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	<title>brucina Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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		<title>Noce Vomica &#124; Strychnos Nux-Vomica</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/noce-vomica-strychnos-nux-vomica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Dec 2022 15:32:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[albero della stricnina]]></category>
		<category><![CDATA[alcaloidi]]></category>
		<category><![CDATA[brucina]]></category>
		<category><![CDATA[nux vomica]]></category>
		<category><![CDATA[pianta tossica]]></category>
		<category><![CDATA[policresti dell’Omeopatia]]></category>
		<category><![CDATA[stricnina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La noce vomica o albero della stricnina (Strychnos nux-vomica) è un grande albero cespuglioso della famiglia delle Loganiacee originaria dell’Asia subtropicale, è presente nelle foreste aride della Birmania, della Thailandia, della Cina e dell’Australia, e coltivato anche nello Sri Lanka e nell’Arcipelago Malese. Pianta di dimensioni medie, dal tronco spesso e liscio e foglie ovali, &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>noce vomica</strong> o <strong>albero della stricnina</strong> (<em>Strychnos nux-vomica</em>) è un grande albero cespuglioso della famiglia delle <em>Loganiacee</em> originaria dell’Asia subtropicale, è presente nelle foreste aride della Birmania, della Thailandia, della Cina e dell’Australia, e coltivato anche nello Sri Lanka e nell’Arcipelago Malese.</p>
<p>Pianta di dimensioni medie, dal tronco spesso e liscio e foglie ovali, la nuxvomica fiorisce durante la stagione fredda, punteggiandosi di piccoli fiori bianchi che si trasformano in grandi bacche arancio di dimensioni simili ad un pomo, dalla polpa bianca, gelatinosa e amara, in cui affondano dai tre agli otto semi discoidi di colore grigio cenere ricoperti da una sottile peluria setosa, che costituiscono la fonte del rimedio. I semi contengono: acqua, sostanze minerali, oli, glucidi, <strong>alcaloidi</strong> (<strong>stricnina e brucina</strong>). Questi ultimi due rappresentano i <strong>principi attivi</strong> essenziali.</p>
<p>La stricnina e la brucina sono <strong>molto tossici ed amari</strong>; <strong>la stricnina agisce sul sistema nervoso centrale come potente eccitante e su quello periferico ove causa il blocco di particolari terminazioni nervose</strong>. Questo comporta che ogni stimolo diventa uno spasmo. La dose mortale media per l’uomo è di 1 mg/kg. La morte sopravviene per <strong>blocco respiratorio</strong> o per esaurimento fisico. La stricnina <strong>è stata usata come pesticida</strong> per topi ed altri animali indesiderati.</p>
<p>L’uso più antico di Nux vomica risale agli aborigeni che sfruttavano la sua tossicità per intingere le punte delle frecce e renderle mortali durante la caccia.</p>
<p>La stricnina fa il suo ingresso in Medicina nella prima metà del ‘900 e inizia a essere utilizzata in piccole dosi come tonico stimolante del sistema nervoso e per curare i disturbi gastroenterici, uso che fu presto abbandonato a causa degli effetti troppo aggressivi del medicinale. Successivamente, negli anni ’50 e ’60, è stato invece sfruttato il suo effetto eccitante per il sistema nervoso centrale, tanto da essere adoperato come <strong>dopante sportivo</strong> unitamente alle amfetamine. A comprendere l&#8217;importanza dei suoi principi attivi fu invece l&#8217;omeopatia, che ne fece uno dei policresti (rimedi ad ampio raggio) e dei rimedi costituzionali più noti e flessibili. <strong>Attualmente il commercio di stricnina e dei suoi derivati è vietato in Italia e in altri paesi.</strong></p>
<p>Per la sua azione particolarmente tossica, la stricnica è usata spesso come <strong>pesticida per topi ed altri animali indesiderati</strong> e, sempre come conseguenza di queste sue caratteristiche, <strong>è un rimedio il cui uso è limitato alla sola Omeopatia che lo applica in diluizioni non tossiche</strong>.</p>
<p><strong>Nux vomica – </strong>come accennato <strong>– è uno dei policresti dell’Omeopatia</strong> e uno dei rimedi costituzionali più conosciuti. È ottenuto dai semi della pianta di Noce vomica prima essiccati e poi polverizzati e quindi sottoposti a successive diluizioni e dinamizzazioni in soluzione idroalcolica; è considerato un <strong>regolatore generale del sistema nervoso </strong>(centrale e periferico)<strong> e dell’apparato digerente</strong>: rifacendosi al principio omeopatico <em>Similia similibus curantur</em>, la Nux vomica esplica effetti benefici calmanti, riequilibranti sul sistema nervoso centrale e periferico; agisce sul sonno, ed è molto utilizzato per contrastare lo  stress e per curare stati confusionali, mal di testa; gli effetti si estendono all’apparato digerente, con importanti riflessi sugli apparati cardiovascolare, muscolo-scheletrico, urinario, respiratorio, genitale femminile e maschile. Pertanto, il rimedio omeopatico Nux vomica si usa nei seguenti casi principali:</p>
<ul>
<li><strong>disturbi del sistema nervoso</strong>: iperestesia (sensibilità esagerata) di tutti i sensi, cali del tono dell’umore (accompagnato a un senso di vuoto, la persona si sente spenta, insoddisfatta), nervosismo con spasmi, irritabilità, collera, cattivo umore, aumento dei riflessi, risveglio precoce e sonno inquieto, sonnolenza post-prandiale, nevralgie</li>
<li><strong>disturbi al fegato</strong>: fegato ipertrofico, congestionato, duro, sensibile, dolente al tatto, ittero, coliche biliari</li>
<li><strong>disturbi all’apparato gastroenterico</strong>: ulcera, gastrite, stipsi, colite, diarrea, alitosi, coliche, emorroidi</li>
<li><strong>cefalea congestizia,</strong> emicrania da stress, vertigini</li>
<li><strong>dolori all’apparato muscolo-scheletrico</strong>, lombaggine, sciatalgia, reumatismi</li>
<li><strong>disturbi all’apparato cardiovascolare</strong>, ipertensione, palpitazioni</li>
<li><strong>disturbi all’apparato genitale femminile</strong>, infiammazioni, mestruazioni irregolari, dismenorrea</li>
<li><strong>disfunzioni all’apparato genitale maschile</strong>, erezioni eccessive, alla minima eccitazione, anche durante il sonno</li>
<li><strong>disturbi all’apparato respiratorio</strong>, raffreddore, naso chiuso, raucedine, tosse, mal di gola</li>
<li><strong>disturbi dell’apparato urinario</strong>, cistiti caratterizzate da un fastidioso dolore che dirama verso la schiena e sensazione di freddo intenso urinando.</li>
</ul>
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		<title>Fava di St. Ignazio &#124; Strychnos Ignatii Bergius</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/fava-di-st-ignazio-strychnos-ignatii-bergius/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 May 2022 15:21:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[acido caffetannico]]></category>
		<category><![CDATA[Altri Vegetali]]></category>
		<category><![CDATA[brucina]]></category>
		<category><![CDATA[fava di Sant’Ignazio]]></category>
		<category><![CDATA[Ignatia Amara]]></category>
		<category><![CDATA[loganina]]></category>
		<category><![CDATA[pianta velenosa]]></category>
		<category><![CDATA[reazioni psico-somatiche]]></category>
		<category><![CDATA[rimedio omeopatico]]></category>
		<category><![CDATA[stricnina]]></category>
		<category><![CDATA[vomicina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Strychnos Ignatii è una pianta lianosa appartenente alla famiglia delle Loganiaceae, alta fino a 12-15 m. È originaria delle Isole Filippine, dove viene coltivata per scopi commerciali, ma la si può trovare anche in altri paesi del Sud-Est Asiatico come India, Indonesia e Vietnam. La corteccia di questa pianta è liscia di colore bruno-rossastro; &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La<em> Strychnos Ignatii</em> è una pianta lianosa appartenente alla famiglia delle <em>Loganiaceae</em>, alta fino a 12-15 m. È originaria delle Isole Filippine, dove viene coltivata per scopi commerciali, ma la si può trovare anche in altri paesi del Sud-Est Asiatico come India, Indonesia e Vietnam. La corteccia di questa pianta è liscia di colore bruno-rossastro; i rami sono sottili e viticciosi; le foglie ovali e ampie fino a 25 cm.</p>
<p>I fiori sono piccoli di colore bianco-verdastro, raccolti in infiorescenze che appaiono da aprile a giugno; i frutti sono a bacca di colore giallo-arancio, ovoidali, larghi circa 10 cm, dal guscio duro, con polpa gelatinosa gialla e racchiudono molti semi (anche qualche decina).</p>
<p>Il seme della pianta fu introdotto in Europa nel 1698 dal gesuita Camelli, che le diede il nome di <strong>Ignatia</strong> o <strong>Fava di Sant’Ignazio</strong> in onore di S. Ignazio di Loyola (1491-1556, missionario basco), fondatore dell’Ordine religioso dei Gesuiti.</p>
<p>I semi del frutto di <em>Strychnos Ignatii</em> contengono alcuni <strong>alcaloidi tossici</strong>, sostanze organiche azotate di origine vegetale dotate di grande effetto farmacologico tra cui: <strong>alcaloidi come stricnina, brucina e vomicina; glicosidi iridoidi come la loganina; acido caffetannico</strong>; saccarosio; amido. La tossicità dell&#8217;Ignatia amara è imputabile al suo contenuto di alcaloidi, fra cui spiccano senza dubbio la stricnina e la brucina.</p>
<p>La <strong>stricnina</strong>: è un alcaloide molto tossico ed è una delle sostanze più amare conosciute. Si presenta come una polvere bianca, cristallina, inodore; agisce sul sistema nervoso centrale come potente eccitante e su quello periferico ove causa il blocco di particolari terminazioni nervose. La dose mortale media per l’uomo è di 1 mg/kg. La morte sopravviene per blocco respiratorio o per esaurimento fisico. La stricnina è stata usata come pesticida per topi ed altri animali indesiderati;</p>
<p>La <strong>brucina</strong>: dal punto di vista farmacologico esplica un’azione analoga alla stricnina, anche se, pur rimanendo pericolosamente tossica, è meno attiva e meno amara della stricnina.</p>
<p>Tali alcaloidi agiscono come antagonisti competitivi della glicina, un particolare neurotrasmettitore inibitorio del sistema nervoso centrale e del midollo spinale. A causa di questo antagonismo, la glicina non è in grado di legarsi ai suoi recettori, pertanto, non riesce più ad esercitare la sua azione inibitoria. Ciò porta all&#8217;eccitazione del midollo spinale e alla comparsa di contrazioni muscolari prolungate ed estremamente dolorose. Tali contrazioni possono coinvolgere sia i muscoli flessori, sia i muscoli estensori, causando danni non indifferenti.</p>
<p>Altri sintomi associati all&#8217;avvelenamento di Ignatia amara sono: ansia; aumento eccessivo dei riflessi; difficoltà respiratorie; difficoltà a deglutire; trisma; opistotono; tachicardia; aumento della temperatura corporea. Nei casi di avvelenamento più gravi, può sopraggiungere la morte per paralisi cardiaca e/o per paralisi respiratoria.</p>
<p>Le sostanze stricnina e brucina <strong>agiscono direttamente sul sistema nervoso</strong>. In diluizione omeopatica hanno un effetto calmante e rilassante, favoriscono la stabilità emotiva e frenano le reazioni esagerate.</p>
<p>L’<strong>Ignatia Amara </strong>(Fava di Sant’Ignazio) è un <strong>rimedio omeopatico</strong> che si ottiene dalla tintura dei semi del frutto della pianta, prima essiccati e poi polverizzati e dalle successive diluizioni e dinamizzazioni in soluzione idroalcolica; <strong>si usa per combattere molte reazioni psico-somatiche </strong>riconducibili a cause quali dispiaceri, collera, paura, lutti, delusioni, insuccessi, ambizioni non realizzate, esami falliti, occasioni perdute.</p>
<p>Seppure si tratti di una sostanza molto amara e anche mortale, è considerata un <strong>rimedio omeopatico</strong> l’Ignatia amara sarebbe anche <strong>utile nel trattamento di disturbi come la depressione, l’instabilità emotiva, per la tendenza al pianto</strong> e, viene usata anche per la malinconia. Il rimedio, quindi, va ad agire maggiormente sul sistema nervoso con notevoli riflessi sugli organi e sugli apparati.</p>
<p>L’Ignatia Amata, viene generalmente usata per il <strong>trattamento di molteplici sintomi e disturbi del sistema nervoso</strong>, quindi, per ipersensibilità con umore mutevole, depressione, emotività, isterismo, nevrosi, ansia, fobie, nevrosi e insonnia.</p>
<p>Viene impiegata anche per il trattamento del <strong>mal di testa, cefalea ed emicrania</strong>, per dolori martellanti e vertigini. È un ottimo rimedio per gli spasmi muscolari del viso, per il mal di denti e per le occhiaie.</p>
<p>La Fava di Sant’Ignazio viene impiegata anche per curare <strong>disturbi relativi all’apparato digerente</strong>, come nausea, singhiozzo, aerofagia, coliche, diarrea, stipsi, emorroidi e vomito.</p>
<p>Questo rimedio omeopatico è molto utile anche per i <strong>disturbi dell’apparato locomotore</strong>, dunque, viene impiegato per sensazione di stanchezza, sia fisica che mentale, dolori ossei, pesantezza alle gambe e dei piedi, sciatica e crampi ai polpacci.</p>
<p>Per di più è un valido aiuto anche per le <strong>malattie dell’apparato cardiovascolare</strong> (palpitazioni, per dolori cardiaci, tachicardia e ipertensione) e <strong>dell’apparato respiratorio</strong> (tosse spasmodica e faringite). Molto utile per i problemi della pelle, come geloni, orticaria e prurito.</p>
<p>Ottimo alleato per l’apparato urinario, per l’apparato genitale femminile, regolando il ciclo mestruale, dolori nei rapporti sessuali, emicrania da ciclo e flusso abbondante.</p>
<p>Infine, la Fava di Sant’Ignazio è ottima anche per fastidi all’apparato genitale maschile, aiutando a ridurre il dolore ai testicoli, il prurito ai genitali e a favorire il desiderio sessuale.</p>
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