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	<title>acido silicico Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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	<title>acido silicico Archivi - amaperbene.it</title>
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		<title>Galeopside &#124; Galeopsis Tetrahit L.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 May 2023 17:14:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[acido silicico]]></category>
		<category><![CDATA[arecaina. tannini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La canapetta comune (nome scientifico Galeopsis tetrahit L., 1753) o canapa selvatica è una piccola pianta erbacea annuale, alta fino a 50 cm., dai fiori labiati appartenente alla famiglia delle Lamiaceae. Il fusto, semplice o spesso, ramificato in alto, ha la porzione immediatamente al di sotto di ogni nodo notevolmente ingrossata per accumulo di acqua. &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>canapetta comune</strong> (nome scientifico <em>Galeopsis tetrahit</em> L., 1753) o <strong>canapa selvatica</strong> è una piccola pianta erbacea annuale, alta fino a 50 cm., dai fiori labiati appartenente alla famiglia delle <em>Lamiaceae</em>. Il fusto, semplice o spesso, ramificato in alto, ha la porzione immediatamente al di sotto di ogni nodo notevolmente ingrossata per accumulo di acqua. Le foglie sono opposte, con picciolo lungo da 2 a 4 cm., di forma da lanceolata ad ovale, con il margine crenato. I fiori sono numerosi all’ascella delle foglie, formano densi verticilli nella parte superiore del fusto. La corolla, lunga circa il doppio del calice, è di colore rosa con una macchia gialla alla fauce.</p>
<p>La pianta è diffusa dalla regione submontana a quella subalpina. Si trova nei campi e nei boschi radi, specialmente su terreno siliceo, in vegetazioni disturbate nei campi, lungo le vie poderali, in radure di boschi e nelle siepi, su suoli argillosi sciolti e ricchi in scheletro, piuttosto freschi e ricchi in composti azotati, dal livello del mare (ove è rara) a circa 2000 m. La pianta fiorisce da giugno e contiene sostanze amare di tipo glucosidico, resine, saponine, acido silicico e tannini.</p>
<p>Il nome del genere deriva dal latino &#8220;galea&#8221; = &#8220;elmo&#8221; e dal termine greco &#8220;òpsis&#8221; = &#8221; aspetto&#8221; relativo alla forma del labbro superiore della corolla; altra ipotesi prevede una derivazione dal greco γᾰλέη <em>galée</em> gatta, donnola, puzzola e da ὄψις <em>ópsis</em> somiglianza: che ricorda una puzzola per via dell’odore sgradevole. L&#8217;epiteto della specie è una probabile corruzione del greco &#8220;trchytòs&#8221; = &#8220;scabro&#8221; relativo alla presenza di peli rigidi in questa specie; oppure <em>tetrahit </em>potrebbe essere un termine mutuato dal tardo latino medioevale che con questo termine indicava l&#8217;erba giudaica; il termine <em>tetrahit,</em> nome in latino medioevale dell&#8217;erba giudaica e dell&#8217;erba <em>hircina.</em></p>
<p><strong>Componenti principali</strong>: nelle varie parti della pianta si possono trovare delle <strong>sostanze amare di tipo glucosidico, resine, saponine, acido silicico e tannini</strong>.</p>
<p>Alla pianta vengono attribuite <strong>proprietà antispasmodiche, espettoranti, diuretiche e astringenti</strong>. In particolare grazie al contenuto di acido silicico questa pianta è indicata nella <strong>cura delle malattie dell&#8217;apparato respiratorio</strong> (contro la tosse in alcune zone si prepara una tisana con le foglie di questa pianta; in altri casi si preferisce una miscela con malva e timo); inoltre alcuni componenti come le saponine favoriscono l&#8217;eliminazione del catarro. L&#8217;impiego di queste sostanze va comunque sempre fatto con cautela e in base a precise conoscenze. La presenza di tannini indica un possibile uso esterno di tipo cosmetico ma anche come cura per pelli arrossate e congestionate.</p>
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		<title>Piantaggine maggiore &#124; Plantago major L.</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/piantaggine-maggiore-plantago-major-l/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 May 2023 11:24:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[acido oleanolico]]></category>
		<category><![CDATA[acido silicico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La piantaggine maggiore (Plantago major L., 1753) è una pianta erbacea perenne della famiglia delle Plantaginaceae. Pianta erbacea perenne priva di fusto, le foglie di colore verde sono tutte basali riunite in rosette a filo terreno, sono portate da un picciolo alato alla base, sono di forma ovata, intere e arrotondate all&#8217;apice, con 9 nervature &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La piantaggine maggiore (<em>Plantago major</em> L., 1753) è una pianta erbacea perenne della famiglia delle <em>Plantaginaceae</em>.</p>
<p>Pianta erbacea perenne priva di fusto, le foglie di colore verde sono tutte basali riunite in rosette a filo terreno, sono portate da un picciolo alato alla base, sono di forma ovata, intere e arrotondate all&#8217;apice, con 9 nervature evidenti e parallele che si congiungono verso il picciolo e all&#8217;apice. L&#8217;infiorescenza è una spiga cilindrica e compatta portata da un peduncolo che può raggiungere i 24-40 cm, i fiori hanno brattee saldate alla base da ovali a oblunghe con margine scarioso e glabro, hanno 4 petali lanceolati di aspetto membranoso, 4 stami su filamenti bianchi e antere giallo chiaro sporgenti. E’ una <strong>pianta infestante</strong> ovvero una pianta spontanea considerata un&#8217;erbaccia che cresce un po’ ovunque dal mare alla montagna; presenta numerose varianti cromatiche: foglia verde, rossa, variegata e riccia. Si trova soprattutto nei prati, nei giardini, nei campi e lungo le strade. Il frutto è un pissidio contenente semi poliedrici con la faccia interna piana. Fiorisce da marzo a novembre, da 0 a 1800 m s.l.m., sui bordi stradali, luoghi incolti e suoli umidi, presente in tutta Italia.</p>
<p>Esistono altre due specie di Piantaggine ossia la <strong><em>Plantago lanceolata</em> </strong>L. e la <strong><em>Plantago minor</em></strong> L., dotata di foglie ovali e piccole. Tutte 3 le specie sono considerate officinali e possiedono le stesse proprietà salutistiche. Si riconosce facilmente la <em>Plantago major</em> dalla Piantaggine Lanceolata (<em>Plantago Lanceolata</em> L.) perché dalla rosetta basale crescono sempre foglie ovali o ellittiche, ben distinte e grosse, e sempre aderenti al terreno, mentre la Lanceolata le foglie creano un vero e proprio cespo, crescono verticalmente verso l’alto e sono strette e lanceolate, mai aderenti al terreno se non per quelle oramai vecchie. Entrambe comunque hanno le classiche cinque nervature che corrono lungo il margine della foglia.</p>
<p>Il nome generico (<em>Plantago</em>) deriva dalla parola latina &#8220;planta&#8221; che significa &#8220;pianta del piede&#8221; e fa riferimento alle piatte foglie basali di questa pianta simili a &#8220;piante di un piede&#8221; ma anche perché le specie più comuni crescono in ambienti calpestati; il nome specifico (<em>major</em>) significa &#8220;maggiore, più grande, più importante&#8221; e si riferisce alle dimensioni delle foglie, che sono maggiori di quelle di molte altre specie congeneri; il nome della sottospecie deriva dal greco “pléion” (più, molti) e “spérma” (seme) e significa quindi “con molti semi”. Il nome scientifico della specie è stato definito da Linneo. Periodo di fioritura: maggio-settembre.</p>
<p>È conosciuta con numerosi nomi comuni: ansoglossa, centonervi, cinquenervi, coda di topo, erba bruna, erba di cento nervi, erba dei sette nervi, lanciola, lingua di cane, lingua di pecora, lingua d&#8217;oca, mestolaccio, orecchio d&#8217;asino, orecchio di lepre, orecchiella, pentinervi, petacciola pelosa, tirafilo</p>
<p>La droga vegetale che viene presa in considerazione è costituita dalle parte aeree o dalle sole foglie. E’ molto simile quindi alla Piantaggine Lanceolata, quindi anche gli impieghi sono similari.</p>
<p>La direttiva del Ministero della Salute del 2010 consente di inserire negli integratori alimentari le sostanze e gli estratti vegetali di questa pianta.</p>
<p>I costituenti principali sono <strong>allantonina, apigenina, aucubina, baicaleina, vitamina C, acido linoleico, acido oleanolico, acido silicico, sorbitolo e tannino</strong>. In particolare sono presenti iridoidi (<strong>aucubina</strong>) e <strong>composti fendici</strong>, flavonoidi, acidi fenoli, esteri, eterosidici fenilpropanolici (<strong>verbascoside, plantamajoside</strong>), <strong>mucillagine</strong> (6,5%), <strong>tannino</strong> (5%), <strong>acido silicico</strong> (1 %), sali minerali (<strong>zinco e potassio</strong>), tracce di olio essenziale.</p>
<p>Per la presenza di aucubina la pianta è <strong>efficace contro le punture degli insetti </strong>e per la cura delle ferite.</p>
<p>Ha proprietà <strong>astringenti, antiinfiammatorie, cicatrizzanti, batteriostatiche; diuretiche; espettoranti ed antiallergiche</strong> e delle altre specie della famiglia.</p>
<p>In erboristeria le foglie fresche, che contengono <strong>mucillatannino</strong>, minutamente tritate, poste a contatto con una ferita tramite bendaggio favoriscono una rapida guarigione della ferita stessa e bloccano le emorragie.</p>
<p>La <strong>piantaggine maggiore</strong> per uso esterno, sotto forma di decotto o di cataplasma, ha un&#8217;azione antinfiammatoria e antipruriginosa che è utile soprattutto <strong>per trattare infiammazioni della bocca, della gola e delle vie aeree</strong> come tracheiti, gengiviti, ecc. Grazie al contenuto di mucillagini e tannini, infatti, la piantaggine ha <strong>azione emolliente, sedativa e astringente</strong> e aiuta a dare sollievo in caso di tosse, mal di gola, bronchite. La presenza di aucubina &#8211; un glicoside iridoide &#8211; fa della piantaggine un rimedio utile anche in caso di allergia, in particolare per le reazioni allergiche che coinvolgono le vie respiratorie</p>
<p>I semi agiscono come regolatori intestinali e decongestionanti nelle infiammazioni intestinali e bronchiali.</p>
<p><strong>La piantaggine è anche una tra le molte piante commestibili</strong>. Le foglie, raccolte prima della fioritura della pianta, possono ad esempio essere usate crude per preparare un&#8217;insalata di piantaggine o di erbe miste. Trova l’utilizzo in minestroni, nei ripieni di rustici o torte salate. Viene anche lessata insieme ad altre verdure commestibili e poi ripassata in padella.</p>
<p>Una classica zuppa è realizzata lessando le foglie di piantaggine maggiore e poi ripassate con cipolla e maggiorana. Questo condimento, lasciato brodoso, viene versato sulle fette di pane tostato ed infine condito con olio a crudo extravergine di oliva.</p>
<p>Anche un’insalata di menta e piantaggine ha una sua caratteristica: le foglie tenere di piantaggine vengono tagliate a striscioline sottili, ed aggiunte a foglie di menta romana, le arance a spicchi, olio e sale.</p>
<p>La pianta fornisce cibo per i bruchi di farfalla, conigli, cervi e galli cedroni, i semi sono apprezzati dagli uccelli.</p>
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		<title>Centinodia &#124; Polygonum aviculare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Oct 2022 11:18:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[acido ossalico]]></category>
		<category><![CDATA[acido silicico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Centinodia (Polygonum aviculare L.) o correggiola (o Centimorbia, Centinodio, Tiragia, Erba spaghetta, Sanguinaria, Scorezoela, Attacca fagiuoli, Ligabò, Erba dei cento nodi) è una pianta infestante di tipo erbaceo e strisciante della famiglia delle Polygonaceae, diffusa in tutta Italia, dalla zona subalpina al mare. Si può trovare nei campi, lungo i sentieri e per le &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Centinodia</strong> (<em>Polygonum aviculare</em> L.) o <strong>correggiola</strong> (o Centimorbia, Centinodio, Tiragia, Erba spaghetta, Sanguinaria, Scorezoela, Attacca fagiuoli, Ligabò, Erba dei cento nodi) è una <strong>pianta infestante</strong> di tipo erbaceo e strisciante della famiglia delle <em>Polygonaceae</em>, diffusa in tutta Italia, dalla zona subalpina al mare. Si può trovare nei campi, lungo i sentieri e per le strade. Portamento: fusto prostrato, lungo dai 10 ai 60 cm. Foglie: verdi, strette ed ellittiche. Fiori: piccoli con colore che varia dal verde al rosso.</p>
<p>Il nome del genere è stato formato da Linneo nell&#8217;anno 1737 coniugando le parole di due radici greche: <em>polys </em>(= molto) e <em>gonu</em> (= nodo o ginocchio), alludendo all&#8217;aspetto dei numerosi nodi (internodi) che si formano lungo il fusto delle sue specie. Ma secondo altre ricerche etimologiche sembra che il nome del genere, nella seconda parte, derivi dalla parola greca <em>gònos </em>(= discendenza); e quindi formando, insieme alla prima parte, la frase “<strong>tanta discendenza</strong>”, si allude alla facilità di propagazione delle piante di questa specie. L&#8217;epiteto specifico (aviculare) indica che gli uccelli si nutrono dei frutti e dei semi di queste piante.</p>
<p>Sostanze presenti: <strong>tannini (tiamina), acido silicico, acido ossalico, mucillagini varie e flavonoidi (riboflavina)</strong>.</p>
<p>Le parti commestibili di questa pianta sono le foglie e i semi in quanto contengono un albume farinoso. Con le foglie si possono preparare degli infusi.</p>
<p>Alla pianta vengono attribuite nell&#8217;ambito della medicina popolare varie <strong>proprietà</strong>: <strong>cardiotoniche</strong> (regola la frequenza cardiaca), <strong>vasocostrittrici</strong> (restringe i vasi sanguigni aumentandone la pressione), <strong>diuretiche</strong> (facilita il rilascio dell&#8217;urina), <strong>emetiche</strong> (utile in caso di avvelenamento in quanto provoca il vomito), <strong>vermifughe </strong>(elimina i vermi intestinali), <strong>antiflogistiche</strong> (guarisce dagli stati infiammatori), <strong>vulnerarie</strong> (guarisce le ferite), <strong>espettorante</strong> (favorisce l&#8217;espulsione delle secrezioni bronchiali), <strong>astringente</strong>, <strong>remineralizzante</strong>.</p>
<p>Dalle foglie si può produrre un colorante blu molto simile all&#8217;indaco. Il giallo e il verde si possono ottenere dalle parti inferiori della pianta. E’ una pianta mellifera.</p>
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