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	<title>acido stearico Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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	<title>acido stearico Archivi - amaperbene.it</title>
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		<title>Piretro Romano &#124; Anacyclus pyrethrum (L.) Link</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/piretro-romano-anacyclus-pyrethrum-l-link/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jun 2023 15:29:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Piretro romano (Anacyclus pyrethrum (L.) Link) o piretro naturale, è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Asteraceae, largamente diffusa allo stato selvatico nelle regioni dei Balcani. Produce lunghissimi steli con fiori simili alla margherita raccolti in capolini terminali, di colore bianco con centro giallo. Dai capolini raccolti e fatti essiccare, si ottiene una &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Piretro romano </strong>(<em>Anacyclus pyrethrum (</em>L<em>.) Link</em>) o <strong>piretro naturale</strong>, è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle <em>Asteraceae</em>, largamente diffusa allo stato selvatico nelle regioni dei Balcani. Produce lunghissimi steli con fiori simili alla margherita raccolti in capolini terminali, di colore bianco con centro giallo. Dai capolini raccolti e fatti essiccare, si ottiene una polvere giallo-verdognola, utilizzata come <strong>insetticida naturale</strong>, <strong>innocua per gli animali a sangue caldo</strong>, nociva se ingerita; è usata come anti-zanzare nella fabbricazione di zampironi ed insetticidi naturali. I fiori essiccati e macinati mescolati all’acqua, si nebulizzano alla sera sulle piante. <strong>È un tonico nervino ed è usato come afrodisiaco. </strong>E’ un’erba menzionata in Ayurveda in qualità di “<strong>Shukra-Stambhak</strong>”, che significa che ritarda il tempo di eiaculazione e può migliorare la potenza.</p>
<p>Il nome <em>Pyrethrum</em>, dal greco <em>pureqron</em>, da <em>puressw</em> = ho la febbre, cioè pianta febbrifuga. Secondo greco <em>pŷr</em>, fuoco, probabilmente in riferimento all’uso medicinale che si faceva di questa pianta per mitigare gli attacchi febbrili, oppure per indicare le proprietà irritanti delle sue radici, dal sapore acre. <em>Anacyclus</em>, dal greco <em>anakuklwsis</em> = circonvoluzione, allusione all’ala che contorna certi acheni, da <em>anakuklhsis</em> = giro (<em>anakuklew </em>= rigiro); <em>aneu</em> = senza e <em>kuklos</em> = anello, cerchio, cioè senza cerchio di ligule nei capolini. <em>Anthemis,</em> dal greco <em>anqemis</em> = piccolo fiore, antico nome della Camomilla da <em>anqemos</em> = <em>fiore</em>.</p>
<p>I Greci usavano il termine <em>pýrethron</em> per indicare una pianta e le qualità delle sue radici &#8211; l’attuale <em>Anacyclus pyrethrum</em> &#8211; considerate un rimedio per la febbre, e dal momento che con la loro acredine provocavano forte salivazione i Latini chiamarono la pianta <em>salivaris</em>. Anche la specie i cui capolini disseccati sono usati per produrre la popolare polvere insetticida è stata trasferita in un altro genere e si chiama oggi <em>Chrysanthemum cinerariaefolium</em>. <strong>Il piretro vero è l’<em>Anacyclus pyrethrum </em></strong>De Candolle, o <em>Anthemis pyrethrum</em>, della famiglia Composite, detto anche piretro romano, che in inglese suona come <em>Roman pellitory</em> oppure <em>Mount Atlas daisy</em>, cioè <strong>margherita del Monte Atlante</strong>, in quanto originario dell’Algeria cui appartiene una porzione del sistema montuoso dell’Atlante, che poi si è diffuso in tutto il bacino del Mediterraneo. Di questo piretro <strong>si usano le radici dotate di sapore pungente</strong>; come i capolini del piretro di Dalmazia, tali radici sono pure dotate di <strong>potere insetticida</strong> grazie alle <strong>piretrine</strong>, che non sono tossiche per l’uomo e per gli animali a sangue caldo. Ma le altre azioni del piretro vero, o piretro romano, sono <strong>eupeptica e antinevralgica</strong>, tanto da essere in grado di alleviare i dolori dentari.</p>
<p><strong>Componenti principali </strong>sono:<strong> pellitorina </strong>(già piretrina), è la sostanza dotata di <strong>proprietà insetticide; anaciclina, </strong>con<strong> proprietà scialagoghe e debolmente insetticide, deidroanaciclina. </strong>Nelle radici del Piretro sono stati inoltre trovati<strong> inulina, tracce di olio etereo e grasso con acido stearico.</strong></p>
<p><strong>Proprietà: Scialagogo, antalgico, antiparassitario. </strong>Usato specialmente come antiodontalgico, per la preparazione di colluttori e gargarismi e, esternamente, come antiparassitario.</p>
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		<title>Chiretta &#124; Swertia Chirayita (Roxb. ex Fleming) Karsten</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/chiretta-swertia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jan 2023 19:32:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Chiretta (Swertia chirayita (Roxb. ex Fleming) Karsten) è una pianta originaria delle zone temperate dell’Himalaya, cresce ad elevate altitudini, tra i 1200 e i 2100 metri nella zona tra il Kashmir e il Bhutan, preferi-bilmente in zone ombreggiate. Si tratta di una pianta erbacea annuale/biennale appartenente alla famiglia delle Gentianaceae, alta fra i 60 &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Chiretta </strong>(<em>Swertia chirayita (Roxb. ex Fleming) Karsten) </em>è una pianta originaria delle zone temperate dell’Himalaya, cresce ad elevate altitudini, tra i 1200 e i 2100 metri nella zona tra il Kashmir e il Bhutan, preferi-bilmente in zone ombreggiate.</p>
<p>Si tratta di una pianta erbacea annuale/biennale appartenente alla famiglia delle <em>Gentianaceae</em>, alta fra i 60 cm e 1,5 m. Il fusto è eretto, di colore arancio/marrone o violaceo con la parte centrale a sezione cilindrica e quella superiore a sezione quadrangolare con un con un solco marcato su ogni angolo. Le foglie sono lanceolate, opposte, sessili, con margine cordato e apice acuminato, con 5/7 nervature e lunghe circa 4 cm. La radice è semplice, giallastra, piuttosto obliqua, affusolata e corta, di circa 7-8 cm e spessa 1,20 cm. I fiori sono piccoli, numerosi, tetrameri, in pannocchie con foglie larghe, verdi-gialle con peli viola e verdi o bianchi. Il calice è gamofillo con quattro lobi. Gli stami sono 4, di fronte a lobi della corolla, alla base della corolla. Ovario uniloculare e 2 stigma. Il frutto è una capsula a forma di uovo, con un pericarpo giallastro semitrasparente. I semi sono numerosi, molto piccoli, di colore marrone scuro. La corolla multicolore e la presenza del nettare incentiva l’impollinazione.</p>
<p>Il nome al genere della pianta fu dato da Linneo e dedicato al giardiniere-botanico olandese Iman Sweert (lat. Swertius), celebre coltivatore di piante bulbose, autore del <em>Florilegium</em> (1612) che illustra le più belle piante allora coltivate nei giardini.</p>
<p>I principi attivi presenti nella pianta comprendono: <strong>xantinoni, lignani, alcaloidi, flavonoidi, terpenoidi, iridoidi</strong> e altri composti come <strong>l’acido palmitico, l’acido oleico e l’acido stearico</strong>. Tra gli xantoni troviamo la <strong>chiratina</strong>, presente in varie parti della pianta: tra gli altri componenti attivi troviamo poi l’<strong>amarogentina</strong>, la <strong>swertiamarina</strong>, la <strong>mangiferina</strong> e la <strong>swerichirina</strong>.</p>
<p>Alla pianta vengono attribuite diverse proprietà: <strong>amaro-tonica ed eupeptica</strong>; <strong>carminativa</strong>; <strong>antibatterica, antifungina, antivirale, antinfiammatoria, depurativa</strong> e altre come quella <strong>antidiabetica e antiossidante</strong>. La Swertia aiuta in caso di tosse, asma e infezioni bronchiali. Possiede un’azione purificante sulla pelle.</p>
<p><strong>Controindicazioni</strong>: al momento non sono state rilevate controindicazioni. Per precauzione se ne sconsiglia comunque l’uso in gravidanza e allattamento.</p>
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		<title>Iride Versicolore</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/iride-versicolore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Dec 2022 13:10:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[acido cerotico.]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Iris versicolor, il gladiolo blu, appartiene alla famiglia delle Iridacee. È una pianta perenne, originaria delle zone paludose e delle praterie umide del Nord America, in particolare del Canada sud-orientale o degli Stati Uniti nordorientali; l&#8217;iride blu è anche noto come Clajeux. L’Iris versicolor è una bella pianta che cresce ai bordi d&#8217;acqua. Relativamente grande &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Iris versicolor</em>, il <strong>gladiolo blu</strong>, appartiene alla famiglia delle Iridacee. È una pianta perenne, originaria delle zone paludose e delle praterie umide del Nord America, in particolare del Canada sud-orientale o degli Stati Uniti nordorientali; l&#8217;iride blu è anche noto come <strong>Clajeux</strong>.</p>
<p>L’<em>Iris versicolor </em>è una bella pianta che cresce ai bordi d&#8217;acqua. Relativamente grande (poco meno di un metro), cresce in ciuffi densi e verticali. Le sue lunghe foglie verdi e lanceolate (a forma di spada) sono spesso tinte di rosso quando sono alla base del piede. Lo stelo può raggiungere gli 80 centimetri di altezza, a volte si ramifica in alto, può fornire da 3 a 5 fiori di 5-7 cm che si aprono uno dopo l&#8217;altro. Di colore viola con un cuore bianco, si ergono superbamente dal fogliame verde brillante. Sfortunatamente, non vivono più di 48 ore. Il frutto di questa iride è una capsula che si apre in tre parti. Le sue mura sono così robuste da dover essere scarificate per piantare le piantine.</p>
<p>Oltre al fatto che sono molto decorativi, <strong>i fiori sono nettariferi</strong> e sono molto popolari con le api. Sembra che le strisce violacee dei sepali indicano il percorso verso il nettare. La fioritura inizia in tarda primavera e continua fino all&#8217;inizio dell&#8217;estate.</p>
<p>L&#8217;iris versicolor prospera nelle zone umide come le zone umide o gli stagni. Sono tra i fiori più belli usati nei giardini acquatici.</p>
<p>Il nome dato alle piante a cagione dei colori dei fiori delle varie specie, varietà, ibridi, che ricordano quelli dell’arcobaleno, origina dal greco iris <em>idos </em>= arcobaleno e dalla dea Iris, figlia di Taumante e di Elettra, messaggera degli dei e personificazione dell’arcobaleno. Virgilio fa dell’arcobaleno il sentiero su cui Iride dalle ali d’oro cammina; <em>versicolor</em> – che muta colore, variopinto. I fiori sono color porpora/violetto, screziati di giallo e di bianco. <strong>L&#8217;iris blu è l&#8217;emblema floreale ufficiale del Québec.</strong></p>
<p>Componenti principali sono: olio etereo 0,025%, <strong>acido isoftalico</strong> 0,0019%, resina 8,7%, zuccheri non identificati e tannino. Nella resina sono stati trovati <strong>fitosterina, alcool miricilico, eptacosano, ipuranolo</strong>, inoltre gli <strong>acidi laurico, stearico, palmitico</strong> e piccole quantità degli acidi <strong>oleico, linoleico e cerotico</strong>.</p>
<p>In omeopatia, l’Iris versicolor può essere usato per alleviare il bruciore di stomaco e le emicranie oftalmiche. La <strong>tintura madre</strong>, preparata con il rizoma fresco, contiene: zuccheri riducenti, tracce di oli essenziali, una resina contenente un fitosterolo e alcol miricilico.</p>
<p>L’<em>Iris versicolor</em> è indicata per curare: <strong>dispepsie acide da ipercloridria</strong>; <strong>cefalee</strong> frontali con vomito acido e bruciante; emicranie oftalmiche periodiche, che esordiscono con annebbiamento della vista o con la comparsa di una macchia nera nel campo visivo, dolori reumatici alle spalle, alle anche e alle piccole articolazioni delle estremità.</p>
<p>I preparati di Iris versicolore possono agire come <strong>emetici</strong>, come <strong>lassativi</strong> o come purganti drastici, secondo la dose impiegata. A dosi lassative esplica anche un’azione diuretica e colagoga. Sola o associata a altre droghe, può essere impiegata nella terapia della stitichezza, della insufficienza epatica e anche come emmenagogo.</p>
<p>N.B. Questa pianta rientra nella lista del Ministero della Salute per l&#8217;impiego non ammesso nel settore degli integratori alimentari.</p>
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		<title>Ricino &#124; Ricinus communis</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/ricino-ricinus-communis/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Aug 2022 08:40:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[acido diidrossistearico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il ricino (Ricinus communis L.), unica specie del genere Ricinus, è una pianta arbustiva appartenente alla famiglia delle Euphorbiaceae. Arbusto, erba annuale o albero perenne con foglie rosse o verdi appartiene alla famiglia delle Euphorbiaceae. Il nome generico Ricinus in latino significa &#8220;zecca&#8221;; la pianta è così chiamata per la somiglianza dei suoi semi con &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>ricino</strong> (<em>Ricinus communis</em> L.), unica specie del genere <em>Ricinus,</em> è una pianta arbustiva appartenente alla famiglia delle <em>Euphorbiaceae</em>. Arbusto, erba annuale o albero perenne con foglie rosse o verdi appartiene alla famiglia delle <em>Euphorbiaceae</em>. Il nome generico <em>Ricinus</em> in latino significa &#8220;zecca&#8221;; la pianta è così chiamata per la somiglianza dei suoi semi con il noto parassita. È conosciuta anche col nome di pianta <strong>Palma Christi</strong> perché le sue foglie sono state accostate alla mano di Gesù Cristo.</p>
<p>La pianta di ricino arriva probabilmente dall’Africa tropicale, ma grazie alla sua capacità di riprodursi, si è presto naturalizzata nelle aree tropicali e subtropicali di tutto il mondo come un’<strong>erba infestante</strong>; essendo però molto bella viene anche coltivata a scopo ornamentale, per decorare giardini e balconi. Nella sua zona d&#8217;origine la pianta raggiunge un&#8217;altezza di 10 m e il fusto da erbaceo &#8211; legnoso diventa legnoso, mentre in media si attesta intorno ai 2-4 m di altezza.</p>
<p>Le sue foglie sono con picciolo, semplici, caduche e verticillate, di tipo palmato &#8211; lobato, con 7 o 11 lobi con bordo dentato, di dimensione tra i 15 cm e i 45 cm.. Nelle foglie alla base del picciolo vi sono delle ghiandole nettarifere. La specie è monoica, ossia i due sessi sono portati nello stesso individuo, con fiori raggruppati a grappolo. I fiori del Ricino occupano la parte superiore del fusto e dei rami, sono raccolti in una lunga spiga ramificata provvista di brattee membranose. I fiori maschili sono alla base della spiga o del grappolo e sono di color verde glauco, quelli femminili sono posti superiormente e sono di colore purpureo. La fioritura avviene d&#8217;estate. I frutti sono capsule ovoidali spinose, costituite da tre valve contenenti un seme per ogni loggia, che a maturazione liberano 3 semi di circa 1 cm di dimensione. Predilige un clima temperato, teme le gelate.</p>
<p>I coltivatori nel tempo hanno selezionato varie cultivar per scopo ornamentale e per la produzione dell&#8217;olio. Finora sono conosciute circa una ventina di <strong>differenti varietà</strong> che differiscono tra loro per forma, colore, altezza e per le spine della capsula del seme. Tra queste le più note sono:</p>
<ul>
<li><strong>Carmencita</strong> che vanta grandi foglie rosso scuro su steli di colore rosso e fiori gialli. Utilizzata per creare aiuole in giardini insieme ad altre piante ornamentali. Fiorisce in estate.</li>
<li><strong>Carmencita pink</strong> si distingue per le sue foglie dal colore verde azzurro e per i fiori rosa.</li>
<li><strong>Impala</strong> ha le foglie color porpora e fiorisce più tardi da luglio a ottobre.</li>
<li><strong>Zanzibariensis</strong> ha delle grandi foglie verdi.</li>
</ul>
<p>Nonostante le sue variabili forme, <strong>il ricino è facilmente riconoscibile dalle sue larghe foglie, con lamina palmata, a forma di stella</strong>, con 7-11 lobi, di colore verde scuro lucido e per le sue infiorescenze allungate.</p>
<p>Il ricino produce grandi quantità di <strong>semi</strong> che sono ricchi di proprietà ma anche <strong>molto velenosi</strong>: basti pensare che solo 4 semi, se ingeriti, potrebbero uccidere un uomo adulto. I sintomi da avvelenamento includono nausea, vomito, diarrea, gastroenterite emorragica, convulsioni, aritmie, embolia e spasmi tetanici.</p>
<p>Dai semi si ricava mediante estrazione a freddo <strong>l&#8217;olio</strong>, che in essi è contenuto nella misura del 40-50%. Per sicurezza dopo l&#8217;estrazione a freddo si miscela l&#8217;olio con l&#8217;acqua e si porta ad ebollizione la miscela, in modo solubilizzare ed eliminare del tutto con la denaturazione a caldo la Ricina ancora presente. Pertanto, l’olio ottenuto dalla spremitura a freddo dei semi del ricino e trattato è sicuro per il consumo umano.</p>
<p><strong>L&#8217;olio di ricino</strong> è un liquido dal colore variabile tra il trasparente e il giallo, e un odore caratteristico. Il punto di ebollizione è di 313 °C e la sua densità è di 961 kg/m<sup>3</sup>. Lo si può ottenere sia per pressatura che per estrazione con solventi; la resa totale oscilla tra il 35 e il 50%. Soltanto il prodotto di prima spremitura (a freddo) viene utilizzato come medicinale, mentre il resto trova applicazione nel settore industriale.</p>
<p>L’olio è composto da oleina, palmitina, stearina e ricinoleina (80 &#8211; 89 %) che ne è il principio attivo. In particolare. la sua composizione è la seguente: <strong>acido ricinoleico</strong> 89.5 %, <strong>acido diidrossistearico</strong> 0.7 %, <strong>acido palmitico</strong> 1%, <strong>acido stearico</strong> 1%, <strong>acido oleico</strong> 1%, <strong>acido linoleico</strong> 4.2%, <strong>acido linolenico</strong> 0.3%, <strong>acido eicosenoico</strong> 0.3%.</p>
<p>La <strong>Ricinoleina</strong> è costituita da un ossiacido insaturo a 18 atomi di Carbonio (C<sub>18</sub>H<sub>34</sub>O<sub>3</sub>).</p>
<p>L&#8217;uso dell&#8217;olio di Ricino risale a tempi remoti, a circa il 4000 a.C. in Egitto.</p>
<p><strong>L&#8217;olio non ha uso alimentare diretto ma è commestibile e non velenoso</strong> perché la Ricina e la Ricinina sono idrosolubili e non passano nell&#8217;olio, cosicché rimangono nel pannello di estrazione insieme ad altre sostanze e ad un allergene.</p>
<p><strong>L&#8217;olio di ricino viene da secoli indicato come</strong> <strong>lassativo</strong>, una purga dall&#8217;odore e dal sapore piuttosto sgradevoli; oggi tale impiego è stato ridimensionato, dato che la sua azione purgante è piuttosto drastica. Tale azione è legata alla presenza di <strong>acido ricinoleico</strong> che dopo l’ingestione viene liberato dai trigliceridi per opera degli enzimi gastrici e pancreatici con il supporto della bile, stimola la peristalsi e causa un aumento del richiamo di acqua e di elettroliti nel lume intestinale, probabilmente per la stimolazione della sintesi delle prostaglandine; aumenta la massa fecale.</p>
<p>È pure impiegato nella terapia di numerose malattie con <strong>applicazione trans &#8211; dermica</strong>, in particolare con impacchi sull&#8217;addome con cui viene lentamente assorbito per via cutanea o dermica, esplicando in tal modo numerosi effetti positivi in quasi tutte le patologie, sulla circolazione sanguigna, linfatica e nel rafforzamento del sistema immunitario, promuovendo altresì la rigenerazione dei tessuti e l&#8217;eliminazione delle scorie dall&#8217;organismo.</p>
<p>Questo tipo di assorbimento dermico dell&#8217;olio di ricino si ritiene sia ideale nel ripristino della salute del corpo.</p>
<p>L’applicazione sul cuoio capelluto stimola la crescita dei capelli e previene il rischio di calvizie mentre sulle lunghezze aiuta a combattere le doppie punte e la disidratazione del capello. Può essere inoltre usato come siero per ciglia e sopracciglia, rinforzandole e dandogli lucentezza. Applicato sulle ferite e sulle abrasioni l&#8217;olio si dimostra antibatterico ed antifungino ed esse guariscono senza lasciare cicatrici.</p>
<p>L&#8217;olio di ricino e suoi derivati sono utilizzati nella produzione di saponi, lubrificanti, fluidi idraulici e per freni, nei liquidi refrigeranti per i veicoli spaziali, vernici, coloranti, rivestimenti, inchiostri, plastiche resistenti a freddo, cere e polisti, nylon, cosmetici, farmaci (come eccipiente) e profumi.</p>
<p>Nell&#8217;industria alimentare, l&#8217;olio di ricino viene utilizzato in vari additivi; alcuni esempi sono gli aromi dei dolciumi (ad esempio poliglicerolo polistinoleato o PGPR nel cioccolato) e gli inibitori della muffa nell&#8217;imballaggio.</p>
<p>In India, Pakistan e Nepal l&#8217;olio di ricino è impiegato per la conservazione dei cereali e di certi legumi.</p>
<p><strong>L’impiego non è ammesso nel settore degli integratori alimentari.</strong></p>
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