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	<title>aromaterapia Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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		<title>Lemongrass &#8211; Cymbopogon Citratus</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/lemongrass-cymbopogon-citratus/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Dec 2023 09:44:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Erbe aromatiche]]></category>
		<category><![CDATA[aromaterapia]]></category>
		<category><![CDATA[citronella di Ceylon]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Lemongrass (Cymbopogon citratus) è una pianta aromatica erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Poaceae o Gramineae, conosciute comunemente come Graminacee. La pianta, originaria delle regioni tropicali e sub-tropicali del Pianeta, viene coltivata in diversi Paesi, fra cui America centrale, America del sud e Australia. Ha un portamento cespuglioso con foglie nastriformi ricadenti di colore &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Lemongrass</strong> (<em>Cymbopogon citratus</em>) è una pianta aromatica erbacea perenne appartenente alla famiglia delle <em>Poaceae</em> o <em>Gramineae</em>, conosciute comunemente come Graminacee.</p>
<p>La pianta, originaria delle regioni tropicali e sub-tropicali del Pianeta, viene coltivata in diversi Paesi, fra cui America centrale, America del sud e Australia. Ha un portamento cespuglioso con foglie nastriformi ricadenti di colore verde chiaro che emanano un profumo intenso per il contenuto di un <strong>olio essenziale</strong> dalla fragranza un po&#8217; pungente simile al limone (somigliante a quello della citronella, <em>Cymbopogon nardus </em>(citronella di Ceylon) e il <em>Cymbopogon winterianus</em> (citronella di Giava) della stessa famiglia con cui viene spesso confusa).</p>
<p>La pianta fresca <strong>è usata come condimento nella in cucina</strong> del sud-est asiatico, in particolare tailandese, cambogiana e vietnamita, dove viene ampiamente coltivata.</p>
<p><strong>Proprietà e Indicazioni</strong></p>
<p>La droga, cioè la parte di pianta dotata di proprietà officinali e contenente i principi attivi, è costituita dalle foglie, dalle quali si estrae l&#8217;<strong>olio essenziale</strong>. I costituenti chimici delle foglie di lemongrass e dell&#8217;olio essenziale da esso estratto sono rappresentati da: <strong>citrale; mircene; citronellale; geraniolo; geranil-acetato; citronellil-acetato</strong>.</p>
<p>Benché il suo utilizzo non sia stato approvato per alcun tipo di applicazione terapeutica, al lemongrass, in particolare all&#8217;olio essenziale ottenuto dalla pianta, vengono attribuite <strong>attività antibatteriche, fungistatiche, fungicide e antinfiammatorie</strong>.</p>
<p>La pianta e l&#8217;olio essenziale si possono utilizzare in cucina; il sapore del lemongrass è fresco e pungente, simile al limone. Il lemongrass in polvere è spesso inserito tra gli ingredienti del curry.</p>
<p>Per quanto riguarda le <strong>proprietà nutrizionali</strong>, il lemongrass fornisce all&#8217;organismo soprattutto carboidrati e irrisorie quantità di grassi e proteine. <strong>Le calorie del lemongrass sono pari a circa 30 ogni 100 grammi di prodotto.</strong></p>
<p>Nella medicina popolare, il lemongrass viene impiegato esternamente per il trattamento di dolori reumatici, lombalgie, dolori nevralgici e distorsioni; oltre ad essere utilizzato come rimedio blandamente astringente.</p>
<p>Nella medicina indiana, invece, il lemongrass trova impieghi nel trattamento di diversi disturbi e affezioni, quali febbre, bronchiti, flatulenza, disturbi gastrici, parassitosi intestinali e perfino lebbra.</p>
<p>Sia le foglie che l&#8217;olio essenziale sono dotati di <strong>proprietà digestive, rilassanti</strong>, favoriscono il benessere mentale e sono utili per regolare il processo di sudorazione. L&#8217;olio essenziale si è dimostrato efficace nel contrastare sia i batteri Gram-positivi, sia i Gram-negativi, benché questi ultimi si siano rivelati meno sensibili all&#8217;<strong>azione antibatterica</strong>. Tuttavia, l&#8217;olio essenziale si è comunque mostrato battericida nei confronti di <em>Escherichia coli</em>.</p>
<p>Le foglie, fresche o essiccate, sono utilizzate nella composizione delle <strong>tisane</strong>, in abbinamento ad altre erbe officinali, per renderne gradevole il gusto.</p>
<p>Il lemongrass è molto utilizzato nella cucina asiatica abbinato ad altre spezie tipiche della cucina indiana, thailandese e vietnamita.</p>
<p><strong>L&#8217;olio essenziale è utilizzato per aromatizzare bevande e infusi</strong>, anche in abbinamento ad altre essenze; può essere usato come aromatizzante per personalizzare preparazioni culinarie, e per l&#8217;<strong>aromaterapia</strong>.</p>
<p>Come altri oli essenziali, si può aggiungere ai detersivi ecologici per profumarli in modo naturale, conferendo loro anche un&#8217;azione igienizzante.</p>
<p><strong>La diffusione del lemongrass nell&#8217;ambiente tramite diffusori di essenze aiuta a tenere lontani gli insetti, come le zanzare</strong>, anche abbinato ad altri oli essenziali insetto-repellenti.</p>
<p><strong>Effetti collaterali</strong></p>
<p>Se correttamente impiegato, il lemongrass non dovrebbe causare effetti indesiderati di alcun tipo. Tuttavia, in seguito all&#8217;applicazione di pomate contenenti l&#8217;olio essenziale della pianta, potrebbero manifestarsi reazioni allergiche.</p>
<p>Inoltre, in seguito all&#8217;inalazione dell&#8217;olio essenziale di lemongrass, sono stati riportati due casi d&#8217;insorgenza di alveolite.</p>
<p><strong>Controindicazioni</strong></p>
<p>Evitare l&#8217;assunzione di lemongrass in caso d&#8217;ipersensibilità accertata verso uno o più componenti. Inoltre, l&#8217;utilizzo del lemongrass è controindicato anche durante la gravidanza.</p>
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		<title>Galbano &#124; Ferula gummosa Boiss</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/galbano-ferula-gummosa-boiss/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 May 2023 17:05:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[aromaterapia]]></category>
		<category><![CDATA[aromatizzante alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Égoïste di Chanel]]></category>
		<category><![CDATA[ferula gommosa]]></category>
		<category><![CDATA[galbano]]></category>
		<category><![CDATA[incenso]]></category>
		<category><![CDATA[profumeria]]></category>
		<category><![CDATA[resina gommosa]]></category>
		<category><![CDATA[Vent Vert di Balmain]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La ferula gommosa (Ferula gummosa Boiss., 1856), anche nota come galbano, è una pianta perenne della famiglia Apiaceae, nativa in Europa meridionale, nel Nord Africa e nell&#8217;Asia occidentale, ma si dice che abbia avuto origine in Iran. Il suo habitat è quello delle aree collinose e dei pendii erbacei delle steppe. Si tratta di una &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>ferula gommosa</strong> (<em>Ferula gummosa</em> Boiss., 1856), anche nota come <strong>galbano</strong>, è una pianta perenne della famiglia <em>Apiaceae</em>, nativa in Europa meridionale, nel Nord Africa e nell&#8217;Asia occidentale, ma si dice che abbia avuto origine in Iran. Il suo habitat è quello delle aree collinose e dei pendii erbacei delle steppe.</p>
<p>Si tratta di una pianta alta circa un metro, monoica e molto resinosa, con il tipico fiore ombrello dal gambo spesso, che può crescere fino a circa 2 m di altezza. Il fusto è cilindrico e le foglie sono dotate di guaina, pluripennate e suddivise in lacinie lineari. La specie è ermafrodita (ha organi sia maschili che femminili) ed autofertile ed i fiori sono piccoli, di colore giallo e disposti in ombrelle terminali. Fiorisce da maggio a giugno e viene impollinata dalle mosche. Il frutto è obovoide-compresso lungo circa 1,5 cm con ali laterali e di semi maturano da giugno ad agosto.</p>
<p>Il Galbano è stato usato nelle cerimonie religiose e di imbalsamazione dagli antichi egizi, e le sue tracce sono state ritrovate ed isolate dalle fasce delle mummie. Dioscoride e Plinio notarono i suoi potenziali <strong>sedativi, antispasmodici, emmenagogici e diuretici</strong>, mentre, nel XVII secolo, Lemery lo classificò come emmenagogico nel suo trattato sui farmaci semplici.</p>
<p>I <strong>principi attivi</strong> contenuti sono: <strong>acidi resinici</strong>, <strong>olio essenziale</strong> (5% nella varietà persia e 26% nella varietà levante), <strong>sostanza gommosa</strong>.</p>
<p>Dalla radice della <em>Ferula gummosa</em> si estrae una <strong>resina gommosa</strong>, che viene utilizzata come <strong>aromatizzante alimentare</strong> simile al sedano ed ha un sapore amarognolo, acre e, per certi versi, sgradevole. Per ottenere la gomma resinosa, le incisioni vengono fatte sul gambo vicino alle radici, dove la gomma scorre come se fossero lacrime marroni. La sua consistenza a volte è viscosa e a volte è asciutta, a seconda della specie. Circa il 14-25% dell&#8217;olio essenziale viene ottenuto mediante distillazione a vapore dalla gomma.  La resina gommosa, chiamata &#8220;<strong>galbano</strong>&#8221; o “<strong>galbanum</strong>”, ha un forte profumo ed è utilizzata nella preparazione di vari tipi di <strong>incenso</strong>; veniva infatti utilizzata presso gli israeliti come incenso.  Gli antichi egiziani la utilizzavano anche per l’imbalsamazione e la cosmetica.</p>
<p>Il galbano ha <strong>proprietà antispasmodiche, espettoranti, stimolanti e carminative.</strong> In precedenza era utilizzato anche come cura per le vie respiratorie e per gli organi digestivi. È, infatti, uno stimolante digestivo e antispasmodico; riduce la flatulenza, i dolori lancinanti e le coliche.</p>
<p>Gli antichi egiziani lo utilizzavano anche per l&#8217;imbalsamazione e la cosmetica. L&#8217;olio essenziale di galbano è ampiamente utilizzato in <strong>aromaterapia</strong> e in <strong>profumeria</strong>. La composizione di alcuni celebri profumi ruota proprio intorno all&#8217;impiego del galbano. Fra questi <strong>Égoïste di Chanel</strong> o <strong>Vent Vert di Balmain</strong>, che nel 1945 rappresenta il debutto del galbano nella profumeria.</p>
<p>Per quanta riguarda le controindicazioni non ne sono segnalate particolari, alle dosi terapeutiche, eccetto per ipersensibilità individuale.</p>
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		<title>Gelsomino comune &#124; Jasminum officinale</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/gelsomino-comune-jasminum-officinale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jan 2023 12:12:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[aromaterapia]]></category>
		<category><![CDATA[gelsomino bianco]]></category>
		<category><![CDATA[gelsomino comune]]></category>
		<category><![CDATA[pianta ornamentale]]></category>
		<category><![CDATA[pianta rampicante]]></category>
		<category><![CDATA[Scursunera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il gelsomino comune (Jasminum officinale) detto anche gelsomino bianco è una pianta della famiglia delle Oleaceae, un genere che conta circa 300 specie di arbusti rampicanti, a foglie caduche e rustici. E’ una specie autoctona del Caucaso e di altre zone come il nord dell’Iran, l’india, diffusa in Asia ed Europa; in Pakistan è il &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>gelsomino comune</strong> (<em>Jasminum officinale</em>) detto anche <strong>gelsomino bianco</strong> è una pianta della famiglia delle <em>Oleaceae</em>, un genere che conta circa 300 specie di arbusti rampicanti, a foglie caduche e rustici. E’ una specie autoctona del Caucaso e di altre zone come il nord dell’Iran, l’india, diffusa in Asia ed Europa; in Pakistan è il fiore nazionale, ed è ampiamente coltivato in varie parti del mondo dove si è naturalizzato come in Francia, Italia, Portogallo, Romania, Algeria, Florida e Indie Occidentali.</p>
<p>Il gelsomino comune bianco è una <strong>pianta rampicante</strong> vigorosa che può raggiungere rapidamente i 15 metri di altezza producendo una fitta vegetazione con rami semilegnosi che si attorcigliano attorno a qualsiasi sostegno; le foglie sono pennate composte da 5 a 7 foglioline ovate lanceolate, lucide a margini lisci, di colore verde scuro. Con una sola pianta si arrivano a coprire fino a 8 / 12 metri quadri. Nelle regioni caratterizzate da un clima invernale rigido in cui le temperature scendono frequentemente sotto lo zero termico le foglie cadono e ricompaiono in primavera. La fioritura avviene tra il mese di giugno e ottobre, i fiori sono piccoli, bianchi o talora leggermente rosati che quando sono in boccio, sono riuniti in infiorescenze terminali e sono profumatissimi.</p>
<p>È una pianta <strong>visitata dalle api</strong> per il polline ed il nettare. La specie è largamente coltivata nei parchi e nei giardini di tutta Italia e talvolta si trova anche allo stato subspontaneo, in particolare presso gli abitati.</p>
<p>Tuttavia, con il termine gelsomino ci si può riferire anche a piante di altre famiglie e generi quali:</p>
<ul>
<li><strong>gelsomino rampicante</strong> o <strong>gelsomino sempreverde</strong>, detto anche &#8220;<strong>falso gelsomino</strong>&#8220;: <em>Trachelospermum jasminoides</em></li>
<li><strong>gelsomino notturno</strong> (<em>Cestrum nocturnum</em>), della famiglia delle <em>Solanaceae</em></li>
</ul>
<p>Le specie più commercializzate sono:</p>
<ul>
<li><strong><em>Jasminum officinale</em></strong>; originario dell&#8217;Iran, della Cina e dell&#8217;India; noto come “<strong>gelsomino comune</strong>”, pianta rampicante con piccoli fiori bianchi, con un odore caratteristico, resiste bene al gelo e in alcune zone dell&#8217;Italia, si trova rinselvatichito allo stato spontaneo.</li>
<li><strong><em>Jasminum grandiflorum</em></strong> originario del Nepal e noto come &#8216;gelsomino di Spagna&#8217; (Catalugno) o “<strong>gelsomino di Sicilia</strong>” a foglie persistenti e fiori grandi che sbocciano dalla primavera all&#8217;autunno, e nelle regioni a clima mite anche d&#8217;inverno, è una pianta rampicante poco rustica, adatta a climi miti, dove viene utilizzata per ricoprire pergole, muri e recinzioni.</li>
<li><strong><em>Jasminum azoricum</em></strong>, noto come “<strong>gelsomino trifogliato</strong>”, viene utilizzato come pianta ornamentale per ricoprire pergole, muri e recinzioni.</li>
<li><strong><em>Jasminum polyanthum</em></strong>, originario della Cina, noto come &#8216;gelsomino bianco&#8217;, pianta rampicante vigorosa e rustica, alta fino a 6 m se coltivato in piena terra, che d&#8217;inverno e in primavera produce numerosi grappoli di fiori bianchi esternamente rosati, profumati.</li>
<li><strong><em>Jasminum nudiflorum</em></strong> (<strong>gelsomino di San Giuseppe</strong>) e il <em>Jasminum primulinum</em> originari della Cina, a fiori gialli non profumati, piante sarmentose, dalle lunghe ramificazioni pendule, con fiori ascellari che sbocciano a fine inverno inizio primavera.</li>
<li><strong><em>Jasminum sambac</em></strong>, noto come &#8216;gelsomino d&#8217;Arabia&#8217;, può raggiungere i 3–4 m di altezza. Fiorisce dall&#8217;inizio dell&#8217;estate fino all&#8217;inizio dell&#8217;autunno (giugno-ottobre), producendo numerosissimi fiori bianchi particolarmente profumati.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oggi il genere <em>Jasminum</em> è utilizzato a <strong>scopi ornamentali</strong>, in piena terra nei giardini, come arbusti isolati o per rivestire muri, recinzioni e pergolati.</p>
<p>Un tempo si credeva avesse innumerevoli virtù officinali. Il famoso olio di gelsomino, che i Persiani offrivano agli invitati nei banchetti, si arricchisce da Dioscoride a Linneo d&#8217;una quantità di potenzialità terapeutiche legate alla sessualità. Per quanto lo <em>Jasminum officinalis</em> d&#8217;origine persiana fosse noto anche agli antichi Greci e Romani, il primo a coltivarlo davvero in Italia fu Cosimo I de Medici, che naturalmente ne aveva proibito la diffusione fuori dai giardini granducali; l&#8217;Inghilterra dovrà addirittura aspettare il 1730, quando riceverà una pianta dal Malabar.</p>
<p>Nel frattempo si era diffuso anche lo <em>Jasminum sambac</em> di più facile coltura, che resta tranquillamente all&#8217;aperto nelle zone temperate. Ecco dunque coltivazioni industriali in Calabria e Sicilia (se ne ricavano profumi) e una discreta presenza in tanti altri giardini italiani.</p>
<p>Nel trapanese è tradizionalmente utilizzato in infuso per una <strong>delicata granita</strong>, chiamata <strong><em>Scursunera</em></strong>, inserita tra i prodotti agroalimentari tradizionali.</p>
<p>Secondo l&#8217;<strong>aromaterapia</strong>, il profumo di gelsomino sarebbe euforizzante e stimolerebbe direttamente l&#8217;ipotalamo a produrre encefaline, sostanze che oltre a inibire il dolore procurano uno stato di benessere e di felicità. Il gelsomino è tradizionalmente usato per curare i disturbi uterini, emicrania, insonnia, raffreddore e perdita di memoria. L’olio essenziale grazie al suo profumo è tra gli ingredienti base di molte creme, lozioni e profumi.</p>
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		<title>Banaba &#124; Lagerstroemia speciosa</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/banaba-lagerstroemia-speciosa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Sep 2022 11:32:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[aromaterapia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Banaba, Lagerstroemia speciosa, è una specie di alberi della famiglia delle Lythraceae, genere Lagerstroemia. È originaria dell&#8217;Asia tropicale: Cina, India, Cambogia, Birmania, Thailandia, Vietnam, Indonesia, Malaysia e Filippine. La Banaba viene così chiamata nelle Filippine, dove la medicina tradizionale utilizza le foglie di Lagerstroemia speciosa come droga vegetale (che indica la parte di pianta &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Banaba</strong>, <em>Lagerstroemia speciosa</em>, è una specie di alberi della famiglia delle <em>Lythraceae</em>, genere <em>Lagerstroemia</em>. È originaria dell&#8217;Asia tropicale: Cina, India, Cambogia, Birmania, Thailandia, Vietnam, Indonesia, Malaysia e Filippine.</p>
<p>La Banaba viene così chiamata nelle Filippine, dove la medicina tradizionale utilizza le foglie di <em>Lagerstroemia speciosa</em> come droga vegetale (che indica la parte di pianta contenente i principi attivi) per le sue <strong>proprietà ipoglicemizzanti</strong> (dal greco <em>hypò</em> = sotto, <em>glykýs</em> = dolce, <em>hàima </em>= sangue) <strong>e contro l&#8217;obesità</strong>.</p>
<p>Viene anche utilizzata come <strong>albero ornamentale</strong> ed è coltivata in tutto il mondo. Alcuni alberi di questa specie raggiungono facilmente i 7 metri di altezza.</p>
<p>Il principio attivo a cui vengono attribuite tali proprietà ipoglicemizzanti è l&#8217;<strong>acido corosolico</strong>, che rivela un meccanismo d&#8217;azione insulino-simile, attivo anche per somministrazione orale, <strong>che favorisce l&#8217;utilizzo del glucosio da parte delle cellule</strong>, tanto da far attribuire il nome di fito-insulina all&#8217;acido corosolico. Questa proprietà si è rivelata interessante ed <strong>utile in soggetti diabetici non insulino dipendenti</strong>, mentre meno efficace è risultata l&#8217;azione di questa molecola nel diabete giovanile di tipo I, definito insulino-privo. Naturalmente, condizione essenziale perché l&#8217;azione dell&#8217;acido corosolico sia efficace e sufficiente è un corretto stile di vita che, se troppo squilibrato, vanificherebbe gli effetti terapeutici riconosciuti alla Banaba.</p>
<p>Contestualmente alla riduzione della glicemia, <strong>l&#8217;acido corosolico inibisce la differenziazione degli adipociti</strong> (le cellule nel cui citoplasma si deposita il grasso, e che vanno a formare il tessuto adiposo), costituendo un ulteriore aiuto per combattere il sovrappeso.</p>
<p>Pertanto, la Banaba trova il suo <strong>utilizzo di elezione</strong> per il <strong>controllo del tasso glicemico</strong> nel sangue delle persone con diabete di tipo 2, e di conseguenza per combattere l&#8217;obesità e il sovrappeso, e per contrastare la fame nervosa dovuta a fluttuazione della glicemia, nonché per migliorare l&#8217;assetto lipidico generale.</p>
<p>Tra gli altri potenziali benefici, sono riportati:</p>
<ul>
<li><strong>effetti antitumorali</strong>: studi in provetta suggeriscono che l’estratto di foglie di Banaba può promuovere la morte cellulare delle cellule tumorali del polmone e del fegato.</li>
<li><strong>potenziale antibatterico e antivirale</strong>: l‘estratto può proteggere da batteri come <em>Staphylococcus aureus</em> e <em>Bacillus megaterium</em>, nonché da virus come il rinovirus anti-umano (HRV).</li>
<li><strong>effetto antitrombotico</strong>: i coaguli di sangue spesso portano a pressione alta e ictus e l’estratto di foglie di Banaba può aiutare a dissolverli.</li>
<li><strong>protezione contro i danni ai reni</strong>: gli antiossidanti nell’estratto possono proteggere i reni dai danni causati dai farmaci chemioterapici.</li>
</ul>
<p>Come integratore, la Banaba è generalmente ben tollerata se usata per via orale e per un breve periodo. Se assunta a dosi più elevate, tuttavia, può dare origine a vertigini, mal di testa, tremori, debolezza, diaforesi, nausea. E’ sconsigliato, inoltre, l’uso in gravidanza e allattamento, poiché non si sa abbastanza sull’uso della Banaba durante questi periodi delicati per la donna.</p>
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		<title>Balsamo del Tolù Myroxylon balsamum</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/balsamo-del-tolu-myroxylon-balsamum/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Sep 2022 11:28:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Myroxylon balsamum (L.) Harms è un albero della famiglia delle Fabacee (o Leguminose), diffuso nelle zone dell’America centrale, in particolare Colombia. Dall&#8217;incisione della corteccia della  pianta si ricava il balsamo del tolù, dalla cittadina colombiana di Tolù. Da tale balsamo fu estratto per la prima volta il toluene. Il nome Myroxylon deriva dal greco muron &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Myroxylon balsamum</em></strong> (L.) Harms è un albero della famiglia delle Fabacee (o Leguminose), diffuso nelle zone dell’America centrale, in particolare Colombia.</p>
<p>Dall&#8217;incisione della corteccia della  pianta si ricava il <strong>balsamo del tolù</strong>, dalla cittadina colombiana di Tolù. Da tale balsamo fu estratto per la prima volta il <strong>toluene</strong>.</p>
<p>Il nome <em>Myroxylon</em> deriva dal greco <em>muron</em> = olio odoroso, profumo e <em>xulon</em> = legno, legno odoroso, per il balsamo che da esso stilla.</p>
<p>Ha un odore intenso ed aromatico che richiama quello della vaniglia. E’ molto utilizzato negli sciroppi per alleviare la tosse, in quanto <strong>fluidifica le secrezioni bronchiali e favorisce l’espettorazione</strong>, svolge inoltre un’<strong>azione antisettica </strong>delle vie respiratorie. Si può usare come suffumigio, respirando sopra un catino d’acqua molto calda in cui si diluiscono un paio di gocce di balsamo del Tolù e altrettante di olio essenziale di Eucalipto.</p>
<p>In sinergia con altre essenze balsamiche che completano l’effetto del Tolù, si ottengono formulazioni adatte anche ai bambini.</p>
<p>Dalla pianta viene estratto un olio essenziale che viene <strong>utilizzato in medicina ed in aromaterapia</strong>; si tratta di una miscela complessa di resine e olio essenziale con prevalenza di <strong>cinnamato</strong> e <strong>benzoato di benzile</strong>, <strong>stirene, vanillina, cumarina</strong>.</p>
<p>Ha come controindicazioni un’eventuale ipersensibilità accertata verso uno o più componenti del balsamo. Possibili reazioni allergiche.</p>
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