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	<title>bioflavonoidi Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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	<title>bioflavonoidi Archivi - amaperbene.it</title>
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		<title>Vitamina P (o Bioflavonoidi o Flavonoidi)</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/vitamina-p-o-bioflavonoidi-o-flavonoidi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Aug 2023 16:05:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vitamine e sali minerali]]></category>
		<category><![CDATA[antinvecchiamento]]></category>
		<category><![CDATA[antiossidanti]]></category>
		<category><![CDATA[bioflavonoidi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La vitamina P è il nome usato per descrivere un gruppo di composti fenolici diffusi nel mondo vegetale e noti con il nome di flavonoidi o bioflavonoidi largamente presenti nel mondo vegetale. Nel dettaglio, essi sono metaboliti secondari prodotti dalle piante. I bioflavonoidi, però, non rispondono pienamente ai requisiti richiesti per essere considerati vitamine; si &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La vitamina P è il nome usato per descrivere un gruppo di composti fenolici diffusi nel mondo vegetale e noti con il nome di <strong>flavonoidi</strong> o <strong>bioflavonoidi</strong> largamente presenti nel mondo vegetale. Nel dettaglio, essi sono metaboliti secondari prodotti dalle piante.</p>
<p>I <strong>bioflavonoidi</strong>, però, non rispondono pienamente ai requisiti richiesti per essere considerati vitamine; si tratta di sostanze idrosolubili presenti spesso insieme alla vitamina C, capaci di migliorarne l’assorbimento.</p>
<p>Anche se i flavonoidi non possono essere considerati vitamine, offrono comunque molti benefici per la salute per il corpo umano e per il miglioramento della salute e la prevenzione delle malattie.</p>
<p>In natura esistono almeno 6000 varietà di flavonoidi  in grado di esercitare svariate attività biologiche che risultano molto utili per l&#8217;organismo. Da qui, l&#8217;importanza per la salute attribuita a questi composti.</p>
<p>Fra le proprietà attribuite ai flavonoidi che suscitano maggiore interesse ci sono senza  dubbio l&#8217;<strong>azione antiossidante</strong>, l&#8217;<strong>azione protettiva sul microcircolo</strong>, l&#8217;<strong>azione simil-estrogenica, quella</strong> <strong>antinfiammatoria; </strong>a queste vanno aggiunte le potenziali <strong> </strong>proprietà antitumorali e il ruolo preventivo/benefico che questi composti sono in grado di esercitare in presenza di malattie di diversa origine e natura.</p>
<p><a href="https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/09/bioflavonoidi.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-28293" src="https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/09/bioflavonoidi.jpg" alt="" width="262" height="177" srcset="https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/09/bioflavonoidi.jpg 262w, https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/09/bioflavonoidi-220x150.jpg 220w" sizes="(max-width: 262px) 100vw, 262px" /></a>I flavonoidi o bioflavonoidi rappresentano una vasta classe di composti fenolici diffusi nel mondo vegetale. Nel dettaglio, essi sono metaboliti secondari prodotti dalle piante. Dal punto di vista chimico, la maggior parte dei flavonoidi è costituita da uno scheletro centrale composto da 15 atomi di carbonio (C-15) e, più precisamente, da tre anelli: due anelli benzilici &#8211; denominati A e B &#8211; e un anello eterociclico &#8211; denominato C (vedi figura).</p>
<p>Tuttavia, per onor del vero, è doveroso precisare che alcuni gruppi e sottogruppi di flavonoidi, possiedono una struttura chimica leggermente differente da quella mostrata in figura.</p>
<p>Come accennato, al momento si conoscono ben più di 6.000 molecole appartenenti al grande gruppo dei flavonoidi. La classificazione di così tanti composti prevede la suddivisione in diversi gruppi e sottogruppi contenenti molecole differenti per struttura e attività.</p>
<p>Generalmente, i flavonoidi vengono suddivisi in funzione della posizione sull&#8217;anello C cui si trova legato l&#8217;anello B e in funzione del grado di insaturazione e ossidazione dell&#8217;anello C. A seconda del carbonio dell&#8217;anello C cui è legato l&#8217;anello B è possibile distinguere:</p>
<ul>
<li><strong>Flavonoidi</strong> o <strong>bioflavonoidi</strong> nei quali l&#8217;anello B è legato sul carbonio numero 2 dell&#8217;anello C (la struttura chimica è quella elencata nella soprastante figura).</li>
<li><strong>Isoflavonoidi,</strong> nei quali l&#8217;anello B è legato al carbonio numero 3 dell&#8217;anello C (posizione 3).</li>
<li><strong>Neoflavonoidi</strong>, nei quali l&#8217;anello B è legato al carbonio numero 4 dell&#8217;anello C (posizione 4).</li>
</ul>
<p><em>     Isoflavonoidi e Neoflavonoidi &#8211; Scheletro Base della Struttura Chimica</em></p>
<p><a href="https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/09/flavonoidi-bioflavonoidi.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-28294" src="https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/09/flavonoidi-bioflavonoidi-300x142.jpg" alt="" width="300" height="142" srcset="https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/09/flavonoidi-bioflavonoidi-300x142.jpg 300w, https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/09/flavonoidi-bioflavonoidi.jpg 409w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>In funzione del grado d&#8217;insaturazione e ossidazione dell&#8217;anello C e in funzione delle diverse sostituzioni su tutti gli anelli, inoltre, è possibile distinguere diversi sottogruppi:</p>
<ul>
<li>I <strong>flavonoidi</strong> o <strong>bioflavonoidi</strong> in cui l&#8217;anello B è legato in posizione 2 possono essere ulteriormente suddivisi in:</li>
<li><strong>Flavoni </strong>(ad esempio, apigenina e luteolina);</li>
<li><strong>Flavonoli </strong>(ad esempio, quercetina, rutina e kaempferolo);</li>
<li><strong>Flavanoni</strong> (ad esempio, naringerina ed esperetina);</li>
<li><strong>Flavanoli</strong>, meglio noti come catechine o come flavan-3-oli;</li>
<li><strong>Flavani</strong>;</li>
<li><strong>Antocianine </strong>(ad esempio, la cianidina), molto conosciute perché responsabili della pigmentazione di alcune piante, fiori e frutti di colore viola-blu (ad esempio, mirtillo, uva rossa, ribes nero, ecc.);</li>
<li><strong>Calconi</strong> (ad esempio, l&#8217;arbutina). A differenza di tutti gli altri sottogruppi, i calconi non presentano nello scheletro della loro struttura i tre anelli menzionati nel capitolo soprastante poiché manca l&#8217;anello C. Per questa ragione, vengono anche definiti come &#8220;flavonoidi a catena aperta&#8221;.</li>
<li>Gli <strong>isoflavonoidi</strong>, invece, possono essere ulteriormente suddivisi in:
<ul>
<li><strong>Isoflavoni</strong> (ad esempio, genisteina e daidzeina); molto noti sono, ad esempio, gli isoflavoni della soia;</li>
<li><strong>Isoflavonoli</strong>;</li>
<li><strong>Isoflavani</strong>;</li>
<li><strong>Isoflavanoli</strong>;</li>
<li>I<strong>soflavanoni</strong>.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p><strong>Ruolo dei flavonoidi o bioflavonoidi nelle piante</strong></p>
<p>I flavonoidi o bioflavonoidi <strong>sono metaboliti secondari vegetali</strong>. All&#8217;interno della pianta, essi svolgono numerosissime e importanti azioni fra le quali:</p>
<ul>
<li>Conferiscono colore a piante, fiori e frutti;</li>
<li>Proteggono le piante dai raggi UV;</li>
<li>Sono implicati nella sintesi simbiotica dell&#8217;azoto;</li>
<li>Possono agire come messaggeri chimici e come regolatori del ciclo cellulare;</li>
<li>Proteggono le piante da alcuni microorganismi per loro patogeni;</li>
<li>Sono implicati nei processi di resistenza al gelo e alla siccità.</li>
</ul>
<p>Oltre alle numerose attività svolte dai flavonoidi all&#8217;interno della pianta, essi sono stati e sono tuttora oggetto di numerosi studi anche per le attività esercitate sulla salute umana.</p>
<p><strong>Attività biologica dei flavonoidi o bioflavonoidi nell&#8217;Uomo</strong></p>
<p>Dai numerosi studi condotti su questa grande varietà di composti, è emerso che i flavonoidi sono in grado di esercitare diverse azioni benefiche sull&#8217;organismo umano. Più nel dettaglio, molte sono le attività biologiche ascritte ai flavonoidi, le principali delle quali sono:</p>
<ul>
<li><strong>attività antiossidanti</strong> e di <strong>radical-scavenger</strong> (letteralmente &#8220;spazzini di radicali liberi&#8221;);</li>
<li><strong>attività antinfiammatorie</strong>;</li>
<li><strong>attività protettive e rinforzanti nei confronti dei capillari e del microcircolo</strong>;</li>
<li><strong>attività simili a quelle degli estrogeni naturalmente prodotti dall&#8217;organismo</strong>;</li>
<li><strong>attività epatoprotettive</strong>;</li>
<li><strong>attività antimicrobiche</strong>.</li>
</ul>
<p>E’ bene sottolineare che l&#8217;effetto esercitato dai flavonoidi è, molto spesso, dipendente dal fitocomplesso, ossia dall&#8217;insieme di tutte le sostanze chimiche contenute nella pianta presa in considerazione (sia essa una pianta medicinale o un alimento).</p>
<p>D&#8217;altro canto, è pur vero che molte delle ricerche sui flavonoidi o bioflavonoidi puntano a determinare le potenziali attività terapeutiche di questi composti al fine di poterli sfruttare in ambito clinico per il trattamento di diversi disturbi.</p>
<p><strong>Fonti &#8211; </strong>Ciascun tipo di flavonoide può essere più o meno presente all&#8217;interno delle diverse tipologie di vegetali o loro derivati. Di seguito, viene riportato qualche esempio, non esaustivo, dei vegetali che contengono quantità importanti di alcuni dei diversi tipi di flavonoidi:</p>
<ul>
<li>Gli <strong>isoflavoni</strong> sono presenti in particolar modo all&#8217;interno dei semi di soia e nei legumi, ma anche in diverse piante medicinali;</li>
<li>I <strong>flavoni</strong> sono contenuti all&#8217;interno di ortaggi come il sedano e i peperoni rossi e nella buccia degli agrumi, ma si trovano anche in altri vegetali, quali ad esempio la menta, il ginkgo biloba e il prezzemolo;</li>
<li>I <strong>flavonoli</strong>, invece, si trovano in frutta e verdura come mele, uva, pomodori, lattuga, cavolo e cipolla, ma sono altresì presenti in bevande come il tè, i succhi di frutta e il vino rosso;</li>
<li><strong>I flavanoni</strong> si trovano negli agrumi;</li>
<li>I <strong>flavanoli o catechine</strong> si trovano all&#8217;interno di frutti come le pesche, le pere, le banane, le mele, i mirtilli e all&#8217;interno del cacao;</li>
<li>Le <strong>antocianine</strong> si trovano in particolare in frutti come mirtilli rossi, uva rossa, lamponi, fragole, ribes nero, more, ecc. ma sono reperibili anche all&#8217;interno del cacao;</li>
<li>I <strong>calconi</strong> si trovano in quantità significative all&#8217;interno di pomodori, fragole, uva ursina e pere, ma anche nel grano.</li>
</ul>
<p><strong>Integratori alimentari a base di flavonoidi o bioflavonoidi</strong></p>
<p>I flavonoidi e i bioflavonoidi <strong>sono conosciuti in particolar modo per le attività antiossidanti, per le attività protettive e rinforzanti il microcircolo e i capillari</strong> e per le attività simil-estrogeniche.</p>
<p>Non sorprende, quindi, che sul mercato siano presenti numerosi integratori alimentari a base di flavonoidi, sia da soli, come unico ingrediente, che in associazione ad altre sostanze attive. Esempi di integratori che possono contenere bioflavonoidi sono gli integratori antiossidanti e antirughe, gli integratori utilizzati per alleviare i sintomi legati alla menopausa e gli integratori utilizzati come supplemento per rinforzare la microcircolazione.</p>
<p>Tuttavia, è bene precisare che, in molti casi, il ricorso ad integratori di flavonoidi o bioflavonoidi non è necessario se si segue una dieta varia ed equilibrata. Di contro, è anche vero che, in determinate condizioni, tali prodotti potrebbero rivelarsi effettivamente utili.</p>
<p>In qualsiasi caso, prima di assumere qualsivoglia tipo di integratore alimentare di flavonoidi o bioflavonoidi, è sempre bene chiedere il consiglio del proprio medico, a maggior ragione se ci si trova in particolari condizioni (ad esempio, gravidanza), se si soffre di particolari disturbi o malattie o se si stanno seguendo terapie farmacologiche.</p>
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		<title>Elicriso italiano &#124; Helichrysum italicum (Roth) G. Don, 1830)</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/elicriso-italiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jan 2023 12:13:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[acetato di nerile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;elicriso italiano (Helichrysum italicum (Roth) G. Don, 1830) è una pianta spontanea molto comune in tutto il bacino del Mediterraneo; appartenente alla famiglia delle Asteraceae, è diffusa in luoghi incolti e pietrosi, assolati e aridi. In Italia si trova soprattutto al centro-sud e nelle isole, dalle coste fino a oltre mille metri di altitudine, soprattutto &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<strong>elicriso italiano </strong>(<em>Helichrysum italicum </em>(Roth) G. Don, 1830) è una pianta spontanea molto comune in tutto il bacino del Mediterraneo; appartenente alla famiglia delle <em>Asteraceae, </em>è diffusa in luoghi incolti e pietrosi, assolati e aridi. In Italia si trova soprattutto al centro-sud e nelle isole, dalle coste fino a oltre mille metri di altitudine, soprattutto nei luoghi con una buona esposizione solare. L&#8217;elicriso cresce ad esempio molto bene in Sardegna: l&#8217;elicriso sardo è noto proprio come &#8220;oro della Sardegna&#8221;.. La pianta è una suffrutrice perenne alta 25-40 centimetri, di colore grigio-biancastro, con portamento compatto e fusti legnosi ricoperti da una fitta peluria biancastra. Le foglie sono alterne, lineari, lunghe 20–40 mm e larghe 1 mm, ricoperte da fine peluria biancastra; sono molli e hanno i margini piegati verso il basso (convolute); <strong>emanano un aroma caratteristico simile al curry o alla liquirizia</strong>, tanto che spesso questa pianta si trova in vendita con il nome di <strong>pianta curry</strong> o <strong>elicriso liquirizia</strong>. I fiori sono capolini gialli, prevalentemente tubulari, riuniti in densi corimbi di 25-35 infiorescenze. Dopo la fioritura si sviluppa il frutto, un achenio ovale dotato di pappo. Fiorisce da luglio ad agosto.</p>
<p>Il nome Elicriso deriva dall’unione di due termini greci: <em>helios</em> (sole) e <em>chrysos</em> (oro), per il colore giallo lucente dei capolini. Il nome volgare, <em>Perpetuini</em>, deriva proprio dai capolini di queste piante, che hanno una parte delle squame involucrali secche e scariose che persistono a lungo inalterate.</p>
<p>Sono state descritte varie sottospecie.</p>
<p>La pianta officinale intera era già conosciuta e apprezzata in epoca greco-romana e   veniva utilizzata per bruciare le setole dei maiali macellati, per l&#8217;aroma particolare che conferiva al lardo. Le parti fiorite, che mantengono il loro vivido colore anche essiccate, vengono utilizzate per profumare la biancheria e gli ambienti. In cosmetica l&#8217;elicriso è impiegato come fissante nei profumi.</p>
<p>La droga è costituita dalla pianta fiorita, che ha odore caratteristico molto aromatico. Essa contiene un <strong>olio essenziale </strong>(<strong>nerolo, acetato di nerile, geraniolo, eugenolo</strong>), <strong>acido caffeico</strong>, <strong>acido ursolico</strong>, <strong>resine</strong>, <strong>mucillagin</strong>i e sostanze coloranti che nell&#8217;insieme prendono il nome di <strong>elicrisina (flavonoide)</strong>. I diversi preparati a base di elicriso (estratto fluido, sciroppo, areosol, tisane) possono trovare impiego nelle malattie dell&#8217;apparato respiratorio, nelle malattie reumatiche e allergiche, nelle malattie epatiche, nelle flebiti, nelle cefalee e perfino nelle ustioni e per curare i geloni.</p>
<p>Tra le presunte proprietà medicinali variamente ascritte all&#8217;elicriso si citano quelle coleretiche, stimolanti la secrezione gastrica e pancreatica, ipocolesterolemizzanti, diuretiche, spasmolitiche, antibatteriche, antimicotiche, antinfiammatorie connettivali ed antiemorroidarie.</p>
<p>L&#8217;<strong>olio essenziale </strong>di elicriso presenta attività antinfiammatorie e antiallergiche, soprattutto per l&#8217;apparato respiratorio.</p>
<p>In <strong>cosmesi</strong>, gli estratti di elicriso trovano impiego in prodotti solari e in prodotti per la detersione di pelli grasse, asfittiche, comedoniche o irritate.</p>
<p>In cucina, i fiori e le foglie di elicriso sono utilizzati per aromatizzare diverse preparazioni, salate e dolci, nonché per creare un liquore, facendo una macerazione alcolica dei capolini.</p>
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		<title>Vite Rossa</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/vite-rossa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Dec 2022 09:26:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La vite rossa o vite comune o vite euroasiatica (Vitis vinifera L., 1753) è un arbusto rampicante della famiglia Vitaceae è una pianta originaria dell&#8217;Europa meridionale e dell&#8217;Asia occidentale, attualmente presente in tutti i continenti ad eccezione dell&#8217;Antartide. È coltivata nelle regioni calde temperate di tutto il mondo per il frutto e per la produzione &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>vite rossa</strong> o <strong>vite comune</strong> o vite euroasiatica (<em>Vitis vinifera</em> L., 1753) è un arbusto rampicante della famiglia <em>Vitaceae</em> è una pianta originaria dell&#8217;Europa meridionale e dell&#8217;Asia occidentale, attualmente presente in tutti i continenti ad eccezione dell&#8217;Antartide. È coltivata nelle regioni calde temperate di tutto il mondo per il frutto e per la produzione di vino.</p>
<p>E’ un arbusto rampicante irregolare, con ramificazione rada ma molto sviluppata in lunghezza, anche diversi metri. Il fusto è contorto e irregolare. I rametti giovani, spesso pelosi, hanno, dalla parte opposta alla foglia, un cirro che permette alla pianta di attaccarsi ai sostegni. Le foglie lobate decidue, dal margine irregolarmente dentato, alla fine del loro ciclo vitale, perdono la normale colorazione verde, acquisendo il tipico colore rosso, prima di staccarsi e cadere.</p>
<p>I fiori sono riuniti in infiorescenze a pannocchia, dapprima erette, poi pendule. <strong>Il frutto è una bacca chiamata acino, tipicamente riunito in grappoli, conosciuti col nome uva</strong>. Il colore della bacca matura varia, secondo il vitigno, dal verde al giallo, dal roseo al rosso-violaceo, dal nero o al nero-bluastro, ma l&#8217;intensità e la tonalità del colore può variare anche in funzione delle condizioni ambientali, in particolare l&#8217;illuminazione. E’ una <strong>pianta considerata sacra</strong> perché <strong>il vino è simbolo di immortalità e fecondità</strong> in diverse culture e religioni.</p>
<p>Già all&#8217;epoca degli antichi Romani, l&#8217;uva era usata per l&#8217;<strong>ampeloterapia </strong>(<strong>dieta dell’uva</strong>), una dieta depurativa a base di questo frutto ricco di acqua e polifenoli, efficaci nel combattere i radicali liberi, che deteriorano tessuti e danneggiano il DNA. L&#8217;apporto di fibre è responsabile dell&#8217;azione purificatrice di fegato e intestino. Il potassio contribuisce a ridurre la pressione e regolare il battito cardiaco.</p>
<p>Oltre alla viticoltura per la produzione di vino, quindi, questa pianta si è distinta anche in fitoterapia. Infatti anche i vinaccioli, le bucce e le foglie della vite, oltre che i famosi frutti, presentano delle proprietà terapeutiche e cosmetiche interessanti.</p>
<p>La vite rossa è celebre per il suo contenuto in flavonoidi, molecole dalle potenzialità antiossidanti che sono state associate alla <strong>riduzione del colesterolo cattivo</strong>, al <strong>rilassamento dei vasi sanguigni </strong>e alla <strong>riduzione del rischio di malattie coronariche</strong>. Inoltre alle foglie di vite rossa vengono attribuite <strong>proprietà astringenti e antinfiammatorie</strong> che potrebbero essere per esempio utili in caso di emorragie e diarrea; da questo punto di vista i maggiori benefici deriverebbero dalle foglie di colore rosso.</p>
<p><strong>100 grammi d&#8217;uva fresca apportano all&#8217;incirca</strong> <strong>61 Kcal</strong>: l&#8217;acqua ne costituisce una quantità abbondante (80,3% ca.); i carboidrati – soprattutto fruttosio e glucosio – sono stimati attorno al 15,6%, le fibre ammontano all&#8217;1,5%, le proteine allo 0,5% ed i grassi, pochissimi, costituiscono solamente lo 0,1%.</p>
<p><strong>I principi attivi contenuti nelle foglie raccolte in autunno, quando assumono sfumature rosseggianti</strong>, da cui trae origine il termine &#8220;<strong>vite rossa</strong>&#8220;, appartengono alla categoria dei polifenoli, in particolare dei <strong>bioflavonoidi</strong> (<strong>quercetina, isoquercetina, campferolo, antocianine e proantocianidine oligomeriche, catechine, epicatechine e resveratrolo</strong>), molecole dalle potenzialità <strong>antiossidanti</strong> che sono state associate alla riduzione del colesterolo cattivo, al rilassamento dei vasi sanguigni e alla riduzione del rischio di malattie coronariche. Inoltre alle foglie di vite rossa vengono attribuite <strong>proprietà astringenti e antinfiammatorie</strong> che potrebbero essere per esempio utili in caso di emorragie e diarrea; da questo punto di vista i maggiori benefici deriverebbero dalle foglie di colore rosso. La loro azione più importante è quella <strong>tonica e vasoprotettrice</strong>, di cura del sistema circolatorio: influenzano positivamente la permeabilità vasale, impedendo edemi e gonfiori. Per questo motivo, la vite rossa viene proposta in tutte le forme di vene varicose, flebiti, fragilità capillare, couperose, edemi, emorroidi, cellulite, ritenzione idrica, stasi ematica e pesantezza agli arti inferiori.</p>
<p>I semi dell’uva (detti <strong>vinaccioli</strong>) possono essere spremuti per ricavarne un <strong>olio ricco di vitamina E, antiossidanti fenolici e acidi grassi omega-6</strong>.</p>
<p>La Vite Rossa viene utilizzata in <strong>prodotti cosmetici</strong> (per gambe gonfie, stanche, fragilità capillare, ritenzione idrica e cellulite) e <strong>nel settore alimentare</strong>. In questo caso si utilizzano prevalentemente gli acini d’uva. In particolare per la produzione del vino oppure essiccati (uva passa o uva sultanina) in moltissime altre ricette sia dolci che salate.</p>
<p><strong>Possibili controindicazioni</strong>. L’assunzione di vite rossa potrebbe ridurre l’efficacia di farmaci modificati dal citocromo P450 1A2 e della fenacetina, mentre potrebbe aumentare l’effetto del warfarin, incrementando così il rischio di lividi ed emorragie.</p>
<p>Nella maggior parte dei casi il suo utilizzo sembra essere sicuro, ma potrebbe essere controindicato in caso di disturbi emorragici, interventi chirurgici programmati, gravidanza e allattamento. Inoltre se assunta in quantità elevate la vite rossa potrebbe scatenare diarrea e altri problemi gastrointestinali, tosse, secchezza delle fauci, mal di gola, mal di testa e problemi muscolari. Infine, la vite rossa potrebbe scatenare reazioni allergiche.</p>
<p>L&#8217;uso della vite rossa è sconsigliato in caso di gravidanza e allattamento. In rari casi, in seguito all&#8217;assunzione, si sono verificati disturbi quali: digestione difficile, nausea, vertigini e mal di testa, prurito e orticaria. Quando si verificano tali effetti collaterali è bene contattare un medico.</p>
<p><strong>L’Efsa</strong> (l’Autorità europea per la sicurezza alimentare) <strong>non ha approvato i claim proposti</strong> secondo cui la vite rossa aiuterebbe a perdere peso, a tenerlo sotto controllo o a migliorare la silhouette.</p>
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