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	<title>attività fisica Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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	<title>attività fisica Archivi - amaperbene.it</title>
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		<title>L’attività fisica aumenta la diversità del microbiota intestinale e può ritardare l’insorgenza di malattie croniche e migliorare la salute generale</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/lattivita-fisica-aumenta-la-diversita-del-microbiota-intestinale-e-puo-ritardare-linsorgenza-di-malattie-croniche-e-migliorare-la-salute-generale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Apr 2025 12:04:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pillole di Conoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[attività fisica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo dimostra una recente revisione della letteratura, pubblicata su Gastroenterology e coordinata da John Hawley dell’Australian Catholic University di Melbourne . L’attività fisica regolare può migliorare la salute influenzando positivamente il sistema cardiovascolare e promuovendo la comunicazione tra gli organi attraverso molecole derivate ​​dai muscoli chiamate miochine, che regolano il metabolismo e proteggono dalle malattie. Alcuni studi hanno &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo dimostra una recente revisione della letteratura, pubblicata su <em>Gastroenterology </em>e coordinata da John Hawley dell’<em>Australian Catholic University di Melbourne .</em></p>
<p>L’attività fisica regolare può migliorare la salute influenzando positivamente il sistema cardiovascolare e promuovendo la comunicazione tra gli organi attraverso molecole derivate ​​dai muscoli chiamate miochine, che regolano il metabolismo e proteggono dalle malattie. Alcuni studi hanno dimostrato che l’esercizio fisico aumenta la diversità del microbiota intestinale, innalzando i livelli di acidi grassi a catena corta benefici.</p>
<p>Tuttavia, l’esercizio fisico intenso può causare sintomi gastrointestinali, tra cui nausea e diarrea, comuni durante attività come la corsa prolungata. L’esercizio fisico intenso può anche alterare la barriera intestinale, causando infiammazione e aumento della permeabilità intestinale. Tuttavia, la gravità di questi sintomi varia in base all’intensità e alla durata dell’esercizio, al livello di forma fisica e alla dieta.</p>
<p>Interventi dietetici come l’assunzione di carboidrati prima dell’attività fisica possono contribuire a ridurre i sintomi gastrointestinali e il danno intestinale, probabilmente supportando il microbiota intestinale. I probiotici sono stati testati per proteggere dai danni intestinali indotti dall’esercizio fisico, con risultati contrastanti. Saranno quindi necessarie ulteriori ricerche per determinare i ceppi, i dosaggi e i meccanismi più efficaci.</p>
<p>Studi precedenti hanno dimostrato che un’attività fisica regolare può alleviare i sintomi di patologie gastrointestinali come le malattie infiammatorie intestinali e la sindrome dell’intestino irritabile. Tuttavia, le risposte individuali variano e sono necessarie ulteriori ricerche per comprendere i meccanismi e gli approcci ottimali per ciascuna condizione.</p>
<p>È stato inoltre dimostrato che l’esercizio fisico riduce anche il rischio di vari tipi di tumore, incluso il cancro del colon-retto, rafforzando il sistema immunitario, attivando le cellule immunitarie e riducendo l’infiammazione. Inoltre, influisce sul microbiota intestinale, promuovendo la produzione di butirrato e altri acidi grassi a catena corta che favoriscono la salute dell’intestino. Combinare l’esercizio fisico con la modulazione del microbiota potrebbe quindi essere una strategia efficace per la prevenzione e il trattamento del cancro.</p>
<p>Infine, dagli studi esaminati è emerso che l’esercizio fisico previene e cura molte malattie non trasmissibili come il diabete e l’obesità. Recenti ricerche suggeriscono inoltre che il trasferimento di microbiota fecale da animali che praticano esercizio fisico può migliorare la salute metabolica, evidenziando l’impatto duraturo dell’attività fisica sui microbi intestinali e sull’immunità.</p>
<p>In futuro sarà quindi importante condurre ulteriori studi per valutare il potenziale ruolo dell’esercizio fisico nel trattamento di diverse patologie gastrointestinali.</p>
<pre>Hawley JA, Forster SC, Giles EM. Exercise, Gut Microbiome, and Gastrointestinal Diseases: Therapeutic Impact and Molecular Mechanisms. Gastroenterology. 2025 Feb 17:S0016-5085(25)00329-4. doi: 10.1053/j.gastro.2025.01.224. Epub ahead of print. PMID</pre>
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		<title>Un po&#8217; di attività fisica prima di andare a letto può aiutare a dormire meglio</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/un-po-di-attivita-fisica-prima-di-andare-a-letto-puo-aiutare-a-dormire-meglio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jul 2024 07:29:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Buone norme per il Viver Sano]]></category>
		<category><![CDATA[IN PRIMO PIANO]]></category>
		<category><![CDATA[attività fisica]]></category>
		<category><![CDATA[Buone norme per un Viver Sano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per molto tempo è stato sconsigliato di fare esercizio fisico intenso prima di andare a letto, ma ora i ricercatori hanno scoperto che anche brevi sessioni di attività leggera possono aiutare a dormire meglio. In uno studio, il primo al mondo, pubblicato su BMJ Open Sport &#38; Exercise Medicine e finanziato dall&#8217;Health Research Council, i &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per molto tempo è stato sconsigliato di fare esercizio fisico intenso prima di andare a letto, ma ora i ricercatori hanno scoperto che anche brevi sessioni di attività leggera possono aiutare a dormire meglio.</p>
<p>In uno studio, il primo al mondo, pubblicato su BMJ Open Sport &amp; Exercise Medicine e finanziato dall&#8217;Health Research Council, i partecipanti hanno completato due sessioni di intervento serali di quattro ore, durante le quali si rimaneva seduti per un periodo prolungato, e si continuava a stare seduti con pause di tre minuti ogni mezz&#8217;ora. Questi semplici esercizi a corpo libero sono stati scelti perché non richiedono attrezzatura né molto spazio e possono essere eseguiti senza interrompere il programma TV che si sta guardando</p>
<p>I ricercatori hanno scoperto che dopo aver completato l&#8217;intervento di pause di attività, i partecipanti dormivano per 30 minuti in più. L&#8217;intervento di esercizio fisico prevedeva tre esercizi: squat sulla sedia, sollevamento dei polpacci e sollevamento delle ginocchia in posizione eretta con estensione dell&#8217;anca a gambe tese.</p>
<p>L&#8217;autrice principale Jennifer Gale, dottoranda presso il Dipartimento di Nutrizione Umana, afferma che stare seduti per lunghi periodi è associato a un rischio maggiore di diabete, malattie cardiovascolari e morte. &#8220;Sappiamo che per molti di noi, il periodo più lungo di seduta ininterrotta avviene a casa la sera. Nei nostri studi precedenti abbiamo scoperto che alzarsi e fare 2-3 minuti di esercizio ogni 30 minuti riduce la quantità di zucchero e grassi nel flusso sanguigno dopo un pasto”. Tuttavia, molte linee guida sul sonno ci dicono che non dovremmo fare sessioni più lunghe o esercizi ad alta intensità nelle ore prima di dormire, quindi volevamo sapere cosa succederebbe se si facessero sessioni molto brevi di attività di intensità leggera ripetutamente durante la sera&#8221;, afferma.</p>
<p>&#8220;Da quanto sappiamo da altri studi, probabilmente potresti ottenere un effetto simile se camminassi per casa, marciassi sul posto o persino ballassi nel tuo soggiorno: la cosa più importante è alzarti regolarmente dalla sedia e muovere il corpo&#8221;, afferma.</p>
<p>Il fatto che questo esercizio comporti un sonno più lungo è importante perché la mancanza di sonno può influire negativamente sulla dieta ed è stata associata a malattie cardiache e diabete di tipo 2.</p>
<p>&#8220;Sappiamo che livelli più elevati di attività fisica durante il giorno favoriscono un sonno migliore, ma le attuali raccomandazioni sul sonno sconsigliano l&#8217;esercizio fisico ad alta intensità prima di andare a letto perché può aumentare la temperatura corporea e la frequenza cardiaca, peggiorando la qualità del sonno. Potrebbe essere giunto il momento di rivedere queste linee guida, poiché il nostro studio ha dimostrato che interrompere regolarmente lunghi periodi di posizione seduta è un intervento promettente per la salute&#8221;, affermano i ricercatori.</p>
<pre>Fonte: Jennifer T Gale, Jillian J Haszard, Dorothy L Wei, Rachael W Taylor, Meredith C Peddie. Evening regular activity breaks extend subsequent free-living sleep time in healthy adults: a randomised crossover trial. BMJ Open Sport &amp; Exercise Medicine, 2024; 10 (3): e001774 DOI: 10.1136/bmjsem-2023-001774</pre>
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		<title>Sostituire comportamenti sedentari con attività fisica</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/sostituire-comportamenti-sedentari-con-attivita-fisica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Jun 2024 09:29:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pillole di Conoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[attività fisica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sostituire comportamenti sedentari con attività fisica o sonno aumenta le probabilità di invecchiamento sano In questo studio si dimostra che il comportamento sedentario è associato a ridotte probabilità di invecchiamento in buona salute, mentre l&#8217;attività fisica leggera è associata a maggiori probabilità di invecchiamento in buona salute. La sostituzione del tempo trascorso davanti alla televisione &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sostituire comportamenti sedentari con attività fisica o sonno aumenta le probabilità di invecchiamento sano</strong></p>
<p>In questo studio si dimostra che il comportamento sedentario è associato a ridotte probabilità di invecchiamento in buona salute, mentre l&#8217;attività fisica leggera è associata a maggiori probabilità di invecchiamento in buona salute. La sostituzione del tempo trascorso davanti alla televisione con un’attività fisica leggera, un’attività fisica da moderata a vigorosa o il sonno (nei partecipanti con un sonno inadeguato) sono associati a migliori probabilità di invecchiamento in buona salute.</p>
<p>L’allungamento della durata della vita umana rimane uno dei punti salienti della medicina moderna: i progressi nella ricerca medica e nell’accessibilità pubblica hanno aumentato la durata media della vita globale da 45 anni nel 1850 a oltre 80 anni oggi. Solo negli ultimi 60 anni, i rapporti stimano che i miglioramenti in campo medico abbiano portato a un aumento senza precedenti di 23 anni dell’aspettativa di vita globale. Sebbene queste cifre siano lodevoli e degne di nota, hanno inaspettatamente dato origine a una nuova preoccupazione: oltre l’8,5% della popolazione mondiale ha 65 anni o più, e si prevede che questa percentuale salirà al 20% entro il 2050.</p>
<p>Sfortunatamente, i processi evolutivi, in particolare la selezione naturale, progrediscono su scale temporali molto più lunghe, con il risultato che la vecchiaia (oltre l’età della capacità riproduttiva) è spesso associata a effetti avversi sulla salute, tra cui malattie croniche, disturbi mentali, declino cognitivo e menomazioni fisiche. La ricerca stima che solo il 10-35% degli adulti sopra i 69 anni raggiunga un “invecchiamento in buona salute”, lo stato ideale in cui gli individui sono privi di problemi di salute legati all’età. Identificare approcci per raggiungere questo stato ideale è quindi la necessità del momento, con comportamenti sanitari modificabili (durata e qualità del sonno, attività fisica e comportamenti sedentari) che costituiscono gli obiettivi primari della ricerca in corso.</p>
<p>Nel presente studio di coorte a lungo termine, i ricercatori hanno valutato le associazioni indipendenti tra comportamenti sedentari e attività fisica a bassa intensità (LPA) con un invecchiamento sano e verificato se la sostituzione di comportamenti sedentari con una migliore qualità del sonno o un’attività fisica da moderata a vigorosa (MVPA) può migliorare le probabilità degli individui di invecchiare in buona salute (raggiungendo l’età di 70 anni pur essendo privi di disturbi cronici, condizioni di salute mentale, perdita della funzione fisica o compromissione soggettiva della memoria).</p>
<p>Lo studio aderisce alle linee guida di reporting Strengthening the Reporting of Observational Studies in Epidemiology (STROBE). La coorte di studio è stata derivata dal Nurses&#8217; Health Study (NHS) e comprendeva partecipanti di età superiore a 50 anni senza una precedente storia medica di gravi malattie croniche al basale (1992). Il periodo di follow-up è stato di 20 anni e la valutazione finale è stata condotta da gennaio a marzo 2022.</p>
<p>L’esito primario di interesse era la sopravvivenza fino a 70 anni senza lo sviluppo di problemi associati alla salute, in particolare in quattro ambiti sanitari: malattie croniche, Lostudio è stato pubblicato sulla rivista JAMA Network Open.</p>
<p>La raccolta dei dati comprendeva documenti medici, antropometrici e sociodemografici dal database del Servizio Sanitario Nazionale. Sono stati utilizzati questionari sanitari pre-convalidati per registrare la durata e l&#8217;intensità dell&#8217;attività fisica, del sonno e dei comportamenti sedentari dei partecipanti (collettivamente, &#8220;esposizioni&#8221;). Il modello di sostituzione isotemporale è stato utilizzato per confrontare le esposizioni misurate e i loro successivi esiti, con modelli corretti per età, etnia, istruzione, stato civile, condizioni mediche familiari e fattori di rischio per la salute noti (ad esempio, il fumo).</p>
<p>&#8220;I comportamenti nelle 24 ore possono essere suddivisi in comportamento del sonno, comportamento sedentario (SB), attività fisica di leggera intensità (LPA) e attività fisica di intensità da moderata a vigorosa (MVPA), che sono importanti fattori modificabili per la salute. Tra questi, l’MVPA è stato associato a maggiori probabilità di invecchiamento in buona salute e la durata del sonno ha dimostrato di avere un’associazione a forma di U invertita con un invecchiamento in buona salute, con 7 ore di sonno quotidiano associate alle più alte probabilità di invecchiamento in buona salute”.</p>
<p><strong>Risultati e conclusioni dello studio</strong></p>
<p>Dopo aver verificato i requisiti di inclusione nello studio, 45.176 partecipanti sono stati inclusi nelle analisi (età media = 59,2 anni), di cui 3.873 (8,6%) partecipanti hanno raggiunto un invecchiamento sano. I risultati dello studio rivelano che i comportamenti sedentari, in particolare il tempo trascorso davanti alla televisione stando seduti, peggiorano significativamente le probabilità di un invecchiamento sano in media del 12% per ogni due ore aggiuntive trascorse nell’attività. Al contrario, l’LPA era associato ad un aumento delle probabilità di invecchiamento in buona salute di un fattore del 6% per ogni due ore di comportamento.</p>
<p>&#8220;I partecipanti che guardavano la televisione per più tempo erano più anziani, meno istruiti, più propensi a fumare o bere alcolici, più propensi ad avere ipertensione e colesterolo alto e più propensi ad avere un indice di massa corporea e un apporto calorico più elevati e una qualità della dieta inferiore, rispetto a coloro che hanno trascorso più tempo davanti alla televisione. meno tempo davanti alla televisione&#8221;</p>
<p>È stato osservato che la sostituzione della televisione con qualsiasi attività fisica inverte la tendenza negativa della prima sull’invecchiamento in buona salute, con il grado di beneficio osservato che dipende dall’intensità dell’attività fisica perseguita. In particolare, la sostituzione della visione della televisione con il sonno ha prodotto benefici simili per gli individui che presentavano meno di sette ore di sonno giornaliero.</p>
<p>Questi risultati integrano ricerche precedenti che richiedevano un aumento dell’attività fisica in tutta la popolazione e una riduzione dei comportamenti sedentari (il guardare la televisione prolungato è stato osservato come il peggiore). Dato che gli LPA sono più accessibili da raggiungere rispetto agli MVPA per gli individui (in particolare quelli di età superiore ai 50 anni) che non hanno familiarità con l’attività fisica, questo studio potrebbe costituire la base per futuri interventi mirati alla salute ottimale in età avanzata.</p>
<pre>Shi H, Hu FB, Huang T et al. Sedentary Behaviors, Light-Intensity Physical Activity, and Healthy Aging. JAMA Netw Open. 2024;7(6):e2416300. doi:10.1001/jamanetworkopen.2024.16300, https://jamanetwork.com/journals/jamanetworkopen/fullarticle/2819832</pre>
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		<title>Una moderata-intensa attività fisica serale ha un maggiore impatto sulla glicemia</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/una-moderata-intensa-attivita-fisica-serale-ha-un-maggiore-impatto-sulla-glicemia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Jun 2024 08:45:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pillole di Conoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[attività fisica]]></category>
		<category><![CDATA[glicemia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Qual è l&#8217;ora giusta per praticare attività fisica? di sera o al mattino? Il dilemma circa l&#8217;orario ideale in cui ritagliarsi il tempo per l&#8217;attività fisica in modo da essere performanti e trarre il massimo dei benefici sembra venga sciolto da una recente ricerca, che offre una valida ragione per optare per un allenamento serale: &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Qual è l&#8217;ora giusta per praticare attività fisica? di sera o al mattino? Il dilemma circa l&#8217;orario ideale in cui ritagliarsi il tempo per l&#8217;attività fisica in modo da essere performanti e trarre il massimo dei benefici sembra venga sciolto da una recente ricerca, che offre una valida ragione per optare per un allenamento serale: sembra che una moderata-intensa attività fisica in questa fascia oraria abbia un maggiore impatto sulla glicemia. Per gli adulti sedentari in sovrappeso e obesi è più vantaggiosa nel ridurre i livelli giornalieri di zucchero nel sangue.</p>
<p>Sono questi i risultati di uno studio, pubblicato sulla rivista <em>Obesity</em>, condotto dall’équipe coordinata da Jonatan R. Ruiz, professore dell&#8217;Università di Granada ed esperto del centro Ciberobn (Center for Biomedical Research Network Pathophysiology of Obesity and Nutrition) in Spagna.  Gli esperti spiegano che è noto che l&#8217;attività fisica da moderata a intensa migliora l&#8217;omeostasi del glucosio, la capacità dell&#8217;organismo di regolarlo, negli adulti in sovrappeso e obesi che corrono un rischio maggiore di sviluppare resistenza all&#8217;insulina. Tuttavia, si sa poco riguardo al timing ottimale dell&#8217;attività fisica per migliorare il controllo quotidiano della glicemia.</p>
<p>Ruiz è uno dei due autori corrispondenti dello studio, insieme ad Antonio Clavero-Jimeno dello stesso centro di ricerca. Per valutare l&#8217;impatto delle lancette dell&#8217;orologio, gli esperti hanno utilizzato i dati degli esami di base di uno studio multicentrico randomizzato e controllato condotto in Spagna a Granada e Pamplona.</p>
<p><strong>Lo studio</strong></p>
<p>Scopo del lavoro era studiare la fattibilità di un&#8217;alimentazione soggetta a restrizione temporale e l&#8217;efficacia sul tessuto adiposo viscerale (esito primario), sulla composizione corporea e sui fattori di rischio cardiometabolico negli adulti con sovrappeso e obesità. In totale i partecipanti erano 186 adulti, età media 46 anni e indice di massa corporea 32,9.</p>
<p>L&#8217;attività fisica e i modelli di glucosio dei partecipanti sono stati monitorati simultaneamente per un periodo di 14 giorni utilizzando un accelerometro triassiale indossato sul polso non dominante e un dispositivo di monitoraggio continuo del glucosio. I ricercatori hanno quindi classificato il volume di attività fisica da moderata a vigorosa accumulato ogni giorno. Le categorie erano &#8216;inattivo&#8217; (se non era stata accumulata alcuna attività) e &#8216;mattina&#8217;, &#8216;pomeriggio&#8217; o &#8216;sera&#8217; se più del 50% dei minuti di attività fisica da moderata a intensa per quel giorno erano stati accumulati tra le 6 del mattino e mezzogiorno, tra mezzogiorno e le 18, o tra le 18 e mezzanotte. C&#8217;era infine la categoria &#8216;mista&#8217; se nessuna delle finestre temporali definite rappresentava più del 50% dell&#8217;attività fisica moderata-intensa per quel giorno.</p>
<p>I risultati hanno mostrato che accumulare più del 50% di attività fisica da moderata a vigorosa la sera era associato ad un abbassamento dei livelli di glucosio nel sangue diurni, notturni e complessivi rispetto all&#8217;essere inattivi. Questa associazione era più forte nei partecipanti con alterata regolazione del glucosio. Il modello di queste associazioni era simile sia negli uomini che nelle donne.</p>
<pre>Clavero-Jimeno A, Dote-Montero M, Migueles JH, Camacho-Cardenosa A, Oses M, Medina JE, Alcantara JMA, Muñoz-Torres M, Labayen I, Ruiz JR. Impact of lifestyle moderate-to-vigorous physical activity timing on glycemic control in sedentary adults with overweight/obesity and metabolic impairments. Obesity (Silver Spring). 2024 Jun 10. doi: 10.1002/oby.24063. Epub ahead of print. PMID: 38853594.</pre>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>L’esercizio pomeridiano si associa ad una maggiore riduzione della HbA1c</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/lesercizio-pomeridiano-si-associa-ad-una-maggiore-riduzione-della-hba1c/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Jun 2024 08:46:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pillole di Conoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[attività fisica]]></category>
		<category><![CDATA[diabete]]></category>
		<category><![CDATA[HbA1c]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le raccomandazioni internazionali sull’attività fisica includono, in genere, indicazioni sulla tipologia (come) e sul volume di attività fisica (quanto) ma non su “quando” sia preferibile svolgere detta attività fisica. I dati di questo studio suggeriscono che l’esercizio pomeridiano si associa ad una maggiore riduzione della HbA1c e sottolineano un potenziale ruolo del “timing” nell’ottimizzare l’effetto &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le raccomandazioni internazionali sull’attività fisica includono, in genere, indicazioni sulla tipologia (come) e sul volume di attività fisica (quanto) ma non su “quando” sia preferibile svolgere detta attività fisica.</p>
<p>I dati di questo studio suggeriscono che l’esercizio pomeridiano si associa ad una maggiore riduzione della HbA1c e sottolineano un potenziale ruolo del “timing” nell’ottimizzare l’effetto dell’esercizio fisico per le persone con diabete.</p>
<p>Allo scopo di determinare quale fosse il momento migliore della giornata per effettuare l’esercizio moderato-vigoroso all’interno di una seduta di allenamento (sMVPA) e quali correlazioni esistessero con le modifiche del controllo glicemico nel corso di 4 anni in pazienti sovrappeso/obesi e con diabete, sono stati analizzati i dati di accelerometria dei partecipanti dello studio Look AHEAD ed è stato suddiviso il campione di 2416 partecipanti (57% donne, età media 59 anni) in base alla distribuzione temporale in cui erano state effettuate le sedute di MVPA. Le sMVPA dovevano aver avuto una durata minima di 10 minuti e, se erano state effettuate per &gt;50% delle volte in una fascia oraria specifica, rientravano in gruppi specifici (mattina, metà mattinata, pomeriggio e sera). Se le sMVPA erano state effettuate in una fascia oraria per &lt;50% delle volte, rientravano nel gruppo misto, e se si effettuavano &lt;1 sMVPA/settimana, rientravano nel gruppo inattivo.</p>
<p>Risultati: Il “timing” delle sMVPA determinava una modifica significativa (P = 0.02) della HbA1c a 1 anno, indipendentemente dal volume o dall’intensità delle sMVPA. Il gruppo del pomeriggio ha mostrato la riduzione maggiore di HbA1c rispetto al gruppo inattivo (- 0.22% [95%CI -0.39%, -0.06%]). La riduzione della HbA1c nel gruppo del pomeriggio era maggiore del 30-50% rispetto a tutti gli altri gruppi. Per tutti i gruppi, le modifiche della HbA1c si mantenevano fino alla fine del follow-up, ovvero dopo 4 anni.  Inoltre, la probabilità di sospendere, mantenere o iniziare terapie ipoglicemizzanti a 1 anno, dipendeva in modo significativo dal “timing” delle sMVPA (P = 0.04). Il gruppo del pomeriggio, aveva una probabilità maggiore di sospendere le terapie ipoglicemizzanti rispetto agli altri gruppi (OR 2.13 [95% CI 1.29, 3.52]).</p>
<p>Conclusioni e commento: Questa analisi del Look AHEAD, mostra che l’esercizio pomeridiano si associa ad una maggiore riduzione della HbA1c e una maggiore probabilità di sospendere le terapie ipoglicemizzanti, e in questo modo avere successo nel trattamento del diabete tipo 2 con “solo stile di vita”. Le associazioni evidenziate qui, necessitano sicuramente di conferma in studi sperimentali che possono stabilire una relazione causa-effetto, ma sottolineano un potenziale ruolo del “timing” nell’ottimizzare l’effetto dell’esercizio fisico per le persone con diabete. Le raccomandazioni internazionali sull’attività fisica includono indicazioni sulla tipologia (come) e sul volume di attività fisica (quanto) ma ad oggi, non includono indicazioni sul “quando” dell’attività fisica. Chiaramente, l’obiettivo primario rimane sempre ridurre la sedentarietà e accumulare il volume di attività fisica raccomandato, ma laddove fosse possibile scegliere quando fare attività, si dovrebbe tenere conto della cronobiologia dell’esercizio fisico per massimizzare l’effetto ipoglicemizzante dell’esercizio.</p>
<pre>Qian J, Xiao Q et al. Association of Timing of Moderate-to-Vigorous Physical Activity With Changes in Glycemic Control Over 4 Years in Adults With Type 2 Diabetes From the Look AHEAD Trial. Diabetes Care 1 July 2023; 46 (7): 1417–1424. doi: doi.org/10.2337/dc22-2413 
N.B. Vedi anche la pillola “Una moderata-intensa attività fisica serale ha un maggiore impatto sulla glicemia.”</pre>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Dieta disintossicante o dieta detox</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/dieta-disintossicante-o-dieta-detox/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Mar 2024 16:47:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le Diete]]></category>
		<category><![CDATA[Regimi Alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[antiossidanti]]></category>
		<category><![CDATA[attività fisica]]></category>
		<category><![CDATA[dieta detox]]></category>
		<category><![CDATA[dieta disintossicante]]></category>
		<category><![CDATA[digiuno controllato]]></category>
		<category><![CDATA[esclusione alimentare selettiva]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[semi digiuno]]></category>
		<category><![CDATA[Stile di vita]]></category>
		<category><![CDATA[stress psicologici]]></category>
		<category><![CDATA[tabagismo]]></category>
		<category><![CDATA[tossine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per dieta disintossicante o dieta detox si intende un vero e proprio regime alimentare finalizzato alla depurazione dell&#8217;organismo dalle tossine esogene, accumulate a causa soprattutto dello stile di vita contemporaneo, perché veicolate dal cibo spazzatura (junk food), dalle bevande nervine, dallo stress psicologico, dai farmaci, dall&#8217;inquinamento ambientale, ecc. Obiettivo finale è quello di migliorare lo &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per <strong>dieta disintossicante</strong> o <strong>dieta detox</strong> si intende un vero e proprio regime alimentare finalizzato alla depurazione dell&#8217;organismo dalle tossine esogene, accumulate a causa soprattutto dello stile di vita contemporaneo, perché veicolate dal cibo spazzatura (junk food), dalle bevande nervine, dallo stress psicologico, dai farmaci, dall&#8217;inquinamento ambientale, ecc. <strong>Obiettivo finale è quello di migliorare lo stato di salute generale</strong>. Inoltre, pur non essendo direttamente finalizzata al dimagrimento, in virtù della ridottissima quantità di energia introdotta con gli alimenti, non è raro che seguendola si manifesti una (più o meno cospicua) riduzione del peso corporeo dovuta al depauperamento dell&#8217;adipe, ma anche delle proteine muscolari, del glicogeno e dell&#8217;idratazione corporea.</p>
<p><strong>Principi e meccanismi della dieta detox</strong></p>
<p>La dieta disintossicante o dieta detox si basa sull&#8217;applicazione complementare di alcuni principi:</p>
<ul>
<li><strong>Modificare lo stile alimentare</strong>: <strong>promuovendo il consumo di alimenti disintossicanti</strong> o detox in sostituzione di quelli intossicanti. I cibi disintossicanti sono tutti quelli <strong>ricchi di acqua, di fibre, di vitamine, di sali minerali e di antiossidanti in genere</strong>. Quelli intossicanti, invece, contengono proteine animali, additivi, grassi cattivi e colesterolo, agenti inquinanti, farmaci, molecole nervine ecc. e si tratta prevalentemente di: cibi fast-food (fritti, hamburger, wurstel, ecc), merendine ed altri prodotti confezionati, grassi aggiunti, alimenti salati, alimenti zuccherati, caffè, alcolici ecc.</li>
<li><strong>Modificare lo stile di vita</strong>: <strong>attraverso l&#8217;aumento dell&#8217;attività fisica, l&#8217;eliminazione del tabagismo, la riduzione dell&#8217;esposizione all&#8217;inquinamento ambientale e la corretta gestione degli stress psicologici.</strong></li>
<li><strong>Ridurre l&#8217;utilizzo di farmaci</strong></li>
<li><strong>Utilizzare sistemi disintossicanti</strong> o detox <strong>paralleli</strong>: il più famoso è (o era) &#8220;l&#8217;aqua detox &#8211; foot detox&#8221;, una sorta di pediluvio elettrico che faciliterebbe la disintossicazione dell&#8217;organismo mediante lo <strong>scambio ionico</strong> &#8211; chimico cutaneo. Ovviamente, è stato messo sotto inchiesta poiché ritenuto una vera e propria truffa.</li>
</ul>
<p>Largamente diffusi anche la pulizia del colon (enteroclismi), terapie chelanti, rimozione delle otturazioni dentali ecc.</p>
<ul>
<li><strong>Iniziare percorsi di stabilizzazione mentale</strong>: attraverso la pratica di attività come lo &#8220;Yoga detox&#8221; o la meditazione.</li>
</ul>
<p>A chi decide di intraprendere una Dieta disintossicante viene chiesto di stare lontani da: alcol; fumo; prodotti lattiero &#8211; caseari (eccetto mezza tazza di yogurt zuccherato con <em>acidophilus</em> ogni giorno); zucchero, miele, sciroppo d’acero, dolcificanti artificiali; caffè; cereali: frumento (pane, biscotti, dolci e pasta), segale, orzo, avena, farro e riso; frutta secca.</p>
<p>Viene invece chiesto di includere nel proprio piano alimentare: frutta (qualsiasi);bverdura (qualsiasi); pesce: fresco, in scatola (in acqua o in olio d’oliva); carne magra rossa e pollo (senza pelle); legumi: secchi o in scatola, come fagioli, ceci e lenticchie; uova: preferibilmente biologiche; olio d’oliva (preferibilmente extravergine);olio di cocco (non trattato); noci; semi: sesamo crudo e non salato; semi di zucca e di girasole; tè verde, bianco, nero debole (decaffeinato); acqua: da uno a tre litri al giorno.</p>
<p>Chiaramente è importante anche dosare bene le quantità e ricordarsi di assumere la giusta dose di calorie giornaliere. Disintossicarsi non vuol dire affamarsi, ama semplicemente alleggerire il carico degli organi deputati a depurare l&#8217;organismo!</p>
<p><strong>Piano settimanale per un esempio di Dieta detox:  </strong></p>
<ul>
<li>Succo di limone di mattina in modo tale da dare il via alla digestione. Mezzo limone va spremuto in una tazza di acqua calda.</li>
<li>Attività fisica: il corpo va allenato per almeno un’ora al giorno. Va bene qualsiasi tipo di esercizio: jogging lungo la spiaggia, camminare in salita, yoga, boxe, ecc. L’esercizio fisico, infatti, aumenta il flusso linfatico e la circolazione per aiutare a espellere le tossine attraverso la sudorazione.</li>
<li>Alimenti crudi: l’obiettivo è eliminare il processo di cottura dei cibi, perché quelli crudi contengono più sostanze nutritive ed enzimi.</li>
<li>Relax mentale: 15 minuti di meditazione al giorno. Se non si sa come si fa, si può provare a respirare con la pancia. Mettere le mani sul basso ventre, inspirare attraverso il naso, contando lentamente fino a 3. Espirare altrettanto lentamente.</li>
<li>Bere: bisogna bere almeno tre litri di liquidi al giorno. Questo contribuirà a disintossicare i reni. Si può scegliere tra acqua di sorgente pura, succo di verdura fresca o tè disintossicante a base di erbe. Consiglio: aggiungere un cucchiaino di erbe ad una tazza di acqua bollente e lasciare in infusione per cinque minuti. Dopodiché filtrare e bere.</li>
<li>Spazzolare il corpo perché aiuta a disintossicare la pelle. Utilizzare una spugna vegetale o una spazzola di fibre naturali. Compiere movimenti circolari, iniziando dai piedi e dalle mani, evitando viso e gola (zone delicate) e punti dolenti (se ci sono). Dopodiché si consiglia una doccia con almeno un minuto di acqua fredda per aiutare la circolazione del sangue nella pelle.</li>
<li>Masticare un boccone di cibo dalle 10 alle 12 volte prima di deglutire. Ciò migliora la digestione e consente di avvertire un senso di pienezza, senza la necessità di mangiare troppo.</li>
</ul>
<p>Anche se gli ipotetici meccanismi fisiologici su cui si basa la dieta disintossicante o dieta detox non sono sempre ben definiti, le motivazioni appaiono condivisibili, puntando ad <strong>eliminare le tossine ovvero tutte quelle molecole ritenute nocive per l&#8217;organismo</strong> o responsabili di un disagio psico-fisico rilevante; tra queste vengono menzionate: scarti dell&#8217;eccesso proteico (gruppi amminici ed urea), carboidrati raffinati (farine bianche e zucchero), cataboliti dell&#8217;affaticamento muscolare (acido lattico), omocisteina, additivi alimentari, sale da cucina, pesticidi, ormoni, antibiotici, metalli pesanti (piombo e mercurio) ecc. Le tossine sono quindi responsabili del peggioramento dello stato di salute, delle performance psico-fisiche, della riduzione del sistema immunitario, dell&#8217;aumento dell&#8217;incidenza di patologie infettive e neoplastiche ecc. Al contrario, l&#8217;utilizzo degli alimenti di origine vegetale crudi e, più in generale, degli agenti fitoterapici contenuti nelle verdure, nelle radici, nelle spezie ecc., faciliterebbe la disintossicazione dell&#8217;organismo a discapito delle tossine accumulate con effetto indiretto di protezione, miglioramento delle difese immunitarie ed aumento della prestanza fisica e di quella mentale.</p>
<p>A volte, la dieta disintossicante o dieta detox prevede anche la ciclizzazione di fasi e periodi prestabiliti; alcuni esempi sono il <strong>digiuno controllato</strong>, il <strong>semi digiuno</strong>, l&#8217;<strong>esclusione alimentare selettiva</strong>, ecc.</p>
<p><strong>Controindicazioni </strong></p>
<p>La dieta disintossicante o dieta detox è sconsigliata in caso di gravidanza, allattamento, patologie renali o deperimento fisico conclamato.</p>
<p>Tra l&#8217;alto, tale sistema può determinare uno stato di cheto-acidosi piuttosto importante e quindi l&#8217;accumulo di molecole tossiche per l&#8217;insufficienza glucidica provocata dal regime alimentare estremamente ridotto (composto prevalentemente da liquidi estratti dai vegetali, tipo &#8220;centrifughe&#8221; e &#8220;minestroni&#8221;).</p>
<p>Alla luce delle scarse evidenze scientifiche dei vari sistemi detox, la &#8220;British organisation Sense About Science&#8221; ha definito le numerose strategie della <strong>dieta disintossicante una vera e propria &#8220;perdita di tempo e denaro</strong>&#8220;, oltre che potenzialmente pericolosa per la salute.</p>
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		<title>Essere sempre attivi</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/essere-sempre-attivi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Feb 2024 18:13:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pillole di Conoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[attività fisica]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Essere sempre attivi Da tempo si sa che l’attività fisica regolare ripaga in benefici per la salute a lungo termine. E non è mai troppo tardi per iniziare: anche persone in età avanzata possono trovare benefici. Non occorre fare esercizi impegnativi, basta solo essere attivi: le persone possono trarre benefici per la salute anche da &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Essere sempre attivi</strong></p>
<p>Da tempo si sa che l’attività fisica regolare ripaga in benefici per la salute a lungo termine. E non è mai troppo tardi per iniziare: anche persone in età avanzata possono trovare benefici.</p>
<p>Non occorre fare esercizi impegnativi, basta solo essere attivi: le persone possono trarre benefici per la salute anche da una piccola attività fisica. L&#8217;intero corpo risponde all&#8217;esercizio.</p>
<pre>Rosen M. When it comes to physical activity, every bit counts ScienceNews January 2, 2024</pre>
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		<title>Attività fisica protegge dall’invecchiamento cerebrale</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/attivita-fisica-protegge-dallinvecchiamento-cerebrale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Jan 2024 11:59:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pillole di Conoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[attività fisica]]></category>
		<category><![CDATA[invecchiamento cerebrale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Attività fisica protegge dall’invecchiamento cerebrale L’esercizio fisico in tarda età aiuta a proteggere i cambiamenti cerebrali legati all’invecchiamento. Gow AJ, Bastin ME, Muñoz Maniega S, Valdés Hernández MC, Morris Z, Murray C, Royle NA, Starr JM, Deary IJ, Wardlaw JM. Neuroprotective lifestyles and the aging brain: Activity, atrophy, and white matter integrity. Neurology. 2012 Oct &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Attività fisica protegge dall’invecchiamento cerebrale</strong></p>
<p>L’esercizio fisico in tarda età aiuta a proteggere i cambiamenti cerebrali legati all’invecchiamento.</p>
<pre>Gow AJ, Bastin ME, Muñoz Maniega S, Valdés Hernández MC, Morris Z, Murray C, Royle NA, Starr JM, Deary IJ, Wardlaw JM. <strong>Neuroprotective lifestyles and the aging brain: Activity, atrophy, and white matter integrity.</strong> Neurology. 2012 Oct 23;79(17):1802-1808.</pre>
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		<title>L’esercizio fisico riduce la mortalità nel diabete</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/lesercizio-fisico-riduce-la-mortalita-nel-diabete/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jan 2024 10:42:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pillole di Conoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[attività fisica]]></category>
		<category><![CDATA[diabete di tipo 2]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’esercizio fisico riduce la mortalità nel diabete Nei pazienti con diabete mellito, l’esercizio fisico regolare, anche a livelli moderati, può ridurre nei soggetti diabetici il rischio di morte fino al 38%. Sluik D, Buijsse B, Muckelbauer R, Kaaks R, Teucher B, Johnsen NF, Tjønneland A, Overvad K, Ostergaard JN, Amiano P, Ardanaz E, Bendinelli B, &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L’esercizio fisico riduce la mortalità nel diabete<br />
</strong></p>
<p>Nei pazienti con diabete mellito, l’esercizio fisico regolare, anche a livelli moderati, può ridurre nei soggetti diabetici il rischio di morte fino al 38%.</p>
<pre>Sluik D, Buijsse B, Muckelbauer R, Kaaks R, Teucher B, Johnsen NF, Tjønneland A, Overvad K, Ostergaard JN, Amiano P, Ardanaz E, Bendinelli B, Pala V, Tumino R, Ricceri F, Mattiello A, Spijkerman AM, Monninkhof EM, May AM, Franks PW, Nilsson PM, Wennberg P, Rolandsson O, Fagherazzi G, Boutron-Ruault MC, Clavel-Chapelon F, Castaño JM, Gallo V, Boeing H, Nöthlings U.<strong> Physical Activity and Mortality in Individuals With Diabetes Mellitus: A Prospective Study and Meta-analysis.</strong> Arch Intern Med. 2012 Aug 6:1-11. doi: 10.1001/archinternmed.2012.3130. [Epub ahead of print]</pre>
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		<item>
		<title>L’attività fisica riduce il rischio di diabete di tipo 2</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/lattivita-fisica-riduce-il-rischio-di-diabete-di-tipo-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jan 2024 10:39:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pillole di Conoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[attività fisica]]></category>
		<category><![CDATA[diabete di tipo 2]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’attività fisica riduce il rischio di diabete di tipo 2 Lo studio InterAct, approvato e finanziato dalla Commissione europea, ha dimostrato che l’attività fisica si associa a una riduzione del rischio di diabete di tipo 2 in uomini e donne, qualunque sia il loro indice di massa corporea. The InterAct Consortium. Physical activity reduces the &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L’attività fisica riduce il rischio di diabete di tipo 2<br />
</strong></p>
<p>Lo studio InterAct, approvato e finanziato dalla Commissione europea, ha dimostrato che l’attività fisica si associa a una riduzione del rischio di diabete di tipo 2 in uomini e donne, qualunque sia il loro indice di massa corporea.</p>
<pre>The InterAct Consortium. <strong>Physical activity reduces the risk of incident type 2 diabetes in general and in abdominally lean and obese men and women: the EPIC-InterAct Study. </strong>Diabetologia, 2012; 55(7):1944-52</pre>
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