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	<title>alkekengi Archivi - amaperbene.it</title>
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		<title>Alkekengi &#124; Physalis Alkekengi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Sep 2022 10:27:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[Frutti Esotici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Importato dal Sud America, l&#8217;alkekengi o alchechengi o alchechengio è una pianta perenne che produce bacche commestibili; appartiene, come il pomodoro e la patata, alla famiglia delle Solanaceae. La pianta cresce spontanea su tutto il territorio italiano ad eccezione di Puglia e Calabria. Cresce sia in pianura che in collina e può raggiungere quote fino &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Importato dal Sud America, l&#8217;<strong>alkekengi</strong> o <strong>alchechengi</strong> o <strong>alchechengio</strong> è una pianta perenne che produce bacche commestibili; appartiene, come il pomodoro e la patata, alla famiglia delle <em>Solanaceae</em>.</p>
<p>La pianta cresce spontanea su tutto il territorio italiano ad eccezione di Puglia e Calabria. Cresce sia in pianura che in collina e può raggiungere quote fino a 1000 mt s.l.m. l&#8217;alchechengi selvatico cresce nei campi incolti, lungo le rive dei fossi, nascosto nelle siepi ombreggiate e tra le macerie, in luoghi umidi e sul terreno calcareo; come pure lo si incontra spesso nei giardini, dove si fa crescere a scopo decorativo. Ha radici molto profonde. Tollera temperature particolarmente rigide. Si propaga per seme. L&#8217;alchechengi ha un fusto legnoso eretto, alta circa un metro, foglie ovali verdi. L’alchechengio può vivere dai 3 ai 10 anni in un clima preferibilmente umido. Attrae moltissimo le farfalle, per un effetto simbiotico. <strong>Il rizoma e le foglie sono velenose per il loro alto contenuto di solanina</strong>.</p>
<p>I <strong>fiori</strong> sono bianchi, piccoli e a forma di campanella, spuntano all&#8217;ascella delle foglie; tipici i calici arancioni di consistenza simile alla carta; i calici, a forma di campanula, vengono fatti seccare e utilizzati come addobbo avendo l&#8217;aspetto di una <em>lanterna cinese</em>; di qui i nomi comuni <strong>Lanterne cinesi</strong>, <strong><em>Winter cherry</em></strong>, <strong>Chinese lantern plant</strong>, <strong>Fairies lanterns</strong>. Fiorisce in estate da luglio ad agosto.</p>
<p>I frutti che durante il processo di maturazione sono avvolti da un involucro piriforme, vescicoloso e papiraceo, di origine calicina, prima verde poi rosso-arancione; le <strong>bacche sono sferiche, carnose, di colore rosso, </strong>delle dimensioni di una ciliegia, poco succose e zuccherine, con una lieve acidità simile a quelli dei frutti di bosco; contengono numerosi semi commestibili. La sottile membrana (calice), di color sabbia che lo avvolge è a forma di lanterna e per questa sua forma viene riproposta in forma cartacea ad <strong>Halloween </strong>e non è commestibile. Quando il rivestimento color arancio del frutto si dissolve col tempo assume un aspetto a &#8220;rete&#8221;. I frutti si raccolgono in agosto-settembre ed è facilmente reperibile.</p>
<p>Esistono un centinaio di varietà della pianta. Non è da confondere con il <em>Physalis peruvianus </em>(detto anche <em>Cape gooseberry</em>) che è della stessa forma e struttura ma di colore beige e con la <em>Physalis ixocarpa</em> che produce una bacca molto più grossa simile a un pomodoro rivestita da un calice verde (o porpora) con forma simile all&#8217;alkekengi.</p>
<p>L&#8217;alchechengi può essere mangiato da solo crudo come un frutto, oppure può essere usato per decorare le insalate o i dolci e nelle macedonie, per crostate, sorbetti e gelati. Se seccati leggermente si possono mettere sott&#8217;aceto o in salamoia.</p>
<p>Essendo <strong>molto ricco di pectina</strong>, si presta alla preparazione di confetture e gelatine e per fare marinate. L&#8217;alchechengi si può anche spremere per consumarne il succo.</p>
<p>In Italia, soprattutto in Lombardia, i frutti dell&#8217;alchechingi si vendono nelle pasticcerie, ricoperti di cioccolato fondente o canditi.</p>
<p>Le bacche sono l’unica parte commestibile della pianta; in genere sono mature a settembre ed hanno la forma di una piccola ciliegia; il gusto ricorda quello del lampone o quello del pomodoro. Dalle bacche si può ricavare un&#8217;ottima <strong>marmellata</strong>. Si possono mangiare da sole o aggiunte alle insalate. Se seccate leggermente si possono mettere sott&#8217;aceto o in salamoia.</p>
<p>L&#8217;Alkekengi <strong>contiene una grandissima quantità di vitamina C, acido citrico, flavonoidi, steroidi, tannino e zucchero</strong>. In erboristeria si usava per le malattie in cui c&#8217;era bisogno di un&#8217;azione diuretica marcata; le bacche possono essere utilizzate come lassative, antireumatiche.</p>
<p>In fitoterapia ne viene usato l&#8217;infuso. Inoltre viene utilizzato per la produzione di profumazioni e di coloranti naturali.</p>
<p>In Giappone, i suoi semi sono utilizzati come parte del <strong>Festival Obon</strong> (<strong>Festa delle lanterne</strong>) come offerte per guidare le anime dei defunti. C&#8217;è anche un mercato annuale dedicato al fiore, chiamato “<strong>hozuki-ichi</strong>“, che si tiene ogni anno in Asakusa, intorno al 9-10 luglio.</p>
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