rosa spontanea più comune in Italia, e molto frequente nelle siepi e ai margini dei boschi. Talvolta viene chiamata <strong>rosa di macchia</strong>, oppure <strong>rosa selvatica</strong>. È l&#8217;antenata delle rose coltivate, quella di partenza per le varietà oggi conosciute.</p>
<p>La rosa canina è un arbusto spinoso tipico della zona mediterranea, una specie selvatica che si trova spesso lungo le siepi, al margine di boschi, nelle boscaglie degradate e, in qualità di arbusto pioniero, nei prati, pascoli, campi e vigneti abbandonati, su cumuli di sassi, su suoli abbastanza profondi, limosi, moderatamente aridi, dal piano sino a 1.900 m s.l.m.</p>
<p>Il nome “canina” si deve a Plinio il Vecchio, il quale affermava che un soldato romano fosse guarito dalla rabbia, contratta dopo essere stato morso da un cane rabbioso, grazie a un decotto di radici di questa pianta, a cui sono ascritte proprietà antirabbiose secondo la tradizione popolare, non confermate però dal punto di vista scientifico.</p>
<p>L’arbusto della rosa canina presenta fusti fini, legnosi e ricchi di spine, esso può raggiungere come massimo i 3-4 metri di altezza, ha foglie ellittiche e dentate e fiori che sfumano dal bianco al rosa. Questi ultimi, delicatamente profumati, fioriscono tra maggio e luglio, possono essere singoli o raggruppati a tre e sono molto amati dalle api bottinatrici. In ottobre-novembre invece, al posto dei fiori, si formano delle <strong>bacche rosse</strong>, detti <strong>cinorrodi</strong>, che non sono i frutti veri e propri, ma dei <strong>falsi frutti </strong>piriformi, carnosi e glabri, solitamente portati da peduncoli lunghi 10÷20 mm, di colore rosso vivo a maturità, nati dall’ingrossamento del ricettacolo (parte apicale del peduncolo fiorale). All’interno dei cinorrodi sono presenti i veri frutti, gli <strong>acheni</strong>, duri ricoperti di corti peli rigidi, contenenti ognuno un seme.</p>
<p>La parte della rosa canina che interessa dal punto di vista erboristico è proprio la bacca (il falso frutto) riconosciuto scientificamente come enorme <strong>fonte di vitamina C</strong>: se le bacche vengono raccolte nel loro preciso periodo balsamico (nel pieno della loro maturazione) <strong>possono contenere vitamina C fino a 50 volte ed oltre in più rispetto alle arance e ai limoni </strong>(100 grammi di bacche contengono la stessa quantità di vitamina C di 1 chilo degli agrumi tradizionali). Oltre a questa preziosa vitamina, ritroviamo anche <strong>tannini, acido nicotinico, carotenoidi, vitamina C e P, riboflavina, acido malico e citrico, flavonoidi</strong> (bioflavonoidi: fitoestrogeni), <strong>pectine e carboidrati</strong>. Grazie a questo pool di principi attivi, la rosa canina vanta diverse <strong>proprietà: antiossidante, immunostimolante, decongestionante nasale, lenitiva</strong> per tosse e mal di gola, <strong>astringente intestinale, cicatrizzante e tonica sulla pelle</strong>.</p>
<p>La monaca benedettina Santa Ildegarda di Bingen, importante erborista del XII secolo, raccomandava gli infusi di cinorrodi di rosa canina nelle fasi iniziali delle influenze, proprio per diminuire i sintomi associati a raffreddore, tosse e mal di gola. Per l’azione lenitiva sulle mucose, la rosa canina è consigliata in abbinamento all’elicriso per le riniti allergiche da polline ed è anche ideale per contrastare diarrea e vomito grazie all’azione astringente dei tannini. Grazie poi all’elevata presenza di vitamina C, la rosa canina è un <strong>immunostimolante</strong> fatto e finito poiché attivante dei linfociti e un ottimo <strong>vitaminizzante</strong> (contiene caroteni, quindi vitamina A) da utilizzare nei cambi di stagione e nei periodi di particolare stress.</p>
<p>Oltre ad un decotto di cinorrodi, questa pianta può essere assunta in maniera più concentrata in tintura madre idroalcolica ed è indicata anche per i bambini per cui esistono in commercio derivati in glicerina o in fruttosio.</p>
<p>Per la presenza di tannini, la rosa canina rappresenta un buon rimedio naturale <strong>contro la diarrea</strong>; inoltre, è consigliata in caso di debilitazione ed infiammazioni. La droga è considerata anche un discreto vaso-protettore.</p>
<p>Le tisane, i decotti e gli infusi ottenuti con foglie, fiori o radici di rosa canina sono consigliati in caso di <strong>raffreddore ed infezioni</strong>, oltre ad essere un blando decongestionante e tonificante; alla rosa canina sono altresì ascritte proprietà immunostimolanti ed antiallergiche.</p>
<p>La rosa canina è un buon <strong>diuretico</strong>: stimolando l&#8217;eliminazione delle tossine tramite l&#8217;urina, la droga è utile per contrastare infiammazioni a carico di vescica o reni.</p>
<p>La rosa canina è un <strong>eccellente tonico</strong> per fronteggiare l&#8217;esaurimento e la stanchezza; aiuta a sconfiggere lo stress; stimola l’eliminazione delle tossine (soprattutto gli acidi urici, che provocano gotta e reumatismi) attraverso la diuresi. La rosa canina ha la capacità di favorire l&#8217;assorbimento di calcio e del ferro nell&#8217;intestino, equilibrando il livello di colesterolo e contribuendo alla produzione di emoglobina; inoltre rende attiva la vitamina B9 (acido folico) dal leggero effetto antistaminico.</p>
<p>Ad <strong>uso cosmetico</strong> l’estratto di rosa canina è ampiamente adoperata per la formulazione di acque profumate, <strong>creme anti-aging, </strong><strong>stimolanti la produzione di collagene</strong> (quindi per contrastare le rughe), pomate lenitive contro gli eritemi solari, maschere per il viso ad azione tonificante, ma anche per la sua azione cicatrizzante e astringente contro le macchie e i segni delle cicatrici. L’olio di spremitura dei cinorrodi di rosa canina ha una preziosissima azione rigenerante cellulare, molto simile all’olio di rosa mosqueta, tanto amato dalle donne. Per l’<strong>azione astringente</strong>, la rosa canina la si può anche trovare nei tonici viso per ridurre la dilatazione dei pori e asciugare le pelli particolarmente sebacee.</p>
<p>Infine, <strong>i cinorrodi sono commestibili</strong>, meglio raccoglierli dopo le prime gelate quando sono belli polposi, quindi anche più dolci; <strong>si possono mangiare così come sono, in macedonie, frullati, centrifugati</strong>, oppure utilizzarli per preparare <strong>marmellate e sciroppi</strong>. Il gusto è particolare perché acidulo, dovuto proprio dall’alta percentuale di vitamina C. I petali della rosa canina vengono invece utilizzati per aromatizzare delicatamente il miele.</p>
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		<title>Fico d´India &#124; Opuntia ficus-indica</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/fico-dindia-opuntia-ficus-indica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Nov 2022 12:52:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[betalainici]]></category>
		<category><![CDATA[betanina]]></category>
		<category><![CDATA[biotioli]]></category>
		<category><![CDATA[carotenoidi]]></category>
		<category><![CDATA[cladodi]]></category>
		<category><![CDATA[cocciniglia]]></category>
		<category><![CDATA[fico d'India]]></category>
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		<category><![CDATA[flavonoli]]></category>
		<category><![CDATA[glochidi]]></category>
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		<category><![CDATA[muscaredda]]></category>
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		<category><![CDATA[occlusione intestinale]]></category>
		<category><![CDATA[prodotto tipico siciliano]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>ll <strong>fico d&#8217;India</strong> o ficodindia (<em>Opuntia ficus-indica</em> ((L.) Mill., 1768), è una pianta succulenta appartenente alla famiglia delle Cactacee e al genere <em>Opuntia</em>, originaria del centroamerica (Messico) e oggi diffusa in tutti i Paesi tropicali e con clima mite, incluso il Bacino del mediterraneo e le altre aree con clima analogo presenti in Africa (Regione del Capo), nelle Americhe (California e Cile) e in Australia (Western Australia e South Australia). In Italia è presente anche in tutte le località del territorio dove il clima temperato o continentale viene mitigato dalla vicinanza del mare, come Calabria, Puglia, Sardegna, Sicilia.</p>
<p>Il nome botanico del fico d&#8217;india <em>Opuntia ficus-indica</em> fu dato da Miller nel 1768, ma il nome probabilmente deriva da Cristoforo Colombo, che nel 1493 credette di essere approdato proprio in India. Il fico d&#8217;India è una pianta nativa del Messico: l&#8217;importanza di questa pianta per i messicani è tale da incarnare il simbolo del Paese, tanto che appare persino nella bandiera della Repubblica Messicana.</p>
<p>Il fico d’India è una pianta di facile coltivazione e poco esigente di cure. Alta circa 2-3 metri, presenta radici superficiali dalle quali si dipartono dei particolari fusti appiattiti, i <strong>cladodi</strong>, chiamati comunemente <strong>pale</strong>, di forma ovale e di colore verde brillante, costituiti da gruppi di spine lunghe circa 5 cm. I fiori a forma di coppa spuntano numerosi sui margini delle foglie in bellissime tonalità di colore giallo-arancio. I frutti racchiusi all’interno di un guscio carnoso e spinoso differiscono per forma e colore a seconda delle varietà: <strong>giallo-arancione nella varietà sulfarina, rosso porpora nella varietà sanguigna e bianco nella muscaredda</strong>.</p>
<p>Sono disponibili varietà con spine molto lunghe (usate in Paesi tropicali e subtropicali per recinzioni verdi che impediscono il passaggio del bestiame), oppure prive di spine e pochi “peli” (i “peli” sono detti <strong>glochidi</strong>) usate per foraggio, e infine quasi prive di peli usate anche a scopo alimentare e medicinale.</p>
<p><strong>La forma varia in rapporto all’epoca di formazione</strong>: i primi frutti hanno forma sferica, quelli che maturano tardivamente in seguito alla scozzolatura, hanno forma ovale allungata. Ogni frutto contiene numerosissimi semi. Il fico d’India ama i luoghi soleggiati e riparati dal vento e fiorisce in primavera da maggio in poi.</p>
<p>Il fico d’India può essere coltivato a scopo ornamentale anche in vaso e negli angoli rocciosi del giardino.</p>
<p>L&#8217;<em>Opuntia ficus-indica</em>, per la sua capacità di svilupparsi anche in presenza di poca acqua, si rivela una pianta di enormi potenzialità per l&#8217;agricoltura e l&#8217;alimentazione dei paesi aridi. Ha un notevole valore nutrizionale essendo <strong>ricca di minerali, soprattutto calcio e fosforo, oltreché di vitamina C</strong>. La composizione nutrizionale delle foglie del fico d&#8217;India è molto diversa da quella del frutto e dei semi; in questi ultimi sovrabbondano zuccheri semplici come glucosio e fruttosio. Nel frutto ci sono anche sostanze anti-ossidanti come l&#8217;<strong>indicaxantina</strong> e la <strong>betanina</strong>, che contrastano i processi ossidativi.</p>
<p><strong>Il principale costituente del fico d’india è l’acqua</strong>, sebbene la sua percentuale possa variare molto a seconda delle condizioni climatiche stagionali variando dal 80-90% con abbondante piovosità, a meno del 60% in condizioni di aridità. Seguono i carboidrati (5-10%), fibra (1-2%), proteine (0,5-1%), (lipidi 0,1) e varie componenti biochimiche molte delle quali ancora poco studiate (Zhao et Al., 2007). Fra gli elementi minerali maggiormente presenti, in ordine decrescente, abbiamo <strong>calcio, magnesio, potassio, fosforo, sodio</strong>. Fra le vitamine vi sono in ordine decrescente <strong>vit. C, vit. A, niacina, riboflavina, tiamina</strong>. I contenuti delle singole sostanze variano con l’età del cladodo (Retamal et Al., 1987; Pimienta, 1997; Hernández-Urbiola, 2011) ma le varie parti della pianta vengono normalmente consumate solo quando sono giovani e ancora non lignificate e dunque con il massimo contenuto di sostanze utili, dopo di che al massimo possono essere utili come foraggio.</p>
<p><strong>Il fico d’India è un frutto dalle molteplici proprietà benefiche</strong> ed è indicato per le <strong>diete ipocaloriche</strong> per l’alto apporto di fibre che aiutano a calmare il senso di fame e perché apporta 50-60 Calorie per 100 g, tra cui 5 g di fibre, solo 0,10 g di grassi, 13 g di carboidrati e 0,80 di proteine.</p>
<p>Del fico d’India si utilizzano tutte le sue parti ed è un <strong>frutto commestibile</strong>: i frutti oltre ad essere <strong>consumati freschi possono essere utilizzati per la produzione liquori, marmellate, gelatine</strong> (in Sicilia p.es. detta mostarda), <strong>succhi, canditi, farine</strong>, ecc; le pale o cladodi, possono essere mangiati freschi, conservati in salamoia, sott’aceto oppure canditi, usate come mangime per i suini. Hanno un sapore che va dal fagiolino all’asparago selvatico. Dai semi si estrae un <strong>olio commestibile</strong>.</p>
<p>In Messico viene usata la mucillagine contenuta nelle pale per fare il gelato e un liquore di nome “<strong>Conche</strong>”.</p>
<p><strong>In cosmetologia</strong>, l&#8217;estratto dei fiori viene usato come <strong>emolliente, idratante ed elasticizzante</strong> della pelle. Il frutto viene utilizzato per la produzione di creme umettanti, saponi, shampoo, lozioni astringenti e per il corpo. Sempre il frutto, polverizzato, entra nella composizione di talco profumato.</p>
<p>Il colore della polpa dell&#8217;Opunzia dipende dalla presenza di composti <strong>betalainici</strong>; in particolare, la <strong>betanina</strong> conferisce una tonalità rosso-porpora mentre l’<strong>indicazantina</strong> la colora di giallo. Al suo interno sono presenti <strong>biotioli, taurina, flavonoli, tocoferoli e carotenoidi</strong>. La buccia contiene invece calcio, ferro, potassio, magnese, magnesio, sodio e selenio, i semi sono ricchi di fosforo e zinco e gli oli ottenuti da buccia e semi sono buone fonti di acidi grassi polinsaturi. Ha<strong> proprietà: astringenti, ipoglicemizzanti, ipocolesterolemizzante, drenanti, diuretiche, toniche, antiossidanti</strong>; i giovani cladodi, riscaldati al forno, vengono utilizzati come emollienti, applicati in forma di cataplasma; l&#8217;applicazione diretta della &#8220;polpa&#8221; dei cladodi su ferite e piaghe costituisce un ottimo rimedio antiflogistico, riepitelizzante e cicatrizzante su ferite e ulcere cutanee; è un vecchio rimedio della tradizione siciliana, utilizzato ancor oggi nella cultura contadina isolana; il decotto di fiori ha proprietà diuretiche.</p>
<p>Il fusto ha trovato impiego a scopo medicinale, in particolare nel controllo della pressione e contro: acidità gastrica, ulcera, affaticamento, dispnea, glaucoma, problemi del fegato e per curare ferite. Alle pale sono state inoltre attribuite proprietà antinfiammatorie utili in caso di edema, artrosi, pertosse e per prevenire l’infezione di ferite.</p>
<p><strong>Proprietà del fico d’India </strong></p>
<p>Sindromi dismetaboliche</p>
<ul>
<li>Riduzione del contenuto glicemico e del diabete (Alarcon-Aguilar et al., 2003; Luo et al., 2010; Becerra-Jiménez e Andrade-Cetto A., 2012).</li>
<li>Riduzione del colesterolo (Oh e Lim, 2006).</li>
<li>Aumento di enzimi antiossidanti (Perfumi e Tacconi, 1996).</li>
<li>Problemi renali</li>
<li>Diuretico e antiuricemico (Park et al., 2001).</li>
<li>Aumento della escrezione di sodio e potassio nelle urine (Galati et al., 2002).</li>
</ul>
<p>Malattie infiammatorie</p>
<ul>
<li>Azione anti-infiammatoria in sindromi croniche (Palevitch, 1993; Park et al., 2001).</li>
</ul>
<p>Malattie neoplastiche</p>
<ul>
<li>Effetti antiproliferativi, chemiopreventivi, apoptosi delle cellule tumorali (Sreekanth et al., 2007; Chavez-Santoscoy et al., 2009; Lee et al., 2011).</li>
</ul>
<p>Malattie neurologiche</p>
<ul>
<li>Protezione da danni neurologici (Wie, 2000; Dok-Go et al., 2003).</li>
<li>Miglioramento post-ischemico (Kim et al., 2006)</li>
<li>Aumento della memoria a lungo termine (Kim et al., 2010).</li>
<li>Funzione antidepressiva (Park et al., 2010).</li>
<li>Stress ossidativo</li>
<li>Vari effetti antiossidativi (Fernández-López et al., 2010; Kuti, 2004; Brahmi et al., 2011; 2012)</li>
<li>Danni da alcool</li>
<li>Prevenzione dell’ubriachezza e riduzione dei sintomi successivi (Wiese et al., 2004; Pittleret al., 2005).</li>
</ul>
<p>Se consumato in quantità eccessive può causare <strong>occlusione intestinale meccanica</strong> dovuta alla formazione di boli di semi nell&#8217;intestino crasso. Pertanto questo frutto va mangiato in quantità moderata e accompagnato da pane per impedire ai semi, durante l&#8217;assorbimento della parte polpacea, di conglobarsi e formare i &#8220;tappi&#8221; occlusivi. Per analogo motivo è sconsigliato questo frutto alle persone affette da diverticolosi intestinale.</p>
<p>In Sicilia si produce tradizionalmente uno <strong>sciroppo</strong>, ottenuto concentrando la polpa privata dei semi, del tutto simile come consistenza e gusto allo sciroppo d&#8217;acero, ed utilizzato nella preparazione di dolci rustici. È utilizzato anche come infuso per un liquore digestivo.</p>
<p>La diffusione capillare in Sicilia, lo storico e ampio uso che se ne fa nella cucina siciliana hanno portato il ficodindia generico (<em>Opuntia ficus-indica</em>) ad essere inserito nella lista dei <strong>prodotti agroalimentari tradizionali italiani</strong> (P.A.T) del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaf) come <strong>prodotto tipico siciliano</strong>. Su proposta della Regione Siciliana sono stati riconosciuti anche i seguenti prodotti tradizionali come eccellenze specifiche del territorio:</p>
<ul>
<li>Ficodindia della valle del Belice</li>
<li>Ficodindia della valle del Torto</li>
<li>Ficodindia di San Cono</li>
<li>Bastarduna di Calatafimi</li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<p>Il fico d’India è molto considerato perché <strong>ospita la cocciniglia</strong>, un insetto che utilizzato come colorante alimentare molto pregiato per bevande (il <strong>Campari</strong> ad esempio) e dolci, oltre che anticamente per i tessuti.</p>
<p>Nella cucina messicana ad esempio si utilizzano tutte le sue parti, sia i frutti che le foglie, che vengono chiamate <strong><em>nopal</em></strong>, e sono mangiate dopo essere state arrostite su piastre molto calde opportunamente ripulite dalle spine. Nonostante quanto si possa pensare a prima vista, le foglie sono molto tenere e gustose.</p>
<p>Attenzione perché<strong> il fico d’India potrebbe potenziare l’effetto ipoglicemizzante</strong> esercitato da farmaci come la metformina, la gliburide, il rosiglitazone e l’acarbosio. Inoltre si ritiene che potrebbe aumentare la diuresi nei pazienti in trattamento con diuretici come la furosemide e l’idroclorotiazide. Non esistono però molte prove di queste interazioni. Va anche evitata l’assunzione durante la gravidanza e l’allattamento.</p>
<p><strong>Bibliografia</strong></p>
<ul>
<li>Alarcon-Aguilar F.J., Valdes-Arzate A., Xolalpa-Molina S., Banderas-Dorantes T., Jimenez-Estrada M., Hernandez-Galicia E., Roman-Ramos R., 2003. Hypoglycemic Activity of Two Polysaccharides Isolated from Opuntia ficus-indica and O. Streptacantha. Proc West Pharm Soc., 46: 139-142.</li>
<li>Becerra-Jiménez J, Andrade-Cetto A. Effect of Opuntia streptacantha Lem. on alpha-glucosidase activity. J Ethnopharmacol. 2012 Jan 31;139(2):493-6. doi: 10.1016/j.jep.2011.11.039. Epub 2011 Dec 1.</li>
<li>Brahmi D., Ayed Y., Hfaiedh M., Bouaziz C., Mansour B.H, Zourgui L., Bacha H., 2012. Protective effect of cactus cladode extract against cisplatin induced oxidative stress, genotoxicity and apoptosis in balb/c mice: combination with phytochemical composition. BMC Complementary and Alternative Medicine., 12: 1-14.</li>
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<li>Luo C., Zhang W., Sheng C., Zheng C., Yao J., Miao Z., 2010. Chemical composition and antidiabetic activity of Opuntia Milpa Alta extracts. Chem Biodivers., 7: 2869-2879.</li>
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</ul>
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