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	<title>cardenolidi Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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		<title>Oleandro &#124; Nerium Oleander</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/oleandro-nerium-oleander/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Nov 2022 08:45:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[adinerina]]></category>
		<category><![CDATA[cardenolidi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;oleandro (Nerium oleander L., 1753) è un arbusto sempreverde appartenente alla famiglia delle Apocynaceae, unica specie del genere Nerium. È forse originario dell&#8217;Asia ma è naturalizzato e spontaneo nelle regioni mediterranee e diffusamente coltivato a scopo ornamentale grazie agli splendidi fiori che sviluppa. Molto comune in Italia, cresce spontaneamente su qualsiasi tipo di terreno senza &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<strong>oleandro</strong> (<em>Nerium oleander</em> L., 1753) è un arbusto sempreverde appartenente alla famiglia delle <em>Apocynaceae</em>, unica specie del genere <em>Nerium</em>. È forse originario dell&#8217;Asia ma è naturalizzato e spontaneo nelle regioni mediterranee e diffusamente coltivato a scopo ornamentale grazie agli splendidi fiori che sviluppa. Molto comune in Italia, cresce spontaneamente su qualsiasi tipo di terreno senza troppa fatica, anche se preferisce i terreni umidi. Il nome generico deriva dal greco antico “naros” (fluente, corrente), in riferimento all&#8217;habitat naturale; il nome specifico deriva dal latino “olea” (olivo), probabilmente per l&#8217;aspetto delle foglie che richiamano vagamente quelle dell&#8217;olivo. Periodo di fioritura: maggio-luglio.</p>
<p>E&#8217; un arbusto a portamento arbustivo o un piccolo albero alto fino a quattro metri; ha fusti generalmente poco ramificati che partono dalla ceppaia, dapprima eretti, poi arcuati verso l&#8217;esterno. I rami giovani sono verdi e glabri. I fusti e i rami vecchi hanno una corteccia di colore grigiastro. Presenta foglie intere, lanceolate, verticillate, coriacee, ternate od opposte. I fiori sono grandi e vistosi, a simmetria raggiata, disposti in cime terminali. Il calice è diviso in cinque lobi lanceolati, di colore roseo o bianco nelle forme spontanee. La corolla è tubulosa e poi suddivisa in 5 lobi, di colore variabile dal bianco al rosa al rosso carminio. Le varietà coltivate sono a fiore doppio. Frutto vistoso, di colore bruno-rossastro, è una capsula allungata dai 10 ai 15 centimetri, contenente diversi semi muniti di pappo.</p>
<p>Come con molti arbusti ornamentali, ci sono varietà di oleandro nane e adulte. La maggior parte delle varietà nane raggiunge un’altezza da 1,20 a 1,40 metri dopo 2-3 anni, dopodiché smette di crescere ulteriormente.</p>
<p><strong>Tutte le parti della pianta sono tossiche; </strong>i principi attivi si conservano anche dopo l&#8217;essiccamento e sono costituiti dai <strong>glucosidi</strong> <strong>cardioattivi</strong> (<strong>cardenolidi</strong>) <strong>oleandrina, neriina, neriantina, folinerina, adinerina e da sostanze resinose e tanniche</strong>, capaci di alterare il ritmo cardiaco, causando aritmie di varia natura. L&#8217;oleandro ha proprietà diuretiche cardiotoniche, digitalsimili.</p>
<p>L’<strong>oleandrigenina</strong> è il principio attivo più importante ed è un potentissimo cardiotonico, rafforza infatti le contrazioni del cuore e ne diminuisce la frequenza, regolarizzando in questo modo il battito cardiaco. Svolge inoltre una forte azione diuretica molto importante per i cardiopatici.</p>
<p>Generalmente, l’intossicazione si manifesta dapprima con episodi di vomito che spesso contribuiscono a ridurre l’assorbimento delle tossine. Seguono, a distanza di qualche ora, disturbi del ritmo cardiaco come bradicardia sinusale (rallentamento del battito) e aritmie ventricolari. Sebbene i glicosidi cardioattivi agiscano a basse concentrazioni e l’intossicazione sia potenzialmente mortale, questa, purché riconosciuta e trattata tempestivamente, si risolve senza esiti.</p>
<p>Le parti più tossiche della pianta sono i semi e le radici, seguiti da frutti e foglie; <strong>le varietà a fiori rossi sono più tossiche di quelle a fiori bianchi</strong>. Bisogna quindi prestare la massima attenzione quando si toccano le foglie, si tagliano rami o si effettuano rinvasi.</p>
<p>Nel maneggiare la pianta di oleandro bisogna prendere qualche precauzione, a cominciare dall’indossare un paio di guanti. Inoltre, non bisogna bruciarla o usare, per qualsiasi scopo, fiori, foglie, rametti, tronchi, o parte di essi e neppure l’acqua in cui è stato conservato il vegetale reciso. In passato non sono mancati casi in cui sono stati osservati lievi sintomi di intossicazione in seguito ad inalazione del fumo prodotto dalla legna di oleandro bruciata, o a causa di ingestione di spiedini preparati utilizzando come supporto i rametti di oleandro.</p>
<p>In caso di intossicazione accidentale è bene <strong>telefonare immediatamente al Centro Antiveleni</strong> che darà i consigli più opportuni relativamente al caso clinico. È disponibile un <strong>antidoto</strong> che somministrato in tempo utile, risolve l’intossicazione.</p>
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		<title>Adonide estiva &#124; Adonis aestivalis</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/adonide-estiva-adonis-aestivalis/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Sep 2022 13:00:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[adonide estiva]]></category>
		<category><![CDATA[adonitoxina]]></category>
		<category><![CDATA[astaxantina]]></category>
		<category><![CDATA[cardenolidi]]></category>
		<category><![CDATA[cimarina]]></category>
		<category><![CDATA[pianta infestante]]></category>
		<category><![CDATA[pianta velenosa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Adonis aestivalis (L., 1762), comunemente nota come adonide estiva, è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Ranunculaceae, presente come infestante nei campi di cereali, anche se le moderne tecniche agricole l&#8217;hanno resa più rara, e coltivata in numerose varietà come ornamentale. E’ una pianta erbacea annuale, glabra, o pubescente alla base, alta 20 – &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Adonis aestivalis</em> (L., 1762), comunemente nota come <strong>adonide estiva</strong>, è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle <em>Ranunculaceae</em>, presente come <strong>infestante nei campi di cereali,</strong> anche se le moderne tecniche agricole l&#8217;hanno resa più rara, e coltivata in numerose varietà come ornamentale.</p>
<p>E’ una pianta erbacea annuale, glabra, o pubescente alla base, alta 20 – 50 cm; il fusto è semplice o ramoso nella parte superiore; le radici sono fibrose, sottili ed allungate; le foglie sono presenti lungo tutto il fusto, sono bi – tripennate e divise in lacinie lineari.</p>
<p>Il fiore ermafrodita è terminale, attinomorfo, dal diametro di 2,5 – 3 cm con 8 petali rossi (raramente gialli) con macchie scure alla base e sepali glabri, arrotondati e aderenti ai petali. I petali sono 5 –10, obovati – lanceolati, lunghi circa il doppio dei sepali. Le antere sono nere, gli stami e i pistilli numerosi.</p>
<p>I fiori sono disposti singolarmente su dei peduncoli. Fiorisce da maggio ad agosto, l&#8217;impollinazione è entomofila.</p>
<p>I frutti sono acheni duri e rugosi dotati di un piccolo becco disposti in spighe cilindriche.</p>
<p>Le foglie e le radici di <em>Adonis aestivalis</em>, come quelle delle altre specie del genere <em>Adonis</em>, contengono molti <strong>cardenolidi</strong> nella concentrazione dello 0,2 – 1%.  i</p>
<p>In Italia è presente in tutte le regioni settentrionali, in Abruzzo e in Molise. Nell&#8217;area euganea è molto rara e localizzata nella pianura attorno a Monselice e sui pendii meridionali del M. Lozzo. Cresceva tipicamente nei campi coltivati, soprattutto cereali, ma si sta rarefacendo per l&#8217;ampio uso di diserbanti<strong>. </strong></p>
<p><strong>La pianta è velenosa</strong> per la presenza di principi attivi quali <strong>adonite</strong> e <strong>adonidina</strong>, che rimangono pericolosi anche nel fieno e possono essere trasmessi con il latte del bestiame.</p>
<p>Il nome generico si riferisce ad Adone, giovane bellissimo della mitologia greca che fece invaghire sia Afrodite che Persefone, dea degli inferi; Zeus dispose che Adone dedicasse alle dee lo stesso tempo, ma Afrodite con un inganno riuscì ad avere Adone tutto per sé; allora Persefone, gelosa, lo fece uccidere da un cinghiale e Afrodite trasformò il sangue nei petali rossi degli Adonis; il nome specifico significa “estivo”, dell&#8217;estate, in riferimento al periodo di fioritura.</p>
<p>Altri ingredienti attivi sono la <strong>cimarina</strong> e l&#8217;<strong>adonitoxina</strong> (in quantità minori). I sintomi da avvelenamento in seguito ad ingestione di grandi quantità di adonide includono nausea, salivazione eccessiva, coliche, disturbi gastrointestinali, sintomi cardiaci e respiratori (aritmia, ipertensione, coma e arresto cardiaco).</p>
<p>Il trattamento in caso di avvelenamento comprende l&#8217;induzione del vomito, la somministrazione di carbone attivo, solfato di sodio e lavanda gastrica.</p>
<p>Sono inoltre stati segnalati casi di avvelenamento di cavalli, bovini e maiali che si erano alimentati in prati contenenti <em>Adonis aestivalis</em>.</p>
<p>I petali contengono una sostanza colorante, l&#8217;<strong>astaxantina</strong>, appartenente al gruppo dei carotenoidi, impiegata nell&#8217;allevamento dei salmoni per colorarne le carni. Viene inoltre utilizzate nella dieta del pollame per permettere una miglior colorazione del tuorlo dell&#8217;uovo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/adonide-estiva-adonis-aestivalis/">Adonide estiva | Adonis aestivalis</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
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