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	<title>camelie giapponesi Archivi - amaperbene.it</title>
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		<title>Camellia japonica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Aug 2024 08:58:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piante ed erbe]]></category>
		<category><![CDATA[C. sinensis]]></category>
		<category><![CDATA[camelie giapponesi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Camellia L., 1753 è un genere di piante della famiglia delle Theaceae, originario delle zone tropicali dell&#8217;Asia. Etimologia Il nome del genere, scelto da Linneo, deriva dal nome latinizzato del missionario gesuita Georg Joseph Kamel (1661-1706), botanico, che per primo importò la pianta dal Giappone in Europa. Descrizione Il genere Camellia comprende piante a portamento &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Camellia</strong> L., 1753 è un genere di piante della famiglia delle <em>Theaceae</em>, originario delle zone tropicali dell&#8217;Asia.</p>
<p><strong>Etimologia</strong></p>
<p>Il nome del genere, scelto da Linneo, deriva dal nome latinizzato del missionario gesuita Georg Joseph Kamel (1661-1706), botanico, che per primo importò la pianta dal Giappone in Europa.</p>
<p><strong>Descrizione</strong></p>
<p>Il genere Camellia comprende piante a portamento arbustivo o ad alberello, sempreverdi, alte in natura fino a 15 metri. Le foglie sono semplici alterne, di colore verde più o meno scuro secondo la specie, lucide e coriacee, a volte carnose e provviste di stipole e ghiandole aromatiche, con i margini lisci o crenati, di forma ellittica, lanceolata o oblungo-lanceolata. I fiori sono semplici o doppi di colore bianco, roseo o rosso, privi di profumo o molto profumati, possono raggiungere i 20 cm di diametro.</p>
<p>Sono piante adatte ai climi temperati e umidi.</p>
<p>Nelle zone tropicali asiatiche viene coltivata estensivamente la <em>C. sinensis</em> (L.) O. Kuntze (= C. thea), le cui giovani foglie apicali sono raccolte e usate a scopo alimentare per la bevanda conosciuta con il nome di tè; tutte le innumerevoli varianti di tè (nero, verde, giallo, oolong, aromatizzato, eccetera) provengono dalla stessa pianta e dipendono solo dalle diverse lavorazioni delle foglie dopo il raccolto- La pianta fu introdotta anche in Nord America (Carolina del Sud) dal botanico francese André Michaux attorno al 1890.</p>
<p>La specie più coltivata come pianta ornamentale nei giardini, parchi e viali, è<strong><em> C. japonica</em></strong> L., originaria della Corea e del Giappone. L&#8217;arbusto raggiunge alcuni metri di altezza e presenta foglie persistenti e ovali di colore verde cupo lucente, fioritura tardo invernale e primaverile con fiori dai colori nelle varie sfumature dal bianco al rosso cupo, e grandi corolle a forma di rosa aperta e appiattita che, quando appassiscono, cadono a terra in un blocco unico e non sfiorendo petalo per petalo.</p>
<p>In Italia la camelia da fiore è stata introdotta per la prima volta alla fine del XVIII secolo nella Reggia di Caserta: la prima menzione documentaria certa risale al 1786 e riguarda la coltivazione di <em>C. japonica</em> nel giardino inglese da parte del botanico britannico John Andrew Graefer per la regina Maria Carolina d&#8217;Asburgo-Lorena, anche se la leggenda vuole che il fiore fosse arrivato lì già un decennio prima come pegno d&#8217;amore di Horatio Nelson a Emma Hamilton, al tempo moglie dell&#8217;ambasciatore britannico presso la corte borbonica.</p>
<p>La coltivazione di <em>C. japonica</em> da fiore è diffusa nella zona dei laghi prealpini, dove è famosa la collezione di Villa Taranto sul Lago Maggiore, in alto Piemonte, dove si trovano numerosi boschetti utilizzati per la raccolta dei fiori in boccio, e nell&#8217;Italia centro-meridionale e insulare, in particolare in Toscana nella zona intorno a Sant&#8217;Andrea di Compito, frazione del comune di Capannori (LU), i cui terreni naturalmente acidi hanno favorito la coltivazione fin dal XVIII secolo e dove si svolge ogni primavera la manifestazione &#8220;Antiche camelie della Lucchesia&#8221;.</p>
<p>Il genere comprende oltre 200 specie.</p>
<p>La <em>C. japonica</em> è pianta subtropicale e ama quindi estati piovose e inverni asciutti; tuttavia è resistente al freddo, sino a -15 °C; teme il vento freddo (che la dissecca) e il ristagno d&#8217;acqua (che fa marcire le radici), per il resto si adatta a qualunque esposizione. Tuttavia, poiché i fiori, soprattutto se chiari e doppi, marciscono sulla pianta, è ideale la penombra.</p>
<p>In piena terra, vuole terreno acido o almeno neutro, non ricco. In vaso, vuole torba, terra di bosco e foglie, di castagno o d&#8217;erica, riparandola in serra d&#8217;inverno.</p>
<p>Ama molto i terreni vulcanici e senza ristagni d&#8217;acqua, in particolar modo terreni di origine effusiva molto sabbiosi (pozzolana o pomice) con alto tenore di silicio. Essendo una pianta di sottobosco non necessita di luce solare diretta, ma diffusa, oppure di ombra sotto grandi alberi che mantengono l&#8217;aria umida.</p>
<p>Si moltiplica per talea o per innesto su soggetti ottenuti con talea o semina.</p>
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