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	<title>allucinogeno Archivi - amaperbene.it</title>
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		<title>Stramonio comune &#124; Datura stramonium</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Nov 2022 09:01:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[alcaloidi tropanici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo stramonio comune (Datura stramonium L.) è una pianta a fiore appartenente alla famiglia delle Solanacee (Angiosperme Dicotiledoni). Lo stramonio comune, come altre specie del genere Datura (Datura inoxia, Datura metel etc.) è una pianta altamente velenosa a causa dell&#8217;elevata concentrazione di potenti alcaloidi tropanici, in particolare la scopolamina &#8211; che ha proprietà narcotiche e &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo <strong>stramonio comune</strong> (<em>Datura stramonium</em> L.) è una pianta a fiore appartenente alla famiglia delle Solanacee (Angiosperme Dicotiledoni).</p>
<p>Lo stramonio comune, come altre specie del genere <em>Datura</em> (<em>Datura inoxia</em>, <em>Datura metel</em> etc.) è una pianta <strong>altamente velenosa</strong> a causa dell&#8217;elevata concentrazione di potenti <strong>alcaloidi </strong><em><strong>tropanici</strong></em><em>,</em> in particolare la <strong>scopolamina</strong> &#8211; che ha proprietà narcotiche e allucinogene potenti -, presenti in tutti i distretti della pianta e soprattutto nei semi.</p>
<p>Oltre ad essere una delle piante più velenose presenti nel nostro paese, è anche una delle più diffuse: cresce infatti in pianura come in montagna, nei terreni incolti, ai margini delle strade, sotto i muretti a secco, ma soprattutto è un <strong>infestante nei terreni coltivati</strong>.</p>
<p>Lo stramonio è una pianta erbacea a ciclo annuale, che in un clima compatibile può persino raggiungere i due metri d’altezza. L’asse primario della radice, il cosiddetto fittone, arriva sino in profondità, mentre dal fusto, tendenzialmente glabro e di colore verde con sfumature violacee, partono diverse ramificazioni. Le foglie sono semplici, ma di grandi dimensioni, con un margine irregolare e frastagliato; sono inoltre dotate di un picciolo.</p>
<p>I fiori, invece, sbocciano tra luglio e ottobre e rimangono chiusi di giorno per poi aprirsi completamente durante la notte, attirando gli insetti che si occuperanno dell’impollinazione grazie a un profumo penetrante. I fiori sono solitari e presenti solo nelle biforcazioni del fusto; possono raggiungere una lunghezza di 10cm e sono formati da cinque petali bianchi con striature color porpora, che si saldano tra loro creando una caratteristica forma a imbuto. I petali sono inoltre acuminati e pieghettati verso l’interno.</p>
<p>Il frutto, invece, somiglia moltissimo a una noce, se non fosse per le spine che ricoprono la superficie. All’interno, si trovano numerosi semi neri, rugosi e lunghi circa 3mm, i quali vengono rilasciati fuori dalla capsula acuminata tra il mese di ottobre e quello di novembre.</p>
<p>La bellezza della pianta non deve però ingannare: <strong>lo stramonio è velenoso in ogni sua parte</strong>, anche se la percentuale maggiore degli alcaloidi si trova contenuta nei semi. In base alla quantità consumata, gli alcaloidi contenuti nella <em>Datura stramonium</em> possono avere effetti avversi sinergici che provocano aumento del battito cardiaco, secchezza delle mucose, stupor, amnesia, euforia, dilatazione delle pupille, disturbi visivi e motori, debolezza, oliguria, stimolazione del sistema nervoso centrale seguita da depressione e, raramente, anche da convulsioni, allucinazioni fino alla paralisi respiratoria e all&#8217;arresto cardiaco. Per questo motivo <strong>è molto importante imparare a riconoscerlo. </strong>In effetti, lo stramonio comune è conosciuto anche come <strong>erba del diavolo</strong> o <strong>erba delle streghe</strong>, in quanto nel passato la pianta era utilizzata per le sue proprietà allucinogene, sedative e narcotiche, soprattutto durante i rituali sciamanici, oppure per compiere omicidi o suicidi. Gli indigeni, sia nel vecchio che nel nuovo mondo, con i nativi americani lo usavano per preparare “beveroni” dagli effetti ritenuti liberatori, sia per l’anima che per il corpo. Le sue proprietà allucinogene sono citate da Omero nell’Odissea e da Shakespeare in Romeo e Giulietta (Romeo ricorre allo stramonio per togliersi la vita).</p>
<p>Il nome generico deriva da quello della pianta in indostano (<em>dhatúra</em>), quello specifico deriva dal greco “<em>strýkhnos</em>” (amaro, acre) e “<em>manikón</em>” (maniaco) e allude agli effetti tossici della pianta.</p>
<p>Le foglie di questa pianta venivano utilizzate per alleviare i sintomi dell’asma bronchiale, almeno fino a quando non ne furono chiari gli effetti collaterali e la profonda dipendenza che causava nei pazienti. Non solo: lo stramonio veniva utilizzato anche per curare la depressione, la paura del buio e della solitudine.</p>
<p>Se il suo <strong>utilizzo in campo medico è oramai</strong> quasi <strong>del tutto sradicato</strong>, viene però ancora usato per le forti proprietà allucinogene, spesso senza sapere che assumendone una dose troppo elevata si rischia la vita; la dose attiva di alcaloidi allucinogeni è in effetti molto vicina alla dose tossica; dalle allucinazioni si può dunque passare in brevissimo tempo al delirio, alle convulsioni, a gravi disturbi della vista fino al coma per anossia cerebrale e alla morte.</p>
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