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	<title>basse temperature Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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		<title>Nutraceutici, integratori, e botanicals: considerazioni in merito</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/nutraceutici-integratori-e-botanicals-considerazioni-in-merito/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Aug 2022 11:17:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Da sapere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La mancanza di una chiara definizione legislativa ha fatto sì che sotto il termine “nutraceutico”  vengano compresi disparati prodotti naturali, quali alimenti funzionali, alimenti fortificati e soprattutto gli integratori alimentari (ad esempio prodotti contenenti fibre, aminoacidi, minerali, vitamine ed estratti naturali, prevalentemente di origine vegetale), che costituiscono il gruppo predominante della categoria[1]. E’ pur vero &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La mancanza di una chiara definizione legislativa ha fatto sì che sotto il termine “nutraceutico”  vengano compresi disparati prodotti naturali, quali alimenti funzionali, alimenti fortificati e soprattutto gli integratori alimentari (ad esempio prodotti contenenti fibre, aminoacidi, minerali, vitamine ed estratti naturali, prevalentemente di origine vegetale), che costituiscono il gruppo predominante della categoria<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a>.</p>
<p>E’ pur vero che i nutraceutici rappresentano una classe di prodotti abbastanza ampia e poco omogenea; per semplificare, possono essere suddivisi in due grosse categorie.:</p>
<ol>
<li>gli <strong>integratori autentici</strong>, cioè vitamine, aminoacidi e minerali, i quali hanno un valore nutrizionale e sono generalmente sicuri a dosaggi appropriati.</li>
<li>i composti/estratti naturali (spesso di origine vegetale, denominati <strong>botanicals</strong>), che non integrano la dieta, ma hanno azioni farmacologiche proprie.</li>
</ol>
<p>L’inclusione di composti ed estratti vegetali nella categoria degli integratori alimentari è stata oggetto di critica poiché gli estratti vegetali non integrano la dieta, ma contengono molecole farmacologicamente attive che li rendono più simili ai farmaci.</p>
<p>Gli <strong>integratori</strong> alimentari sono dei prodotti specifici, che vanno assunti oltre la regolare alimentazione, quando alcuni principi nutritivi sono carenti o assenti nella dieta.</p>
<p>I <strong>nutraceutici</strong>, sono prodotti che coniugando nutrizione e farmaceutica  hanno una funzione benefica dimostrata sulla salute umana, inclusa la prevenzione e/o il trattamento di malattie. I nutraceutici vengono comunemente anche definiti “alimento-farmaco” ovvero alimenti o prodotti composti da una o più componenti nutrizionali selezionate in base alle proprietà curative di principi attivi naturali.</p>
<p>Gli <strong>alimenti funzionali</strong>, detti anche “functional food“, “designed food” o alicamenti (dall’unione delle parole alimento e medicamento), <strong>sono quegli alimenti che – oltre alle comuni proprietà nutrizionali &#8211; svolgono azione benefica e/o protettiva su una o più funzioni dell’organismo; s</strong>ono alimenti, freschi o trasformati, naturalmente ricchi di molecole che hanno proprietà benefiche e protettive per l&#8217;organismo, importanti nella pratica nutrizionale perché, se inseriti in un regime alimentare equilibrato, svolgono un&#8217;azione preventiva sulla salute. Per essere definiti “funzionali”, occorre che le proprietà benefiche di questi alimenti siano state dimostrate scientificamente.</p>
<p>Pertanto la differenza fra integratori e nutraceutici è sostanziale.</p>
<p>I nutraceutici vengono generalmente utilizzati per prevenire le malattie croniche e i disturbi periodici, come quelli della perimenopausa e menopausa, oppure, per migliorare lo stato di salute, ritardare il processo di invecchiamento e aumentare l’aspettativa di vita.</p>
<p>La seconda critica che viene mossa è che, purtroppo, gli integratori alimentari non seguono il percorso tipico dei farmaci tradizionali, per i quali sono richieste varie fasi cliniche di sperimentazione che, nel loro insieme, richiedono molti anni di studio prima di raggiungere tutti i dati necessari per avere l’autorizzazione all’uso sull’uomo. Ai fini della vendita, per gli integratori è richiesta solo una notifica al Ministero della Salute, con la documentazione relativa alla materia prima, al processo di preparazione, all’uso tradizionale e alla storia del consumo, alla sicurezza del prodotto nelle modalità d’uso raccomandate, alle possibili interazioni con altri componenti del prodotto, della dieta o con farmaci (senza tuttavia fornire dati di studi al riguardo ma solo in base ai dati disponibili dalla letteratura scientifica), ed altri dettagli farmaceutici.</p>
<p>Occorre però ricordare che gli <strong>integratori alimentari</strong> non possono rivendicare un effetto terapeutico, ma solo un “effetto fisiologico”, che consiste nel sostenere il normale funzionamento dell’organismo: non a caso il termine stesso parla di integrazione e non sostituzione funzionale. A titolo di esempio, nelle linee guida ministeriali di riferimento, per indicare cosa si intende per effetti fisiologici, si cita, “rilassamento (sonno) in caso di stress, nel caso del la <em>Valeriana officinalis</em> (valeriana)”, mentre nel caso dell’<em>Allium sativum </em>(aglio), c’è scritto “Normale circolazione del sangue. Metabolismo dei lipidi”, senza riferimenti ad eventuali proprietà preventive e/o curative in caso di insonnia (valeriana) o di ipercolesterolemia (aglio).</p>
<p>Però, alcuni estratti vegetali sono farmaci a tutti gli effetti, mentre altri sono commercializzati come dispositivi medici.</p>
<p>Infatti, non tutti gli estratti vegetali sono commercializzati come integratori alimentari. Alcuni di essi sono in commercio con lo status di medicinale. A questa categoria appartengono i medicinali di origine vegetale e i medicinali tradizionali di origine vegetale.</p>
<p>I <strong>medicinali di origine vegetale</strong> (detti anche <strong>fitoterapici</strong>) sono venduti esclusivamente nelle farmacie (per alcuni è richiesta anche la presentazione di ricetta medica). Questi possono essere autorizzati esclusivamente se viene dimostrato che il preparato ha un impiego medico ben consolidato nella Comunità Europea da almeno 10 anni, con efficacia riconosciuta e con un accettabile livello di sicurezza. Alcuni esempi sono Centellase® (un fitoterapico a base di estratto di Centella asiatica, usato come vasoprotettore), Permixon® (a base di estratto di <em>Serenoa repens</em> e utilizzato nell’iperplasia prostatica benigna) e Legalon® (epatoprotettore a base di estratto di <em>Silybum marianum</em>).</p>
<p>I medicinali tradizionali di origine vegetale (o fitoterapici tradizionali) sono classificati come fitoterapici con livello di efficacia non provato ma plausibile, sulla base di un utilizzo documentato da almeno 30 anni, di cui almeno 15 nella Comunità Europea.</p>
<p><strong>Sono</strong> quindi <strong>medicinali il cui utilizzo si basa essenzialmente sull’uso tradizionale</strong>. Hanno indicazioni d’uso che non devono prevedere la supervisione medica. Ai fini dell’immissione in commercio non sono richieste prove di sicurezza ed efficacia purché siano dimostrati dati di sicurezza sufficienti e un’efficacia plausibile sulla base dei dati di letteratura. <strong>Il prodotto deve riportare in etichetta la dicitura “Basato esclusivamente sull’uso tradizionale”.</strong></p>
<p>Tra i pochi medicinali tradizionali vegetali in Italia troviamo Kaloba® (Pelargonium sidoides, una varietà di geranio proveniente dal Sudafrica, indicato contro i sintomi di raffreddore, tosse e mal di gola).</p>
<p>Infine, alcuni estratti vegetali, il cui meccanismo d’azione principale è chimico o chimico/fisico (ad esempio il cosiddetto “effetto barriera”), vengono commercializzati sotto la categoria dei <strong>dispositivi medici</strong>. Un esempio è Grintuss®, un prodotto per la tosse a base di grindelia (<em>Grindelia robusta</em>), piantaggine (<em>Plantago lanceolata</em>) ed elicriso (<em>Helichrysum italicum</em>).</p>
<p>L’assenza di evidenze cliniche di efficacia come per i farmaci tradizionali, espone gli integratori alimentari alla possibilità di causare eventi avversi, per la presenza di sostanze attive e potenzialmente in grado di causare un pericolo per la salute umana (soprattutto se adoperati in modo improprio).</p>
<p>Inoltre non va dimenticato che gli integratori alimentari possono interagire sia dal punto di vista farmacocinetico (interferenze con i processi di assunzione, distribuzione, metabolismo ed eliminazione dei farmaci) che farmacodinamico (interferenze con il meccanismo d’azione dei farmaci) con altri farmaci (ad es., l’iperico (<em>Hypericum perforatum</em>) può ridurre la concentrazione plasmatica dell’immunosoppressore ciclosporina e così essere causa di episodi di rigetto o ridurre l’efficacia della pillola anticoncezionale, con conseguente gravidanza indesiderata).</p>
<ol>
<li><a href="#_ftnref1" name="_ftn1"></a>Andrew, R. and Izzo, A.A., Principles of pharmacological research of nutraceuticals. Br J Pharmacol, 2017. 174:1177-1194. doi: 10.1111/bph.13779</li>
</ol>
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		<title>Sai come conservare gli alimenti nel frigorifero di casa?</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/sai-come-conservare-gli-alimenti-nel-frigorifero-di-casa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Aug 2022 10:56:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Una corretta utilizzazione del frigorifero di casa consente di conservare il cibo e di poterlo consumare in tutta sicurezza in tempi relativamente lunghi. Bastano pochi accorgimenti. In primo luogo, poni grande attenzione al rispetto della catena del freddo in tutte le fasi. Verifica la temperatura all’interno del tuo frigorifero: si dovrebbe aggirare intorno ai 4-5 &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una corretta utilizzazione del frigorifero di casa consente di conservare il cibo e di poterlo consumare in tutta sicurezza in tempi relativamente lunghi. Bastano pochi accorgimenti.</p>
<ol>
<li>In primo luogo, <strong>poni grande attenzione al rispetto della catena del freddo in tutte le fasi</strong>. <strong>Verifica la temperatura all’interno del tuo frigorifero</strong>: si dovrebbe aggirare intorno ai 4-5 °C (raggiungibili sulla mensola centrale) per conservare nel modo migliore i tuoi cibi. Il frigorifero deve essere posizionato lontano da fonti di calore e leggermente discostato dal muro. Aprilo solo al bisogno e richiudilo in tempi brevi. Non tenere aperta a lungo la porta per evitare un rialzo termico indesiderato che può essere causa di formazione di brina.E’ comunque importante mantenere pulito il frigorifero pulendolo periodicamente con prodotti idonei (prodotti specifici o semplicemente acqua e bicarbonato e/o aceto).<br />
Mantenere il frigorifero pulito e senza accumuli di ghiaccio sulle pareti ne assicura il perfetto funzionamento e il mantenimento della temperatura di refrigerazione. Il libretto di istruzioni del tuo elettrodomestico ti indicherà come effettuare una corretta manutenzione.</li>
</ol>
<p>I modelli più recenti dispongono di un display che riporta la temperatura interna del frigorifero: se il tuo non è così equipaggiato, poni un normale termometro sui diversi ripiani e scomparti: in questo modo potrai verificarne l’efficienza e regolarne la potenza, abbassando la temperatura interna.</p>
<p>Questo perché la temperatura non è la stessa in ogni punto del frigorifero ma varia da scomparto a scomparto; la temperatura media ottimale è intorno ai 4 – 5° C nella parte centrale; nella mensola più bassa, la temperatura scende intorno ai 2°C; nella parte più alta, come pure nei cassetti in basso, la temperatura va dagli 8° ai 10 °C; gli scompartimenti nell’interno della porta sono i meno freddi e la temperatura si aggira tra i 10° e i 15 °C.</p>
<ol start="2">
<li><strong>Per conservare al meglio i cibi nel frigorifero</strong> di casa, non ammassarli ma <strong>disponili correttamente</strong>; in questo modo li conservi meglio e riduci anche sprechi. Tieni presente che in Italia oltre il 50% dello spreco generato nell’intera filiera agroalimentare avviene tra le mura domestiche, proprio a causa della cattiva conservazione degli alimenti. Molti non sanno come suddividere e conservare gli alimenti nel frigorifero e questo comporta una loro più rapida degradazione: ogni prodotto, infatti, dovrebbe essere riposto nel giusto scompartimento del frigorifero ad una precisa temperatura per conservare le sue caratteristiche e evitare che vada a male.E’ consigliabile mettere gli alimenti in piccoli contenitori, non troppo profondi, che si raffreddano in fretta perché grosse quantità di piatti pronti o di avanzi possono limitare la diffusione del freddo e consentire ai batteri di crescere nelle parti meno esposte.</li>
<li>Per sistemare bene gli alimenti nel frigo devi fare attenzione a riporre ogni alimento nello scomparto con la temperatura giusta perché <strong>ogni alimento ha </strong><strong>la sua “temperatura di conservazione”</strong>, così</li>
</ol>
<ul>
<li>Carne e pesce vanno posizionati nella parte più fredda (solitamente il comparto più in basso). Il pesce eviscerato e lavato, deve essere consumato entro 24 ore. La carne ha tempi di conservazione diversi a seconda del tipo di taglio e composizione: deve essere consumata entro 24 ore se macinata, entro 48 ore se di pollo o tacchino, entro 3 giorni nel caso di affettati non confezionati e carne fresca in genere.</li>
<li>La parte centrale (di solito 4-7 °C) è adatta a uova, latticini, dolci a base di creme e panna e agli alimenti da conservare in frigorifero “dopo l’apertura”.</li>
<li>Nella zona a temperatura maggiore (di solito il cassetto nella parte bassa) tra gli 8° ai 10° gradi vanno conservate le verdure e la frutta che possono essere danneggiate da temperature troppo basse; vanno consumate rapidamente per evitarne il deterioramento. Non lavare frutta o verdura prima di metterli in frigo; l’aumento di umidità favorisce la crescita delle muffe e dei batteri. I frutti possono in genere essere conservati a temperatura ambiente; quando raggiungono la maturazione è opportuno però riporli nel frigorifero per evitare rapide marcescenze e ammuffimenti.</li>
<li>Le mensole all’interno della porta sono i punti più caldi del frigorifero e sono destinati ai prodotti che necessitano solo di una leggera refrigerazione (es. bibite, burro, prodotti in tubetti).</li>
<li>Ovviamente gli alimenti surgelati ed i gelati vanno conservati nello scomparto riservato a -18°C.</li>
</ul>
<ol start="4">
<li><strong>Non conservare gli alimenti oltre la loro data di scadenza</strong>. Per i prodotti da conservare in frigorifero si parla di “scadenza”: è la data entro la quale un alimento può essere venduto e deve essere consumato. La data deve riportare, nell’ordine, il giorno, il mese ed eventualmente l’anno. Entro tale data il produttore garantisce la salubrità e le caratteristiche organolettiche del prodotto. Sulla confezione devono essere inoltre riportate le condizioni di conservazione ed eventualmente la temperatura in funzione della quale è stato determinato il periodo di validità. Viene indicato con la dicitura “<strong>da consumarsi entro</strong>”: è importante verificare questa data al momento dell’acquisto e durante la conservazione domestica ed eliminare i prodotti scaduti dal frigorifero.</li>
<li><strong>Consuma prima l’alimento che è stato acquistato per prima</strong> (è consigliabile mettere gli alimenti appena comprati dietro a quelli più vecchi, in modo di consumare prima le cose meno fresche) applicando la regola FIFO (<strong>First In, First Out</strong>) “chi prima entra, prima esce”.</li>
</ol>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li>il latte (e la panna) vanno consumati entro la data di scadenza e, in ogni caso, dopo 2-3 giorni da quando la confezione è stata aperta;</li>
<li>il pesce va ben lavato, pulito e riposto in frigorifero in un contenitore o avvolto in una pellicola per alimenti e consumato entro 24 ore;</li>
<li>la carne va consumata entro 24 ore se macinata, entro 48 ore se di pollo o tacchino, entro 3 giorni nel caso di affettati non confezionati e carne fresca in genere;</li>
<li>la frutta e verdura vanno consumate rapidamente per evitare la perdita di vitamine e di altre sostanze antiossidanti;</li>
<li>le uova vanno consumate non oltre 30 giorni dalla data di deposizione.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<ol start="6">
<li><strong>Il frigorifero non è indicato per qualsiasi alimento.</strong> Alcuni alimenti non hanno bisogno di essere refrigerati, anzi, potrebbero esserne danneggiati, come per esempio la frutta esotica, gli agrumi (il freddo può farli diventare amari), i pomodori, i fagiolini, i cetrioli e le zucchine; il pane diventa raffermo più velocemente con le basse temperature. Frutta e verdura che devono ancora maturare devono essere conservate a temperatura ambiente. Nel freezer possono essere conservati i cibi cotti che si intendono consumare anche dopo qualche settimana. I cibi surgelati, se non sono consumati immediatamente, devono essere messi nel freezer dove la temperatura scende sotto i – 10 °C. E’ però importante ricordare che gli alimenti, una volta scongelati, devono essere consumati e non riposti nuovamente nel freezer. Con il raffreddamento si ottiene un forte rallentamento delle reazioni biochimiche di degradazione ed anche un parziale blocco dello sviluppo dei microrganismi con il conseguente allungamento del periodo di “vita” dei nostri alimenti.</li>
<li><strong>Scongelare gli alimenti non a temperatura ambiente, ma nel frigorifero</strong>, tirandoli fuori dal congelatore la mattina per la sera o la sera per la mattina, oppure nel forno a microonde o anche (se in confezioni impermeabili) in acqua corrente fredda.</li>
<li><strong>Non riporre mai in frigorifero alimenti caldi</strong>. Se cucini, lascia raffreddare completamente le pietanze prima di riporle in frigorifero: eviterai che il vapore si condensi sul coperchio ricadendo sul cibo nonché bruschi innalzamenti di temperatura sul ripiano.</li>
<li><strong>Fai attenzione alle cross-contaminazioni</strong>. E’ molto importante tenere separati i vari alimenti (esempio frutta e verdura lontani da carne e pesce) onde evitare “contaminazioni crociate” tra i vari alimenti. E’ consigliabile mettere gli alimenti in piccoli contenitori, non troppo profondi, che si raffreddano in fretta perché grosse quantità di piatti pronti o di avanzi possono limitare la diffusione del freddo e consentire ai batteri di crescere nelle parti meno esposte. Separa gli alimenti crudi da quelli cotti o pronti. Evita di riporre gli alimenti semplicemente su di un piatto: potresti vedere gocce di liquido cadere da un ripiano a quello sottostante.</li>
<li><strong>Non</strong> cedere alla tentazione di <strong>fare scorte troppo abbondanti</strong>. Evita di sovraccaricare il frigorifero con troppi alimenti: quando fai la spesa ricorda sempre quanto può contenere e qual’è il tuo reale fabbisogno.</li>
</ol>
<p>L’aria fredda all’interno del frigo deve poter circolare liberamente intorno ai cibi; se non c’è sufficiente spazio tra i prodotti, l’aria non riuscirà a circolare e la corretta distribuzione della temperatura verrà ostacolata.</p>
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