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	<title>acido litospermico Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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		<title>Orthosiphon &#124; Orthosiphon stamineus Benth.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 May 2023 16:04:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Orthosiphon Benth. è un genere di piante medicinali, appartenente alla famiglia Lamiaceae, originario dell&#8217;Indonesia e diffuso nel sud-est asiatico e in alcune parti dell&#8217;Australia tropicale. Si tratta di un arbusto erbaceo che cresce fino a un&#8217;altezza di 1,5 metri. Orthosiphon è una pianta da giardino popolare a causa del suo fiore unico, che è bianco &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Orthosiphon Benth.</em> è un genere di piante medicinali, appartenente alla famiglia <em>Lamiaceae</em>, originario dell&#8217;Indonesia e diffuso nel sud-est asiatico e in alcune parti dell&#8217;Australia tropicale. Si tratta di un arbusto erbaceo che cresce fino a un&#8217;altezza di 1,5 metri. <em>Orthosiphon</em> è una pianta da giardino popolare a causa del suo <em>fiore unico</em>, che è bianco e blu con filamenti simili a baffi di un gatto. In natura, la pianta può essere vista crescere nelle foreste e lungo i bordi delle strade.</p>
<p>Nomi comuni nel Sud-Est asiatico sono <em>Misai Kucing</em> (Malesia), <em>Kumis Kucing</em> e <em>Remujung</em> (Indonesia), e <em>Yaa Nuat Maeo</em> (Tailandia). I nomi scientifici sono <em>Orthosiphon stamineus Benth</em>, <em>Ocimum aristatum Blume</em> e <em>Orthosiphon aristatus Bl</em>.</p>
<p><strong>Principi attivi</strong>: Olio essenziale (<strong>sesquiterpeni</strong>); <strong>saponine</strong>;<strong> flavoni lipofili</strong>, quali <strong>sinensetina, eupatorina, salvigenina</strong>, esteri caffeici (<strong>acido rosmarinico, acido mono- e di-caffeil tartarico</strong>) e derivati dell’<strong>acido litospermico </strong>(8%); <strong>cromeni</strong>, e circa un 10% di sali minerali, di cui il 30% è rappresentato da <strong>sali di potassio</strong>.</p>
<p>L&#8217;ortosiphon vanta ottime <strong>proprietà diuretiche</strong>, conferitegli principalmente dai flavonoidi in esso contenuti: viene sfruttato soprattutto il potere dilavante di cui le urine sono dotate, favorendo in questo modo una più rapida risoluzione delle infezioni che colpiscono le vie urinarie e prevenendo la formazione di eventuali calcoli renali. Grazie all&#8217;azione diuretica che l&#8217;ortosiphon è in grado di esercitare, il suo utilizzo <strong>ha ottenuto l&#8217;approvazione ufficiale per il trattamento delle infezioni urinarie e dei calcoli renali</strong>. Di conseguenza, i preparati a base di ortosiphon, sono indicati nelle forme di ipertensione arteriosa, nell&#8217;insufficienza cardiaca, e in tutti i casi di ritenzione idrica per cui il medico ritiene opportuno intervenire con sostanze ad attività diuretica.</p>
<p>L&#8217;olio essenziale di ortosiphon &#8211; grazie al suo contenuto di <strong>sesquiterpeni</strong> &#8211; ha, invece, dimostrato di possedere <strong>proprietà antibatteriche e antiflogistiche</strong>.</p>
<p>Nella <strong>medicina popolare</strong>, le foglie della pianta di orthosiphon, chiamato anche <strong>tè di Java</strong>, per le sue proprietà viene impiegata in erboristeria <strong>per incrementare la diuresi</strong> nelle malattie di natura batterica ed infiammatoria a carico delle vie urinarie. È pertanto consigliata nel <strong>trattamento delle infiammazioni del tratto urinario</strong> e, come coadiuvante, nel trattamento dell’<strong>ipertension</strong>e. Il tè di Giava risulta utile anche nel trattamento di reumatismi<strong> e </strong>della gotta. L&#8217;ortosifon <strong>favorisce</strong> in particolare <strong>l&#8217;eliminazione dell&#8217;acido urico</strong>, del cloro e delle scorie metaboliche azotate: viene quindi impiegato per ottenere un&#8217;azione diuretica e depurativa e in particolare nei casi di fosfaturia, nefrolitiasi (renella) e cistite. L’aumentata escrezione di cloruri, urea e cataboliti va ad influenzare anche la dissoluzione più o meno completa dei depositi colesterici, per cui può essere impiegato come coadiuvante nel trattamento dell’ipercolesterolemia. Il nome malese della pianta, <em>Koemis Koettjing</em>, allude alla forma del fiore: il tubo della corolla lungo e stretto è oltrepassato da quattro stami altrettanto lunghi, per questo è conosciuto anche come “<strong>baffo di gatto</strong>”.</p>
<p>L&#8217;ortosiphon, inoltre, viene sfruttato anche dalla <strong>medicina omeopatica</strong>, dove lo si può trovare sotto forma di granuli, tintura madre e gocce orali. In quest&#8217;ambito la pianta viene utilizzata in caso di nefrolitiasi, coliche renali, calcoli biliari, cellulite, sovrappeso e obesità.</p>
<p><strong>Controindicazioni</strong>: Evitare l&#8217;assunzione di ortosiphon e sue preparazioni in caso d&#8217;ipersensibilità accertata verso uno o più componenti e in pazienti che presentano edema causato da insufficienza renale e/o cardiaca.</p>
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		<title>Litospermo &#124; Lithospermum officinale L.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Apr 2023 14:35:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[acido litospermico]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Detta <strong>erba perla maggiore</strong>, appartiene alla famiglia delle <em>Boraginaceae</em>; è una pianta perenne rara; fiori piccoli (Ø 3-8 mm) tubulosi, color crema o giallo pallido a 5 lobi, su fusti fioriferi fogliosi; fusto eretto, molto ramificato, alto fino a 80 cm.; foglie strettamente lanceolate, quasi sessili con bordo intero; la pianta ha peluria setolosa; è conosciuto anche come <strong>migliarino</strong> o <strong>miglio selvatico</strong>. E’ una specie a vasta distribuzione eurosiberiana presente in tutte le regioni d&#8217;Italia (la presenza in Calabria è dubbia); è adatta per realizzare bordure fiorite in tutti i giardini pubblici, in quelli privati rocciosi o aridi. La pianta cresce in luoghi a mezz&#8217;ombra, boschi, siepi, lungo le piste forestali nelle pinete, nei prati aridi incespugliati, su suoli argilloso-sabbiosi per lo più calcarei ma anche arenacei purché ricchi in basi, al di sotto della fascia montana, a quote comprese tra i 0-1600 metri sul livello del mare. Il suo periodo di fioritura è compreso tra i mesi di Maggio-Luglio.</p>
<p>Il nome generico deriva dal greco, e significa “<strong>semi di pietra</strong>”, per i semi bianchi e durissimi simili a sassolini; il nome specifico deriva dal latino “officina” (officina, farmacia), in riferimento all&#8217;antico uso a scopo medicinale: veniva usata per curare i calcoli renali seguendo l&#8217;erronea teoria della <em>signatura</em> (per la somiglianza dei semi a pietre la pianta doveva essere efficace contro il “mal della pietra”).</p>
<p><strong>Principi attivi</strong>: olio grasso, calcio e silicio (nei semi), a<strong>cido litospermico, fenoli, glucani, flavonoidi (</strong>parti aeree), <strong>coloranti alcannina e litospermina</strong>. La pianta contiene la <strong>shikonina</strong>, un naftochinone che svolge un ruolo importante di inibizione dei processi infiammatori.</p>
<p>La pianta possiede delle <strong>proprietà medicinali</strong> e può essere utilizzata come <strong>contraccettiva, depurativa, diuretica, oxitocica, sedativa</strong>. Anticamente questa pianta officinale veniva impiegata a scopo medicinale soprattutto per la cura dei calcoli renali, di alcune patologie della tiroide.</p>
<p>Con le foglie e le sommità fiorite di questa specie di <em>Lithospermum </em>si può preparare il famoso e conosciutissimo <strong>tè d’Europa</strong>, un tè molto rinfrescante dal sapore gradevole ottimo anche come diuretico naturale.</p>
<p><strong>Tutte le parti di questa specie sono commestibili e dal sapore delicato. Si può utilizzare in minestre, minestroni oppure dopo averla stufata per pochi minuti in padella, come si fa per gli spinaci, come contorno o ripieno di torte rustiche salate.</strong></p>
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		<title>Licopo europeo &#124; Lycopus europaeus</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/licopo-europeo-lycopus-europaeus/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Apr 2023 15:53:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[acidi organici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Licopo europeo (Lycopus europaeus) o Piede di lupo  o erba-sega è una pianta perenne erbacea dai delicati fiori appartenente alla famiglia delle Lamiaceae; è alta fino a 1m con fusti eretti quadrangolari e rizoma che produce stoloni; foglie opposte, glabre, lanceolate, grossolanamente seghettate (erba sega) e intere verso la base; fiori ermafroditi in verticilli &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Licopo europeo (<em>Lycopus europaeus</em>) o Piede di lupo  o erba-sega è una pianta perenne erbacea dai delicati fiori appartenente alla famiglia delle <em>Lamiaceae</em>; è alta fino a 1m con fusti eretti quadrangolari e rizoma che produce stoloni; foglie opposte, glabre, lanceolate, grossolanamente seghettate (erba sega) e intere verso la base; fiori ermafroditi in verticilli con corolla di colore bianco o rosa-violaceo a chiazze purpuree. Cresce in luoghi umidi, ai margini di stagni, fossati e corsi  d&#8217;acqua, su suoli da argillosi a torbosi periodicamente inondati e ricchi in composti azotati, dal livello del mare a 1100 m circa.</p>
<p>Principi attivi: acido litospermico, flavonoidi, cumarine, tannino, olio essenziale, acidi organici, fluoro.</p>
<p>La pianta, che ha proprietà medicinali, veniva usata per ottenere un colorante nero.</p>
<p>Il nome generico deriva dal greco “<em>lykos</em>” (lupo) e “<em>pous</em>” (piede), per la forma delle foglie, simili ai piedi di lupo. Periodo di fioritura: giugno-settembre.</p>
<p>Anticamente il piede di lupo veniva usato per trattare l&#8217;insufficienza della tiroide o la malattia di Basedow, grazie all’alto contenuto in fluoro.</p>
<p>È utilizzato anche in caso di disturbi nervosi, come ansia, palpitazioni cardiache e crampi.</p>
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		<title>Consolida maggiore &#124; Symphytum officinale L.</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/consolida-maggiore-symphytum-officinale-l/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Apr 2023 11:54:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Consolida maggiore (nome scientifico Symphytum officinale L. 1753) è una pianta erbacea perenne, a fiori penduli, della famiglia delle Boraginaceae; è originaria dell&#8217;Europa, ma naturalizzata in America ed in Asia; in Australia viene ampiamente coltivata; in Italia è presente ovunque, anche sull&#8217;arco alpino, fino a 1300 m s.l.m., a parte alcune zone del sud &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Consolida maggiore </strong>(nome scientifico <em>Symphytum officinale</em> L. 1753) è una pianta erbacea perenne, a fiori penduli, della famiglia delle <em>Boraginaceae</em>; è originaria dell&#8217;Europa, ma naturalizzata in America ed in Asia; in Australia viene ampiamente coltivata; in Italia è presente ovunque, anche sull&#8217;arco alpino, fino a 1300 m s.l.m., a parte alcune zone del sud e centrali sul versante adriatico; predilige luoghi paludosi, fossi, canali e torbiere; ma anche prati umidi e margini dei boschi. Il substrato preferito è sia calcareo che siliceo con pH neutro e valori medi di umidità.</p>
<p><strong>Nomi popolari</strong>: <strong>Consolidata comune, Consolidata maggiore</strong>, Erba pedocchiara, Sinfito, Erba di simas, Renegal, Alo, Orecchia d’asino, Luganigo, Nari, Erba di San Lorenzo, Burae salvaiga, Naro, Erba crambolina, Erba del cardinale, Oegia d’aze, Regaligo, Borragine selvatica, Zinzinnici, Erba de molentis, Suciamele, Selabatu.</p>
<p>E’ una pianta caratterizzata da un grande rizoma ramificato che si sviluppa verso il basso con radici carnose. La corteccia di rizoma e radici è nera e lucida mentre l’interno è bianco. Il fusto, ramificato e ricoperto da peluria, può raggiungere un’altezza di 1 metro. Le foglie, quelle basali sono ovali con apice acuminato, lunghe fino a 30 cm e caratterizzate da un lungo picciolo, mentre quelle superiori sono piccole, lanceolate e la lamina fogliare non si arresta ma prosegue lungo il fusto; tutte le foglie hanno una superficie rugosa con nervature prominenti e di colore biancastro. I fiori, ricchi di nettare per api e bombi, sono riuniti in pannocchie con calice verde e corolla bianca tubulare caratterizzata da 5 denti che ricurvano verso l’esterno. I frutti sono formati da 4 acheni ovali lisci, lucidi e marroni, racchiusi nel calice. Il rizoma fornisce un colorante bruno.</p>
<p><strong>Etimologia</strong>: il nome “Symphytum” sembra derivi da “symphuo” ovvero “saldare/unire”. Molto probabilmente alla nascita di questo nome sta la presunta azione curativa sulle ferite e sulle fratture ossee. Mentre il termine “officinale” fa riferimento proprio all’azione medicamentosa (in quanto storicamente catalogata come erba medicinale).</p>
<p><strong>Sostanze presenti nella pianta</strong>: alcaloidi pirrolizidinici (<strong>licopsamina, intermedina</strong> e derivati acetilati, <strong>simfitina</strong>); <strong>allantoina</strong>; <strong>mono e bidesmosidi triterpenici</strong>, steroli; <strong>tannini catechici</strong>, amidi, mucillagini; <strong>acido clorogenico, acido rosmarinico, acido caffeico, acido litospermico, acido salicilico</strong>; <strong>colina, asparagina</strong> e amminoacidi: <strong>acido gamma-aminobutirrico</strong>, <strong>consolidina</strong> (un glucoalcaloide).</p>
<p>La pianta, sino a poco tempo fa ampiamente usata per le presunte proprietà medicinali (come rimedio popolare contro la gastrite e l&#8217;ulcera gastrica, in relazione al contenuto in allantoina), contiene tuttavia <strong>alcaloidi epatotossici e potenzialmente cancerogeni</strong> (<strong>pirrolizidina</strong>), per cui il suo uso dovrebbe essere abbandonato.</p>
<p>Già gli antichi Greci ne conoscevano le proprietà cicatrizzanti derivanti dalle sue radici. Addirittura, la credenza popolare riteneva che fossero in grado di aiutare la calcificazione ossea dopo una frattura. Plinio il Vecchio ne citava le proprietà terapeutiche per la cura delle fratture e delle tendiniti e i disturbi intestinali, bronchiti o pleuriti. Nel corso dei secoli, la pianta si è poi largamente diffusa in tutta Europa diventando assai popolare in Gran Bretagna tanto che nel XVI secolo la consolida maggiore era uno dei rimedi preferiti dal medico di Enrico II, Jean Fernel, che ne utilizzava le sommità fiorite come sciroppo per il trattamento di tossi, emorragie o diarree, ma anche le radici frantumate per curare i traumi, dimostrando, che, grazie ai suoi componenti,- specie l’allantoina, c’erano importanti risultati nel rinnovamento delle cellule della pelle, della massa ossea e dei muscoli, con accelerazione dei processi di guarigione di fratture, storte e altri stiramenti. Addirittura, le garze contenenti la pasta dei suoi rizomi, erano portate nei campi di battaglia per curare le ferite e le fratture dei soldati in guerra, proprio a mo’ di ingessatura rudimentale. Non a caso il nome “consolida” deriva dalla parola greca <em>symphuò</em> che vuol dire letteralmente “io unisco”.</p>
<p>Pertanto, la pianta è stata usata a lungo dalla medicina popolare per le sue <strong>proprietà vulnerarie</strong> (accelera la guarigione delle ferite) nonché per la capacità di <strong>facilitare la formazione del callo osseo in caso di fratture </strong>e attenuare la sensibilità dolorifica del periostio che persiste dopo un traumatismo. Quando la pianta era secca si grattugiavano le sue parti più consistenti sulle ferite, piaghe o bruciature: il sollievo era assicurato (il processo di guarigione è dato dall’<strong>allantoina</strong>, sostanza usata in sintesi anche dall&#8217;industria farmaceutica per gli stessi scopi). Le mucillagini vengono usate come un <strong>espettorante </strong>(funzione che favorisce l&#8217;espulsione delle secrezioni bronchiali) e sembrano valide anche per la tosse.  Altre proprietà sono: <strong>decongestionante </strong>(diminuisce l&#8217;apporto sanguigno in una data parte del corpo), <strong>astringente</strong> (limita la secrezione dei liquidi), <strong>emolliente</strong> (risolve uno stato infiammatorio) e <strong>analgesica</strong> (attenua il dolore). Esternamente sembra che sia molto utile per varie affezioni della pelle come ustioni, infiammazioni, piaghe e ulcere.</p>
<p><strong>In cucina </strong>si può produrre un buon tè dalle foglie trattate opportunamente, mentre le radici possono essere usate come dolcificanti (contiene zuccheri oltre all&#8217;amido e altro). In certe località, si fa uso alimentare delle parti superiori della pianta come fossero asparagi. In altre zone le foglie vengono bollite e mangiate come gli spinaci. Oppure le radici se sbucciate e tagliate finemente si possono aggiungere nelle zuppe di verdura. Le foglie se tostate possono produrre un surrogato del caffè. Comunque è da tenere presente che questa pianta – come accennato &#8211; presenta una certa tossicità.</p>
<p><strong>Controindicazioni</strong>: La consolida maggiore è controindicata in caso d&#8217;ipersensibilità accertata verso uno o più componenti, nei bambini, nelle donne incinte o che allattano, e nei soggetti affetti da malattie epatiche. più testi ne sconsigliano l&#8217;uso prolungato o abbondante perché potrebbero insorgere affezioni epatiche a causa di alcune sostanze epatotossiche come gli alcaloidi pirrolizidinici. Inoltre nella pianta è presente, in forma per fortuna molto esigua, un alcaloide (la &#8220;simfito-cianoglossina&#8221;) tossico in quanto paralizza il sistema nervoso. In diversi stati se n&#8217;è vietato l&#8217;uso alimentare, come negli Stati Uniti d&#8217;America e in Italia (è nella lista del Ministero della salute delle piante non ammesse come integratori alimentari).</p>
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