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	<title>addensante naturale Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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		<title>Kudzu &#124; Pueraria lobata (Willd.)</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/kudzu-pueraria-lobata-willd/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 May 2023 16:29:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il kudzu (Pueraria montana lobata) o kuzu è una pianta selvatica rampicante, perenne, appartenente alla famiglia delle Febacee (leguminose); è una pianta semi legnosa, con lunghi rami pubescenti in grado di formare densi strati e di arrampicarsi su alberi ed altri ostacoli. Le foglie sono composite, formate da 3 foglioline lobate, con margine liscio. Il &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>kudzu</strong> (<em>Pueraria montana lobata</em>) o <em>kuzu</em> è una pianta selvatica rampicante, perenne, appartenente alla famiglia delle Febacee (leguminose); è una pianta semi legnosa, con lunghi rami pubescenti in grado di formare densi strati e di arrampicarsi su alberi ed altri ostacoli. Le foglie sono composite, formate da 3 foglioline lobate, con margine liscio. Il picciolo della fogliolina centrale è lungo, mentre quello delle foglioline laterali è corto. Le radici si sviluppano a partire dagli internodi dei rami che toccano il suolo e sono dotate di noduli nei quali si trovano batteri azotofissatori; possono svilupparsi fino a raggiungere 100 metri di lunghezza, mentre i suoi rami possono crescere fino a 30 cm in un giorno e fino a 30 m in una stagione. Di tale pianta si conoscono principalmente tre varietà, molto simili tra loro: Pueraria montana chinensis, Pueraria montana lobata e Pueraria montana thomsonii.</p>
<p>Arriva dalla Cina e dal Giappone e può raggiungere anche i 100 anni di vita. Il Kuzu è diffuso in tutto l&#8217;Estremo Oriente e in maniera maggiore in Giappone, lungo le pendici di vulcani e montagne, ma ne esistono larghissime distese anche in America e in Europa. In Italia, il kudzu è presente in alcune regioni del nord. Si comporta come neofita invasiva e spesso ricopre in modo pressoché uniforme tutte le superfici che incontra. Si riproduce soprattutto per via vegetativa e cresce nei pressi delle abitazioni, lungo le strade e le ferrovie, su terreni moderatamente umidi e relativamente ricchi di sostanze azotate, spesso in luoghi piuttosto caldi.</p>
<p>La sua denominazione botanica è <em>Pueraria Lobata</em> e pare che la traduzione dal cinese di kudzu significhi <strong><em>eliminatore di tossine</em></strong>. Infatti una delle proprietà di questa leguminosa è di disintossicare l’organismo, cosa da dimostrare.</p>
<p><strong>Le parti maggiormente utilizzate sono le radici e</strong>, talvolta, <strong>anche le foglie</strong>: le prime, raccolte da ottobre ad aprile, vengono utilizzate per estrarre il succo oppure subiscono un processo di essiccazione (al sole o con procedimenti artificiali) per realizzare il decotto o la polvere; i fiori, invece, sono raccolti per infusi. intorno alla fine dell’estate o l&#8217;inizio dell&#8217;autunno e vengono asciugati all&#8217;ombra.</p>
<p>I giovani germogli e le foglie possono essere utilizzati come verdura; <strong>nella cucina orientale</strong> le radici macinate si utilizzano come <strong>addensante naturale</strong> per la preparazione di zuppe, salse e dessert, o per infarinare alimenti da friggere. Esso rappresenta infatti un validissimo sostituto all’amido di mais. In Giappone è ampiamente utilizzato come agente gelificante in salse, zuppe e piatti a base di <em>noodle</em>.</p>
<p>Nella medicina cinese tradizionale il kudzu viene utilizzato da oltre 2000 anni e tuttora rappresenta una delle 50 erbe fondamentali per la fitoterapia. Questa pianta è sempre stata <strong>utilissima per guarire malattie infettive, difficoltà delle vie respiratorie, emicrania, psoriasi, diarrea, ipertensione, sintomi allergici e dolori muscolari</strong>.</p>
<p>Il kuzu è un <strong>gastroprotettore naturale</strong>, infatti alla sua radice è stata riconosciuta una forte proprietà lenitiva e alcalinizzante, utile per alleviare e risolvere diverse problematiche di natura gastro-intestinale come: acidità di stomaco, reflusso, colon e intestino irritabile, ulcere. Il kuzu agisce direttamente sulle mucose assorbendo gli acidi gastrici, facilitando la digestione e donando un immediato sollievo da dolori e bruciori. Per giunta, oltre a guarire, esso è anche in grado di <strong>prevenire la comparsa di acidità</strong> e la conseguente risalita di succhi gastrici verso l’esofago e le vie respiratorie.</p>
<p>Da tempo, inoltre, è riconosciuta la sua efficacia nel risolvere alcuni <strong>problemi di assuefazione</strong>. In Cina questa sostanza ha sempre trovato largo impiego medicinale nella <strong>cura contro l&#8217;abuso degli alcolici</strong>. Il kudzu è ricco di <strong>isoflavoni</strong>, come la <strong>genisteina</strong>, la <strong>daidzeina</strong>, la <strong>puerarina</strong>, le cui caratteristica sono quelle di agire sui neurotrasmettitori come la serotonina, il GABA e il glutammato: <strong>stimolano la produzione di dopamina, allentano il senso di dipendenza</strong>, e compensano la mancanza della sostanza-droga (attività antidipsotropica). Contiene altresì <strong>flavonoidi, cumarine, allantoina, steroli, acido arachidico, amminoacidi, amido</strong>.</p>
<p>Viste le proprietà sopra descritte, il Kuzu è un prodotto molto utilizzato nell&#8217;industria farmaceutica per la produzione di cerotti, spray e gomme da masticare (ad uso terapeutico), <strong>per combattere diverse tipologie di dipendenza</strong>.</p>
<p>Il Kuzu può inoltre rappresentare un prezioso <strong>rimedio naturale in caso di ipertensione o emicrania</strong>, dal momento che gli isoflavoni in esso contenuti sono in grado di ridurre la pressione arteriosa, migliorando anche la circolazione del sangue e l’ossigenazione. Inoltre questa benefica pianta possiede anche <strong>proprietà antiossidanti</strong> che rallentano il restringimento delle arterie. Alcuni studi hanno dimostrato l’efficacia del kudzu anche nella cura dell’angina pectoris nei soggetti cardiopatici.</p>
<p>Questa pianta è, dunque, una sorta di rimedio universale, poiché <strong>esercita un&#8217;azione antidolorifica, miorilassante, antiossidante e antipiretica, crea sollievo, facilita la digestione disinfiammando l&#8217;intestino ed è molto efficace contro lo stress.</strong></p>
<p>Erba amara, pungente, tonica, ad <strong>azione antipiretica e digestiva</strong>, anche vermifuga ed antibatterica, per uso esterno è utilizzata come cicatrizzante.</p>
<p>E&#8217; un adattogeno che stimola la produzione di serotonina e dopamina riequilibrando così il tono dell’umore, contrasta lo stress, facilita il sonno.</p>
<p>La componente di isoflavoni si traduce in apporto di fitoestrogeni utili in menopausa: il kudzu riduce il manifestarsi di vampate e ipersudorazioni notturne, facilita la rimineralizzazione ossea, aiuta il sistema cardiovascolare, calma la fame nervosa.</p>
<p>Pueraria lobata viene impiegata in Oriente anche per prevenire l&#8217;erosione del terreno e come specie foraggera, il suo valore nutritivo è infatti simile a quello dell&#8217;Erba medica</p>
<p>In Corea il fusto viene utilizzato per fare corde e stoffa.</p>
<p><strong>Controindicazioni</strong>: Il kudzu è un rimedio che non ha manifestato <strong>effetti indesiderati</strong>. L’unica attenzione è legata agli effetti degli isoflavoni sul sistema ghiandolare e ormonale femminile, per cui se ne sconsiglia l’uso in caso di cancro al seno. Non va assunto neanche in caso di terapia con antidepressivi, in caso di patologie tiroidee, e se si sta seguendo una terapia ormonale sostitutiva, perché potrebbero manifestarsi interazioni.</p>
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		<title>Carrubo &#124; Ceratonia Siliqua</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/carrubo-ceratonia-siliqua/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Aug 2022 10:34:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[addensante naturale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il carrubo (Ceratonia siliqua L., 1753) è un albero sempreverde da frutto appartenente alla famiglia delle Caesalpiniaceae (altri autori la inseriscono nella famiglia delle Fabaceae) e al genere del Ceratonia. È prevalentemente dioico (esistono cioè piante con soli fiori maschili e alberi con fiori solo femminili, raramente presentano fiori di ambedue i sessi sulla stessa &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>carrubo</strong> (<em>Ceratonia siliqua</em> L., 1753) è un albero sempreverde da frutto appartenente alla famiglia delle <em>Caesalpiniaceae </em>(altri autori la inseriscono nella famiglia delle <em>Fabaceae</em>) e al genere del <em>Ceratonia</em>. È prevalentemente dioico (esistono cioè piante con soli fiori maschili e alberi con fiori solo femminili, raramente presentano fiori di ambedue i sessi sulla stessa pianta). Viene chiamato anche <strong>carrubbio</strong>. Per le sue caratteristiche si può avere sullo stesso carrubo contemporaneamente fiori, frutti e foglie, essendo sempreverde e la maturazione dei frutti molto lunga. Insieme all&#8217;Olea europaea è una specie caratteristica dell&#8217;alleanza fitosociologica <strong>Oleo-ceratonion</strong>.</p>
<p>È pianta spontanea nel bacino del Mediterraneo, del Portogallo e Marocco atlantici, vive nelle zone aride di questa regione. In Italia è presente allo stato spontaneo nelle regioni del Sud, specie in Sicilia e Sardegna, mentre è naturalizzata in Toscana e a nord di questa, dove tuttavia è rara. In Puglia, una legge regionale (Art. 18 L. R. 04/06/2007) la fa rientrare nelle specie protette. È apprezzata nelle regioni d&#8217;origine per l&#8217;ombra delle chiome, fitte e allargate; infatti, conservando un fogliame molto fitto, produce zone d&#8217;ombra, preziose in luoghi aridi. E’ una pianta longeva, che può diventare anche pluricentenaria.</p>
<p>Il frutto (<strong>carruba</strong>) è un grande baccello appiattito lungo 10-20 cm. All’aspetto è cuoioso, inizialmente di colore verde chiaro tendente al marrone scuro con la maturazione. In superficie è duro e compatto, mentre la polpa interna è carnosa e zuccherina. All’interno dei frutti si trovano anche semi scuri e tondi detti “<strong>carati”</strong>. Il nome deriva dal fatto che in passato venivano utilizzati per misurare l’oro; in effetti i semi erano ritenuti particolarmente uniformi come dimensione e peso; dal loro nome arabo (qīrāṭ o &#8220;karat&#8221;) è stato derivato il nome dell&#8217;unità di misura (<strong>carato</strong>) in uso per le pietre preziose, equivalente a un quinto di grammo. In realtà la variazione del peso dei semi di carrubo, presi alla rinfusa, arriva al 25%.</p>
<p>La loro permanenza sulla pianta è prolungata e prosegue fino al completo disseccamento del baccello. A causa dell’elevato contenuto di <strong>tannini</strong>, la polpa può essere irritante, specie se consumata in quantità elevate.</p>
<p><strong>Principi attivi</strong>: sostanze pectiche (semi), amilacee (frutti) e tanniche (corteccia e foglie). Il frutto contiene diversi carboidrati, tra i quali glucosio, saccarosio, mucillagine (3%) e pectine (2-3%).</p>
<p>Il carrubo è una pianta mellifera e bottinata dalle api; se ne può ricavare un <strong>miele, uniflorale</strong> ma solo nelle aree con un certo numero di piante. Assunto per via orale, il carrubo svolge una <strong>funzione regolatrice della motilità intestinale</strong>, grazie all&#8217;alto tenore di fibre. È impiegato per il trattamento di diarree croniche, disturbi gastrointestinali e stipsi. La gomma di carrube svolge un&#8217;azione benefica nel trattamento del reflusso gastroesofageo. Attenua anche i sintomi del colon irritabile.</p>
<p>Il carrubo è anche un ottimo alleato nelle diete dimagranti e combattere i problemi associati al sovrappeso e all&#8217;obesità inibendo, da un lato, alcuni enzimi digestivi grazie all&#8217;elevata presenza di tannini e, dall&#8217;altro, creando una sensazione di sazietà.</p>
<p>Parte dei succedanei del cioccolato sono ottenuti da pasta o semi di carrube. Le carrube infatti sono considerate un buon sostituto della polvere di cacao: ricche di fibre, ma povere di grassi, come il cacao sono una fonte di antiossidanti, ma non apportano caffeina. Le loro proprietà nutrizionali potrebbero inoltre renderle un alleato contro tosse, influenza e osteoporosi, dolore, allergie e virus.</p>
<p>Molti addensanti e gelificanti di prodotti alimentari sono ottenuti da farina di semi di carrube.</p>
<p>I frutti si conservano per molto tempo e possono essere consumati, comunemente, freschi o secchi o, in alternativa, passati leggermente al forno. Oggi i frutti, privati dei semi, sono utilizzati soprattutto per l’alimentazione del bestiame. Un tempo erano impiegati per la fermentazione e la produzione di alcool etilico.</p>
<p>Dal punto di vista alimentare, i semi possono essere consumati sia freschi che secchi o tostati al forno; ridotti in farina, possono essere usati come antidiarroici.</p>
<p>I semi, durissimi, sono immangiabili; possono invece essere macinati, ottenendosi così una farina dai molteplici usi, che contiene un&#8217;altissima quantità di <strong>carrubina</strong>, la quale ha la capacità di assorbire acqua in quantità pari a 100 volte il suo peso; la farina di semi di carruba è anche in grado di ridurre i gas intestinali e la formazione degli stessi che provocano il dolore tipico della colica.</p>
<p>Tipica è, nelle piante molto longeve, la comparsa, dopo le prime piogge d&#8217;agosto, del cosiddetto <strong>fungo del carrubo</strong> (<em>Laetiporus sulphureus</em>), che però è tossico.</p>
<p>Il legno di carrubo, per la sua durezza e resistenza, veniva impiegato per la fabbricazione di utensili e macchinari in legno soggetti a usura.</p>
<p>In fitoterapia l&#8217;estratto secco del frutto (carruba) è utilizzabile, anche assieme allo zenzero, nel colon irritabile ad alvo diarroico.</p>
<p>Le parti utilizzate per il consumo alimentare sono i frutti contenuti nei baccelli e privati dei semi che danno la farina di carrube.</p>
<p>Sono ricchissimi di principi dall’alto valore nutrizionale, fondamentali per salute e il benessere di tutto l’organismo.</p>
<p>Molto elevate sono anche le percentuali di sali minerali, quali potassio, calcio, sodio, fosforo, magnesio, zinco, selenio e ferro. Anche il contenuto vitaminico è notevole: tra le tante, quelle del gruppo B (B1, B2, B3, B5, B6 e B12), la vitamina C, la vitamina E, K e J e folati alimentari.</p>
<p>Rispetto al fabbisogno di un individuo adulto, si pensi che 100 gr di farina di carrube contengono:</p>
<ul>
<li>il 30% della dose di ferro, vitamina B2 e vitamina B6</li>
<li>il 35% della dose di calcio</li>
<li>il 20% della dose di potassio, magnesio e manganese</li>
<li>il 10% della dose di fosforo, selenio e niacina</li>
<li>l’8% della dose di zinco</li>
<li>il 60% della dose di rame</li>
</ul>
<p>Essendo un alimento saziante, la carruba è consigliata nelle diete ipocaloriche. Ogni 100 gr di carruba si assorbono circa 250 calorie e ben 23 gr di fibre.</p>
<p>Il consumo moderato interferisce con l’attività degli enzimi digestivi. Essa, infatti, stimola il senso di sazietà e favorisce la regolarità intestinale grazie al notevole apporto di fibre alimentari.</p>
<p>Il frutto, inoltre, è privo di glutine e può essere consumato anche da chi soffre di celiachia.</p>
<p>La polpa di carruba, pastosa e zuccherina, è utilizzata anche come sostituto del cioccolato e può essere consumata anche dai chi soffre di allergie alimentari al cacao. Essa, infatti, è priva di sostanze eccitanti e nervine come la caffeina e la teobromina.</p>
<p>La farina di carruba abbonda di <strong>galattomannano</strong>, un polisaccaride viscoso in grado di assorbire grandi quantità di acqua. Per questo motivo è molto utilizzata nelle preparazioni dolciarie come <strong>addensante naturale</strong>. La sua presenza in questi prodotti è indicata dalla sigla <strong>E410</strong>.</p>
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